“Compra in bottega a Natale”, a Udine per le feste ora c’è un temporary shop

Nel centro di Udine è stato inaugurato, ieri mattina, il temporary shop “Compra in bottega” allestito in piazzetta Belloni, a un passo dal Duomo, dalla Confartigianato provinciale. Uno spazio unico dove 28 aziende hanno portato una selezione dei propri prodotti per offrire a friulani e turisti la possibilità di scegliere i regali di Natale tra oggetti unici, fatti con la maestria e la passione degli artigiani del Friuli Venezia Giulia. Lo store sarà aperto fino alla vigilia di Natale: nel mese di novembre, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19, a dicembre tutti i giorni, sempre dalle 11 alle 19. Vi si possono trovare oggetti dei più vari, dall’artigianato artistico alla moda passando per l’agroalimentare.

«Sono certa – ha esordito la presidente della zona di Udine di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara – che ognuno potrà trovare qui il regalo perfetto per il proprio Natale». La rappresentante della categoria si è detta “orgogliosa di rappresentare gli artigiani che ancora una volta, in questo negozio, bello e ben allestito, dimostrano le migliori qualità. I loro sono oggetti fatti con competenza, ma anche con cuore”. Sempre più imitati. «Ma i nostri restano i numeri uno, le “copie” originali», ha rilanciato Gloria De Martin, capocategoria della moda di Confartigianato ringraziando la struttura associativa per l’impegno messo nella realizzazione del temporary. Un negozio sul quale c’è stata grande convergenza, come dimostra la folta partecipazione all’iniziativa, realizzata in collaborazione con Confartigianato-Imprese Gorizia, Confartigianato-Imprese Pordenone, Confartigianato-Imprese Trieste, CNA Fvg, Unione Regionale Economica Slovena (SDGZ-URES) e sostenuto dalla Regione Fvg e dal Cata Artigianato.

«L’auspicio è che questi oggetti meravigliosi riportino la gente in città, tra le strade, nelle nostre botteghe – ha detto dal canto suo Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine, tagliando il nastro assieme al presidente di Cata Fvg, Ariano Medeot, e all’assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Maurizio Franz -. Voglio ancora una volta ricordare e ringraziare la grande famiglia degli artigiani per lo sforzo generoso che ha messo in campo durante il complicatissimo periodo che abbiamo vissuto, andando nelle case, continuando a prestare servizio. Grazie a queste persone la ripartenza non è un auspicio, ma una certezza. Anche perché, come dimostra questo store, i giovani sono tornati a interessarsi dell’artigianato garantendoci quel passaggio generazionale che è essenziale se vogliamo tramandare ai posteri i nostri mestieri».

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In copertina e qui sopra il temporary shop; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale.

Alzheimer, anche in novembre a Trieste tante iniziative per aiutare i caregiver

Prosegue per tutto novembre la ricca programmazione di CasaViola, la struttura che l’Associazione de Banfield ha realizzato a sostegno dei caregiver di persone con demenza e malattia di Alzheimer. In programma incontri per il benessere, la formazione e l’informazione del caregiver, i gruppi di mutuo aiuto sulla comunicazione e le lezioni della (D)Cargiver Academy. Oggi, 12 novembre, incontro con il corso di Scrittura creativa, basato sulla narrazione emotiva di sé e delle proprie esperienze. Gli insegnanti sono la psicologa e psicoterapeuta Erica Costantini e il formatore e curatore editoriale Marco Galati Garritto. Scopo del percorso è quello di stimolare i caregiver attraverso gli strumenti forniti dalla scrittura per aiutarli a sviscerare le proprie emozioni, provando nel contempo ad analizzarle attraverso uno sguardo più distante. Il 15 novembre, poi, appuntamento alle 17 con “I lunedì del benessere”, mentre martedì 16 è previsto il gruppo “Camera con Vista” basato sull’auto-aiuto tra i caregiver che offre un momento per condividere difficoltà ed esperienze di vita simili. Mercoledì 17 novembre, sempre alle 17, incontro del Gruppo Abc dove si applica il metodo dell’”Approccio Capacitante®” ideato e applicato dal professor Pietro Vigorelli per favorire l’acquisizione di nuove competenze da parte del caregiver e riuscire a comunicare in modo nuovo ed efficace con la persona con demenza. Giovedì 18 novembre proseguono, infine, i moduli di insegnamento della (D)Caregiver Academy: nell’incontro si impara cos’è la demenza e come si riconoscono i primi sintomi.

