Coop Casarsa, 2 mila euro di alimenti donati al Banco Alimentare Fvg

Il grande cuore di Coop Casarsa non si ferma: fedele alle sue radici mutualistiche, l’ultracentenaria cooperativa di consumo fondata nel 1919, che è tra le più importanti del Friuli Venezia Giulia con i suoi 15 punti vendita, ha voluto fare un regalo alle persone più bisognose. Infatti, sono stati donati degli alimenti di prima necessità, per un valore di 2 mila euro, al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, organizzazione no profit che aiuta 300 enti caritativi convenzionati i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione.
“Un’iniziativa – ha affermato il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – che abbiamo voluto realizzare quale nostro segno concreto di partecipazione alla Giornata nazionale della colletta alimentare che, cause le limitazioni date dal Covid-19, nei nostri punti vendita purtroppo nel novembre 2020 non si è potuta svolgere come negli scorsi anni. Così il nostro direttore Piergiorgio Franzon ha curato la consegna che il nostro responsabile amministrativo Stefano Cesarin ha poi effettuato al Banco, con un autotrasportatore che è venuto a ritirare la donazione nella nostra sede”.
Ma questo non è il solo atto di generosità che Coop Casarsa ha realizzato in questi mesi segnati dall’emergenza Coronavirus: sempre al Banco alimentare del Friuli Venezia Giulia sono stati donati 3 mila euro utili per il carburante e la manutenzione degli automezzi con cui ogni giorno il sodalizio recupera derrate alimentari invendute da destinare agli enti caritativi convenzionati. I fondi, donati anche negli scorsi anni, sono stati destinati dai soci di Coop Casarsa attraverso la raccolta punti annuale e integrati dalla stessa cooperativa casarsese. “In più – ha concluso Praturlon – abbiamo donato ai Comuni in cui siamo attivi 30 mila euro in buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19”.

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In copertina, la consegna dei prodotti al Banco Alimentare Fvg; qui sopra, il presidente Mauro Praturlon.

Julia, rientrata a Venzone la bandiera dall’Afghanistan. Zilli: alpini d’esempio

“Gli Alpini, orgoglio della gente friulana, non costituiscono solo una forza di pace capace di garantire la sicurezza all’interno di scenari internazionali ma anche un presidio che interviene a favore della popolazione con innumerevole iniziative a carattere comunitario”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli a margine della cerimonia svoltasi ieri alla caserma Feruglio di Venzone in occasione del rientro della bandiera di guerra dell’8° Reggimento dall’Afghanistan. L’altro giorno, nella base di Camp Arena, a Herat, la Brigata “Folgore”, al comando del generale Beniamino Vergori è infatti subentrata alla “Julia”, comandata dal generale Alberto Vezzoli, nell’ambito del Train Advice Assist Command West (TAAC-W), Comando Nato a guida italiana della missione in Afghanistan “Resolute Support”.

Barbara Zilli con il colonnello Franco Del Favero a Venzone.

“È per me un onore poter essere qui oggi – ha detto Zilli, come si legge in una nota Arc – a salutare il rientro in Friuli Venezia Giulia della bandiera di guerra dell’8° Reggimento Alpini, che torna a casa a Venzone. In questi mesi di impegni in Afghanistan, avete operato per il bene della popolazione locale, portando non solo i necessari aiuti materiali ma anche insegnamenti e indicazioni per permettere a chi vive in quei territori di crescere e prendere per mano le proprie vite. Avete portato con voi – ha aggiunto ancora l’assessore regionale – lo spirito della gente friulana che tanto vi ama e vi stima e che, orgogliosamente, vi è sempre accanto. Siete un esempio di fedeltà alla bandiera, di attaccamento ai valori, di grande operosità ma anche di coraggio, elemento che non può mancare per difendere la pace”.
L’8° Reggimento era partito per Afghanistan a metà luglio; oltre all’attività di peace keeping, da allora ad oggi gli uomini e le donne della Julia hanno realizzato 12 progetti per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. Non va dimenticato poi che la scorsa estate, grazie all’impegno della Regione Fvg, dalla sede della Protezione civile di Palmanova partirono alla volta di Herat materiali per un valore complessivo pari a circa 150 mila euro. A bordo del container erano stati caricati 40 tonnellate di generi alimentari, distribuiti poi tra le città di Herat, Ghor, Badghis, e Farah. A ciò si aggiunsero per gli ospedali della zona, a supporto del contrasto alla pandemia, 8 ventilatori polmonari, 770 tute monouso ospedaliero, 1600 guanti monouso, 700 occhiali protettivi, 900 flaconi con gel igienizzante per le mani, 13500 mascherine chirurgiche, 500 flaconi con liquido antisettico, 1350 copriscarpe monouso, 700 visiere protettive e 125 saturimetri.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia di ieri alla caserma Feruglio di Venzone.

