Modello cooperativo nella sanità Fvg e pandemia in un webinar per i medici Pn

«La drammatica lezione della pandemia da Sars-CoV-2 ha confermato quanto sia indispensabile irrobustire generosamente il Servizio sanitario nazionale, pubblico, universale e finanziato con la fiscalità generale, ma, al tempo stesso, ha evidenziato anche la ineludibile necessità di promuovere, diffondere ed implementare un modello di “salute di comunità e nella comunità”. Il modello cooperativo in sanità, anche nella sua forma di impresa sociale, può aiutare ad affrontare ed a supportare questa formidabile sfida»: le parole del dottor Giorgio Siro Carniello, referente delle cooperative sanitarie all’interno di Confcooperative Pordenone, introducono il webinar “Modello Cooperativo in Sanità”, organizzato da Confcooperative Pordenone con il patrocinio dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Pordenone. L’iniziativa online si terrà venerdì 9 luglio, dalle 17.30 alle 19, ed stata è organizzata in collaborazione con Confcooperative Sanità (la federazione nazionale di settore), rivolgendosi in particolare ai medici di Medicina generale ed ai medici della Continuità assistenziale. Per ricevere la password per partecipare bisogna registrarsi a questo link: https://forms.gle/xrjZoJsXBBUufd5w5

Luigi Piccoli

«Un’occasione – ha affermato Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – per ragionare attorno ai servizi in ambito medico che le cooperative possono dare contribuendo al miglioramento di tutto il welfare sanitario, a fianco del settore pubblico». «È necessaria – ha aggiunto Carniello – una transizione da un sistema sanitario focalizzato sulla patologia (approccio riparativo) a un sistema centrato sulla salute, che non eroghi solo prestazioni, ma operi per contrastare le malattie, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute (logica proattiva). È necessario, inoltre, un rinnovamento delle politiche sociali, a lungo relegate al margine delle politiche pubbliche, per accompagnare gli individui lungo l’intero percorso della vita, in particolare nei momenti di fragilità, in modo integrato con il sistema sanitario. Elemento fondamentale del modello è la centralità della persona, prima risorsa del sistema e non semplice contenitore di bisogni sanitari e sociosanitari. La presa in carico del malato cronico (le malattie croniche non trasmissibili sono responsabili dell’80% dei costi in sanità), la fragilità, la disabilità, la non autosufficienza, la salute mentale, le dipendenze che comportano bisogni protratti e variabili nel tempo, sfidano il modello dominante di assistenza sanitaria e richiedono modelli altamente innovativi capaci di coniugare ed integrare appropriatamente interventi sanitari e interventi sociali con grande flessibilità organizzativa, che il modello cooperativo può garantire».

Giorgio Siro Carniello

PROGRAMMA

Presentazione di Confcooperative
Luigi Piccoli, presidente Confcooperative Pordenone

Giorgio Siro Carniello, referente cooperative sanitarie Confcooperative Pordenone

Indirizzo di saluto a cura di Azienda sanitaria Friuli Occidentale, dottor Michele Chittaro, direttore sanitario
Indirizzo di saluto a cura dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pordenone, dottor Guido Lucchini, presidente

Introduzione al tema della cooperazione medica: Raffaele Sellitto, vicepresidente Confcooperative Sanità – settore cooperative mediche e co-coordinatore dell’Alleanza Cooperative Medici

Parte formativa divulgativa: Marco Battisti, Confcooperative Sanità
– Contesto di riferimento (situazione epidemiologica, livello offerta servizi nel Paese) – L’Impresa cooperativa (peculiarità, concetto di scopo mutualistico, tipologia di soci, cooperazione sociale); – Caratteristiche del mercato sanitario e fondamenti della cooperazione in sanità; – Lo scenario per la medicina territoriale; – Che cosa è una cooperativa di medici: – La cooperativa sociale di medici – La cooperativa di servizi – Opportunità e vantaggi per il socio di una cooperativa sanitaria –

Progettualità nel quadro del Pnrr Presentazione best practice (storytelling) Simona Clerici: direttore operativo e consigliere “Medici Insubria Società Cooperativa”
Question time

Ospedale di Pordenone.