Per informazioni e iscrizioni mail a casaviola@debanfield.it o chiamare il numero 040.362766.

 

Oltre 300 pratiche (2,3 milioni di euro) con Permicro in Confartigianato Udine

Oltre 300 operazioni realizzate nell’arco di un anno per un totale finanziato pari a 2,3 milioni di euro. E’ il primo, felice bilancio, dell’attività svolta dalla filiale Fvg di Permicro, la finanziaria che si rivolge in particolare alle piccole e micro imprese, ma anche alle famiglie, sbarcata in regione ormai quasi un anno fa grazie all’iniziativa congiunta della Regione Fvg, per il tramite della finanziaria Friulia, di Confartigianato Imprese Fvg e Udine, di Cassa centrale banca e di Confidi Gorizia.

Un momento della cerimonia.


La filiale, già operativa nei locali di Confartigianato-Imprese Udine, in via del Pozzo, è stata formalmente inaugurata ieri pomeriggio, dopo i ripetuti rinvii dettati dall’emergenza pandemica. Un taglio del nastro che ha consentito così di guardare già ai primi risultati: nel primo anno di attività le pratiche finanziate sono state complessivamente 309, di cui 289 di privati, 20 di aziende, con Pordenone che ha fatto la parte del leone con 142 pratiche, seguita da Udine con 104, da Trieste con 37 e da Gorizia con 26. Complessivamente sono stati finanziati progetti per 2,3 milioni di euro di cui ben 2 milioni a favore dei privati. Attualmente le pratiche attive sono 169 per un outstanding di 1 milione.
Numeri di tutto rilievo che dimostrano come l’iniziativa abbia colto nel segno, andando a rispondere alle situazioni di non bancabilità, siano esse di privati o di aziende, «aiutandole – ha spiegato il presidente della finanziaria, Andrea Limone – ad aiutare se stesse, a rendere possibile qualcosa che già esiste, a sprigionare potenzialità». Un aiuto che poi torna indietro con gli interessi. Non solo quelli in senso stretto, dovuti per il prestito, che può arrivare fino a un massimo di 15mila euro per le famiglie e di 25mila euro per le imprese, ma anche in termini di gettito fiscale per le casse pubbliche. Ancora Limone: «Ogni euro che eroghiamo a un microimprenditore ne vale due per lo Stato». «I migliori clienti sono quelli che perdiamo – ha aggiunto l’Ad di Permicro, Benigno Imbriano -. Lavoriamo su soggetti non bancabili, tantissimo sulla persona, sulle sue motivazioni ed esperienze. Per noi il legame con il territorio è un aiuto fondamentale e in Fvg abbiamo trovato una delle situazioni migliori in termini di collaborazione».
Con Confartigianato, con gli istituti di credito – compresa Banca Etica, rappresentata da Anna Fasano, Cassa centrale banca, con l’Ad Mario Sartori, e Fabio Montena di Bnl – e soprattutto con Friulia. «E’ un progetto al quale stiamo lavorando da tempo – ha detto dal canto suo Federica Seganti, presidente di Friulia -. Un progetto con il quale abbiamo allargato la nostra operatività anche alle piccole e micro imprese, arrivando così a garantire alla nostra economia finanza di varia natura, rispondendo a tutte le dimensioni aziendali. Siamo pronti nel caso in cui ce ne fosse necessità a intavolare ragionamenti ulteriori».
Un plauso all’iniziativa è venuto dall’assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Maurizio Franz, il quale ha sottolineato l’importanza dello strumento ricordando come il tessuto produttivo e di servizi nel Paese sia costituito soprattutto da piccole e piccolissime realtà, che una volta in più nel corso della pandemia hanno dimostrato grande capacità di resilienza». Per Graziano Tilatti, presidente provinciale e regionale di Confartigianato, la sfida di Permicro però è ancora più ambiziosa. «Guarda naturalmente alle esigenze delle nostre imprese, di quelle micro che non hanno i numeri per accedere al credito ordinario, ma va oltre, abbracciando le esigenze della società, che in questo difficile periodo necessita di essere puntellata, accompagnata ancora di più. Come artigiani abbiamo dunque voluto e vogliamo svolgere questo ruolo che è anche sociale, perché siamo attori di questo territorio e perché le famiglie, oltre che le imprese, sono anche le nostre».

