Le(Serre) oggi inaugura a Basaldella l’installazione interattiva “Beneath the Mirror Waves” che mette in dialogo ecologia, tecnologia e percezione umana

Sarà l’installazione interattiva Beneath the Mirror Waves ad aprire, oggi 7 novembre alle 18.30, un nuovo mese di appuntamenti a LeSerre, il centro culturale di Basaldella uno spazio di sperimentazione, arte e partecipazione. La mostra, visitabile fino al 30 novembre, offrirà un’esperienza sensoriale unica che mette in dialogo ecologia, tecnologia e percezione umana. Realizzata dagli artisti Marko Vivoda, Luka Frelih e Luka Murovec insieme a un team di scienziati marini, Beneath the Mirror Waves trasforma i ritmi vitali delle ostriche giapponesi – organismi sentinella dei cambiamenti marini – in suoni e immagini. I visitatori potranno sdraiarsi su una scultura che li farà “respirare al ritmo delle ostriche”, immergendoli in un paesaggio sonoro e visivo che rende tangibile l’interdipendenza tra umano e non umano. L’installazione proporrà così una riflessione poetica e scientifica sull’instabilità ecologica, invitando a percepire ciò che di solito rimane invisibile sotto la superficie del mare. La serata inaugurale sarà accompagnata dal dj set di Millacu (alle 20), sound artist e performer italiana che intreccerà sonorità ambient, club e sperimentali, costruendo un continuum tra la dimensione naturale dell’opera e quella artificiale del suono elettronico.
Domenica 9 novembre, con la tavola rotonda Care, artisti, operatori sanitari e caregiver si confronteranno sul tema della cura, mettendo in dialogo esperienze personali e strumenti artistici. L’incontro, guidato da Klaus Martini, offrirà uno spazio di riflessione sul potenziale del teatro come linguaggio di supporto e relazione.
Nel corso del mese si alterneranno anche momenti di formazione e sperimentazione artistica. Dopo il modulo (sold out) di Fondazione Fitzcarraldo dedicato alla comunicazione culturale, il 21 e 22 novembre Mauricio Valdés San Emeterio condurrà Spherical Beam Former, un workshop internazionale sull’audio immersivo e la progettazione collettiva di installazioni sonore. Il suono tornerà protagonista anche nella formazione dedicata a AI e produzione indipendente, in programma il 27 e 28 novembre, con i produttori finlandesi Aleksi Hyvärinen e Anssi Komulainen, che guideranno i partecipanti alla scoperta delle potenzialità dell’intelligenza artificiale nel settore audiovisivo. A chiudere il mese, il 29 e 30 novembre, sarà Trashformazioni, il laboratorio creativo condotto da Paolo Tonezzer, artista circense e artigiano del riuso, che inviterà il pubblico a ridare vita agli oggetti dimenticati, trasformandoli in nuove creature e piccole sculture. Per prenotare tutte le iniziative è necessario scrivere a prenotazioni@leserre.co .

Per informazioni: www.leserre.co | Pagina eventi Le(Serre | Facebook | Instagram

—^—

In copertina, Briciole-47. Si apre un nuovo mese di appuntamenti a LeSerre.

Povoletto, luce sulla Strage di Peteano che anticipò gli “anni di piombo”: domani a Marsure un incontro con Enrico Petris

