Artisti per il sociale, a Palmanova da domani ci sarà la mostra finale

Sarà inaugurata domani, alle 18, a Palmanova, nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, la mostra finale di Co.So! Artisti per il sociale 2021, ultimo importante tassello del progetto artistico curato da Rachele d’Osualdo ed Elena Tammaro dell’Associazione Culturale udinese Etrarte volto a sensibilizzare le comunità del Friuli Venezia Giulia rispetto ai temi della salute mentale, dell’inclusività e del benessere sociale. Durante la mostra, aperta ogni weekend fino al 20 marzo, verranno esposte opere, testi, immagini e video prodotti durante i workshop che hanno coinvolto studenti e persone con disabilità fisica o mentale. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione, l’artista udinese Giulia Iacolutti realizzerà una performance aperta al pubblico con attori e attrici del Cantiere dei desideri, associazione teatrale friulana che vede la compresenza di persone diversamente abili.

Co.So!, finanziato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia e supportato dalla Fondazione Friuli, nasce attraverso il coinvolgimento di una fitta rete di professionisti che, per l’edizione 2021-2022, hanno indagato il tema della “cura”: infatti, da fine ottobre si sono susseguiti diversi laboratori che hanno avuto come principale obiettivo l’incontro degli artisti con le comunità locali e le organizzazioni che operano nell’ambito della salute mentale e della disabilità. Tre sono stati gli appuntamenti principali: dal laboratorio di performance e fotografia dell’udinese Iacolutti con l’associazione teatrale Cantiere dei Desideri “Dopamina. Uno studio visivo sugli ormoni dell’amore”, al percorso di avvicinamento alla pittura dell’artista bulgara Anastasiya Parvanova con gli utenti della Comunità Casa Teresa di Aiello sul tema dei “Sogni”. Ultimo, il laboratorio di pittura e scultura dall’artista sloveno Enej Gala dal titolo “Avvistamento”, che ha messo in gioco i ragazzi dell’Istituto Isis Pertini di Monfalcone e Collettiva Giovani (Collettiva 48) sul tema del confine, tra leggende e mitologia, seguendo la tradizione che unisce la comunità italiana e quella slovena. Co.So! ha generato numerosi consensi anche fuori regione, tanto da venir scelto dal Centro Ocse di Trento come best practice in occasione della quarta edizione della Summer School sulle industrie culturali e creative e lo sviluppo locale, spiccando rispetto a progetti diversi provenienti da tutto il mondo.

«Sono orgogliosa delle collaborazioni territoriali che Co.So! ha costruito e consolidato dal 2018 ad oggi – afferma Elena Tammaro, curatrice del progetto e vicepresidente di Etrarte -; la sfida è quella di rafforzare le reti relazionali di piccole comunità mettendo al centro il ruolo attivo dell’artista. La conferma del raggiungimento di questo obiettivo arriva dai feedback di amministratori, cooperative, artisti e tutti i partecipanti alle attività, sia sul territorio regionale che nella vicina Slovenia. La pandemia ha reso ancor più evidente la necessità di realizzare progetti come questo, che diventano strumenti attivi di partecipazione e cultura. Ci poniamo ora l’obiettivo di estendere questo partenariato anche a soggetti privati che possano supportare un’ulteriore crescita».

Tra gli obiettivi più importanti, la necessità di abbattere pregiudizi sociali, il contrasto alla solitudine e all’isolamento delle persone, attraverso un percorso ad “alto impatto sociale ed emotivo”, come lo ha definito Thomas Trino, assessore al Benessere del Comune di Palmanova: «Sono moltissime le persone che stanno affrontando difficoltà emotive, psicologiche e sociali. Questo progetto è riuscito a ripristinare occasioni di condivisione per cittadini e cittadine e ha coinvolto le comunità in veste di protagoniste, soprattutto nella costruzione di significati emotivi. L’educazione all’emotività attraverso l’arte, unita al coinvolgimento dell’intera comunità a partire dalle generazioni più giovani, è un potentissimo strumento di interazione sociale». Oltre alle opere, l’esposizione includerà un’attività dinamica e ludica per i visitatori, a cura di MateâriuM – laboratorio di nuove drammaturgie (progetto dell’Associazione Culturale Servi di Scena di San Daniele).

MOSTRA Co.So! Artisti per il sociale
Quando: dal 4 al 20 marzo, tutti i sabati e le domeniche, 10.30-12.30 e 15- 18
Dove: nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, in Piazza Grande a Palmanova
Ingresso libero senza prenotazione
Come previsto dalle norme vigenti, per i maggiori di 12 anni sarà obbligatorio esibire la Certificazione verde CovidD-19 (Super Green Pass).
Per maggiori informazioni: www.associazionetrarte.it

—^—

In copertina e all’interno ecco alcune immagini dell’attività artistica.

 

Udine, l’artigianato ora è finalmente in ripresa ma la manodopera è introvabile

(g.l.) Il Covid finalmente pare giunto alle sue ultime battute, la ripresa è in atto – anche se, purtroppo, incombono le gravi inceretezze innescate dalla guerra in Ucraina -, ma per assecondarla servono braccia. Sono però proprio queste che un settore produttivo importante, anzi strategico come quello dell’artigianato stenta a trovare, tanto che quello della manodopera è il problema che oggi “zavorra” più di tutti la rimessa in moto dopo due anni di emergenza sanitaria.

