Coronavirus, a Grado i contagi sono in aumento: il sindaco sollecita un incontro

(g.l.) «Abbiamo sollecitato con urgenza un incontro con la Prefettura, il vicegovernatore Riccardi e il Dipartimento di Prevenzione in ordine all’aumento dei casi di positività al Covid-19 nel Comune di Grado. Ho rinnovato le mie preoccupazioni circa l’andamento del contagio nel nostro Comune». Sono le parole del sindaco Dario Raugna in apprensione per l’aumento della positività al Coronavirus nell’isola, anche se nel contempo ha annunciato con soddisfazione che si avvicina l’ora per dare il via alle tanto attese vaccinazioni. E a tale riguardo, nella giornata di ieri l’amministrazione civica – come informa una nota – si è mossa su due fronti: il primo è stato quello dell’attivazione del Centro operativo comunale di Protezione civile con due funzioni, sanità e volontariato, per portare aiuto alle persone in isolamento o quarantena che si trovano in difficoltà a fare la spesa, a reperire farmaci o beni di prima necessità. Le modalità con cui accedere al servizio verranno comunicate a breve. Il secondo è stato il fronte istituzionale, appunto con la richiesta di un immediato incontro con gli organi competente del Friuli Venezia Giulia.

Il sindaco Dario Raugna.


«Il Dipartimento di Prevenzione di Asugi – continua il primo cittadino – ci ha informati che da almeno tre settimane nella nostra Provincia (Gorizia, ndr) si registra un trend in aumento con un’incidenza particolarmente alta sulla nostra località e si è ripromesso di fornirci a breve un’analisi maggiormente dettagliata, a cui eventualmente seguiranno delle disposizioni aggiuntive per meglio fronteggiare la pandemia. Nel corso della riunione abbiamo appreso con soddisfazione che nelle prossime settimane Grado sarà coinvolta per la somministrazione dei vaccini».
Il primo file sui contagi inviato ieri mattina al sindaco gradese riportava 168 isolamenti e 171 quarantene, ma poi con una rettifica ne è stato inviato un altro con 124 isolamenti (domenica 7 marzo, erano 160). «Attendiamo ora – conclude Raugna – l’analisi più approfondita del Dipartimento di Prevenzione».

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In copertina, uno scorcio del porto di Grado e qui sopra una bella panoramica dell’Isola del Sole.

Gli artigiani friulani al sindaco di Udine: “Siamo tutti impegnati per la sicurezza”

«Garantiamo al Comune di Udine e a tutti i soggetti coinvolti la piena collaborazione nostra e degli artigiani friulani per ogni iniziativa volta al miglioramento della sicurezza». Lo ha detto, a palazzo D’Aronco, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, nel corso dell’incontro convocato dal sindaco della città, Pietro Fontanini, a valle della violenta rissa di venerdì scorso. «Occorre garantire a cittadini e imprenditori una città sicura e vivibile, una missione di cui dobbiamo farci carico in modo corale. A questo proposito, chiederemo subito agli artigiani di segnalare all’associazione ogni evento o fenomeno di disagio così da consentire un intervento tempestivo da parte delle forze dell’ordine. Esprimiamo, infine, grande apprezzamento per la decisione di creare un presidio di polizia nella zona della stazione ferroviaria».

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La vicinanza a Fedriga
per la perdita del padre

«A nome del sistema dell’artigianato regionale esprimo al presidente Fvg, Massimiliano Fedriga, e alla sua famiglia il nostro cordoglio per la grave perdita del papà Maurizio. A loro va tutta la nostra vicinanza». Lo ha detto il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti, appresa la notizia della scomparsa di Maurizio Fedriga, avvenuta ieri pomeriggio a Trieste.

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In copertina, il presidente Graziano Tilatti; qui sopra, il governatore Massimiliano Fedriga.

“Disoccupazione femminile e violenza domestica: è urgente intervenire”

“La crisi che stiamo attraversando è anche una crisi di genere, questo è evidente sotto diversi aspetti”, afferma l’europarlamentare del M5S, Marco Zullo, membro della Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere (Femm), eletto nella circoscrizione Italia nord-orientale. “Si può considerare l’aspetto economico, con il drastico calo di occupazione femminile e il fenomeno della segregazione occupazionale che vede la concentrazione di più dei due terzi delle donne in soli sette settori. Poi c’è l’aumento degli episodi di violenza, soprattutto domestica, dovuta al confinamento e alle conseguenti difficoltà per le vittime di denunciare e rivolgersi ai servizi di supporto”.
“È una situazione allarmante che deve farci riflettere – continua l’europarlamentare – perché parte da paradigmi ben radicati nel nostro tessuto sociale e culturale. Mi auguro che il programma Next Generation Eu disponga massicci investimenti per favorire strategie formative in grado di contrastare stereotipi e disparità di genere, soprattutto in sedi sociali come istituzioni, scuole, ospedali, carceri. E’ necessario mettere in campo progetti, politici e sociali, in grado di generare un deciso cambio di rotta per contrastare le diseguaglianze e rendere appetibili gli ambiti ora prerogativa di un solo genere, anche all’altro”.

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In copertina, l’europarlamentare Marco Zullo del M5S.