 

Effetti di pandemia e lockdown sui minori: da oggi otto incontri a Casarsa

Che effetti ha avuto l’emergenza Covid-19 nello sviluppo dei più giovani? La cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia si schiera ancora una volta dalla parte dei minori. È, infatti, promotrice di un percorso formativo “Parola di bambino – Ridisegnare la bussola educativa” che diventerà anche materiale per una ricerca nazionale sui traumi generati dal lockdown causato dalla pandemia su bambine e bambini. Si tratta di un ciclo di otto incontri che avranno luogo tra novembre 2021 e marzo 2022 nella sede dell’associazione Il Noce in via Vittorio Veneto, 45 a Casarsa. Il percorso è rivolto a genitori, volontari che seguono i bambini, insegnanti, educatori ed educatrici, assistenti sociali e pediatri. Gli incontri si svolgeranno l’11 e il 25 novembre, il 9 dicembre e il 20 gennaio, il 10 e il 24 febbraio, il 10 e il 24 marzo dalle ore 18 alle ore 20.
«Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta di questo corso formativo promosso e organizzato dalla Casa Editrice La Meridiana e dalla Scuola “Francesco Berto” – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – felici di poter collaborare ad una ricerca nazionale sul benessere dei bambini d’oggi. D’altra parte, dare voce ai minori è nella nostra missione come cooperativa da sempre, per cui invitiamo davvero tutte le persone interessate a partecipare a questi incontri perchè crediamo sia prioritario ridisegnare la bussola educativa e trovare gli strumenti giusti per aiutare i nostri bambini a superare le difficoltà generate dalla pandemia».
«Il trauma c’è stato – ha aggiunto Paola Cosolo Marangon, formatrice e coordinatrice degli incontri a Casarsa –, tutti ne siamo coinvolti. Ma i piccoli e i più giovani potrebbero portare nella loro vita i segni più profondi di questa crisi. I gruppi “Parola di bambino” sono la risposta che mettiamo in campo, sull’intero territorio nazionale, per supportare genitori, insegnanti, educatori e operatori professionali che sanno quanto sia importante ascoltare, dialogare e dare voce ai minori». Come detto, si tratta di un progetto nazionale, nato come osservatorio di cosa è successo durante la pandemia per riuscire a dare voce ai più piccoli. «I bambini sono stati quelli maggiormente penalizzati – ha specificato Marangon – perché non avevano voce in capitolo. Quello che vogliamo fare è capire come hanno vissuto questo periodo e cosa ne resta. I gruppi “Parola di bambino” sfoceranno poi in una ricerca mettendo insieme tutto quello che uscirà nei gruppi che si compongono in tutta Italia. Tutti i coordinatori poi produrranno del materiale che verrà messo assieme e diventerà una ricerca pubblicata da La Meridiana e servirà anche per capire come gli adulti possano aiutare i bambini nella prosecuzione di un futuro che ha visto un blackout di due anni».