Tilatti con Nicola Serio.


Il titolo dato alla 32a Indagine congiunturale sull’artigianato in provincia di Udine lascia, dunque, ben poco all’immaginazione: “Artigiani Cercasi”. Il dato più eclatante tra quelli che emergono dalle interviste realizzate da Irtef tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio a 601 artigiani della provincia di Udine (il 4,4% della relativa popolazione) che occupano 2.267 addetti di cui 1.360 dipendenti, è proprio quello che attiene alla mancanza di lavoratori di assumere, in particolare di giovani che abbiano voglia di fare gli artigiani.
L’indagine, presentata ieri dal responsabile dell’ufficio studi dell’associazione, Nicola Serio, assieme al presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, evidenzia come il problema stia al primo posto, in una scala da 1 a 10, dei problemi che hanno pesato e pesano sull’attività degli intervistati. L’83%, vale a dire 8 intervistati tra quelli che stanno cercando manodopera su 10, afferma di aver avuto problemi ad assumere i profili cercati legando questa difficoltà alla scarsa predisposizione dei giovani verso le attività manuali. Su 204 imprese (sempre tra quelle intervistate) che stanno cercando personale, i profili più difficili da trovare risultano nell’ordine: l’operaio specializzato (39), l’operaio generico (25), l’autista (10), il meccatronico (8), il muratore (8), l’informatico (7), l’operatore audio video (6), il maestro d’ascia e il velaio (6), l’elettricista (5) e il falegname (5). Mancano, del resto, anche tappezzieri, carpentieri, parrucchieri, operatori Cnc, fornai, grafici, levigatori, serramentisti e boscaioli.

Falegnami

«Quest’ultima indagine contiene molti dati positivi – commenta il presidente Tilatti -, che sono parzialmente oscurati dai venti di guerra che stanno mettendo in ulteriore difficoltà l’approvvigionamento delle materie prime e i costi dell’energia. Questo si unisce al fatto che, purtroppo, la pandemia per il settore artigiano non è ancora alle spalle. I dati tuttavia ci dimostrano ancora una volta la resilienza delle nostre imprese, la capacità di rispondere con maggiore flessibilità ai momenti di criticità. Rileviamo, infine, segnali strutturali importanti che non vanno sottovalutati: la transizione digitale, grazie proprio alla pandemia, è finalmente stata imboccata e nell’arco di questi due anni ha compiuto passi da gigante”.

Tornando ai dati, al 31 dicembre 2021 le imprese artigiane attive in provincia di Udine sono 13.520, uno stock simile a quello di 50 anni fa (1972), in sostanziale tenuta nell’ultimo anno (+2). Ma la pandemia non è ancora un ricordo: 6 artigiani su 10 stanno affrontando una situazione uguale o peggiore dell’inverno precedente. Manifatture (74%), servizi alla persona (69%), autoriparazioni (67%) e servizi alle imprese (61%) contano un numero di artigiani che denunciano una situazione di gravità maggiore o uguale a un anno fa. Il 40% delle imprese artigiane ha introdotto dei cambiamenti organizzativi in azienda a seguito della crisi Covid.
Cambiamenti organizzativi non temporanei hanno interessato in modo particolare i servizi alla persona (67%) e i servizi commerciali per asporto (67%). Tra le novità introdotte in tempo pandemico che sono entrate a far parte della nuova “quotidianità” delle imprese ci sono gli strumenti Ict in genere. Il 30% delle imprese ha sviluppato contatti online per promuovere e distribuire i propri servizi, il 29% ha incrementato le proprie competenze di utilizzo dei nuovi strumenti messi in campo dalla Pubblica amministrazione.

Muratori

Sul fronte dell’occupazione, nel corso del 2021 si è registrato un lieve calo del numero di dipendenti, al contrario degli indipendenti, questi in lieve crescita. Complessivamente gli addetti sono cresciuti del +0,2%: +1,1% gli indipendenti, -0,4% i dipendenti. L’87% dei lavoratori artigiani ha un contratto a tempo indeterminato. Tra il 2020 e il 2021, il fatturato è cresciuto del 12% trainato dalla forte espansione dei settori industriali. Bene anche autotrasporti, asporto e autoriparazione, mentre si confermano in calo i servizi alla persona. Nel primo anno di pandemia le perdite di fatturato avevano riguardato tre artigiani su quattro (74,1%). Nel 2021 siamo scesi a uno su quattro (24,8%)
Resta insufficiente e in lieve calo (4,9), la fiducia degli artigiani nel sistema Paese. In ogni caso, gli ultimi due semestri fanno segnare i livelli più alti di fiducia degli ultimi 8 anni. Un dato sul quale certamente incidono l’inflazione, i rincari delle materie prime e delle commotidies, con prezzi mai arrivati tanto in alto. Il gas ad esempio: a dicembre 2021 costava il 709% in più che a dicembre 2019. E difatti, dopo i problemi a reperire manodopera, nella classifica delle difficoltà segnalate dalle imprese si contano, appunto, la crescita dei prezzi praticati dai fornitori (lo segnala il 73% degli intervistati) e quella dei costi energetici (69%).

