Efasce in dialogo con Claudio Mucignat ricercatore di Cordenons a Zurigo

Avverrà in collegamento con la Svizzera il primo incontro del mese di marzo del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. L’appuntamento darà spazio a un corregionale che si è messo in luce in uno dei centri di ricerca più importanti d’Europa, dimostrando come la formazione “Made in Fvg” sia ampiamente richiesta oltre i confini nazionali.
Così, domani 1 marzo, alle 18, conosceremo Claudio Mucignat, originario di Cordenons e che ora vive a Zurigo. Qui lavora come ricercatore in laboratorio e sperimentazione all’Empa, Centro Ricerca Svizzera, sui materiali applicati alle costruzioni e alla fluidodinamica. Mucignat dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e con il presidente Gino Gregoris, mentre a inizio puntata ci sarà anche il saluto del sindaco di Cordenons, Andrea Delle Vedove, al suo concittadino.
Dopo aver frequentato il Liceo Grigoletti a Pordenone, Claudio Mucignat si è laureato sempre in città in Ingegneria meccanica nei corsi dell’Università di Udine, spostandosi poi nelle sede centrale dell’ateneo per il dottorato.
Mucignat racconterà non solo il suo lavoro ma anche la sua vita di ogni giorno, visto che ha scoperto una Svizzera diversa dai soliti cliché, con luoghi storici per la produzione dell’energia elettrica che hanno molti punti in comune con le centrali idroelettriche del Pordenonese. Racconterà della sua famiglia, con la moglie conosciuta a Udine e i loro due figli nati nel Paese elvetico, nonché di come i legami con il Friuli Venezia Giulia rimangano saldi, unitamente all’affetto verso i propri cari che ancora vivono a Cordenons.

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In copertina, Claudio Mucignat, cordenonese che vive a Zurigo.

 

 

CiviBank e Codess insieme: un fondo da 5 milioni per le aziende in crisi pandemica

Maxifinanziamento per CiviBank e Codess. La Banca di Cividale, unico istituto di credito cooperativo rimasto indipendente nel Nord-Est, e Codess Sociale, Società Cooperativa Sociale Onlus con sede a Padova attiva in Italia e all’estero, hanno infatti siglato un accordo per l’erogazione di un finanziamento da 5 milioni di euro, grazie alla garanzia Sace, a sostegno delle aziende colpite dall’emergenza sanitaria. CiviBank ha quindi accompagnato, seppur parzialmente, l’attività di quella che è considerata una delle più solide realtà venete e tra le più rilevanti a livello nazionale, in questo periodo di grave crisi pandemica che risulta tutt’altro che superata.

Michela Del Piero


«Sono particolarmente orgogliosa di questo accordo tra CiviBank e Codess perché, al di là dell’operazione finanziaria, questo è un esempio delle sinergie che una banca per il territorio, quale è CiviBank, può creare a favore della socialità, delle realtà e delle persone che compongono il tessuto economico e sociale»”, ha detto Michela Del Piero, presidente di CiviBank. «Questo accordo – ha aggiunto – è un’ulteriore testimonianza dell’impegno di CiviBank ad essere a fianco di aziende e società meritevoli messe in difficoltà dalla pandemia anche nell’area del Veneto. Un territorio che conosciamo bene e in cui faremo sempre più sentire il nostro supporto grazie anche alle nuove aperture di uffici di prossimità e relazione con la clientela a Padova e Montebelluna, che si aggiungeranno ai presidi già attivi nel Veneto orientale».
«Abbiamo trovato in questo strumento proposto da CiviBank uno strumento innovativo – ha spiegato Luca Omodei, direttore generale di Codess Sociale -, che permette in questo momento di difficoltà di continuare nel nostro quinquennale progetto di sviluppo di servizi educativi e socio-sanitari, i primi rivolti principalmente ad oltre 500 studenti delle International School e scuole Bilingue, i secondi ad oltre 5.000 ospiti delle Residenze per anziani».
I finanziamenti a garanzia Sace rimangono a disposizione delle aziende di tutte le grandezze, con sede in Italia, che ne fanno richiesta attraverso CiviBank fino al 30 giugno 2021 e hanno la finalità di permettere alle imprese di ottenere liquidità in tempi brevi garantendo continuità alla loro operatività. Le aziende possono accedere a questa linea di credito se non erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 ed a patto che abbiano già utilizzato fino a completa capienza il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Ulteriori informazioni sui finanziamenti a garanzia Sace sono a disposizione a questo link.