Domani, 7 novembre, alle 21, villa Mangilli Schubert – a Marsure di Povoletto – ospiterà un’interessante conferenza del professor Enrico Petris, incentrata su una delle pagine più complesse e meno raccontate della storia del Friuli: il secondo appuntamento del progetto “Avamposto” punterà i riflettori sulla strage di Peteano e sul clima teso e misterioso che attraversò questa terra nei primi anni Settanta. Ricordiamo che nella frazione di Sagrado il 31 maggio 1972 tre carabinieri attirati da un’auto sospetta furono uccisi dalla esplosione della vettura.
Petris non inquadrerà il dramma di Peteano, appunto, come un episodio isolato, ma lo inserirà in un quadro più ampio e inquietante, che rese il Friuli – spesso percepito come contesto periferico – un osservatorio centrale e persino un laboratorio anticipatore di ciò che sarebbe poi accaduto nel resto d’Italia. Nel 1972, tra Peteano, il dirottamento di Ronchi e l’attentato all’oleodotto di San Dorligo, il territorio visse una stagione che rappresentò – sottolinea il professore – «un’avanguardia tragicamente espressiva» delle tensioni politiche e sociali che avrebbero segnato gli “anni di piombo”.
«Non si può comprendere quel periodo – anticipa ancora il professore – senza guardare alla cornice internazionale: il Friuli, stretto tra confini fisici e ideologici, fu al tempo stesso frontiera e crocevia della Guerra Fredda: qui si espressero organizzazioni paramilitari come Gladio e si intrecciarono infiltrazioni dei servizi segreti e movimenti civili, in un incrocio tuttora oscuro».

—^—

In copertina, l’auto distrutta dalla bomba che il 31 maggio 1972 uccise tre carabinieri; qui sopra, villa Mangilli Schubert.

La luce ritrovata, terapie innovative per la vista: Francesca Simonelli da oggi a Trieste parlerà delle malattie della retina

Sarà dedicato alle nuove frontiere della ricerca e della cura nelle malattie genetiche della retina l’incontro dal titolo “La luce ritrovata: terapie innovative per la vista”, organizzato dalla Genetica Medica DSM dell’Università degli Studi di Trieste, come attività di divulgazione scientifica al grande pubblico, e da ABC Bambini Chirurgici in occasione del ventennale della sua fondazione. Ospite d’eccezione Francesca Simonelli, uno dei massimi esperti a livello internazionale sullo studio e la cura delle distrofie retiniche ereditarie, malattie genetiche rare che colpiscono la retina e portano, spesso sin dall’infanzia, a una progressiva perdita della vista.
La presenza della scienziata da oggi a Trieste è legata al convegno “Terapie chirurgiche innovative in ambito pediatrico”, promosso da ABC e dall’Università di Trieste con il patrocinio del Burlo Garofalo, programmato per domani, 6 novembre. Per l’occasione, gli organizzatori hanno voluto offrire alla cittadinanza un momento di incontro e divulgazione, estendendo il dialogo tra mondo scientifico e pubblico.
Le terapie innovative di cui parlerà la professoressa Simonelli al pubblico triestino — come la terapia genica e gli approcci di medicina personalizzata — aprono nuove prospettive per molte persone affette da forme ereditarie di cecità, in particolare bambini e adolescenti, per i quali una diagnosi precoce ed un intervento tempestivo possono fare la differenza tra luce e oscurità.
La collaborazione di ABC Bambini Chirurgici a questo evento assume un significato profondo: unire alla dimensione della cura pediatrica e dell’accoglienza quello della divulgazione sul fronte della ricerca scientifica più avanzata, rafforzando il legame tra clinica, esperti e cittadini. Come sottolineano i promotori, eventi come questo rappresentano “un modo per condividere la conoscenza, ma anche per trasmettere fiducia: perché la ricerca è una promessa di futuro che passa attraverso la collaborazione e la consapevolezza”. L’appuntamento Caffè Scienza di oggi, 5 novembre, a ingresso libero fino a esaurimento dei 65 posti disponibili – Modernist Bistrò di corso Italia 12, ore 17.30 -, offrirà al pubblico un’occasione preziosa per conoscere da vicino i progressi delle terapie innovative nelle perdite visive e confrontarsi con una delle protagoniste della ricerca oftalmologica internazionale.

—^—

In copertina, la professoressa Francesca Simonelli che da oggi sarà a Trieste.