Tilatti (Artigiani Udine): su pandemia e Recovery fund ora è vietato sbagliare!

(g.l.) «Fare presto e senza errori, la situazione è troppo grave e non ce lo consente»: così può essere sintetizzato l’appello che rivolge, attraverso un commento sulla crisi di Governo, appena aperta con le dimissioni del premier Giuseppe Conte, il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti. «E’ arrivato – afferma infatti – il tempo di fare chiarezza e credo si sia finalmente imboccata la strada giusta. L’importante ora è che non ci si accontenti di numeri risicati, che non garantiscono stabilità, ma che si trovi una maggioranza ben definita, in grado di affrontare con determinazione le due partite epocali che ci troviamo a giocare: quella contro la pandemia e quella sul Recovery fund. Sbagliare non è consentito. O questa maggioranza si trova o si restituisca la parola agli elettori, abbiamo già perso abbastanza tempo a occuparci di divisioni, di responsabili e costruttori. Ora bisogna andare avanti, uniti e determinati, cosa che solo una maggioranza forte può fare».

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In copertina, Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Udine.

 

Emergenza medici di base a Grado. Il sindaco: no all’aumento dei pazienti

(g.l.) A Grado non c’è soltanto l’emergenza sanitaria da Coronavirus, che ancora non vuole allentare la presa, ma anche quella dei medici che devono contrastarla affrontando nel contempo tutte le altre patologie della popolazione isolana. Un problema, quello delle recenti dimissioni di due sanitari e quindi della conseguente carenza di operatori di medicina generale – cioè quelli di base o di famiglia che dir si voglia -, che sta molto a cuore alla civica amministrazione, tanto che ieri mattina il sindaco Dario Raugna ha voluto accertarsi di persona come stanno effettivamente le cose. Come informa una nota, si è recato, infatti, al distretto sanitario di via Fiume per verificare la presenza delle file che si erano create all’esterno, a causa dei pazienti che si sono trovati nella condizione di dover cambiare medico per la seconda volta in poco tempo.
Dopo un colloquio telefonico tra il primo cittadino e il dottor De Vuono, responsabile del distretto di Grado, l’Asugi, vale a dire l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, ha provveduto a garantire l’estensione dell’apposito sportello, inizialmente previsto per soli due giorni, per tutta la settimana, tranne il sabato. Lo sportello sarà pertanto attivo ogni giorno fino a venerdì, osservando i seguenti orari: dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16, per far fronte alle tante richieste dei cittadini. Nella nota municipale si ricorda che chi è provvisto dello Spid può cambiare medico anche online sul portale Sesamo per evitare di recarsi in distretto.

Il sindaco Dario Raugna.

«Sono molto preoccupato – afferma Raugna – per il fatto che presto resteremo scoperti di ben due medici e che l’ambulatorio di Fossalon resterà nuovamente sguarnito». La soluzione messa in campo da Asugi al momento è stata l’aumento del numero massimo di pazienti che ciascun medico può avere in cura portando questo limite da 1200 a 1500 pazienti, ma per il sindaco di Grado questa soluzione non è adeguata alle esigenze di cura dei concittadini. «I tre medici che continueranno ad operare a Grado dovranno farsi carico ciascuno di 300 pazienti in più – afferma il capo dell’amministrazione isolana –: è del tutto evidente che si verrà a creare un ulteriore disservizio a scapito della salute dei cittadini, vieppiù che Grado vanta una popolazione molto anziana e che stiamo ancora attraversando una pandemia con tutto quello che ciò comporta in termini di tempistiche per l’accesso alle prestazioni». Un altro problema riguarda il fatto che ad oggi non esistono un’interpretazione univoca e un protocollo che imponga una condotta al medico uscente rispetto al medico entrante relativamente all’accesso ai dati personali dei pazienti, e questo ha inevitabilmente prodotto una serie di lungaggini.