 

Efasce, domani l’incontro web con una coppia di Prata che ha successo a Parigi

Avverrà in collegamento con Parigi il secondo incontro del mese di marzo nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Appuntamento quindi domani, 8 marzo, alle 18 sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata alla coppia Federica Coran e Luca Nardo originari di Prata di Pordenone, che nella capitale francese lavorano negli uffici di due grandi compagnie internazionali, lei nel settore del car sharing e lui in quello degli alimenti per animali da compagnia (pet food). La coppia dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e la vicepresidente Luisa Forte. Sarà presente al collegamento anche il sindaco di Prata, Dorino Favot.
Luca è laureato in Ingegneria gestionale a Pordenone (corso dell’Università di Udine) e dopo un primo impiego in Italia per la stessa compagnia di pet food si è trasferito a Parigi nel 2015. Nel suo gruppo di lavoro si occupa della definizione e del controllo degli standard di costruzione delle macchine di confezionamento utilizzate in azienda. Sempre in relazione con aziende, fornitori e manager, prima della pandemia, pur viaggiando moltissimo in tutta Europa, già aveva due giorni dedicati al telelavoro, modalità che ora è prevalente.
Federica è invece laureata in giurisprudenza all’Università di Ferrara e ha superato l’esame di Stato come avvocato. Dopo i primi anni di relazione a distanza, facendo la pendolare, ha deciso anche lei, tre anni fa, di trasferirsi in Francia. Dal 2019 lavora in un’azienda francese di car sharing dalla vocazione internazionale: si occupa di Customer Service Italia sia per la parte Car che Bus, curando anche i contenuti del sito web per la parte italiana.
Racconteranno la loro vita parigina, tra apprezzamento delle condizioni di lavoro garantite, visto il grande rispetto per i dipendenti, e il desiderio di una vita più in mezzo alla natura, come avveniva in Friuli Venezia Giulia, regione nella quale mantengono i contatti con la famiglia e gli amici.

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In copertina, Luca Nardo e Federica Coran originari di Prata.

Pandemia, il Fvg nel 2020 perde 339 imprese femminili. Carente il digitale

Effetto pandemia anche sulle imprese femminili del Friuli Venezia Giulia, dove se ne contano oltre 300 in meno. E quelle rimaste risultano piuttosto impreparate al digitale che oggi, invece, è sempre più indispensabile. Nella nostra regione, ci sono 22.570 imprese femminili registrate, il 22,3% delle 101.220 complessive, percentuale che pone la regione leggermente (ma anche stabilmente nel tempo) sopra la media italiana, pari al 22%. Numeri che il Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha elaborato appurando, nel confronto con gli anni precedenti, una generale tendenza al calo – come sta avvenendo in generale per tutte le imprese –, ma acuitasi in modo significativo proprio nel 2020, con l’unica eccezione di Trieste, che mantiene i numeri più costanti e spesso registra segni più.
Se in Fvg il calo dal 2015 era sempre piuttosto contenuto, tra il 2019 e il 2020 la regione ha perso addirittura 339 imprese femminili, un decremento riscontrato anche in generale nel Nordest e in Italia. E un calo che ha riguardato le imprese femminili in modo più forte: se le imprese in generale sono calate dello 0,6%, prendendo la sola componente femminile il calo è dell’1,5%, segno che l’emergenza sanitaria ha pesato soprattutto sull’attività imprenditoriale delle donne. Nel 2020 sono nate 1.093 nuove imprese femminili in Friuli Venezia Giulia, 405 in meno rispetto a quelle create nel 2019. E in netta diminuzione rispetto al 2019 sono state soprattutto le iscrizioni nel settore servizi di ospitalità e turismo, comparto che ha subito i colpi più pesanti dall’emergenza Covid, e a tasso di femminilizzazione più alto. Riguardo alle imprese attive, infatti, circa un quarto delle imprese femminili (23%, cioè 4.706 aziende) opera nel commercio, il 18% appartiene al primario (in particolare agricoltura), il 18,8% ai servizi alle famiglie (istruzione, sanità e assistenza sociale…), il 17% ai servizi alle imprese (trasporti, informazione e comunicazione, attività immobiliari, attività professionali …), il 7% all’industria.

Giovanni Da Pozzo

Le imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia sono invece 20.462 e la provincia Udine ne ha il 48,8%, Pordenone il 25,4%, Gorizia il 10,1% e Trieste il 15,7%. Si tratta di imprese con natura giuridica prevalente di “Impresa individuale”, ciò anche «collegato in parte al fenomeno dell’autoimpiego – spiegano al Centro studi –, in risposta alla necessità di trovare uno sbocco occupazionale, soprattutto per chi ha perso un lavoro oppure è precaria». Da segnalare, però, un deciso aumento della presenza femminile nelle società più strutturate. Se la crescita delle società di capitale nel complesso dell’economia Fvg è del 10,9%, la componente femminile registra una crescita del 19,2% tra 2015 e 2020 ed è evidente anche in termini di cariche (+8,4%) e, più nello specifico, di qualifiche (+11,3%).
Secondo un recente sondaggio effettuato da Eurochambres Women Network (il coordinamento permanente presso l’associazione delle Camere di commercio europee dedicato all’imprenditoria femminile) e diffuso da Unioncamere, realizzato fra 500 imprenditrici di 20 Paesi, in Italia come nel resto di Europa le donne imprenditrici chiedono soprattutto quattro tipologie di intervento: formazione e sostegno per cogliere la sfida del digitale; misure di supporto mirate alle loro esigenze; maggiore attenzione all’occupazione femminile; adozione di misure che non rendano vani gli sforzi compiuti durante la pandemia ma assicurino un trasformazione duratura del business.

