Lilt Trieste: possibile combattere i tumori, bisogna però anche saperli prevenire

Il 90% dei cancri del colon retto, il noto “big killer” che ogni anno miete migliaia di vittime, dipende dai cosiddetti fattori di rischio modificabili, che se vogliamo possiamo cambiare dall’oggi al domani, come ci spiegano gli specialisti: vita sedentaria, sovrappeso, alcol, fumo, cattiva alimentazione. Tra tutti, spicca la non partecipazione allo screening di ricerca del sangue occulto nelle feci, primo step del percorso di controllo, ma soprattutto arma formidabile di prevenzione precoce. Offerto a tutti i cittadini, uomini e donne, dai 50 ai 69 anni con regolare invito recapitato dalla Regione Fvg con Asugi, è facile da eseguire, è gratuito e si effettua nell’intimità della propria casa. In media, si è rilevato che su 100 persone che si sottopongono al percorso di screening per cancro colorettale, solo in cinque casi si rileverà il sangue occulto nelle feci, con conseguente richiesta di ulteriore approfondimento attraverso la colonscopia. Ogni anno grazie all’attività di screening sono circa 3mila i carcinomi identificati (3.061 nel 2017, di cui il 16% asportati endoscopicamente) e dai 15 ai 18mila i polipi avanzati scoperti grazie alla prevenzione (17.378 nel 2017). Dopo decenni di implementazione del percorso di screening organizzato, si è arrivati ad una riduzione dell’incidenza del tumore colorettale superiore al 20% e della mortalità superiore al 30%, ma l’adesione media nazionale all’invito si mantiene intorno al 40% e, distratti dal Covid, la percentuale si suppone sia ulteriormente peggiorata.


Si rinnova adesso anche a Trieste l’appuntamento con la campagna di sensibilizzazione che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) ha istituzionalizzato dal 2001 per diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita, fondamentale per vincere il cancro. La Lilt, presente da 100 anni sull’intero territorio nazionale con 106 Associazioni provinciali e circa 400 ambulatori, ha l’obiettivo di informare correttamente e creare consapevolezza su quanto comportamenti e stile di vita possano incidere nella lotta per sconfiggere il cancro. Un impegno costante sui tre campi della prevenzione: primaria (rimozione dei fattori di rischio, sensibilizzando una corretta alimentazione, che trova in particolare nella dieta mediterranea la sua espressione più completa per contrastare l’insorgenza di tumori), secondaria (diagnosi sempre più precoce) e terziaria (il prendersi cura di chi abbia vissuto l’esperienza cancro: circa 4 milioni di italiani).
A sostenere e coordinare l’iniziativa per la Lilt a Trieste, dove in particolare l’adesione allo screening del cancro del colon retto continua ad essere piuttosto bassa, è la dottoressa Catrin Simeth, dirigente medico di Gastroenterologia di Asugi e vicepresidente Lilt Trieste, che ha realizzato un video-informativo sulla campagna di prevenzione in collaborazione con Aigo – Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri da diffondere sui canali social. In corso, inoltre, momenti di incontro con i cittadini davanti alle parrocchie: dopo la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di via del Ronco e la Chiesa di Valmaura, domani 27 marzo dalle ore 9.30 alle 12 sarà allestito un banchetto informativo davanti alla parrocchia di piazzale Rosmini a disposizione di tutti gli interessati. Attivi momenti di informazione anche all’iterno delle aziende, come nel caso della Illycaffè che giovedì 31 marzo vedrà coinvolti i suoi collabotatori in un appuntamento online con la presidente della Lilt Trieste, dottoressa Sandra Dudine, e con la dottoressa Catrin Simeth. Attive, inoltre, su appuntamento le visite gastroenterologiche di prevenzione nella sede della Lilt cittadina (piazza dell’Ospitale 2).


Per informazioni: telefono 040.398312 e www.lilt.it/dove/associazione/trieste

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In copertina, la dottoressa Catrin Simeth dirigente medico di Gastroenterologia di Asugi e vicepresidente Lilt Trieste.