Per altre informazioni: bit.ly/gruppiParolaDiBambino21 oppure scrivere una e-mail a infoscuola@lameridiana.it

 

Udine, nella sede di Confartigianato oggi la prima filiale di Fvg di PerMicro

Oggi, 10 novembre, sarà inaugurata, nella sede di Confartigianato-Imprese Udine in via del Pozzo 8, la prima filiale Fvg di PerMicro. La società, leader in Italia nel settore del microcredito, opera su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di creare occupazione e inclusione sociale attraverso l’erogazione professionale di crediti e microcrediti, l’educazione finanziaria e l’offerta di servizi di avviamento e accompagnamento all’impresa, il tutto in un’ottica di sostenibilità. La filiale Fvg, presente in Friuli Venezia Giulia da febbraio 2021, è stata creata in collaborazione con un partenariato composto da Confartigianato-Imprese Fvg e Udine, Friulia Spa, Cassa Centrale Banca e Confidi Gorizia.

Programma:
ore 17.30 – accoglienza
ore 17.45 – introduzione: Contesto, Microcredito e territorio
Saluti istituzionali:
presidente di PerMicro, Andrea Limone
Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive e Turismo.
Benigno Imbriano, amministratore delegato PerMicro
ore 18.10 – Talk: Rete Istituzionale
Graziano Tilatti, presidente Confartigianato-Imprese Fvg
Federica Seganti, presidente Friulia finanziaria Fvg
Mario Sartori, amministratore delegato Cassa Centrale Banca Credito Cooperativo Italiano
Anna Fasano, presidente Banca Etica
Fabio Montena, responsabile Crediti – Divisione Retail and Private Bnl Bnpp
ore 18.45 – Talk: Rete imprenditoriale e tessuto culturale
Gianluca Loffredo, Resp. filiale PerMicro Udine
Testimonianza di un imprenditore finanziato da PerMicro
ore 19 – Eat: Aperitivo conclusivo

L’evento è gratuito, ma è obbligatoria la registrazione a questo link. Per accedere alla sede di Confartigianato Udine sarà obbligatorio esibire il Green Pass.

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Fvg Graziano Tilatti.

 

In Friuli è partito il “check-up” aereo di mille chilometri di linee elettriche

Ieri è partita da Udine la campagna di controllo e monitoraggio in volo delle linee aeree a Media Tensione di E-Distribuzione, che interesserà nelle prossime settimane la provincia per un totale di 61 Comuni del Friuli, 1000 chilometri e 60 ore di volo. L’obiettivo è quello di ridurre il numero di interruzioni di corrente e migliorare sempre più la qualità del servizio elettrico offerto alla clientela: grazie ai riscontri delle operazioni di sorvolo, incrociati con l’analisi evoluta della rete e la sua manutenzione predittiva, la società del Gruppo Enel punta a verificare “lo stato di salute” delle proprie linee elettriche e, dove necessario, predisporre piani di intervento in grado di prevenire molte cause di potenziali disservizi.


Fino alla fine di novembre l’“occhio elettronico” di E-Distribuzione batterà palmo a palmo le linee elettriche aeree a Media Tensione allo scopo di rilevare eventuali anomalie presenti sui propri impianti. Si tratta di attività di ispezione che si affiancano al piano di sviluppo e manutenzione della rete di distribuzione e che hanno permesso di raggiungere e mantenere eccellenti livelli di qualità del servizio, in linea con i migliori standard europei. Gli interventi attuati rappresentano per E-Distribuzione un investimento economico e tecnologico importante e rientrano nel consolidato piano di miglioramento del servizio elettrico.
«Il controllo aereo ed il monitoraggio della rete elettrica – sottolinea Luciano Cardin, responsabile Esercizio Rete E-Distribuzione Veneto e Friuli Venezia Giulia – rappresentano un’attività fondamentale per garantire un servizio elettrico continuativo e volto all’eccellenza. Si tratta di una tipologia di intervento che presenta molti vantaggi e che nel corso degli anni ci ha permesso di ridurre in modo significativo i tempi necessari per i controlli, aumentandone l’accuratezza, evitando la necessità di interruzioni programmate, garantendo quindi a cittadini e imprese del territorio una rete elettrica affidabile e resiliente».
Il sorvolo a bassa quota delle linee elettriche consente la rilevazione visiva di eventuali anomalie e la ripresa video della situazione degli impianti, con particolare attenzione alla presenza di piante nelle immediate vicinanze dei conduttori, la verifica dello stato dei sostegni, delle mensole, degli isolatori e dei trasformatori posizionati su palo. Il controllo avviene con le linee elettriche in tensione, ovvero senza ricorrere ad alcuna interruzione del servizio e quindi senza alcun disagio alla clientela. Al controllo elettronico aereo farà poi seguito l’analisi dei dati registrati e le eventuali ispezioni mirate dei tecnici E-Distribuzione che definiranno il successivo piano di interventi. Per il 2021 E-Distribuzione, società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica, ispeziona complessivamente, in tre tranche, 1340 chilometri di linee aeree di 84 comuni friulani per un totale di 80 ore di volo.

