Coop Casarsa col Banco Alimentare per dare una mano alle famiglie bisognose

Sempre più famiglie in difficoltà, anche a causa della situazione economica determinata dall’emergenza Covid-19, chiedono aiuto: i soci Coop Casarsa, supportati dalla stessa cooperativa, hanno prontamente risposto, donando ancora una volta i proventi della raccolta punti, per un totale di 2 mila euro, all’iniziativa solidale a favore del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia. Inoltre, come ogni anno, sono stati messi a disposizione da parte di Coop Casarsa gli spazi dei propri punti vendita per i volontari del Banco che oggi, 27 novembre, proporranno la raccolta di cibo per i più bisognosi durante la Giornata nazionale della colletta alimentare (nei punti vendita di Casarsa della Delizia, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, Azzano Decimo, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo). La raccolta si svolgerà anche in maniera virtuale tramite delle gift-card la settimana successiva.
«La donazione dei soci Coop Casarsa – ha spiegato il presidente del Banco regionale, Paolo Olivo – è preziosa per l’acquisto di parte degli scatoloni necessari per la prossima Giornata nazionale della colletta alimentare. L’acquisto degli scatoloni è per noi molto oneroso quest’anno, in quanto il loro costo è aumentato del 40% e ci vede in difficoltà, dovendosi sommare a tutte le spese vive che la Colletta alimentare richiede per la sua organizzazione. Grazie quindi per questa donazione essenziale, che ci permetterà di far arrivare gli aiuti necessari a 317 strutture caritative del territorio che seguono circa 47 mila persone in grave deprivazione materiale».
«Siamo lieti – ha risposto il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – di aver ancora una volta potuto dare il nostro contributo a favore delle persone indigenti, confermando quindi la nostra attenzione al territorio che serviamo. Il grande cuore dei nostri oltre 16 mila soci continua a battere, ricco di solidarietà».

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In copertina e qui sopra la movimentazione delle merci a favore del Banco Alimentare Fvg.

Quell’ultimo incontro sul Tagliamento: Paroni ricorda a Nimis Nadia Orlando

(g.l.) Grazie al giornalista Daniele Paroni, sarà rievocata questa sera a Nimis una delle tragedie più dolorose che hanno colpito il Friuli negli ultimi anni: l’uccisione avvenuta quattro anni fa di Nadia Orlando, la giovane di Vidulis con tanta gioia e voglia di vivere, di farsi una famiglia, di guardare giustamente al suo futuro, fatto di serenità e certezze. Come già annunciato, il libro che ripercorre questa drammatica vicenda sarà presentato alle 20.30, nel salone delle ex scuole Elementari in via Matteotti, e rientra fra le numerose manifestazioni che in questi giorni punteggiano anche la nostra regione nell’ambito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che ricorreva proprio ieri, 25 novembre.

Daniele Paroni…

Parteciperanno alla serata Andrea Orlando e Antonella Zuccolo, genitori di Nadia, Mariella Zanier, mamma di Lisa Puzzoli (giovane mamma uccisa nel 2012 a Basiliano), Massimiliano Ortolan, vicequestore aggiunto dirigente della Squadra mobile di Udine, Teresa Dennetta, del Punto di ascolto anti-mobbing di Udine, e il consigliere regionale Edi Morandini. L’incontro è stato organizzato dall’amministrazione comunale di Nimis, tramite l’assessorato alla cultura retto da Serena Vizzutti, assieme alla Pro Loco e alla Biblioteca civica.
«A tutte le donne che non ce l’hanno fatta, a coloro che non hanno atteso il secondo schiaffo e a tutti gli uomini che hanno capito la grandezza delle donne», esordisce nel suo drammatico racconto, nel libro “Ultimo appuntamento sul Tagliamento”, il direttore di Telefriuli, dedicandolo appunto alla ventunenne del paese in riva al grande fiume, in Comune di Dignano, uccisa il 31 luglio del 2017 dall’ex fidanzato di Muzzana del Turgnano, paese della Bassa friulana a pochi chilometri da Latisana. Un anno fa, dopo essere stato condannato in appello a 30 anni di reclusione, Francesco Mazzega si è suicidato, portando con sé tanti interrogativi, quegli stessi che molti altri uomini non hanno sciolto dopo aver ucciso le loro compagne.
Come già riferito, il libro di Daniele Paroni – giornalista che recentemente aveva dedicato una bella puntata dello storico programma “Lo scrigno” alla vendemmia di Nimis – è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia proprio perché rievoca una delle vicende più dolorose che hanno turbato il nostro Friuli, lanciando un monito pressante: basta con questi efferati atti di violenza! Il femminicidio, che purtroppo continua a insanguinare l’Italia a ritmi vertiginosi, è una piaga terribile che deve scomparire. Per cui va combattuta con tutte le forze che abbiamo a disposizione. Anche quella rappresentata da un libro rievocativo come questo e che Nimis conoscerà appunto questa sera.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, Green pass obbligatorio.

