I medici Fimmg del Friuli Venezia Giulia rendono omaggio alle vittime del Covid

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) ha ricordato ieri la Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid, condividendo le parole del segretario nazionale Silvestro Scotti.
«Per i medici di medicina generale il 18 marzo è una data carica di significato, di dolore, ma oggi anche di speranza. Il nostro pensiero va ai tantissimi pazienti che hanno lottato, ma non ce l’hanno fatta. Ma anche ai colleghi che sono stati in prima linea e da medici di famiglia, dopo aver dato tutto, sono divenuti anch’essi pazienti ai quali, purtroppo, abbiamo dovuto dire addio. Il 18 marzo 2020 gli occhi dell’Italia intera furono aperti dall’immagine di decine e decine di mezzi militari che trasportavano via da Bergamo i feretri di centinaia di persone falcidiate dal virus. Le nostre anime, come medici di medicina generale, erano purtroppo già state scosse da quel dolore – ricorda Scotti -. In quei mesi sembrava non esserci una via d’uscita, tutti noi cercavamo di fare il possibile e l’impossibile per rispondere alle centinaia, migliaia, di richieste di aiuto. Senza neanche la possibilità di metabolizzare il dolore per le moltissime perdite e nella consapevolezza che per molti, quella disponibilità, l’imperativo morale di rispettare il giuramento di Ippocrate, sarebbe costato un prezzo altissimo».
Oggi, grazie ai vaccini, i decessi sono infinitamente meno; ma resta la consapevolezza della medicina generale di essere il baluardo al quale è ancorato il diritto alla salute di milioni di italiani. Ed è sempre il segretario generale di Fimmg a ricordare l’impegno dei medici di medicina generale sui quali ricade l’assistenza sanitaria per l’enorme numero di casi, arrivati ormai a quota 13 milioni. «Pazienti ai quali – conclude Scotti – bisogna sempre poter garantire cure di prossimità, nel rispetto delle fragilità e della complessità che necessariamente si lega a molte situazioni di cronicità, soprattutto adesso che dobbiamo e che avremo nuovi presidi terapeutici che vanno sempre di più liberati alla responsabilità del medico rispetto a quella della burocrazia amministrativa».

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In copertina, la rappresentazione grafica del Covid-19 noto anche come Coronavirus.

 

Special Olympics, grande festa a Udine per il via alla corsa diretta a Torino

Come da programma, è partita ieri da Udine la corsa per i XXXVII Giochi Nazionali Estivi Special Olympics: ora il viaggio proseguirà in tutta Italia fino a raggiungere Torino, sede dell’evento. «Siamo felici di poter ospitare in regione questo importante evento», ha detto il direttore di Special Olympics Fvg, Giuliano Clinori, in occasione dell’accensione della torcia diretta al capoluogo piemontese. «Il corteo della Torch Run parte oggi da Udine in direzione di Venezia, dove arriverà domani, per proseguire a Trento, Vigevano e via fino a percorrere tutta l’Italia e approdare a Torino per i Giochi di giugno. L’auspicio è che l’accensione di questa fiaccola, qui, nel capoluogo friulano, che poi attraverserà tutto il Belpaese, possa essere un simbolo di luce. Un segnale di gioia e positività per i ragazzi che parteciperanno, e con loro, per tutti. La mission di Special Olympics, infatti, va oltre lo sport. Il movimento promuove la cultura del rispetto e dell’inclusione a beneficio dell’intera comunità e in un momento tanto delicato e complesso, continuare a sostenere questi valori è assolutamente indispensabile».


Il corteo della Torch Run si è incontrato in piazza Libertà, a Udine, dove è avvenuta la cerimonia ufficiale. Ad accogliere gli atleti di Special Olympics, accompagnati dagli studenti dell’Istituto Volta c’erano il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e l’assessore comunale allo sport, Antonio Falcone. «Udine è orgogliosa di poter dare il via al lungo viaggio che la fiaccola farà prima di giungere a Torino, dove si terrà questa edizione dei Giochi – ha sottolineato il primo cittadino del capoluogo friulano -. Un percorso lungo come quello che ha portato questa bella iniziativa a toccare la sua trentasettesima edizione, diventando un appuntamento annuale fortemente sentito e partecipato, che quest’anno assume il significato particolare di una sfida vinta, quella con la pandemia che per due anni ha condizionato le nostre vite». Nell’occasione, il sindaco Fontanini ha anche apposto la (prima) firma sulla pergamena che accompagnerà la Torch Run lungo tutto lo Stivale e che, a Torino, sarà consegnata al Comitato organizzatore dopo essere stata autografata dai primi cittadini che hanno ospitato ciascuna delle tappe in programma.

