Duino, monte Ermada e Mitreo nell’ultima uscita di primavera sul Carso

A chiusura della stagione di “Piacevolmente Carso – primavera”, domenica 20 giugno la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 9.30 alle 13, un’escursione che ha come invitanti tappe Duino, località famosa per il suo Castello, il monte Ermada e la grotta del Mitreo.
Si andrà sulle pendici dell’Ermada, tra panorami sul Golfo di Trieste, scotani piumosi e rocce carsiche, fino alla grotta del Mitreo, in cui si trova un tempio al dio Mitra, culto dell’Asia Minore diffuso nell’antica Roma. Un’uscita tra natura e storia, con scorci e panorami suggestivi sul Carso e il mare. Percorso ombreggiato di 5,5 chilometri su strade sterrate, su un dislivello di 150 metri. Possibilità di degustazioni dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10 per cento.Ritrovo a lle 9.10 al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco), raggiungibile con il bus numero 44 da Trieste. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costi: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

Grotta del Mitreo.

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFVG, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), “Sapori del Carso”, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

I piumosi scotani.

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In copertina, dal Carso ecco una magnifica panoramica sul Golfo di Trieste con il Castello di Duino.

Progetti educativi personalizzati, quale futuro? Post-Covid nel webinar Laluna

Il settore sociale guarda al futuro dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, con le buone pratiche emerse durante la pandemia, tra innovazione e resilienza, che sono ora base per la gestione della prossima attività. Tutti spunti che faranno parte dell’evento formativo digitale proposto dall’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa: domani 16 giugno, dalle 14 alle 17, si terrà infatti un webinar sulle risorse dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati, a libera partecipazione previa prenotazione. Interverranno le varie figure professionali de Laluna che analizzeranno le diverse metodologie coinvolte nel lavoro su uno stesso caso mostrando la funzionalità della loro integrazione nel lavoro di equipe. Presente anche Simone Zorzi, dirigente dei Servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, che offrirà una sintesi esterna sul tema. Il momento formativo si inserisce nel più ampio progetto finanziato dal Bando Welfare 2020 della Fondazione Friuli.

Francesco Osquino


«Rimettere al centro la persona – ha spiegato Daniele Ferraresso, progettista educativo pedagogista clinico de Laluna – utilizzando un approccio globale con un’équipe multidisciplinare e definire un progetto individuale con l’obiettivo di includere e di valorizzare ciascuno secondo le proprie capacità e aspirazioni, questo il tema del nostro appuntamento formativo che si svolgerà in modalità digitale ed è aperto tutti: educatori, pedagogisti, operatori socio-sanitari, familiari di persone con disabilità. Il nostro intento è mettere a disposizione la nostra esperienza e mostrare l’efficacia dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati». «Ringraziamo ancora una volta la Fondazione Friuli e il presidente Giuseppe Morandini – aggiunge Francesco Osquino, presidente de Laluna – per il sostegno grazie al quale possiamo lavorare ad una nuova frontiera del welfare».
Al webinar in programma domani interverranno Daniele Ferraresso, Alice Spagnol educatrice professionale, Alessandra Presicce terapista occupazionale, Maria Maniago operatrice socio-sanitaria, Nicoletta Cattaruzza psicologa e Simone Zorzi dirigente dei servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale. La partecipazione è gratuita. Per ricevere il link del webinar è sufficiente scrivere a segreteria.laluna@gmail.com

 

