Big Data e Intelligenza Artificiale alla portata di tutti: domani a Udine una lezione aperta di Gian Luca Foresti

Viviamo circondati da dati e informazioni che non vediamo, ma che influenzano la salute, la sicurezza, i servizi e le scelte di ogni giorno. “Il potere invisibile dei dati: Big Data e Intelligenza Artificiale” è il titolo della lezione gratuita organizzata da “FVG Comunità digitale”, il progetto che ha lo scopo di portare il digitale nella vita del cittadino comune in modo facile e ben assistito, senza lasciare indietro nessuno.
Appuntamento, pertanto, a Udine nel Salone del Popolo del Comune di Udine (via Lionello 1) domani, 22 novembre, alle 10 con la lectio di Gian Luca Foresti, professore ordinario di Informatica all’Università di Udine e direttore del Master in Intelligence e Tecnologie Emergenti. Foresti illustrerà con linguaggio divulgativo come i Big Data e l’intelligenza artificiale servano a leggere questi dati “nascosti” e trasformarli in strumenti utili per migliorare la vita delle persone. Interverranno anche Gea Arcella, assessore all’innovazione del Comune di Udine, e Antonio Piva, presidente di Aica, l’associazione in cui professionisti dell’informatica, docenti, studenti, enti pubblici e privati si confrontano sul sapere, il lavoro e le prospettive della società sui temi del digitale.
«In un momento storico in cui la trasformazione digitale attraversa ogni ambito della nostra vita, iniziative come FVG Comunità digitale rappresentano un passo fondamentale per accompagnare i cittadini in questo cambiamento con consapevolezza e competenza. – evidenzia l’assessore. – La lezione del professor Foresti ci aiuterà a comprendere meglio il “potere invisibile” dei dati e dell’intelligenza artificiale, tecnologie che possono migliorare in modo concreto la qualità dei servizi, la sicurezza e il benessere delle persone, purché siano conosciute e utilizzate in modo responsabile. Come Comune di Udine crediamo fermamente che nessuno debba essere lasciato indietro nel percorso verso la digitalizzazione e puntiamo ad offrire ai cittadini strumenti, corsi gratuiti e occasioni di formazione accessibili a tutte le età».
Il progetto “FVG Comunità digitale”, in collaborazione con il Comune di Udine, consiste in webinar ed eventi divulgativi per conoscere le nuove tecnologie e anche nell’erogazione di micro-corsi formativi gratuiti. Per conoscere le proprie carenze e il proprio fabbisogno formativo in tema di digitale, il progetto “FVG Comunità digitale” mette a disposizione online anche il servizio di auto-valutazione delle competenze digitali (http://laprora.micertificoicdl.it/). Il progetto è stato proposto dall’ATS – Associazione Temporanea di Scopo formata dall’Associazione La Prora A.P.S. ETS e dall’AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico e l’ALSI – Associazione dei Laureati in Scienze dell’Informazione e Informatica.
L’ATS La Prora/AICA/ALSI ha stipulato con il Comune di Udine una convenzione per avviare, organizzare e gestire il progetto “FVG Comunità digitale” con lo scopo di garantire nell’ambito del proprio territorio l’erogazione a titolo gratuito di attività di facilitazione digitale tramite la promozione di corsi di formazione, seminari, webinar, corsi online e altri interventi compatibili con la Misura Pnrr 1.7.2.

Per le iscrizioni: https://www.associazionelaprora.it/event/big-data/

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In copertina, il professor Gian Luca Foresti dell’Università di Udine.

Tarcento, i Fisarmonicisti di Pividori celebrano Santa Cecilia: sabato ritorna in Teatro la Rassegna internazionale che festeggia i suoi primi dieci anni

Provengono dall’Ucraina, dal Montenegro e dal Perù i musicisti ospiti a “Uniti dalla fisarmonica”, la rassegna musicale internazionale giunta alla sua decima edizione organizzato dal Gruppo Fisarmonicisti Tarcento diretto da Massimo Pividori. La kermesse è in programma sabato prossimo, 22 novembre, giorno di Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, alle ore 20.30 nella Sala Teatro Margherita in via Marinelli, evento ad ingresso gratuito realizzato con il patrocinio del Comune di Tarcento ed il sostegno di Pigini e Bugari, ditte costruttrici di strumenti a mantice tra le più rinomate al mondo.

