Ritmica, a Cuneo le farfalle dell’Asu volano e non deludono le aspettative

Volano alte le farfalle dell’Associazione Sportiva Udinese che nella prima prova del massimo campionato di serie si sono guadagnate un bellissimo quarto posto nella classifica generale, con 108.700 punti, piazzandosi dietro Raffaello Motto Viareggio (115.950), Fabriano (114.450), San Giorgio 79 Desio (113.950). In pedana al palazzetto dello sport di Cuneo sono scese Tara Dragaš al cerchio, Isabelle Tavano alla palla – entrambe jr -, Elena Perissinotto alle clavette – al suo debutto in A1 e al primo anno come senior – e Alexandra Agiurgiuculese al nastro, l’aviere dell’Aeronautica Militare tesserata Asu che si allena al centro Federale di Desio.


«Dalle prove fatte in pedana speravo che le ragazze andassero ancora meglio – ha sottolineato Spela Dragaš che allena la squadra bianconera assieme a Magda Pigano e Carlotta Longo, con il supporto della coreografa Laura Miotti -. Tara e Isabelle, in particolare, avevano svolto il loro esercizio senza alcuna sbavatura. In campo gara, però, entrambe hanno perso l’attrezzo a esercizio praticamente finito. É stato un vero peccato».
La piccola Dragaš ha però fatto sognare il pubblico di La7.it dove è stato possibile vedere tutta la competizione: «Nonostante il grave errore – ha precisato l’allenatrice – sono felice che Tara abbia ottenuto il secondo migliore punteggio (30.650) al cerchio dietro la russa Dariia Sergaeva che l’ha superata di un soffio (30.950) ma, soprattutto, che si sia piazzata davanti a campionesse senior di categoria come Pridannikova, Tagliabue e Bardaro, nonché davanti alla campionessa junior Alice Taglietti. Questo significa che il suo programma rende bene e che abbiamo ancora molto da aspettarci».
Anche Tavano con la sua eleganza ha tenuto incollati i telespettatori, peccato per qualche errore dovuto, con ogni probabilità, all’emozione: «Isabelle dal canto suo, con punti 25.800, continua a dimostrarsi una delle più promettenti atlete dell’Asu. Ha fatto un grande lavoro con le difficoltà e le musiche nuove, quindi è più che promossa».
Ma la vera scoperta che ha fatto entusiasmare il palazzetto è stata Perissinotto che, concentrata e determinata, ha eseguito un ottimo esercizio: «La più grande e piacevole sorpresa è stata però la nostra debuttante in serie A1, Elena Perissinotto, che con 27.800 ha ottenuto grandissimo secondo punteggio fra le clavette (prima di lei solo Chiara Puosi con 28.450). Sono orgogliosa di lei, per quanto è riuscita a fare all’evento più importante, concentrandosi e facendo vedere alla giuria e al pubblico il meglio di sé». Agiurgiuculese, con un nuovo esercizio al nastro, ha compiuto diversi errori che le hanno fatto raggiungere un punteggio di 24.450.
Quella in Piemonte era però solo la prima prova per le farfalle bianconere, seguiranno infatti Bari (5 e 6 marzo), Napoli (26 e 27 marzo) e Torino (30 aprile e 1° maggio). Ora la squadra bianconera deve tornare al lavoro: «Nelle prossime settimane dobbiamo ancora lavorare sulla sicurezza, affinché le ragazze possano portare in gara le stesse esecuzioni che sono capaci di fare in allenamento», ha chiuso Dragaš.
Entusiasta anche il commento di Nicola Di Benedetto, il direttore generale dell’Asu, presente in campo gara a Cuneo: «Sono davvero felice per le prove delle ragazze. Peccato per gli errori commessi da Isabelle, che l’hanno inevitabilmente penalizzata nel punteggio, ma al di là di questo, ha dimostrato una diversa maturità nella gestione della pedana, è cresciuta molto dallo scorso anno. Tara ha fatto vedere a tutti quello che noi già sapevamo. Elena ha fatto una gara magnifica, i suoi grandi sacrifici sono stati ripagati, pensare che era la sua prima volta in A1 è stato emozionante».

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In copertina, da sinistra Spela Dragaš, Isabelle Tavano, Elena Perissinotto, Tara Dragaš e Carlotta Longo; all’interno, Tavano, Perissinotto e Dragaš.