PRESENTAZIONE DEL DOTTOR
GIORGIO SIRO CARNIELLO

La drammatica lezione della pandemia da SARS-CoV-2 ha confermato quanto sia indispensabile irrobustire generosamente il Servizio Sanitario Nazionale, pubblico, universale e finanziato con la fiscalità generale, ma, al tempo stesso, ha evidenziato anche la ineludibile necessità di promuovere, diffondere ed implementare un modello di «salute di comunità e nella comunità». È necessaria una transizione da un sistema sanitario focalizzato sulla patologia (approccio riparativo) a un sistema centrato sulla salute, che non eroghi solo prestazioni, ma operi per contrastare le malattie, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute (logica proattiva). È necessario, inoltre, un rinnovamento delle politiche sociali, a lungo relegate al margine delle politiche pubbliche, per accompagnare gli individui lungo l’intero percorso della vita, in particolare nei momenti di fragilità, in modo integrato con il sistema sanitario. Elemento fondamentale del modello è la centralità della persona, prima risorsa del sistema e non semplice contenitore di bisogni sanitari e sociosanitari.
Ciò che rende oggi eccessivamente costosa l’assistenza sanitaria è da una parte la multimorbosità da malattie croniche (scarso utilizzo di strategie preventive), e, dall’altra, la maggiore condizione di vulnerabilità sociale, familiare ed economica delle persone (determinanti socioeconomici di salute). Per rendere il Sistema Sanitario appropriato, equo e sostenibile è necessario dotarlo non solo di risorse adeguate (umane e tecnologiche), ma anche di innovare le sue strategie e la sua organizzazione complessiva.
È indispensabile dare assoluta priorità al potenziamento e alla ristrutturazione dell’assistenza integrata sociosanitaria territoriale, come sottolineato anche dalla Corte dei Conti (2020). È diritto e aspirazione di ogni persona vivere e curarsi nel proprio contesto di vita, con il sostegno dei servizi domiciliari e territoriali. Ciò è più efficace e sicuro, a maggior ragione quando la persona è più vulnerabile: anziana e non autosufficiente, con malattie croniche, con problemi di salute mentale, dipendenze e disabilità, ecc.
Il modello cooperativo in sanità, oggetto del webinar, anche nella sua forma di impresa sociale, può aiutare ad affrontare ed a supportare questa formidabile sfida di rinnovamento, poiché può aggregare professionisti ed operatori dell’assistenza sul territorio in imprese non speculative (privato non profit), gestite democraticamente, aperte alla partecipazione del cittadino e votate ai principi della sussidiarietà e della solidarietà. L’obiettivo è quello di offrire al cittadino servizi moderni multiprofessionali e multidimensionali, tra loro integrati e flessibilmente combinati a misura delle esigenze dell’utente, visto nella sua condizione di persona fragile e bisognosa di assistenza. L’impresa cooperativa fondata sulla mutualità trasforma i professionisti sanitari, da semplici fornitori di prestazioni, in soggetti collettivi che organizzano l’elemento professionale e lo pongono al servizio del cittadino, attraverso una relazione virtuosa di partenariato con l’istituzione pubblica, titolare della funzione di governance (programmazione, regolazione, committenza, controllo).
La presa in carico del malato cronico (le malattie croniche non trasmissibili sono responsabili dell’80% dei costi in sanità), la fragilità, la disabilità, la non autosufficienza, la salute mentale, le dipendenze, ecc. che comportano bisogni protratti e variabili nel tempo, sfidano il modello dominante di assistenza sanitaria e richiedono modelli altamente innovativi capaci di coniugare ed integrare appropriatamente interventi sanitari e interventi sociali con grande flessibilità organizzativa, che il modello cooperativo può garantire.

 

Ripartono i pellegrinaggi dell’Unitalsi: iscrizioni aperte per Loreto e Lourdes

Dopo un anno e mezzo di stop forzato ripartono, in sicurezza, i pellegrinaggi della sottosezione di Udine dell’Unitalsi, che in sinergia con le strutture territoriali del Triveneto dell’Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari internazionali ne propone uno a Loreto per fine luglio e il secondo, a inizio settembre, a Lourdes. Le iscrizioni sono già aperte: saranno ammesse le persone che abbiano concluso il ciclo di vaccinazione, con prima e seconda dose del siero. Per le adesioni ci si può rivolgere all’ufficio di sottosezione, in via Treppo 1/B, aperto martedì e venerdì dalle 9 alle 12 (telefono 0432 503918, udine@unitalsitriveneta.it).
«Le date, per la precisione – informa il presidente della sottosezione, Fabio Rizzi -, sono dal 31 luglio al 3 agosto, a Loreto appunto (che raggiungeremo in pullman), e dal 6 al 10 settembre: il viaggio, nel caso, sarà in aereo. Entrambi i pellegrinaggi – conferma – sono promossi da tutte le organizzazioni territoriali dell’Unitalsi presenti nel Triveneto, che hanno voluto unire le forze in questa ripartenza dall’alto valore simbolico». I posti a disposizione sono conseguenti: per quanto riguarda Lourdes, in particolare, è prevista la partenza di ben tre aerei, da Ronchi dei Legionari, da Verona e da Treviso. «Possono unirsi a noi – informa sempre il presidente – anche ammalati e disabili: la nostra associazione, infatti, è nata per il servizio a questi soggetti fragili e siamo l’unica organizzazione che ha collaborazioni con compagnie aeree che permettono di far volare in piena sicurezza e tranquillità un numero importante di persone in carrozzina. Il pellegrinaggio – conclude – è una forte esperienza di fede, che può essere riscoperta proprio in questa fase in cui, per fortuna, la pandemia sembra stia rallentando la sua corsa».
E per quanto riguarda Loreto, è nata quest’anno una speciale collaborazione con la Pastorale giovanile dell’Arcidiocesi di Udine, per coinvolgere giovani e giovanissimi del territorio: l’esperienza può essere molto utile anche per chi desiderasse diventare volontario (al riguardo, per ricevere indicazioni ci si può rivolgere all’ufficio di via Treppo). Ulteriori info sui pellegrinaggi sono disponibili sul sito dell’Unitalsi udinese e sui suoi canali social.

