Demenza, diventa online la scuola per i “caregiver”. Oggi un nuovo incontro

Nata come una vera e propria “casa” dei caregiver, la struttura CasaViola, primo esempio del genere in Italia, è nata 5 anni fa dall’esperienza dell’Associazione De Banfield – onlus triestina impegnata da oltre trent’anni nella cura degli anziani fragili e con demenza – per occuparsi specificamente dei bisogni di quei cittadini “invisibili” chiamati caregiver, ben sapendo che quando un familiare entra in un percorso di decadimento cognitivo chi gli sta accanto ha bisogno di capire cosa significhi e cosa fare per non venirne travolto. Risale a tre anni fa la creazione di un innovativo percorso formativo per i caregiver e il loro benessere, la Caregiver Academy: un’Accademia dei CuraCari, un luogo dove apprendere che cos’è la demenza e come affrontarla. A causa della pandemia, questa scuola per caregiver è stata trasferita online. La (D)Caregiver Academy – dove la (D) del nome sta per “demenza”, ma anche per “digitale – prevede 6 diversi moduli tematici affidati a docenti con una consolidata esperienza: una docente universitaria, una psicologa, un’assistente sociale, un’infermiera e un avvocato. Ad accompagnare i partecipanti una Tutor, anche lei psicologa, a disposizione per chiarimenti e supporto nell’utilizzo della piattaforma digitale www.caregiveracademy.it. I nuovi appuntamenti primaverili sono distribuiti in un arco temporale che, cominciato il 6 aprile, continuerà fino al 21 giugno prossimo. Sono a partecipazione gratuita su prenotazione.
«Lo scorso anno, complice la pandemia, è sorta l’idea di creare una piattaforma digitale», spiega la Coordinatrice di CasaViola, Antonella Deponte. «In questo modo i caregiver di tutta Italia, possono ormai usufruire gratuitamente delle lezioni, partecipare ai gruppi online, scaricare materiali utili e utilizzare i forum a loro dedicati. Da una ricerca che abbiamo svolto negli anni scorsi è emerso chiaramente quanto prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer sia fonte di elevato stress e disagio psicologico, procuri ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale. Esaminando i dati abbiamo ottenuto una rappresentazione del profilo “tipo” del caregiver: si tratta soprattutto di una donna over50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie)».
L’accademia propone 6 moduli da due appuntamenti ciascuno, si inizia spiegando cos’è la demenza e poi, incontro dopo incontro, tocca i principali temi che è utile conoscere quando ci si prende cura di qualcuno con decadimento neuro-cognitivo: fornisce informazioni e consigli utili sulla comunicazione con persone con demenza, sul come affrontare i sintomi comportamentali, i bisogni assistenziali e la tutela giuridica.
Frequentare le lezioni della (D)Caregiver Academy è semplice e gratuito. È sufficiente scrivere una mail a casaviola@debanfield.it: il personale di CasaViola è a disposizione per indirizzare i partecipanti secondo i loro i bisogni. In questo modo, oltre a usufruire delle lezioni dell’Academy, sarà possibile anche iniziare un percorso di sostegno personalizzato e basato sulle proprie necessità.
Sempre sulla piattaforma della Caregiver Academy, ieri c’è stato un nuovo appuntamento con il Gruppo ABC, che offre ai caregiver un luogo in cui apprendere le adeguate strategie comunicative e di gestione, utili per diventare “curanti esperti”. Si tratta di un gruppo di Mutuo Aiuto in cui i familiari di persone con disturbo neurocognitivo possono incontrarsi, raccontarsi, esprimere le proprie emozioni e discutere su come promuovere e preservare un’interazione produttiva ed efficace, oltre i confini della malattia. Oggi 8 aprile sarà, invece, la volta del nuovo appuntamento mensile per caregiver condotto da Antonella Deponte, dottore di ricerca in psicologia sperimentale e consulente familiare Camera con Vista, gruppo che si riunisce periodicamente per condividere difficoltà ed esperienze legate al ruolo di chi si prende cura di una persona con demenza. Una finestra aperta sul proprio mondo interiore, per imparare a comprendersi e a prendersi cura di sé.