 

A Casarsa costituito un coordinamento per accogliere i profughi dall’Ucraina

Sono una quindicina coloro che hanno partecipato alla prima riunione indetta dalla Città di Casarsa della Delizia – Assessorato alle politiche sociali per organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini sul territorio comunale. Grazie all’incontro, è stato costituito un coordinamento per sovrintendere al corretto funzionamento della “macchina” per dare ospitalità a quanti fuggono dalla folle guerra che da un mese insanguina l’Ucraina. L’amministrazione comunale, che ha già individuato tre appartamenti per l’accoglienza tra quelli di sua proprietà nella Casa albergo di via Mantegna, fa anche appello per i mediatori. Inoltre, attivato un conto corrente per raccogliere fondi da destinare a questa emergenza.

Claudia Tomba

Ilaria Peloi

«Ringraziamo – hanno affermato Lavinia Clarotto e Claudia Tomba, sindaco e assessore – i rappresentanti delle molteplici realtà istituzionali, associative locali e gruppi spontanei che hanno aderito al nostro invito al fine di condividere informazioni e attività finalizzate all’accoglienza dei rifugiati ucraini e coordinare e mettere in rete la grande generosità da subito dimostrata da parte della nostra comunità. Una solidarietà che si rivelerà tanto più efficace se realizzata insieme». È stato così creato un gruppo di coordinamento del quale fanno parte Claudia Tomba, l’assessore alle politiche giovanili Ilaria Peloi, il consigliere comunale Ciro Antonio Francescutto e alcuni rappresentanti delle varie realtà cittadine.
«I percorsi di ospitalità – aggiungono sindaco e assessore – sono ancora in fase di perfezionamento: il Comune di Casarsa con tutti gli altri dell’ambito Tagliamento agirà in rete nella messa a disposizione degli alloggi e dei servizi soci-assistenziali. Il gruppo di coordinamento sta ora lavorando per organizzare l’accoglienza dei rifugiati che verranno inviati dalla Prefettura nei tre appartamenti messi a disposizione dal Comune e sta lavorando anche per supportare i rifugiati che vengono ospitati da parenti, conoscenti e che non entrano nel programma di aiuti della Prefettura. Cerchiamo anche mediatori per accogliere gli ucraini».
«Oltre ai supporti economici – concludono Lavinia Clarotto e Claudia Tomba – con le varie realtà stiamo cercando di organizzare servizi vari, come trasporto, ricreativi per i ragazzi, di mediazione, di ascolto al fine di facilitare l’accoglienza di queste persone nel nostro territorio. Un territorio che ha sempre dato dimostrazione di grande generosità nei confronti delle persone in difficoltà. L’amministrazione comunale rimane a disposizione e invitiamo a consultare il nostro sito web dove sono disponibili tutte le informazioni. Un grazie di cuore a tutti coloro che stanno in qualsiasi forma contribuendo e che vorranno contribuire all’accoglienza».

La bandiera dell’Ucraina.

I tre appartamenti messi a disposizione dal Comune di Casarsa della Delizia sono parzialmente arredati per cui si ricercano elementi di arredo ed elettrodomestici. Per questo e altri scopi è attivo un conto corrente per la raccolta fondi Iban IT 08 L 08356 64810 000000075794 – Intestazione: Emergenza Ucraina Casarsa

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In copertina, Lavinia Clarotto sindaco di Casarsa della Delizia che apre le porte ai profughi ucraini.

 

Casarsa, domenica Giornata ecologica: i quattro lecci dalla piazza al nuovo parco

Una mattinata per prendersi cura, tutti insieme, del proprio paese: si terrà domenica 27 marzo la “Giornata ecologica e cura del territorio” promossa dalla Città di Casarsa della Delizia attraverso l’assessorato all’ambiente e in collaborazione con le associazioni locali.
Rispettando le norme anti-Covid, ai cittadini che vorranno partecipare saranno indicate delle zone individuate per la pulizia dai rifiuti abbandonati, zone che si trovano vicino ai tre punti di ritrovo: rotonda di via Valvasone a Casarsa, piazzetta di Runcis a San Giovanni e capannone di Versutta. La Giornata ecologica si svolgerà dalle 8.30 alle 12. Ai partecipanti è solamente richiesto di dotarsi della giacca ad alta visibilità, guanti pesanti e calzature adatte.
«Si partecipa liberamente – commentano Lavinia Clarotto e Tiziana Orleni, sindaco e assessore – e proprio il volontariato è il valore aggiunto di questa iniziativa che vuole tutelare il bene comune dell’ambiente in cui viviamo: un interesse per tutti nel presente e un impegno in più per un mondo vivibile nel futuro».
Sempre in tema ambientale, nuova vita per i lecci che, dopo analisi degli addetti ai lavori, non potevano più crescere in sicurezza nella pavimentazione in piazza Italia, la quale sarà oggetto nei prossimi mesi di interventi di recupero. «Quattro di essi – concludono sindaco e assessore – sono stati piantumati nel nuovo parco comunale di via del Fante, dove potranno crescere in un’area verde più adatta a loro».