Don Bernardis (nato a Nimis nel 1929) lascia la parrocchia udinese a 92 anni

di Giuseppe Longo

A Nimis sicuramente pochi lo conoscono, se non le persone di una certa età, in quanto la sua lunga vita sacerdotale l’ha fatta per larghissima parte a Udine. È don Luigino Bernardis, classe 1929, che a 92 anni si è arreso alle leggi dell’anagrafe e ha deciso di lasciare la sua parrocchia, ritirandosi in “pensione” nella Casa della Fraternità sacerdotale in viale Ungheria. E proprio nella città capoluogo don Luigino era alla guida della moderna Chiesa della Madonna di Fatima, in via Colugna, da oltre 55 anni. Vi era infatti giunto, da Madrisio, nel 1966. Tre anno dopo, riusci a portare a conclusione i lavori per la costruzione della nuova Chiesa, la cui prima pietra era stata posata nel 1964. E da allora è rimasto sempre nel popoloso quartiere cresciuto in fretta alle spalle dell’ospedale. Domenica scorsa – come hanno riferito le cronache cittadine – una grande festa per lui, presente con i tantissimi parrocchiani che l’hanno amato e stimato l’arciprete della Cattedrale monsignor Luciano Nobile – che l’anno scorso era stato proprio a Nimis ad amministrare le Cresime -, il quale ha letto un caloroso messaggio di ringraziamento e di augurio dell’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato.
Come detto, don Luigino Bernardis è nato a Nimis 92 anni fa ed è ormai l’ultimo sacerdote vivente fra i numerosi che il paese pedemontano ha dato alla Chiesa, fra i quali anche il cardinale Ildebrando Antoniutti. Formatosi alla scuola di monsignor Beniamino Alessio, è stato ordinato prete nel 1954 vivendo quindi i primi impegni pastorali quale vicario parrocchiale a Buja, Vernassino di San Pietro a Natisone e appunto nella frazione di Fagagna. A Nimis, almeno per quanto riguarda le celebrazioni religiose, ultimamente saliva molto di rado, ma ha sempre cercato di non mancare alla messa solenne dell’8 settembre nel Santuario della Madonna delle Pianelle, sentendo sempre forte il richiamo della tradizione.
Ritiratosi don Bernardis, a Udine ora resta attivo soltanto un altro sacerdote originario di Nimis, don Carlo Gervasi, alla guida ormai da molti anni della vicina parrocchia di San Marco, in Chiavris.

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In copertina, don Luigino Bernardis, oggi novantaduenne; all’interno,  la sua Chiesa di Via Colugna, a Udine, dedicata alla Madonna di Fatima.

 

 

Gli indumenti usati per “Ridoprin Lab” a Fiume Veneto fino al 27 febbraio

Iniziativa di responsabilità sociale d’impresa a favore del “Ridoprin Lab” di Torre di Pordenone, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpόs, al centro commerciale Gran Fiume di Fiume Veneto. Fino al 27 febbraio sarà possibile donare indumenti usati a favore di questo laboratorio che mira al reinserimento occupazionale di donne fragili e nel contempo si occupa di recupero di tessuti e oggetti.
Il centro commerciale Gran Fiume, con l’iniziativa “Ogni abito diventa buono” propone ai suoi visitatori di donare vecchi abiti che non si usano più per sostenere il nuovo progetto della cooperativa sociale Karpόs di Porcia, guidata da Paola Marano. Chi aderisce all’iniziativa verrà premiato con dei buoni spesa di cui si può usufruire nei negozi del centro aderenti all’operazione. Fino a 2 chili di abiti usati consegnati (puliti e in buone condizioni) danno diritto ad un buono sconto del valore di 5 euro. Dai 2 ai 5 chili il buono raddoppia. Nella galleria commerciale è stato allestito un banchetto ben visibile per la raccolta degli indumenti che verranno poi rigenerati da “Ridoprin Lab”, aiutando con il lavoro donne in difficoltà.
«Con il nostro nuovo laboratorio stiamo cercando di creare opportunità lavorative per le fasce deboli – ha affermato Paola Marano – rappresentate in primis dal target femminile, oltre a realizzare un luogo capace di coniugare economia circolare e solidale attraverso attività di ri-produzione tessile, formazione e culturali. Ringraziamo Gran Fiume per l’attenzione nei nostri confronti e per aver voluto sostenere questo progetto in cui crediamo molto anche perchè dedicato alle donne».