Per iscrizioni e informazioni: 040.362766 o casaviola@debanfield
Link al video che illustra la Caregiver Academy:
https://www.youtube.com/watch?v=9cxyyEn_mLA&t=25s

Pordenone, le cooperative sociali in difficoltà con i grandi appalti comunali

Le cooperative sociali di tipo B si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nel manifatturiero, commercio, servizi e agricoltura: un sistema che in Friuli occidentale vede 11 realtà aderenti a Confcooperative Pordenone e Consorzio Leonardo, per un totale di 311 soci dei quali 83 svantaggiati e 65 volontari. Le persone inserite sono seguite nel loro diritto ad avere un lavoro consono alle loro condizioni di fragilità. Un lavoro che oltre a essere fondamentale per la propria realizzazione economica, lo è anche per quella personale e terapeutica, facendo sentire utili per la società le persone svantaggiate.

Luigi Piccoli (Confcooperative Pn)


Ma l’epidemia da Covid-19 ha reso questi ultimi mesi molto ardui per le cooperative, che ora devono anche fare i conti con una tendenza da parte dei Comuni della zona di indire appalti per grandi servizi e con grandi importi, nei quali le realtà locali invece non sono competitive. Però l’emergenza sanitaria ha anche creato delle nuove opportunità, prontamente colte da quelle cooperative che si occupano di sanificazione e cura del verde. Infine, la ripartenza del settore manifatturiero pordenonese ha portato a nuovi ordini conto terzi per grandi aziende del territorio da sempre attente al valore sociale del lavoro, a partire dalla Savio.
Questi gli spunti emersi nella riunione che i rappresentanti delle cooperative L’Acero Rosso, Il Piccolo Principe, Futura, Karpòs e Fvg Servizi hanno avuto con il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, il direttore Marco Bagnariol e Giuliana Colussi, referente provinciale del settore delle cooperative sociali. Riflessioni condivise poi con le altre cooperative del gruppo Il Seme, Arca, Oasi, Solidarietà familiare, La Fenice e Il Ponte.
“Da parte delle nostre associate – spiega Bagnariol – c’è l’apertura a una maggiore sinergia tra di loro per rispondere a queste richieste, ma va sottolineato il rischio di un impoverimento del tessuto imprenditoriale locale se proseguirà da parte del settore pubblico il concentramento dei servizi in soli grandi appalti. Si potrebbe perdere il valore aggiunto che le nostre realtà offrono rispetto ad altre, ovvero la profonda conoscenza dei territori e delle comunità nonché delle relazioni sociali che li contraddistinguono”.
Tanto più che le cooperative sociali di tipo B del Friuli occidentale hanno dimostrato una grande resilienza nell’affrontare la situazione dettata dal Covid-19. “In autunno ci saranno le elezioni in diversi Comuni del territorio – conclude Luigi Piccoli, che è anche presidente del Consorzio Leonardo – e sarà nostra cura presentare ai candidati sindaco il valore che le cooperative sociali producono per le comunità. Con quest’opera di sensibilizzazione proveremo a far capire come in vari settori, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei rifiuti fino all’economia circolare nel nuovo quadro della green economy, come per esempio nel riutilizzo degli indumenti, ci sono già delle realtà locali che lavorano bene e con passione. Il riavvio degli ordini da parte del settore privato manifatturiero è un segnale positivo che speriamo si amplifichi nei prossimi mesi”.

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In copertina e all’interno: le cooperative sociali del Pordenonese sono attive anche nei settori meccanico-manifatturiero e agricolo.