—^—

In copertina, un’immagine che si tornerà presto a vedere a Lourdes.

 

Contaminazioni, Piante pioniere a Venzone tra le “macerie” di sisma e virus

E ora Contaminazioni Digitali arriva a Venzone per mettere a fuoco quel parallelo che esiste tra le macerie del terremoto di 45 anni fa e quelle che sta lasciando nelle nostre vite il Coronavirus. È ricominciato, infatti, lo scorso 30 giugno ad Aquileia, il viaggio alla scoperta degli spazi urbani dei piccoli centri, grazie alla nuova edizione, la quinta, del Festival multidisciplinare, itinerante e diffuso, che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani, promosso dal Comune di Turriaco e organizzato dell’associazione Quarantasettezeroquattro. Dopo l’apertura sulle note della Dante Symphonie, Contaminazioni Digitali è proseguito nelle piazze del Comune capofila dell’iniziativa, Turriaco, il primo e il 2 luglio.

Il Duomo è rinato…

L’EVENTO – Oggi invece 4 luglio, alle 11, 17 e 19, la carovana del Festival farà nuova tappa in Friuli con “Piante pioniere: Venzone” (partenza dalla loggia del Municipio per gruppi di massimo 20 persone): una narrazione a cielo aperto con cuffie wireless, che si propone a piantare il seme della riflessione grazie a un parallelo fra le macerie causate dal terremoto e quelle generate dalla pandemia, oggi. Un progetto del Collettivo Wundertruppe (accompagnato, fra le altre, dalla voce di Natalie Norma Fella, che ne è anche autrice), promosso all’interno della rassegna “Tracce. I linguaggi del contemporaneo raccontano il passato”, in cui il pubblico sarà accompagnato in luoghi simbolo della cittadina. «Visiteremo Venzone – ha spiegato Natalie Norma Fella -, in particolare il centro storico, e andremo alla scoperta di tre diversi luoghi simbolo del post terremoto, tra cui: il Duomo, ricostruito com’era, dov’era; la scuola, riedificata da zero; la Chiesa di San Giovanni, con le sue rovine a cielo aperto, ancora immobili”, dopo il 6 maggio 1976». Un luogo, quest’ultimo, che è diventato casa di quelle Piante pioniere” che danno il nome al progetto: «Loro nascono fra i sassi e ricreano un habitat nuovamente vivibile anche ad altre piante. Qui sono cresciute fra le ferite di una catastrofe e sono state capaci di nascere e colonizzare uno spazio, all’apparenza inospitale, in cui anche altre piante potranno ora crescere e vivere. Partendo da questa metafora, rifletteremo insieme al pubblico su quale sarà il futuro per la generazione post Covid: Dovremo ricostruire tutto daccapo? Partire da dove eravamo rimasti? Ricominciare in maniera diversa? Quella a cui stiamo assistendo è un’altra ricostruzione, impalpabile, ma necessaria, dopo una catastrofe altrettanto dolorosa e che ci ha posto davanti a fragilità che non credevamo di avere».

… ma non San Giovanni.

DUINO AURISINA – Il Festival multimediale proseguirà il suo viaggio artistico mercoledì 7 luglio, arrivando a Duino Aurisina, dove, alle 20, si terrà il primo spettacolo site specific, risultato di una residenza artistica di due settimane nell’ambito del progetto Per-Forma, promosso da Quarantasettezeroquattro e finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia (bando creatività), in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina, Casa Cave, Karsiart, Cave Romane. Le Cave di marmo diventeranno lo strabiliante palcoscenico in cui una danzatrice, una scultrice, un videomaker e un sound designer, che racconteranno una terra, una comunità e l’imprenditoria del territorio.

TURRIACO – Gran finale a Turriaco, dove la carovana di Contaminazioni Digitali si tornerà a spostare, dal 9 all’11 luglio, con moltissimi appuntamenti fra cui – solo per citarne alcuni – “A come Srebrenica”, spettacolo di e con Roberta Biagiarelli (anteprima del Dedica festival 2021 a Paolo Rumiz), in programma il 9 luglio alle 21.30 in piazza Libertà; la lectio “L’amore e la conoscenza di sé. Un confronto con Platone”, di Pietro Del Soldà, conduttore di “Tutta la città ne parla”, il programma di Rai Radio3, e penna della Domenica del Sole24Ore, il 10 alle 21, in piazza Libertà; e l’evento che vedrà per protagonista Pino Roveredo (alle 19 di domenica 11 luglio) che affronterà, a suo modo, il racconto degli amori ideali a partire dai testi di alcuni grandi cantautori italiani, da Fabrizio de Andrè a Giorgio Gaber e che chiuderà la quinta edizione di Contaminazioni digitali.