Parrucchieri 

—^—

In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Tilatti. 

 

Confcooperative Fvg: virus e costi energetici mettono a rischio il sistema

Crollo vistoso dei ricavi per cultura e turismo (-32,5 per cento); in negativo anche l’agricoltura e la pesca (-2,99 per cento) e il settore delle cooperative di produzione e lavoro (-1,3 per cento). Segno positivo, invece, per le 9 Bcc regionali (+21 per cento di raccolta globale); le cooperative di distribuzione e consumo (+8,9 per cento i ricavi) e per la cooperazione sociale (+2,0 per cento). È questa la sintesi del report di Confcooperative Fvg – presentato a Udine alla stampa e all’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini – che fotografa in maniera realistica gli effetti concreti che, questi due anni di emergenza sanitaria, hanno prodotto sui bilanci delle 523 cooperative aderenti. Complessivamente, nel 2020, il sistema delle imprese di Confcooperative Fvg ha perso l’1,5 per cento in valore; un dato peggiore rispetto al sistema nazionale dove si segnala un sia pur lieve aumento (+1,0 per cento). Altro indicatore preoccupante del pesante impatto del Covid-19 sul sistema, è dato dalla forte riduzione delle nuove iscrizioni al Registro regionale delle cooperative (-41 per cento nel 2021, sul 2020, quando era già in calo del 5,6 per cento, sul 2019).

«Sono dati che testimoniano dell’enorme impatto che la pandemia ha avuto sul tessuto economico e di come essa abbia colpito in maniera estremamente differenziata. I dati che abbiamo raccolto – dice Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg – ci consentono di disegnare un quadro dettagliato della situazione: situazione che, peraltro, sarebbe stata ancora peggiore senza gli importanti interventi pubblici che si sono succeduti in questi due anni. La preoccupazione per la tenuta di molte imprese è però reale, complice anche lo scenario internazionale, la cui incertezza potrebbe aggiungersi a tutti gli altri fattori, come l’incremento dei costi di produzione, nell’allontanare la ripresa».
L’assessore alle Attività produttive e turismo del Friuli Venezia Giulia, Bini, ha quindi confermato la vicinanza dell’Amministrazione regionale al mondo della cooperazione e ha annunciato che il sostegno e la concertazione non verranno meno nemmeno in futuro.

Gli addetti delle cooperative aderenti a Confcooperative hanno raggiunto le 19.573 unità, ma anche in questo caso la crisi ha colpito in maniera differenziata i diversi settori: cultura e turismo hanno visto ridursi del 39 per cento l’aggregato delle retribuzioni ai lavoratori del settore. L’emergenza sanitaria ha determinato, invece, la crescita degli addetti delle cooperative sociali (+10,1 per cento) le quali, tuttavia, evidenziano una notevole difficoltà a reperire figure professionali specializzate. Una vera e propria emergenza nell’emergenza: mancano, infatti, 650 operatori sociosanitari, 600 educatori socio-pedagogici, 250 infermieri e 120 educatori sociosanitari.
«Per i settori più colpiti dalla pandemia – commenta il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà – le chances di ripresa sono legate all’effettivo ritorno alla normalità con la progressiva eliminazione delle limitazioni agli spostamenti e alla possibilità di partecipazione agli eventi collettivi. L’incremento dei costi dell’energia e dei trasporti (a due o, addirittura, a tre cifre), però, rischia di erodere in maniera estremamente rilevante le marginalità ridotte tipiche del comparto cooperativo il quale, non solo non è in grado di “scaricare” gli incrementi dei costi sui clienti, ma si è anche già speso molto utilizzando le riserve per salvaguardare l’occupazione e la remunerazione dei soci, in questi due anni difficilissimi. Sulle prospettive di settori, quale quello agroalimentare, potrebbero influire inoltre le tensioni internazionali».
Le azioni di contrasto a tali aumenti, da attivare in sede regionale e nazionale, non mancano secondo Confcooperative Fvg. La rateizzazione del pagamento delle bollette, potrebbe rappresentare un primo sollievo per le imprese più piccole e con ridotta marginalità, insieme alla riduzione delle aliquote fiscali sui prodotti energetici e la riduzione degli oneri di sistema; il sostegno all’avvio delle comunità energetiche e delle forme di autoconsumo individuale e collettivo; l’incentivo allo sviluppo di gruppi di acquisto di energia; la promozione e il sostegno a forme mutualistiche senza scopo di lucro di acquisto collettivo di beni e servizi energetici in forma cooperativa. «È una vera emergenza – conclude Galluà – che rischia di allontanare la ripresa e colpire imprese già indebolite dalla crisi indotta dalla pandemia».

—^—

In copertina, il presidente di Confcooperative Daniele Castagnaviz e all’interno altre immagini dell’incontro con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e con il direttore generale Nicola Galluà.