Dj Tubet in linea col Piemonte. E poi venerdì con i giovani di Pozzuolo

di Mariarosa Rigotti

Nuovo viaggio virtuale, questa sera, per il Dj Tubet. Infatti, l’artista di Nimis a pochi giorni dalla “trasferta” in Argentina, “volerà” in Piemonte. Mentre, a fine settimana, esattamente venerdì prossimo, parteciperà, online, a un evento in Friuli, esattamente a Pozzuolo.
Ma procediamo con ordine. Come si ricorderà, il 3 aprile, in occasione della Festa del Friuli, Mauro Tubetti aveva partecipato a un evento organizzato dalla Società friulana di Buenos Aires, dal titolo “Discorint par furlan”. Mentre, quest’oggi, dalle 21, l’appuntamento è con una proposta firmata da un sodalizio piemontese. Il rapper nimense, infatti, sarà ospite dell’associazione “Gilberto Oneto” di Belgirate, località sul lago Maggiore. Titolo dell’incontro “ll Canto della Terra”, le musiche dei territori dalla tradizione all’innovazione. Si tratta di un appuntamento che si colloca nell’ambito del ciclo “Le serate del drago”.
Dunque, questa sera, Sardegna, Friuli, Piemonte e Lombardia discuteranno di musica dei territori. Infatti, anticipano dal sodalizio piemontese, «parleremo di musica e di identità, e lo faremo con Rinaldo Doro, dal Piemonte, ricercatore e polistrumentista nonché direttore del Centro Etnologico Canavesano, con il musicista Gianluca Dessì, dalla Sardegna, con il rapper e produttore musicale Dj Tubet, dal Friuli, e con Maurizio Feregalli, dalla Lombardia, fondatore e frontman degli F.B.A. Ferebandaperta». A condurre ci sarà Giovanni Polli. Sono annunciati, poi, altri ospiti che interverranno durante la conferenza. Per partecipare in diretta streaming basta andare dalla pagina Facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/www.associazionegilbertooneto.org
Mentre, venendo a venerdì, alle 20.30, ci sarà una proposta legata alle celebrazioni per la “Fieste de patrie dal Friûl”. Organizzata con la collaborazione del Progetto giovani di Pozzuolo, vuole essere una serata «par celebrà la lenghe, la storie e la culture furlanis». Nell’occasione, Dj Tubet proporrà un laboratorio musicale interattivo. L’appuntamento è rivolto a tutta la cittadinanza, ma è pensato soprattutto per i giovani e pure per i bambini che desiderano sperimentare e imparare attraverso la musica. Facile la modalità di partecipazione: tramite il link di Google Meet, per tutti i bambini dell’Istituto comprensivo di Pozzuolo https://meet.google.com/trh-hjmz-qrt. Diretta Facebook sulla pagina Pg Pozzuolo o su Comune di Pozzuolo del Friuli. Come sottolinea lo stesso artista di Nimis, anticipando la serata, si tratterà di un live in diretta web dove si potrà interagire commentando e dando spunti per le improvvisazioni rap freestyle.
Nuove proposte, dunque, da non farsi scappare per tutti i fan di Tubet e per coloro che vogliono approfondire la cultura di questa terra.

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In copertina, il Dj Mauro Tubetti, in arte “Tubet”, rapper di Nimis.

 

Big John, imminente il montaggio dello scheletro del più grande dinosauro

Ultimi preparativi sui resti di Big John, l’enorme triceratopo di provenienza americana ormai di casa a Trieste nei laboratori della Zoic, prima di iniziare il montaggio dello scheletro. Lo staff di paleontologi guidati da Flavio Bacchia sta infatti verificando le congruità delle ossa già estratte dalla matrice confrontandole con i “sacri testi” sull’anatomia di questo dinosauro. È stato predisposto un ingrandimento eliografico delle fattezze scheletriche dell’animale, che conferma una lunghezza complessiva di 8,2 metri, sancendo che si tratta del più grande esemplare mai ritrovato ad oggi. Su questo disegno gli esperti stanno posizionano le ossa disponibili.

