Tutela della lingua friulana, oggi a Udine si presenta il piano generale per 5 anni

di Mariarosa Rigotti

Attenzione focalizzata sulla “marilenghe” quest’oggi, 5 novembre, a Udine, grazie alla “Conference regionâl su la lenghe furlane”. Questo grazie alla terza Conferenza regionale di verifica e di proposta per la lingua friulana che si animerà, dalle 14.30 alle 19.30, a Udine, nel palazzo della Regione Fvg, in via Sabbadini, trovando spazio all’auditorium “Antonio Comelli”. Da sottolineare che, nell’ambito della conferenza, sarà presentato il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-2025, assieme alle strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, amministrazione pubblica, istruzione, nuove tecnologie, mass media e promozione sociale. Un appuntamento che si rifà alla legge regionale 29/2007 (norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana), convocata dal dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin.

Piero Mauro Zanin


Quanto agli obiettivi: la conferenza ha il compito di valutare le attività di tutela e promozione svolte negli ultimi cinque anni e, come detto, di proporre nuove azioni utili allo sviluppo della lingua friulana. Nell’ambito della Conferenza, saranno presentati, appunto, il nuovo Piano Generale di Politica Linguistica 2021-2025, e le strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, pubblica amministrazione, istruzione, tecnologie, mass media e promozione sociale.
Va ricordato che per realizzare la conferenza è stata costituita una cabina di regia, presieduta dal consigliere regionale Emanuele Zanon, su mandato dell’ufficio di presidenza, che ha seguito le fasi di ideazione e coordinamento necessarie alla realizzazione della conferenza stessa. La “cabina” è composta da Consiglio regionale Fvg, Arlef, Assessorato regionale alle autonomie locali, Assemblea di comunità linguistica friulana, Università degli studi di Udine, Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e il Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, Direzione centrale lavoro e il Servizio istruzione, Ufficio scolastico regionale. La Conferenza è organizzata dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe furlane e dalla Segreteria generale del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia.
Così, ricordando il programma nel dettaglio, alle 14.30 si aprirà l’incontro con il saluto delle autorità: Pietro Fontanini, sindaco di Udine; Enrico Peterlunger, delegato lingua friulana dell’Università di Udine; Eros Cisilino, presidente Arlef; Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie; Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale. Modera Emanuele Zanon, consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza.

Pierpaolo Roberti


Quindi, alle 15, l’introduzione con Salvatore Campo, vicedirettore centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e direttore Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, che interverrà su “Spunti per una nuova strategia regionale per lo sviluppo della lingua friulana”; quindi Michele Gazzola, professore di amministrazione e politiche pubbliche dell’Università dell’Ulster, relazionerà su “La progettazione del sistema informativo del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”, mentre Linda Picco, dello Sportello regionale per la lingua friulana, parlerà di “Lingua friulana: la situazione sociolinguistica”.
Invece, alle 16, il tema affrontato sarà “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025 (prima parte). Allora si conteranno gli interventi di Donato Toffoli del Comitato tecnico scientifico dell’Arlef con “Il corpus della lingua friulana”; Gerardo Tolentino, titolare posizione organizzativa coordinamento lingue minoritarie parlerà de “La Pubblica amministrazione”. A questo punto, si arriverà alle 17, ci saranno 20 minuti di pausa. Quindi, alle 17.20, inizierà la seconda parte del tema “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025. Previsti gli interventi di: Marco Torresin, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane con “I media e la promozione sociale”, Alberto Masini, Consulente innovazione digitale e tecnologie per le lingue con “Le tecnologie”, Ketty Segatti, vicedirettore centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia e Direttore Servizio Istruzione che relzionerà su “Il sistema di istruzione”. Modera William Cisilino, direttore Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane.
Infine, alle 18.50, le conclusioni con Markus Maurmair, presidente Assemblea della comunità linguistica friulana, Eros Cisilino, presidente Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie e Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale.
Va ricordato che, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti, l’accesso all’auditorium sarà consentito soltanto alle persone in possesso della certificazione verde (Green Pass) e ci sarà l’obbligo di utilizzare la mascherina chirurgica. Mentre, per coloro i quali non potranno intervenire in presenza, c’è la possibilità di seguire l’incontro in diretta streaming. Ciò sarà possibile andando sul profilo Facebook e su YouTube Arlef dove l’audio sarà disponibile nella versione in lingua originale (italiano e friulano) e poi c’è la diretta Tv sul sito del consiglio regionale www.consiglio.regione.fvg.it e webTV regionale www.fvg.tv

Eros Cisilino

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In copertina, il palazzo della Regione Fvg in via Sabbadini a Udine.