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In copertina, oggetti realizzati da “Ridoprin Lab” e qui sopra alcune sue attrezzature.

 

Carigo, una doppia vittoria goriziana a “Conoscere La Borsa” per le scuole

A vincere l’edizione 2021 del Concorso “Conoscere La Borsa” a livello nazionale – cui le scuole isontine partecipano grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia – sono state, per la prima volta nella storia della competizione, due squadre goriziane: l’una classificatasi al primo posto per valore del deposito finale – classifica principale del concorso -, l’altra prima quanto a sostenibilità degli investimenti realizzati. Entrambe le squadre sono composte ciascuna da quattro studentesse della classe terza – sezione turismo dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Ziga Zois”, con lingua d’insegnamento slovena di Gorizia.

Ecco la squadra vincitrice.

Capire l’economia nei suoi aspetti più concreti, sviluppare abilità economiche di base e approfondire la conoscenza dei mercati finanziari internazionali, utilizzando la metodologia del learning by doing: sono questi gli obiettivi di “Conoscere la Borsa”, che consiste nell’investire 50 mila euro virtuali, sulla base delle quotazioni delle piazze borsistiche reali. Promosso, fin dai primi anni Ottanta, dalle Casse di Risparmio e dalle Fondazioni di tutta Europa, è un concorso online destinato a studenti delle scuole superiori e a studenti universitari. L’obiettivo è accrescere il valore del loro deposito attraverso la compravendita di titoli, con un’attenzione particolare agli investimenti sostenibili.
Catherine De Lorenzo, Kristina Filipov, Giada Perabò, Lina Vogric sono i nomi delle componenti del gruppo che ha ottenuto il capitale più elevato tra quelli delle squadre italiane partecipanti: oltre 56.800 euro.
Aneja Gregorcic, Martina Paronit, Gioia Rozic e Kaja Sinigoj si sono invece distinte e imposte su tutti gli altri partecipanti grazie a scelte d’investimento improntate alla sostenibilità, raggiungendo così il più alto ricavo mediante la negoziazione di titoli, appunto, “sostenibili”. Entrambe le squadre sono state coordinate dalla professoressa Sara Bresciani.
Al Concorso hanno aderito quattro Istituti secondari di secondo grado del territorio isontino: Isis “Galilei – Fermi – Pacassi” di Gorizia, Isis “Cankar – Zois – Vega” di Gorizia, Isis “Cossar – Da Vinci” di Gorizia e Isis “Brignoli Einaudi Marconi” di Staranzano, per un totale di 168 studenti.

«Questa vittoria ci riempie d’orgoglio e di soddisfazione», commenta il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, cavalier Alberto Bergamin -. Per Gorizia e per il suo territorio il primo posto a livello nazionale raggiunto da questi ragazzi è un’iniezione di fiducia e conferma ancora una volta quanto sia importante investire sui giovani per contribuire alla crescita della comunità. L’augurio – conclude Bergamin – è che i ragazzi partecipanti facciano tesoro di questa esperienza e che le competenze sviluppate grazie al Concorso possano essere utili per il loro futuro, sia per il prosieguo dei loro studi sia in vista di un futuro ingresso nel mondo del lavoro».
«Questo risultato – spiega poi il direttore generale della Fondazione Carigo, Rossella Digiusto – premia l’impegno dei ragazzi, dei docenti che li hanno seguiti e la costanza della nostra Fondazione, che da oltre quindici anni sostiene con continuità questo importante progetto di educazione finanziaria, consentendo così alle scuole locali di parteciparvi. La cultura finanziaria rappresenta un tassello importante per la crescita dei ragazzi e la sua diffusione è proprio uno degli obiettivi che la Fondazione si pone nella sua azione a favore delle giovani generazioni», spiega ancora la dottoressa Digiusto. «Su questo tema – aggiunge – abbiamo infatti promosso negli anni diverse iniziative, coinvolgendo professionisti e docenti esperti in tema finanziario, per offrire agli studenti ulteriori occasioni formative che uniscano l’insegnamento teorico alla pratica. Ora questo risultato ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta».