“Leadership e gioco di squadra” con la pallavolista Maurizia Cacciatori

Domani 15 giugno la pallavolista Maurizia Cacciatori, già capitana della Nazionale italiana di pallavolo, e oggi formatrice di team building, sarà la protagonista di “Leadership e gioco di squadra”, alle 17.30 live sulla pagina web http://bit.ly/unaltromodo_cacciatori. L’evento – gratuito e aperto a tutte e tutti gli interessati – fa parte del ciclo di iniziative dal titolo: ”Un altro modo per dirlo”, progetto promosso dalla Commissione Donne e Parità del coordinamento Fvg dell’Alleanza delle Cooperative italiane (costituita da Confcooperative, Legacoop, Agci), con il patrocinio della Commissione regionale Pari Opportunità. La metafora sportiva per raccontare la vita, la gestione dello stress con le sconfitte e le vittorie, cioè essere leader, sarà l’argomento trattato da Maurizia Cacciatori.
“Un altro modo per dirlo”, iniziativa realizzata in collaborazione con la Commissione Parità dell’Alleanza delle Cooperative della Lombardia, si inserisce nel percorso che la cooperazione del Friuli Venezia Giulia ha avviato per promuovere una cultura del rispetto e della parità di genere.
Il successivo incontro è in programma l’8 luglio, alle ore 18, con il titolo: “La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”, con Anna Piacentini, vicepresidente di Confcooperative Emilia Romagna.

Chi è – Maurizia Cacciatori è una delle più grandi campionesse della pallavolo italiana. In carriera ha conquistato 5 scudetti, 5 Coppe nazionali, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe Campioni (Bergamo 1997 e 2000, Tenerife 2004), 1 Coppa CEV (Napoli 1999). È stata capitana della Nazionale dove ha totalizzato 228 presenze, vincendo un oro ai Giochi del Mediterraneo (2001), un bronzo e un argento agli Europei del 1999 e del 2001. Nei campionati mondiali del 1998, a Osaka, viene eletta miglior palleggiatrice. Oggi, mamma di due figli, moglie, speaker aziendale, commentatrice tv e scrittrice.

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In copertina, Maurizia Cacciatori già capitana della Nazionale italiana di pallavolo.

 

San Giovanni di Casarsa, chiavi di casa Ater a sei famiglie negli ex orti Pezzotti

Taglio del nastro ufficiale per i nuovi appartamenti di edilizia popolare nella zona Peep di San Giovanni di Casarsa. Sei famiglie hanno ricevuto le chiavi della loro abitazioni grazie a un lavoro a tre: la Città di Casarsa della Delizia che con la sua amministrazione comunale ha donato l’area denominata ex orti Pezzotti; la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che ha finanziato l’opera; l’Ater Pordenone che con un cantiere da 1 milione di euro ha realizzato la nuova palazzina che rispetta l’abbattimento delle barriere architettoniche e punta sul risparmio energetico.

Il taglio del nastro.

“Un giorno importante per la nostra comunità – ha affermato il sindaco, Lavinia Clarotto – che in questo luogo per anni ha avuto sotto gli occhi, a pochi passi dal centro sangiovannese, il degrado di un cantiere mai completato a causa di un fallimento. Poi il terreno è tornato in possesso del Comune e siamo stati lieti di donarlo per questo progetto di edilizia sociale che, grazie al lavoro sinergico con Regione e Ater, ora è concluso dando così risposta alla domanda di alloggi popolari che nella nostra realtà è molto sentita”.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, ha aggiunto come il sistema regionale delle Ater “risponda alle esigenze del territorio e delle persone con un valore fondamentale come quello del poter disporre di una casa”, sottolineando come i bandi comprensoriali risponderanno sempre più alla richiesta di alloggi popolari. Il presidente dell’Ater Pordenone, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato anch’egli come la casa sia un bene primario da garantire, ragionamento ripetuto pure nella vicina Spilimbergo dove nella stessa giornata c’è stata l’inaugurazione di altre due palazzine.

Don Lorenzo Camporese, parroco di Casarsa, a nome anche del parroco di San Giovanni Giancarlo Pitton ha benedetto la struttura. Presente per l’amministrazione comunale pure l’assessore alle politiche sociali Claudia Tomba nonché consiglieri comunali e regionali e il comandante della locale stazione dei carabinieri Donato Perrone. Per l’Ater Fvg presente il direttore Lorenzo Puzzi per Ater Pordenone il direttore Angioletto Tubaro. Emozionante il momento in cui alle sei donne che con rispettive famiglie vivranno nella palazzina, sono state consegnate le chiavi degli appartamenti, tutti in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, garage e cantina.

La palazzina Ater Pordenone.

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In copertina, gli interventi delle autorità alla cerimonia inaugurale.