«Questa è la fase preliminare al montaggio definitivo delle ossa di Big John, spiega Flavio Bacchia. Preliminare perché prima di iniziare con le strutture metalliche che sosterranno lo scheletro, è necessario verificare la congruenza delle ossa che abbiamo finora scavato – e ce ne sono ancora tante da scavare – e confrontarle con quello che è conosciuto in letteratura su questo animale. Si è provveduto quindi a un ingrandimento a grandezza naturale di quello che sarà lo scheletro del triceratopo per avere l’esatta fattezza dell’animale». «Le varie ossa che sono state rinvenute vengono posizionate e finora confermano quello di cui eravamo quasi certi: ovvero che tutte le ossa appartengono a un unico animale, sono tutte congruenti come misura nelle varie posizioni che assumeranno all’interno dello scheletro: c’è ancora moltissimo lavoro da fare, però siamo sulla buona strada. Il confronto dimensionale ed anatomico ci consente anche di chiarire alcuni dubbi sulle ossa frammentarie. Sono tanti infatti i frammenti anche significativi emersi dalle camicie di gesso. Molti non erano stati segnalati durante il ritrovamento e rappresentano quindi un’importante aggiunta in fase di valutazione del grado di completezza del dinosauro.». La fase successiva, una volta che si saranno verificate tutte le ossa disponibili e controllate le misure delle stesse, sarà concentrarsi sulla zona del bacino e sulle vertebre in modo da poter iniziare la piegatura dei supporti metallici che reggeranno in primis la colonna vertebrale quindi la piegatura che andrà a rispecchiare quella che è la postura che si è deciso di seguire. «Abbiamo individuato la postura, prosegue Bacchia, e produrremo le repliche delle ossa mancanti: la colonna vertebrale verrà integrata, monteremo il bacino e partiremo con le vertebre dorsali e cervicali verso il cranio e con le vertebre caudali fino alle più piccole verso la coda. a quel punto avremo una struttura spaziale che si raccorderà con il cranio e da lì cominceranno a scendere le costole e le zampe fino ad arrivare a completa finitura dell’animale».


Il lavoro del team triestino continua ad essere raccontato attraverso una serie di video proposti a cadenza regolare sui social dedicati a Big John e sui canali web del quotidiano Il Piccolo, sempre in attesa di poter essere mostrato completo all’interno del nuovo show room allestito appositamente a Trieste. La ricostruzione dovrebbe essere completata alla fine dell’estate così da consentirne la presenza in autunno a Parigi ad una della più importanti aste internazionali del settore.

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In copertina e all’interno alcune fasi della ricomposizione a Trieste dello scheletro del gigantesco dinosauro.

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

“Fieste de Patrie”, un video dell’Arlef dedicato al senso d’identità dei friulani

«In ogni parte del mondo, la nostra aquila ci tiene sempre uniti». È questa la frase di chiusura scelta per il nuovo video con cui l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha deciso di celebrare la odierna ricorrenza del 3 aprile, la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un filmato che, in meno di due minuti, accompagna gli spettatori in un vero e proprio giro del mondo: Udine, New York, Parigi, Los Angeles e poi di nuovo il Friuli, con le sue meravigliose montagne (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filhttps://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filo rosso che conduce da un luogo all’altro del globo è Lei, la bandiera del Friuli: uno dei simboli inconfondibili di questa terra, oltre che la settima più antica d’Europa.

Eros Cisilino, presidente di Arlef.


