Confartigianato-Imprese, il Basso Friuli sceglie il lignanese Giorgio Venudo

Giorgio Venudo è il nuovo presidente della zona Basso Friuli di Confartigianato-Imprese. Gelatiere di Lignano Sabbiadoro, già vicepresidente zonale e componente del consiglio nazionale di categoria, Venudo prende le redini della zona dopo 8 anni di presidenza di Loredana Ponta.
L’artigiano è stato eletto durante l’assemblea di zona per acclamazione, alla presenza del presidente provinciale di Confartigianato-Imprese, Graziano Tilatti, che gli augura buon lavoro. «A Giorgio e alla sua squadra – ha detto Tilatti – vanno il mio personale augurio di buon lavoro e un grazie per aver accolto con spirito di squadra questo nuovo impegno. Il periodo – ha aggiunto il presidente – non è facile, ma sono convinto che in Venudo la zona abbia trovato la guida giusta, grazie a quel mix di esperienza, passione ed entusiasmo che caratterizzano da sempre Giorgio sia nella vita professionale che associativa». Ad affiancarlo, oltre alla vicepresidente zonale Serena Moras di Palmanova, anche l’impiantista di Castions di Strada, Giacomo Passon, pure lui eletto per acclamazione nella stessa assemblea.
Venudo, come detto, ha accolto con emozione il nuovo incarico. «Ringrazio i presenti – ha detto – per la fiducia che mi hanno accordato. Sarò il presidente di tutti e mi impegno fin d’ora a farmi portavoce delle istanze che verranno dalla base associativa tanto nei confronti del nostro vertice provinciale quanto delle istituzioni e di ogni interlocutore che possa esser utile a risolvere i problemi degli artigiani e far crescere la categoria».
Una famiglia, quella della zona del Basso Friuli, che a fine 2021 contava – stando ai dati elaborati per l’occasione dell’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine – su 2.788 imprese artigiane (il 31% di quelle complessivamente attive) e 6.137 occupati. L’incidenza sociale dell’artigianato è di 26 imprese per mille abitanti, superiore alla media regionale che si ferma a 23.
Rispetto a dieci anni fa, il numero degli artigiani si è contratto di 361 unità (-11%), una decrescita che nell’ultimo anno ha visto una lieve inversione di marcia, con un recupero di 18 imprese dopo molti anni in calo. Tra le imprese artigiane prevalgono quelle del comparto costruzioni (42%), seguite dai servizi (38%) e manifatture (20%). Nel “distretto” della nautica sono attive 121 aziende (con tendenza in crescita) e 563 addetti.

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In copertina, il gelatiere lignanese Giorgio Venudo nuovo presidente della zona Basso Friuli di Confartigianato-Imprese.

Fiorettisti Asu vicecampioni italiani al Gran Prix Kinder Joy of Moving di Caorle

Storico secondo posto, a Caorle, per i fiorettisti dell’Associazione Sportiva Udinese che sono scesi in pedana in occasione del Gran Prix Kinder Joy of Moving, campionato italiano a squadre dedicato agli under 14. A conquistare l’argento è stata la compagine composta da Alessio Coccolo, Edoardo Di Benedetto, Ludovico Galdiolo, Giovanni Giacomini (maschietti/giovanissimi). Belle prove anche per Umberto Galdiolo, Samuele Pilutti, Stefano Tonini (maschietti/giovanissimi) 10°; Cristian La Sorte, Giovanni Peres, Mattia Stel, Boshao Zhang (maschietti/giovanissimi) 16°; Marco Bertossi, Jacopo Leonarduzzi, Tommaso Zanitti (ragazzi/allievi) 18°.
«Sono davvero molto felice per questo argento – ha spiegato il tecnico Fabio Zannier –. I ragazzi sono maturati molto, hanno vissuto bene la gara e soprattutto hanno dimostrato di avere spirito di squadra! Questo risultato non era per nulla scontato, viste le non poche difficoltà causate dal Covid che ci hanno costretti a degli allenamenti a singhiozzo. Per queste ragioni, è un risultato che ha ancora più valore! Detto questo, sono davvero molto orgoglioso di tutti miei fiorettisti che ce l’hanno davvero messa tutta. Anche chi ha meno esperienza in campo gara ha tirato bene e ha compreso le dinamiche del gruppo. Ora che la situazione sembra essersi stabilizzata, sono certo che i ragazzi avranno modo di migliorare ancora, presentandosi alla prossima gara con ancora più determinazione». «Questo è un risultato che da decenni non si registrava nel fioretto targato Asu – ha spiegato il vicepresidente e già atleta di punta della sezione, Filippo Pesce -. Faccio i miei complimenti a tutto lo staff della scherma Asu che supporta Fabio Zannier e a tutti i ragazzi che stanno crescendo anno dopo anno. Sono certo che la direzione intrapresa sia quella giusta».
Sempre nel fine settimana, a Terni, hanno sostenuto la 4a prova di spada (e fioretto) anche i master dell’Asu: Alessandra Asquini ha guadagnato la 5a posizione nel fioretto e la 16a nella spada; Silvia Piani è arrivata 34a; Umberto Spanò, 18°.