Alberto Bergamin

«In futuro, forse, saremo “stelle” della borsa», affermano le studentesse che hanno ottenuto il primo posto nella classifica principale. «Dopo due anni di partecipazione al concorso, cui abbiamo potuto partecipare grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, finalmente e nonostante le difficoltà del periodo pandemico, siamo riuscite a raggiungere il primo posto nella classifica nazionale. La nostra squadra è composta da due ragazze del Goriziano, una del Cividalese e una della vicina Slovenia: Catherine, Giada, Kristina e Lina. L’obiettivo di quest’anno era vincere. Con il continuo incoraggiamento e sostegno della professoressa Bresciani abbiamo iniziato partendo con gli acquisti delle aziende a noi già note, tramite il lancio di nuovi prodotti sul mercato internazionale. Ciò ci ha portato alla vittoria».
Grande soddisfazione anche da parte della dirigente, Mara Petaros: «La nostra scuola partecipa da diversi anni al concorso, e a questa edizione hanno aderito tutte le 15 classi. Avevamo già ottenuto dei buoni risultati a livello provinciale, ma il primo posto al concorso nazionale in entrambe le classifiche è per noi una novità ed una bellissima soddisfazione! Ciò conferma che i percorsi formativi di educazione finanziaria che da anni portiamo avanti stanno dando i primi frutti».

“Conoscere la Borsa” è organizzata dall’European Savings and Retail Banking Group; in Italia è promossa da Acri – Associazione delle Fondazioni di Origine Bancaria – ed è sostenuta da 12 Fondazioni associate, tra cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

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In copertina, la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.

 

La giovanissima squadra di ritmica dell’Asu pronta per la pedana di A1

È iniziato il conto alla rovescia: domani 19 febbraio prenderà il via il campionato nazionale di serie A di ginnastica ritmica. L’Associazione Sportiva Udinese, che dal 2015 gareggia nel massimo torneo italiano, scenderà in pedana al palazzetto dello sport di Cuneo con una squadra fra le più giovani e soprattutto con due new entry, al loro debutto in A1: Elena Perissinotto, classe 2006, anche al primo anno senior, e Isabel Rocco, junior del 2008. Con loro ci saranno le “veterane” Tara Dragaš (del 2007, militante in serie A dal 2017) e Isabelle Tavano (sempre del 2007, in serie A dal 2020). Entrambe ancora junior, fanno parte della rosa di nomi di individualiste, quattro in totale, fra le quali sarà indicata la ginnasta che rappresenterà l’Italia agli Europei junior, in programma a giugno in Israele. In Piemonte ci sarà anche Alexandra Agiurgiuculese, l’aviere dell’Aeronautica militare tesserata con la società bianconera.

OBIETTIVO FINAL SIX – «Le ragazze, nonostante parecchie quarantene a gennaio, sono in forma – ha fatto sapere Spela Dragaš che allena la squadra friulana con Magda Pigano, Carlotta Longo e il supporto della coreografa Laura Miotti -. Lo hanno dimostrato nell’allenamento a porte aperte che lo scorso sabato si è tenuto a Desio. Detto questo, però, è bene ricordare che la gara è altra cosa, ha un impatto emotivo diverso sulle atlete. Le ragazze sono giovanissime, può quindi succedere di tutto, soprattutto perché sarà la prima prova fatta con il nuovo codice. Tutte le nostre atlete presenteranno composizioni, musiche e difficoltà nuove e mai portate prima. Ritengo quindi che gli errori non mancheranno da parte di nessuna. In ogni caso, il nostro obiettivo resta sempre la qualificazione per la finalissima, la Final six», a cui accederanno, per la definizione della classifica finale, solo le prime sei classificate nelle precedenti tappe. Dopo la prima prova di Cuneo seguiranno infatti Bari (5 e 6 marzo), Napoli (26 e 27 marzo) e Torino (30 aprile e 1° maggio).

LA SOCIETÁ – «Da parte della società – ha sottolineato Nicola Di Benedetto, il direttore generale dell’Asu, che sarà presente in campo gara – c’è la massima fiducia non solo nelle ragazze, che nonostante la giovane età hanno sempre dimostrato di che stoffa sono fatte, ma anche in tutto il corpo tecnico. Un team dall’altissimo livello di professionalità e che, proprio per questo, abbiamo sempre supportato nelle scelte tecnico-strategiche compiute nel corso di molti anni di attività e ottimi risultati».