Joko Mićković

Daniel Chiyan Leon Alvarado

I talentuosi virtuosi invitati a questa réunion condotta dal musicologo Alessio Screm che ha già ospitato eccellenti maestri provenienti da Russia, Stati Uniti, Francia, Austria, Slovenia, Italia, Serbia e Cina, sono il fisarmonicista ucraino Mykhailo Sheiko, già direttore musicale del teatro di canto e danza popolare “Melana” e docente all’Accademia della Cultura di Kharkiv, il montenegrino Joko Mićković, che attualmente si sta perfezionando al Conservatorio Tartini di Trieste, già laureato all’Accademia Nazionale di Cetinje e vincitore di importanti premi internazionali, tra cui il British College of Accordionists International Competition ed il Trophée Mondial 2022. Proviene invece dal Perù il giovane e pluipremiato violinista Daniel Chiyan Leon Alvarado, anche lui in corso di perfezionamento al conservatorio giuliano dopo aver compiuto gli studi al Colegio Peruano Chino Diez di Lima: il giovane musicista sudamericano sostituisce il friulano Daniel Longo che a causa di una sovrapposizione di impegni, sorta in seguito al cambio di data del concerto tarcentino (inizialmente previsto per il 15 novembre), ha dovuto purtroppo rinunciare alla serata. La sua presenza era stata, infatti, annunciata al termine del bellissimo concerto che aveva tenuto, proprio con i Fisarmonicisti di Massimo Pividori, l’8 settembre scorso nel Santuario delle Pianelle a Nimis.
La scaletta della serata prevede l’esecuzione dei più vari repertori musicali, dalla musica popolare alle musiche dal mondo, dagli arrangiamenti dei grandi capolavori della classica alla musica contemporanea, a dar forza a questa serata di condivisioni e d’amicizia, tra gli appuntamenti più attesi della programmazione culturale di Tarcento. A condividere il palcoscenico con gli ospiti internazionali sarà l’ensemble Flocco Fiori dell’associazione Gruppo Fisarmonicisti, una fisorchestra guidata dal fisarmonicista e compositore, docente e direttore artistico della manifestazione, Massimo Pividori. La formazione è nata nel 2007 in onore del grande fisarmonicista friulano Belfiore Flocco (1927-2002), nome d’arte Flocco Fiori, concertista di fama internazionale ed illustre insegnante che, dopo molti anni dedicati all’attività concertistica ed ai concorsi, ha fortemente voluto creare una nuova generazione di fisarmonicisti che ben rappresentino il suo stile e la sua tecnica. L’Ensemble ha al suo attivo diversi concerti in Italia ed all’estero, ed il suo repertorio spazia dalle trascrizioni delle più belle pagine di compositori classici come Vivaldi, Pachelbel e Brahms, fino a Morricone, Piazzolla, Bernstein e composizioni originali. Tutte le informazioni sono sul sito gruppofisarmonicistitarcento.it e sulle pagine social del gruppo.

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In copertina e all’interno il Gruppo Fisarmonicisti Tarcento diretto dal maestro Massimo Pividori.

A Cormons la tragedia del maltempo fa annullare il Festival dell’informazione. Anna Bortolotti: “Ascoltiamo chi soffre”

