Bagnarola, ripulita la Roia di Gleris grazie all’impegno dei pescatori sportivi

Un piccolo angolo di territorio in cui si rispetta l’ambiente ora è ancora più pulito grazie ai pescatori: tradizionale momento ecologico di primavera alla Roggia (Roia in friulano) di Gleris, corso d’acqua che scorre a Bagnarola di Sesto al Reghena. Una zona che è regolamentata in regime “no kill” ovvero in cui è obbligatorio rilasciare vivo il pesce pescato. Da qui la particolare tecnica che utilizzano i pescasportivi, quella con le mosche artificiali.

Con il loro lavoro volontario lungo tutto l’anno si prendono cura del tratto di roggia di loro competenza, dove c’è un piccolo salto del corso d’acqua che un tempo alimentava le pale di un mulino. Da pochi giorni è avvenuta la pulizia generale primaverile prima della riapertura della stagione della pesca. Rimossi dall’alveo alcuni rifiuti ingombranti come due copertoni d’auto, hanno però avuto la conferma della pulizia delle acque, tanto che, come successo lo scorso anno, è stata trovata una specie delicata come il gambero di fiume nostrano, assieme a dei pesci ghiozzi, oltre alle trote che hanno reso celebre la Roia. Tra le buone pratiche che i pescatori hanno attivato lungo questi anni c’è anche il cestino in cui depositare i fili in plastica delle canne da pesca che si rompono.

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In copertina, un tratto della roggia di Gleris; all’interno, la zona del regime “no kill” e il gruppo di pescatori che ha attuato la pulizia del corso d’acqua.

 

“Yes I Start Up” ed è subito impresa: ecco una proposta per i giovani friulani

Come realizzare il sogno di diventare imprenditori? La risposta è “Yes I Start Up” (Yisu), un progetto di rilevanza europea che l’Ente Nazionale per il Microcredito (Enm) sta presentando in tutta Italia attraverso incontri locali: prossima tappa a Udine, martedì 12 aprile, alle ore 16. L’evento, a cui non solo il Comune di Udine ma anche la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha dato il proprio patrocinio, si potrà seguire online accedendo al link: https://fb.me/e/xBJR2qruu
“Yes I Start Up”, progetto ingegnerizzato dall’Enm con la regia e il coordinamento di Anpal, è nato per stimolare e supportare l’autoimprenditorialità dei cosiddetti Neet (giovani fino ai 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione), donne inattive e disoccupati di lunga durata. Si tratta di un percorso formativo mirato, volto a stimolare la crescita degli aspiranti startupper, coadiuvandoli nella valutazione della propria idea imprenditoriale fino alla stesura del business-plan, e favorendo infine l’accesso ai finanziamenti del fondo SELFIEmployment gestito da Invitalia.
Nell’evento udinese del 12 aprile Stefano Battaggia, agente territoriale dell’Enm in Friuli Venezia Giulia, informerà sui contenuti e sulle modalità di adesione al progetto, assieme a Daniela Morgante, responsabile di progetto di I.Ter (Cciaa Pordenone-Udine) e a Elvis Pigani, coordinatore della Cooperativa Sociale Codess Fvg.
L’obiettivo del webinar è divulgare e far conoscere l’utilità di un progetto che, dal momento dell’avvio (a metà 2018) a oggi, ha già interessato oltre 3.500 persone. I corsi gratuiti online “Yes I Start Up”, della durata di 80 ore suddivise in 16 giornate da cinque ore, sono finalizzati all’ottenimento di un finanziamento a tasso zero e senza garanzie reali fino a 50.000 euro, a valere sul Fondo SELFIEmployment di Invitalia.
Durante l’evento si raccoglieranno in particolare le adesioni ai corsi online gratuiti di “Yes I Start Up”, erogati dall’ente di formazione I.ter a partire dal mese di aprile. Verranno trattati temi quali l’autoimprenditorialità, il Business Model Canvas, la localizzazione, l’analisi della clientela e della concorrenza, le strategie di vendita e di promozione, l’analisi swot della propria idea imprenditoriale, la cantierabilità amministrativa e l’analisi economico-finanziaria. Sarà inoltre possibile porre quesiti sulla chat di Facebook.
In più, si porteranno esempi di sogni trasformati in realtà, grazie a Yes I Start Up e alla sinergica rete partenariale fra pubblico e privato che l’Ente Nazionale Microcredito coordina attraverso i soggetti attuatori sparsi sui territori. Il progetto Yes I Start Up, tra l’altro, è già stato riconosciuto best practice da parte dell’Unione Europea ed è attualmente oggetto di un caso studio da parte dell’Ocse.
Maggiori informazioni sul progetto Yes I Start Up e sulla linea di finanziamento SELFIEmployment sono reperibili consultando i siti:
https://www.diventaimprenditore.eu/
https://www.microcredito.gov.it/progetti.html
https://www.anpal.gov.it/yes-i-start-up
https://www.anpal.gov.it/selfie-employment