“Musiche e parole” alla Quiete di Udine oggi finalmente con gli anziani ospiti

Disorientamento, senso di solitudine, di vuoto. L’ultimo anno è mezzo è stato complicato per tutti, ma per gli ospiti delle case di riposo lo è stato ancor di più. Quell’isolamento difficile da comprendere per molti. Poi la mancanza dei cari, gli sguardi, i sorrisi, gli abbracci e lo stop forzato anche alle attività ricreative all’interno delle strutture. È per lenire, almeno in parte, questa sofferenza che è nato “Musiche e parole”, progetto per l’intrattenimento e la compagnia a distanza degli ospiti delle case di riposo durante la pandemia Covid-19. L’iniziativa, realizzata attraverso voce, musica e l’uso di strumenti digitali, è stata ideata e coordinata dall’associazione Voci Fuoricampo grazie al contributo del Comune di Udine, e in particolar modo il Progetto Oms Città Sane. «Ci siamo chiesti come potevamo portare un po’ di leggerezza e di sollievo. Subito ci sono venute in mente la musica, che trasforma il dolore in conforto (con un pensiero a Enzo Bosso), e le parole che fanno ridere e affiorare ricordi e immagini positive. Per portare tutto questo – hanno sottolineato da Voci Fuoricampo -ci volevano le voci di lettori e lettrici e per realizzare e inviare i contenuti a distanza ci siamo dotati di app e piattaforme digitali. Sono nati così i nostri audio da compagnia. Dal desidero di portare un po’ di leggerezza, dalla volontà di far sentire la nostra presenza e dal senso di sentirci parte di una comunità».
Fra gennaio e maggio 2021 un gruppo di lettori volontari, formati grazie a un corso organizzato dalla Biblioteca di Udine, la counsellor e tango-terapeuta Francesca Fedrizzi, il musicista Brian Chambouleyron e l’orchestra a plettro Tita Marzuttini, hanno prodotto 15 audio, ascoltati 122 volte da circa 70 residenti de La Quiete. Proprio lì, oggi 12 giugno, le voci dei lettori e dei musicisti incontreranno coloro che li hanno ascoltati, porteranno note, parole e soprattutto allegria: proponendo dal vivo alcuni dei brani più amati da ascoltare e cantare insieme. «Per La Quiete è stato un progetto molto importante – ha spiegato Stefania Bertino, del Servizio psicosociale e di counselling -. L’ascolto della musica e delle letture è stato fonte di stimolazione cognitiva ed emotiva per i residenti anziani. Ma, soprattutto, ha permesso la condivisione e rievocazione di esperienze personali e collettive. L’evento di sabato, finalmente in presenza, dopo ben due anni, si svolgerà nel giardino e sarà l’occasione per conoscere di persona gli artisti i musicisti e i lettori che hanno reso possibile tutto questo. Un progetto che continuerà ancora nei prossimi mesi».
«Quello proposto da Voci Fuoricampo per La Quiete è stato davvero un progetto importante, capace di alleviare la sofferenza degli ospiti, in un momento tanto difficile anche solo da immaginare. Una sofferenza determinata dell’obbligata e prolungata lontananza dai propri cari, unico contatto con il mondo esterno. Grazie a questi audio – ha ricordato Giovanni Barillari, assessore alla Salute del Comune di Udine -i residenti hanno potuto in qualche modo viaggiare con la fantasia, sentendosi meno soli e, perché no, passando anche qualche momento all’insegna del divertimento. Un’attività che è stata senza dubbio di sollievo anche per gli operatori che tanto si sono dedicati al benessere degli anziani in questi mesi. Non mi resta dunque che ringraziare i volontari e tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questo progetto, ma anche tutti coloro che da sempre si prendono cura degli anziani».
Da inizio anno, tutti i contenuti sono stati registrati a distanza da lettori e musicisti e sono montati da un tecnico audio, quindi inviati alla residenza per anziani che li ha resi fruibili attraverso l’utilizzo di tablet. In particolare, sono state realizzate due collane che raccolgono gli audio “Canzoni dal mondo” (dedicata alla canzone internazionale e agli aneddoti musicali legati a questo genere, con testo scritto e registrato dalla terapeuta Francesca Fedrizzi e musiche a cura del musicista Brian Chambouleyron) e “Storie e musiche della nostra terra” (racconti e autori della regione accompagnati da brani musicali registrati dall’orchestra Tita Marzuttini). Insieme a ciascun audio da compagnia è stata fornita una scheda con degli spunti di conversazione e i testi delle canzoni che erano inserite nell’audio. Questi materiali sono stati utilizzati dagli operatori per conversare dopo l’ascolto con i residenti e per cantare le canzoni che facevano parte dell’audio.