Casarsa e San Giovanni celebrano il 4 Novembre. Il sindaco Colussi: siamo grati a quanti ci tutelano e rispettano le regole

«Una giornata di memoria e gratitudine per le Forze Armate che con impegno e coraggio garantiscono la sicurezza del nostro Paese. Una giornata che è anche dedicata al bene verso gli altri, al rispetto delle regole, al prendersi cura dell’ambiente e del proprio Paese. Viva l’Italia e viva le Forze Armate»: così il sindaco di Casarsa della Delizia, Claudio Colussi, ieri mattina durante le cerimonie per il 4 Novembre svoltesi tra il capoluogo e San Giovanni, alla presenza dei rappresentanti delle Forze Armate, delle Associazioni combattentistiche, degli scolari delle classi quinte della Primaria e delle tre classi della Secondaria di primo grado (che hanno cantato l’Inno nazionale), con i propri insegnanti, e di tanti cittadini, oltre agli esponenti della Giunta e del Consiglio comunale e al sindaco del Consiglio dei ragazzi, Giulia De Nicolò. Il primo cittadino ha anche reso omaggio ai Caduti con la posa di corone d’alloro dinanzi ai due monumenti.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della cerimonia di ieri mattina a Casarsa della Delizia e di quella a San Giovanni presente il sindaco Claudio Colussi.

Grado, perché così pochi bambini o ragazzi nei Cimiteri? Ecco la riflessione di monsignor Nutarelli il giorno dei Santi. “Vanno alle feste di Halloween, ma non sanno guardare in faccia la morte”

di Giuseppe Longo

«Da tempo mi colpisce il fatto che nei Cimiteri si vedano sempre meno bambini o ragazzi. Non è colpa loro — sia chiaro — è colpa di noi adulti, che per una strana idea pensiamo di proteggerli nascondendo la morte, o peggio ancora trasformandola in un gioco. Ieri era il 31 ottobre: ho visto bambini vestiti da scheletri, da zombie… e poi, quando nella vita vera arriva il dolore, non sanno più cosa farsene, di quella paura mascherata da gioco». Sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli ha introdotto le sue riflessioni il giorno dei Santi – nella vigilia della commemorazione dei Defunti – durante il tradizionale rito nel Cimitero di Grado, che ha visto anche la suggestiva cerimonia dell’arrivo della Fiaccola alpina della Fraternità, presenti il sindaco Giuseppe Corbatto, pubblici amministratori, Forze dell’Ordine e rappresentanti delle associazioni cittadine. «Anche quest’anno – ha aggiunto l’arciprete, che aveva accanto don Gianni Medeot, il cappellano militare che torna sempre per le festività nella sua Grado – ho accompagnato famiglie nel lutto, e mi ha colpito vedere talvolta nipoti assenti ai funerali dei nonni, ma presenti alle feste di Halloween. Il mio sia chiaro non è una critica o un giudizio negativo a priori, ma mi chiedo: che cosa stiamo insegnando loro? La morte esiste, è parte della vita. Se non accompagniamo i piccoli a guardarla in faccia con verità, quando cresceranno rischieranno di crollare come alberelli senza radici. È un tema educativo, profondo, che ci interpella come genitori, come nonni, come Comunità».


Don Paolo aveva esordito sottolineando che «in questa giornata dei Santi, in questo luogo santo, siamo raccolti tra le tombe dei nostri cari. Ma se ci pensiamo bene, non siamo “tra i morti”, siamo tra i viventi: loro vivono in Dio, e noi camminiamo ancora nel tempo. È un incontro, quello di oggi, tra la terra e il cielo». E poi era entrato subito nel vivo delle sue riflessioni legate alla particolare giornata, tanto che ha detto «vorrei condividere con voi tre pensieri che nascono dal cuore, dal Vangelo e dall’esperienza di questi giorni». E il primo è stato proprio quello che «la morte non va nascosta ai bambini». Il parroco ha quindi osservato che il «Cimitero è un luogo di Comunità», aggiungendo che «qui ognuno dei nostri cari è parte della vita di molti altri» e che «la morte non è mai un fatto privato. Ecco perché è importante vivere questo luogo non come una stanza del cuore chiusa, ma come una piazza di memoria condivisa. Talvolta rischiamo di privatizzare la morte, di chiuderla dentro le mura di casa, mentre la morte — come la vita — appartiene a una comunità di relazioni. Il Cimitero, invece, ci ricorda che non siamo soli nel nostro dolore: il pianto, la preghiera, il ricordo diventano un gesto collettivo, che ci unisce». Infine, una considerazione alla luce della fede, perché – ha sottolineato monsignor Nutarelli – «siamo viventi tra viventi. Noi preghiamo per loro, e loro — credetemi — pregano per noi. Lo dice il Vangelo di oggi, quando Gesù proclama le Beatitudini. È la parola di chi non spegne la vita con la morte, ma la trasforma in eternità».