 

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In copertina, i quattro lecci che sono stati ripiantati nel nuovo parco di via del Fante.

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Efasce, ristrutturata a Buenos Aires la casa “Provincia di Pordenone”

Nel cuore di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, c’è una casa intitolata alla Provincia di Pordenone: i recenti lavori di ristrutturazione (sostenuti da Fondazione Friuli) avvenuti in via Campo Salles numero 2250 sono l’occasione per raccontare la storia di questa villa nel quartiere di Nuñez, proprio ora che l’Efasce dell’Argentina, che qui ha sede, ha compiuto 40 anni dalla fondazione.

Il momento dell’acquisto…


Nel 1982 l’allora presidente di Efasce Pordenone don Emilio Alfier mandò il consigliere Piero Biasin in missione in Argentina per costituire il Segretariato. Laggiù ad accoglierlo c’era Giuseppe Perin, di Caneva, che indicò nell’ingegnere Davide Scian (originario di Cordenons, scomparso nel 2005) la persona adatta, che divenne il primo presidente argentino (e successivamente dell’intero Sudamerica). A quel punto, fu impellente la necessità di trovare una sede all’Efasce Argentina e, raccogliendo i fondi tra gli emigranti, nel 1988 si potè acquistare questa dimora. L’atto di compravendita della sede avvenne a nome del presidente Davide Scian, Odolino Boer (deceduto anch’egli) e Pietro Poletto, che anticiparono i soldi per l’acquisto in quanto l’Ente non era ancora riconosciuto. L’acquisto della casa è testimoniato da una foto d’epoca in cui si vedono Pietro Poletto, Davide Scian, Assunta Poletto e Ida Formaggin. In seguito il passaggio di proprietà avvenne con il riconoscimento dell’Ente e l’Atto di donazione all’Efasce Argentina.

… e dell’inaugurazione.


La Provincia di Pordenone, a cui fu intitolata, si assunse gli oneri relativi alla gestione e con un contributo del Comune di Pordenone e del Mobilificio Presotto di Maron, la Casa venne ampliata per ricavare un salone capace di accogliere 100 persone. Inaugurarono la casa con Scian il presidente dell’Efasce Riccardo Tomè e il senatore Bruno Giust. Con loro una decina di sindaci della Provincia, Mario Del Bosco e don Emilio Alfier. Successivamente, visitarono durante i loro mandati i presidenti della Provincia di Pordenone Alberto Rossi ed Elio De Anna.
Ora, come detto, grazie alla Fondazione Friuli, è stata intrapresa una profonda opera di ristrutturazione che ha interessato la facciata e il cortile d’ingresso, portico e giardino, salone e tetto. Non appena la situazione sanitaria lo permetterà, Efasce Argentina celebrerà con un evento i 40 anni della sua fondazione proprio nella Casa della Provincia di Pordenone.
«Siamo vicini – ha commentato il presidente di Efasce Pordenone, Gino Gregoris – ai nostri corregionali d’Argentina in questo momento celebrativo della loro storia. Confidiamo di rivederci prima possibile, quando la situazione sanitaria lo renderà possibile: ma nell’attesa plaudiamo a questi lavori, sostenuti da Fondazione Friuli, così importanti alla sede che è un centro fondamentale della cultura della Regione del Friuli Venezia Giulia non solo a Buenos Aires, ma in tutta l’Argentina».

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In copertina e qui sopra la casa di Buenos Aires dopo i lavori di restauro.