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In copertina e qui sopra due immagini della casa di riposo “La Quiete”.

Quella “rivoluzione culturale” innescata da Basaglia a Gorizia mezzo secolo fa

Con il titolo “D3” – Diritti al cubo la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia apre una nuova dimensione espositiva e propone, per la prima volta e in anteprima assoluta, la creazione di un evento virtuale fruibile in modalità di realtà aumentata immersiva. Il percorso espositivo è inserito nell’ampio percorso aperto dalla Fondazione Carigo sul tema dei Diritti e propone un focus sulla rivoluzione innescata a Gorizia dallo psichiatra Franco Basaglia – affiancato dalla moglie Franca Ongaro e da un visionario e illuminato staff medico – che sul finire degli anni ’60 dava vita a quella che internazionalmente è stata riconosciuta come una vera e propria “rivoluzione culturale” italiana, e che nel 1978 si è tradotta nella legge 180, che aboliva per sempre i manicomi. Il progetto sarà illustrato alla stampa e al pubblico interessato in un incontro-evento in programma domani 12 giugno, a partire dalla 11, al Kinemax di Gorizia (piazza della Vittoria 41), con ospiti, videoproiezioni, letture sceniche. Presenti la presidente di Fondazione Carigo Roberta Demartin e la dottoressa Alberta Basaglia, co-ideatrici del progetto, l’attrice Ottavia Piccolo, che darà voce a tutti i contenuti sonori dell’allestimento, il presidente di Acri-Fondazioni di origine bancaria – Francesco Profumo. L’incontro è dedicato alla stampa e aperto anche al pubblico interessato ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, secondo le vigenti normative anti-Covid.

Roberta Demartin


La novità assoluta del progetto di allestimento sta nella piattaforma interattiva che consente agli utenti di entrare e muoversi fra le sale espositive come in un videogioco, interagendo con i tanti contenuti: testi, documenti, info-grafiche, video d’archivio, foto dell’epoca.
Un’ampia riflessione ideata dalla presidente Roberta Demartin, affidata alla dottoressa Alberta Basaglia e al dottor Franco Perazza per la cura scientifica, a Mumble Sas per il progetto grafico e di immagine e a Ikon digital farm per lo sviluppo in realtà aumentata, che vede la messa in campo di tecnologie già utilizzate per i progetti “CarigoGreen3”: anche in questo caso si può vivere un’esperienza totalmente immersiva, sia via web che con visori VR-virtual reality.
«Il valore di questo piccolo progetto – ha detto Alberta Basaglia – sta tutto in due importanti coordinate. Intanto c’è Gorizia, perché è da qui che la rivoluzione dei matti è iniziata. Con una concatenazione di eventi che fa parte della storia della città. E questo a Gorizia va riconosciuto. Ma va anche ricordato: perché la dimenticanza, nel veloce fluire degli anni e delle mode, a volte ha avuto la meglio. Dimenticare può lasciare lo spazio alla negazione del valore di un’esperienza fondamentale per la vita democratica di un Paese intero. L’allestimento, così come è stato pensato e costruito, ha dunque anche la presunzione di dare una mano alla memoria, ricostruendo quei passaggi che hanno permesso all’esperienza di Basaglia e dei suoi collaboratori, di partire. Qui, a Gorizia, e non altrove. E poi ci sono loro, Franca e Franco Basaglia che, lungo tutto il percorso espositivo, parlano con la loro voce, senza mediazioni. Le didascalie attingono direttamente ai loro scritti. Le parole per ricordare e spiegare sono le loro. Nessuna interpretazione di terzi, solo l’uso delle fonti primarie».