Per informazioni ed adesioni al corso contattare:
Daniela Morgante
daniela.morgante@pnud.camcom.it, telefono 0432.273218;
Stefano Battaggia
stefano.battaggia@microcredito.gov.it
cellulare 347.5839951

Aziende turistiche 
Bando in scadenza

Ultimi giorni per provare ad accedere al voucher che intende supportare 15 imprese del turismo italiane nel percorso di trasformazione in azienda sostenibile. Il contributo è messo a disposizione dal Bando europeo Etgg2030 (European Tourism Going Green 2030) per le pmi del turismo che potranno fare domanda: dagli alberghi e aziende assimilate agli alloggi per vacanze, dai campeggi alle aree sosta per camper e roulette, dalle agenzie di viaggi ai servizi di tour operator. Le domande si possono presentare fino alle 17 dell’11 aprile prossimo. Ognuna delle 15 Pmi selezionate riceverà un voucher del massimo di 7mila 270 euro a copertura del 100% dei costi per investimenti green, guidati da esperti, finalizzati ad acquisire conoscenze e capacità per implementare cambiamenti di sostenibilità nella propria attività, per ottenere certificazioni di sostenibilità e per diventare parte di una mappa della filiera europea e globale delle imprese del turismo verde. Per i criteri di ammissione e per ulteriori chiarimenti basta riferirsi alle linee guida del bando, pubblicato sul portale Turismo 2030 all’indirizzo https://destinet.eu/etgg2030/smecall/italy
Il progetto Etgg2020 – European Tourism Going Green 2030 attraverso i fondi del programma europeo Cosme, mette in rete esperti di sostenibilità, università, associazioni imprenditoriali, Camere di commercio, e altre organizzazioni che utilizzano il portale Tourism 2030, per offrire servizi alle pmi in 6 Paesi europei (oltre all’Italia anche Austria, Bulgaria, Croazia, Germania e Romania). Per informazioni è a disposizione anche il sito della Camera di commercio Pordenone-Udine www.pnud.camcom.it nell’apposita sezione oppure il link https://destinet.eu/who-who/civil-society-ngos/etgg2030/

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio in piazza Venerio.

 

Confcooperative Pordenone, a Rauscedo è nato il gruppo dei Giovani imprenditori

Costituito ufficialmente il nuovo gruppo Giovani imprenditori di Confcooperative Pordenone, che ha organizzato l’evento “Innesti – Cooperare per generare nuovi frutti” ai Vivai Cooperativi Rauscedo, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. La costituzione del gruppo rientrava negli obiettivi del programma per i 70 anni dalla fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.