GINNASTICA ARTISTICA MASCHILE – Belle soddisfazioni anche per Lorenzo Facchini (1°) e Fabio Orlandini (2°) durante la 1a prova regionale Gold Allievi di ginnastica artistica maschile. «Ci sono stati alcuni errori ma, in vista della seconda prova che si svolgerà il 20 marzo e della zona tecnica che sarà i primi di aprile, cercheremo di migliorare per arrivare più preparati», ha spiegato l’allenatore Francesco Braidot

RITMICA – È stato un bel fine settimana anche per le farfalle della ritmica. Le più piccole sono state impegnate nella gara regionale silver allieve e junior LA LB LC. Per le Allieve 4, 1a Stella Meneghin, 2a Angelica Dorigo, 3a Arianna Morotto. Per le Allieve 3, 1a Giulia Facinoli, 2a Elisa Maria Vincenzi. Per le Allieve 1, 3a Greta Martinuzzi. Per le junior 1, 2a Ginevra Romano, 4a Victoria Dionisio, 10a Sofia Bon.

CAMPIONATO DI RITMICA A1 – A Bari, si è invece tenuta la 2a prova della serie A1 di ginnastica ritmica! In pedana sono scese Tara Dragaš, Isabelle Tavano, Elena Perissinotto e Alexandra Agiurgiuculese. «Le ragazze sono state bravissime – ha spiegato la tecnica Spela Dragaš -. In più, rispetto alla prima prova non hanno commesso gravi errori. Tara ha fatto il suo esercizio contenuto, concentrato, ma con tante riserve e margini di miglioramento. Nonostante questo, le sue sono state nuovamente le seconde migliori clavette, con 29.800 punti (dopo il secondo miglior cerchio della prima prova). Purtroppo deludenti i punteggi assegnati a Isabelle Tavano, che ha eseguito un bell’esercizio al nastro (25.500), e alla palla (24.550) di Elena Perissinotto, anche questo un esercizio ben fatto». In pedana anche Alexandra Agiurgiuculese. L’aviere dell’Aeronautica Militare tesserata Asu che si allena al centro Federale di Desio, ha portato l’esercizio al cerchio raggiungendo 24.550 punti.

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In copertina, ecco la compagine dei fiorettisti udinesi che è scesa in campo a Caorle.

 

Da Trebiciano alla dolina di Orlek: domenica invito primaverile sul Carso

Per “Piacevolmente Carso”, a chiusura della stagione invernale e in anteprima di quella di primavera, domenica 13 marzo la cooperativa Curiosi di natura propone una passeggiata dalle 9.30 alle 13.30 da Trebiciano alla spettacolare dolina di Orlek, in Slovenia. Vicina a Sesana, profonda 100 metri, larga 250 e dalle pareti a picco, è stata dichiarata “monumento naturale” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Un percorso quasi interamente in piano, in parte tra boschi ancora spogli tra cui spicca il giallo dei cornioli in fiore. Sul fondo della conca di Orlek cresce invece un bosco di carpini bianchi, e tra le rocce coperte dal muschio spiccano le fioriture precoci del bosco di dolina. Un facile itinerario di 7,5 km, su un dislivello di soli 100 metri. Sono consigliate scarpe da trekking o con suole antiscivolo.
Ritrovo alle 9.10 nello spiazzo vicino al cimitero di Trebiciano (bus numero 51 da Trieste). Costi: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni, gratis i minori di 6. E’ richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

“Piacevolmente Carso” ha il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, il patrocinio di PromoTurismoFVG, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), “Sapori del Carso”, i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina e all’interno escursioni sul Carso, gemme di corniolo e dolina di Orlek.