FESTIVAL URBANO – Contaminazioni digitali, spin-off di I In\visible Cities, è un progetto a cura del Comune di Turriaco, organizzato dall’associazione 4704, co-finanziato da Regione Friuli-Venezia Giulia, Camera di Commercio della Venezia Giulia e da Scena Unita – per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo, un fondo privato gestito da Fondazione Cesvi – organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 – in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub. È in rete con Intersezioni e Bando Open Creazione Urbana contemporanea. Il progetto è organizzato in collaborazione con ARS. Arti, relazioni, scienze. Il progetto Ars. Arti Relazioni Scienze e promosso dal comune di Gradisca d’Isonzo con il finanziamento della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Info: contaminazionidigitali | Facebook | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

—^—

In copertina e qui sopra due immagini di Piante pioniere per  Contaminazioni Digitali a Venzone.

 

Oggi è il CoopsDay, Confcooperative Fvg rilancia la legge sulle piccole comunità

La 27ª edizione della Giornata internazionale delle Cooperative (CoopsDay), istituita nel 1995 dall’Onu, nel 2021 cade proprio oggi 3 luglio ed è l’occasione per Confcooperative Fvg di rilanciare la proposta di legge sulle cooperative di comunità. Infatti, L’organizzazione cooperativa, da tempo, ha presentato all’Amministrazione regionale una bozza specifica di testo: «Diverse Regioni hanno già legiferato su questo tema (Lombardia, Puglia, Liguria, Abruzzo). E ricordo anche che al Senato è in discussione il Ddl Fenu (n.1650, “Disposizioni in materia di imprese sociali di comunità”). La nostra proposta considera le diverse soluzioni legislative adottate in altre Regioni e consideriamo possa rappresentare una buona base di partenza per un confronto che auspichiamo possa essere presto aperto per portare a conclusione l’iter legislativo in tempi rapidi, forse già entro l’anno – spiega Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg –, in quanto, la cooperazione di comunità, può contribuire positivamente al rilancio delle piccole comunità e a fornire servizi di prossimità altrimenti assenti in tante borghi di ridotte dimensioni».

Daniele Castagnaviz

I contenuti della proposta

Quali saranno, dunque, le caratteristiche delle cooperative di comunità? Saranno fondamentali, nell’individuare la qualifica di cooperative di comunità, l’identificazione con un territorio specifico di operatività, la partecipazione di soci dell’area territoriale di riferimento e l’attività svolta. Il fine delle cooperative di comunità, all’evidenza, è quello di contrastare i fenomeni di spopolamento, declino economico, degrado sociale o urbanistico. Non a caso, la proposta di Confcooperative Fvg prevede che la Regione riconosca le cooperative di comunità che nascono in comuni montani, piccoli comuni e aree urbane degradate. Le attività svolte potranno spaziare da interventi di riqualificazione, rigenerazione urbana e social housing, ad attività in ambito turistico, all’autoproduzione e autoconsumo di energia rinnovabile secondo la logica delle comunità energetiche, attività di somministrazione di alimenti e bevande in paesi, frazioni e quartieri che ne risultino sprovvisti; ma anche, per esempio, servizi di assistenza e supporto tecnico per servizi sanitari e servizi di telemedicina.
«Ma, soprattutto, la nostra proposta punta a gestire servizi che altrimenti non sarebbero erogati ai cittadini in assenza di prestazioni analoghe da parte di soggetti pubblici o privati – aggiunge il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà -, tra i quali la raccolta e il successivo invio della corrispondenza nei centri abitati privi di ufficio postale, previa apposita convenzione con il gestore del servizio postale; servizi bibliotecari; servizi di mobilità; vendita di generi alimentari e di prodotti di prima necessità; rivendita di giornali, quotidiani e riviste; ordine e consegna di medicinali».

Giornata internazionale

Le cooperative di tutto il mondo celebrano la Giornata delle Cooperative dal 1923, ma è dal 1995 che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato ufficialmente la Giornata internazionale delle Cooperative e ne ha istituito la celebrazione ogni anno il primo sabato di luglio. L’obiettivo del CoopsDay è quello di promuovere gli ideali del movimento cooperativo. La celebrazione di quest’anno sarà la 27ª edizione della Giornata internazionale delle Cooperative dal momento del suo riconoscimento da parte delle Nazioni Unite, con il tema: “Ricostruire meglio insieme”.

 

Cooperative Pordenone e crisi sanitaria: salvaguardati i livelli occupazionali

Anche in Friuli Occidentale il 3 luglio si celebra la Giornata Internazionale delle Cooperative riconosciuta dalle Nazioni Unite e giunta alla sua 27ª edizione. Tema di questo 2021 sarà “Ricostruire meglio insieme”: le cooperative di tutto il mondo mostreranno come stanno affrontando la crisi causata dalla pandemia Covid-19 con solidarietà e resilienza. Confcooperative Pordenone ha effettuato un’indagine interna su un campione delle proprie associate per capire quanto l’emergenza sanitaria abbia impattato sulla situazione occupazionale, alla luce anche del recente stop al blocco dei licenziamenti. Risultato: pur vivendo situazioni gravi, come quelle del settore turismo-spettacolo-asili (con anche il -70% del fatturato nel 2020) i livelli occupazionali sono rimasti stabili, confermando l’attenzione della cooperazione verso i lavoratori anche in caso di crisi.