«Adesso pare che si stia andando verso una soluzione e che le procedure si siano velocizzate – afferma ancora il sindaco gradese –. Il diritto alla privacy non dovrebbe mai contrastare con il diritto alla cura. Non è ammissibile che la problematica venga scaricata sul paziente, quando basterebbe il click del mouse di un operatore a far risparmiare un sacco di tempo e di peripezie ai cittadini». E Raugna conclude: «Nei giorni scorsi ho interessato il direttore generale di Asugi, il dottor Poggiana, e spero che anche assieme all’assessore Riccardi si faccia parte attiva per risolvere il problema. Stiamo attraversando una pandemia e tanto più in questo momento la medicina di base non può assolutamente venir trascurata».

La cooperativa Esibirsi con “Rainbow Free Day” online fino al 30 gennaio

Un grande appuntamento online per dare voce alla musica indipendente in questo momento difficile per il comparto a causa dell’emergenza Coronavirus: anche la società cooperativa “Esibirsi”, aderente a Confcooperative Pordenone, è tra i promotori dell’iniziativa “Rainbow Free Day”, in programma fino al 30 gennaio online e che vede tra i protagonisti coinvolti anche i friulani Doro Gjat e Michela Franceschina per la sezione artisti, tra i negozi di musica Biasin Musical Instruments e Musicatelli di Pordenone e per la sezione libri le edizioni Orto della Cultura.
Circa cinquecento le adesioni fra i principali operatori italiani dello spettacolo e dell’arte al progetto. Prima di tutti la Siae, che insieme a Rai Radio Live e alle piattaforme Optimagazine e Dice e Futura, hanno aderito entusiasticamente al progetto. Dice mette online tutti gli eventi live dell’appuntamento delle ore 21. Aveva inaugurato la manifestazione, il 15 gennaio, Tosca – madrina dell’iniziativa – che ha presentato direttamente da Officina Pasolini a Roma – Laboratorio creativo e Hub culturale della Regione Lazio – due giovani cantautori diplomati in questo centro di alta di formazione artistica: Buva e Foscari. Al termine, collegati all’Estragon Club di Bologna, c’è stata la presentazione da parte di Figurine Forever degli Skiantos con l’omaggio a Freak Antoni e Dandy Bestia.
Ogni giorno sulla piattaforma www.rainbowfreeday.com e sui social, collegati fino appunto al 30 gennaio, ancora tante occasioni di produzioni musicali, culturali, artistiche e di spettacolo a prezzi scontatissimi per l’occasione (tutti gli utili ovviamente andranno solo a produttori e artisti).

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In copertina, Biasin e Bot, e qui sopra Michela Franceschina e Doro Gjat.

CiviBank e Veneto Sviluppo insieme per aiutare le micro e piccole imprese

CiviBank e Veneto Sviluppo hanno siglato una convenzione per aiutare le micro e piccole imprese venete nell’affrontare le difficoltà della crisi pandemica.  L’accordo consente alle aziende e ai lavoratori autonomi di ricevere finanziamenti agevolati a medio termine da 5mila fino a 50mila euro a tasso zero. I finanziamenti saranno erogati da CiviBank, nel contesto degli sforzi portati avanti dalla banca cividalese per garantire liquidità alle attività economiche del Nordest colpite dall’emergenza Covid-19.