… e il suo libro.

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In copertina, il volto sempre sorridente di Nadia Orlando la giovane di Vidulis uccisa nel 2017.

“El Cjargnel” e Sdrindule a Tolmezzo per aiutare tante famiglie in difficoltà

Ritorna domani “Risate e Solidarietà”, lo spettacolo contro le nuove povertà in Carnia i cui ricavati vengono interamente devoluti alle persone e alle famiglie bisognose della montagna friulana, grazie a questa iniziativa che raggiunge l’ottava edizione promossa dal Lions Club di Tolmezzo, in collaborazione con Rotary Club, il patrocinio del Comune di Tolmezzo ed il supporto di enti assistenziali del territorio: l’Ass 3 dell’Alto Friuli, la Caritas, la Croce Rossa e l’Associazione San Vincenzo. Un’iniziativa per cui l’Ente Regionale Teatrale ha sempre dimostrato grande attenzione con il sostegno alla promozione, uniti in un sensibile lavoro di squadra che ha permesso finora di raccogliere circa 35 mila euro, donati, sotto forma di beni primari e di prima necessità, a circa 400 famiglie di Carnia, Valcanale e Canal del Ferro.
Ospiti speciali domani 27 novembre, alle ore 20.45, al Teatro Candoni di Tolmezzo, l’irresistibile coppia comica che mancava insieme da tempo: Sdrindule e Romeo Patatti “El Cjargnel”, con gli accompagnamenti musicali di Arturo Ciotta, insieme per uno spettacolo speciale, esilarante e strappalacrime che vuole, con il sorriso, donare la speranza e invitare alla generosità. Sarà una serata di irrefrenabili risate, tra barzellette, sketches, momenti improvvisati, canzoni ed il coinvolgimento diretto, è il caso di dirlo, del pubblico.
I biglietti si possono acquistare al prezzo unico di dieci euro all’edicola “Il Fiammifero” in via Matteotti 2 e al “Punto di Nello” in via Grialba 7 a Tolmezzo, realtà commerciali anch’esse da sempre sensibili alla causa, oltre che il giorno dello spettacolo a partire dalle ore 19, e fino ad esaurimento posti, alla biglietteria del Teatro Candoni. Il tutto nel rispetto delle normative vigenti.

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In copertina, Sdrindule e Romeo Patatti l’irresistibile coppia protagonista domani a Tolmezzo per una serata di beneficenza.

Da Iacp ad Ater, da mezzo secolo a Pordenone garantisce una casa

Domani, 26 novembre, alle 12, nella sala Zuliani della Fiera di Pordenone, si terrà il convegno per i 50 anni dell’Ater Pordenone. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale. In questo mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle abitazioni. Dal 1971 ha infatti realizzato oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 51 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente ne gestisce 3.832.
All’evento interverranno il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, il rappresentante del Comune di Pordenone e il presidente nazionale di Federcasa Riccardo Novacco, accolti dal padrone di casa, il presidente dell’Ater Pordenone Giovanni Tassan Zanin.
“Un momento ufficiale – ha spiegato Tassan Zanin – che abbiamo voluto organizzare per raccontare come siamo nati, come ci siamo sviluppati e quali obiettivi abbiamo in futuro, sempre tenendo presente quanto il nostro ruolo sia fondamentale sul territorio, visto che garantisce alle persone un bene primario come la propria abitazione. C’è ancora l’abitudine a chiamarle, con una definizione ormai superata, case popolari: ma le nostre sono case di edilizia residenziale pubblica, sempre più attente ai bisogni di chi ci abita”.
“L’emergenza Covid-19 – ha aggiunto il direttore di Ater Pordenone, Lorenzo Puzzi – ha reso ancora più indispensabile il bene casa, luogo che ci ha anche preservati nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria e luogo, altresì, che ora ha un ruolo fondamentale pure nella ripartenza. Attualmente i nostri alloggi sono sempre più strutturati seguendo i criteri per l’efficienza energetica e il rispetto dell’ambiente. La giornata per il cinquantesimo anniversario sarà una preziosa occasione di riflessione sugli impegni che stiamo portando avanti e di cui dialogheremo con i nostri ospiti”.
E tra gli ospiti interverranno anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Franco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). A loro il gruppo organizzatore della giornata – guidato dallo stesso direttore Lorenzo Puzzi assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – ha affidato a inizio del convegno un momento per ricordare i primi passi dell’ente, compresa la particolarità storica dell’avvio in due riprese. Infatti, prima della legge regionale del 1971, ci fu una prima istituzione portata dalla delibera della giunta regionale a luglio 1970, che però fu bloccata alla fine di quell’anno dopo un ricorso dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Udine da cui Pordenone si staccò.