Il sondaggio, al quale ha contribuito anche Unioncamere con il supporto della rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile delle Camere di commercio, mostra che per la metà del campione la pandemia ha avuto un impatto da forte a pesante sull’equilibrio vita-lavoro. Le donne, inoltre, si sentono impreparate al digitale e per questo vorrebbero poter accrescere le proprie competenze. Oltre il 70% delle imprese che ha risposto al questionario non aveva alcuna presenza online per la vendita di prodotti o servizi prima dell’emergenza sanitaria e il 46% si è affacciato alla “rete” proprio a causa della pandemia. La stragrande maggioranza si è trovata impreparata di fronte all’evoluzione digitale, dichiarando esplicitamente di aver intrapreso questa trasformazione con poca (52%) o addirittura nessuna (25%) competenza specifica. «Un fatto che come Camera di Commercio di Pn-Ud abbiamo sentito in prima battuta – spiega il presidente Giovanni Da Pozzo – e a cui abbiamo voluto dare immediata risposta anche con un’importante azione messa in campo dal nostro Comitato imprenditoria femminile, che ha riscosso un buon successo e che aprirà la strada a nuove iniziative nel tempo». L’ente camerale, tramite il Comitato, in pieno lockdown ha messo in campo un ciclo di webinar rivolti specificamente alle imprenditrici per aiutarle a gestire gli aspetti pratici della realtà d’impresa in situazioni di contenimento, ma anche per offrire loro vera e propria formazione al digitale. «Seminari online – ribadisce Cécile Vandenheede, presidente del Comitato che rappresenta le imprenditrici di oltre 20 settori produttivi di Udine e Pordenone – che hanno ottenuto subito una buona risposta e che hanno aiutato molte a fare il necessario “salto” verso il digitale, affiancandolo all’attività tradizionale e rafforzandola. Un’azione che sicuramente ci vedrà in campo con nuove iniziative».

L’ente camerale a Udine.

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Vidimazione dei rifiuti
ora anche online

Da lunedì 8 marzo sarà attivo il servizio ViViFir per la vidimazione virtuale dei formulari per Identificazione dei Rifiuti trasportati. La normativa, in alternativa alla consueta modalità di vidimazione “fisica”, permette di produrre autonomamente il formulario con modalità informatiche, avvalendosi di un servizio in rete fornito dal sistema delle Camere di Commercio. Il servizio è disponibile all’indirizzo https://vivifir.ecocamere.it linkabile anche dal sito della Camera di Commercio www.pnud.camcom.it

Il servizio ViViFir genera il numero univoco da riportare sul formulario di identificazione del rifiuto, sostitutivo della vidimazione, in due modalità: “online”, accedendo al servizio per produrre un modello conforme al formato di legge, oppure “applicativamente”, connettendo il gestionale già usato dall’impresa al servizio. Questa doppia soluzione consente sia di soddisfare le esigenze delle imprese con elevati volumi di movimentazioni, sia di rendere autonome le microimprese con pochi trasporti all’anno. Le imprese possono produrre il formulario online autonomamente e in qualsiasi momento senza recarsi allo sportello della Camera di Commercio con riduzione dei tempi e dei costi, oltre che di impatto ambientale.

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In copertina, Cécile Vandenheede presidente del Comitato che rappresenta le imprenditrici di oltre 20 settori produttivi di Udine e Pordenone.

A Palazzolo gli uomini con scarpe rosse per fermare la violenza sulle donne

di Silvio Bini

Lunedì 8 marzo sarà la Festa della Donna. Ma cosa c’è da festeggiare in questo 2021? In Italia, i femminicidi sono stati già almeno 15 (due a settimana) e il brutale fenomeno che contraddistingue le nostre giornate distratte dalla pandemia è come il Covid-19, un nemico che non riusciamo a sconfiggere e nemmeno a contenere. Si inventano formule di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, le mimose per la festa, le panchine rosa, le scarpe rosse da indossare nelle manifestazioni di protesta o nelle giornate dedicate. Succederà anche in un piccolo paese della Bassa friulana, Palazzolo dello Stella, dove domani 6 marzo, alle 11, nel centro cittadino (via Roma, piazza Bini) ci sarà una manifestazione per coinvolgere le persone sul grave problema, invitandole a calzare le scarpe rosse.