I giovani cooperatori locali hanno incontrato il presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Dennis Maseri che è intervenuto sul tema “cooperazione e intergenerazionalità” sottolineando come le imprese italiane abbiano un fondamentale bisogno di giovani per gestire la transizione digitale e quella ambientale ed Elisa Calzuola referente per la formazione Giovani Imprenditori Confcooperative su “cooperazione e formazione”, con la formazione come elemento fondamentale in cooperativa anche per favorire l’adesione sempre maggiore delle giovani donne. Coordinatore del gruppo pordenonese è Luca Luison, presente assieme a Ilaria Miniutti e agli altri membri del gruppo, al vicepresidente di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino e al direttore Marco Bagnariol. Presenti anche il sindaco di San Giorgio, Michele Leon, e Pietro D’Andrea, presidente dei Vivai cooperativi Rauscedo, oltre a diversi altri presidenti di cooperative del territorio. Trasmesso durante la riunione un video saluto del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.
«Nel 70° anniversario di fondazione dei Confcooperative Pordenone – ha scritto nel suo indirizzo di saluto il presidente Luigi Piccoli – questo appuntamento assume una rilevanza particolare perché testimonia la voglia di dare continuità ai valori che caratterizzano e contraddistinguono la cooperazione. I giovani cooperatori sono per tutti noi un vero motore carico di entusiasmo. Il loro impegno ci rassicura sulla conservazione e valorizzazione, nel tempo, di un patrimonio che noi stessi abbiamo ereditato. La costituzione del gruppo giovani cooperatori è uno dei principali obiettivi del Piano di mandato di Confcooperative Pordenone».
Come rilevato dallo studio del professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, per il 70mo dalla fondazione, il 71% delle cooperative associate a Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani tra i suoi soci e addetti. Un mondo che ora ha la sua voce all’interno di Confcooperative Pordenone.

Le iniziative del 70mo anniversario sono sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-Udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, C.a.r.a.c, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, Luca Luison coordinatore del gruppo pordenonese (all’interno); qui sopra, i relatori alla riunione di Rauscedo.

Zilli agli Alpini festeggiati a Gemona: esemplare il vostro lavoro per la pace

«Il cappello degli Alpini è un simbolo della storia e dei valori delle penne nere, rassicura e dà fiducia alle nostre comunità, rappresenta l’abnegazione, lo spirito di sacrificio, la fedeltà alla bandiera e l’operosità coraggiosa e silente in favore della pace; elementi che da sempre contraddistinguono questo Corpo militare. Gli Alpini sono nel mio cuore; ho sempre visto in casa, come in tante famiglie, quel cappello che evoca ricordi e conferisce responsabilità. Abbiamo il dovere di raccontare la storia di questo Corpo, dobbiamo intensificare l’organizzazione di incontri di approfondimento nelle scuole perché imparare la nostra storia aiuta a costruire il futuro. Apprendere le vicende degli Alpini è garanzia di un futuro fatto di impegno, di attaccamento alla propria comunità ma è anche un esempio permanente per tutti e fonte di ispirazione civile». L’ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, nell’intervento che ha voluto portare al nono raduno del Battaglione Gemona organizzato dall’omonima sezione Ana.

Dopo la deposizione della corona di alloro di fronte al monumento ai Caduti in piazza Municipio, il corteo si è spostato in piazza del Ferro per l’alzabandiera dove hanno avuto luogo gli interventi del presidente dell’Ana sezione di Gemona, Ivo Del Negro, del sindaco Roberto Revelant, del presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, del presidente dell’associazione Mai Daur, Daniele Furlanetto, del colonnello David Colussi, comandante dell’8° Reggimento Alpini di Venzone e del consigliere nazionale Ana Romano Bottosso.
È seguita la Messa, celebrata dal cappellano militare dei carristi di stanza a Tauriano di Spilimbergo, don Michele Tiso, che ha sostituito il cappellano della Brigata alpina Julia, don Marco Minin, impegnato in una missione di pace in Libano; quindi, il corteo si è trasferito lungo le vie del centro. Presenti molte autorità militari, civili e religiose, oltre alla medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din. L’esponente della Giunta Fedriga ha richiamato alla memoria la recente visita a Gemona di un alpino speciale, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che «ha portato alto il cappello d’alpino nell’emergenza pandemica. Noi siamo orgogliosi di avergli mostrato il modello Friuli nel quale tanta parte hanno avuto le penne nere, così come tanta parte hanno avuto nella pandemia spendendosi con grande generosità», ha sottolineato Barbara Zilli. «Nei momenti di dolore e nella ricostruzione dopo il sisma del ’76 il Friuli ha potuto sempre contare su questi uomini, punto di riferimento per la nostra comunità», ha aggiunto e l’assessore regionaleevidenziando come «la Regione sarà sempre al loro fianco».