Cinque milioni di finanziamento.


Codess – E’ una società cooperativa sociale onlus con sede a Padova, ma attiva in tutta Italia con strutture anche nel Regno Unito e in Slovenia. Si propone, con scopo mutualistico e senza fine di lucro, di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini. Ha come oggetto l’intervento nel campo socio-assistenziale, sanitario, riabilitativo, educativo e formativo, con la promozione e la gestione di attività e servizi sociali, didattici, ricreativi e le attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Con referenze presso oltre 300 Enti Pubblici, occupa oltre 3.500 persone in tutto il territorio nazionale. Per ulteriori approfondimenti www.codess.org

CiviBank – E’ nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale cambia denominazione e diventa CiviBank: un nome che celebra le sue radici – la città di Cividale – ma anche la centralità della comunità, con il suffisso “Civi”. “Bank” rappresenta invece la modernità e il futuro, l’apertura dell’Istituto cividalese all’era digitale e a un contatto con gli utenti sempre più stretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, quasi 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e Veneto. Dettagli su www.civibank.it

 

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In copertina e qui sopra la sede centrale di CiviBank a Cividale.

 

Dalla Giornata friulana dei diritti alla Bandiera dell’Arlef ai Comuni

Quella di domani, 27 febbraio, è una data importante nella storia del Friuli. In quel giorno del 1511, giovedì grasso, prese avvio la più grande rivolta popolare friulana, il “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione, ormai da un po’ di anni, Radio Onde Furlane ha scelto di celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits” (Giornata friulana dei diritti). Anche nel 2021 per la “radio libare dai furlans” quell’anniversario sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli, in Friuli e altrove nel mondo, con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento. In particolare, per quest’anno, la programmazione dell’intera giornata sarà dedicata al rapporto tra pandemia e diritti e al modo in cui la diffusione del Covid-19, la sua gestione e il suo contrasto hanno influito sull’esercizio dei diritti fondamentali, in Friuli ed altrove in Europa e nel mondo. La giornata sarà introdotta alle 9 dal direttore responsabile dell’emittente, Mauro Missana, e dal caporedattore, Carli Pup.

La rivolta friulana del 1511.

A partire dalle 9.30 l’attenzione sarà puntata in primo luogo su diritti, lavoro e pandemia, questione affrontata in uno speciale curato e condotto da Mauro Missana, in cui è previsto un confronto a più voci su questo tema particolarmente complesso e articolato. A seguire, dalle 10.30 saranno affrontati altri temi chiave e saranno dedicati spazi specifici alle diverse declinazioni del rapporto tra diritti fondamentali e pandemia, a partire dallo speciale a cura di Paolo Cantarutti dedicato a diritti, pandemia, istruzione ed educazione. Seguirà, alle 11, lo speciale condotto da Giorgia Zamparo riguardante diritti, pandemia e salute, che a sua volta lascerà spazio alle 11.30 all’impatto della pandemia su giovani e anziani, argomento affrontato nello speciale dedicato a diritti, pandemia e società curato e condotto da Margherita Cogoi.
Tra le 12 e le 13 ci saranno altri due approfondimenti, dedicati rispettivamente ai diritti civili e ai diritti linguistici ai tempi del Covid-19. il primo è affidato alla conduzione di Carli Pup, mentre il secondo, con inizio alle 12.30, è curato da Marco Stolfo. Seguirà, alle 13, lo speciale curato e condotto da Marta Savorgnan, in cui il tema generale del rapporto tra pandemia e diritti sarà declinato in relazione con l’ambiente.
Dalle 13.30 alle 14 sarà lasciato spazio alla musica e nella mezz’ora successiva sarà protagonista la storia, con la voce di Barbara Minen che rievocherà la rivolta della Joibe Grasse del 1511, mentre dalle 15 alle 16 è prevista una puntata speciale di Tunnel, la rubrica curata e condotta da Giorgio Cantoni, per l’occasione dedicata ai diritti in musica.
Dalle 16 alle 19 saranno riproposti gli speciali già presentati durante la mattinata, con un ordine diverso: si comincerà dal programma di Mara Savorgnan sull’ambiente, seguito da quelli di Marco Stolfo e Carli Pup, rispettivamente dedicati ai diritti linguistici e ai diritti civili, e quindi dagli approfondimenti su società, salute e istruzione, a cura di Margherita Cogoi, Giorgia Zamparo e Paolo Cantarutti. Dalle 19 alle 20 il tema dei diritti in musica sarà affrontato da Gabriella Mattioli all’interno di una puntata speciale de La Gabi teRAPia, al quale farà seguito al replica dello speciale dedicato al lavoro, a cura di Mauro Missana. Dalle 21 alle 23,la Zornade Furlane dai Dirits si chiuderà in musica con le selezioni a tema di Adrianus e Checo Tam, all’interno di una puntata speciale di Indigo/Symphony of Silence. Il tutto sarà proposto sulle frequenze di Radio Onde Furlane – i 90 Mhz in gran parte del Friuli e i 90.200 Mhz in Carnia – e sarà diffuso in tutto il mondo in streaming (www.ondefurlane.it/player). La programmazione della Zornade Furlane dai Dirits potrà essere seguita anche su tablet, smartphone, iPad e iPod attraverso la App, che permette a chiunque e dovunque di ascoltare la “radio libare dai furlans”.