GLI ATTREZZI – La formazione della prima prova, con indosso le divise dello sponsor tecnico Erreà, salvo imprevisti, vedrà Tara Dragaš al cerchio, Isabelle Tavano alla palla, Elena Perissinotto alle clavette e Alexandra Agiurgiuculese al nastro; Isabel Rocco, riserva. Nelle successive prove, a completare la formazione dell’Asu, ci sarà anche il prestito straniero: Irina Annenkova, 22enne russa vincitrice delle Olimpiadi giovanili e campionessa europea junior con la palla e il nastro, nel 2014. Sempre lei, nel 2021, alla Coppa del mondo a Club, in Romania, ha vinto l’argento nel cerchio e nelle clavette. Nella Coppa di Russia, a dicembre, si è aggiudicata il bronzo.

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In copertina, da sinistra Spela Dragaš , Isabel Rocco, Isabelle Tavano, Elena Perissinotto, Tara Dragaš e Magda Pigano.

Demenza e Alzheimer, Loredana Civita insegna ai “caregiver” a battere la noia

Un nuovo appuntamento a CasaViola – la struttura che l’Associazione de Banfield ha ideato a Trieste per affiancare e sostenere i familiari di persone con demenza, decadimento cognitivo e Alzheimer – con la conferenza mensile di Obiettivo Salute. In programma oggi, 17 febbraio, alle ore 17.30, c’è infatti l’incontro con Loredana Civita, animatrice nelle case di riposo e alla Dementia Friendly Community di Muggia.
Nel complicato compito di assistenza alla persona con disturbo neurocognitivo, una delle difficoltà più grandi con cui i parenti e gli assistenti familiari si scontrano riguarda le attività da svolgere insieme, cosa fare o cosa proporre per combattere la noia. Partendo, quindi, dalla più tipica delle domande in questo caso, “Che si fa oggi?”, che, non a caso, fa da titolo all’incontro, Loredana Civita illustrerà alcune delle attività più indicate da proporre alla persona di cui ci si prende cura.
Vedremo cosa è più opportuno scegliere tenendo conto delle sue capacità cognitive e facendo in modo di stimolare le cosiddette competenze residue, vale a dire, quelle che la persona è ancora in grado di gestire in autonomia e che vanno stimolate affinché si preservino per il maggior tempo possibile, promuovendo un senso di indipendenza e utilità personale. Proporre delle routine giornaliere, suggerire attività stimolanti, piacevoli e mai frustranti, è un ottimo modo, non solo per combattere la noia e per far trascorrere il tempo più velocemente impiegandolo in maniera proficua, ma rappresenta anche un valido antidoto contro l’insorgenza di sintomi comportamentali, quali irritabilità, comportamento oppositivo, irrequietezza psicomotoria.
Questo incontro sarà un’occasione per scambiare, in modo informale e partecipativo, consigli e idee sulle attività da svolgere in gruppo o in coppia per promuovere una convivenza felice con la persona con disturbo neurocognitivo. È possibile partecipare all’incontro sia in presenza, nella sede di via Fabio Filzi 21/1 (accesso consentito con green pass), che su Zoom, attraverso la piattaforma digitale www.caregiveracademy.it. Per partecipare in presenza è necessaria la prenotazione, telefonando allo 040.362766(2) o scrivendo a casaviola@debanfield.it

 

Dolore a Torlano per l’addio a Manuel: ora mancherà a tutti il suo sorriso

(g.l.) È troppo presto per morire a 49 anni, nel momento più bello della vita. E il vuoto lasciato da colui che se ne va così prematuramente è tanto più grave e incolmabile, quanto più piccola è la comunità che lo piange. Ed è proprio quello che accade a Torlano, la frazione di Nimis che questo pomeriggio, alle 15.30, si raccoglierà per dare l’ultimo, doloroso saluto a Manuel Petrossi, il perito metalmeccanico ucciso, come hanno riferito le cronache, dopo oltre un mese di grandi sofferenze, da quel virus tremendo che in questi due anni ha sconvolto il mondo. Mezz’ora prima della messa d’addio, nella parrocchiale dedicata a Sant’Antonio da Padova sarà recitato il Rosario in suo suffragio.
La prematura scomparsa di Manuel Petrossi ha suscitato grande commozione e cordoglio nella pedemontana, non solo perché il tecnico uscito dal Malignani era benvoluto da tutti per il suo carattere sempre sorridente, generoso e solare – e lo dimostrano le affettuose parole di quanti lo hanno già salutato sui social -, ma appunto per essere stato strappato alla vita da una pandemia che soltanto adesso sembra finalmente allentare la presa. Una gravissima perdita che è stata appunto sottolineata anche dalla stampa quotidiana, attraverso la quale il sindaco Gloria Bressani ha ribadito l’importanza della vaccinazione preventiva, in quanto ritenuta l’unica soluzione in grado di contrastare gli effetti più gravi del Covid. Un accorato appello proprio nel ricordo del sorriso di Manuel.