Michela Del Piero


L’accordo – come informa una nota dello storico istituto di credito friulano guidato da Michela Del Piero – nasce per far fronte a una doppia difficoltà incontrata dalle piccole e micro imprese. Da una parte, il lockdown e le successive misure per il contenimento della pandemia hanno creato una situazione di emergenza per molti settori, che faticano a trovare la liquidità per proseguire o riprendere l’attività, e di conseguenza per pagare fornitori e dipendenti, con gravi ripercussioni su tutto il tessuto economico e sociale. Dall’altra, le misure intervengono su una fascia di finanziamenti – quelli fino a 25mila euro – che secondo i dati della Banca d’Italia è stata in costante flessione fin dal 2011. Si tratta della fascia più richiesta dalle piccole realtà del commercio, secondario, terziario e artigianato. Sempre secondo l’analisi di Banca d’Italia, “a parità di altre caratteristiche, sono soprattutto le banche di maggiore dimensione ad avere adottato politiche creditizie più selettive nei confronti delle imprese più piccole”, in parte per i costi fissi elevati e i bassi ritorni dei finanziamenti alle microimprese, e in parte a causa dell’opacità informativa di queste realtà (Relazione annuale 2019).  L’obiettivo dell’accordo, quindi, è sostenere le realtà di dimensioni più contenute – ma non per questo meno importanti – della vicina regione che sono in difficoltà a causa della sospensione o riduzione dell’attività durante l’emergenza epidemiologica. Per questo i finanziamenti sono dedicati a:
• lavoratori autonomi titolari di partita Iva e con domicilio fiscale in Veneto alla data dell’8 marzo 2020;
• Pmi (ovvero aziende che impiegano da 10 a 250 dipendenti) e microimprese (fino a 9 dipendenti) con sede operativa in Veneto, iscritte al registro imprese e in regolare attività alla data dell’8 marzo 2020.
Grazie al contributo a fondo perduto della Regione Veneto, imprenditori e microimprenditori potranno ricevere i finanziamenti con un contributo in conto capitale per un massimo di 2mila euro. Tre finanziamenti pilota sono già stati erogati ad altrettante realtà venete; i prossimi finanziamenti verranno concessi da CiviBank a partire dalla fine di gennaio.
«Il 2021 per CiviBank inizia con lo stesso proposito con cui abbiamo affrontato il 2020: sostenere il tessuto economico e imprenditoriale del Nordest», dichiara il nuovo direttore generale dell’istituto, Mario Crosta. «Le imprese del Veneto – aggiunge – non hanno mai smesso di lottare per rimanere in piedi in questo periodo d’incertezza, e questo vale anche per i lavoratori autonomi e le microimprese. CiviBank non si dimentica di loro, e questo accordo ci dà gli strumenti concreti per aiutarli ad affrontare questo presente difficile e le sue contingenze».

Mario Crosta

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In copertina, ecco un’immagine della sede centrale di CiviBank a Cividale.

Dal friulano all’inglese: una guida Arlef in vista delle imminenti iscrizioni a scuola

Il 76% dei genitori, lo scorso anno, ha detto di sì al friulano a scuola per i propri figli, come mostrano i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale. Qualcuno potrebbe domandarsi il perché di questa scelta, fatta oggi, in un mondo globalizzato. La risposta, secondo l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana,  è semplice: è sempre più radicata la consapevolezza dei vantaggi cognitivi, sociali e culturali di un’educazione plurilingue, come peraltro dimostra la ricerca scientifica. Un esempio su tutti? Un bambino che studia il friulano impara meglio anche l’inglese. Da non trascurare, poi, una maggiore capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, ma pure di adattamento, una più ampia apertura verso l’altro e molto ancora.
In Friuli, tutti i bambini – osserva ancora l’Arlef – hanno l’opportunità di apprendere la lingua del territorio in maniera naturale. Al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, si può scegliere l’insegnamento del friulano per tutta la durata del ciclo scolastico: parliamo di almeno 30 ore all’anno, secondo quella che a livello europeo è riconosciuta come la metodologia didattica più efficace e all’avanguardia, l’Insegnamento Integrato di Lingua e Contenuto e senza sottrarre ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta viene fatta al momento dell’iscrizione sul portale del Miur https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ ma è possibile rivolgersi anche alla segreteria della scuola per maggiori delucidazioni.
Proprio in vista della scadenza dell’ormai imminente iscrizione scolastica, il prossimo 25 gennaio, per meglio illustrare i vantaggi di questa scelta, l’Arlef ha realizzato un’utile guida: “Crescere con più lingue”, scaricabile dal sito www.arlef.it, arricchita dalla testimonianza di docenti e di importanti esperti, tra cui Luca Melchior, linguista e professore dell’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt specializzato proprio in plurilinguismo. Dai dati raccolti emerge come un bambino che cresce studiando il friulano impara prima a leggere, dispone di una grande attenzione selettiva e ha maggiore facilità nel passare da un compito all’altro. Ma non solo. Il plurilinguismo contribuisce alla salute del cervello (che si mantiene giovane ed elastico, ritardando i rischi di demenza e Alzheimer) e migliora opportunità per la vita privata e per il successo professionale (per le loro competenze linguistiche e le abilità gestionali e relazionali, i lavoratori plurilingui sono più ricercati e guadagnano di più dei monolingui). Un altro aspetto da non trascurare è poi l’importanza di sostenere la scelta anche in famiglia. Anche di questo parla la guida che offre molti utili consigli sulle strategie linguistiche più idonee da usare, quale il metodo “una persona-una lingua” (quando un solo genitore conosce il friulano, ciascun genitore parlerà al figlio sempre e solo nella lingua che conosce) e il metodo “lingua della famiglia” (quando tutti e due i genitori conoscono il friulano, parleranno al figlio sempre in friulano, passando all’italiano solo quando necessario).