«Desidero ringraziare gli organizzatori di questa importante iniziativa e gli atleti – ha detto l’assessore Falcone -, lanciando a tutti un messaggio chiaro sull’importanza che l’attività fisica ha sulla psiche e, più in generale, sulla qualità della vita e ricordando anche quanto lo sport sia occasione di aggregazione e strumento di abbattimento delle barriere che ancora esistono nella nostra società. Auguro quindi a tutti di dare il meglio di sé in questa competizione e, soprattutto, di divertirsi, perché la vera vittoria, prima ancora che arrivare al podio, è stare bene con gli altri e con sé stessi».
Betty Pusiol, direttrice di Special Olympics Veneto, ha posto l’attenzione su quanto siano stati difficili i due anni di pandemia per questi atleti, sottolineando: «Per noi questa è una giornata importante, perché dopo due anni in cui le molte attività programmate si sono tenute quasi esclusivamente in modalità digitale, finalmente i nostri ragazzi potranno confrontarsi come erano soliti fare prima della pandemia. Sono stati anni complessi per loro, senza dubbio fra le categorie che più hanno sofferto l’isolamento. I Giochi di Torino, attesissimi, saranno anche una prova generale, in attesa dei mondiali del 2025. La fiaccola che comincia oggi il suo percorso da qui, e che farà tappa a Venezia, domani, rappresenta da un lato il grande impegno profuso da tutti coloro che fanno parte del Movimento, e dall’altra vuole essere simbolo di speranza, fratellanza e pace, di cui abbiamo molto bisogno. Un segnale importante che nasce da un bel momento di condivisione».

A Udine c’era anche il pluricampione Davide Benetello vicepresidente nazionale Fuljikam – Federazione italiana judo lotta karatè arti marziali (responsabile del settore Karate) e membro della Steering Committee per i diritti e doveri degli atleti del Comitato Olimpico Internazionale, il quale ha ricordato come quella che si è tenuta a Udine è «una manifestazione che unisce non solo il bel mondo sportivo “Special Olympics” italiano, ma che ci rende tutti protagonisti di un ennesimo riconoscimento dell’immensa importanza che ha, lo sport “tutto”, nel senso assoluto del termine, nell’inclusione. Questi fantastici ragazzi e atleti insegnano a noi tutti i veri valori dello sport e saranno “portabandiera” di quello che io definisco come uno degli appuntamenti più importanti dell’anno sportivo».
Silvio Fauner, campione olimpico e assessore allo sport del Comune di Sappada, impossibilitato a esserci, in una nota ha fatto sapere: «Abbiamo ospitato i Giochi Invernali subito prima dello scoppio della pandemia, ed è stato bellissimo, questi ragazzi hanno davvero lasciato il segno nella comunità. Già dal 2021 avremmo voluto poterli accogliere nuovamente, ma purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria siamo stati costretti a posticipare i Giochi per ben due volte. Spero potremo recuperare presto. Intanto, auguro a tutti di gareggiare al meglio e di divertirsi, nell’attesa di incontrarli nuovamente, ancora più numerosi del 2020, a fine anno, per i nuovi Giochi Invernali. I sappadini li attendono a braccia aperte».

Conclusi gli interventi istituzionali, la lanterna accesa poco prima ha cominciato il suo viaggio – grazie allo sponsor Toyota, che ha messo a disposizione un’autovettura – in direzione di Venezia accompagnata da Christian Clemente, un atleta Special Olympics del Veneto.
Alla cerimonia hanno presenziato anche l’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli; il colonnello dell’Arma dei carabinieri, Orazio Ianniello, in rappresentanza di Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi; la presidente del Panathlon club Udine, Margherita Alciati; il presidente regionale dell’Ansmes – Associazione Nazionale Stelle e Palme al Merito Sportivo, Lido Martellucci; il fiduciario del Coni, Mario Gasparetto; il presidente del Cip – Comitato Italiano Paralimpico regionale, Giovanni De Piero. Proprio lui, augurando al team di portare a casa tante medaglie ha però voluto sottolineare quanto «lo sport è vita, socialità e amicizia e con questi obiettivi non è importante vincere ma fare esperienze e nuove amicizie». In rappresenta del Comune di Udine hanno presenziato alla cerimonia anche gli assessori Maurizio Franz ed Elisabetta Marioni.