Radio Onde Furlane.

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La bandiera del Friuli storico.

Sta per cominciare la consegna delle bandiere del Friuli ai Comuni che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa promossa dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane è stata accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali che in occasione del prossimo 3 aprile, giornata in cui si celebra la “Fieste de Patrie dal Friûl”, potranno così vestire a festa i propri Comuni. L’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, nei mesi scorsi, ha contattato tutti i Comuni friulani mettendosi a loro disposizione per la distribuzione del vessillo – ufficialmente riconosciuto con legge regionale – che riporta, in campo azzurro, la celebre aquila araldica d’oro con le ali spiegate. «La risposta dei sindaci è stata molto positiva – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino -. La macchina organizzativa è già in moto da un po’ e a breve cominceremo con la distribuzione, che terminerà in tempo per poter celebrare tutti insieme il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro i luoghi simbolo della Patria». La bandiera del Friuli è il settimo vessillo più antico d’Europa (1334). La sua origine risale ai tempi del Principato patriarcale di Aquileia, detto anche Patria del Friuli o Stato patriarcale friulano, il quale dal 1077 al 1420 governò come Stato sovrano il Friuli e a periodi alterni altri territori. L’esemplare più celebre e antico del vessillo patriarcale è esposto nel Museo del Duomo di Udine. L’iniziativa dell’Arlef arriva un anno dopo i festeggiamenti “virtuali” del 2020: «Quella passata è stata una festa diversa dal solito – ha spiegato infine Cisilino -, ma che ci ha mostrato tutta la straordinaria passione, il sentimento di unione e identità dei friulani». Seppur nel segno di #iorestoacasa, così come richiedeva il momento che stavamo vivendo, in moltissimi hanno risposto all’appello lanciato dall’Arlef, tanto che sono state ben oltre 500 le foto di bandiere giunte all’Agenzia da ogni angolo del Friuli, ma anche dai friulani fuori regione e dall’estero».

Eros Cisilino presidente Arlef.

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In copertina, la Joibe Grasse del 1511 illustrata da Luigino Peressini.

 