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In copertina, Franco Basaglia con la moglie Franca Ongaro.

Carso, nei luoghi della Grande Guerra. Poi monte Ermada e grotta del Mitreo

Ultimi appuntamenti per la stagione escursionista “Piacevolmente Carso” di primavera: domenica 13 giugno si terrà una passeggiata naturalistica sui luoghi della Grande Guerra, a San Martino del Carso, e domenica 20 a Duino, tra il monte Ermada e la grotta del Mitreo.

Un’escursione sul Carso.

Domenica prossima la cooperativa Curiosi di natura propone, dunque, dalle 9.30 alle 13, un’escursione tra natura e storia a San Martino del Carso, nell’Isontino, già annullata per pioggia. Si tratterrà di una passeggiata sull’altipiano attorno al paese reso celebre dalla poesia di Giuseppe Ungaretti sulla Primo conflitto mondiale. Si passerà tra boschi, prati con le fioriture di primavera e testimonianze della Grande Guerra: trincee e cippi commemorativi, tra i quali l’imponente monumento a Filippo Corridoni. Con letture e suggestioni a tema, su un percorso diverso da quello delle scorse edizioni. Un itinerario facile e per tutti, di 6 km, su un dislivello di 76 metri. Ritrovo alle 9.10, in piazza della Fontana, a San Martino del Carso (frazione di Sagrado).

Seguirà domenica 20 giugno, dalle 9.30 alle 13, un’uscita a Duino, sul Monte Ermada e alla grotta del Mitreo. Si andrà sulle pendici dell’Ermada, tra panorami sul golfo, scotani piumosi e rocce carsiche, fino al Mitreo, ove si trova un tempio al dio Mitra, culto dell’Asia Minore diffuso nell’antica Roma. Ritrovo alle 9.10, al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco).
Alle uscite seguirà la possibilità di degustazioni dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10 per cento distribuito ai partecipanti.
Per le escursioni è richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costo: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

La fioritura degli scotani.

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFVG, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), “Sapori del Carso”, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, il grande monumento che a San Martino del Carso ricorda Filippo Corridoni.

 

Fvg e Carinzia insieme per il post-Covid: la Camera Pn-Ud incontra Klagenfurt

Friuli Venezia Giulia e Carinzia progettano insieme la ripartenza economica post-Covid. Che avverrà rafforzando le relazioni transfrontaliere, per gestire in modo più efficace la ripresa, e lavorando su progetti comuni in particolare in materia di turismo, di formazione, lavoro dei giovani e digitalizzazione delle imprese. Questi i temi principali ieri al centro dell’incontro bilaterale del presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, con il presidente della Camera della Carinzia a Klagenfurt, Jürgen Mandl, in visita in Veneto e nella nostra regione accompagnato dal direttore Meinrad Höfferer e da Matteo Zen, direttore dell’ufficio camerale carinziano a Padova.

L’incontro bilaterale a Udine.

«Su questi e altri temi di interesse comune – ha anticipato il presidente Da Pozzo – ho già avuto la disponibilità dell’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Bini per un incontro, che fisseremo già nei mesi estivi, assieme anche al suo omologo carinziano, per sviluppare insieme alcune concrete linee d’azione». Un’idea subito accolta con favore dalla delegazione carinziana, che ha evidenziato l’importanza di far valere di più, a livello europeo, le progettualità integrate di aree contermini, poiché possono portare a risultati più efficaci, garantiti proprio partendo dalla vicinanza geografica e da linee strategiche che necessariamente trovino confronti proficui e importanti raccordi.
Tra queste, gli intervenuti a Udine hanno evidenziato, in particolare, gli investimenti nella logistica e nei trasporti, ma anche i progetti di scambio, formazione e lavoro per i giovani, magari individuando comparti in cui il mercato via via richiede più personale e professionalità, di qua e di là dal confine.
Tra le priorità evidenziate durante l’incontro, utile anche come avvicinamento alla Conferenza dei presidenti della Nuova Alpe Adria, network nel cui ambito si è realizzata la visita della delegazione austriaca, anche il potenziamento comune degli investimenti in ricerca e sviluppo (in Carinzia molto cospicui e su cui stanno puntando con decisione) e in particolare il ruolo sempre più importante degli enti camerali nell’accompagnamento delle Pmi verso la digitalizzazione, nonché verso la predisposizione di sempre maggiori servizi digitali e online da parte delle Camere, per ridurre tempi, burocrazia e costi a carico delle imprese.
Al termine dell’incontro, il presidente Da Pozzo ha donato al presidente Mandl la moneta di Jacopo Linussio, riconoscimento della Camera di Commercio Pn-Ud quale simbolo di talento e capacità economica del territorio.