L’evento rispetterà le norme anti contagio e a esso si entrerà con il Green Pass. Accesso su invito e prenotazione: info 0434.23357 – ater50@ater.pn.it

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In copertina, da sinistra Tubaro, Bertolo, Tassan Zanin e Pielli.

 

Confcooperative Udine, oggi a Tolmezzo sotto la lente le nuove periferie

Prendere in mano il proprio futuro. È questa un’opportunità, moderna e flessibile, offerta dalle imprese di comunità ai piccoli borghi e alle periferie territoriali. Un tema ancora nuovo per il Friuli Venezia Giulia e che Confcooperative Udine, con il supporto della Camera di Commercio Pordenone-Udine e dell’Anci Fvg, vuole lanciare e rilanciare a Tolmezzo (nella sala consiliare) oggi, 25 novembre, a partire dalle ore 14.30, con un convegno (in presenza e videoconferenza), dal titolo: “Le nuove periferie. Dalle aree interne ai contesti urbani. Il ruolo della cooperazione e del terzo settore, tra innovazione sociale e generazione di nuove comunità”.

Ai saluti di rito e all’introduzione di Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine, faranno seguito gli interventi di Giovanni Teneggi (responsabile promozione delle imprese di comunità di Confcooperative) e Flaviano Zandonai (open innovation manager del Consorzio Gino Martelli di Milano) che presenteranno anche alcune best pratice, assieme a Massimo Moretuzzo della cooperativa agricola di comunità Friûl di Mieç. Le voci degli amministratori locali e di alcuni stakeholder si potranno ascoltare durante una tavola rotonda moderata dal giornalista Adriano Del Fabro, alla quale parteciperanno: Ermes De Crignis (presidente della Comunità di Montagna della Carnia), Ivan Buzzi (sindaco di Pontebba), Monica Cairoli (assessore all’ambiente del Comune di Pordenone), Stefania Marcoccio (presidente della cooperativa sociale Cramars, di Tolmezzo) e Sandra Odorico (della Caritas di Udine).

Le imprese di comunità sono uno strumento imprenditoriale con cui i cittadini (e gli enti locali di riferimento) possono diventare attori dei processi di sviluppo locale dei propri territori. Sono già più di 200 le realtà italiane operative nei piccoli borghi, nelle aree interne e, più recentemente, anche nelle città e nelle cinture peri-urbane, attive nella promozione di un modello di sviluppo locale che, unendo l’efficienza e l’intraprendenza imprenditoriale con la partecipazione e l’inclusione proprie del modello cooperativo e dell’impresa sociale, crea valore sul territorio, con il territorio per poi ridistribuirlo nelle comunità.
Già 13 Regioni sono intervenute per normare il settore (Puglia, Basilicata, Liguria, Abruzzo, Sicilia, Toscana, Lazio…), mentre in Friuli VG una proposta in tal senso è stata formalizzata all’Assemblea regionale e, al Senato, nel maggio scorso è stato incardinato il dibattito su uno specifico Ddl.

Per contatti e iscrizioni: Confcooperative Udine, tel. 0432 501775; udine@confcooperative.it

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In copertina, una bella panoramica di Tolmezzo capoluogo della Carnia.