Marco Bagnariol

«Non abbiamo indicazioni – analizza il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rispetto all’ipotesi che, venuto meno il blocco dei licenziamenti, le cooperative adotteranno procedure di riduzione del personale. Anzi. La partecipazione mutualistica, ovvero il coinvolgimento reale di produttori e lavoratori nella conduzione delle imprese, dimostra il valore della cooperazione per l’economia sociale del territorio, con un’attenzione reale al valore della persona. Da quanto ci risulta, diverse cooperative hanno programmato nuove assunzioni. A fronte del calo dei fatturati ed alla contrazione delle marginalità molte cooperative reagiscono investendo sul capitale umano».

La sede pordenonese.

Le cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone danno lavoro a oltre 5 mila persone. Sono tante e diverse le storie che s’incontrano al loro interno, dalla persona che ha perso il lavoro di una vita e ha ora speranza per il futuro grazie ai progetti di agricoltura sociale passando ai laboratori socio-occupazionali per persone con disabilità e fragilità delle cooperative sociali. E ancora, professioni tendenzialmente dallo scarso potere contrattuale in quanto legate a contratti individuali che hanno invece trovato forza grazie all’aggregazione, come per esempio nelle cooperative di attori e maestranze legate allo spettacolo. Il tutto senza dimenticare i casi storici della cooperazione agricola, di consumo e del credito cooperativo. Tutte realtà che hanno saputo rispondere al meglio alle sfide poste dal Covid-19. «Questo perché – conclude il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – cooperazione e mutualità significano flessibilità e capacità di reazione di fronte alle difficoltà; i cooperatori pordenonesi, in particolare, sanno reagire individuando nuovi percorsi e progettando nuove attività. “Ricostruire meglio insieme” è davvero lo slogan che descrive al meglio il carattere dei nostri cooperatori».

—^—

 In copertina, il presidente di Confcooperative Pn Luigi Piccoli.

Ripartono le auto d’epoca: domenica da Udine a Cividale. E infine a Nimis

Finalmente, dopo tanta attesa, i collezionisti di vetture d’epoca potranno ritrovarsi per i loro pittoreschi raduni. Il Club friulano veicoli d’epoca ha indetto per domenica 4 luglio la prima iniziativa del 2021, la classica “Risveglio dei motori” che in tempi ordinari si svolgeva in primavera.
Saranno una trentina le vetture partecipanti, tutte di particolare fascino, a cominciare da una splendida Balilla Coppa d’oro del 1934 rossa fiammante. Non mancherano altri prestigiosi esemplari di Alfa Romeo, MG, Jaguar, Lancia, e altri ancora.
Il ritrovo è, quindi, previsto alle 9.30 di domenica prossima presso la sede sociale del Cfve accanto agli uffici Aci di viale Tricesimo, a Udine. Alle 11 ci sarà il raggruppamento a Cividale dinanzi alla sede di Civibank e da lì “vecchie signore” della strada proseguiranno verso Torreano per salire a Masarolis e Tamoris, per poi sostare presso la casa alpina dell’Ana a Canebola. Infine, il variopinto corteo attraverserà i Comuni di Faedis e Attimis, lungo le strade del Giro d’Italia, per raggiungere Nimis dove all’agriturismo I Comelli ci sarà il pranzo sociale dei partecipanti.
In occasione dell’avvio dell’attività annuale il presidente del Club Italo Zompicchiatti ha annunciato che il direttivo è alle prese con l’organizzazione della più prestigiosa iniziativa del sodalizio, “Mitiche in castello”, prevista per settembre.

—^—

In copertina, “vecchie signore” della strada sul colle del Castello a Udine.

 

Savio, multinazionale tessile a fianco delle coop sociali di Casarsa e San Vito

Da un lato una multinazionale che distribuisce le sue macchine tessili in tutto il mondo, dall’altro le cooperative sociali del Pordenonese, che danno lavoro alle persone fragili: due mondi all’apparenza lontani ma che da 30 anni nella Destra Tagliamento sanno invece dialogare con reciproca intesa, creando sviluppo economico e promozione sociale. Protagonisti di questa bella storia la Savio Macchine Tessili, storica azienda manifatturiera di Pordenone, e le cooperative sociali Futura di San Vito al Tagliamento e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Infatti, il gruppo multinazionale, con sensibilità sociale, da un trentennio affida parte delle commesse di assemblaggio alle due cooperative sociali che si occupano di inserire nel mondo del lavoro persone con disabilità o con svantaggio sociale, le quali altrimenti sarebbero tagliate fuori sia da occasioni remunerative sia da momenti di integrazione sociale. Si tratta di numeri importanti: gli occupati in entrambe le realtà cooperative, per le sole commesse Savio, sono oltre una trentina, di cui il 40% con svantaggio sociale. Un esempio di come si possa creare occupazione, favorendo il protagonismo di lavoratori con fragilità. Proprio per fare il punto sulla collaborazione, anche a fronte dei cambiamenti dettati nell’ultimo anno dalla pandemia da Covid-19 e dalla ripresa che si prevede lungo il corso del 2021, c’è stato recentemente un incontro tra i vertici delle tre realtà.