 

Imprese femminili in Fvg, sono giovani e creano sempre più società di capitali

Sono giovani, creano sempre più società di capitali e hanno un peso importante nei sevizi alle famiglie, nei servizi di alloggio e ristorazione, nel primario e nel commercio. Le imprese femminili attive al 31 dicembre in Friuli Venezia Giulia sono 20.508, di cui 10.023 nel territorio di Udine (48,9%), 5.223 in quello di Pordenone (25,5%), 3.214 a Trieste (15,7%) e 2.048 a Gorizia (10%). Come ogni anno, marzo – ricorrendo anche la Festa internazionale della donna – è il mese che offre l’occasione per il Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine di analizzare il mondo dell’economia declinata al femminile e l’andamento registrato in regione. «La nostra Cciaa – spiega il presidente Giovanni Da Pozzo – è da sempre molto attiva nel sostegno all’impresa femminile, sia attraverso iniziative di sensibilizzazione sia con specifici corsi di formazione e aggiornamento. Anche con l’accorpamento, abbiamo voluto ricostituire il Comitato imprenditoria femminile, che oggi è ampio, su entrambi i territori di Pordenone e Udine, e con rappresentanti di imprese di tutti i settori economici: un punto di riferimento che ricordiamo a tutte le imprenditrici e che aiuta la Camera a mettere in atto iniziative ad hoc per aiutare le donne a mettersi in proprio e a credere nell’attività d’impresa». Il comitato, presieduto da Cécile Vandenheede, può essere contattato a Udine al numero 0432.273508 o a Pordenone allo 0434.381602, oppure inviando una mail a segreteria.comitato@pnud.camcom.it

Giovanni Da Pozzo

(Foto Petrussi)

Natura giuridica. L’analisi dei dati evidenzia che ci sono 3.169 società di capitale femminili, il 16,1% delle società di capitale attive della regione. Come detto, sono in crescita rispetto al 2020 quando le società di capitale femminili erano 3.026 (+4,7%) e rispetto al 2019 quando si attestavano a 2.964 (+6,9%).

Cariche. A livello di cariche e qualifiche detenute nelle società di capitali, le donne al 31 dicembre 2021 ne possedevano 31.935, di cui il 53,5% come socio o socio di capitale, il 37,3% come amministratore e il 9,2% in altre cariche. I titoli posseduti da donne sono in leggera crescita rispetto al 2019 (+74) ma in lieve calo rispetto al 2020 (-59).

Caratteristiche. Le 20.508 imprese femminili attive sono in maggior misura giovanili, ossia guidate da under 35 (sono giovanili il 9,6% delle femminili contro il 6,8% delle non femminili) e straniere ossia guidate da persone di cittadinanza straniera o apolide (sono straniere il 14,5% delle imprese femminili contro il 12,8% delle non femminili). Le imprese artigiane al contrario sono in maggior misura non femminili (il 32,6% delle non femminili è artigiana contro il 25,6% delle femminili).

Settori economici. Quasi un quarto delle imprese femminili attive (4.670, 22,8% del totale) opera nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, 3.854 (18,8%) operano nei Servizi alle famiglie (Istruzione, Sanità e Assistenza sociale…), 3.630 (17,7%) nei Servizi alle imprese (Trasporti, Informazione e comunicazione, Attività immobiliari, Attività professionali, scientifiche e tecniche…) e 3.597 (17,5%) nel settore Primario. Le restanti imprese femminili operano in Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (13,8%), nell’Industria (6,8%) e nelle Costruzioni (2,6%).

Occupazione. Fin qui la presenza femminile alla guida dell’impresa, mentre per quanto riguarda l’occupazione, l’analisi del Centro studi rimarca come nel 2020 il tasso di occupazione maschile in Fvg, pari a 75,2%, sia di 8 punti percentuali superiore a quello medio italiano per gli uomini, fenomeno che si riscontra anche per la componente femminile, dove è pari a 58,9% e supera di quasi 10 punti percentuali quello medio italiano per la componente femminile. In sintesi, per quanto riguarda il tasso di occupazione, il divario di genere a livello italiano è pari a 18,2 punti percentuali, in Friuli Venezia Giulia è di 16,3 punti.
https://www.pnud.camcom.it/statistica-e-prezzi/territorio/ricerche-analisi-settoriali-e-distretti-industriali

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Comunicazioni ingannevoli
alle aziende friulane