Lilt Udine, domani sotto la lente la prevenzione dei tumori maschili

«Ottobre è da sempre considerato il mese rosa della prevenzione al femminile, ma da quest’anno la Lilt di Udine vuole colorare questo mese anche di azzurro per coinvolgere in questo stile comportamentale anche il genere maschile e per ricordare agli uomini che solo la prevenzione primaria e la diagnosi precoce possono aumentare la percentuale di guarigione della sfera genitale maschile». È questo l’obiettivo del convegno organizzato dalla Lilt friulana e riassunto nel significativo titolo “Generi diversi, obiettivo comune nella prevenzione e nella lotta ai tumori”, che si terrà domani, 6 novembre, a Udine (sala Ajace, ore 9) per sensibilizzare entrambi i generi alla conoscenza e coscienza dei diversi tipi di neoplasie.
Sono previste due sessioni, la prima (“Personalizzare il percorso terapeutico: l’oncologia di precisione”) coordinata da Giuseppe Damante e Lorenzo Gerratana, la seconda incentrata su “Aspetti psico-sociali e tutela dei pazienti” moderata da Claudia Andretta e Paola Ermacora.
La prenotazione è obbligatoria (via e-mail indirizzata a liltudine@gmail.com o telefonicamente allo 0432.481802) sia per la partecipazione in presenza – 100 posti, obbligo di green pass e mascherina indossata – sia online (webinar). Per personale sanitario e studenti di medicina o infermieristica è prevista la consegna di un attestato di partecipazione.

 

“Mattarella ad Aquileia e a Redipuglia per il Milite Ignoto è un segno di unità”

«La presenza oggi ad Aquileia e Redipuglia del Presidente della Repubblica è un omaggio non soltanto alle persone che hanno combattuto per l’Italia, ma anche un messaggio per ritrovare un’unità, oltre che nazionale, anche tra le persone e le comunità. Un segnale di grande importanza in un momento complesso come quello attuale». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al termine delle cerimonie commemorative per il Centenario del Milite Ignoto svoltesi al Cimitero degli Eroi di Aquileia e al Sacrario militare di Redipuglia, che hanno visto la partecipazione del Capo dello Stato Sergio Mattarella, dei ministri della Difesa Lorenzo Guerini e delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, nonché del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin e, tra gli altri, delle più alte cariche civile e militari regionali.

Mattarella e Fedriga ad Aquileia.

Ringraziando il Presidente per le ripetute visite in Friuli Venezia Giulia, Fedriga ha evidenziato – si legge in una nota Arc – come «in questi anni siano stati fatti passi avanti importantissimi per superare le divisioni che hanno caratterizzato il Novecento e che hanno insanguinato le nostre terre. La presenza dei Presidenti Mattarella e Pahor a Trieste e Gorizia è un segnale di unità confermato dalla nomina di Nova Gorica e Gorizia a Capitale della Cultura 2025: avere una capitale in due città appartenenti ad altrettanti Stati è un fatto straordinario che rappresenta un evento storico per l’Europa e i nostri popoli».
Il capo dell’esecutivo Fvg ha quindi spiegato che «il Milite Ignoto, con la forza dell’esempio e la potenza del suo silenzio, ci ricorda che nei momenti più difficili la nostra comunità è capace di riannodare il filo della concordia e di superare le divisioni e le difficoltà. I valori rappresentati dal Milite Ignoto, oggi celebrati ad Aquileia e Redipuglia, sono quindi un esempio a livello nazionale e meritano di essere recuperati perché ci ricordano come rimanendo unito il popolo italiano abbia saputo superare i drammi derivanti dalle due guerre mondiali».

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In copertina e qui sopra l’omaggio del Capo dello Stato a Redipuglia, dove c’è stato anche il sorvolo del Sacrario da parte delle Frecce Tricolori.