“Dal punto di vista della qualità e del servizio non cambia nulla tra lavorare con una coop sociale e un altro fornitore – fanno sapere Mirco Zin, responsabile delle risorse umane, e Mauro Morellato, responsabile dell’ufficio acquisti per Savio -: la differenza la fanno la presenza nel territorio e una sensibilità verso la fragilità delle persone da sempre presente all’interno dell’azienda”. “Non possiamo non ringraziare Savio che – hanno commentato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe, e Gianluca Pavan, presidente di Futura – grazie alla continuità delle commesse che ci ha garantito lungo questi trent’anni, ci ha permesso di far crescere sul territorio una forte vocazione inclusiva, in particolare verso la disabilità e lo svantaggio. Abbiamo infatti potuto contare sulla fiducia di un soggetto di riferimento come Savio che ci ha permesso di portare avanti progetti, servizi e iniziative a favore di un numero sempre maggiore di persone fragili”.
Una collaborazione che, grazie alla ripresa economica dei primi mesi dell’anno, prosegue nel 2021 con ancora più slancio, tanto che in alcuni casi è aumentato il numero degli occupati, alcuni inseriti con contratto a chiamata. “Nel passato – spiega Mirco Zin – l’attività di assemblaggio delle macchine era più parcellizzata sia all’esterno che all’interno dell’azienda e ciò rendeva più semplice sia riuscire ad affidare questi compiti alle coop sociali sia accogliere internamente un numero maggiore di persone con disabilità. Con l’evoluzione del prodotto siamo stati costretti a modificare questo genere di approccio. Per quel che è stato possibile, però, abbiamo cercato di conservare questo rapporto con le cooperative che riteniamo ci valorizzi e favorisca il territorio. E finché ce ne sarà la possibilità, speriamo di poter continuare su questa strada”.
A spiegare come funziona la catena di fornitura è Mauro Morellato, responsabile degli acquisti: “Per noi, come per altre grosse realtà manifatturiere del pordenonese, la supply chain è fondamentale: per la qualità dei componenti e dei gruppi assemblati, per la competitività economica che essi devono avere e per la puntualità delle consegne. La scelta dei fornitori è quindi di grande importanza e non vi è differenza fra quanto richiesto a un’azienda profit e a una cooperativa sociale. Realtà come voi, con risorse e specificità dedicate all’assemblaggio di gruppi funzionali costituiscono per noi un valore aggiunto”.
Un vero e proprio complimento per Il Piccolo Principe e Futura che vedono realizzato il proprio obiettivo: offrire la stessa competitività del profit, ma con un modello economico e lavorativo che include le persone più deboli. “Per noi sono fondamentali qualità e livello di servizio, – continua Morellato – in quanto ci troviamo ad operare in un mercato più difficile di quanto non fosse solo qualche anno addietro e questo significa una maggiore pressione su tutta la filiera di produzione e distribuzione, a partire dalla supply chain. Per una miglior analisi del suo funzionamento abbiamo anche un sistema di valutazione dei fornitori molto rigoroso. Detto questo, apprezziamo certe caratteristiche che hanno sia Il Piccolo Principe che Futura: le risorse e le competenze dedicate al montaggio dei sottoassiemi, la possibilità di dialogare in modo immediato e la flessibilità”. A questo si aggiunge una particolare sensibilità per le famiglie con persone con disabilità e per i lavoratori fragili nell’ottica della responsabilità sociale d’impresa che ha un’origine lontana: correva l’anno 1981, quando in Savio fu costituita l’Associazione persone portatrici di handicap-Comitato familiari Savio con il patrocinio del direttore del personale di allora, Claudio Del Fabro. Nel corso di tutti questi anni questa sensibilità si è affinata e ormai costituisce il dna di questa azienda.

—^—

In copertina, un reparto produttivo; all’interno, Ilaria Miniutti (responsabile commerciale di Futura),  Sara Cristante (produzione e servizi alle imprese del Piccolo Principe); Mirco Zin (risorse umane) e Mauro Morellato (ufficio acquisti) della Savio di Pordenone.

.

Sono ormai oltre un milione i clienti che in 15 negozi scelgono Coop Casarsa

Coop Casarsa è una solida realtà in costante espansione, tanto che il fatturato rasenta i 30 milioni di euro, grazie ai clienti che hanno abbondantemente superato la soglia di un milione. E che quest’anno aumenteranno ancora essendosi aggiunto, recentemente, il punto vendita di Azzano Decimo. Tutti dati che sono risuonati in questi giorni nelle assemblee zona di Faedis (provincia di Udine) e Francenigo (Treviso), ma soprattutto in quella conclusiva, in casa, a Casarsa della Delizia (Pordenone). Domenica, infatti, il più grande gruppo della cooperazione di consumo tra quelli con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia (forte di 15 negozi nelle tre province citate e oltre 16 mila soci), ha approvato all’unanimità il bilancio 2020 chiuso in territorio positivo (+276 mila euro) e con un fatturato di oltre 29,5 milioni (+14%).