La sede udinese della Cciaa.

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 In copertina, il Drago di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia.

“Edil Power”, un sostegno alle imprese da CiviBank e Confidi Venezia Giulia

CiviBank e Confidi Venezia Giulia hanno sottoscritto una convenzione per garantire supporto alle imprese del settore edilizio attraverso la linea di intervento “Edil Power”. Si tratta, in particolare, di uno strumento che consente a microimprese e Pmi associate al Consorzio di accedere a finanziamenti a tasso migliorativo per realizzare opere oggetto di Superbonus, Ecobonus, Sismabonus e altre agevolazioni fiscali in edilizia, applicando lo sconto in fattura ai propri committenti.

Michela Del Piero

Mario Crosta

Lo strumento, come informa una nota, prevede due soluzioni di finanziamento, una a breve e l’altra a medio termine, attraverso le quali la Banca guidata da Michela Del Piero eroga all’impresa richiedente il credito necessario per garantire lo sconto in fattura: la prima prevede l’erogazione di un importo massimo di 150mila euro per la durata di 18 mesi, la seconda mette a disposizione lo stesso importo per una durata di 36 mesi comprensivi di 12 mesi di preammortamento. In entrambi i casi, Confidi Venezia Giulia presta la propria garanzia fino all’80% dell’importo finanziato, che l’impresa si impegna a rimborsare cedendo alla Banca il credito d’imposta maturato.
Mario Crosta, direttore generale dello storico Istituto di credito cividalese: «Quella legata ai bonus fiscali edilizi è un’opportunità unica per le imprese di rilanciare la propria attività e favorire il raggiungimento di obiettivi comuni di sostenibilità ambientale. Diventando Società Benefit, CiviBank ha rafforzato il suo legame con il territorio e oggi concorre con ancora maggiore responsabilità a quella funzione di banca del Nordest che opera per il benessere della comunità». Gli fa eco Antonio Paoletti, presidente del Confidi Venezia Giulia: «Da sempre Confidi Venezia Giulia è promotore in collaborazione con gli istituti di credito di strumenti in grado di intercettare le esigenze del mondo imprenditoriale. Con “Edil Power” viene assicurata in modo ampio e tempestivo la liquidità necessaria per la realizzazione delle lavorazioni nei confronti della committenza».

Antonio Paoletti

Tutti i dettagli dell’iniziativa questo link: https://twin.services/media-center/bonus-fiscali-edilizi-civibank-e-confidi-venezia-giulia-lanciano-edil-power/

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In copertina, ecco la sede centrale di CiviBank alle porte di Cividale.

Vite ormai “governate” dagli algoritmi: da oggi una riflessione online con l’Irse