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In copertina, la Chiesa di Torlano dove sarà celebrato il funerale di Manuel Petrossi.

Civibank aderisce al Valore D: la donna sia ora anche al centro della ripartenza

In occasione della cerimonia di consegna del Premio Donna 2021, Civibank ha annunciato la propria adesione a Valore D, l’associazione di imprese impegnate nell’equilibrio di genere e nella diffusione di una cultura dell’inclusione nelle aziende. A dare l’annuncio la presidente Michela Del Piero, presente alla cerimonia per consegnare il Premio alla vincitrice, Mariangela Correale, atleta paralimpica e sei volte campionessa nazionale di danza in carrozzina. Il Premio Donna dell’Anno, promosso da Innovation Future School, ha come obiettivo dare visibilità ai risultati e alla creatività di donne che per ragioni diverse non abbiano ricevuto ancora una particolare attenzione da parte dei media. In quanto sponsor dell’iniziativa, Civibank ha voluto coronare la premiazione avvenuta sabato scorso a Conegliano con questo annuncio.

Michela Del Piero


Valore D è attiva in questo campo da più di 10 anni, e offre al pubblico e alle aziende associate eventi e formazione sui temi della diversità e dell’inclusione in azienda. Le azioni portate avanti da Valore D non sono solo ispirate da una posizione etica, volta alla parità e all’equità, ma anche da una prospettiva di business. La convinzione, infatti, è che “la diversità è potenza”: una risorsa fondamentale per la crescita economica e sociale dell’Italia.
In quanto Società Benefit, Civibank mette la sostenibilità al centro del proprio modello di business. Spesso associata (quasi) esclusivamente alla tutela dell’ambiente, in realtà la sostenibilità ha molte sfaccettature, inclusa la parità dei generi. Fare dei passi in avanti su questo tema è parte degli obiettivi della Banca di Cividale, storicamente attenta allo sviluppo sociale e morale del territorio.
«Quando parliamo di futuro, nella prospettiva di una ripartenza post-Covid che sia più equa e sostenibile, non è più possibile dimenticare il ruolo delle donne nella società, e il fatto che questo debba cambiare nel progettare il futuro sociale, economico e politico», è stato il commento di Michela Del Piero durante la cerimonia. «Mettere la donna al centro della ripartenza – ha aggiunto – è un imperativo: siamo chiamati ad avere il coraggio di osare una prospettiva di futuro che offra concretezza alle speranze delle nuove generazioni, con un maggiore coinvolgimento delle donne nella vita sociale, economica e lavorativa. Si tratta di un aspetto fondamentale della sostenibilità e dell’Agenda 2030, che non deve passare in secondo piano, ma anzi essere trattato come un pilastro fondamentale. Perché lo è».

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In copertina, l’atleta paralimpica Mariangela Correale premiata da Civibank a Conegliano.

Faedis, rievocata la tragedia di Porzus. “Onore a chi la lottato per la libertà”

«Il sacrificio delle persone che hanno reso libera l’Italia e che ci hanno fatto conquistare questa democrazia è un sacrificio che va rispettato e va ricordato». Lo ha evidenziato ieri mattina il vicegovernatore della Regione FVg, Riccardo Riccardi, intervenendo, nella parrocchiale di Canebola, nel corso delle celebrazioni in ricordo dell’eccidio dei partigiani della Brigata Osoppo avvenuto alle Malghe di Porzus settantasette anni fa.

Il vicegovernatore Riccardi a Canebola.