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In copertina e all’interno due immagini della festosa cerimonia di ieri a Udine.

 

Trieste, Fondazione Luchetta impegnata a favore dei profughi dell’Ucraina

Nelle settimane che hanno riportato in Europa drammatici venti di guerra, e costretto già quasi 3 milioni di cittadini ucraini a lasciare il loro Paese, la necessità di garantire accoglienza tempestiva a chi ha dovuto lasciare all’improvviso la sua casa e si trova senza riferimenti in terra straniera è diventata emergenza prioritaria.
«Per questo¯- spiega la presidente Daniela Luchetta – la nostra Fondazione si è messa a disposizione in tempi molto rapidi: le prime famiglie, che provengono da zone diverse dell’Ucraina, sono arrivate in questi giorni, attraverso un lungo viaggio in corriera da Leopoli Si tratta di otto donne, delle quali sei madri e due zie, giovanissime, e di 8 minorenni, di età compresa fra 4 e 17 anni. Tutti i bambini hanno già ricevuto una visita medica all’ospedale infantile Burlo Garofolo, sei di questi sono affetti da patologie varie per le quali stiamo predisponendo visite specialistiche e percorsi di cura. Le famiglie al momento si trovano nelle nostre strutture di accoglienza, con tutta l’assistenza necessaria: parte nella nostra sede di via Chiadino e parte nella Casa Steffè, a Bristie-Sgonico. Proprio Casa Steffè – anticipa ancora la presidente Luchetta – sarà sede di riferimento per il Cas, Centro di Accoglienza Straordinaria, che la Fondazione ha avviato questi giorni, d’intesa con la Prefettura di Trieste, per l’accoglienza dei profughi ucraini. Ci sono stati momenti di grande commozione, quando le madri ucraine hanno capito di aver portato i loro bambini al sicuro, e di potersi affidare a noi. Nei giorni precedenti la Fondazione aveva già ospitato un primo bimbo e sua mamma sfuggiti al conflitto in Ucraina, accompagnati dalla giornalista Rai Felicita Pistilli. Il Cas segna un passaggio di testimone con il precedente progetto Sai-Siproimi, in fase di chiusura: è rimasta solo una famiglia pachistana che sarà ospite ancora per qualche tempo a Bristie».
E c’è di più: nelle prossime settimane la Fondazione si appresta ad ospitare ulteriori profughi, questa volta di provenienza afghana. «Prosegue infatti – sottolinea Daniela Luchetta – il nostro impegno per la risoluzione di alcune difficili storie di famiglie afghane con minori gravemente ammalati: bambini che non possono più curarsi regolarmente nel loro Paese, e che contiamo di poter ospitare a Trieste, nelle nostre sedi. L’esperienza della Fondazione Luchetta è diventata un riferimento importante, a livello internazionale, per l’attività di solidarietà sanitaria grazie al networking fra istituzioni italiane ed enti e realtà del territorio. Non vogliamo disperdere questo circolo virtuoso e siamo pronti a fare gli straordinari, con la squadra di operatori e volontari della Fondazione, per garantire assistenza a chi ne ha bisogno: bambini e giovani che cercano di lasciare l’Afghanistan, insieme alle loro famiglie».

Per far fronte alle molteplici emergenze, la Fondazione Luchetta, che non gode di contributi
pubblici permanenti, indice una raccolta fondi sulla pagina Facebook e nel Centro di Raccolta di
Via Valdirivo 16a. È anche possibile donare via bonifico bancario, IBAN IT 39 B 02008 02230
000048893508 – BIC SWIFT UNCRIT2BOPA.

INFO fondazioneluchetta.eu

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In copertina, Casa Steffè a Bristie-Sgonico; all’interno, la presidente Daniela Luchetta.

Ad Azzano Decimo la parità di genere interpretata dai lavori degli alunni

Una Giornata Internazionale della Donna davvero speciale quella vissuta negli spazi del supermercato Coop Azzano Decimo, che attraverso i suoi soci e Coop Casarsa (la quale gestisce il supermercato azzanese) dall’11 marzo ospita i lavori delle bambine e delle ragazze dell’Istituto comprensivo “Novella Cantarutti”. Con creatività e impegno hanno raccontato attraverso diverse forme, dal collage alla scrittura, dal disegno alla poesia, il tema dell’uguaglianza di genere, aiutate anche dai loro compagni maschi. L’inaugurazione della mostra, che rimarrà visibile a tutti i clienti della cooperativa nei prossimi giorni, si è conclusa con l’offerta ai giovani artisti di una gustosa merenda da parte di Coop Casarsa e della donazione all’istituto comprensivo, da parte della stessa cooperativa, di un bancale di materiale didattico.