 

Oggi taxi in sciopero con presidio a Udine. Ecco la posizione di Confartigianato

Stamattina, dalle 10.30 alle 12, il Consorzio dei taxi di Udine parteciperà allo sciopero nazionale con un raduno dei mezzi nel piazzale della Stazione. L’agitazione è stata proclamata a sostegno della richiesta di stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza e per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica affinché le competenze legislative in materia di Trasporto pubblico locale rimangano prerogativa delle singole Regioni e non siano mediate da regie sovranazionali che rischierebbero di ledere i diritti dei cittadini. I taxisti garantiranno, però, tutti i servizi dedicati ai cittadini vaccinandi, nonché ai portatori di disabilità e svantaggio sociale, come assicurano Sandro Modonutti (capocategoria provinciale di Confartigianato-Imprese Udine) e Massimiliano De Vit (presidente del Capu – consorzio tassisti). A tale riguardo, Confartigianato Udine ha diramato una nota con la posizione ufficiale della categoria. Eccone, pertanto, il testo integrale:

«Confartigianato Imprese e Casartigiani Trasporto Persone valutano il testo dell’art. 8 del DDL Concorrenza un duplicato della delega già in essere per la riforma del trasporto pubblico locale non di linea ed esprimono grande preoccupazione per assetti di mercato che potrebbero compromettere le prospettive di accesso al mercato degli operatori e alcuni dei principi cardine del nostro ordinamento anche in contrasto con la Costituzione, che riconosce e tutela il valore dell’artigianato e della cooperazione.
Una disinvolta apertura alle piattaforme che si basano sull’intermediazione del lavoro mina proprio le caratteristiche tipiche dell’esercizio autonomo e mutualisticamente organizzato delle attività di trasporto di persona non di linea, con il rischio di trasformare migliaia di imprese in “lavoratori subordinati”, vincolati ad un regime prossimo al caporalato. Tra l’altro non apportando per l’utente alcun miglioramento del servizio come già sperimentato in altre nazioni nelle quali si sta tornando all’assetto precedente. Deve essere marcata la differenza tra intermediazione e interconnessione, per evitare che si verifichi un vero e proprio attacco al lavoro che privilegi pericolosamente strumenti che lo intermediano anziché produrlo. Tutelare il lavoro non l’intermediazione del lavoro.
Ribadiamo che la libertà d’impresa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, non può recare danno alla sicurezza, alla liberta e alla dignità umana, come previsto dall’art. 41 della Costituzione, nell’ottica dell’interesse collettivo che nel nostro settore deve essere sempre garantita, in quanto servizio pubblico, e il provvedimento non può prescindere dalla difesa dell’artigianato e della cooperazione – settori tutelati dall’art. 45 della Costituzione.
Dobbiamo continuare a sostenere quanto contenuto nell’art. 117 della Costituzione sulle competenze specifiche delle Regioni in materia di Trasporto Pubblico Locale. Superare l’autonomia regionale contraddice e fa venir meno i principi della programmazione territoriale, della regolazione e del livello dei servizi, della garanzia di servizio pubblico che le Regioni in questi anni hanno assicurato.
Confartigianato Imprese e Casartigiani Trasporto Persone considerano che, in questo momento, l’adesione al fermo nazionale è una prematura forzatura che in questa fase – in considerazione del prevedibile iter parlamentare del provvedimento – rischia di compromettere la strada di una responsabile interlocuzione con le Istituzioni.
La collettività o le Istituzioni (Governo, Parlamento, Conferenza Unificata, Regioni, Comuni) devono essere portate a condividere, che la regolazione del nostro servizio – prevista nella normativa europea – va nell’interesse dei cittadini e dell’utenza. A questi noi ci rivolgiamo, perché comprendano che non si tratta di una battaglia di parte; scardinare un servizio pubblico come il nostro sottrae valore, competenze e risorse alla collettività perché si propone di scavalcare questi fattori senza rispettare precisi principi costituzionali solo in nome del profitto, del libero mercato e di squilibrata concorrenza.