Elenco dei Comuni della provincia di Udine interessati dall’intervento:

Amaro, Ampezzo, Aquileia, Arta Terme, Attimis, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Bordano, Camino al Tagliamento, Campoformido, Castions di Strada, Cavazzo Carnico, Chiusaforte, Cividale del Friuli, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Dogna, Enemonzo, Faedis, Fagagna, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Gonars, Lauco, Lestizza, Martignacco, Mereto di Tomba, Moggio, Udinese, Moimacco, Mortegliano, Ovaro, Pagnacco, Pasian di Prato, Paularo, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Pozzuolo del Friuli, Premariacco, Rigolato, Rivignano Teor, San Giorgio di Nogaro, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Sappada, Sauris, Sedegliano, Socchieve, Talmassons, Tolmezzo, Torreano, Trasaghis, Udine, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina.

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In copertina e all’interno elicottero usato per le ispezioni alle linee elettriche in Friuli; in alto, isolatori su una condotta.

 

Lenghis.me, entro domani le iscrizioni al corso di Arlef e Usr per insegnanti

“Lenghis – Ladint Laboratori di didatiche” (lenghis.me), innovativo strumento informatico per la didattica della lingua friulana, italiana e inglese, realizzato dal Claap – Centri di Linguistiche Aplicade “Agnul Pitane”, è stato ulteriormente potenziato e arricchito di contenuti. Un progetto che offre un ulteriore contributo alla domanda espressa dagli insegnanti di poter utilizzare strumenti didattici moderni e interattivi. Per questa ragione l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, che finanzia il progetto, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, per consentire agli insegnanti della scuola primaria di conoscere appieno tutte le potenzialità di utilizzo dello strumento, promuovono il corso di formazione e sperimentazione online “L’uso della biblioteca didattica digitale di Lenghis – Ladint”. Le iscrizioni dovranno avvenire entro domani, 10 novembre.
L’aggiornamento sarà articolato in tre incontri – mercoledì 17, 24 novembre e 1 dicembre, dalle 17 alle 18.30 – tenuti dal professor Adriano Ceschia, assieme ad alcuni membri della Commissione Didattica Lenghis – Ladint, e attivato sulla piattaforma GoToMeeting. In particolare, saranno illustrati la struttura e i contenuti della Biblioteca didattica digitale, ovvero i sussidiari didattici per le diverse discipline di insegnamento che la compongono, e le modalità di utilizzo delle attività proposte dalle diverse schede di apprendimento.
«Nelle scorse settimane abbiamo distribuito i materiali didattici a tutti gli Istituti del territorio friulano. La nostra attività a sostegno della valorizzazione della lingua friulana in ambito scolastico prosegue senza sosta – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino –. Il Claap ha provveduto ad ampliare e migliorare i contenuti di lenghis.me, uno strumento informatico prezioso, di facile utilizzo e dal grande potenziale in una prospettiva plurilinguistica. Ora, con questo corso destinato ai docenti della scuola primaria, l’obiettivo è quello di far conoscere ai primi utilizzatori del mezzo, tutte le potenzialità del portale che sono certo sarà sempre più un importante supporto all’offerta formativa».
Durante i primi due appuntamenti saranno illustrati, anche con apposite simulazioni, le modalità di utilizzo dei sussidiari della Biblioteca di Lenghis per avviare percorsi didattici su argomenti di natura letteraria e scientifica. Il terzo, invece, sarà strutturato come focus group, con l’obiettivo di avviare un confronto sulle esperienze di uso di Lenghis-Ladint.