Sono intervenuti il presidente di Coop Casarsa Mauro Praturlon, il quale ha ricordato come da sempre la cooperativa sia al fianco delle comunità che serve, e Carmela Bagnato, a nome del gruppo soci, la quale ha sottolineato il grande impegno che da anni la base sociale porta avanti per l’eguaglianza di genere (da non dimenticare che l’8 marzo sono state donate dalla cooperativa, e distribuite dai soci, le mimose alle clienti). Il vicario dell’Istituto comprensivo Luca Tesolin, portando il saluto della dirigente Maria Rita Esposito, ha rimarcato la collaborazione positiva con la cooperativa (la scuola era rappresentata, oltre che dagli alunni con famiglie, anche da numerose docenti). Infine, Isabella Fiorot, assessore alle politiche dell’integrazione, pari opportunità e politiche energetiche di Azzano Decimo ha sottolineato come questo evento s’inserisca nell’ampio programma comunale per la Giornata Internazionale della Donna (presente anche la vicesindaco Lorella Stefanutto). Alla fine, come detto, visita alle opere e merenda organizzata dal caponegozio di Coop Azzano Decimo, Michele Zilli, su coordinamento del direttore di Coop Casarsa, Stefano Cesarin.
Ad ispirare i lavori delle ragazze, la lettura di “Mimosa in fuga”, albo illustrato con testi di Serena Ballista e disegni di Paola Formica (edizioni Carthusia) in cui si racconta la vera storia del simbolo italiano che rappresenta questa Giornata, ovvero la mimosa.

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In copertina e qui sopra alcuni lavori degli alunni; all’interno, i saluti istituzionali e la donazione del materiale didattico.

A Pordenone nasce una cooperativa tra i banchi dell’Istituto Mattiussi-Pertini

Quando lo spirito associativo entra a scuola e stimola a creare una cooperativa tutta interna all’istituto: è quello che hanno fatto gli studenti della classe quarta dell’indirizzo di Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Isis Mattiussi-Pertini di Pordenone. Il tutto in forma simulata, ma rispondente ai reali passaggi che si devono seguire per l’istituzione, grazie all’intervento in classe di Confcooperative.  Gli studenti hanno scelto, tra le varie forme d’impresa, proprio la cooperativa visto che ben si adatta a promuovere i valori della democrazia economica e della partecipazione. A sostenerli in questo percorso è stata, appunto, Confcooperative che da anni promuove progetti per diffondere i valori dell’impresa cooperativa e della imprenditività nelle scuole del Friuli Venezia Giulia attraverso il servizio Educoop coordinato da Anna Quaia.

Gli studenti col presidente Piccoli.


A fare le funzioni di “notaio”, ancorché in una simulazione di come si costituisce un’impresa vera e propria, è intervenuto proprio il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli. “Fa onore a ragazze e ragazzi e all’Isis Mattiussi-Pertini aver scelto di investire tempo in questa sperimentazione – ha commentato il presidente -. Avvicinarsi fin dai banchi di scuola al modello cooperativo è importante e continueremo a sostenere con convinzione iniziative come queste. Ed è significativo che questa esperienza verrà presentata nel corso del primo evento del nostro Gruppo Giovani imprenditori che si terrà presso il Vcr Research Center a Rauscedo il prossimo 1 aprile.”
“CoopOrienta” è il nome che i giovani aspiranti imprenditori del Mattiussi-Pertini hanno dato alla cooperativa scolastica da essi costituita: l’obiettivo è promuovere attività di orientamento per gli studenti in uscita dall’istituto pordenonese, così da favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro. In programma, all’interno del progetto, un evento destinato agli studenti delle classi quarte, dove verranno invitati a parlare ex studenti del Mattiussi e cooperatori, per raccontare i rispettivi percorsi professionali, e anche una visita a una cooperativa della zona.
Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo della scuola e il mondo della cooperazione ed è significativa anche la concretezza con la quale gli studenti intendono affrontare il tema dell’orientamento post scolastico, a testimoniare l’importanza che il tema ha oggi nell’ambito della scuola.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli che ha sostenuto l’iniziativa.