Ancora comunicazioni potenzialmente ingannevoli alle imprese friulane, come purtroppo accade periodicamente. Alcune ditte, infatti, hanno segnalato alla Camera di Commercio Pordenone-Udine di avere ricevuto bollettini di conto corrente con richieste di pagamento per non meglio precisati abbonamenti o iscrizioni in elenchi di imprese o pubblicazioni, che però nulla hanno a che fare con la Cciaa. Ancora una volta, pertanto, l’Ente camerale ci tiene a raccomandare le imprese, specie quelle di recente iscrizione, invitandole a porre la massima attenzione: leggere sempre accuratamente le informazioni contenute su questi bollettini e ricordare che la Camera di Commercio non richiede alcun tipo di pagamento con versamento su conto corrente. L’unico versamento dovuto è una volta l’anno ed è il diritto annuale, che va però versato solo con F24 o con Pago Pa. Altri eventuali servizi di cui fruisce direttamente un’impresa si pagano oggi con PagoPa. L’ente invita a prestare attenzione anche a eventuali telefonate con richieste di informazioni, anche riservate, sulla propria azienda. Le imprese che si trovassero in situazioni di questo genere possono sempre contattare la Camera di Commercio per verificare, chiamando l’Ufficio relazioni con il pubblico disponibile a fornire supporto e chiarimenti: 0432.273543-210 oppure via mail a urp@pnud.camcom.it. Le segnalazioni vengono poi inoltrate dalla Cciaa alle forze dell’ordine competenti per le opportune verifiche.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio in piazza Venerio.

A Pordenone il “Giardino Bruno Giust” ricorderà un padre della cooperazione

Riconoscimento a uno dei padri della cooperazione del Friuli Occidentale: sabato 26 marzo, alle 11, il giardino pubblico tra le vie Carnia e Cimoliana, a Pordenone, sarà ufficialmente intitolato da parte del Comune alla memoria del senatore Bruno Giust, nel quartiere del Sacro Cuore dove egli risiedeva. Oltre all’impegno politico, che lo portò fino a Palazzo Madama, Giust nell’ambito di Confcooperative fu presidente provinciale (dal 1976 al 2000) a Pordenone, regionale del Friuli Venezia Giulia e quindi consigliere nazionale.

Luigi Piccoli


«Incarichi e riconoscimenti – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che gli sono stati attribuiti per le sue capacità e doti umane che lo hanno sempre contraddistinto. Una persona fedele ai propri principi e sostenitore degli insegnamenti della dottrina sociale cristiana. Per questo, d’intesa con la famiglia, abbiamo proposto l’intitolazione del giardino trovando l’adesione entusiasta del sindaco Alessandro Ciriani e dell’amministrazione comunale di Pordenone».
L’intitolazione del “Giardino Bruno Giust” vedrà l’intervento delle autorità prima del simbolico taglio del nastro. L’evento rientra nel calendario di appuntamenti collegati alla ricorrenza del 70° di fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.
Scomparso nel luglio del 2009, Bruno Giust non mancava mai di ricordare come la cooperazione non andasse vista come “terza via” tra capitalismo e statalismo, ma come risposta avanzata di democrazia economica, di sviluppo sostenibile, legata al territorio, basata sui valori e sulla dignità dell’uomo, pure all’interno di un’economia di mercato. Un’economia che non si accontenta del guadagno immediato, della massimizzazione dei profitti dei pochi a scapito dei molti, ma che contemporaneamente guarda alle generazioni future, accantonando gli utili nei fondi di riserva indivisibili che si trasmettono di generazione in generazione (estratto dal volume “Bruno Giust – l’impegno sociale e politico”, autori vari 2014).

In copertina, il senatore Bruno Giust che qui sopra, in una foto del 1999, lo vediamo in città tra Fioretti e Bagnariol di Confcooperative Pordenone assieme al ministro Fassino alla fiera Campionaria.

L’Alta Val Torre con Daniele Paroni ricorda la tragedia di Nadia Orlando

(g.l.) Poco meno di cinque anni fa, era esattamente il 31 luglio 2017, il Friuli venne scosso da un orribile fatto di sangue: l’uccisione della ventunenne Nadia Orlando di Vidulis, piccola frazione di Dignano in riva al Tagliamento, da parte dell’ex fidanzato, Francesco Mazzega, 37 anni, di Muzzana del Turgnano: si era così spento improvvisamente il sorriso di una giovane che aveva tanta gioia e voglia di vivere, di farsi una famiglia, di guardare giustamente al suo futuro, fatto di serenità e certezze. Poi, condannato in Appello a 30 anni di reclusione, l’uomo si è suicidato, portando con sé tanti interrogativi, quegli stessi che molti altri uomini non hanno sciolto dopo aver ucciso le loro compagne.