E ieri, come detto, anche Grado ha reso omaggio ai suoi morti, a cominciare da quanti hanno lasciato la comunità isolana nell’ultimo anno (1° ottobre 2024 – 30 settembre 2025). Lungo e triste l’elenco – un centinaio di defunti – pubblicato sull’ultimo numero di Insieme, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia. E a proposito della giovanissima Martire venerata a Grado, domenica prossima verrà celebrata la festa della Dedicazione della Basilica patriarcale. Il massimo Tempio isolano venne consacrato il 3 novembre del 579, quindi l’anniversario ricorre proprio oggi. Ma la celebrazione avviene tradizionalmente la domenica successiva che quest’anno cade il 9 novembre. Ma ne riparleremo.

—^—

In copertina e all’interno, la cerimonia nel Cimitero di Grado presieduta da monsignor Nutarelli e che ha visto anche l’arrivo della Fiaccola alpina della Fraternità.

(Foto da ChiesaGrado – Insieme)

Gli ultimi giorni per il Batiscafo Trieste “eroe degli abissi” in piazza Unità d’Italia: oggi ci sono anche due visite guidate

Ultimi giorni per festeggiare insieme nel cuore di Trieste, la centralissima piazza Unità d’Italia, uno dei simboli più straordinari della storia scientifica e culturale legata alla città, il Batiscafo Trieste, il sommergibile che nel 1960 conquistò il primato planetario di immersione subacquea toccando quota – 10.916 metri nella Fossa delle Marianne. Dallo scorso ottobre, per iniziativa del Comune di Trieste la sua riproduzione fedele in scala reale (l’originale è conservato a Washington, la Capitale degli Stati Uniti d’America) è ben visibile in piazza Unità, e certo sono numerose le curiosità dei visitatori e turisti che si imbattono nel Batiscafo: per integrare con il vivo racconto le informazioni dei pannelli disposti intorno al Batiscafo e rievocare la sua storia e le suggestioni delle sue imprese, nella giornata di oggi, 3 novembre, un gruppo di volontari dell’Associazione Mare Nordest, attiva dal 2012 nella diffusione della cultura del mare e nella sensibilizzazione sui temi ambientali, sarà a disposizione di tutti dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19 in piazza Unità, intorno al sottomarino.