 

Da Udine un forte appello per l’Ucraina ricordando i cent’anni di don Giussani

«Non poteva esserci messaggio più importante da condividere con la comunità e i fedeli nella giornata in cui vengono ricordati il centenario della nascita di don Luigi Giussani e il quarantesimo anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione da lui fondata: l’arcivescovo di Udine ha richiamato tutti ad opporci attivamente allo spirito del male, condannando chi usa e scatena una guerra per i propri mezzi e rafforzando i vincoli di solidarietà. Il suo invito è stato ad accogliere sorelle e fratelli ucraini in fuga dalla tragedia, onorando un debito di riconoscenza che anche il nostro territorio ha nei confronti delle tante donne che provengono da quella terra e hanno prestato e prestano opera preziosa di servizio presso i nostri familiari più anziani». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, al termine della messa celebrata nella Cattedrale di Udine da monsignor Andrea Bruno Mazzocato.

Don Luigi Giussani.


L’arcivescovo ha fatto sapere che immediatamente la comunità di Cl ha accolto il suo invito ad «allargare lo sguardo del cuore e abbracciare nel corso della celebrazione il popolo ucraino e a pregare per lui affinché cessino le sofferenze durissime, che tutti vediamo grazie ai mezzi di comunicazione, causate da un’ingiusta aggressione. Mai avremmo immaginato – ha affermato il presule nel corso dell’omelia – di rivedere nel cuore dell’Europa colonne di mezzi blindati che attraversano le strade di città pacifiche, in mezzo a popolazioni inermi che adesso stanno cercando di resistere. Mai avremmo pensato di vedere file di persone disperate che cercano scampo precipitosamente da quegli strumenti di distruzione».
Presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin e il sindaco della città Pietro Fontanini, l’arcivescovo ha rivolto un appello affinché i friulani «siano pronti ad accogliere, perché la solidarietà ferma l’avanzata del male. Satana si serve di chi per interessi personali è disponibile a rendere insensibile la sua coscienza: ognuno di noi può attivamente scendere in campo guardando alla propria coscienza e scegliendo il bene».

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della celebrazione di ieri a Udine.

Udine è una Comunità di relazioni: invito a compilare un questionario Artess

Il Comune di Udine in collaborazione con l’Association for Research and Training on Emotional Support Skills, associazione culturale senza fini di lucro nata a Udine a gennaio 2018, ha lanciato nelle scorse settimane il questionario “Comunità di relazioni – I servizi di prossimità e di prevenzione per il benessere sociale”.

L’assessore Giovanni Barillari.

Il formulario può essere compilato (entro e non oltre il 6 marzo) da tutti i cittadini del capoluogo friulano che usufruiscono, o meno, dei servizi oggetto di analisi. Il questionario può essere compilato online, accedendo al sito del Comune di Udine, o dal sito di Artess, oppure nel formato cartaceo, in alcune strutture sanitarie della città. «È suddiviso in 5 parti (informazioni generali, percezione della qualità della vita, quesiti sui 3 servizi oggetto dell’indagine), richiede circa 15 minuti di tempo per la compilazione – hanno fatto sapere da Artess – ed è assolutamente anonimo. Tutti i cittadini sono invitati a dare il loro contributo».
“Comunità di relazioni” è una ricerca che punta a raccogliere informazioni sulla conoscenza e l’utilizzo di tre servizi del Comune, in particolare: il servizio di prossimità No alla Solit’Udine, il contributo alle persone con disabilità, il progetto Camminamenti. Nel corso degli ultimi 20 anni il Comune di Udine ha attivato molteplici attività per migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini, «in particolare di coloro che sono portatori di una situazione di fragilità nella fascia d’età over 65, quelli con disabilità, e per le loro famiglie, contando sull’apporto di alcune associazioni del territorio – ha spiegato Giovanni Barillari, assessore alla Salute e al Benessere sociale -. Oltre a rispondere ai bisogni diretti dei cittadini, il Comune promuove, attraverso il Progetto Oms “Città Sane”, la conoscenza e la consapevolezza di sane abitudini e stili di vita, e incentiva le attività volte al mantenimento del benessere e della salute in tutte le sue accezioni (fisica, mentale e sociale). Anche in considerazione delle condizioni createsi in seguito alla pandemia da Covid-19, abbiamo ritenuto opportuno approfondire l’efficacia di questi servizi allo scopo di offrire interventi sempre più adeguati e promuovere un maggiore benessere sociale. È stata perciò affidata all’associazione Artess – ha concluso – una ricerca con due obiettivi: verificare il livello di conoscenza di alcuni servizi oltre che il livello di qualità e la soddisfazione di chi ne usufruisce».

—^—

In copertina, un’immagine di Palazzo D’Aronco sede del Comune di Udine.

 

Pnrr, è l’ora dell’impresa femminile. Regione Fvg: stop alle “culle vuote”

Viviamo un momento cruciale per lo sviluppo dell’impresa femminile. Ma non solo: abbiamo a portata di mano un’occasione unica per accrescere la formazione e, ancora prima, consolidare una cultura diffusa della partecipazione femminile all’impresa e al lavoro. Lo hanno evidenziato tutte le intervenute alla tappa udinese del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, promosso da Unioncamere e realizzato sul territorio dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Il webinar ha offerto infatti l’occasione per presentare nel dettaglio le nuove possibilità di sviluppo derivanti dal Pnrr per l’impresa femminile, dal Fondo impresa donna e dalla Certificazione di genere, strumento, quest’tultimo, utile a contrastare il divario di genere e invertire la rotta sul ritardo femminile nella partecipazione al mercato del lavoro.