«La verità della storia – ha precisato, come informa Arc, l’esponente della Giunta Fedriga – è un passaggio ineludibile per costruire il futuro, in particolare in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo uscendo dalla pandemia e con le preoccupazioni dei venti di guerra che soffiano non molto lontano dal nostro Paese. Per questo – ha affermato Riccardi – essere qui, oggi, è un dovere delle istituzioni». «Il concetto di Patria – ha proseguito – e di identità italiana che non vuole dire nazionalismo, è la radice dell’Europa, ed è la spiegazione delle ragioni e della storia che per troppo tempo in questo confine orientale sono state tenute nascosta: è quindi un dovere essere qui oggi a onorare e a ricordare. Il patriottismo – ha concluso il vicegovernatore – è un grande valore che deve essere coniugato con intelligenza ed equilibrio e soprattutto deve’essere spiegato alle nuove generazioni».
Riccardi ha preso la parola a conclusione della cerimonia religiosa nella Chiesa di Canebola, dopo la deposizione delle corone d’alloro in ricordo dei Caduti della Seconda guerra mondiale, in piazza a Faedis, e nella stessa frazione montana, nel 77° anniversario dell’Eccidio di Porzus avvenuto mentre si stava concludendo la Seconda Guerra mondiale.

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In copertina e all’interno due immagini delle commemorazioni a Canebola e a Faedis.

Nasce in Fvg Confcooperative Alpe Adria: Trieste, Udine e Gorizia ora sono insieme

«Esprimo l’apprezzamento della Giunta regionale per il grande sforzo compiuto da Confcooperative che è riuscita a unire le esperienze territoriali di Trieste, Udine e Gorizia creando una rete più forte e raggiungendo un risultato non scontato. Una rete di cui sentiamo il bisogno in questo momento di ricostruzione auspicando il superamento della pandemia. Il mondo della cooperazione, in particolare quello della cooperazione sociale assieme al sistema istituzionale, è in grado di trovare soluzioni ai bisogni di salute dei cittadini. Le istituzioni devono utilizzare con maggior forza queste esperienze che, nella ricostruzione immateriale, post pandemia, possono ricoprire un ruolo di rilievo». Lo ha detto al teatro Miela, a Trieste, il vicegovernatore della Regione Fvg, con delega alla salute e alle Politiche sociali, Riccardo Riccardi, all’evento celebrativo per la costituzione di Confcooperative Alpe Adria, unione territoriale che nasce dalla fusione delle unioni delle ex province di Gorizia, Trieste e Udine della Confederazione cooperative italiane. La nuova realtà potrà contare su quasi quasi 400 cooperative, 80 mila soci, compresi i 55 mila delle Bcc, e 500 milioni di euro di fatturato.

Patuanelli con Riccardi e Gardini.


«L’integrazione socio-sanitaria e la sanità territoriale – ha aggiunto Riccardi – hanno bisogno della cooperazione e, in particolare, della cooperazione sociale. Continueremo a lavorare assieme guardando con interesse al rafforzamento nato con Confcooperative Alpe Adria». L’assessore si è soffermato anche sulla capacità di risposta del sistema cooperativo attraverso la cooperazione sociale «che – ha detto – considero insostituibile. È un sistema che deve giocare un ruolo da protagonista in questa fase di ricostruzione dopo la pandemia, una ricostruzione immateriale molto diversa dall’esperienza del sisma del ’76 e più complessa. In questa cornice, si inserisce la necessità di dare risposte anche ad una tensione sociale frutto delle conseguenze del periodo pandemico attraverso la grande esperienza della cooperazione, tramite la coprogettazione fondata sul principio della sussidiarietà». Il vicegovernatore ha, infine, auspicato una maggiore integrazione con il mondo della cooperazione sociale che, ad esempio, nella domiciliarità è in grado di offrire soluzioni significative.
Fra gli interventi della giornata, oltre ai saluti del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, di Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, e del presidente del Consiglio regionale del Fvg Piero Mauro Zanin quelli di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, Maurizio Gardini, presidente confederazione cooperative italiane, e Daniele Castagnaviz, presidente Confcooperative Fvg. Hanno partecipato in presenza il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e, da remoto, il sottosegretario allo Sviluppo economico Anna Ascani. I lavori, moderati dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo Omar Monestier, sono stati aperti dal convegno “La mission cooperativa tra pubblico e privato, economia e benessere, territorio e reti comunitarie” con Leonardo Becchetti, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Michele Dorigatti, direttore della Fondazione Don Lorenzo Guetti.

Un aspetto della sala.

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In copertina, Maurizio Gardini presidente della Confederazione cooperative italiane.