 

Donne, imparate a difendervi! Corsi al via domani a Precenicco, Muzzana e Latisana

di Silvio Bini

Non è che che nei Comuni della Bassa friulana si senta parlare di aggressioni a persone, ma la percezione dell’insicurezza per i cittadini è comunque elevata. Sarà anche colpa delle strade sempre più vuote dei paesi, delle vetrine spente e degli edifici abbandonati, fatto sta che si temono ormai solo incontri cattivi, che normali sembrano non esistere più, soprattutto la sera. Sarà per questo che «i Comuni di Latisana, Ronchis, Palazzolo dello Stella, Precenicco, Muzzana del Turgnano e Pocenia, nell’ambito delle attività del Corpo intercomunale di Polizia locale, con il contributo della Regione, hanno organizzato tre corsi gratuiti di autodifesa femminile e sicurezza che tengono conto dell’esigenza di unire alla preparazione tecnica sull’autodifesa anche importanti nozioni relative alla prevenzione, ad un corretto approccio psicologico e alla conoscenza della normativa che tutela l’incolumità personale».

L’inizio dei corsi è previsto per domani 17 marzo. Si svolgeranno a Precenicco, Muzzana del Turgnano e Latisana, con diverse modalità, diverse giornate ed orari, che si possono controllare sull’apposita locandina. Gli interessati verifichino se sono possibili ancora le iscrizioni che erano aperte fino a due giorni prima dell’inizio dei singoli corsi; quindi se accoglibili dovranno compilare la scheda di iscrizione online sui siti Internet dei Comuni – su www.irss.it/iscrizione-autodifesa-bassafriulana-2022 – inquadrando con lo smartphone il Qr Code sulla locandina. Sarà richiesto il Green Pass rafforzato e per le persone abitualmente sedentarie è raccomandato un controllo medico prima dell’inizio delle lezioni pratiche.

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Comincerà invece il 12 aprile e si concluderà il 12 maggio, il Corso gratuito di difesa personale per adulti e ragazzi dai 14 anni, a Palazzolo dello Stella, organizzato dall’assessorato alla Polizia locale e dalla Pro Loco. Guidato dal maestro Silvano Rinaldo, il corso si terrà nella palestrina del Centro polifunzionale “Adriano Biasutti“, nelle giornate di martedì e giovedì, dalle ore 19.30 alle 20.30. Per informazioni ed iscrizioni: propalazzolo@propalazzolo.it oppure chiamare Simone al 348.4964743. Saranno richiesti certificato medico in corso di validità e Green Pass rafforzato.

 

Laluna: le nostre porte sono aperte per accogliere profughi in arrivo dall’Ucraina

Solidarietà concreta al popolo ucraino in fuga dalla guerra: l’associazione Laluna Impresa Sociale di San Giovanni di Casarsa della Delizia si attiva per dare accoglienza ai profughi e mette a disposizione due appartamenti per ospitare nove persone. «Abbiamo deciso di aprire le porte de Laluna ai profughi ucraini – ha fatto sapere il presidente de Laluna Francesco Osquino -, mettendo a disposizione della Caritas diocesana gli appartamenti. La guerra genera sempre sofferenza nelle persone e dei bisogni, ai quali i volontari de Laluna vogliono dare ascolto guardando alla persona indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione o dalle idee. È senz’altro una piccola goccia in questo mare di sofferenza ma speriamo possa essere comunque utile».


Il consiglio di amministrazione dell’associazione sangiovannese ha così deliberato la messa a disposizione dei due appartamenti e ha sottoscritto, assieme ad altre associazioni che operano sul territorio, un appello per la pace e la non violenza. «L’invasione armata scatenata contro il popolo ucraino è un crimine – si legge nella nota di cui Laluna si è fatta firmataria -. L’immane violenza che i civili stanno subendo, con donne, anziani e bambini costretti ad abbandonare la propria terra per trovare rifugio oltre confine, ci addolora e ci porta ad esprimere profonda solidarietà e vicinanza ai fratelli ucraini. Tramite le nostre associazioni, imprese sociali e volontari stiamo collaborando nell’organizzare l’accoglienza come stanno facendo con grande cuore i polacchi, i romeni e i moldavi». Un appello che è anche una lettera d’intenti con cui si ribadisce «il sostegno per l’accoglienza dei profughi e a rilanciare gli sforzi per non disperdere il capitale morale e sociale della cultura della nonviolenza e della solidarietà tra i popoli come via per la costruzione della pace». Si attende ora di conoscere se e quando ci saranno profughi da accogliere. «Per noi – conclude Osquino – l’unico modo per supportare queste persone è farsi “carico” ed essere parte attiva mettendoci a disposizione. Crediamo che l’amore verso il prossimo debba essere testimoniato fattivamente. Amare è un verbo, il verbo è un’azione, ne consegue che non possiamo amare il prossimo se non facciamo qualcosa. Laluna vuole fare la sua piccola parte».