Si potrà così ascoltare dalla viva voce di tanti “ciceroni” del mare la genesi del Batiscafo ideato da Auguste e Jacque Piccard, assieme alle gesta rimaste nella storia della scienza: un’impresa senza precedenti, che segnò l’immaginario collettivo del Novecento e diede alla città giuliana un posto speciale nella mappa dell’innovazione tecnologica mondiale. Grazie all’impegno del Comune di Trieste, per iniziativa dell’assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo, Giorgio Rossi, quell’epopea continuerà a parlare al nostro tempo. Il 10 novembre, infatti, partiranno le operazioni di spostamento del Batiscafo verso la sua collocazione definitiva, il Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez: una destinazione emblematica, perché fu proprio il grande collezionista triestino a intuire e coltivare il valore pacifista e scientifico di quell’impresa. Nel Museo è attualmente riunita la collezione dello studioso triestino che per tutta la vita ha raccolto i ritrovamenti bellici sul territorio, scoraggiandone l’uso e promuovendo un futuro di pace. Fu de Henriquez a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del nuovo mezzo, in un periodo storico convulso e dominato dalla Guerra fredda, mentre la città baricentro fra Est e Ovest era amministrata non dall’Italia, ma dal governo speciale nella zona A nel “Territorio libero” istituito dal Trattato di Parigi (1947). De Henriquez vide nel Batiscafo un simbolo etico: la dimostrazione che la tecnologia, nata per la guerra, poteva diventare strumento di conoscenza e di pace. La collocazione nel Museo a lui dedicato della replica del Batiscafo Trieste rappresenta, dunque, un ritorno a casa di questo sogno e un omaggio alla sua visione.
La realizzazione del Batiscafo Trieste attualmente esposto in piazza Unità – appunto in scala reale – è stata affidata a M23 Srl, azienda con sede a Ciserano (Bergamo) di rilievo internazionale nel settore dei sommergibili avanzati e delle camere iperbariche, partner di Marine e Forze Speciali in tutto il mondo. Rolex ha supportato l’iniziativa e resa disponibile una copia dell’orologio che accompagnò l’impresa nella Fossa delle Marianne nel 1960. Hanno sostenuto il progetto diverse realtà partner, dalla Fondazione CRTrieste a Trieste Trasporti al Convention Visit Bureau. Il Batiscafo esposto raffigura in scala 1:1 il mezzo dell’impresa del 1953, quando raggiunse la quota di 3.150 m di profondità nella Fossa Tirrenica. Sette anni dopo, nel 1960, con modifica della cabina di pressurizzazione e uno scafo allungato di due metri, il Batiscafo Trieste, ospitando a bordo lo scienziato svizzero Jacques Piccard e il tenente Usa Navy Donald Walsh, raggiungeva il record mondiale nella Fossa delle Marianne, a 10.916 metri di profondità nell’Abisso Challenger, il punto più profondo del mondo. Come detto, l’originale Batiscafo è tuttora conservato a Washington, al National Museum of the U.S. Navy.

—^—

In copertina , la copia del Batiscafo Trieste in piazza Unità d’Italia; all’interno, l’originale al momento del varo e la sua fedele riproduzione esposta nel capoluogo Fvg.

Autismo tra disabilità e potere creativo, riflessione a San Daniele con il libro di Emanuele Franz. E un appello alla politica: azioni concrete, non virtuali

La suggestiva cornice dell’antica Biblioteca Guarneriana, a San Daniele, ha ospitato la presentazione del libro “L’Io autistico. Tra esperienza personale e riflessione filosofica” (Audax Editrice 2025) del filosofo friulano Emanuele Franz. L’incontro, introdotto da Lorenzo Meloni Tessitori e moderato da Lorenza Ioan, ha visto una partecipazione attenta ed entusiasta del pubblico e ha acceso un dibattito profondo sulla condizione autistica, portando alla luce criticità e potenzialità spesso trascurate. Il volume è frutto della collaborazione con la scrittrice Susanna Tamaro e i neuroscienziati Sergio Zanini e Franco Fabbro.


Il dibattito ha posto l’accento sulla necessità urgente che la classe politica intervenga con azioni concrete di inclusione, non solo virtuali. È stato sottolineato come, per la persona autistica, anche attività quotidiane come prendere un treno possano generare un forte disagio a causa dell’ipersensibilità del sistema nervoso. A tal proposito, è emersa la preoccupazione per la scarsa partecipazione di molti Comuni del Friuli al dibattito sul tema e per l’assenza di una vera formazione sull’autismo a livello istituzionale.
Il cuore della presentazione ha smantellato il pregiudizio che l’autismo equivalga a incapacità. Al contrario, il libro e l’esperienza dell’autore, Emanuele Franz, evidenziano che l’autismo è un diverso modo di processare le percezioni, che, sebbene comporti un’enorme sofferenza nella vita relazionale e sociale, è anche fonte di una creatività non comune. «L’autistico è potenzialità e creatività nel vedere il mondo in modo non convenzionale», ha sottolineato l’autore. Emanuele Franz è lui stesso esempio di questa forza, avendo scritto poemi e opere di filosofia, oltre ad essere poeta, viaggiatore e ideatore di provocazioni sociali di grande riflessione.
La “lezione” emersa dalla Guarneriana è chiara: l’autismo è sì disabilità nella vita sociale, ma è anche potere creativo. Per cui il mondo istituzionale ha ancora molta strada da fare per arrivare a una vera e piena inclusione che sappia valorizzare queste diverse forme di intelligenza e sensibilità.