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Barbara Zilli, presenti le autorità e la medaglia d’oro Paola Del Din; all’interno, altre due immagini della cerimonia gemonese. (Foto Arc)

 

A Casarsa raccolti quintali di rifiuti: bellissimo gesto di amore per la natura

Sono stati ben 560 i chilogrammi di rifiuti abbandonati che i cittadini hanno raccolto durante la “Giornata ecologica e cura del territorio” promossa dalla Città di Casarsa della Delizia attraverso l’Assessorato all’ambiente e in collaborazione con le associazioni locali. «Una partecipazione mai così ampia – commentano Lavinia Clarotto e Tiziana Orleni, sindaco e assessore all’ambiente -, per la quale ringraziamo tutti coloro che hanno dedicato del tempo alla loro comunità: oltre 60 persone che hanno aderito presentandosi ai punti di raccolta di Versutta, Runcis, Casarsa e Sile. Inoltre un gruppo, composto da residenti e non, ha ripulito anche la zona Peep di San Giovanni. Una dimostrazione ulteriore del rispetto e la cura del territorio che contraddistingue tutta la nostra comunità, amore per la natura che è stato il filo conduttore della mattinata».
La maggior parte dei rifiuti raccolti sono stati plastiche di ogni tipo, oltre a bottiglie di vetro, ingombranti, pneumatici e un televisore a tubo catodico. Le immondizie sono state ritrovate principalmente nei fossi lungo le strade. Non si deve sottovalutare l’importanza di questi appuntamenti, concludono dal municipio, perché il territorio ha costantemente necessità d’interventi di pulizia contro la maleducazione di chi abbandona rifiuti: basti pensare al fondamentale recupero delle plastiche prima che diventino microplastiche e s’infiltrino nel ciclo biologico degli esseri viventi e nel ciclo dell’acqua.

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In copertina e all’interno tre immagini della Giornata ecologica a Casarsa della Delizia.

 

 

Pordenone, domani riparte il dialogo dell’Efasce con i corregionali nel mondo

Al via la nuova serie di “4 Chiacchiere con…”, il format di videointerviste con cui l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone sta mantenendo vivo il legame con i corregionali all’Estero, permettendo di conoscere le storie dell’emigrazione più recente. Un progetto sostenuto da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli.  Sulla pagina Facebook “Efasce – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube omonimo, il presidente dell’Ente Gino Gregoris e Michele Morassut, della segreteria, dialogheranno con i corregionali collegati da diverse parti del mondo, toccando vari punti, dalla vita professionale a quella personale.
Si parte domani, 4 aprile, alle 18 con l’intervista a Marco Bomben, fisico e professore associato all’Université de Paris. Originario di Pordenone, dopo il dottorato in fisica all’Università di Trieste, vive e lavora dal 2010 nella capitale francese, dove ha anche collaborato con il Cern. Il suo lavoro di ricerca lo ha portato negli anni ad approfondire le sue conoscenze nel campo della probabilità e della statistica.
Mercoledì 13 aprile, alle 16, ecco il secondo appuntamento in collegamento con Daniela Scarabino, production manager dello spettacolo a Madrid. Anche lei di Pordenone, dopo gli studi universitari tra Udine e Genova, dal 2007 lavora nell’ambito dello spettacolo. Partendo dalla logistica, ora si occupa di un ampio campo di aspetti come referente di artisti e promoter, dal marketing fino alla produzione.
«Due corregionali – sottolinea il presidente Gregoris – che ci permetteranno di conoscere la realtà professionale di due grandi capitali europee e capire dove sta andando il mondo del lavoro tra un’emergenza sanitaria sempre meno pressante e una situazione internazionale preoccupante. Ma sarà anche bello confrontarsi su quanto siano ancora legati alla loro terra di origine, quel Friuli Venezia Giulia da cui in tanti sono partiti senza però dimenticarlo mai».