Il testo in lingua friulana

Il 76% dai gjenitôrs, l’an passât al à dit di sì al furlan a scuele pai propris fîs, daûr di ce che a mostrin i dâts dal Ufici Scolastic Regjonâl. Cualchidun al podarès domandâsi il parcè di cheste sielte, fate in dì di vuê, intun mont globalizât. La rispueste e je semplice: la cussience dai vantaçs cognitîfs, sociâi e culturâi di une educazion plurilengâl, cemût che e dimostre la ricercje sientifiche, e je simpri plui inlidrisade. Un esempli su ducj? Un frut che al studie il furlan al impare miôr ancje l’inglês. Di no trascurâ, po dopo, une plui grande capacitât di aprendiment e une velocitât di comprension, plui abilitâts logjichis e matematichis e creativis, ma ancje di adatament, une viertidure plui largje par chei altris e pal mont e tant altri di plui.
In Friûl, ducj i fruts a àn la oportunitât di imparâ la lenghe dal teritori in maniere naturâl. Tal moment de iscrizion ae scuele de infanzie, primarie e secondarie di prin grât, si pues sielzi l’insegnament dal furlan par dute la durade dal cicli scolastic: o fevelìn di almancul 30 oris ad an, daûr di chê che a nivel european e je ricognossude tant che la metodologjie didatiche plui eficace e ae avanvuardie, o ben l’Insegnament Integrât di Lenghe e Contignût e cence gjavâ oris a altris materiis. La leç e previôt di fat che al jentri tal 20% dal curriculum individuât in autonomie des scuelis. La sielte e ven fate tal moment de iscrizion sul portâl dal Miur https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ ma al è pussibil indreçâsi ancje ae segretarie de scuele par vê plui informazions.
Propit in viste de scjadince de iscrizion a scuele, ai 25 di Zenâr, par sclarî miôr i vantaçs di cheste sielte, la Arlef – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e à realizât une vuide utile: “Cressi cun plui lenghis”, che si pues discjamâ dal sît www.arlef.it, insiorade de testemoneance di docents e di esperts impuartants, tra chescj Luca Melchior, linguist e professôr de Alpen-Adria Universität di Clanfurt specializât propit in plurilinguisim. Dai dâts cjapâts sù al ven fûr cemût che un frut che al cres studiant il furlan al impare adore a lei, al dispon di une atenzion seletive plui grande e al passe cun plui facilitât di un compit a di chel altri. Ma no dome: il plurilinguisim al jude la salût dal cerviel (che si manten zovin e elastic, ritardant i risis di demence e di Alzheimer) e al puarte in miôr lis oportunitâts pe vite privade e pal sucès professionâl (i lavoradôrs plurilengâi a son plui ricercjâts e a vuadagnin di plui di chei monolengâi par vie des lôr competencis linguistichis e des abilitâts gjestionâls e relazionâls). Un altri aspiet di no lassâ di bande al è, po dopo, la impuartance di sostignî la sielte ancje in famee. Ancje di chest e fevele la vuide che e ufrìs conseis une vore utii su lis strategjiis linguistichis plui justis di doprâ, tant che il metodi “une persone-une lenghe” (cuant che dome un dai gjenitôrs al sa il furlan, ogni gjenitôr al fevelarà al fi simpri e dome inte lenghe che al cognòs) e il metodi “lenghe de famee” (cuant che ducj i doi i gjenitôrs a san il furlan, a fevelaran al fi simpri par furlan, passant al talian dome cuant che al covente).