Un appartamento sperimentale
per disabili a San Giovanni

Avviare un appartamento sperimentale per persone con gravi disabilità all’interno del progetto di cohousing sociale: l’associazione Laluna Impresa Sociale di San Giovanni di Casarsa lancia un appello a sostenerla attraverso lo strumento del 5 per mille. L’obiettivo è raccogliere fondi per acquistare ausili e arredi da destinare ad una soluzione abitativa pensata per accogliere persone con gravi difficoltà così che possano vivere in una situazione di socialità e non di esclusione. «L’idea è di avviare un appartamento sperimentale – ha spiegato il presidente Francesco Osquino – per persone con gravi disabilità all’interno del nostro cohousing già avviato. Tale soluzione abitativa permetterà anche agli abitanti di questo nuovo appartamento di appoggiarsi alla vicina Comunità Cjasaluna per le emergenze e al contempo contribuirà a far vivere queste persone in una situazione di socialità, all’interno di una comunità accogliente e solidale». Per devolvere il cinque per mille a Laluna è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 91036070935.
Come detto a Laluna è attivo il progetto di cohousing sociale, sette appartamenti abitati sia da persone con disabilità che da persone estranee a Laluna che hanno sposato il progetto di abitare collaborativo e sostenibile con costi agevolati, in cui si condividono spazi comuni e dove il reciproco sostegno diventa pratica quotidiana. A scegliere il cohousing a San Giovanni una famiglia con figli, una giovane coppia, una madre con bambino e utenti del progetto dell’associazione sull’autonomia abitativa. A questi si andrà ad aggiungere questo nuovo appartamento, specificatamente strutturato per accogliere persone con gravi disabilità. Per guidare gli abitanti del cohousing alla creazione di una rete sociale di reciproco sostegno e aiuto attorno alle persone con disabilità, è stato anche avviato un percorso con due mediatrici di comunità le quali stanno improntando le strategie di reciproco sostegno. Questo percorso fa parte del progetto “Io resto a casa” finanziato da Fondazione Friuli.
Ad oggi, Laluna di San Giovanni gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 10 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile e “Casa Facca” a Fiume Veneto, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva, e i progetti di vita indipendente. Presso la sede di San Giovanni ha inoltre avviato il progetto di cohousing “Lalunanuova” oltre ad occuparsi di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, profughi ucraini (foto Ministero dell’Interno);  all’interno, attività a favore dei disabili condotte dall’associazione sangiovannese.

 

Alzheimer, quando può essere d’aiuto anche uscire e “andare a fare la spesa”

Presentato, alla Coop di Largo Barriera a Trieste, il progetto “Un negozio amico” realizzato per iniziativa dell’Associazione De Banfield – CasaViola con Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La presidente della onlus triestina da oltre trent’anni anni impegnata sul fronte della tutela agli anziani fragili, Maria Teresa Squarcina, con la responsabile di CasaViola Antonella Deponte, il consigliere di Coop Alleanza 3.0 Nico Costa e Stefano Minin, coordinatore della direzione politiche sociali di Coop Alleanza 3.0, hanno illustrato il progetto che si inserisce nell’ambito delle iniziative che stanno costituendo a livello mondiale la rete della Dementia Friendly Community. Iniziate in Giappone e in Gran Bretagna, le Comunità amiche delle persone con demenza sono ormai una realtà in molti Paesi del mondo e continuano ad affermarsi anche in Italia. L’idea è semplice: tutti possono fare qualcosa – anche di piccolo – per migliorare la vita delle persone con demenza e delle loro famiglie. La Dementia Friendly Community ne promuove la piena cittadinanza, sviluppando la capacità di accoglienza a livello personale e interpersonale da parte della comunità civile. Rendere le comunità più capaci di accogliere le persone con demenza permette di diminuire la paura e lo stigma che questo tipo di patologie porta con sé, restituendo dignità e autonomia alle persone e ponendo le basi per la costruzione di una società più sana e vivibile per tutti.