Daniele Paroni


Al femminicidio, uno dei tanti purtroppo che si verificano in tutta Italia, il giornalista Daniele Paroni, dopo aver seguito in maniera approfondita la tragedia, ha scritto un libro dedicato “a tutte le donne che non ce l’hanno fatta, a coloro che non hanno atteso il secondo schiaffo e a tutti gli uomini che hanno capito la grandezza delle donne”. Il libro, intitolato “Ultimo appuntamento sul Tagliamento”, sarà presentato domani, 24 marzo, al centro Lemgo di Pradielis, con inizio alle 20.30. All’incontro, organizzato dal Comune di Lusevera, attraverso Carla Lesa – che, come consigliere, si occupa dei problemi sociali della località valligiana -, è annunciata anche la partecipazione dei genitori di Nadia, Antonella Zuccolo e Andrea Orlando, unitamente al vicequestore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Udine Massimiliano Ortolan. L’opera di Paroni è stata patrocinata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia proprio perché rievoca una delle vicende più dolorose che hanno turbato il nostro Friuli, lanciando un monito pressante: basta con questi efferati atti di violenza! Il femminicidio, che purtroppo, come detto, continua a insanguinare l’Italia a ritmi vertiginosi, è una piaga terribile che deve scomparire. Per cui va combattuta con tutte le forze che abbiamo a disposizione. Anche quella rappresentata da un libro rievocativo come questo e che la comunità dell’Alta Val Torre conoscerà appunto domani sera.


Per fortuna, di tutt’altro argomento, invece, il libro che sarà presentato venerdì 22 aprile, la settimana dopo Pasqua, sempre nello stesso luogo, ma alle 18.30. Si tratta di “Gran Tempo valica le Alpi Giulie alla ricerca di Sfregola”, di Vittoria Casamassima con illustrazioni di Rita Zamarian (Chiandetti Editore). Allieterà l’incontro la musica di Andrea Del Favero. Ma di questo ne riferiremo più in dettaglio a suo tempo.

 

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In copertina, il sorriso di Nadia Orlando la giovane di Vidulis uccisa nel 2017.

 

Stregna, San Leonardo e Grimacco: progetto da 2,5 milioni per il rilancio

“Vas je dom – Il paese è casa, abitare il confine” è il titolo del progetto presentato dal Comune di Stregna assieme ai Comuni di San Leonardo e Grimacco per il bando finanziato dal Ministero della Cultura “Attrattività dei borghi storici: progetto locale di rigenerazione culturale e sociale”. Si tratta di un progetto legato ai fondi del Pnrr che mira non solo a valorizzare i piccoli centri come attrattiva turistica culturale, naturalistica e storica, ma anche a promuovere un ritorno alla residenzialità in questi luoghi che negli ultimi decenni hanno subito una vera e propria “fuga” di abitanti.

Luca Postregna


L’idea del progetto, già depositato al Ministero della Cultura, si basa su un nuovo modo di abitare il borgo con tre obiettivi principali: aumentare la consapevolezza della necessità di conservazione e di tutela pro-attiva del patrimonio dei borghi aumentando la capacità di produzione culturale originale, creare nuovi servizi per le famiglie (accoglienza, spazi gioco, biblioteca), per gli anziani (luoghi di ritrovo), per chi lavora (spazi di coworking) e, terzo, realizzare adeguate infrastrutture gestite da soggetti locali per ospitare servizi per la popolazione e attività culturali.
Un progetto quindi davvero ambizioso la cui proposta di investimento complessivo supera i 2,5 milioni di euro e potrebbe cambiare aspetto, vita, lavoro e attrattività turistica e residenziale di questi territori attraverso investimenti in mobilità, digitalizzazione, nuove strutture ricettive e di servizio, iniziative culturali, aumento dei flussi turistici.
“Partecipiamo a questo progetto forti dell’esperienza del Green Belt Festival Ikarus, vincitore dell’avviso pubblico “Borghi in Festival”, promosso dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e della strategia di sviluppo territoriale integrato dell’associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo – spiega il sindaco di Stregna, Luca Postregna –. Con Ikarus, nel 2021, abbiamo costruito un gruppo di lavoro con oltre 50 partner e 70 patrocini tra Comuni, organizzazioni no profit, aziende e associazioni: facciamo tesoro di questa esperienza per una nuova sfida, molto più grande, che mira alla rigenerazione delle nostre località. Ringrazio le amministrazioni dei due Comuni che si sono uniti a noi, e l’associazione SKGZ ed in particolare la sua presidente Ksenija Dobrila ed i suoi collaboratori per il prezioso supporto”.
Contrastare l’esodo demografico, infatti, è una sfida che richiede un lavoro su più fronti: la creazione di opportunità̀ economiche, la messa a punto di servizi a supporto delle famiglie e delle persone, ma anche la capacità di comunicare il valore del territorio all’interno e all’esterno dello stesso.