Qualità e innovazione in Fvg nei servizi socio-sanitari per gli anziani

Qualità e innovazione nei servizi socio-sanitari per gli anziani. E’ questo l’obiettivo che ha animato un incontro tra i principali soggetti gestori e portatori di interesse del mondo delle case di riposo del Friuli Venezia Giulia. Presidenti e rappresentanti di Federsanità-Anci Fvg, Anci Fvg, Uneba Fvg, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoopsociali, Agci solidarietà, in rappresentanza di quasi 8 mila posti letto (pari a circa l’80 per cento del totale disponibile in regione), hanno concordato di avviare un tavolo di confronto sui temi principali e le complessità della situazione che, a seguito della pandemia, riguarda le strutture residenziali per anziani e i servizi socio-sanitari territoriali per le persone anziane.
In considerazione dell’attuale situazione, i partecipanti all’incontro hanno condiviso la necessità di dare ulteriore concretezza – anche attraverso azioni comuni, sinergie e progetti condivisi – ai valori di responsabilità sociale, di crescita delle comunità locali, di umanizzazione degli interventi, di qualità dei servizi che contraddistinguono, da sempre, la loro azione sociale. In particolar modo, è stata condivisa l’importanza di riattivare “progettazioni partecipate” da tutti i soggetti pubblici e del Terzo settore per contribuire a riformare il sistema dei servizi territoriali dedicati alle persone anziane per meglio rispondere alle nuove esigenze. Tra i temi affrontati, l’individuazione di proposte innovative per il futuro delle strutture e dei servizi per le persone anziane, anche tramite le opportunità offerte dal Recovery Fund: tra cui la residenzialità innovativa per le persone non autosufficienti, forme innovative di domiciliarità, Ict, telemedicina e domotica, coinvolgimento delle comunità locali e così via.
Per il presente e nel breve periodo, i partecipanti hanno inoltre affrontato il tema delle notevoli criticità registrate da marzo 2020 e ancora in corso, a seguito della pandemia: dalle criticità finanziarie dei bilanci, alle mancate entrate derivanti dai limiti per i nuovi ingressi di anziani nelle case di riposo, dalle strategie anti-Covid nelle case di riposo, allo stato di avanzamento delle vaccinazioni.
Le principali proposte emerse verranno sintetizzate, entro breve, in un documento destinato alla Regione Fvg, al fine di sostenere, con urgenza, l’azione di contrasto dei danni provocati dalla pandemia e per far ripartire, sempre in sicurezza, questo settore fondamentale per le persone anziane e le loro famiglie. Pertanto, Federsanità-Anci Fvg, Anci Fvg, Uneba Fvg, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci sociali ritengono che il tavolo di lavoro avviato possa diventare una prassi da consolidare e rinnovare, con la finalità di migliorare la qualità dei servizi offerti per la popolazione anziana della nostra regione e offrire all’Amministrazione regionale un’interlocuzione ampia, altamente qualificata e rappresentativa di questo settore e delle comunità locali.

(In copertina, foto dell’Associazione de Banfield – Trieste)

“Fieste de Patrie dal Friûl”: bando Arlef per i Comuni, domande entro l’8 marzo

L’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – Arlef sosterrà, per una somma totale di 25 mila euro, gli enti locali che vogliano realizzare eventi collaterali alla celebrazione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Giunta alla sua 44a edizione, la “Fieste” ricorre il 3 aprile e ricorda la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano nel 1077. Quest’anno l’evento principale si svolgerà l’11 aprile e vedrà quale sede principale Udine. Potranno accedere ai fondi gli enti aventi la propria sede legale nei territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma – per la prima volta – anche i Comuni “friulani” del Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto) in forza di un accordo sottoscritto tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto lo scorso 17 settembre.
Come previsto dal bando, disponibile su www.arlef.it, sezione “Bandi, gare e avvisi 2021”, saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi di qualità, da realizzarsi online, che rendano partecipi soprattutto le generazioni più giovani e volti a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane; così come stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine realizzazione e posa in opera di lastre, targhe o insegne turistiche allo scopo di commemorare personalità che hanno contribuito in modo determinante alla conservazione e allo sviluppo dell’identità friulana.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire, entro il termine perentorio dell’8 marzo prossimo, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432.555910 o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina e qui sopra la bandiera del Friuli che sventola sulla specola del Castello di Udine.

(Foto Petrussi)

A Torre di Pordenone nasce “Ridoprìn Lab” a 100 anni dalla coop di don Lozer

Sulle orme di don Giuseppe Lozer e delle donne del borgo, che qui esattamente 100 anni fa fondarono la Cooperativa dell’Ago, a Torre di Pordenone nasce il “Ridoprìn Lab”, laboratorio di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpόs. Un nome che richiama il verbo friulano “Tornìn a doprâ”, cioè riusiamo, per dare occupazione alle donne più fragili contribuendo nello stesso tempo allo sviluppo dell’economia circolare, amica dell’ambiente, in cui si dà nuova vita a oggetti vecchi invece di gettarli nei rifiuti. Per questo il primo passo è l’appello a chiunque – aziende, negozi o privati – voglia donare del materiale di merceria o qualsiasi tipo di materiale tessile (anche confezionato) che non utilizza più.
Infatti, questo nuovo progetto della cooperativa sociale Karpόs di Porcia punta a recuperare e riutilizzare senza sprechi vestiti e tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale e il reimpiego occupazionale di donne in condizione di fragilità. Il nuovo laboratorio sartoriale nasce a distanza di un secolo dalla fondazione della Cooperativa dell’Ago ad opera del prete Giuseppe Lozer, una delle figure più importanti della cooperazione del Friuli occidentale, che negli anni ’20, ’30 e’40 del Novecento fu artefice di molte cooperative in aiuto alla popolazione della borgata di Pordenone.