Algoritmi, ormai, una parola chiave: sottende i meccanismi che governano o perlomeno influenzano in modo significativo le nostre vite. La pandemia ha messo in luce l’importanza, spesso determinante, della tecnologia e dei sistemi innovativi di comunicazione, ma allo stesso tempo ha mostrato tutta la nostra dipendenza. E se pensiamo alla tecnologia come ad una torta, gli algoritmi sono la sua ricetta e i dati i suoi ingredienti. Diventare abili “cuochi della tecnologia” è oggi requisito indispensabile per non farsi travolgere dalla forza dirompente di queste trasformazioni, senza dimenticare il fine ultimo: gli esseri umani e il loro benessere. Un aiuto a capire meglio i meccanismi legati alle tecnologie che scandiscono il nostro quotidiano arriva dall’Istituto Regionale di Studi Europei che proprio su questi temi promuove un ciclo di tre illuminanti Dialoghi digitali, praticamente un corso accelerato di formazione. Appuntamento dal 7 all’11 giugno sui canali social Irse – in prima visione Facebook e quindi sui profili Instagram e Youtube – per tre incontri online curati dall’esperto Matteo Troìa, che nel 2019 è stato consulente nel Team per la Trasformazione Digitale alla presidenza del Consiglio dei ministri, dove si è occupato di design dei principali servizi pubblici digitali e di progetti Open Data e Open Source, e oggi si occupa di Big Data Analysis e Business Intelligence in Capgemini, multinazionale leader nei servizi di consulenza, tecnologia e trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni. «Comprendere come reagire alle sollecitazioni delle nuove tecnologie e come utilizzarle al meglio spesso non è facile – spiega -. Proprio per questo, in dialogo con tre esperte nel campo della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale, proveremo a fornire qualche spunto attraverso una serie di riflessioni profondamente umane, in questo tempo dominato dalle macchine».

Si parte, dunque, oggi alle 18, con la riflessione sul “Potere dei dati pubblici”: interlocutore di Matteo Troìa sarà Giorgia Lodi, in questi mesi componente della Task Force nazionale legata al Covid-19 e tecnologa all’Istituto di Scienze Cognitive e Tecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove si occupa di numerosi progetti nazionali ed europei legati al mondo dei dati, della loro semantica e della privacy. Ogni giorno, la pubblica amministrazione raccoglie e gestisce preziosi patrimoni informativi, che descrivono molti aspetti della nostra società: l’utilizzo intelligente di queste grandi moli di dati aiuterebbe a prendere decisioni più mirate, a progettare meglio le strategie politiche e quindi a rendere migliore la società in cui viviamo. Non sempre però la pubblica amministrazione italiana è consapevole del potere dei dati che possiede. La mancanza di competenze e la mancanza di una visione, spesso fanno da ostacoli alla trasformazione digitale del nostro Paese.

Mercoledì 9 giugno si prosegue con il dialogo che ci chiederà: “Quanto ti fidi di un algoritmo?”. Matteo Troìa dialogherà con Felicia Pelagalli, fondatrice e Ceo di Culture, società di ricerca e comunicazione, dal 2015 co-fondatrice e Presidente dell’Associazione no-profit InnovaFiducia, esperta europea di innovazione, analisi dei Big Data e intelligenza artificiale, editorialista e divulgatrice per molte testate giornalistiche. Sempre più spesso, coloro che si occupano di intelligenza artificiale e di algoritmi in generale, sono costretti a fare i conti con questioni etiche e morali. Nel corso dell’incontro si capirà perché è importante stabilire un rapporto di fiducia con gli algoritmi e quali sono i rischi di questa relazione inedita.

Infine, venerdì 11 giugno il focus su “L’intelligenza non è artificiale”, titolo e tema anche del libro firmato per Mondadori dalla relatrice che converserà con Matteo Troìa, l’accademica Rita Cucchiara, professoressa ordinaria al dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Visione Artificiale e Sistemi Cognitivi, coordinatrice del gruppo di lavoro sull’Intelligenza Artificiale del ministero della Ricerca e dell’Università e dal 2018 direttore del Laboratorio nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. Nel 1983 la rivista Time assegnò per la prima volta nella sua storia il premio di «persona dell’anno» non a un essere umano ma al personal computer: fu l’inizio di una rivoluzione tecnologica verso il mondo nuovo, veloce e leggero dell’Intelligenza Artificiale. Oggi lavora con l’uomo nella medicina elaborando migliaia di immagini, nell’industria, nella finanza, supporta la sicurezza nazionale e può diventare pericolosa se progettata o utilizzata in modo sbagliato. Viene spontaneo chiedersi fino a dove potrà spingersi e se ci siano dei confini etici da non valicare. Ma anche qual è il ruolo delle persone nei confronti delle tecnologie che domineranno il prossimo futuro.

Dettagli e aggiornamenti sul sito https://centroculturapordenone.it/irse