—^—

In copertina, il filosofo Emanuele Franz con Lorenza Ioan e Lorenzo Meloni Tessitori.

***

Qui il link al video integrale dell’incontro:

L’Io autistico- alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele

Casarsa della Delizia rende omaggio a Pier Paolo Pasolini a 50 anni dalla morte davanti alla tomba e con l’arte di Berger. Spettacolo a San Vito al Tagliamento

La Città di Casarsa della Delizia onora la memoria di Pier Paolo Pasolini a 50 anni dalla sua tragica scomparsa, avvenuta ad Ostia il 2 novembre 1975. Il giorno dell’anniversario – domani 2 novembre, alle 10 – nel Cimitero del capoluogo, di fronte alla tomba del poeta e intellettuale, si terrà la cerimonia commemorativa ufficiale. Nella stessa giornata sarà aperta in via straordinaria – nello spazio espositivo dell’ex sala consiliare in piazza IV Novembre – la mostra “A Matter of Metamorphosis” dell’artista elvetico Simon Berger con le sculture in vetro dedicate a Pasolini (ingresso libero, orari 10.30-12.30 / 15-19). Inoltre l’Amministrazione comunale collabora al programma di eventi coordinato dal Centro studi Pier Paolo Pasolini e che si svilupperà tra il 2 e 3 novembre.


“Figlio illustre della nostra comunità – afferma il sindaco Claudio Colussi -, Pier Paolo Pasolini verrà ricordato con questi momenti istituzionali in cui la commemorazione della sua tragica scomparsa si unirà alla riflessione su quanto sia ancora vivo, a mezzo secolo di distanza, il suo pensiero e di come sia fonte di ispirazione anche per altri artisti. La mostra di Simon Berger è stata molto apprezzata nei mesi scorsi e per questo abbiamo deciso di aprirla al pubblico un’ultima volta in occasione di questo anniversario. Il momento ufficiale in cimitero ci riporterà con la memoria, per i tanti di noi che erano all’epoca presenti, ai funerali che si svolsero proprio a Casarsa il 6 novembre 1975, con una grandissima partecipazione di tutti coloro che a Pier Paolo e alla sua famiglia avevano voluto bene. Come Amministrazione comunale siamo attivamente al fianco del Centro studi e al suo presidente Marco Salvadori nel programma di eventi commemorativi”.
Nel dettaglio, il programma vedrà il 2 novembre, oltre alla citata cerimonia in Cimitero e all’apertura della mostra, lo spettacolo “Pasolini, parola viva” con Edoardo Camurri al teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento alle 21. Lunedì 3 novembre il teatro Pasolini di Casarsa ospiterà, invece, al mattino dalle 9 il convegno di studi “Pasolini e l’immaginario collettivo 1975-2025” alla presenza di numerosi studenti e alle 21 la lectio di Roberto Vecchioni “Pasolini, poeta dell’universalità umana”.
Il programma di “Pasolini 1975-2025” del Centro studi Pier Paolo Pasolini vede il supporto del Ministero della Cultura, Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, Comune di Casarsa della Delizia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Io sono Fvg, Pordenone 2027 Capitale italiana della cultura. L’apertura straordinaria della mostra “A matter of Metamorphosis” è promossa dal Comune di Casarsa della Delizia in collaborazione con Centro studi Pier Paolo Pasolini, Pro Casarsa della Delizia e Cris Contini Contemporary.

—^—

In copertina, un’immagine di Pier Paolo Pasolini; all’interno, la tomba nel Cimitero di Casarsa e e un’opera che Simon Berger ha dedicato al poeta scomparso mezzo secolo fa.