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In copertina, una bellissima immagine di Stregna nelle Valli del Natisone.

 

“Obesità e salute mentale”, sabato mattinata di riflessione a Latisana

di Silvio Bini

Il self-empower è un processo di riconquista della consapevolezza di sé, del riconoscimento delle proprie potenzialità e della capacità di agire. E’ un lavoro che punta sulla crescita del senso di autoefficacia e sul potenziamento del pensiero positivo, per arrivare infine al ritrovato benessere. E’ un tema che verrà sviluppato nell’incontro pubblico “Obesità e salute mentale” dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, che si terrà sabato 26 marzo a Latisana, al Centro polifunzionale, con inizio alle ore 9, organizzato dal Dipartimento di Salute mentale. Dopo il saluto delle autorità, alle 9.30, su Obesità e stigma, parlerà la dottoressa Laura Dalla Ragione, direttrice della rete per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl1 dell’Umbria. Seguirà, alle 11.30, una tavola rotonda, della quale sarà moderatore il dottor Marco Bertoli, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Asufc. Interverranno il professor Matteo Balestrieri, direttore della Clinica psichiatrica Asufc; il professor Gianni Biolo, direttore del Dipartimento Scienze mediche, Chirurgiche e della Salute, dell’Università di Trieste; la dottoressa Monica Corsaro, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Asfo; la dottoressa Anita Cacitti, psicologa e psicoterapeuta Dpb Udine e la dottoressa Corinna Michelin, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Asugi. La conclusione dei lavori sarà fra le 13 e le 13.30.

 

Citycircle, innovativo progetto europeo di “simbiosi industriale” a Udine

Diffondere e applicare i principi dell’economia circolare per rendere le città luoghi migliori in cui vivere e lavorare, garantendo opportunità di sviluppo sostenibile e un sistema economico pianificato, capace di riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. È l’obiettivo del progetto “Citycircle – Centri di economia circolare nell’Europa centrale”, finanziato dal Programma europeo per la Cooperazione Transnazionale Interreg Central Europe . Tra i dieci partner coinvolti, provenienti da sei diversi Paesi europei, ci sono il Comune di Udine e l’Agenzia per l’Energia Fvg, che nell’evento previsto per il 24 marzo, dalle 16.30 alle 18.30, in sala Ajace (palazzo municipale – Piazza Libertà) presenteranno alla cittadinanza il piano di fattibilità del progetto.

I sopralluoghi al Cafc…


È stata proprio Udine, infatti, a realizzare il progetto pilota nell’ambito di “Citycircle”, che si propone come potenziale “simbiosi industriale” tra un nuovo impianto di cogenerazione alimentato a biogas di proprietà dell’Azienda Net Spa e un impianto esistente di depurazione e trattamento acque di proprietà del Comune e gestito da Cafc Spa. Il progetto si è articolato nell’arco di 36 mesi (1° aprile 2019 – 31 marzo 2022), con un finanziamento complessivo di euro 2.001.705,00 (suddivisi in quote di finanziamento europeo e nazionale) e una quota di finanziamento per il Comune di Udine di euro 186.225 (80% da fondi europei, 20% attraverso il Fondo di Rotazione Nazionale).