Paola Marano presidente di Karpόs.


“Abbiamo affittato dei locali in centro a Torre per partire col nostro nuovo progetto – ha spiegato Paola Marano, la presidente di Karpόs – ed essi sono ubicati proprio nei pressi della piazza dedicata a don Lozer. Abbiamo pensato non fosse una casualità, infatti nel 1921, cioè esattamente 100 anni fa, il prete fondò proprio a Torre la Cooperativa dell’Ago, una cooperativa al femminile nata per dare occupazione alle donne che non avevano trovato impiego nel vicino cotonificio. E anche il nostro progetto è dedicato a tutte quelle donne in situazione di fragilità: giovani madri sole con figli a carico, donne che a lungo si sono impegnate in lavori usuranti come possono essere quelli assistenziali o di pulizia, come anche le donne in età vicina alla pensione ma che non l’hanno ancora raggiunta e che faticano a trovare occupazione”.
Nell’ottica dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e di recuperare oggetti usati dandogli nuova vita, la cooperativa sociale Karpόs di Porcia ha partorito questo nuovo progetto incentrato su sostenibilità ambientale e creazione di nuove opportunità lavorative per il reinserimento occupazionale di persone svantaggiate o ricomprese nelle fasce deboli.
“L’idea è quella – ha precisato Marano – di dare vita ad un laboratorio creativo in cui gli accessori, i capi e i complementi d’arredo vengono rinnovati o realizzati in maniera artigianale e poi venduti. Una sorta di laboratorio del riuso sartoriale, per aiutare le persone a rinnovare il guardaroba in modo sostenibile. Si produrranno capi artigianali con tessuti usati. Si effettueranno piccole manutenzioni sartoriali su commessa. Verrà anche prodotta oggettistica con materiale di recupero ed effettuata la vendita di indumenti usati di qualità e di accessori moda. Un atelier vintage che piacerà a chi non ama “sprecare”, ai più giovani in cerca di abiti usati “con carattere” o a chi cerca un capo unico, realizzato con cura sartoriale”.
In questo momento di avvio del progetto, la cooperativa Karpόs lancia un appello a tutte quelle mercerie, tappezzerie, negozi di scampoli e tessuti, aziende tessili affinché donino a favore di questo progetto quei tessuti, filati, bottoni, lana che non utilizzano più, sempre nell’ottica del riuso e quindi nel pieno rispetto per l’ambiente. “Per poter partire – ha detto Paola Marano – abbiamo bisogno di molto materiale: scampoli, tessuti, filati, ma anche lana, filo e simili. Al momento, al progetto stanno lavorando una nostra socia e una lavoratrice in borsa lavoro tirocinio inclusivo, ma contiamo di avviare la produzione di una collezione e quindi pensiamo di poter assumere nuove lavoratrici, ma abbiamo bisogno di aiuto, chiediamo materiali a chi magari non servono più. Per questo, ci appelliamo ai titolari di mercerie dismesse, negozi di scampoli o aziende di tessuti. Da loro attendiamo un aiuto concreto per un progetto a sostegno delle donne e del territorio. Siamo certi che “Ridoprìn Lab” diventerà un luogo di scambio e d’incontro, un volano per altre attività commerciali presenti a Torre”.

La sede di  “Ridoprìn Lab”.

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In copertina, don Giuseppe Lozer storico parroco di Torre.

Fondazione Carigo raddoppia il sostegno a favore del Polo universitario di Gorizia