Marco Bomben e Daniela Scarabino

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In copertina, il presidente dell’Efasce di Pordenone Gino Gregoris.

 

Capsule del tempo, protagonisti 150 ragazzi di sei Comuni friulani

Le hanno chiamate Imperfetto, Star, Capsula 22, Piper, Gerry e Rita. Sono le “capsule del tempo”, chiuse e sigillate, che i circa 150 ragazzi coinvolti nel progetto educativo e didattico “Il filo e le tracce” hanno consegnato agli amministratori dei Comuni friulani partner (Cormons, Fagagna, Latisana, Nimis, Palmanova e Cervignano), strappando loro una promessa: custodirle e renderle visibili solo ai posteri in precise date, a partire dal 2035 e fino al 2072. Quelle piccole “casseforti” – contenenti il video realizzato a conclusione dell’attività laboratoriale e alcuni messaggi al futuro lasciati dagli studenti – sono custoditi all’interno di biblioteche o sale consiliari, sotterrati in giardini, o in piazza.
«È stato bello vedere la partecipazione attiva dei ragazzi, che si sono messi in gioco portando dei pezzetti importanti della loro vita sotto forma di fotografie, scritti, racconti, registrazioni audio. Ma è stato altrettanto piacevole vedere l’attenzione e la sensibilità delle amministrazioni coinvolte – ha fatto sapere Simone Ciprian, presidente dell’associazione culturale Bottega Errante, che ha ideato il progetto in collaborazione con le cooperative Damatrà e Itaca, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia -. Grazie a questo progetto crediamo di aver fatto capire agli studenti che la storia studiata sui libri e talvolta tacciata come “noiosa”, in realtà è tutt’altro che noiosa. Perché è fatta di persone, esattamente come loro».
“Il filo e le tracce” è infatti un’iniziativa destinata alle scuole secondarie di primo e secondo grado che si è fondata sull’idea che le opere d’arte, compresa la letteratura, siano rappresentazione della realtà. A partire da questa considerazione l’obiettivo principale del progetto è stato quello di far incontrare gli studenti con gli autori, i libri, le storie e la Storia. Grazie all’incontro (anche solo virtuale) con gli autori friulani Antonella Sbuelz, Chiara Carminati e Paolo Patui, gli studenti hanno potuto moltiplicare i propri punti di vista e comprendere le motivazioni che portano a decidere di scrivere di Storia. Ma soprattutto hanno potuto far tesoro dell’approccio umano che ha condizionato le singole scelte autoriali, elemento, questo, difficile da ricavare dai manuali e che invece ha permesso loro di aprire gli orizzonti temporali e spaziali conducendoli nella fase 2 del progetto, durante la quale hanno potuto fare altre esperienze attraverso le letture proposte da una più ampia bibliografia di scrittori nazionali e non solo, nelle quali rintracciare e analizzare il contenuto storico, il metodo e la documentazione che ha generato i testi. Non solo: è stato proposto loro di far tesoro dei modelli analizzati provando a collocare le proprie esperienze di vita nel flusso della storia. Gli studenti sono stati quindi chiamati a raccontare i “tempi interessanti” – ovvero quelli che potranno far parte, un domani, della storia – vissuti in prima persona, cercando nella letteratura le suggestioni e gli strumenti per narrare gli accadimenti a partire da un punto di vista particolare e personale.

Le farfalle dell’Asu verso final six Torino. E Michael Pasut (scherma) vola a Dubai