Dopo l’introduzione del segretario generale Cciaa, Lucia Pilutti, e della presidente del Comitato camerale imprenditoria femminile, Cecìle Vandenheede, la vicesegretario generale di Unioncamere, Tiziana Pompei, è entrata nel dettaglio del Fondo per l’imprenditorialità femminile, nato per sostenere avvio e consolidamento dell’imprenditoria femminile e rafforzato dai fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: si tratta di 400 milioni di euro, ripartiti per priorità e tradotti in incentivi tanto per la nascita di nuove imprese femminili quanto per il consolidamento di quelle già esistenti. Una parte dei fondi è destinata anche per azioni di cosiddetta “education”, ossia per la promozione della cultura imprenditoriale femminile, del valore del fare impresa al femminile e quindi anche per la formazione continua delle imprenditrici. Misure molto cospicue, ha precisato la Pompei, alla cui creazione ha contribuito fortemente il sistema camerale con la rete dei Comitati imprenditoria femminile del territorio. «Misure – ha detto – in cui le Cciaa hanno anche capacità di incidere in futuro, con le loro competenze ed esperienza nell’assistenza all’avvio d’impresa e rafforzamento della strategia di impresa, con l’accompagnamento alla produzione dei business plan».

Barbara Zilli

Anche per l’assessore alle finanze della Regione Fvg, Barbara Zilli, è questo il momento giusto, con occasioni importanti da cogliere per la promozione dell’impreditoria femminile. Ma la Zilli si è soffermata su un problema di fondo, quello delle “culle vuote”, questione scottante in Italia (e in regione in particolare) e su cui secondo l’assessore è necessario intervenire prima di tutto per invertire il trend. Per la Zilli, nel Pnrr, sulla questione, c’è ancora «troppo poco» ed è necessario fare un passo in più, prevalentemente culturale. L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato come sia necessario spostare il focus dalla parola “femminile” a quella di “famiglia”, perché il problema non deve essere in carico alle sole donne, ma condiviso con il nucleo familiare. In questo senso, Barbara Zilli ha ripercorso i punti cruciali della legge sulla famiglia promossa dalla collega di giunta Alessia Rosolen e approvata dall’amministrazione regionale, che mette a sistema e potenzia tutti gli aiuti per le famiglie e assicura una miglior conciliazione lavoro-famiglia, oltre a una serie di risorse per valorizzare l’impresa guidata dalle donne.
Sul tema della Certificazione di genere è quindi intervenuta Chiara Cristini, esperta di politiche di genere e pari opportunità, ricercatrice di Ires Fvg, ed è seguito l’intervento di Cristina Lambiase, senior manager marketing internazionale turistico ed esperta OnePlanet dell’Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo), che ha presentato un case study introducendo L’Agenda Onu 2030: Obiettivo 5 Parità di Genere.

Webmarketing, dall’8 marzo
un corso per iscritti a Pipol

La Camera di Commercio organizza un nuovo corso per approfondire le tecniche di webmarketing, con l’obiettivo di fornire le competenze necessarie a operare nel settore del marketing digitale, con specifico riferimento alla definizione e allo sviluppo di strategie con l’utilizzo di strumenti quali social media, siti web o blog. Possono iscriversi al ciclo di lezioni tutte le persone che hanno aderito al Programma Pipol motivate ad approfondire le proprie competenze nel settore. Il percorso, della durata di 250 ore, partirà martedì 8 marzo, per concludersi entro la fine di maggio. Le lezioni si svolgeranno dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e con una modalità mista online e in presenza. Il progetto è realizzato nell’ambito del Programma Operativo Regionale Fse della Regione, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo. Tra i contenuti trattati ci saranno innanzitutto l’analisi dei diversi canali web e strumenti social e delle loro potenzialità. Si passerà allo studio delle tecniche e degli strumenti di content marketing per la realizzazione di contenuti digitali efficaci e attenzione sarà dedicata anche al posizionamento e all’ottimizzazione dei contenuti presenti nei siti e nelle pagine web sui motori di ricerca (seo). Saranno illustrate le tecniche per creare e gestire pagine web attraverso piattaforme Cms e studiati gli strumenti per la valutazione dell’efficacia e per la verifica e integrazione delle strategie messe in campo (Web e Social Analytics). Le lezioni teoriche verranno alternate ad esercitazioni pratiche. Per iscriversi inviare una mail di richiesta a marta.toch@pnud.camcom.it allegando il proprio curriculum entro il primo marzo. È richiesta inoltre l’iscrizione al programma Pipol che può essere effettuata registrandosi in modo autonomo sul portale della Regione oppure recandosi presso un Centro per l’Impiego. Le persone già iscritte a Pipol, ma che avevano richiesto un corso in un’area diversa, dovranno modificare il Piano d’Azione Individuale (Pai) al Centro per l’impiego. Le lezioni in presenza si svolgeranno nella sede della Camera di Commercio in via Morpurgo 4 a Udine. Al termine, sarà rilasciato un attestato di frequenza dalla Regione Fvg e un Attestato di Formazione generale sicurezza lavoratori. Tutte le informazioni sui corsi Pipol sono disponibili sul sito https://www.pipol.fvg.it/; è possibile contattare gli uffici I.Ter, telefono 0432.273212 e mail marta.toch@pnud.camcom.it