Le categorie del trasporto persone, durante la pandemia, e per contrastarne gli effetti:
hanno svolto un essenziale ruolo di servizio pubblico riconosciuto dalle istituzioni locali e dai cittadini;
hanno prodotto ore di servizio senza corrispettivo, ha svolto la propria attività in condizioni difficili con dignità e spirito collaborativo;
hanno visto la loro operatività ridotta a causa degli indici di carico, associata ad una mobilità fortemente ridotta;
Per tutto ciò ci attendevamo attenzione; non farlo o peggio essere inseriti nel DDL concorrenza non è una risposta degna dello spirito di sacrificio e del senso di responsabilità sociale dimostrati dagli operatori.
Per questi motivi e nell’interesse generale della collettività e delle imprese, Confartigianato Imprese e Casartigiani Trasporto Persone:
proclamano lo stato di agitazione degli associati;
chiedono lo stralcio dell’art. 8 del DDL Concorrenza e l’apertura immediata di un tavolo di confronto con Parlamento e Governo per riattivare quel processo di riforme previsto con l’approvazione della legge 12/2019, mai portato a termine;
non prenderanno parte alla manifestazione nazionale del 24 p.v. per le motivazioni in premessa;
attendono che la richiesta di incontro al Governo, formulata per le vie brevi, sia accolta per rispetto del contributo che le categorie hanno dato durante la pandemia come segno di comprensione delle difficoltà ancora oggi sostenute;
si riservano – in futuro e in ragione del prosieguo della vertenza – di mettere in campo eventuali ulteriori iniziative di rivendicazione e lasciano liberi gli associati sul territorio, in merito al comportamento da tenere, il 24 p.v.;
organizzano, per il giorno 24 alle ore 11.00, in videoconferenza, le proprie assemblee nazionale degli iscritti, invitando rappresentanti delle Istituzioni e alle quali parteciperanno i rispettivi gruppi dirigenti nazionali di categoria».

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In copertina, Sandro Modonutti (capocategoria provinciale di Confartigianato-Imprese Udine).

 

Panchine rosse a Codroipo e Talmassons per dire no alla violenza contro le donne

(s.b.) Giovedì 25, Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, a Codroipo e Talmassons verranno inaugurate le “panchine rosse”, dipinte dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Codroipo durante il laboratorio scolastico “Parità di genere” e di “Estate Ragazzi” di Talmassons in collaborazione con la Scuola Territoriale per la salute e l’Asp Daniele Moro. L’appuntamento sarà alle 15 in piazza Dante a Codroipo e alle 16 a Talmassons in via Tomadini, fronte Municipio.

I Municipi di Codroipo e Talmassons.

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In copertina, una delle “panchine rosse” che saranno inaugurate giovedì a Codroipo e a Talmassons.

Confesercenti Fvg, sotto la lente con Bini i distretti del commercio

La dirigenza di Confesercenti Fvg, recentemente riconfermata per altri quattro anni, ha incontrato l’assessore regionale alle attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, che ha avuto così modo di complimentarsi per il rinnovo delle cariche: «Auguro buon lavoro al rinnovato presidente Mario Marini e al suo vice Marco Zoratti – ha fatto sapere l’assessore -. L’amministrazione regionale, fin dal suo insediamento, ha impostato un proficuo metodo di lavoro basato sul confronto con tutte le associazioni di categoria, che ha consentito anche di assumere importanti provvedimenti in favore del mondo economico e produttivo anche durante la fase emergenziale. Lavoro di squadra che sta dando i suoi frutti e che ci vede convinti nel proseguire su questa strada; rinnovo quindi la disponibilità a proseguire il confronto ed accolgo con piacere proposte e progetti che potranno essere valutati e condivisi».

Si è trattato di un appuntamento cordiale, al quale ha partecipato anche Marzia Arzon, presidente di FederAgit Fvg, e durante il quale si è discusso di come poter consolidare il rapporto di collaborazione fra l’Assessorato e la Confesercenti regionale, a partire proprio dai bandi presentati nei giorni scorsi: «Spesso la difficoltà delle aziende – ha spiegato Marini – sta proprio nel cogliere appieno le opportunità offerte dai bandi. Per questo l’incontro è stato anche l’occasione per ribadire la nostra disponibilità a renderli più accessibili e facilmente consultabili da parte delle imprese interessate».

Si è discusso anche di distretti del commercio: «Considerato l’alto livello di professionalità maturata in questo campo da Confesercenti nazionale, ci siamo messi a disposizione per la realizzazione dei distretti – ha concluso il presidente regionale dell’associazione di categoria -. Attraverso Confesercenti Fvg, che sta registrando una costante implementazione del numero dei suoi iscritti, la Regione potrà avere un interlocutore capace di favorire il dialogo con il comparto delle microimprese del territorio. Si tratta di una sfida per il futuro che offre importanti opportunità, e alla quale siamo certi di poter dare il nostro contributo».