Donne e conciliazione vita-lavoro in Fvg: cresce l’attenzione delle cooperative

Cresce l’attenzione delle imprese cooperative verso le politiche di genere e le cooperatrici. Lo rende noto Confcooperative, in occasione dell’8 marzo, divulgando i dati di una ricerca condotta dal proprio Ufficio studi su un campione di 87 imprese cooperative del Friuli Venezia Giulia. Il 46 per cento delle cooperative afferma di impegnarsi “molto” o “moltissimo” sul tema della valorizzazione delle diversità di genere. «Solo pochi anni fa – commenta Paola Benini, coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg – una percentuale di questo tipo sarebbe stata impensabile: negli ultimi anni c’è stato un netto passo avanti in termini di sensibilità delle imprese verso la questione. Ciò vale innanzitutto per il mondo cooperativo, dove le donne lavoratrici rappresentano circa il 52 per cento degli addetti. C’è, però, ancora una presenza troppo limitata delle donne ai vertici delle imprese».
Soltanto nel 25 per cento delle cooperative, infatti, le donne rappresentano la maggioranza degli amministratori: il 33 per cento delle cooperative, però, conferma di porsi l’obiettivo di una crescita del numero delle amministratrici nella propria impresa. «Un obiettivo che, però, deve essere confermato da iniziative concrete che vadano in questa direzione», spiega Benini, ricordando altresì che «gli imprenditori e le imprenditrici non possono essere lasciati soli sul tema della conciliazione vita-lavoro. Il problema gravissimo della denatalità, una cura attenta e competente dei nostri bambini e dei nostri anziani, non può e non deve ricadere solo sulle donne e sulle imprese più attente e illuminate. È un tema di benessere sociale e di costruzione del futuro che dovrebbe ossessionare la nostra classe dirigente politica».
Più attenzione alle politiche di genere. Su questo secondo fronte c’è ancora molto lavoro da fare. I dati sono, comunque, incoraggianti: il 51 per cento delle cooperative si sta impegnando per migliorare l’attenzione alle politiche di genere nei processi di selezione del nuovo personale, e il 57 per cento annuncia iniziative per lo sviluppo professionale delle lavoratrici. Sul tema della conciliazione vita-lavoro: il 63 per cento delle cooperative intervistate afferma di voler adottare un’organizzazione del lavoro orientata a favorire la conciliazione e il 50 per cento vuole sensibilizzare tutti i collaboratori sul tema delle pari opportunità. Infine, il 53 per cento delle imprese cooperative intende promuovere un particolare impegno per l’individuazione dei fenomeni di violenza di genere all’interno dell’organizzazione con messa in mora dei responsabili e tutela delle vittime. «Proprio il Friuli Venezia Giulia – ricorda infine Paola Benini – è stato, nel 2019, una delle prime regioni in Italia a dotarsi di un Protocollo tra sindacati e associazioni datoriali per il contrasto alla violenza di genere sui luoghi di lavoro. E una ulteriore spinta all’attenzione per la parità di genere potrà venire dalle clausole inserite nei bandi Pnrr». La parità di genere, infatti, è una delle priorità trasversali anche nei bandi del Pnrr: le imprese beneficiarie dei bandi, a esempio, dovranno promuovere l’assunzione di donne, giovani e disabili per una quota non inferiore al 30 per cento.

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In copertina, Paola Benini coordinatrice della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Fvg.

 