Ma Art&Stella, associazione culturale effervescente, organizzatrice dell’evento, ha chiamato in causa gli uomini, perché forse è proprio la partecipazione degli uomini per bene un vero contributo nel contrasto alla violenza sulle donne. E Massimo Pitton, l’art-director di Art&Stella, ha ideato un’immagine davvero eclatante del convegno di soli uomini (anche se accompagnati da madri, mogli o compagne, fidanzate, figlie: non guasterà, anzi), “ intimando “ ai maschietti di indossare scarpe rosse. Potranno essere scarpe classiche o da ginnastica, anche vecchie e sgangherate, ma rigorosamente rosse. Una trovata sorprendente che non mancherà di interessare, anche se scarpe rosse da uomo non saranno facili da trovare. Magari potrebbe essere accettata una copertura di cartoncino rosso, messo a mo’ di galoscia, il fatto è che gli uomini che parteciperanno faranno un figurone, se non estetico, senza dubbio esemplare dal punto di vista etico e sociale. Il flash-mob avrà tempi molto stretti, circa cinque minuti, sarà naturalmente vietato l’assembramento e quindi si dovrà mantenere la distanza di sicurezza prevista fra le persone e indossare la mascherina.

 

Ad Azzano Decimo Coop Casarsa per l’8 marzo darà voce a bambine e ragazze

Scuole e cooperativismo insieme per la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo ad Azzano Decimo. Infatti, nella locale cooperativa di consumo, che dal mese di gennaio è entrata a far parte di Coop Casarsa, un gruppo di soci guidati da Carmela Bagnato e Daniela Bellomo da parecchi anni organizza iniziative di sensibilizzazione su tematiche femminili e quest’anno farà parlare le bambine e le ragazze delle scuole azzanesi dei loro sogni assieme a tutta la cittadinanza, che potrà lasciare un proprio messaggio. Un progetto che ha trovato il supporto entusiasta della cooperativa casarsese.

Mauro Praturlon


Il titolo del progetto “Vietato calpestare i sogni” ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sui temi dell’uguaglianza dei diritti e della lotta contro ogni forma di violenza, verbale e fisica, nei confronti delle donne. Con la collaborazione dell’Istituto comprensivo statale “Novella Cantarutti” di Azzano Decimo, si produrrà un racconto comunitario di tutti i sogni delle donne, grandi e piccole che sarà esposto nel supermercato di via Verdi l’8 marzo, giornata in cui Coop Casarsa donerà, fino a esaurimento scorte, un mazzo di mimose alle clienti che entreranno nel punto vendita. Il gruppo soci sarà presente anche per invitare i cittadini a lasciare il proprio pensiero su appositi spazi accanto agli elaborati della scuola.
“Coop Casarsa – spiega il presidente Mauro Praturlon – ha sempre portato avanti un’attenzione particolare per le tematiche sociali: per questo abbiamo accolto con entusiasmo la proposta delle socie Coop Casarsa di Azzano Decimo. È importante dare spazio ai sogni e alle aspettative delle nostre bambine e ragazze. Ringraziamo il gruppo soci di Azzano Decimo che si è dimostrato molto motivato, attivo e attento al dialogo con la comunità e l’Istituto comprensivo per la preziosa collaborazione. Per ringraziare la scuola, attraverso il nostro direttore Piergiorgio Franzon che ha seguito il progetto, doneremo del materiale didattico”.
Il materiale scolastico esposto in mostra davanti al punto vendita di Azzano Decimo farà parte di una installazione in ricordo di Agitu Ideo Gudeta imprenditrice etiope, sognatrice, amante della natura (uccisa a casa sua in Trentino il 29 dicembre scorso) e di tutte le donne che vedono i loro diritti negati e i loro sogni di vita spezzati. Sarà una giornata per celebrare anche i progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo.
A due mesi dall’avvio dell’esperienza ad Azzano Decimo, il primo bilancio della cooperativa casarsese, che ha 15 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, è positivo. “Stiamo studiando – sottolinea il direttore Piergiorgio Franzon – come sviluppare ulteriormente l’offerta di qualità e convenienza nel punto vendita, per rispondere sempre più alle esigenze della nostra base sociale. Prossimamente annunceremo gli interventi che vogliamo realizzare”.

Mimose, il fiore simbolo.

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In copertina, la locandina preparata per l’8 marzo ad Azzano Decimo.

Tilatti a Fedriga: sono pronti i ventidue ambulatori degli Artigiani per i vaccini

(g.l.) Anche in Friuli Venezia Giulia, l’uscita dall’emergenza sanitaria con la tanto auspicata ripresa dell’economia passa attraverso efficaci misure di contenimento della pandemia e un’adeguata campagna vaccinale. Nella quale quale anche gli artigiani sono pronti a dare un fattivo contributo, come è stato assicurato ieri dal presidente Graziano Tilatti. «Dinanzi alla comunicazione del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ci sentiamo anzitutto caricati – ha detto infatti a commento dell’incontro virtuale avuto con il leader regionale – di un rinnovato senso di responsabilità. Le valutazioni del governatore ci trovano in perfetta sintonia: se è necessario chiudere si chiuda, ma con rigore scientifico, in particolare nelle zone con il più alto tasso di contagio. Confartigianato-Imprese Udine e tutto il sistema regionale di Confartigianato è al fianco della Giunta. La pandemia può essere battuta solo con un’accelerazione del piano vaccinale, accelerazione che siamo pronti a sostenere: lo abbiamo detto oggi al governatore offrendogli i nostri 22 ambulatori di medicina del lavoro sparsi in maniera capillare sul territorio».