Le farfalle dell’Associazione Sportiva Udinese volano verso la final six, in programma a Torino il 30 aprile e 1° maggio. «Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e non era per nulla scontato – ha spiegato Spela Dragas che allena la compagine bianconera insieme a Magda Pigano, Carlotta Longo e alla coreografa Laura Miotti –. Le ragazze ce l’hanno messa davvero tutta e, nonostante la mancanza dell’atleta straniera (che sappiamo bene avere un peso non trascurabile), sono arrivate quinte. Siamo molto orgogliose di loro. Il grande impegno quotidiano e la dedizione che ci mettono, sono stati ripagati. Detto questo, sono davvero giovani e hanno ancora molta strada per migliorarsi e crescere».
Particolarmente importante nella terza prova di Napoli è stato l’apporto di Tara Dragas che è scesa in pedana con due attrezzi: la palla (con 31.750 punti, è stata la prima nella classifica per attrezzo) e il nastro (con 29.200 punti è arrivata seconda dopo l’azzurra Milena Baldassarri che di punti ne ha guadagnati 29.300). «Quando è entrata in pedana – ha spiegato la coach – ha saputo gestire le sue energie nel modo giusto, senza quell’esuberanza che a volte porta a commettere degli errori, che in questo caso non ci sono stati. Il valore delle difficoltà era un po’ più alto nella palla, ma devo dire che esteticamente, dal punto di vista tecnico, con il nastro è stata più pulita, sicura e convincente, tanto che ritengo che questo possa essere l’attrezzo sempre più papabile in caso di convocazione sulle pedane internazionali. In ogni caso, va anche detto che la palla le ha permesso di ottenere il suo “personal best” che segue solo i punteggi stellari raggiunti Sofia Raffaeli nelle tre tappe di campionato».
Parole di plauso sono arrivate anche dalla società per voce del direttore generale, Nicola Di Benedetto che, complimentandosi con Isabelle Tavano (clavette 25.500) e Elena Perissinotto (cerchio 23.700) ha a sua volta porre l’accento sui grandi risultati di Tara Dragas: «Quello di Tara è un talento cresciuto in Asu e questo ci rende particolarmente fieri. L’abbiamo vista maturare anno dopo anno, impegnandosi con determinazione e sempre col sorriso sulle labbra. Finalmente anche i numeri raccontano del suo talento e considerando che si tratta ancora di una junior, sono destinati a crescere ancora in futuro».

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Classe ’86, di Pasian di Prato, ha una laurea in architettura, gstisce due locali nel cuore di Udine e coltiva la sua grande passione per la scherma all’Associazione Sportiva Udinese, dove è tecnico delle armi da oltre 12 anni. Michael Pasut nei giorni scorsi è volato a Dubai per i Campionati Mondiali Giovani e Cadetti: la kermesse iridata dedicata agli under 20 e under 17 si disputerà da oggi al 10 aprile e vedrà in tutto 41 azzurrini in gara negli Emirati Arabi Uniti dove sono in palio 18 titoli. Sceso in pedana da piccolo ha prima messo da parte la scherma per la musica, per riprendere da adulto, sempre in Asu. Poi un giorno la proposta di aderire a un corso per diventare tecnico della Armi: «Pochi mesi dopo il primo corso base, ne ho fatto un secondo alla Federazione Italiana Scherma e sono stato quindi stato “abilitato” a operare anche nelle competizioni di livello nazionale. Dopo poco tempo ho iniziato a seguire gli “Azzurrini” di spada e fioretto nei loro ritiri estivi in regione. Ora siamo in due a Dubai, io e il mio collega Gianluca Farinelli, il responsabile dei tecnici delle armi della Federazione Italiana Scherma».
Quella svolta dal tecnico della Armi «è un’attività dalle molte sfaccettature – ha chiarito Pasut -. Nelle sale scherma lavora alla preparazione, al montaggio e alla taratura di spade, fioretti e sciabole, e di tutto il materiale elettrico degli atleti. Provvede anche alla riparazione dei guasti, controlla che le dimensioni delle divise e dell’abbigliamento siano a norma di regolamento, e si occupa dell’acquisto dei materiali per la sala ma anche della manutenzione degli apparecchi segnastoccate e della parte elettrica delle pedane». Ma non è tutto, perché come lo stesso Pasut ha precisato «deve essere presente alle gare per l’allestimento elettrico degli apparecchi, per il controllo delle armi degli atleti e per gli interventi in pedana in caso di guasti durante gli assalti. Poi ci sono i ritiri estivi e invernali e le gare di ogni ordine e grado. In caso di trasferte internazionali, come quella di Dubai, oltre alla base di controllo delle armi e del materiale, facciamo da supporto agli atleti non solo in caso di guasto, ma anche cercando di “tarare” al meglio le armi, rimanendo a “fondo pedana” ricontrollandole quasi a ogni assalto, così che lo schermidore possa gareggiare con l’attrezzatura perfetta e sia messo in condizione di poter dare il suo meglio – ha spiegato -. Insomma, noi tecnici delle Armi siamo parte della squadra assieme ad altri dello staff come medico, fisioterapista, preparatore atletico, tutte figure che lavorano “dietro le quinte” rispetto a maestri e atleti». A confermare ciò anche il direttore generale di ASU, Nicola Di Benedetto, che complimentandosi con Pasut ha sottolineato: «C’è davvero tutto un mondo dietro atleti e allenatori. Molte persone che si muovono nelle retrovie e senza l’alta professionalità delle quali gli atleti non potrebbero fare ciò che fanno. Sono molto felice per Michael perché questa “convocazione” è testimonianza tangibile della sua professionalità».
Pasut è intanto pronto a scendere in pedana con gli “Azzurrini” e ha raccontato: «Quando mi è arrivata la telefonata della convocazione? Direi che mi sono sentito felice e onorato. È la seconda volta all’estero, dopo Porec a inizi 2020, poco prima della pandemia. Mi sono reso subito disponibile, anche perché, solo un mese prima, ho dovuto rinunciare all’ultimo per motivi personali, a una convocazione per gli Europei Giovani e Cadetti di Novi Sad. La gara si avvicina, inizia il 2 aprile con la sciabola – ha concluso -, in questi primi giorni gli atleti si allenano e provvedono a superare il “controllo armi” della gara, quindi il clima è tranquillo ma, mano che ci si avvicina alla competizione, la tensione aumenta, per gli atleti che devono scendere in pedana, e per i tecnici delle armi che rimangono col fiato sospeso finché l’arbitro non controlla l’arma all’atleta in pedana: la prova del nove!».