Il video, per la regia di Giorgio Milocco (Quasar), ci fa vedere scorci di vita quotidiana soprattutto dei giovani friulani che si trovano a vivere lontani dalla terra d’origine, alla quale restano però uniti da un legame potente e indissolubile. «Un video breve e intenso – ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – che riesce a narrare bene l’importanza delle radici, della storia e delle relazioni famigliari. Anche se lontani fisicamente, i suoi protagonisti sono vicini al Friuli, e questo legame è metaforicamente rappresentato proprio dalla bandiera della Patrie», la celebre aquila dorata su campo azzurro.
L’origine della bandiera risale ai tempi dello Stato patriarcale, che governò il Friuli dal 1077 al 1420 e istituì uno dei primi Parlamenti d’Europa (e la Fieste si riferisce proprio all’istituzione di quello Stato, il 3 aprile 1077). L’esemplare più celebre e antico del vessillo (XIV secolo) si può ammirare ancora oggi al Museo del Duomo di Udine. La bandiera friulana è stata ufficialmente riconosciuta con la legge regionale 27 del 2001.
La manifestazione principale della Fieste, inizialmente programmata per l’11 aprile nel capoluogo friulano, sarà invece rimandata. Una decisione sofferta ma inevitabile, quella presa di concerto fra l’Arlef e il Comune di Udine. L’appuntamento è per settembre, in occasione di Friuli Doc. «Anche quest’anno festeggeremo la Fieste de Patrie dal Friûl in modalità “virtuale” – ha concluso Eros Cisilino -. L’impennata nella curva dei contagi ci ha imposto, per il secondo anno consecutivo, di cambiare i nostri piani. Abbiamo però deciso di fare un regalo a tutti i friulani, con questo video. Inoltre, nelle scorse settimane, è stata effettuata la distribuzione della bandiera a tutti i Comuni friulani che ne hanno fatto richiesta. Le Amministrazioni potranno così spiegare le bandiere il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro e giallo i luoghi simbolo del Friûl. Un invito che naturalmente Arlef rivolge anche a tutti i friulani».

E ora in lingua friulana:

«In ogni bande dal mont, la nestre acuile nus ten simpri dongje». E je cheste la frase che e siere il gnûf video che la Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – ARLeF e à decidût di doprâ par celebrâ il 3 di Avrîl, Fieste de Patrie dal Friûl. Un filmât che, in mancul di doi minûts, al compagne i spetatôrs intun zîr dal mont fra Udin, New York, Parîs, Los Angeles e po dopo di gnûf in Friûl, cu lis sôs monts maraveosis (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il fîl ros che al mene di un puest a chel altri in chest viaç al è la bandiere dal Friûl: un dai simbui inconfondibii di cheste tiere, che e je ancje la setime plui antighe in Europe.
Il video, cu la regjie di Giorgio Milocco (Quasar), nus mostre tocs de vite di ogni dì soredut di zovins furlans che si cjatin a vivi lontan de lôr tiere di divignince, ma che dut câs a restin simpri leâts a jê in maniere fuarte e insolubile. «Un video curt e penç – al à marcât il president de ARLeF, Eros Cisilino – che al rive a contâ ben la impuartance des lidrîs, de storie e des relazions familiârs. Ancje se lontans cul cuarp, i protagoniscj a son dongje cul cûr al Friûl, e chest leam al è rapresentât in maniere metaforiche propit de bandiere de Patrie», la innomenade acuile di aur in cjamp celest.
Lis origjins de bandiere a rimontin ai timps dal Stât patriarcjâl, che al guviernà il Friûl dal 1077 al 1420 e che al istituì un dai prins parlaments in Europe (e la Fieste si riferìs propit ae istituzion di chel Stât, ai 3 di Avrîl dal 1077). L’esemplâr plui cognossût e antîc dal standart (secul XIV) si pues amirâ inmò vuê intal museu dal Domo di Udin. La bandiere furlane e je stade ricognossude in maniere uficiâl cu la leç regjonâl 27 dal 2001.
La manifestazion principâl de Fieste, programade intun prin moment ai 11 di Avrîl a Udin, e je rimandade. Une decision grivie ma che no si podeve evitâ, cjapade in cunvigne fra la ARLeF e il Comun di Udin. L’apontament al è par Setembar, in ocasion di Friuli Doc. «Ancje chest an o fasarìn la Fieste de Patrie dal Friûl in modalitât “virtuâl” – al à sierât Eros Cisilino -. La fuarte incressite de curve des infezions nus oblee, pal secont an di file, a cambiâ i nestris plans. O vin dut câs decidût di fâ un regâl a ducj i furlans, cun chest video. Cun di plui, intes setemanis passadis, o vin distribuît la bandiere a ducj i Comuns furlans che le vedin domandade. Lis aministrazions a podaran cussì meti fûr lis bandieris ai 3 di Avrîl cu ven, piturant di celest e zâl i lûcs simbul dal Friûl. Un invît che, clâr, la ARLeF e indrece ancje a ducj i furlans».