Fedriga con Riccardi.

«Dopo il continuo decremento a partire dal 10 gennaio scorso di contagi e ospedalizzazioni con una costanza di presenze in terapia intensiva, nell’ultima settimana abbiamo invece assistito ad un’inversione di tendenza con un esponenziale aumento dei positivi e dei ricoveri. Per mettere in sicurezza il sistema sanitario e la popolazione, stiamo valutando delle nuove misure per tutta la regione e più restrittive per le zone più a rischio del territorio», ha detto Fedriga, presenti il vicegovernatore Riccardo Riccardi, gli assessori regionali all’Istruzione Alessia Rosolen, alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini e alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, durante gli incontri con i capigruppo in Consiglio regionale, l’Anci, i prefetti, i sindacati, le categorie economiche e l’Ufficio scolastico regionale. Si è trattato – come informa Arc – di riunioni in videoconferenza volute per aggiornare sulla situazione epidemiologica e confrontarsi con i soggetti istituzionali e non, sulle misure da adottare per il contenimento dell’emergenza anche alla luce dell’incontro telematico, della mattina, sul Dpcm per le misure anti-Covid alla presenza dei ministri per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, dell’Istruzione Patrizio Bianchi e alla Salute Roberto Speranza.

«Pordenone e Trieste sono ancora aree dove l’incidenza dei contagi non è esplosa – ha detto il governatore -, mentre l’indice è alto e preoccupante nelle ex province di Gorizia e ancora di più in quella di Udine». Gli incrementi sono dettati dalla diffusione delle varianti che colpiscono anche la fascia più giovane della popolazione e sulle quali sono necessari interventi di mitigazione. Verrà emanata un’ordinanza sul territorio, l’ipotesi è di procedere oggi, per farla entrare in vigore venerdì con misure di contenimento generali e più specifiche per i territori a rischio. «Non abbiamo assunto ancora alcuna decisione, ma dovremo intervenire anche nell’ambito scolastico sul quale pensiamo di applicare le restrizioni a partire da lunedì in maniera uniforme», ha precisato Fedriga, sottolineando comunque di attendere il nuovo Dpcm in cui è prevista, in zona rossa, la didattica a distanza (Dad) in tutte le scuole di ogni ordine e grado, mentre per la zona gialla e arancione la Dad sarà decisa dalle Regioni in due casi: qualora i contagi fossero superiori a 250 casi su 100mila abitanti nell’ultima settimana o in presenza di un aumento importante dei contagi.
«Servono misure rigorose, efficaci ma anche accettabili il più possibile – ha aggiunto il governatore -, perché la positiva applicazione delle misure di contrazione della libertà avviene quando vi è la più ampia condivisione possibile». Fedriga ha rimarcato la necessità di adottare misure per la tenuta del sistema sanitario, la diminuzione dei contagi oltre che la tenuta lavorativa ed economica all’interno dei limiti imposti dal contesto attuale.

Riccardi ha ricordato due elementi di incertezza, in particolare il parametro dei 250 contagi nel provvedimento che il Governo ha assunto con il Dpcm e le indagini sulle varianti – «al 18 febbraio si registrava il 54% della variante inglese nel Paese che oggi significa aver superato il 60%» – e il dato del contagio sulla popolazione studentesca: «non è la scuola che determina il contagio quanto i movimenti dei giovani con le attività extra scolastiche». Riccardi ha ribadito il significativo incremento dei contagi nell’ultima settimana che «ci deve far valutare con attenzione quali scelte assumere» e ha evidenziato come «la colorazione del territorio sconta un ritardo di sette giorni: se pur siamo in zona gialla, il monitoraggio mostra una situazione di preoccupazione, in particolare per alcune aree del territorio».
Si tratta di dati che rischiano di far assumere provvedimenti tardivi secondo Riccardi e Fedriga: «L’Rt guarda ai 15 giorni precedenti, quindi nel prendere misure restrittive rischiamo di essere in ritardo così come nel caso inverso, per allentare i provvedimenti una volta che la situazione è migliorata. Nell’interlocuzione con il ministro Speranza la necessità di modificare questi parametri è stata segnalata».

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In copertina, il presidente degli Artigiani Fvg Graziano Tilatti durante la videoconferenza.

 

Artigianato Fvg duramente provato dal Covid, che però non riesce a piegarlo

(g.l.) Il colpo è stato certamente durissimo: quasi 660 milioni di euro (non di lire…) di perdite a livello regionale sono davvero una montagna di soldi non incassati. Tuttavia, gli artigiani del Friuli Venezia Giulia non si scoraggiano e hanno la forza e la volontà per reagire ai pesantissimi contraccolpi dell’emergenza sanitaria. «Se siamo riusciti a calmierare le perdite e avremo benzina per ripartire lo dobbiamo alla nostra resilienza, ma anche alla Regione che ci è stata sempre vicina e ci ha sostenuto con eccezionali ristori, andati ben oltre le sue ordinarie capacità di spesa», ha detto ieri mattina il presidente Graziano Tilatti. «Il mondo artigiano è un esempio di come la nostra gente e la nostra terra sappiano affrontare e superare le difficoltà anche nei periodi più delicati», gli ha fatto eco Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive. Come dire che ci sono energie e voglia, nonostante tutto, di andare avanti. Di guardare, cioè, oltre la crisi che continua a mordere.