Giorno dell’Unità nazionale, l’Apo ricorda il sacrificio delle Brigate Osoppo

In questi giorni in cui si rende onore alle Forze armate e si festeggia il Giorno dell’Unità nazionale: l’Apo ricorderà i tanti uomini e donne delle Brigate Osoppo che hanno dimostrato con il proprio sacrificio personale di aver amato la Patria, per cui varie delegazioni si recheranno nei tanti luoghi dove sono sepolti coloro che hanno combattuto per la difesa dei propri “Fogolars” come dice il motto osovano. Saranno ricordati e onorati uomini e donne straordinari cui è toccato vivere momenti tragici della nostra storia, ma che hanno saputo affrontare con coraggio situazioni drammatiche.

Roberto Volpetti


«Renderemo omaggio – afferma il presidente dell’Apo, Roberto Volpetti – alle tombe dei nostri uomini: alle tante medaglie d’oro fra i quali ricordiamo Francesco De Gregori, Renato Del Din, Giovanni Battista Berghinz, Aldo Zamorani e Giuseppe De Monte, ai comandanti osovani come Candido Grassi, Manlio Cencig e Marino Silvestri, altri come Giorgio Zardi, Giovanni Battista Carron, Pietro Pascoli, Federico Tacoli e Cesare Marzona che per lunghi anni sono stati presidenti dell’Apo. Non abbiamo dimenticato le grandi figure di sacerdoti che ci hanno accompagnato come don Emilio de Roia, don Redento Bello e don Ascanio de Luca. Un ringraziamento al Comune di Udine che provvede a ricordare Gastone Valente, osovano ucciso alle Malghe di Porzus, e cittadino benemerito della nostra città. Un fiore – continua Volpetti – verrà portato ai monumenti funebri ove sono sepolti assieme partigiani della Osoppo: quelli di Udine, di Attimis, di Gemona del Friuli e quello di Casarsa della Delizia dove è sepolto anche Guido Pasolini».
«Quest’anno la commemorazione dei defunti e il Giorno dell’Unità nazionale – conclude il presidente Volpetti – coincidono con la ricorrenza del 100° anniversario del viaggio del Milite Ignoto: nel 1921 infatti partì da Aquileia il treno che portò l’urna con il Soldato Ignoto all’Altare della Patria. Come è stato ricordato in questi giorni dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori a ogni passaggio. Il ministro poi ha invitato al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro. L’Apo si riconosce e condivide pienamente le parole del ministro Guerini».

Il monumento che ricorda Guido Pasolini nel cimitero di Casarsa.


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In copertina, ecco le Malghe di Porzus teatro dell’eccidio del 1945.

Udine e Friuli polo di formazione tecnica: borse di studio camerali per due Its

Udine e il Friuli, area con una vocazione quasi naturale alla formazione tecnica e con la capacità di diventare polo attrattivo e altamente specializzato per istituti come gli Its, gli istituti tecnici superiori. La Camera di Commercio Pordenone-Udine, per voce del suo presidente Giovanni Da Pozzo, è convinta che la strada già imboccata sia con iniziative consolidate e di successo sia con novità importanti – come l’avvio in questi giorni dell’Its ad Amaro –, sia quella giusta. Tant’è che l’ente ha già deciso di avviare delle borse di studio per sostenere la partecipazione dei giovani a queste realtà formative polispecialistiche, partendo proprio dall’Its carnico e dall’Its Malignani di Udine. «Come Camera abbiamo voluto impegnare prime risorse per supportare i giovani che decidono di intraprendere questa strada, indiscutibilmente significativa per l’economia del nostro territorio e non solo», afferma Da Pozzo, specificando che si tratta di 50 mila euro complessivi che saranno erogati in forma di mille euro a borsa di studio. «Peraltro – aggiunge – il nuovo Its di Amaro, frutto della collaborazione tra Fondazione Altoadriatico e Carnia Industrial Park, va a dare una risposta importante a un’area della montagna friulana, quindi ha anche questa ulteriore accezione meritoria, integrando una predisposizione all’innovazione che si sta sempre più radicando nelle imprese della zona e specificamente del parco industriale».
Ma il presidente camerale ha in mente una specializzazione territoriale che ben può abbracciare tutto il Friuli, «dove le nostre aziende sono alla continua e sempre più spesso difficoltosa ricerca di figure tecniche specializzate da inserire in organico e far crescere, figure nel vastissimo campo del digitale, della meccatronica, delle tecnologie legate all’industria, ma anche all’agricoltura, dell’energia, della sostenibilità», conferma Da Pozzo, citando i dati delle rilevazioni periodiche Unioncamere-Excelsior. «Secondo le elaborazioni di queste rilevazioni, realizzate dal nostro Centro studi camerale in settembre – ricorda Da Pozzo –, in confronto con lo stesso periodo del 2019, le entrate previste nel mondo del lavoro ad esempio per gli specialisti in informatica sono cresciute del 75%». E analogamente accade per progettisti, ingegneri e professioni assimilate (+42,9%), per gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (+41,1%), per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione del (+6%), con aumento crescente nella difficoltà di reperimento. «Senza poi parlare dell’esigenza del personale per servizi altamente specializzati della ristorazione e del turismo – puntualizza Da Pozzo –, altro comparto fondamentale della nostra economia dove anche ci sarebbe molto da fare in termini di formazione specializzata».
In tal senso, Da Pozzo rimarca come una delle idee per la trasformazione del quartiere fieristico di Martignacco possa configurarsi come ulteriore area logistica qualificata per essere sede di un’area di formazione tecnica specialistica e di tutti i settori. «Il Friuli – conclude il presidente – può diventare un polo attrattivo e un punto di riferimento per tutta la regione e oltre. Sono occasioni importanti, queste, per investire davvero nel futuro, produrre competenze qualificate, intensamente ricercate dall’impresa e destinate a diventare sempre più fondamentali per un’economia che vuole crescere e farlo bene, con consapevolezza ed eccellenza».