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E ieri la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Università Alessia Rosolen, ha approvato lo schema di convenzione tra la Regione Fvg e l’Università di Udine relativamente alle attività di formazione degli insegnanti di lingua friulana e dei docenti iscritti all’elenco per l’insegnamento del friulano. Per quel che riguarda la parte economica del provvedimento, la spesa trova a bilancio una copertura finanziaria di 360mila euro per il triennio 2021-2023.  Sul piano dei riferimenti normativi viene richiamata la deliberazione dello scorso mese di ottobre afferente l’approvazione definitiva del Piano generale di politica linguistica per il friulano 2021-2025 proposta dall’Arlef (Agenzia regionale per la lingua friulana). Nel dettaglio, l’accordo deliberato tra l’Amministrazione regionale e l’Ateneo friulano prevede il sostegno economico dei seguenti progetti: la formazione in entrata degli insegnanti di lingua friulana, con il reclutamento di due ricercatori a tempo determinato con durata triennale per l’attività didattica e di ricerca; la formazione in servizio, attraverso dei corsi di aggiornamento, dei docenti iscritti all’elenco per l’insegnamento del friulano. 

Eros Cisilino

L’iscrizione dovrà essere effettuata – entro mercoledì 10 novembre – registrandosi al link https://forms.office.com/r/nQABZMSfq2 . Conclusa l’iscrizione, ciascun partecipante riceverà il link per accedere agli incontri. A quanti parteciperanno integralmente, verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Il programma del corso è disponibile sul sito www.arlef.it
Per qualsiasi informazione è possibile scrivere a scuele@sportelfurlan.eu

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In copertina, il professor Adriano Ceschia che terrà il corso linguistico.

 

A Udine il punto sulla lingua friulana che oggi interessa 600 mila persone

«La terza Conferenza regionale sulla lingua friulana è una tappa importante per le lingue minoritarie. Si tratta di un appuntamento in cui l’Amministrazione regionale si mette in ascolto per fare il punto sulle azioni messe in campo in questi anni e quelle che potremo adottare nei prossimi per migliorare lo stato dell’arte». Lo ha detto, come riferisce Arc, l’assessore regionale delle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, durante la terza Conferenza regionale sulla lingua friulana, che oggi interessa circa 600 mila persone e che si è tenuta nella sede della Regione Fvg, a Udine, all’auditorium Antonio Comelli.