Premio Luchetta, tutti i vincitori del concorso giornalistico che indaga su guerre, immigrati e miserie del mondo

Ci sono i nove figli di Alaa al-Najjar, pediatra di Khan Younis, uccisi lo scorso maggio da un missile israeliano e le persone migranti rapite a scopo estorsivo lunga la Rotta balcanica, così come i bambini-minatori nel Congo o quelli gravemente ustionati dalle sostanze utilizzate nella lavorazione del sapone nei servizi vincitori della 22ª edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. Sono sette le sezioni del Premio e per ciascuna la Giuria presieduta da Marco Damilano, conduttore de “Il cavallo e la torre”, programma di approfondimento quotidiano di Rai Tre ed editorialista di “Domani”, ha votato il lavoro migliore tra le decine candidate. Ecco, pertanto, tutti i risultati:

Nella categoria TV News, il riconoscimento va a Marina Sapia, caporedattrice esteri per RAI Direzione editoriale, che per In Mezz’ora, RAI3, ha firmato “Mani nude”, indagine realizzata sotto copertura nelle miniere illegali di cobalto nella Repubblica democratica del Congo, dove bambini scavano a mani nude materiale tossico.

Per la categoria Radiofonia vince Gianluca Diana, giornalista freelance per radio e carta stampata, con grande esperienza di documentarista con audio reportage da Africa, Americhe e Medio Oriente. Con “Africana soap, i bambini della soda”, andato in onda per RSI Rete Due, racconta le gravissime ripercussioni sulla salute dei bambini che in Sierra Leone entrano in contatto con la soda caustica usata per la lavorazione del sapone.

Nella categoria Stampa italiana, Raffaella Calandra, inviata de Il Sole 24 ore e conduttrice per 15 anni su Radio24 della trasmissione d’inchiesta “Storiacce”, si aggiudica il primo posto con “Mai così tanti ragazzi in carcere. Affollati anche gli istituti per minori”, reportage, per Il Sole 24 ore, sui minori detenuti con già un pesante passato e una lunga pena da scontare.

Il premio  Rotta Balcanica va ad  Alessia Candito, redattrice di Repubblica, per cui scrive di Mediterraneo, migrazioni e frontiere geografiche e sociali. Con “I fantasmi della rotta balcanica”, pubblicato su La Repubblica, ha documentato la reale entità dei flussi migratori, spiegando come non siano diminuiti, ma abbiano invece trovato vie più nascoste e pericolose, e come i sequestri a scopo estorsivo siano diventati una nuova minaccia.

Chiara Avesani, giornalista e regista, con incarichi nei programmi RAI come Il fattore umano, Report e Presa Diretta, e Matteo Delbò, regista, direttore della fotografia e Premio David di Donatello con il cortometraggio Monna Lisa, sono i vincitori nella categoria Reportage con “Leaving Gaza”, documentario che testimonia come chi ha lasciato Gaza in realtà non abbia mai reciso il legame con la Striscia.

Nella categoria Stampa internazionale si aggiudica il premio Lorenzo Tondo, corrispondente internazionale per The Guardian, per il quale ha documentato fin dall’inizio la guerra in Ucraina e il conflitto tra Israele e Hamas. Con Malak A Tantesh, da Gaza, ha pubblicato su The Guardian “One afternoon in gaza, two families tragedies: the childhoods cut short story by Israeli airstrikes”, racconto degli ultimi momenti di vita di un gruppo di bambini uccisi a Gaza a poche ore di distanza e a pochi chilometri gli uni dagli altri.

Nella categoria Fotografia si aggiudica il premio lo scatto di Haitham Imad (EPA) “La guerra in prima persona”, pubblicato su Io Donna. Fotoreporter palestinese con base a Gaza, dove lavora per l’European Pressphoto Agency, si è affermato come una delle voci più autorevoli nel raccontare la crisi umanitaria, gli sfollamenti e le conseguenze del conflitto nella regione.