Michael Pasut

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In copertina, Tara Dragas ai campionati di Napoli in una foto di Luca Agati.

Domani a Udine c’è la Festa del rugby con oltre 200 giovani atleti della palla ovale

di Silvio Bini

Due anni di pandemia hanno spesso messo in crisi lo sport, in particolare quello mini, dei bambini che giocano, delle famiglie che partecipano, della gente che ama l’espressione più genuina della competizione. Quando si parla dello sport del rugby, viene spontaneo apprezzarne lo stile, rude e e possente di omoni che sembrano darsele di santa ragione, ma che invece si rispettano e si stimano, fino a riconoscere la sportività come valore fondante. I ragazzini che giocano con la palla ovale imparano soprattutto a diventare veri sportivi.
Il Rugby Udine Fvg è una società che ha dato molte soddisfazioni ai suo fan, con la sua partecipazione ai campionati di Serie A, ma è fortemente legata al suo settore giovanile e per questo collabora intensamente anche con le squadre regionali. Domani 3 aprile, ore 10, nella ricorrenza de la “Fieste de Patrie dal Friûl”, ritorna la Festa del rugby a Udine. Sui campi di via XXV aprile si aspetteranno oltre 200 giovani atleti provenienti da San Vito, Gemona, Monfalcone, Gorizia, Codroipo e ovviamente Udine per una giornata di divertimento all’insegna della palla ovale. In questa occasione diventa importante la partecipazione fattiva dei genitori, che quest’anno si sono impegnati anche per la ristrutturazione della club house della struttura sportiva.
Il ritorno della Festa del minirugby udinese appare in effetti una speciale occasione, non solo per il futuro dello sport agonistico, ma soprattutto per il senso di comunità che infonde, di sentimenti di amicizia e condivisione di passioni comuni. «La Rugby Udine non solo promuove lo sport del rugby, ma sensibilizza i propri atleti allo studio ed alla laboriosità», dichiarò a suo tempo il presidente Romanello: «è una questione etica, lo sport deve essere un completamento per la formazione degli atleti e non l’unica attività da questi praticata, un giovane sportivo deve essere diligente a scuola, nello sport ed anche ben educato verso le persone e le cose con cui si relaziona».