Ora l’obiettivo, secondo l’esponente della Giunta Fedriga, è quindi l’ascolto: «La legge di tutela del friulano impone che vi sia una Conferenza regionale organizzata dal Consiglio del Friuli Venezia Giulia con la motivazione che sia un altro soggetto diverso dall’Esecutivo ad organizzare un evento di verifica su quanto abbiamo fatto nella prima parte del mandato, un’analisi di tutte le attività e le misure adottate. La ratio della Conferenza sta quindi nella logica del controllo: da una parte, c’è l’Esecutivo che compie le azioni e, dall’altra, l’Assemblea legislativa che monitora. Oggi ascoltiamo per capire quali azioni future potranno essere effettuate per migliorare e promuovere le lingue minoritarie, per comprendere cosa va migliorato e per darci una prospettiva volta a valorizzare tutte le lingue minoritarie».
Roberti ha poi rilevato la positività di queste Conferenze ravvicinate, l’altra settimana quella dedicata al tedesco e questa quella allo sloveno: «La pandemia ha fatto slittare gli incontri, ma questo permette meglio di cogliere i tratti comuni e di vicinanza delle lingue minoritarie, quali ad esempio l’educazione, la scuola la programmazione televisiva. Ci sono poi anche esperienze positive da condividere per promuovere l’utilizzo della lingua».
Durante l’evento, si è discusso del nuovo Piano regionale di politica linguistica 2021-2025 che fra le finalità prevede di favorire il ripristino della trasmissione intergenerazionale, di migliorare la qualità della competenza della lingua e l’aumento della stessa nell’uso sociale. Il Piano che ha un approccio trasparente, secondo Roberti, mostra un’impostazione diversa rispetto al passato: «Il documento illustra delle azioni puntuali con relative risorse da spendere nel quinquennio attraverso delle linee specifiche di indirizzo. Una caratteristica importante anche per il monitoraggio. Chiunque potrà verificare se quelle cifre sono state spese e quelle azioni compiute. E’ un approccio importante su cui l’Esecutivo si mette alla prova e rimarca la convinzione dell’Amministrazione regionale nel proseguire a valorizzare tutte le lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia».
Il Piano, che vale circa 22 milioni di euro sul quinquennio, per l’esponente della Giunta Fedriga ha un altro aspetto rilevante. «Il documento va a cavallo di più legislature e comprende un periodo più lungo della mera scadenza elettorale del 2023. E’ un segnale preciso perché a prescindere da chi governerà, non possiamo perdere il plurilinguismo che va preservato, ci caratterizza e garantisce la specialità».
La Conferenza ha rappresentato quindi un vero e proprio stato dell’arte, organizzata dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, e dalla Regione con il coinvolgimento di istituzioni, docenti ed esperti che si occupano a vario titolo dello sviluppo della “marilenghe”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, di Enrico Peterlunger, delegato dell’Università di Udine per la lingua friulana, di Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, moderati dal consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza Emanuele Zanon, si è dato il via al confronto attraverso una serie di interventi.
Fra questi, Salvatore Campo, direttore del Servizio lingue minoritarie, ha fornito alcuni spunti per una nuova strategia di sviluppo della lingua friulana, mentre Michele Gazzola, docente dell’Università dell’Ulster ha parlato del piano generale di politica linguistica per il friulano e Linda Picco, dello Sportello regionale per la “marilenghe”, ha esposto l’attuale situazione sociolinguistica rilevando come secondo una ricerca del 2014 siano 600 mila i friulanofoni: 420 mila parlano regolarmente il friulano e 180 mila in modo occasionale. Quanto alla comprensione della lingua, i dati indicano che è compresa da 9 persone su 10 in Friuli. Infine, per quanto concerne i giovani, se da un lato non esiste più l’idea della lingua carica di uno stigma sociale, una lingua considerata “dei vecchi”, dall’altro manca la carica ideologica ed emotiva presente nelle generazioni precedenti.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, il tavolo dei relatori alla Conferenza.

 

Trent’anni di cooperazione sociale: sono oltre 200 le realtà attive oggi in Fvg

L’8 novembre 1991, la Legge 381 dava riconoscimento al fenomeno della cooperazione sociale la cui origine aveva però origini più lontane: la prima esperienza di quel tipo nasceva, infatti, a Trieste per ispirazione di Franco Basaglia il 16 dicembre 1972. Oggi, le cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia aderenti alle tre centrali dell’Alleanza delle Cooperative Italiane sono 202: tra queste, 161 aderenti a Confcooperative-Federsolidarietà. Una crescita fondamentale: 15 anni fa, nel 2006, le cooperative sociali di questa associazione erano soltanto 117. Gli addetti sono passati da 4.600 a 7.600 (+66%) e i ricavi sono cresciuti di pari passo: nel 2006 erano 106 milioni di euro; nel 2019, sono stati 258 milioni, con 159 milioni di euro di salari riversati sul territorio, in figure professionali adeguate, favorendo la progressiva crescita delle qualifiche a tutto vantaggio dei cittadini.