Il video è su: https//www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0

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In copertina, la bandiera del Friuli oggi sventola per la festa del 3 aprile.

Dalla Regione Fvg invito alle banche a sostenere le famiglie e le aziende

“Rafforzare le collaborazioni con il mondo bancario per attutire le ricadute negative della pandemia sul tessuto imprenditoriale, ma anche per costruire le basi di ripresa favorendo la ripartenza economica”. Lo ha detto l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, in collegamento in videconferenza con il nuovo presidente della Commissione regionale dell’Associazione bancaria italiana (Abi Fvg), Renzo Chervatin.
L’esponente della Giunta Fedriga ha confermato la volontà di portare avanti una collaborazione con Abi per trovare gli strumenti più adeguati per sostenere le imprese e le famiglie. “Soprattutto in questo momento – ha detto Barbara Zilli, come si legge in una nota Arc – è quanto mai necessario riprendere un’interlocuzione con l’Abi: l’Amministrazione regionale è pronta ad approfondire contributi di natura anche tecnica e ad utilizzare strumenti innovativi per agevolare il superamento di questa fase di difficoltà in cui versano famiglie e aziende. Auspichiamo che gli istituti di credito possano essere parte attiva e pronti per la ripartenza per le modernizzazioni e lo sviluppo del territorio anche in sinergia con gli interventi che la Regione potrà mettere in campo”.
L’assessore Zilli, esprimendo al neo presidente gli auguri di buon lavoro, ha evidenziato infine l’importanza dell’Abi nel promuovere la diffusione dell’educazione finanziaria e al risparmio. Sul punto sono previsti anche degli incontri formativi.

Barbara Zilli e Renzo Chervatin.

L’Inps alle cooperative artigiane di Udine: possibile avviare nuove realtà d’impresa

Si apre un nuovo terreno di sviluppo per le imprese cooperative tra artigiani: lo rende possibile la svolta interpretativa arrivata con la Circolare numero 29 dell’Inps che, chiarendo l’inquadramento della tutela previdenziale dei soci lavoratori di cooperative artigiane, di fatto «consente interessanti spazi per l’avvio di nuove realtà cooperative, anche con un’ampia partecipazione di giovani e donne, le quali potranno muoversi nell’ambito sia dei lavori che dei servizi: dalle costruzioni alla manutenzione del verde; dalla grafica e comunicazione ai Ced; dalle estetiste e parrucchieri ai meccanici e carrozzieri», come osserva Confcooperative Udine che, proprio nei giorni scorsi, ha avuto un proficuo incontro con i rappresentanti della sede di Udine dell’Ente previdenziale e della Cciaa Pordenone-Udine.
«La recentissima circolare Inps 29/2021 consente l’iscrizione dei soci lavoratori alla gestione speciale artigiani – spiega Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Udine (252 cooperative associate, 7.515 lavoratori addetti, con 355 milioni di euro di ricavi complessivi e 58.330 soci) –, ma il confronto è stato utile anche per definire i passaggi operativi che le nuove cooperative dovranno porre in essere sia in fase di avvio dell’attività come nel corso della vita della cooperativa artigiana nei confronti degli uffici competenti». L’Inps, nella sua circolare, riepiloga il quadro normativo concernente la disciplina in materia di socio lavoratore e fornisce chiarimenti in merito alla tutela previdenziale di tale categoria di soggetti, prevedendo l’iscrizione alla gestione speciale autonoma degli artigiani nel caso in cui, tra il socio lavoratore e cooperativa, si instauri un effettivo rapporto di lavoro autonomo.
«Si completano così, finalmente, le possibilità di contratto attivabili con i soci lavoratori contemplando sia esigenze gestionali che di flessibilità nell’organizzazione del lavoro», conclude Tonassi. Confcooperative Udine è a disposizione di tutti gli interessati a questa nuova forma d’impresa cooperativa per fornire informazioni utili alla costituzione della società.

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In copertina, il dottor Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Udine. 