L’assemblea a Casarsa…


L’atto finale è avvenuto al teatro comunale Pier Paolo Pasolini, appunto a Casarsa, dove la cooperativa è sorta 102 anni fa, nel lontano 1919, mantenendo, da allora, una salda vocazione di offerta per gli acquisti di tutti i giorni nelle comunità che serve. Una tendenza che, come emerso nell’illustrazione del bilancio, è stata rafforzata durante le fasi più acute della pandemia, in cui i punti vendita, che impiegano 119 dipendenti tutti a tempo indeterminato, hanno risposto alle esigenze di beni di prima necessità da parte dei consumatori: un servizio fondamentale, soprattutto nei piccoli paesi. Nel contempo, la cooperativa si è impegnata pure nella solidarietà, donando 30 mila euro (pari all’11% del suo utile in bilancio) alle famiglie in difficoltà economiche a causa del Covid-19.

Durante l’assemblea il presidente Mauro Praturlon – sul palco assieme al vicepresidente Cesare Giavi, al nuovo direttore generale Stefano Cesarin, al sindaco revisore Antonio Cancellieri e al segretario dell’assemblea Serena Panzarella – ha relazionato sul bilancio cooperativo, mentre Cesarin ha fornito anche dettagli su come siano cambiati i comportamenti di acquisto durante la pandemia. “Il 2020 è stato un anno impegnativo – ha spiegato Praturlon – per tutta la nostra struttura, guidata dal nostro direttore generale Piergiorgio Franzon da poco andato in meritata pensione: a lui e tutti i dipendenti va un ringraziamento per quanto hanno fatto, offrendo un servizio che unito alla nostra qualità e convenienza ha permesso di attrarre clientela anche quando le limitazioni agli spostamenti sono venute meno. Siamo una realtà attenta alle comunità in cui opera, sempre fedele alle proprie radici mutualistiche e con dati economici solidi. Siamo in espansione visto che da inizio 2021 abbiamo aperto ad Azzano Decimo il nostro 15° punto vendita”.
Infatti, oltre ai dati prettamente economici di cui sopra, è aumentata anche la compagine sociale, con 197 nuovi soci lungo il 2020 per un totale di 16 mila 649. Numero che si riflette nella mutualità, ovvero la percentuale di acquisti fatti dagli associati: fatto 100 il loro totale, il 59 è compiuto proprio dai soci che vedono in Coop Casarsa un punto di riferimento. In totale i clienti sono stati 1 milione 222 mila 572 e lo scontrino medio di ogni spesa è stato superiore ai 20 euro.

… a Faedis…

Come detto, l’emergenza sanitaria ha anche cambiato parte dei comportamenti di acquisto dei consumatori. Aumento di oltre il 20% per gli acquisti di latticini, salumi, pesce e surgelati e del 14% per la carne, calo invece del 4% per il pane e la pasticceria. “Una tendenza – ha spiegato il direttore generale Cesarin – determinata dal fatto che le persone hanno puntato su alimenti facilmente conservabili, soprattutto nei periodi di lockdown. Stando invece in casa, come si ricorderà, molti si sono dedicati ai prodotti da forno, da cui il calo nel settore dei pani e affini. Bene anche l’ortofrutta, +13%, con la confermata attenzione del benessere nell’alimentazione che si denota già da alcuni anni”.

Nel 2020 dal punto di vista commerciale sono state anche svolte diverse promozioni rivolte a soci e clienti; è stato ristrutturato il punto vendita di San Giovanni di Casarsa, compiuto il rifacimento del reparto latticini-salumi a Cordovado e Fiume Veneto, di quello dell’ortofrutta a Francenigo di Gaiarine e impostate le ristrutturazioni dei supermercati di Casarsa e San Martino al Tagliamento, rinviate poi causa situazione sanitaria a quest’anno e ora già completate. Nel 2021 spazio alla ristrutturazione del punto vendita di Lestans (la cui cooperativa, poi fusasi con Coop Casarsa, sorse 100 anni fa) e revisione della comunicazione nei vari punti vendita, sempre più a misura di cliente e attenti al risparmio energetico.

… e a Francenigo.

Lo scorso anno, nella fase più acuta dell’emergenza Covid-19, la cooperativa ha donato, come detto, 30 mila euro ai Comuni nel cui territorio opera, sotto forma di buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa della situazione sanitaria. Una generosità proseguita con le iniziative dedicate ai soci, i quali con il contributo integrativo della cooperativa hanno donato fondi (che verranno liquidati prossimamente) al Banco alimentare del Friuli Venezia Giulia a favore degli indigenti, nonché materiale didattico alle scuole del territorio con l’iniziativa “Cari soci fate i buoni scuola” (in fase di consegna in queste settimane).

All’assemblea di Casarsa, riservata ai soci della provincia di Pordenone (per quelli della provincia di Udine si era tenuta, come detto, a Faedis e per quelli della provincia di Treviso a Francenigo durante la settimana) ha visto i saluti istituzionali di Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa della Delizia, per Confcooperative Pordenone della vicepresidente Renata Pitton, in rappresentanza del presidente Luigi Piccoli, e Gaetano Zanutti di LegaCoop Fvg in rappresentanza di di Alessio Di Dio, direttore regionale, e del presidente Livio Nanino. A tutti i soci votanti è stato donato un omaggio.
Ricordiamo, infine, che Coop Casarsa è attiva sul territorio pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini e Azzano Decimo, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis, e in provincia di Treviso a Francenigo.

La sede centrale.