Area Adriatico-Ionica:
ospitalità di studenti

Un’opportunità di scambio e crescita anche per le imprese friulane: con il progetto pilota 𝗪𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻-𝗕𝗔𝗟𝗞𝗔𝗡𝘀𝗵𝗶𝗽 del Forum Aic, il forum che riunisce le Camere di Commercio dell’area adriatico-ionica e di cui è parte integrante anche la Cciaa Pn-Ud, potranno ospitare in stage 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗮𝗶 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗕𝗮𝗹𝗰𝗮𝗻𝗶 𝗼𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶, dando la propria 𝗮𝗱𝗲𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 lunedì 𝟮𝟴 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼. I Paesi interessati dallo scambio sono Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania, Nord Macedonia, Slovenia e Grecia. Per aderire al percorso, senza alcun costo per le imprese, queste ultime possono inviare le proprie manifestazioni d’interesse compilando il modulo a questo link, con tutte le informazioni necessarie: https://www.forumaic.org/western-balkanship-crea-il-tuo-futuro/; il progetto mira ad attivare circa 50 stage, prevedendo lo scambio tra le due sponde dell’Adriatico e dello Ionio.

—^—

In copertina e all’interno ecco due immagini del webinar che si è tenuto a Udine.

 

Confesercenti Fvg: “Aprire tutto e subito. Oltre al Covid peserà la crisi ucraina”

Oltre agli effetti delle misure anti-Covid, preoccupano molto anche il caro bollette e il precipitare della crisi ucraina, per cui è un appello urgente, quello di Mario Marini, presidente di Confesercenti Fvg: «È arrivato il momento di togliere ogni forma di restrizione e di dare un segnale di riapertura e ripresa chiaro e incontrovertibile. In queste ore – ha fatto sapere – abbiamo mandato una lettera ufficiale al governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, affinché, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, porti a Roma questa nostra istanza, rispetto alla quale non è più possibile procrastinare, ma che anzi richiede anche un’azione rapida e precisa».

Mario Marini


«È necessario semplificare ed eliminare da subito tutti i limiti imposti dal green pass rafforzato», ha ribadito Marini precisando che «non è pensabile aspettare fino ad aprile per togliere solo un numero limitato di ristrettezze e attendere addirittura fino a giugno inoltrato per il resto. Accanto a ciò ritengo sia necessario accogliere i turisti stranieri con regole comprensibili e di facile attuazione». Negli ultimi giorni, infatti, il ministro Speranza ha firmato un’ordinanza, in vigore dal primo marzo, che apre al turismo extraeuropeo, per il quale varranno le stesse regole già in vigore per i comunitari. Per entrare in Italia sarà sufficiente una sola delle condizioni del green pass: certificato di vaccinazione, di guarigione oppure un test negativo. «I numeri dei nuovi contagiati – aggiunge Marini – sono in netta discesa e ci consentono di allargare le maglie togliendo delle regole che non hanno più senso d’essere».
Quelli passati sono stati mesi lunghi e complessi per bar e ristoranti, ma anche per il comparto del commercio e per quello del turismo. «Un periodo difficile non solo dal punto di vista economico, ma anche psicologico, che ha coinvolto tutti trasversalmente, famiglie e imprenditori. Una fase che si sta acuendo a causa dell’ulteriore stangata causata dal caro bollette e che la drammatica crisi ucraina, con ogni probabilità, andrà a peggiorare. Per tutte questa ragioni – ha chiuso – è necessario aprire tutto e subito».

—^—

In copertina, ecco il controllo del green pass un adempimento cui siamo abituati.

Fondazione Carigo, 360 mila euro erogati alle Università di Trieste e Udine

Corrispondono a 360 mila euro le risorse che la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha destinato complessivamente, soltanto nel 2021, alle Università di Trieste e di Udine: 300 mila (150 mila per ciascun Ateneo) per il sostegno alla ricerca scientifica e correlata didattica nonché all’ampliamento e rafforzamento dell’offerta formativa, oltre a 60 mila euro per una borsa di dottorato interateneo nell’ambito della ricerca scientifica. Viene dunque notevolmente potenziato, con un incremento di 250 mila euro rispetto al 2020 (erano infatti 110 mila euro) il supporto diretto della Fondazione alle Università di Trieste e di Udine, con le quali la Fondazione ha condiviso nel corso del 2021, mediante appositi accordi pluriennali, specifiche modalità di collaborazione e programmi d’intervento, nell’ambito di una sinergia che viene ulteriormente rafforzata.

Il presidente Alberto Bergamin.