 

 

Covid, aziende danneggiate in Fvg: i fondi dei ristori sono previsti entro aprile

“Lo sportello digitale per l’assegnazione della terza tranche di ristori si è chiuso ieri alle 20 con 8.386 domande pervenute per un controvalore economico di 14.674.300 euro. Il nostro obiettivo è quindi riuscire ad erogare i fondi alle imprese aventi diritto entro aprile”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, evidenziando – come informa una nota Arc – che “il canale contributivo si era aperto lo scorso 18 marzo con l’obiettivo di ristorare i soggetti che hanno subito una contrazione delle attività economiche come conseguenza del perdurare della situazione pandemica, nei settori del commercio, del turismo, delle filiere di eventi, del trasporto persone, delle agenzie viaggio, delle guide turistiche, dalla pubblicità e delle attività sportive”.
Il contributo concedibile varia da euro 500 a 10mila euro a seconda dell’attività, con una media di intensità di aiuto pari a 1.750 euro. “Un segnale concreto soprattutto per le imprese che sono state maggiormente penalizzate dalle chiusure imposte dalla situazione pandemica”, ha confermato Bini.
Rispetto all’ammontare complessivo di 21,4 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Fvg, alla chiusura dello sportello risultano pertanto ancora disponibili circa 7 milioni di euro. “Fondi che intendiamo reinvestire a breve per continuare a sostenere l’economia regionale – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga -. È infatti già allo studio un’ulteriore misura a supporto delle attività imprenditoriali, che sarà rivolta ad esempio alle imprese avviate nel 2020 e comprenderà anche il comparto dei servizi alla persona, che sono stati costretti alla chiusura anche durante la terza ondata del Covid-19”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini.

Ritmica, ginnastica artistica femminile e scherma: primavera d’emozioni per Asu

Primavera d’emozioni per gli atleti dell’Associazione Sportiva Udinese, con la ritmica seconda nell’ultima di campionato (A1), la Gaf terza in serie C, e la sezione scherma con due atleti che si qualificano ai campionati italiani.

RITMICA – Le farfalle della ritmica hanno conquistato l’argento nel massimo campionato di serie, a Fabriano. Conclusa la regular season, le ginnaste bianconere, appena passate le feste di Pasqua, dovranno affrontare la temuta final six al Pala Gianni Asti di Torino, il 24 aprile: la nuova formula di gara – in diretta su Canale 9, Eurosport e Discovery+ – prevede degli scontri diretti per assegnare lo scudetto 2021. La gara marchigiana ha segnato anche il ritorno in gara di Alexandra Agiurgiuculese: «Si è presentata con un esercizio alla palla un po’ alleggerito, ma eseguito oltre ogni aspettativa», ha spiegato Spela Dragaš, allenatrice della compagine friulana, insieme a Magda Pigano e con il supporto della coreografa Laura Miotti.
Alex ha portato in pedana tutta la voglia, il desiderio e l’esperienza maturata. Con 23.05 punti è la stata la migliore nella palla. Benissimo anche le altre tre giovanissime titolari, Tara Dragaš, Isabelle Tavano e Miriam Marina, che in assenza di Alexandra hanno comunque tenuto alti i colori dell’Asu. Tara, anche con il nastro, ha superato la soglia dei 20 punti (20.250), così come fatto in tutti altri attrezzi, nelle precedenti prove. Si è aggiudicata il secondo posto nella classifica provvisoria della specialità, dietro la vice campionessa mondiale, Sofia Raffaelli. Miriam con 18.900 ha ottenuto il suo personal best in assoluto. Ben oltre 18, per la precisione 18.400, anche per Isabelle che ha presentato la nuovissima composizione alle clavette. Ottimi risultati anche per Alice Del Frate, in prestito al Pontevecchio (A2), che a Torino affronterà la final six, e per Elena Perissinotto, anche lei in prestito, al Gymnics96 (B)! «Siamo davvero felici di come le ragazze si sono comportate in pedana – ha concluso Dragaš -. Tutte hanno saputo dare il meglio nei momenti decisivi e non hanno tralasciato nulla del programma. Voglio ringraziare le mie colleghe per il lavoro che facciamo tutti i giorni assieme alle ginnaste e un grazie particolare lo rivolgo al preparatore atleti Andrea Lo Coco e al fisioterapista Luigi Sepulcri, che ci hanno dato una grande mano per il recupero fisico di Alex dopo lo stop. Non in ultimo, e come sempre, un grande grazie va alla società – in particolare al dg Nicola Di Benedetto e al presidente Alessandro Nutta -, che in questo ultimo anno, nonostante le moltissime difficoltà, ci ha permesso di proseguire gli allenamenti in piena sicurezza».