—^—

In copertina, il tavolo della presidenza domenica al Teatro Pier Paolo Pasolini.

“Sembrava impossibile”, pandemia e giovani imprenditori: il loro racconto

Il Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato Udine ha organizzato un evento, martedì 29 giugno, alle 18, sotto la Loggia del Lionello a Udine, per raccontare le storie di giovani artigiani che hanno saputo reagire con prontezza alle criticità legate all’emergenza sanitaria. L’incontro – dal titolo “Sembrava impossibile” – Racconti di giovani imprenditori alle prese con la pandemia – vuole fornire spunti propositivi alle imprese e in generale ai giovani, sottolineando che spesso piccolo non equivale a più fragile, ma al contrario a più flessibile, più propenso a fare scelte coraggiose.
Le giovani generazioni, in questo particolare momento storico, hanno bisogno di confrontarsi con modelli di vita positivi e costruttivi, ritrovando nuovi ideali, punti di riferimento e stimoli per concretizzare i propri sogni ed obiettivi. Durante l’incontro si potranno ascoltare le testimonianze di chi ha avviato la propria impresa nel mese di marzo 2020, quando l’Italia si fermava per il primo lockdown, e di chi ha deciso invece, a seguito della pandemia, di riconvertire la propria attività dimostrando grande capacità di reazione. Storie diverse, ma accomunate dallo stesso spirito imprenditoriale: resiliente, tenace e nonostante tutto ottimista.
L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Far East Film Festival di Udine e sarà moderato dal giornalista del Messaggero Veneto Mattia Pertoldi. Questo il programma:

SALUTI:
Davide Peli – presidente nazionale del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese
Nicola Giarle – presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Fvg
Enrico Todesco – presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato Udine

INTERVENTI:
Marco Cernogoraz, Impresa “Dezen Dezen”
Filippo Bortolon e Sara Forgiarini, Impresa “B-orto Peppers”
Ambra Tilatti, Impresa “Adelaide 1931”
Vanessa Di Tommaso, Impresa “La Bottega del Folletto”
Rossella Bugliesi, “Circolo Cas*Aupa APS”

CONCLUSIONI:
Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Fvg e Udine

—^—

In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Fvg e Udine Graziano Tilatti.

Salvaguardare l’ambiente di Nimis passa anche attraverso una carrozzeria “green”

(g.l.) «Viviamo in un territorio meraviglioso. Nimis è la nostra casa e quella delle cinque persone che lavorano con me ormai da moltissimi anni. Ci sentiamo una famiglia, e desideriamo trattare con il giusto rispetto la nostra casa. È inconcepibile pensare di inquinare lo stesso campo che ogni giorno ci dà da mangiare. Questo è il nostro impegno presente e futuro», parola di Leonardo Meneghini che si è distinto in questo periodo per la sua carrozzeria “green”, cioè in linea con i dettami di quella cultura che punta alla tutela dell’equilibrio ecologico in cui viviamo.

In un mondo che si sta avviando sempre di più verso un futuro sostenibile, infatti anche le imprese locali portano avanti le loro piccole, grandi, rivoluzioni. È proprio il caso della carrozzeria Meneghini che, da un’idea ambiziosa nata nel difficile periodo dei lockdown, ha saputo mettere in atto un progetto in grado di riqualificare l’azienda appunto in un’ottica “green”. La sua sede è alle porte del paese sia per chi arriva da Udine che da Tarcento, circondata da vigneti e campi coltivati, a due passi dal bellissimo parco delle Pianelle.«Nell’ultimo anno, nonostante le diverse difficoltà, abbiamo deciso di reagire – afferma Leonardo Meneghini proprio riguardo al territorio in cui opera –, così abbiamo avviato un processo di riqualificazione sostenibile in grado migliorare il nostro lavoro, garantire un ambiente salubre e sicuro ai nostri dipendenti e, non da ultimo, proteggere la natura che ci circonda».

Ma come è avvenuto il cambiamento? Il tutto è cominciato con l’installazione di una nuova cabina di verniciatura ecosostenibile: le vernici utilizzate non solo favoriscono la velocità dell’intero processo ma, non emanando alcun tipo di sostanza nociva nell’ambiente, sono in grado di tutelare la salute di chi ci lavora. Un deciso cambio di rotta, che culminerà entro quest’estate con l’installazione di una vera e propria stazione esterna con colonnina elettrica. «Daremo la possibilità ai nostri clienti di poter scegliere un’auto sostitutiva elettrica – conclude il titolare della carrozzeria di Nimis -, in questo modo, offriamo la possibilità di provare e sperimentare di persona i suoi innumerevoli vantaggi. Così facendo, nel nostro piccolo, speriamo di poter contribuire alla sua diffusione». Ultima, ma non meno importante, la realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto, per dare il via a un autosostentamento energetico attraverso fonti rinnovabili. E anche questa iniziativa dimostra la volontà dell’azienda di Nimis non solo di stare al passo con i tempi, ma appunto di mettere in atto ogni iniziativa ritenuta utile per salvaguardare l’ambiente. Insomma, un impegno che merita di essere preso come esempio.

—^—

In copertina, Leonardo Meneghini con i collaboratori nell’azienda di Nimis.