È stato sottoscritto un nuovo Accordo Quadro tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presieduta da Roberta Demartin, e le Università di Trieste e Udine – guidate, rispettivamente, dai magnifici rettori Roberto Di Lenarda e Roberto Pinton – che rinnova per il prossimo triennio il rapporto di collaborazione volto specificamente al sostegno e allo sviluppo dei corsi universitari presenti nel Polo di Gorizia, con particolare riferimento alla ricerca scientifica e al correlato aspetto didattico, così come all’ampliamento e rafforzamento dell’offerta formativa.
L’ambito dell’”Educazione, istruzione e formazione”, che include il sostegno al polo universitario locale, è stato messo al centro degli interventi della Fondazione per il triennio 2020-2022, come indicato nel Piano Pluriennale predisposto dal consiglio di amministrazione e approvato dal consiglio di indirizzo alla fine del 2019, con la consapevolezza che l’educazione e la formazione rappresentino nella società contemporanea le sfide più importanti, da affrontare con coraggio e concretezza, attraverso azioni innovative e sostenibili. «La Fondazione – sottolinea Roberta Demartin – ha voluto porre al centro della propria attenzione la risorsa più pregiata: i giovani. Riteniamo infatti fondamentale la valorizzazione del potenziale delle future generazioni, cui dovremo passare il testimone, riconoscendo, attraverso adeguati percorsi formativi, il protagonismo che spetta loro di diritto e la possibilità di intraprendere un percorso di consapevolezza del ruolo che potranno ricoprire nella società». «Puntare sui giovani – aggiunge la presidente – significa scatenare e valorizzare le intelligenze che si trovano nei grandi luoghi di formazione della conoscenza del nostro Paese, sostenendo il polo universitario locale e promuovendo la ricerca scientifica come generatore di sviluppo del territorio».
Con il rinnovo di questo Accordo Quadro, quindi, la Fondazione ha voluto puntare al consolidamento e al rafforzamento della presenza universitaria a Gorizia mediante il sostegno diretto alle due Università che presenteranno un programma annuo di interventi tesi a valorizzare le componenti formative e di ricerca presenti sul territorio goriziano. La Fondazione si è impegnata allo stanziamento annuo di 50mila euro per ogni Università per ciascun anno di durata della convenzione. Raddoppiate dunque le risorse rispetto al triennio precedente, che passano da 50mila euro a 100mila euro complessivi all’anno. Il rinnovo di questo accordo è un ulteriore tassello per concretizzare il piano di interventi che la Fondazione Carigo ha scelto di riservare ai giovani: una pianificazione complessiva e prospettica che intensifica il ruolo di stimolatore dello sviluppo e di innovatore sociale.

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In copertina, Roberta Demartin presidente della Fondazione Carigo.

 

Gli splendidi 100 anni di Amabile alla casa-famiglia di Pradielis

(g.l.) Siamo ormai in Quaresima, ma il periodo di Carnevale, seppur trascorso sotto tono a causa degli ancora purtroppo noti problemi pandemici, nell’Alta Val Torre è ricordato anche per un bellissimo avvenimento: il traguardo dei 100 anni tagliato alla casa famiglia di Pradielis da Amabile Grimaz, originaria di Stremiz una piccola località montana sopra Faedis. Un secolo portato veramente alla grande, con una grinta eccezionale, che dimostra la tempra e la forza di questa simpatica vecchietta – tanto festeggiata dagli altri ospiti della struttura, ma anche da figli, parenti e amici, oltre che dal sindaco di Lusevera Luca Paoloni e da componenti della sua amministrazione, come Carla Lesa sempre molto vicina agli anziani della casa -, venuta alla luce all’indomani della Grande Guerra e che poi ha attraversato una lunga vita, non senza difficoltà, acuite dalla seconda guerra mondiale e infine dal terremoto. Ma Amabile è stata più forte di tutte queste avversità e le ha superate con forza, tanto che oggi brinda alla sua splendida età che ha meritato i complimenti e gli auguri di tutti. Ai quali aggiungiamo, ovviamente, anche i nostri!

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In copertina la centenaria Amabile Grimaz con il sindaco Luca Paoloni; all’interno, altre due immagini della bellissima festa a Pradielis.

Pordenone, sostegno alle coop che assumono donne e disoccupati

Finanziamento al 100% di progetti di investimento di importo compreso tra 5 mila e 50 mila euro per realtà, cooperative comprese, che impiegano Neet (maggiorenni sotto i 29 anni di età che non lavorano né studiano), donne inattive e disoccupati di lunga data: si tratta del nuovo bando nazionale Invitalia chiamato “Selfiemployment” che mette a disposizione agevolazioni per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali. Confcooperative Pordenone, con i suoi uffici, è a disposizione per supportare nella fase di presentazione delle domande, le quali vanno presentate online a partire dal mezzogiorno di lunedì 22 febbraio.