GINNASTICA ARTISTICA FEMMINILE – Grande soddisfazione per l’Associazione Sportiva Udinese è arrivata anche dalle ginnaste dell’artistica femminile (Lara Sattolo, Elisa Ronco, Giulia Graci, Camilla Barbetti, Cecilia Peres, Sofia Urso) che a Fermo hanno guadagnato il bronzo, in serie C. «Siamo contente del lavoro che abbiamo svolto in preparazione alla gara – hanno spiegato le allenatrici Margherita Antonini ed Elena Zaldívar Sáez -. Torniamo a casa con una grande soddisfazione, consapevoli comunque che c’è ancora tanto da lavorare e migliorare». Ginnastica artistica femminile che una settimana fa, nelle gare LA, LB, LC, LD, ha portato a casa ben 10 medaglie: 3 ori, 4 argenti e 3 bronzi.

SCHERMA – Bene anche gli schermidori dell’Asu che, a Pordenone, hanno affrontato la 1a prova regionale di qualificazione al campionato italiano. Nel fioretto maschile, giovani, Leonardo Triolo ha vinto il bronzo e Marco Presta ha raggiunto la quinta posizione. Nei cadetti, invece, Triolo è arrivato 1° e si è qualificato per il campionato italiano, 3° Presta: «Siamo molto contenti del risultato ottenuto nel weekend – ha commentato il tecnico Fabio Zannier -, nonostante gli allenamenti non si siano svolti in modo canonico per frequenza e per modalità. Leonardo in particolare ha dimostrato tutta la sua capacità e la forza d’animo che lo contraddistingue. Il lavoro e la dedizione danno sempre il loro risultato».
Nella spada femminile, giovani, 2a Francesca Parmesani, che si è così qualificata per i campionati italiani: «Ha perso per una stoccata tirando molto bene durante tutta la giornata di gara», ha spiegato l’allenatrice, Eleonora Longo. Visnja Perin, «ha tirato bene sia nei cadetti (terza) che nei giovani (sesta), è rimasta sempre concentrata, ma sicuramente deve ancora crescere tecnicamente e fisicamente». Anita Gregorutti (giovani), nona, «ha tirato bene, ha poi perso alla diretta con un avversario, ma è stata molto brava».
Nella spada maschile (cadetti), 7° Leonardo Pitticco (12° nei giovani) che «ha tirato benissimo, sfiorando la qualifica in entrambe le categorie, insomma c’è da lavorare, ma è un buon inizio», ha proseguito Longo. In 9^ posizione (cadetti, 27° nei giovani) troviamo Gabriele Brillo. Per lui è andata «molto bene, ha perso però concentrazione al momento della diretta». Undicesimo Giulio Bianchi, «bene ma ha un potenziale su cui deve lavorare e per cui può fare molto meglio». 24° Matteo Carota, «deve maturare esperienza ma la voglia non manca». Nella spada giovani, 6° Lorenzo Zannier, 17° Leonardo Falomo, che «pur tirando bene hanno fatto fatica nella gestione dell’assalto». 29° Marko Stengnjaja «era alla sua prima gara, quindi era molto emozionato, ma l’impegno non è mancato».

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In copertina e all’interno le farfalle dell’Asu protagoniste a Fabriano; qui sopra, le ragazze della Gaf che a Fermo hanno conquistato il bronzo.