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo. (Foto Petrussi)

Ad Aquileia e in tutto il Fvg il ricordo del viaggio centenario del Milite Ignoto

Sentita e partecipata cerimonia ad Aquileia, e idealmente in tutto il Friuli Venezia Giulia, per ricordare il centenario della partenza del feretro che conteneva la salma del Milite Ignoto. Infatti il 29 ottobre del 1921, lasciò la stazione ferroviaria della città romana (ormai demolita da molti anni) il convoglio che trasportava l’affusto di cannone con sopra deposta la bara del Soldato Ignoto, ricoperta dalla Bandiera Tricolore. Lo stesso viaggio è stato riproposto a 100 anni di distanza, con le carrozze ferroviarie d’epoca, il locomotore a vapore del 1921 e il vagone che fece il trasporto della salma indicata da Maria Bergamas. Il treno è partito dalla stazione di Cervignano con destinazione Gorizia e Udine, e poi ancora le tante altre città d’Italia che un secolo fa si strinsero commosse al suo passaggio. La cerimonia vera e propria, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, di tanti sindaci del Friuli Venezia Giulia, di rappresentanti di numerose Associazioni combattentistiche e d’arma (fra le quali anche la Federazione Italiana Volontari della Libertà con il proprio medagliere e l’Associazione Partigiani Osoppo Friuli), si è tenuta nella piazzale della Basilica di Aquileia.

La cerimonia ad Aquileia.