«L’obiettivo di quest’ultima iniziativa – precisa l’assessore comunale Giulia Manzan – è studiare la creazione di un sistema energetico intelligente che realizzi un modello rigenerativo di utilizzo dell’energia. Ciò è reso possibile da una visione sistemica, che sviluppa sinergie tra l’impianto di digestione anaerobica dei rifiuti organici, il depuratore delle acque reflue e il mercato agroalimentare». Nell’ambito del progetto europeo Citycircle, nel 2021 e nel 2022 il Comune di Udine ha inoltre organizzato due cicli di eventi formativi online e visite alle aziende in presenza, rivolti ai cittadini, alla pubblica amministrazione e ai professionisti, con circa un migliaio di partecipanti da tutta Italia. Sempre per quanto riguarda le attività locali, Ape Fvg ha redatto un manuale in italiano con i concetti di base per l’economia circolare, mentre il Comune di Udine ha realizzato un manifesto di facile consultazione dal titolo “L’economia circolare in 10 parole”. All’implementazione delle azioni previste dal progetto europeo partecipano molti attori del territorio, tra cui Cafc Spa, Net Spa, Udine Mercati Srl, Federconsumatori FVG e Università di Udine – Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura. «Le numerose persone coinvolte durante gli eventi formativi e le visite alle aziende organizzate da Citycircle – ricorda Bruno Grizzaffi referente del progetto per il Comune di Udine – che con la loro presenza hanno manifestato interesse per questo progetto, sono l’indicatore migliore della sua validità e fattibilità».

… e ai mercati di Udine.

Lo studio di fattibilità del progetto pilota, oggetto di una convenzione tra Comune di Udine, Ape Fvg, Afc Spa, Net Spa, Udine Mercati Srl e Università di Udine, sarà quindi presentato in occasione dell’evento del 24 marzo. Riguarda i cicli dei rifiuti e dell’acqua e la ricerca analizza caratteristiche, costi e possibili esiti per la creazione di una vera “simbiosi” tra due impianti. Con il sindaco Pietro Fontanini, interverranno Roberto Pinton, rettore Università degli Studi di Udine, la stessa Giulia Manzan, assessore alla Pianificazione territoriale e Progetti europei del Comune di Udine, con Bruno Grizzaffi e Nadia Vedova, dell’Ufficio Progetti Europei e Partecipazione, Michele Mion, direttore Divisione Depurazione e Servizio Engineering Cafc Spa, Luisa De Marco, presidente Net Spa, Tommaso Ponti, presidente Udine Mercati Srl , Letizia D’Aronco, consulente legale Federconsumatori Fvg Aps, Paolo Bon, presidente Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Udine, Matteo Mazzolini, direttore Agenzia per l’Energia Fvg, Patrizia Simeoni, referente per l’energia e ambiente del rettore dell’Ateneo friulano- Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura.

Nel corso della mattinata del 24 marzo, si terrà anche l’evento finale del progetto internazionale, in modalità online, al quale prenderanno parte i diversi partner: per la Slovacchia, Tuke-Politecnico di Košice (lead partner) con l’Egct (Gruppo europeo di cooperazione territoriale), per l’Italia l’Ape Fvg e il Comune di Udine, per la Slovenia, la città di Kranj, con E-zavod, Istituto per soluzioni di sviluppo globali, e Bwcon (Baden-Württemberg Connected) per la Germania. Tra i progetti territoriali che verranno illustrati, quello per l’agricoltura e l’industria alimentare di Košice (Slovacchia), la gestione e il riutilizzo dei rifiuti a Varaždin (Croazia), la gestione dei siti industriali del territorio e degli spazi pubblici a Kranj (Slovenia), la produzione avanzata e ICT a Dornbirn (Austria).

«Citycircle – ricorda ancora l’assessore Giulia Manzan – anche in futuro sarà un punto di riferimento per chi vorrà attivare nel pubblico e nel privato, nuove iniziative legate ai principi di sostenibilità, comprese quelle specifiche dell’economia circolare, in quanto al momento non esiste sul territorio cittadino e provinciale un riferimento per chi vuole attivare nuove iniziative di questo tipo».
Molto spesso, infatti, si ha una frammentazione delle competenze specifiche necessarie che accompagnata da una mancanza di coordinamento rende difficile, specie per le Pmi, individuare in modo semplice i professionisti o le organizzazioni, in grado di fornire supporto tecnico e normativo sulle diverse questioni. All’interno di questa strategia, si cerca di rispondere a questo ostacolo concretizzando nuovi strumenti e modalità operative.

Per informazioni: architetto Bruno Grizzaffi, telefono 0432.1272615/1272022 – bruno.grizzaffi@comune.udine.it

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In copertina, lo storico palazzo municipale di Udine con all’interno la sala Ajace.