Protagonisti del welfare -«La cooperazione sociale è il principale attore del welfare regionale. A esempio – spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg -, gli asili nido gestiti da cooperative ospitano oltre 2.000 bambini l’anno. Molto spesso, dietro un servizio pubblico c’è una cooperativa sociale la quale ci mette professionalità, risorse umane, investimenti. La cooperazione sociale, dunque – prosegue Fontana – ha maturato una notevole esperienza nella risposta ai bisogni delle persone fragili, con una crescita professionale anche degli operatori. Tant’è che, con la collaborazione degli atenei di Trieste e Udine, sono stati riqualificati circa 1.400 educatori che avevano già maturato almeno tre anni di esperienza. Con queste premesse, il ruolo della cooperazione, in futuro, sarà cruciale. Si dovrà organizzare il “welfare di nuova generazione” consolidando realtà già esistenti (asili, case di riposo, centri diurni) e sviluppando modelli innovativi di presa in carico degli anziani, nell’ambito della domiciliarietà e dell’abitare inclusivo. E questo in un contesto in cui il Terzo Settore subentrerà sempre di più in funzioni un tempo appannaggio del settore pubblico in senso stretto. In tal senso – è ancora l’opinione di Fontana -, esistono diversi strumenti che regolano il rapporto tra pubblico e privato sociale, accanto a quello “classico” dell’appalto: dal dialogo competitivo alla coprogettazione. Tutti danno un ritorno per quanto riguarda la qualità dei servizi grazie all’elevata professionalità che esprimono le cooperative. Gli strumenti, però, vanno attuati mantenendo saldi due aspetti: la qualità del servizio reso e la corretta remunerazione dello stesso», è la conclusione di Fontana.

La celebrazione a Roma  – Organizzato da Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali, domani 8 novembre, all’auditorium Ara Pacis di Roma, dalle ore 10.30 alle 13.30, si terrà un evento celebrativo in occasione del trentennale della legge 381 dal titolo: “Tre Otto Uno – Welfare di Nuova Generazione”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social di Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali.

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In copertina, il presidente di Federsolidarietà Fvg Luca Fontana.

 

Confartigianato-Imprese Udine elogia la formazione del Centro Bearzi

Confartigianato-Imprese Udine rinsalda simbolicamente il legame con il mondo della formazione regalando agli studenti del Centro professionale del Bearzi 50 tute da lavoro. Destinatari dell’omaggio, che è stato consegnato nel corso di una cerimonia a scuola, sono gli studenti del corso di meccanica industriale.


“E’ un modo per ringraziare il Bearzi per il prezioso lavoro che la scuola sta facendo a supporto dell’artigianato – ha detto nel consegnare le tute il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Questa realtà è tra le eccellenze della formazione professionale in regione e siamo felici di poter collaborare per il bene dei nostri giovani e delle nostre aziende”.
Realtà come il Bearzi si stanno più che mai oggi rivelando fondamentali nel mismatch tra domanda e offerta di lavoro, nell’offrire al mercato profili professionali che sono sempre più difficili da trovare. Tilatti ha quindi ringraziato anche i ragazzi, “per la scelta che hanno fatto e per l’investimento che le famiglie fanno sul loro futuro. Gli artigiani e le imprese del territorio hanno bisogno di collaboratori formati e specializzati”. Profili che da sempre il Bearzi contribuisce a formare. Da quest’anno, anche con un percorso in più, quello per conseguire il diploma di tecnico della saldatura, figura tra le più ricercate dalle aziende in questo momento.
“Il mondo della formazione – ha detto dal canto suo il direttore del Bearzi, don Lorenzo Teston, ringraziando Confartigianato per l’iniziativa – è al servizio del territorio per il bene dei giovani e siamo ben contenti di lavorare insieme con altre agenzie del territorio che condividono con noi da tempo gli stessi obiettivi”. Alla cerimonia, che segue quella recente al Civiform di Cividale, hanno preso parte oltre a Tilatti e al direttore dell’Istituto, don Teston, anche il coordinatore del Cnos-Fap Bearzi, Giulio Armano, il coordinatore del settore meccanico, Guerrino Castellani, e alcuni allievi in rappresentanza delle classi terze.

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In copertina e all’interno il presidente Tilatti alla consegna delle tute da lavoro al Centro Bearzi.