In coerenza con le priorità individuate in fase di programmazione triennale 2020-22 – educazione ed istruzione delle giovani generazioni, formazione del capitale umano, ricerca scientifica e tecnologica -, la Fondazione incrementa così il suo impegno in questo settore, con la consapevolezza che la qualità ed efficacia dei sistemi di educazione, istruzione e formazione rivesta un’importanza cruciale per il futuro del Paese, in quanto costituisce una base essenziale per lo sviluppo personale, l’integrazione sociale e l’occupabilità delle nuove generazioni.
«La Fondazione pone al centro dei suoi interventi i giovani e la loro formazione e considera la ricerca scientifica un elemento imprescindibile per lo sviluppo del territorio e la crescita della comunità», spiega il presidente della Fondazione, Alberto Bergamin. «L’Università – aggiunge – svolge da questo punto di vista una funzione determinante, in quanto strumento essenziale di trasmissione del sapere e di produzione di nuove conoscenze. Alla luce di queste considerazioni, la sinergia con gli Atenei regionali viene non solo confermata, ma rafforzata ulteriormente, con un notevole incremento di risorse da parte della Fondazione».

Le risorse individuate sono destinate ai corsi universitari presenti nel Polo goriziano dei due Atenei, con l’intento di valorizzarne le componenti formative, a progetti di ricerca che contribuiscono a generare sul territorio ricadute economiche e sociali positive e a favorire l’avanzamento della conoscenza scientifica. Nel dettaglio, i progetti di ricerca che gli Atenei avvieranno grazie al sostegno della Fondazione spaziano da tematiche di natura economica, culturale, giuridica, all’ingegneria e architettura, alla sociologia e alla geografia.
In particolare, al centro delle ricerche che condurrà l’Università di Trieste spiccano il tema della protezione sismica del territorio (Dipartimento di Ingegneria e Architettura), il cambiamento climatico e la sostenibilità della viticoltura nel Collio Goriziano (Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche), l’industria culturale e creativa del goriziano per la valorizzazione e la promozione turistica (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) e un approfondimento sui regimi di fiscalità di vantaggio nel territorio di Gorizia alla luce dei vincoli internazionali e del diritto dell’Unione Europea (Dipartimento di Scienze Giuridiche, Linguaggio, Interpretazione e Traduzione).
«L’Università di Trieste ha avviato un programma di rinnovamento e implementazione del Polo isontino in cui crediamo molto – afferma il rettore Roberto Di Lenarda –, il generoso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia contribuirà in maniera consistente ad accelerare questo processo. La sede sarà in tempi brevi sempre più attrattiva in termini di servizi e offerta formativa».

Di grande interesse e rilievo anche i progetti di ricerca che verranno condotti dall’Ateneo di Udine: da paesaggio di frontiera a paesaggio di relazione, la frontiera italo-slovena di Gorizia come laboratorio di pratiche interculturali (Dipartimento Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società), il patrimonio paesaggistico regionale e la funzione di processi partecipati e social big data per favorirne la tutela e valorizzazione (Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società), ancora il progetto “Città del Vino Fvg: obiettivo Agenda 2030” (condotto dal Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali). E, nell’ambito del Dams, tre studi incentrati su: industria culturale e identità di genere; oggetti promozionali riconducibili al mondo del cinema tra gli anni 50 e 70; cultura della produzione cinematografica in Italia negli anni ’50.
«Siamo grati alla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia – sottolinea il rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton – per il continuo e crescente impegno a sostegno dell’offerta formativa e della ricerca scientifica del nostro Ateneo a Gorizia. Di grande rilievo anche le risorse messe a disposizione per una borsa di dottorato interateneo. La Fondazione è un punto di riferimento imprescindibile e lungimirante per le università sul territorio, grazie al suo impegno a favore delle giovani generazioni, della formazione superiore e della ricerca in un’ottica di valorizzazione e crescita del territorio».

—^—

In copertina e qui sopra due immagini della sede della Fondazione Carigo.

Reti d’impresa, pochi giorni per il bando. Domani il webinar per le imprenditrici

Ultimi giorni per presentare domanda di contributo per le reti fra imprese, ai sensi del bando regionale a sostegno di “progetti di aggregazione in rete”. Scadono infatti martedì 1° marzo, alle ore 16, i termini per inoltrare la richiesta, che va indirizzata alla Camera di Commercio territorialmente competente. L’intensità massima del contributo concedibile è pari al 50 per cento della spesa ammissibile e l’importo massimo del contributo per la realizzazione del progetto di aggregazione in rete è pari a 150 mila euro. Le spese ammissibili sono tutte esplicitate nel bando e si va dalla consulenza propedeutica alla costituzione della rete fino ai costi per la concreta fase realizzativa.
La domanda di incentivo va presentata, da parte di una delle imprese della rete o da parte della rete stessa con soggettività giuridica, esclusivamente tramite posta elettronica certificata agli indirizzi Pec indicati nel bando, perciò per Pordenone contributi.pn@pec.pnud.camcom.it e per Udine contributi.ud@pec.pnud.camcom.it ed va redatta utilizzando lo schema approvato dall’Amministrazione regionale.
Le domande saranno poi istruite su base provinciale. Le graduatorie provinciali e la concessione degli incentivi avverranno entro 90 giorni dalla data di scadenza del termine finale di presentazione delle domande. Il bando e la documentazione per la presentazione della domanda sono pubblicati nell’apposita sezione del sito della Regione Fvg e tutte le info sono disponibili anche su www.pnud.camcom.it per le imprese di Pordenone e Udine, che possono rivolgersi agli uffici camerali delle due sedi per ottenere ulteriori informazioni o chiarimenti.