Alla selezione delle opere della 22ª edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta hanno lavorato Marco Damilano, presidente, Fabiana Martini segretaria di giuria, Furio Baldassi presidente Ordine dei giornalisti Fvg, Paola Barretta Associazione Carta di Roma, Carlo Bartoli presidente Ordine nazionale dei giornalisti, Fabrizio Brancoli vice direttore di NEM-Nord Est Multimedia con deleghe a eventi e cultura e il coordinamento per Il Piccolo, Matteo Bruni direttore Sala stampa Santa Sede, Esma Çakir già presidente Associazione stampa estera in Italia, corrispondente per l’agenzia stampa turca DHA, Francesco De Filippo responsabile Ansa Fvg, Cristiano Degano consigliere Ordine nazionale dei giornalisti, Igor Devetak direttore Primorski Dnevnik, Vittorio Di Trapani, presidente Federazione nazionale della stampa italiana, Fabrizio Ferragni direttore Offerta estero RAI, Ludovico Fontana giornalista RAI, promotore sezione Rotta Balcanica, Beppe Giulietti coordinatore nazionale Articolo 21, Paolo Mosanghini direttore Messaggero Veneto, Carlo Muscatello presidente Assostampa Fvg, Roberto Papetti, direttore Il Gazzettino, Elena Postelnicu presidente Associazione Stampa Estera in Italia e Paolo Roncoletta caporedattore TGR FVG.

—^—

In copertina, il bellissimo scatto di Haitham Imad premiato nella sezione Fotografia del Premio internazionale Luchetta.

“Dialoghi”, stasera a Turriaco l’ultimo incontro autunnale: le vite invisibili dei rifugiati raccontate da Della Puppa

Oggi, 31 ottobre, alle ore 18, nella Sala Nilde Iotti di Turriaco, si terrà l’ultimo appuntamento autunnale del Festival della Conoscenza Dialoghi, organizzato dall’associazione Culturaglobale con il supporto dell’Amministrazione comunale di Turriaco e della Regione Friuli Venezia Giulia. Protagonista della serata sarà Francesco Della Puppa, docente di sociologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che presenterà la graphic novel “I disconosciuti. Vivere e sopravvivere al di fuori” (Becco Giallo, 2024). A dialogare con lui sarà Luca Meneghesso, educatore e docente di sostegno.
Il volume affronta il tema dei rifugiati e delle loro vite spesso invisibili, sollevando domande cruciali: dove vivono? come lavorano i richiedenti asilo? Non tutti trovano posto nel sistema d’accoglienza istituzionale: c’è chi non vi è mai entrato e chi ne è uscito, più o meno volontariamente. “Questa pubblicazione – scrive Agostino Petrillo nella prefazione – ricostruisce efficacemente quanto abbiamo spesso toccato con mano nella nostra esperienza di ricercatori: la deriva delle vite di scarto e la marginalità estrema che sperimenta chi finisce nel tritacarne dei campi dalle mille sigle”. E ora qualche curiosità…
Francesco Della Puppa è professore associato di Sociologia generale al Dipartimento di Filosofia e Beni culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha conseguito il suo dottorato in Scienze sociali all’Università di Padova.
Svolge attività di ricerca e insegnamento nell’ambito delle migrazioni internazionali e dell’asilo, delle famiglie immigrate e del ricongiungimento familiare, della costruzione sociale del genere e delle trasformazioni della mascolinità nell’esperienza migratoria, delle trasformazioni del lavoro e del terziario digitalizzato, delle on-ward migration e della «diaspora bengalese» in Europa. È interessato alle scienze sociali a fumetti e all’ethno-graphic novel ed è impegnato a stringere relazioni accademiche, scientifiche, sociali, umane con Cuba.

L’incontro è a ingresso libero.
Il programma completo delle iniziative di Culturaglobale è su www.dialoghi.eu
www.dialoghi.eu
Associazione Culturaglobale

—^—

In copertina, uno scorcio panoramico del popoloso abitato di Turriaco nell’Isontino.