La presentazione del progetto.

In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050), di cui oltre 600 mila con malattia di Alzheimer. I costi per il sistema sociale e sanitario sono elevatissimi e destinati a salire progressivamente. Sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro familiari. In questo contesto, gli esercizi commerciali rivestono un ruolo molto importante, poiché sono luogo di frequentazione di tutti: “andare a fare la spesa” è una vera e propria occasione sociale. Quando tutto ciò viene compromesso dall’insorgere di una condizione invalidante come la demenza, molte cose possono essere fatte per mantenere alla persona almeno un certo grado di autonomia. Coop Alleanza 3.0, per la capillarità della distribuzione dei suoi punti vendita, ma anche per la sua natura e per la sua organizzazione, è stata individuata dall’Associazione De Banfield quale primo partner ideale nell’avvio di un lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle necessità quotidiane delle persone con demenza.

Una ricerca ha messo recentemente in evidenza che l’83% delle persone con demenza considera piacevole fare la spesa. È una delle attività che rimangono più a lungo nella lista delle cose che ancora si riescono a fare, nonostante la malattia. Molte persone, però, si trovano in difficoltà per i disturbi di percezione e di cognizione legati alla demenza: gli ambienti familiari sfumano, la ricca stimolazione dei sensi diventa eccessiva e provoca disagio, disorientamento, agitazione. Piccole strategie e semplici accorgimenti alla portata di tutti possono invertire questo processo, contribuendo alla costruzione di un ambiente “amico” dove tutti stanno meglio. Per l’avvio del progetto si sono identificate le sedi di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste, città che può rappresentare un vero e proprio laboratorio, visto che la popolazione degli over 65 rappresenta il 30% del totale. Divenire una “realtà amica della persona con demenza” è un processo di trasformazione che parte dall’aumento di consapevolezza e comprensione nello staff: e proprio da questo è partito il lavoro dell’Associazione De Banfield – CasaViola.

È stato creato un materiale formativo specifico per una prima fase di formazione online (luglio 2021) sulla piattaforma di e-learning dell’Academy di Coop Alleanza 3.0. A questa, nel corso dell’autunno, si sono affiancati gli incontri in aula virtuale per piccoli gruppi. La formazione ha interessato complessivamente 88 dipendenti di Coop Alleanza 3.0 della provincia di Trieste. La provenienza rappresentava bene la diversità dei punti vendita, sia per tipologia (iper vs. negozio rionale) sia per collocazione territoriale (centro, periferia, altipiano).
È indubbio che il percorso effettuato abbia portato tutto il personale coinvolto ad una maggiore consapevolezza sulla demenza e sulle problematiche ad essa associate e l’acquisizione di strumenti per migliorare i propri atteggiamenti davanti ai clienti fragili e disorientati. Il livello di preparazione raggiunto è sufficiente per garantire a tutti i partecipanti la qualifica di “amico delle persone con demenza” secondo i criteri di Federazione Alzheimer Italia. La presenza di persone qualificate all’interno dei punti vendita dà diritto al riconoscimento di “Realtà amica della persona con demenza”.
L’obiettivo generale del progetto è quello di aumentare il benessere della comunità, offrendo gli strumenti per una comunicazione accogliente ed efficace con la persona affetta da demenza e una buona gestione dell’interazione. Ma anche rendere i luoghi di frequentazione abituale, come il supermercato, più accoglienti e più “facili”. Un ambiente attento, gentile, premuroso mette a suo agio e rende possibili, normali, le abituali azioni quotidiane.

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In copertina, uno scorcio di Largo Barriera Vecchia a Trieste dove ha sede la Coop.