L’incontro di ieri mattina a Udine.

Tiene, insomma, la fiducia delle imprese artigiane nella propria azienda. Anzi, cresce. A dispetto dell’annus horribilis 2020, gli artigiani friulani continuano a scommettere su se stessi, meglio di ogni pur ottimistica aspettativa. Su una scala da 1 a 10, a gennaio 2021 è pari a ben 7,54 il voto sulla fiducia rispetto alla propria attività, il dato più alto da gennaio 2015. Al contrario resta insufficiente la fiducia nel sistema Paese: con un voto pari a solo 4,1 su 10. L’87,5% delle imprese artigiane non ha mai pensato di chiudere a causa della crisi, nonostante una su tre non ne veda il termine entro l’anno. Non si scambi la fiducia per un mancato impatto del virus con il quale le imprese si preparano a fare i conti almeno fino alla fine del 2021. La percentuale di imprenditori che prevede un’attività a regime ridotto per tutto l’anno in corso e un ritorno alla normalità solo dal 2022 è pari al 22,5% nelle costruzioni, al 33,3% nelle manifatture e del 40,8% nei servizi. Tra i problemi che sono pesati di più nel corso dell’anno passato, ai primi tre posti ci sono i ritardi nell’erogazione della Cassa integrazione/Fsba (49,4%), il crollo del giro d’affari per le restrizioni imposte da Governo e Regione (46,1%) e la chiusura degli uffici della Pubblica amministrazione o la riduzione delle ore di apertura (45,2%).

Sono questi alcuni dei dati presentati, appunto, ieri mattina nella sede di Confartigianato-Imprese Udine nell’ambito della 30ª indagine congiunturale dell’artigianato in provincia di Udine curata dal responsabile dell’Ufficio studi dell’associazione, Nicola Serio, sulla base di 625 interviste ad altrettante imprese artigiane tra il 12 gennaio e il 4 febbraio. Presenti, come detto, l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti. «Tra tanti indicatori negativi il dato che balza all’occhio è quello della fiducia delle imprese, che nonostante l’anno terribile che ci siamo lasciati alle spalle continuano a stringere i denti e a scommettere su se stesse, pronte a rigettarsi a capofitto nel lavoro, che è la nostra bandiera. Se siamo riusciti a calmierare le perdite e avremo benzina per ripartire lo dobbiamo alla nostra resilienza, ma anche alla Regione che ci è stata sempre vicina e ci ha sostenuto con eccezionali ristori, andati ben oltre le sue ordinarie capacità di spesa», ha detto Tilatti ringraziando l’assessore Bini anche per Sviluppoimpresa «che speriamo di poter utilizzare da subito, per un successo suo e nostro». Rispetto all’ipotesi di nuove restrizioni, Tilatti è chiaro: «Oggi il tema è che bisogna vincere il virus. Sono contrario a continui stop&go, si ponderino le decisioni sulla base di dati certi, scientifici, e poi si prendano le dovute contromisure, senza dimenticare però chi ne fa le spese. Dobbiamo continuare a sostenere le imprese. Loro ci credono, a noi il dovere di crederci con loro».

Fatturato. Tornando alla congiunturale, la percentuale delle aziende con fatturato in calo nel 2020 è esplosa, passando da poco più di una su quattro (28%) del 2019 a tre su quattro (74%) dell’anno scorso. Un dato senza paragoni nel corso degli ultimi 15 anni, fatto salvo il 2020 infatti il dato peggiore lo si era registrato nel 2014 con il 52% delle aziende che avevano dichiarato d’aver avuto una riduzione di fatturato. Come in una bilancia, se da un lato aumentano le imprese che vedono calare il fatturato, diminuiscono quelle che ne registrano l’aumento o quantomeno la stabilità. La quota degli artigiani che tengono è passata dal 72% del 2019 al 26% del 2020. Il saldo d’opinione si conferma il peggiore dal 2006: la differenza tra le imprese che dichiarano fatturato in crescita e in calo è pari a -59%. La pandemia con tutti i suoi effetti sull’economia ha trascinato nuovamente il saldo in zona rossa, interrompendo la serie di saldi positivi degli anni 2017-2019. In leggero calo le imprese artigiane che hanno operato sui mercati esteri: 27% contro il 28% del 2019.

Perdite. La perdita totale di fatturato per le 13.513 imprese artigiane della provincia di Udine è pari a circa 330 milioni di euro. Proiettata a livello Fvg, sulle 27.539 imprese artigiane, tocca i 659 milioni di euro. In media sono stati bruciati circa 26mila euro per azienda, in percentuale il calo è pari a-10,8% (-17,1% se non si considerano impianti e costruzioni). Se si allarga il campo a tutte le imprese le perdite si moltiplicano in modo esponenziale arrivando a 7,9 miliardi di euro, di cui l’8,4% a carico delle imprese artigiane.