La commemorazione è iniziata con l’intervento del sindaco Emanuele Zorino, che ha portato il saluto della comunità: «Cento anni fa – ha detto – Aquileia diventò madre, simbolo di tutte le città italiane che vissero i lutti della Grande Guerra. Un secolo fa ogni famiglia piangeva un proprio caro, ma un secolo fa con il viaggio del Milite Ignoto si creò l’unità della nazione».
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il parallelismo fra due epoche: «Cento anni fa si è visto lo spirito di unità del Paese e la riconoscenza verso le persone che si erano sacrificate. Oggi non volgiamo lo sguardo solo per ricordare e onorare la memoria, ma dobbiamo recuperare da quel passato il significato di essere uniti. Una unità necessaria per affrontare le sfide che stiamo vivendo». E’ stato quindi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a chiudere i discorsi ufficiali, rivolgendo un saluto e ringraziando, oltre alle varie autorità, i sindaci presenti: «So quanto importante è il vostro lavoro quotidiano». Si è rivolto poi alle scolaresche, numerose nella antica piazza Capitolo: «Siete il futuro del Paese. Queste celebrazioni sono per voi. Il viaggio del Milite Ignoto è stato un momento fondamentale della storia italiana, un viaggio di unificazione del Paese, dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori ad ogni passaggio». Il governatore Fvg ha infine concluso: «Il mio è un invito al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro».
Le autorità hanno poi inaugurato il restaurato Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti i 10 soldati sconosciuti che non furono scelti per rappresentare il Milite Ignoto e anche la stessa Maria Bergamas, la mamma di un soldato disperso che nella Basilica di Aquileia indicò il feretro portato all’Altare della Patria, mentre in cielo le Frecce Tricolori hanno dispiegato per due volte il verde, bianco e rosso della Bandiera nazionale. Nel frattempo, è sfilata la teca contenente la Bandiera che avvolse l’urna del Milite Ignoto e che è stata portata a Cervignano per essere collocata sul treno storico alla volta di Roma, rifacendo così il viaggio di un secolo fa. E’ poi seguita la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la ricostruzione della piccola stazione ferroviaria di Aquileia, ormai demolita da molti decenni: da lì infatti partì il treno che portò il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.
Alla conclusione della commemorazione vi è stato un breve incontro con il ministro Guerini: il presidente della Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Roberto Volpetti, ed il presidente Massimiliano Fedriga hanno rivolto al titolare della Difesa l’invito a presenziare alla cerimonia commemorativa dell’Eccidio alle Malghe di Porzus che avrà luogo nel prossimo mese di Febbraio. Il ministro ha assicurato la propria presenza.
Guerini e le altre autorità – all’incontro erano presenti anche l’onorevole Debora Serracchiani e Ivano Strizzolo – si sono quindi trasferiti presso la stazione ferroviaria di Cervignano dove hanno preso posto sul treno storico che è partito alla volta di Gorizia, ripercorrendo il tragitto di un secolo fa. Alla stazione di Udine ad attendere il convoglio erano presenti sulle banchine centinaia di persone. Fra queste il sindaco Pietro Fontanini e decine di associazioni con bandiere e labari. Presenti anche l’assessore regionale Stefano Zannier e la medaglia d’oro Paola Del Din, presidente emerita della Federazione Italiana Volontari della Libertà, che è stata la prima e l’ultima persona, molto anziana, ringraziata dal ministro Guerini. Il treno è poi proseguito in direzione Venezia, fermandosi nelle altre stazioni friulane: Casarsa della Delizia, Pordenone, Fontanafredda e Sacile. Ad ogni tappa vi è stata una entusiastica partecipazione di autorità e popolazione.

La cerimonia a Udine.

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In copertina, la storica locomotiva del 1921 che ha trainato il convoglio rievocativo; qui sopra, immagini del suo arrivo alla stazione di Udine. (Foto Regione Fvg)

 

Casarsa, via quelle barriere in stazione! E da Trenitalia arriva una prima risposta

Una stazione ferroviaria veramente per tutti e treni in cui le persone disabili possano accedere in autonomia: a scendere in campo per chiedere lumi su quali siano gli interventi previsti per la rimozione delle barriere architettoniche presenti in stazione a Casarsa della Delizia è l’associazione Laluna, con una lettera-appello recapitata alla Direzione Generale Rete Ferroviaria Italia. Anche l’amministrazione comunale al fianco del sodalizio in questa richiesta dall’alto senso di civiltà. Ma se sulla stazione si attende ancora una risposta, per quanto riguarda i treni con pedane mobili potrebbe esserci a breve una novità positiva, secondo quanto replicato da Trenitalia.
Il tema dell’accessibilità è da sempre prioritario per l’associazione sangiovannese che dal 1994 si batte quotidianamente per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente. Per questo oggi Laluna sceglie di portare alla luce la situazione della stazione ferroviaria casarsese, la quale risulta di difficile accesso per le persone con disabilità: si confida di trovare nelle Ferrovie dello Stato un interlocutore attento al problema.