Ricetta dematerializzata prorogata fino a dicembre: plaudono i medici Fimmg Fvg

Proroga per la ricetta dematerializzata, che rischiava di cessare con la fine dello stato di emergenza sanitaria: anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, presieduto in regione da Fernando Agrusti) valuta positivamente l’accordo raggiunto a Roma, d’intesa anche con il presidente Fvg, Massimiliano Fedriga, a capo della Conferenza delle Regioni.
«Eravamo certi che l’impegno profuso nel chiedere una proroga per la “ricetta dematerializzata”, che andasse oltre la fine dello stato d’emergenza, ci avrebbe ripagato. Ma nulla sarebbe stato possibile senza l’impegno del Governo, del ministro della Salute Roberto Speranza e della Protezione Civile, ai quali va il nostro sincero ringraziamento». Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, commenta con favore la notizia di una proroga al 31 dicembre della ricetta dematerializzata, cioè la possibilità per i cittadini di usare strumenti alternativi al promemoria cartaceo della ricetta elettronica.
Come avvenuto negli ultimi mesi, basterà cioè una e-mail o un sms, o una comunicazione direttamente per telefono, con il numero di ricetta comunicato dal medico curante. «Un segnale molto positivo – aggiunge Scotti – è anche quello del rapido riscontro d’intesa necessario alle procedure per rendere effettiva l’Ordinanza arrivato in tempi brevissimi dalla Conferenza delle Regioni, un’apertura che ci fa ben sperare. Nel ringraziare il presidente Massimiliano Fedriga e la sua segreteria tecnica in Conferenza attraverso la dr. Alessia Grillo per la sensibilità dimostrata, chiediamo che ci possa essere una celere convocazione, che veda partecipi anche il presidente del Comitato di Settore e il presidente della Commissione Salute e che possa affrontare e mettere in agenda sia per azioni politiche che contrattuali, una volta per tutte, il tema della sburocratizzazione delle procedure in carico alla medicina di famiglia, oggi oppressa da procedure farraginose che sottraggono energie, risorse e tempo all’assistenza dei pazienti e che stanno diventando causa dell’abbandono di questa professione da parte sia di giovani che di anziani stanchi di essere vissuti come degli amministrativi piuttosto che come dei medici».

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Cooperative e medicina generale fanno fronte comune per il rafforzamento delle cure territoriali. Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) plaude all’accordo nazionale. Una piattaforma di proposte di collaborazione per l’appropriato utilizzo di tutte le risorse destinate alla salute a livello territoriale, non solo del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche delle componenti integrative e la richiesta al Governo di avviare un tavolo di confronto per definire un quadro comune di azione. È quello a cui stanno lavorando l’Alleanza delle Cooperative Italiane e la Fimmg, la principale organizzazione sindacale dei medici di medicina generale.
Le proposte sono state al centro di un incontro a cui hanno preso parte, Maurizio Gardini, presidente dell’Alleanza, con il copresidente Mauro Lusetti e Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg.
Dal confronto sono emerse affinità di visione e la volontà di concordare azioni condivise in particolare su tre aspetti: la volontà di salvaguardare il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale con il contributo di tutti i professionisti e gli stakeholder del sistema, in coerenza con il principio costituzionale di sussidiarietà; la centralità della medicina generale e del medico di famiglia quale presidio sul territorio e riferimento fiduciario essenziale per i pazienti; il ruolo prioritario della cooperazione, quale forma di impresa democratica e mutualistica, per l’aggregazione dei professionisti a sostegno del Ssn pubblico. Per l’Alleanza erano inoltre presenti Marco Venturelli (segretario generale Confcooperative), Filippo Turi (direttore generale Agci), Giancarlo Ferrari (direttore generale Legacoop), i coordinatori del settore Medici dell’Alleanza Maurizio Pozzi e Raffaele Sellitto, Giuseppe Milanese (presidente Confcooperative Sanità) e per Fimmg Domenico Crisarà vicesegretario nazionale.