***

Fa nuovamente tappa (pur “virtuale”) a Udine il “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, appuntamento formativo e informativo dedicato alle imprenditrici, che questa volta toccherà temi quanto mai attuali e di concreta rilevanza come le opportunità offerte dal Pnrr, il Fondo Impresa Donna e la Certificazione di genere, che serve ad accompagnare e incentivare le imprese nel percorso verso la parità. Il seminario si terrà domani, 24 febbraio, alle 16 in modalità online, trasmesso dalla sede di Udine della Camera di commercio. Ad aprire i lavori sarà Cecìle Vandenheede, presidente del Comitato Imprenditoria femminile della Cciaa stessa. Su come rafforzare gli investimenti e i servizi a sostegno delle imprese femminili con il Fondo Impresa Donna interverrà Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere. L’assessore alle finanze della Regione Fvg, Barbara Zilli, spiegherà poi le linee di indirizzo regionali rivolte alle donne con le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Sul tema della Certificazione di genere, per contrastare il divario e invertire la rotta della partecipazione femminile al mercato del lavoro interverrà Chiara Cristini, esperta di politiche di genere e pari opportunità, ricercatrice di Ires Fvg. Seguirà quindi l’atteso intervento di Cristina Lambiase, senior manager marketing internazionale turistico ed esperta OnePlanet dell’Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo), che presenterà un case study introducendo l’Agenda Onu 2030: Obiettivo 5 Parità di Genere.
La conclusione dei lavori spetterà a Maria Lucia Pilutti, segretario generale della Camera di commercio di Pordenone-Udine. L’incontro online, per partecipare, richiede una semplice registrazione tramite il sito www.pnud.camcom.it; successivamente all’iscrizione, la segreteria invierà il link di collegamento. Per info, la segreteria organizzativa è a disposizione: a Udine telefono +39 0432.273508 e a Pordenone telefono +39 0434.381602. Mail segreteria.comitato@pnud.camcom.it

—^—

In copertina, la sede udinese, in piazza Venerio, della Camera di Commercio.

Un progetto della Cooperativa Thiel per i ragazzi della Bassa friulana

Favorire esperienze di socializzazione e rapporto con i pari tramite attività di gruppo e laboratori: il “fare” e il “fare assieme” come strumenti di un percorso di crescita personologica, confronto e maturazione per i giovani. Questo uno degli obiettivi del progetto: “Ritorno al futuro… che vorrei”, rivolto ai preadolescenti e adolescenti del territorio della Bassa friulana e realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria infantile territoriale della Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. In tale contesto, nei mesi scorsi, a Cervignano e San Giorgio di Nogaro, sono già stati realizzati laboratori incentrati sulla conoscenza ed esperienza di varie forme artistiche: mosaico, teatro, pittura, scultura, riciclo.

Attualmente, a Palmanova sono in corso anche delle attività che si rivolgono a ragazze e ragazzi adolescenti afferenti al servizio di Neuropsichiatria Infantile della Bassa friulana, che presentano alcune problematiche di socializzazione, ritiro sociale e/o che stanno attraversando un periodo di difficoltà relazionale. I percorsi laboratoriali prevedono attività manuali che sperimentano l’uso di diversi materiali: lana, carta, feltro, tessuti e stoffe.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli (nell’ambito del Bando Welfare), proseguirà con un laboratorio di fotografia condotto dal fotografo Francesco Cecconi nella sede della Thiel, a Fiumicello (in via Libertà 13). Gli incontri sono rivolti a preadolescenti e adolescenti e si terranno il giovedì pomeriggio, dalle 16 alle 18, a partire dal 24 febbraio per un totale di 4 appuntamenti (Info: 320.6512012 – anna.sabatti@coopthiel.it).
«La nostra esperienza ci conferma l’efficacia abilitativa e riabilitativa delle attività laboratoriali perché consentono di sviluppare consapevolezza, competenze e partecipazione attiva, valorizzano le risorse personali di ognuno e sono degli strumenti adatti a coltivare interessi, sviluppare relazioni e progetti, impiegando il tempo libero in modo creativo», dice Luca Fontana, presidente della Cooperativa Thiel.
La pandemia, purtroppo, ha portato con sé anche una riduzione degli spazi aggregativi e dei momenti di socialità e molti adolescenti ne hanno pesantemente risentito, con ripercussioni sulla sfera privata, familiare, relazionale e scolastica. I laboratori della Thiel, quindi, vogliono essere una sorta di palestra in cui potersi riallenare all’interazione con l’altro in un ambiente protetto e in un contesto di piccolo gruppo.

—^—

In copertina e all’interno due immagini dei laboratori alla cooperativa Thiel.