Francesco Osquino


«Nella stazione di Casarsa non vi sono sollevatori, rampe, scivoli o pendenze – sottolinea nella lettera il presidente Francesco Osquino – che permettano a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina di raggiungere i binari e di poter quindi fruire in autonomia dei servizi offerti dal Gruppo Rfi. Per una persona con disabilità diventa impossibile circolare all’interno della stazione: per poter accedere ai binari, tranne il primo, è infatti costretta ad attraversare i binari, in quanto non sono presenti sistemi negli attuali sottopassaggi adatti alle carrozzine né tantomeno ascensori che ne permettano la movimentazione».
L’associazione Laluna si fa così portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie. «Abbiamo raccolto alcune testimonianze di disagio e sofferenza in merito a questa questione – viene descritto nella lettera da parte dell’associazione – e quindi siamo a richiedere se vi sia già in programma, nel breve periodo, un intervento per poter sanare tale situazione, che non solo rende impossibile l’autonomia per le persone con ridotta mobilità, ma costringe gli enti del nostro territorio che ne hanno a cuore la sorte a ricorrere all’assistenza continua di operatori ed educatori».
Oltre a trovarsi impedito in autonomia l’accesso ai binari (tutti tranne che il primo, che però vede un ridotto passaggio di treni, mentre sui successivi passa il grosso dei convogli passeggeri soprattutto sulla tratta Venezia-Udine e poco oltre su quella Casarsa-San Vito), alla persona con disabilità risulta complicato prendere il treno in autonomia «data la mancanza sui treni di Trenitalia di un sistema di carico per le carrozzine, situazione oltremodo inaccettabile in un mondo moderno, dinamico e automatizzato come il nostro».

All’appello dell’associazione Laluna fa coro anche quello dell’amministrazione comunale che, a più riprese, aveva già sollecitato degli interventi per porre rimedio alla situazione alla stazione ferroviaria. «Siamo al fianco dell’associazione Laluna – ha fatto sapere Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa della Delizia – per risolvere questa problematica che da tempo anche come amministrazione comunale abbiamo sollevato, da ultimo nel laboratorio di rigenerazione urbana che abbiamo organizzato lo scorso anno: speriamo Rfi possa a breve porvi rimedio. Capiamo bene che per realizzare l’intervento servano risorse importanti, ma questi limiti all’accessibilità della rete del trasporto pubblico non sono più accettabili. Proprio in questo periodo – ha aggiunto il primo cittadino – la nostra amministrazione è impegnata nella redazione del Peba, il piano d’azione per l’eliminazione delle barriere architettoniche, cui faranno seguito degli interventi puntuali per una Casarsa più accessibile ed inclusiva: rimuovere gli ostacoli e consentire a tutti di muoversi in sicurezza e autonomia è una questione di civiltà».

Alla lettera è arrivata una prima risposta di Trenitalia. «In merito all’argomento propostoci e per quanto di nostra competenza (Trenitalia svolge funzione di vettore e in particolare di trasporto di breve percorrenza, pertanto la missiva è stata inoltrata alla Rete Ferroviaria Italiana, ndr) – si legge nella nota –, possiamo riferirvi che il contratto di servizio di prossima sottoscrizione con la Regione Friuli Venezia Giulia prevede gradualmente la completa sostituzione dei convogli più datati con treni di nuova generazione, attrezzati in modo da rendere agevole la salita e la permanenza a bordo alle persone con difficoltà motorie».
«Bene questa notizia per i treni – ha concluso Osquino -: speriamo possa divenire realtà nel più breve tempo possibile. Nel frattempo attendiamo, in pieno spirito collaborativo, risposte sulla stazione, visto che la situazione attuale per le persone con difficoltà motorie è davvero insostenibile».

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In copertina e qui sopra due immagini della stazione ferroviaria di Casarsa.

 

Friulano a scuola, dall’Arlef nuovi testi agli insegnanti degli oltre 330 istituti