Zoratti, Bini, Marini e Arzon.

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In copertina, il riconfermato presidente di Confesercenti Fvg Mario Marini.

Fiera del Lavoro, grande successo a Udine. Farinetti ai giovani: viaggiate!

Ben 2.600 colloqui in presenza al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e 470 colloqui online: la Fiera del Lavoro Fvg organizzata da Alig (Associazione dei Laureati in Ingegneria gestionale) si conferma l’evento di riferimento per far incontrare domanda e offerta occupazionale, l’unico che ha unito modalità online e in presenza. Protagonisti i laureati in qualsiasi disciplina che hanno potuto incontrare, dal vivo o digitalmente, le oltre 70 aziende partecipanti, pronte ad offrire oltre 400 posti di lavoro nelle aree di competenza più diverse: ingegneria, informatica, economia, discipline scientifiche, ma anche aree umanistiche e giuridiche. «Abbiamo deciso di mantenere anche la modalità online – spiega il presidente di Alig, Marco Sartor – sia per venire incontro alle preferenze di alcune imprese sia perché la maggiore riservatezza garantita dal colloquio online è apprezzata da candidati con profili più senior: tra le aziende partecipanti, infatti, c’è chi ha scelto l’opzione online, chi ha scelto la fiera in presenza e chi entrambe le modalità».

I relatori al Giovanni da Udine.

A termine dei colloqui, c’è stato l’atteso momento di partecipazione e confronto per conoscere gli scenari d’impresa e il mondo de lavoro attraverso le testimonianze di alcuni protagonisti. «Sono molto orgoglioso della Fiera del Lavoro – ha commentato il rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton -, i ragazzi si mettono in gioco con le aziende che a loro volta si mettono a disposizione per dialogare in un contesto diverso, più aperto e stimolante: abbiamo estremo bisogno di interazione e condivisione dopo tutto quello che abbiamo vissuto».
«È bello vedere il teatro pieno di imprenditori e di tanti giovani – ha sottolineato l’assessore alle attività produttive del Comune di Udine, Maurizio Franz –, questo evento è davvero una grande opportunità di crescita, di lavoro e anche di rinnovata socialità».
Sul palco, il direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier, ha intervistato e premiato come ingegnere dell’anno Maria Stella Guglielmin, laureata in Ingegneria gestionale all’Università di Udine: dal 2000 lavora per il Gruppo Electrolux per cui oggi è senior purchasing executive (responsabile acquisti), a capo di un team di 10 manager nel mondo.

Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, ha quindi tenuto una “lectio magistralis”: a partire dal suo libro “Never Quiet, La mia storia (autorizzata malvolentieri)”, Farinetti ha parlato di spirito imprenditoriale, di immaginazione, di formazione e di fiducia, parola che ha ripetuto spesso come «valore fondamentale per poter crescere ed evolvere». Ha parlato di formazione, sottolineando come «l’iperspecializzazione sia un errore: se le strutture aziendali sono governate solo da iper specialisti, nascono conflitti e scarsità di fiducia. Fondamentale è invece avere competenze olistiche, che uniscano la tecnica alla cultura umanistica, proprio come ha insegnato Leonardo da Vinci». Farinetti ha poi spinto i giovani a viaggiare: «Chi, come noi, ha avuto l’enorme fortuna di nascere nel più bel Paese del mondo, deve andare all’estero e allontanarsene per comprendere appieno tutto quello che abbiamo e poi tornare per sfruttare quell’enorme potenziale. È un viaggio fatto di partenza, presa di coscienza, tornanza e restanza».

Il talk show moderato dal vicedirettore del TG5, Giuseppe De Filippi, ha ospitato quattro testimonianze per parlare di resilienza nello sport e nel mondo aziendale, con Marina Collautti di Generali, Alessia Rampino di Coram, Francesco Orlando di Fairplay e Antonio Fantin, nuotatore paralimpico. La consueta intervista condotta dagli studenti ha portato infine sul palco Rudy Zerbi, critico musicale, produttore discografico, conduttore radiofonico e televisivo.

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In copertina, Oscar Farinetti durante la sua “lectio magistralis”.