Medici Fvg, sbloccate le indennità per i collaboratori di studio

Due milioni di euro per l’indennità a favore dei medici che hanno assunto un collaboratore di studio: questo quanto accordato dalla Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, con l’assessorato regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia. Il tutto a vantaggio dei pazienti che potranno contare su servizi duraturi nel tempo.
«Un risultato – ha commentato il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti – che sblocca anni di indennità per il personale di studio non corrisposte e che è stato reso possibile grazie al lavoro costante e silenzioso della Fimmg e alla preziosa collaborazione instaurata con l’assessore Riccardo Riccardi. Riteniamo questo un importante risultato ottenuto dal nostro sindacato e crediamo che questo sia un ulteriore passo per la riorganizzazione della medicina di famiglia».
Nel ricordare che le altre sigle sindacali non hanno sottoscritto questo accordo, la Fimmg spiega che la precedenza nell’erogazione dei fondi viene data a chi ha già proceduto all’assunzione del personale negli anni scorsi e che quindi sta già fornendo un servizio al cittadino. «Ma lo stanziamento di questi fondi – ha concluso Agrusti – è tale da permettere di soddisfare le richieste anche di altri medici che assumeranno nei prossimi mesi questo personale. Il tutto a vantaggio della popolazione, che grazie anche a questo intervento vedrà la medicina di famiglia sempre più proiettata verso nuove forme di organizzazione che devono prevedere un lavoro in microteam tra medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, personale infermieristico e amministrativo. Il tutto con la possibilità di avere a disposizione la diagnostica di primo livello (elettrocardiografi, spirometri, ecografi, ndr) per semplificare e migliorare l’assistenza alla popolazione».

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In copertina, il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti.

 

Ucraina, a Nimis un appello del sindaco ricordando quanto il paese soffrì nel 1944

(g.l.) «Dopo due anni in cui l’umanità è stata messa a dura prova dalla pandemia, nessuno si augurava di assistere ad una guerra sul suolo europeo. L’Amministrazione, la Pro Loco e la Protezione civile del Comune di Nimis vogliono esprimere la propria profonda solidarietà per il popolo ucraino e per gli italiani che si trovano in questo momento in quei territori». Comincia così una lettera che il sindaco Gloria Bressani ha diretto ai propri concittadini alla luce di quanto purtroppo sta avvenendo nella nazione dell’Est europeo aggredita dalla Russia. Un appello al quale la popolazione sicuramente risponderà generosamente, considerando che un’esperienza analoga il paese aveva provato nel corso dell’ultima guerra, quando Nimis il 29 settembre 1944 fu data alle fiamme e gli abitanti, costretti alla profuganza, trovarono ospitalità nelle comunità vicine, come Tarcento, Segnacco, Collalto, Tavagnacco e altri ancora.
«Molti di loro – prosegue infatti il primo cittadino – sono stati costretti a lasciare le proprie case e la propria terra, e si stanno dirigendo verso i campi profughi già allestiti ai confini europei. La generosità delle persone del nostro territorio é ben nota, ma deve essere correttamente organizzata e indirizzata. Perciò l’amministrazione comunale in collaborazione stretta con la Pro Loco e la Protezione Civile di Nimis ha deciso di allestire un centro di raccolta presso la sede della Protezione Civile di Nimis, in via Matteotti che sarà attivo il lunedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e il mercoledì dalle 15.30 alle 18.30. Negli altri giorni e orari sarà possibile contattare i numeri 335.1079038 e 335.1079039 per concordare la consegna dei materiali. Tutti i materiali raccolti saranno trasportati e consegnati direttamente dalla protezione civile presso i punti individuati dalle autorità regionali».
In aggiunta a questa iniziativa comune, la Pro Loco del comune di Nimis – annuncia ancora il sindaco – organizzerà una giornata speciale dedicata alla raccolta sul parco delle Pianelle, domenica 13 marzo, a partire dalle ore 10. A coloro che vorranno partecipare, la Pro Nimis offrirà un ottimo piatto di pastasciutta.

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In copertina, scene di disperazione alla partenza dei profughi ucraini. (Foto Ansa)

 

“Get out”, un progetto per i giovani: domani la presentazione a Flambro

di Silvio Bini

L’amministrazione comunale di Talmassons, con Aspic (Associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo e della comunità) e Time for Africa, ha aderito al progetto “Get out”, in collaborazione con i Comuni di Bertiolo, Mortegliano e Castions di Strada, cofinanziato dalla Regione Fvg e dal Ministero delle Politiche sociali. L’iniziativa – come ha spiegato il sindaco Fabrizio Pitton – ha lo scopo di formare alcuni ragazzi del Comune affinché possano diventare delle antenne in grado di incanalare le necessità, i bisogni, le idee e le proposte dei giovani della comunità. Essi potranno fungere da portavoce dei loro coetanei e potranno vivere pienamente le dinamiche della società in cui vivono, analizzandole da un punto di vista privilegiato.
Il tutto prenderà il via con un corso di formazione online per i ragazzi che durerà circa nove ore suddivise in tre incontri. Il progetto verrà presentato domani, 7 marzo, nel Teatro dei Piccoli di Flambro, alle 20.30. All’incontro, sono invitati tutti quei ragazzi dai 16 ai 25 anni che si sentono motivati e che credono che intraprendere questo percorso possa rappresentare un’opportunità di crescita personale e di miglioramento della società in cui sono inseriti.