Il friulano a scuola è scelto da oltre il 76% dei genitori. Parliamo di circa 40 mila alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che, ogni anno, apprendono la lingua e la cultura friulane, molto spesso con metodologie didattiche all’avanguardia, come il Clil. Le famiglie si dimostrano dunque sempre più sensibili alla tematica, grazie anche alla maggiore consapevolezza di quanti siano i vantaggi cognitivi, sociali e culturali di un’educazione plurilingue.
Proprio a sostegno della valorizzazione della lingua friulana in ambito scolastico, prosegue senza sosta l’attività dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, che in queste settimane ha consegnato del materiale didattico a supporto dell’attività dei docenti negli oltre 330 plessi scolastici in cui si insegna friulano (scuole primarie, secondarie e dell’infanzia). «La distribuzione dei materiali a tutti gli Istituti del territorio friulano – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – intende offrire un importante supporto all’offerta formativa dei docenti e quindi stimolare la creatività, l’interesse e l’uso attivo della lingua friulana degli allievi».
L’iniziativa fa seguito alla creazione, lo scorso marzo, della “Rete dei referenti per l’insegnamento della lingua friulana” – attualmente 55 – promossa proprio dall’Agenzia nell’ottica di facilitare la distribuzione mirata di materiale ludico-didattico alle scuole. Non l’unico obiettivo della Rete, però, attraverso la quale sarà possibile anche ricevere consulenze linguistiche e didattiche, agevolare lo scambio di informazioni, il confronto e la condivisione di progetti legati alla lingua friulana.
Il materiale didattico consegnato, diversificato per ciclo scolastico, è stato predisposto per ogni insegnante di friulano, sulla base del numero dei dati trasmessi, nei mesi scorsi, dagli Istituti stessi. Inoltre, è stato messo a disposizione ulteriore materiale dedicato per ogni classe della Scuola dell’Infanzia.

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In copertina, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Fagagna, Renata Chiappino, con il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino.

 

Ristori per Coopca e Cooperative operaie: le domande dal 15 novembre

Ristori Coopca e Cooperative operaie: la Camera di Commercio Podernone-Udine ricorda la procedura semplificata per ottenerli. Le domande potranno essere presentate solamente a partire dal 15 novembre (e non prima) e fino al 15 febbraio, consegnando istanza allo sportello oppure inviandola elettronicamente via pec o ancora raccomandata a/r, utilizzando un modulo che, appena sarà approvato dalla Regione Fvg, sarà pubblicato anche sul sito camerale, all’indirizzo www.pnud.camcom.it, in una sezione facilmente raggiungibile e in evidenza in home page. Anche negli ingressi dei locali Cciaa sarà dato opportuno avviso con adeguata cartellonistica.
L’ente camerale, viste alcune richieste di informazioni già pervenute, ribadisce ai risparmiatori coinvolti che non conterà l’ordine di arrivo delle domande per l’ottenimento del ristoro, dunque che c’è tutto il tempo di 90 giorni per presentarle, poiché il fondo messo a disposizione dalla Regione copre tutte le richieste potenziali. Ricorda, altresì, che la procedura che si sta mettendo a punto con la Regione – e che sarà precisata dettagliatamente sul sito camerale entro i tempi – sarà snella e facilitata.
Una volta chiusi i termini per le domande, cioè dopo il 15 febbraio e fino al 15 maggio, si svolgeranno le istruttorie e da metà maggio verranno adottati gli atti necessari agli accreditamenti direttamente sui conti correnti dei beneficiari.
La misura del ristoro con fondi regionali, lo si ricorda, è stata fissata nel 10% per i prestatori di Cooperative operaie di Trieste Istria e Friuli e nel 25% per quelli di Coopca, e non sono previsti ristori, secondo la norma regionale, per crediti inferiori ai 400 euro. Integrate alle spettanze ammesse dai liquidatori, le risorse complessive andranno a ristorare l’88 per cento delle perdite per i risparmiatori della Società cooperativa carnica di consumo e l’89 per cento della cooperativa triestina.

Pordenone, sipario su Punto d’incontro con i consigli di “eccellenze” nel mondo

Il convegno organizzato da Efasce, intitolato “Restare o Partire?”, ieri ha concluso Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere. Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e della stessa Pordenone Fiere, il momento di approfondimento ha permesso di aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie alle indicazioni di alcune “eccellenze” pordenonesi nel mondo che hanno testimoniato la loro esperienza professionale e di vita.
In collegamento Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il sette volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi; e Martina Del Ben in Germania è designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala invece tre relatori: Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti, appena rientrato dagli Usa; Paolo Bergamasco, chef e imprenditore in Svezia; Matteo Maria Giordano, esperto in Media education. Con loro anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.
Per Efasce, i saluti sono stati portati dal presidente Gino Gregoris e dalla vice Luisa Forte, mentre la parte organizzativa e la presentazione sono state curate da Michele Morassut.

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In copertina, il collegamento con Martina Del Ben; all’interno, altre quattro immagini dell’incontro a Pordenone Fiere:  il saluto di Gregoris, i relatori, il collegamento con Gianluca Pilot e pubblico.