 

Diffondere il friulano con la musica: le proposte del Dj Tubet per la “marilenghe”

di Mariarosa Rigotti

«Sostenere la musica in “marilenghe” che è un buon mezzo di diffusione del friulano soprattutto tra le giovani generazioni» e «creare nuove opere musicali in friulano». Sono soltanto alcune delle idee del ricco contributo che il Dj Tubet ha inviato in occasione della terza Conferenza regionale di verifica e proposta per la lingua friulana, la “Conference regionâl su la lenghe furlane” svoltasi all’auditorium Antonio Comelli nella sede della Regione Fvg a Udine. Nell’occasione – come è noto -, era stato presentato il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-2025, assieme alle strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, amministrazione pubblica, istruzione, nuove tecnologie, massmedia e promozione sociale. Un appuntamento che si rifà alla legge regionale 29/ 2007 (norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana).
Come si ricorderà, la Conferenza – che era stata convocata dal presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin – aveva il compito di valutare le attività di tutela e promozione svolte negli ultimi cinque anni e, appunto, proporre nuove azioni utili allo sviluppo della lingua friulana. Ad organizzarla l’Arlef – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e la Segreteria generale del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia. Così, tra i contributi arrivati nell’occasione, va segnalato, appunto, quello che riguarda la musica. A farsene promotore proprio il rapper di Nimis che ha inviato una proposta significativa per questo settore. Mentre a dare voce e illustrare le idee di Mauro Tubetti, nel corso dell’incontro, è stato il dottor Marco Torresin dell’Arlef.
Nella fattispecie, il cantautore friulano ha posto l’attenzione sul settore dei massmedia e della promozione sociale. Va ricordato che il Dj Tubet, da oltre vent’anni, utilizza la lingua friulana nelle sue composizioni e, appunto, il suggerimento che dà è quello di «sostenere la musica in “marilenghe” essendo un buon mezzo di diffusione del friulano soprattutto tra le giovani generazioni». Inoltre, l’artista propone «la possibilità di attuare una serie di sostegni volti a incoraggiare il sistema musicale friulano che, negli ultimi decenni, ha subito un forte calo sia per la riduzione evidente di parlanti la lingua friulana sia per la scarsità di presenza della musica in lingua madre nelle grosse manifestazioni, nei concorsi, nei festival e nelle programmazioni radiofoniche e televisive».
«Sarebbe auspicabile – questo secondo Tubet – sostenere in primo luogo, con degli incentivi, le manifestazioni pubbliche che scelgono di inserire nel proprio calendario degli spettacoli musicali in lingua friulana. Anche gli istituti scolastici potrebbero essere toccati da un provvedimento simile nel caso fossero interessati a offrire ai loro alunni degli spettacoli musicali a valenza didattica in friulano».
Ma non è finita qui. Il rapper di Nimis ha suggerito pure una serie di interventi, realizzabili, a sostegno del comparto musicale. Così, le attività utili alla diffusione della lingua friulana proprio tramite la musica, Dj Tubet suggerisce: «Ipotizzare una serie di aiuti regionali volti a sostenere: la creazione di nuove opere musicali in friulano; videoclip musicali in friulano: opere attualmente non implementate in nessuna legge regionale che ne preveda lo sviluppo; diffusione della musica friulana nei massmedia con programmi di rotazione musicale e approfondimento». E sarebbero da sostenere anche «i giovani che scelgono di fare una tesi di ricerca sulla musica friulana; i produttori discografici regionali che intendono realizzare dischi in friulano; gli organizzatori di concerti che intendono realizzare tour di concerti per gli spettacoli che possano far conoscere il friulano anche fuori dai confini regionali».
Un contributo significativo, dunque, quello dell’artista friulano, arrivato per questa Conferenza che, ricordiamo, aveva alle spalle una cabina di regia (presieduta dal consigliere regionale Emanuele Zanon, su mandato dell’ufficio di presidenza) che ha seguito le fasi di ideazione e coordinamento necessarie per realizzare la Conferenza stessa. Da ricordare che la “cabina” era composta da: Consiglio regionale, Arlef, Assessorato regionale alle autonomie locali, Assemblea di comunità linguistica friulana, Università di Udine, Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, Direzione centrale lavoro e Servizio istruzione, Ufficio scolastico regionale.

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In copertina, Mauro Tubetti, in arte Dj Tubet, il famoso rapper di Nimis.