Settori. Mosca bianca in un mare di perdite sono gli impiantisti che segnano una variazione media del fatturato nel 2020 sull’anno precedente del +18,7%. Il resto dei settori chiude in contrazione, più o meno forte. Chi paga di più, in termini di contrazione percentuale, il prezzo al Covid e alle restrizioni imposte dal Governo nel 2020, sono le imprese del settore benessere e servizi alla persona che l’anno passato hanno perso in media 15mila euro (-22,5%). Seguono le manifatture (-18,4%), i trasporti e le autoriparazioni (-16,8%), i servizi alle imprese (-12,2%) e da ultimo le costruzioni (-8,8%).

Occupazione. Nel 2020 peggiora anche l’occupazione, già in calo dello 0,7% nel 2019 sul 2018, è decresciuta ancora l’anno scorso dell’1,9%. Anche qui, l’unico settore in controtendenza è quello degli impianti (+7%), mentre perdono tutti gli altri. Benessere e servizi alla persona in testa (-13,4%), seguito dai trasporti e autoriparazioni (-4,3%) e dalle manifatture (-3,2%). L’87,7% dei dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, il 12,3% con contratti a termine, di somministrazione o apprendistato.

Bini col governatore Fedriga.

«Il mondo artigiano è un esempio di come la nostra gente e la nostra terra sappiano affrontare e superare le difficoltà anche nei periodi più delicati. Diversi comparti di questo importante segmento dell’economia regionale hanno retto alla crisi causata dalla pandemia, con una sostanziale tenuta dell’occupazione (-1,9% rispetto al 2019) nonostante, in alcuni casi, la forte riduzione del fatturato. Come Regione abbiamo messo in campo ingenti risorse per favorire la tenuta del sistema produttivo nella fase emergenziale, ma nel contempo abbiamo pensato anche alla ripartenza; infatti con la recente approvazione della legge SviluppoImpresa, predisposta in stretto raccordo con le associazioni di categoria, troveranno attuazione ulteriori strumenti di consolidamento e di crescita anche per le imprese artigiane», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. Per sostenere la tenuta del tessuto produttivo maggiormente colpito dalla crisi e la capacità di rimboccarsi le maniche per ripartire, che non è mai stata smorzata dalla crisi, la Regione Fvg ha già assegnato due tranche di ristori, mentre altri 21,6 milioni di euro, ha anticipato l’assessore Bini, saranno messi a disposizione in questo mese, perché l’Amministrazione è accanto agli imprenditori e alle loro aziende. «Non a caso – ha aggiunto il titolare delle Attività produttive – nella riforma dell’economia recentemente approvata abbiamo puntato anche su crescita, sostenibilità, innovazione e digitalizzazione, senza dimenticare la predisposizione di iniziative destinate a favorire la formazione mirata, anche degli imprenditori, per diffondere, ove ve ne sia ancora la necessità, quello spirito di imprenditorialità e la capacità di saper risalire la china che sta alla radice dei risultati di tenuta riscontrati. Inoltre, abbiamo rivoluzionato il settore dell’accesso al credito anche con operazioni legate al micro-credito, per assicurare quella risposta in termini di liquidità necessaria a molte piccole e piccolissime imprese per raggiungere i propri obiettivi futuri».
Nel concludere, l’assessore ha rivolto un sentito ringraziamento sia a Confartigianato Udine per il ruolo svolto nella definizione delle iniziative anti-crisi sia agli organismi tecnici della categoria, che si sono adoperati per accelerare le procedure di assegnazione dei ristori.

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In copertina, un artigiano edile al lavoro: quello delle costruzioni è un settore portante in Fvg.

Debuttano i canali YouTube per imprese e giovani dell’Ente camerale Pn-Ud

Una comunicazione più immediata, di pratica fruizione ed efficace. La Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha voluto avviare un proprio canale YouTube per integrare con video-servizi, tutorial e momenti formativi la sua attività di comunicazione. Il canale camerale si trova con il profilo UP!Economia, esattamente come il mensile della Cciaa, che riunisce le comunicazioni di entrambe le sedi dell’ente, ma anche l’azienda speciale Concentro, a Pordenone, ha avviato un canale specifico per attività di info-formazione, rivolte direttamente alle imprese, su temi di attualità riguardanti l’economia e la gestione dell’azienda e i suoi rapporti con la Pubblica amministrazione. I canali sono implementati progressivamente.
UP!Economia, proprio di recente, si è arricchito di due playlist dedicate agli studenti e ai giovani, ma ovviamente utili per tutti gli interessati alle tematiche trattate. Una in particolare costituisce una questione molto sentita e molto delicata, ossia “il pensiero critico” (che è proprio il titolo di una delle playlist), in cui si vuole aiutare i ragazzi a destreggiarsi nel mondo online, a ragionare sui contenuti e sulle fonti delle informazioni che vengono diffuse attraverso Internet e i social. Altra playlist dedicata con particolare attenzione ai giovani è quella sull’Orientamento scuola-lavoro, che parla appunto, con l’aiuto di efficaci video-grafiche, di come avvicinare due mondi che devono dialogare e integrarsi sempre più. Entrambe le playlist sono state presentate in anteprima alle scuole del territorio e sono state pubblicate su YouTube per essere facilmente e immediatamente fruibili da tutti gli istituti in qualsiasi momento per affrontare queste tematiche nella didattica quotidiana. Ovviamente, sono state lasciate “aperte”, cioè pubbliche, a beneficio di tutti.
Il canale Concentro è invece orientato a dare evidenza alle attività dell’ente, a partire dal focus su tematiche di particolare rilevanza aziendale, affrontate anche qui con l’intervento di esperti: si spiega per esempio come creare un budget di cassa, si approfondiscono le forme di debito, ma anche le opportunità di contributo del Decreto rilancio, nonché il bonus locazioni. Tutte questioni di attualità che possono essere utili agli imprenditori e ai lavoratori per la propria attività d’impresa.