Marco Bagnariol


“Si tratta di un’iniziativa – spiega Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone – che permette di potenziare le risposte occupazionali per settori della popolazione che sono andati maggiormente in sofferenza a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19. Donne e giovani sono stati i più colpiti e con il nostro supporto vogliamo dare la possibilità a quelle cooperative che hanno i requisiti, di accedere ai fondi”.
Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi, senza garanzie, rimborsabili in 7 anni con rate mensili che decorrono dopo dodici mesi dall’erogazione del prestito. I settori economici ammessi sono tutti quelli relativi alla produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising; ad esempio, sono compresi i settori del turismo (alloggio, ristorazione, servizi), servizi culturali e ricreativi, servizi alla persona, servizi per l’ambiente, servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione), risparmio energetico, energie rinnovabili e trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013.
“Si tratta d’interventi – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – preziosi per sostenere l’occupazione nelle nostre cooperative, le quali già tanto hanno fatto a livello sociale durante questi mesi vissuti in emergenza. Una strada, quella dell’aiuto alle associate, che proseguiremo anche nel 2021, anno che speriamo a livello sanitario ci possa dare speranza con i vaccini ma che a livello economico sarà forse ancora più complicato di quello appena trascorso”.

Luigi Piccoli

Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434/378700 e-mail: pordenone@confcooperative.it).

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In copertina, ecco la sede di Confcooperative Pordenone.

Online il nuovo sito web della Camera di Commercio Pordenone-Udine

È online il nuovo sito della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, www.pnud.camcom.it, pensato, progettato e creato facendo sintesi delle esperienze dei due vecchi siti territoriali. Un’unica Camera per i due territori si vede ora anche dalla sua “veste” web, primo punto di contatto per cittadini e imprese, che ormai hanno preso confidenza con l’accorpamento tra i due enti. Cosa che ha comportato un grande lavoro di armonizzazione di attività e processi complessi a livello interno e che progressivamente è arrivato a regime. La realizzazione del sito è andata di pari passo, velocizzata anche in conseguenza dell’emergenza sanitaria, che ha portato al centro l’esigenza di garantire servizi fruibili a distanza, ove fattibile. Anche su questa base, il sito e i servizi online sono stati potenziati e lo saranno ulteriormente nei prossimi mesi.
«Tenuto conto della complessità di un’operazione del genere, la priorità era arrivare velocemente a un unico portale che rispecchiasse l’accorpamento avvenuto e fornisse con maggior chiarezza le informazioni – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –. Con l’emergenza sanitaria, abbiamo voluto rispondere subito alle esigenze di servizi online più efficaci, potenziando occasioni di approfondimento e formazione a distanza, ma anche di comunicazione più diretta con uffici-utenti, aspetto su cui le nostre strutture e il personale si stanno impegnando con determinazione. In questa direzione sono andati anche l’avvio della pagina Facebook della Camera di Commercio Pn-Ud, la scorsa estate, quale anticipazione del sito, e del canale YouTube UP!Economia».

Il nuovo portale unico è molto snello e immediato nell’aspetto, nel rispetto delle linee guida della Pa digitale e sempre mantenendo informazioni complete sui diversi argomenti. È responsive, per poter essere visualizzato correttamente da pc, tablet o smartphone, e raggruppa le funzioni e i servizi degli uffici per macroaree tematiche. La sua fruizione è pensata cioè dal punto di vista dell’utente, che è assistito anche da un campo di ricerca libera per trovare velocemente l’argomento specifico di proprio interesse. Dalla homepage è facile, inoltre, avere accesso diretto alla prenotazione degli appuntamenti per i vari uffici di entrambe le sedi, così come scorrere subito tutte le ultime novità, in termini di servizi, avvisi ed eventi, ideati dalla Cciaa nel suo insieme. Più immediata e comoda anche la condivisione sui social delle pagine e spazio in evidenza anche ai corsi di formazione e ai seminari in tematiche strettamente connesse al mondo del lavoro, dell’impresa, dell’economia e dei mercati, tutti al momento fruibili online per i partecipanti. Sempre in homepage resta comunque ben chiara l’identità delle due sedi territoriali, per consentire agli utenti di ciascun territorio di individuare facilmente accesso, attività e opportunità specifiche.

Il nuovo portale è stato realizzato internamente dal personale dell’ente con il supporto di SiCamera, società del sistema Cciaa, e sarà perfezionato in questi primi mesi di debutto in base alle esigenze che emergeranno dal suo utilizzo a regime e dai suggerimenti che arriveranno anche da chi lo “frequenterà”. Proprio dalle pagine del sito, gli utenti sono invitati a esprimere la loro opinione o inviare suggerimenti per migliorarne la fruibilità, scrivendo una mail a urp@pnud.camcom.it o un messaggio diretto sulla Pagina Facebook della Camera di Commercio di Pn-Ud.