Artigianato artistico e Servizio civile: la Pro Casarsa cerca tre giovani

Un’esperienza unica a favore della propria comunità impegnandosi in iniziative volte alla promozione del patrimonio artigianale del proprio territorio: la Pro Loco di Casarsa della Delizia ricerca volontari per il Servizio civile universale da impiegare a partire dal prossimo mese di aprile. Attraverso il nuovo progetto “Artisti e artigiani di ieri, oggi e domani per una nuova cultura glocal Friuli Venezia Giulia” promosso dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, l’associazione casarsese è alla ricerca di tre giovani volontari di un’età compresa tra i 18 e i 28 anni.

“Anche quest’anno aderiamo al bando per il Servizio Civile Universale, perchè crediamo si tratti di un’occasione unica per i nostri giovani – fa sapere Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco -. Ci sono tre posti disponibili per altrettanti giovani che potranno mettersi al servizio della loro comunità. Un’esperienza utile per il loro futuro, in quanto diventerà un vero banco di prova per il lavoro di un domani ed un importante momento di crescita e confronto con gli altri volontari che fanno parte della nostra associazione. Per noi del direttivo, questi giovani sono portatori di nuova linfa, nuova energia e siamo pronti ad accogliere le loro idee per la valorizzazione e promozione delle attività artigianali del nostro paese, seguendo la progettualità del bando in corso”.
Le iscrizioni sono già aperte. Come detto, per partecipare, sarà necessario avere avere tra i 18 e i 28 anni di età. Nei 12 mesi del servizio i volontari potranno partecipare attivamente alla vita associative della Pro Casarsa, ponendosi al servizio della comunità. Il Servizio civile universale prevede un impegno di 25 ore settimanali 6 giorni su 7, anche festivi, con assegno mensile di 439,50 euro. L’avvio del progetto è previsto per la primavera del 2021.Per iscriversi i candidati dovranno avere il diploma quinquennale e non aver già svolto il servizio civile e non vantare rapporti di lavoro con il sodalizio per il quale opereranno.

Iscrizioni entro l’8 febbraio prossimo, alle ore 14, in sola modalità online (https://domandaonline.serviziocivile.it) utilizzando il proprio codice Spid (per sapere come ottenerlo basta cliccare www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid). Una sola domanda presso un unico ente, pena l’esclusione. I cittadini appartenenti ad altri Paesi dell’Unione Europea o extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia, potranno accedere alla piattaforma attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento. Nella sezione “Selezione volontari” del sito www.serviziocivile.gov.it e in www.scelgoilserviziocivile.gov.it sono presenti tutte le informazioni per meglio orientare coloro che sono interessati a partecipare.

Per ogni informazione sul bando nelle Pro Loco e Consorzi Pro Loco del Fvg si può contattare la Segreteria Regionale Pro Loco FVG allo 0432.900908 o scrivere a serviziocivile@prolocoregionefvg.it. Tutte le info sono inoltre disponibili sul sito web www.prolocoregionefvg.it

 