 

I medici Fvg della Fimmg sono pronti ad assistere i profughi in arrivo dall’Ucraina

Emergenza profughi dall’Ucraina: i medici di medicina generale, compresi quelli in pensione, pronti a dare la propria totale disponibilità. Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) vuole fornire una concreta e fattiva opera professionale-assistenziale nei confronti di un popolo così duramente colpito in quella che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito come la crisi di profughi più veloce in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

Fernando Agrusti


«Accogliendo con favore la decisione dell’Unione Europea di applicare la direttiva sulla protezione temporanea – spiega il presidente regionale del sindacato dei medici, dottor Fernando Agrusti – la Fimmg mette a disposizione la propria rete capillare e diffusa di medici di famiglia e continuità assistenziale, potenziata anche dalla disponibilità dei medici che hanno lasciato l’attività professionale per raggiunti limiti di età. Diamo quindi disponibilità a concordare con le autorità nazionali e regionali le ulteriori modalità organizzative per una efficace erogazione della indispensabile assistenza medica ai profughi di guerra dell’Ucraina».
Il tutto senza venir in meno nel proprio impegno nella lotta al Coronavirus e all’attenzione ai propri assistiti. «Pur nelle gravi difficoltà causate ancora dalla pandemia Covid-19 – aggiunge Agrusti -, che continua a provocare incrementi enormi dei carichi di lavoro, i medici della Fimmg non vogliono esimersi dal fornire il loro concreto aiuto, nelle normali sedi di erogazione del proprio servizio assistenziale o in sedi apposite delle loro Aggregazioni funzionali territoriali, senza distinzioni o differenza dell’assistenza erogata nei confronti dei propri assistiti».

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In copertina, alcuni profughi in partenza dall’Ucraina colpita dalle bombe russe. (Foto Caritas)

 

Dal Teatro di Camino al Tagliamento alle proposte di Ziqqurat a Torsa

di Silvio Bini

A Camino al Tagliamento è partita sabato scorso la Rassegna di primavera 2022 del Teatro Comunale. Organizzata e interpretata dalla Compagnia filodrammatica Sot la Nape, è andata in scena la commedia “News in the gnot”. E ora in questo weekend ci sarà un doppio appuntamento: oggi, alle 20.45, saranno sul palco Valerio Marchi, Claudio Mezzelani, Sofia Del Ponte e Claudio Moretti in “Hanno rubato la Gioconda!, storia semiseria del furto del secolo (scorso)”; domani, alle 17, si terrà invece lo spettacolo di beneficenza, “Kung fu Panza”, a cura dei genitori della Scuola dell’Infanzia di Camino.
Gli altri appuntamenti della rassegna saranno con la Compagnia La Loggia (sabato 19 marzo) che presenterà “Cinc par une”, la Compagnia Arc di San Marc La Bottega, che presenterà “Tartufo, o l’Impostore” (sabato 26), e infine con il Teatro Incerto e Sofia Del Ponte, che presenteranno “Il miò Guriz sflorȋt, la mia Gorizzo fiorita. Ermes di Colloredo ritorna a casa”. Tutti gli spettacoli cominceranno alle 20.45. Gli ingressi saranno ad offerta libera, la prenotazione è obbligatoria al numero 333.3331026 (Sandra), come il rispetto delle norme anti-Covid.

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Torsa di Pocenia.

“Ziqqurat” è un’associazione culturale legata in particolare all’insegnamento della musica. Maestri di tecnica, ma soprattutto, come dicono loro, di cuore, insegnano a suonare i più svariati strumenti, insegnano a cantare, ma anche solo a capire la musica. Infatti, lo “Ziqqurat” aspira alla creazione di un vero e proprio polo culturale che offra un’esperienza di apprendimento stimolante e aperta alla contaminazione con le altre arti, attraverso una scuola di musica che fornisca gli strumenti utili a questa ascesa culturale, con l’ambizione di creare una realtà di formazione di qualità, scambio, confronto, aggregazione e crescita artistica. “La musica – dice la stessa associazione – ha il potere straordinario di portarci in altri luoghi in altri tempi, per questo abbiamo pensato ad organizzare anche un laboratorio di musicoterapia dedicato alla terza età. Si avrà l’opportunità di riscoprire e condividere i propri ricordi attraverso l’esplorazione sonora. Non è necessario saper suonare o cantare, l’intento degli incontri è quello di permettere ai partecipanti di approfondire la conoscenza di sé stessi e incoraggiare il benessere fisico, mentale, sociale ed emotivo.
Gli incontri si terranno in presenza nella sede di Torsa in via Trieste 39 nelle seguenti giornate e orari: 12 – 19 – 26 marzo dalle 17 alle 18 e 2 aprile dalle 17 alle 18. La partecipazione è gratuita. E’ richiesta la prenotazione tramite e-mail:
ziqqurat.associazioneculturale@gmail.com oppure ai numeri 349.2827659 – 347.3610782. L’attività è finanziata dalla Regione Fvg con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

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In copertina, i protagonisti della storia semiseria sulla Gioconda.