Crediti d’imposta, intesa
Infocamere-Commercialisti

Diventa pienamente operativa e si rafforza – grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – la piattaforma web SiBonus (sibonus.infocamere.it), l’iniziativa con cui InfoCamere, società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale, consente alle pmi e ai titolari di crediti fiscali di cederli per ricavare liquidità immediata e, ai soggetti interessati, di acquisire crediti certi da portare a compensazione o rimborso delle imposte attraverso una transazione sicura, semplice e affidabile. In coincidenza con questo passaggio, suggellato dalla conclusione dei primi contratti, InfoCamere e Commercialisti hanno siglato un’intesa per favorire un più ampio coinvolgimento dei professionisti alle procedure di cessione e acquisizione dei crediti, a supporto di imprese e cittadini. Dopo una prima fase di raccolta di adesioni e di pubblicazione degli annunci di offerta – avviata a inizio novembre dello scorso anno – da pochi giorni nel portale sono state messe a disposizione degli utenti anche le funzionalità di acquisto – oggetto di sperimentazione nei mesi di dicembre e gennaio – rendendo possibili i primi scambi. Obiettivo dell’iniziativa di InfoCamere, avviata per conto del Sistema camerale, è quello di favorire la circolazione di liquidità nel mercato per stimolare e supportare la ripresa delle attività economiche in un settore vitale e a forte incidenza occupazionale come quello delle costruzioni.
“Le risorse messe a disposizione attraverso il cosiddetto Superbonus e tutti gli altri interventi in ambito edilizio di cui il decreto Rilancio ha previsto la trasferibilità del credito, possono dare una spinta significativa per aiutare un pezzo importante del sistema economico a riprendere il passo verso la normalità“ ha detto il Presidente di InfoCamere, Lorenzo Tagliavanti. “I dati del Registro delle Imprese segnalano come nel 2020 il perimetro delle imprese nel settore delle costruzioni ha ripreso ad espandersi e questo è un segnale che gli stimoli attivati dalla normativa hanno colto nel segno. Con l’iniziativa SiBonus vogliamo assecondare e favorire questi processi e, grazie al coinvolgimento attivo del mondo delle professioni più vicine alle imprese – come quella dei Dottori Commercialisti – siamo fiduciosi che i risultati non mancheranno”. “Grazie alla collaborazione che avviamo con un partner importante come InfoCamere” ha aggiunto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Massimo Miani “i commercialisti italiani si confermano attori importanti nella filiera di competenze ogni giorno impegnata per il migliore utilizzo possibile del Superbonus e del Sismabonus. Una centralità che ci deriva dalla vicinanza al tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Dal successo e dalle diffusione della piattaforma SiBonus possono evidentemente derivare grandi opportunità per la ripartenza di un settore storicamente strategico della nostra economia. Per questo ci impegneremo per la piena attuazione dell’accordo siglato con InfoCamere”.
La convenzione biennale sottoscritta tra InfoCamere e CNDCEC prevede specifiche funzionalità dedicate ai commercialisti iscritti alla piattaforma, nel ruolo di professionisti delegati a supportare cedenti o cessionari. A questo fine, InfoCamere fornirà un supporto di help-desk a vantaggio dei professionisti iscritti, che potranno avvalersi di un servizio di consulenza dedicato per chiarimenti e assistenza sul funzionamento delle procedure. Da parte sua, il Consiglio nazionale si impegna a favorire la diffusione della piattaforma e la sua evoluzione, anche ponendo in essere comunicazioni verso i professionisti sull’accordo e su eventuali attività formative promosse da InfoCamere. L’iniziativa prevede il supporto della controllata Iconto srl in veste di Istituto di Pagamento per la gestione dei flussi finanziari e si realizzerà in partnership con Sinloc Spa (società di consulenza e investimento che ha nel proprio azionariato dieci fondazioni bancarie).
Il credito d’imposta è un qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti dello Stato. Può essere utilizzato per compensare eventuali debiti nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi. Con il Decreto Rilancio, il governo ha introdotto un’importante novità, consentendo ai soggetti fisici o giuridici la possibilità di cedere a terzi il credito d’imposta maturato a seguito di interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica (i c.d. Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus, bonus ristrutturazione e bonus facciate). Secondo i dati elaborati dai bilanci depositati nel 2019 presso il Registro delle Imprese, le società di capitale italiane aggregano una capacità di compensazione di crediti tributari superiore ai 50 miliardi di euro. Un’enorme potenziale leva economica che, se rapidamente attivata, può contribuire a rilanciare i consumi delle famiglie e il fatturato delle imprese.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.