Enti camerali: dramma psicologico per le chiusure Covid ignorato da tutti

«Nel momento in cui l’attenzione di tutti è puntata sul disagio psicologico degli studenti a scuole chiuse e se ne chiede la riapertura senza che nemmeno siano state poste in essere dal Governo le idonee misure per consentire un rientro in piena sicurezza, ci stupiamo che nessuno degli esperti impegnati in questa emergenza, in tutti questi mesi, abbia speso una sola parola di preoccupazione per l’esasperazione interiore a cui sono arrivati tantissimi nostri imprenditori: è ora che si aprano gli occhi e si agisca a tutela anche dell’impatto psicologico che pesa sulle nostre pmi, in balia da ormai quasi un anno di decreti e ordinanze, in una continua altalena di aperture e chiusure improvvise e zero chiarezza». Le Camera di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia-Giulia uniscono la loro voce, in rappresentanza di tutte le categorie produttive del Fvg, raccogliendo il grido d’allarme e di dolore «degli imprenditori più colpiti, e più a lungo – spiegano i presidenti Pn-Ud Giovanni Da Pozzo e Vg Antonio Paoletti –: sono troppi, spesso alla guida di imprese piccole o piccolissime, quelli che non ce la fanno più, ma nessuno pone l’attenzione sul loro malessere psichico. Norme che si succedono in maniera imprevedibile e disordinata impediscono loro di potersi organizzare con le scorte, con i dipendenti, con gli investimenti fatti e l’organizzazione basilare del lavoro. Per non parlare di ristori spesso insufficienti o che nemmeno arrivano».

Giovanni Da Pozzo

Antonio Paoletti

Da Pozzo e Paoletti evidenziano: «Vediamo già emergere i primi “sintomi”, i primi casi di “disobbedienza”, proteste e manifestazioni, e purtroppo anche troppi imprenditori arrivati a gesti estremi come togliersi la vita, non sapendo più come andare avanti. Come sistema camerale regionale unito – concludono i presidenti –, ci stiamo impegnando a far emergere il peso causato dall’impossibilità di lavorare e far lavorare i propri collaboratori o dal trovarsi a operare in condizioni totalmente precarie e prive di prospettiva. Non ci sono gare tra sofferenze, ma se si grida alla necessità di tutelare il benessere interiore dei nostri ragazzi, ci si dimentica completamente di una parte cospicua di lavoratori in proprio che subiscono da troppo tempo un peso inaccettabile».
E il vicepresidente Pn-Ud Michelangelo Agrusti rincara la dose: «Siamo di fronte a un vero e proprio dramma psicologico di tanti imprenditori, soprattutto del terziario, che hanno visto svanire la ragione stessa della loro vita e si trovano ora in a dover dipendere da sussidi pubblici, cosa a cui non erano abituati perché contavano totalmente sul proprio lavoro. Purtroppo, si sottovalutano la profonda condizione di difficoltà in cui si sono venuti a trovare e l’alto numero di suicidi che già si sono registrati, in Italia e nel resto del mondo. Ci si concentra su cose che possono generare un’attenzione mediatica più immediata, ma mi domando – conclude Agrusti –: se questi esercenti, albergatori, ristoratori, tassisti, titolari di palestre e centri benessere dovessero fare ricorso al Tar invocando un disagio piscologico, troverebbero altrettanta accoglienza e considerazione?».

Michelangelo Agrusti

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

Gli Usa da Trump a Biden e la vita a New York: focus con Laura Valeri

Una pordenonese alla New York University. E’ Laura Valeri che oggi ci aiuterà a capire meglio la transizione americana da Donald Trump a Joe Biden nella giornata di avvio ufficiale della nuova presidenza, il tutto in mezzo agli innumerevoli problemi causati dal propagarsi del Covid-19. Si conclude, infatti, la serie di tre appuntamenti con altrettanti corregionali del Friuli Venezia Giulia stabilitisi in diverse città Usa per comprendere meglio cosa sta succedendo Oltreoceano e quale futuro aspettarsi nei rapporti con l’Italia e la nostra regione. Gli incontri, come è noto, fanno parte del Focus speciale sugli Stati Uniti d’America nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua in questo modo a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Non potendo esserci incontri in presenza, l’attività si è strutturata online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”. In questi spazi digitali si svolgono interviste in diretta (che possono poi essere riviste) sia con i giovani della recente emigrazione che con i corregionali da più tempo all’estero o i discendenti di emigranti friulani.
Il Focus Usa si concluderà, dunque, oggi 20 gennaio: alle 18 appuntamento online con la Grande Mela, dove qui vive Laura Valeri, che lavora alla New York University ed è originaria appunto di Pordenone. Diventata cittadina americana, racconterà la sua vita newyorkese tra sfide professionali e passioni, come quella della famosa Maratona. Laura Valeri sarà intervistata in diretta da Michele Morassut, della segreteria Efasce, assieme al presidente Gino Gregoris.

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In copertina, la pordenonese Laura Valeri che vive a New York.