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In copertina, il Teatro dei Piccoli di Flambro e qui sopra il Municipio di Talmassons.

La “Festa delle Cape” ritorna da oggi per tutti i buongustai a Lignano Pineta

di Silvio Bini

I sapori del mare grandi protagonisti a Lignano Pineta. Nei weekend 5-6 e 12-13 marzo appuntamento, infatti, con la 37ma edizione della “Festa delle Cape”, allestita in piazza Marcello D’Olivo, con l’apertura dei chioschi alle ore 11.
La rinomata manifestazione lignanese ha una lunga storia. E’ nata nel 1984 grazie all’iniziativa di alcuni pescatori professionisti e portata poi avanti dall’Associazione Aps (Associazione pescatori sportivi) “Al mare” di Lignano. Ha lo scopo di far conoscere i prodotti ittici del mare Alto Adriatico a residenti e turisti e devolve il ricavato in beneficenza. Nelle passate edizioni sono stati aiutati l’Agmen, La “Via di Natale”, Il Centro Trapianti di Organi, i Bambini in Emergenza ed alcune realtà private del territorio.
I classici piatti serviti alla “Festa delle Cape” sono peverasse (vongole), cappe lunghe (cannolicchi), sardelle alla griglia, impanate o in saor, calamari o seppioline e molte altre specialità locali di pesce catturato in zona. Vere tentazioni per gli amanti dei sapori di mare.

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In copertina, cappe lunghe in cottura sulle griglie pronte per essere riaccese da oggi.

 

Quando il trauma diventa arte, oggi l’installazione fa tappa a Nova Gorica

Dopo la tre giorni pordenonese, a febbraio, l’installazione multimediale Ptsd fa tappa, oggi, al Mostovna di Nova Gorica (Cesta IX. korpusa 99A, 5250 Solkan). Il vernissage è in programma alle 17. A seguire un talk nel quale organizzatori e autori si confronteranno rispetto al processo creativo legato alla realizzazione delle opere multimediali. Concluso l’appuntamento sloveno, Ptsd riprenderà il suo viaggio tornando in regione per nuove tappe.

L’INSTALLAZIONE – Ptsd è un gioco di parole. È l’acronimo di Post Traumatic Stress Disorder (disordine da stress post traumatico), ma anche di Piattaforma Trans-Settoriale di Digital-art. Attraverso lo scambio di competenze e saperi tra ambiti disciplinari diversi quali l’artigianato, l’ingegneria del suono, le neuroscienze e le arti digitali, l’associazione Altrememorie – grazie al finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Zavod R.o.R, BridA, Casa dell’Arte, Spazio DoubleRoom, Comune di Pordenone, ExConventoLive, Associazione Sonic Pro, Zeroidee, Cas’Aupa, Ottagono, Menti Libere – ha cercato di indagare sul trauma, tematica assolutamente attuale e capace di aprire a riflessioni complesse quanto fondamentali. Questa esplorazione – realizzata grazie a una serie di incontri e interviste con neuro scienziati, psicologi e psicoterapeuti – è stata tradotta poi in chiave artistica con la costruzione di un particolare spazio fisico, sonoro e visivo costituito da 100 stativi di ferro che sorreggono 14 lampade e 8 speaker: Ptsd.

IL CERVELLO – Il pubblico si troverà di fronte alla rappresentazione astratta di un sistema cerebrale colpito dal disturbo da stress post traumatico. Potrà così comprendere (almeno in parte) grazie al linguaggio dell’arte, cosa succede a un cervello sottoposto a un evento inaspettato, improvviso, grave, che ha comportato lesioni psicologiche, violenze fisiche o sessuali, il rischio di morire. «Parliamo di trauma ma anche di individualità – hanno sottolineato gli ideatori del progetto -, innumerevoli storie ci raccontano di come uno stesso evento può avere effetti molto differenti su individui diversi. Il suo effetto traumatico dipende dalla resilienza del soggetto e la resilienza dall’equilibrio interiore. Il trauma, dunque, è qualcosa di fortemente impattante nel nostro modo di vedere il mondo, di vivere e di agire nella società e nella collettività».

COMPETENZE E SAPERI – L’installazione artistica è stata realizzata da Zeroidee grazie a figure professionali di ambiti e competenze diverse: Giovanni Chiarot e Matteo Carli – ideazione e sviluppo, Renato Rinaldi – supporto artistico, Mattia Piani – programmazione e sound design, Bruno Ribis – strutture metalliche, Simona Martino – supporti in legno, Tiziano Zaramella – montaggio e cablaggio, Soluzioni SRLS – supporto tecnico, Franco Fabbro, Cinzia Canderan, Luciana Palumbo, Ilaria Guarracino – consulenza scientifica in neuroscienze.

Ptsd raccontato con immagini e parole dagli autori: https://vimeo.com/678670532

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In copertina, ecco una veduta di Nova Gorica che oggi ospiterà l’installazione.

 

“Il tempo rimasto”, oggi a Trieste la vecchiaia raccontata da Gaglianone

La Cappella Underground di Trieste e l’Associazione De Banfield onlus ancora insieme per riflettere sui temi della terza età e della vecchiaia attraverso il linguaggio della settima arte. Oggi, alle 18, al Cinema Ariston di Trieste presentazione del documentario “Il tempo rimasto” (Italia 2021), firmato dal regista Daniele Gaglianone, atteso ospite in sala: una produzione di Andrea Segre per Zalab, presentato fuori concorso al 39° Torino Film Festival.


L’appuntamento rappresenta un evento speciale all’interno del ciclo mensile di conferenze “Obiettivo Salute” di CasaViola, ed è realizzato in collaborazione con Zalab e con Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario. Il film è il risultato di un lungo viaggio che il regista – particolarmente conosciuto proprio per i suoi lavori nell’ambito del cinema del reale – ha intrapreso nelIn copertina e all’interno tre fotogrammi del film del regista Daniele Gaglianone. 2019 lungo tutta la penisola per raccontare il rapporto con la vita, con il passato e con il futuro di un gruppo di uomini e donne nella terza età. Il vero protagonista di questo lavoro è proprio il tempo. È un film su dei bambini e dei giovani che ora, con le rughe disegnate sul viso, ritornano indietro, a volte come se fossero di nuovo là dove sono stati. In questa distanza che cerca di annullarsi abita il confronto fra il tempo che resta e quello che resterà.

Il film realizza un viaggio dentro questa dimensione, raccontando cosa significa attraversare questa soglia e restarci in bilico fra lacrime inattese e risate improvvise. Una riflessione sulla vecchiaia e su cosa si può scoprire guardandosi in questo specchio. I frammenti di vita lontana si inanellano e scivolano uno dentro l’altro legando fra loro persone lontane, ma procedendo per il sentiero si riconosce il filo leggero e solido che può guidare chi percorre questo labirinto.
«Realizzare Il tempo rimasto è stata un’opportunità di ascoltare parole che sembra che la nostra società non voglia più ascoltare; osservare e scrutare volti che la nostra società sembra non voler più vedere – spiega Gaglianone -. Mai come in questi due anni di pandemia si è parlato di chi ha molti anni sulle spalle e vive una condizione di fragilità; ma nello stesso tempo la vecchiaia è sparita dalla nostra quotidianità. Nel film non si parla di emergenze sanitarie e l’attualità non domina il procedere del racconto, tutt’altro. Dopo aver fatto questo lungo viaggio in decine e decine di storie, penso di aver vissuto il privilegio di incontrare un mondo prezioso. Farebbe bene al nostro mondo bulimico, sempre più schiacciato su un presente scivoloso perdersi in questo tempo sospeso», conclude il regista.
La proiezione sarà introdotta dalla presidente di Cappella Underground, Chiara Barbo, e dalla vicepresidente dell’Associazione De Banfield onlus, Mariella Magistri De Francesco. A conclusione l’intervento del regista Daniele Gaglianone.

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In copertina e all’interno tre fotogrammi del film del regista Daniele Gaglianone.