La terza edizione del Festival dell’informazione “Il mondo Fuori” organizzato dal Comune di Cormons è stata annullata in seguito ai tragici avvenimenti che hanno colpito la frazione di Brazzano, la cittadina collinare e il suo territorio. Il Festival si sarebbe dovuto svolgere da giovedì 20 a sabato 22 novembre con un programma dedicato al tema “Raccontare il confine Storie e immagini tra passato, presente e futuro” quale omaggio a Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura.
«La nostra comunità sta affrontando giorni davvero difficili – commenta l’assessore alla cultura Anna Bortolotti -, le conseguenze della grave ondata di maltempo e il dolore che ci ha toccati così da vicino rendono impossibile proseguire con un evento pubblico in modo sereno e rispettoso. In questo momento sentiamo il dovere di fermarci e di mostrare vicinanza alle famiglie delle vittime, a chi ha subito danni e a tutte le persone che stanno vivendo le ripercussioni di quanto accaduto. La cultura è anche questo: saper ascoltare il territorio, rispettarne i tempi e mettere al centro le persone. Ringraziamo tutte le realtà, gli ospiti e i cittadini che avevano contribuito alla costruzione di questa edizione del festival. Ci ritroveremo più avanti, quando le condizioni lo permetteranno».
«“Il mondo fuori” nasce con l’obiettivo di creare occasioni di conoscenza e riflessione su quel che accade attorno a noi, a cominciare dal territorio in cui viviamo e che tanto amiamo. – sottolinea Luana de Francisco, giornalista e direttore artistico del Festival –. È nostro dovere, in un momento drammatico come quello che Cormons sta attraversando in queste ore, fermarci e ascoltare, prima ancora che parlare, per comprendere ciò di cui ha bisogno. L’informazione ha una funzione sociale cruciale e rappresenta per questo, nondimeno, uno strumento di partecipazione e soccorso prezioso. Anche a riflettori spenti, quindi, il nostro festival continuerà a lavorare e a perseguire la mission che si è prefisso al fianco della propria comunità».

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In copertina, le macerie dopo la frana di Brazzano che ha causato la morte di due persone che ora il Friuli piange.

Foresta dei Giusti, questa mattina Udine dedicherà nel giardino della “Silvio Pellico” una quercia al coraggio della insegnante bosniaca Senija Karamehic

Udine aggiunge una nuova pietra miliare al progetto della “Foresta dei Giusti” in Friuli Venezia Giulia, inaugurato con successo nell’ultimo biennio, che prevede l’intitolazione di tanti alberi, dislocati in tutta la regione, a personalità significative della storia recente e contemporanea: veri e propri “ambasciatori” dell’impegno per i valori umani e la sostenibilità etica e ambientale. Il progetto rientra nel vasto cartellone di incontri ed eventi “La memoria del legno”, di scena fino al 6 marzo in dieci centri del Friuli Venezia Giulia: un mosaico che incrocia la letteratura scientifica e l’arte della narrazione nel segno di un nuovo umanesimo, promosso da Damatrà onlus in sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, capofila il Comune di Spilmbergo.


Oggi, 18 novembre, appuntamento a Udine, alle 11.30 nel Giardino della Scuola Primaria “Silvio Pellico”, in collaborazione con l’istituto e l’Amministrazione comunale di Udine, una quercia sarà intitolata a dedicata a Senija Karamehic, la coraggiosa insegnante bosniaca che, durante la guerra sanguinosa degli anni Novanta nella ex Jugoslavia, pienamente cosciente del rischio che correva si oppose alle logiche del conflitto e della pulizia etnica, salvando la vita ai membri di altri gruppi etnici perseguitati, nascondendoli in casa propria e prendendosi cura di loro. Sarà un modo significativo per condividere con le nuove generazioni i valori di una donna che ha scelto la giustizia e la responsabilità, anche in tempi difficili e cruenti, resistendo all’odio e preservando l’umanità nei suoi comportamenti.
Alla cerimonia parteciperanno 93 alunni della Primaria in questione e interverranno la presidente del Consiglio Comunale di Udine Rita Nassimbeni e il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo 2 Michelangelo Macaluso. Trenta bambini in rappresentanza di tutte le classi appenderanno alla quercia piccole campane in terracotta realizzate in classe: l’albero diventerà così un custode della memoria del bene, e il suono delle campanelle ricorderà a tutti che la memoria va coltivata con cura. Una targa con QR code sull’albero permetterà di approfondire la biografia della dedicataria e l’evento acquisterà una suggestione multimediale attraverso l’ascolto dei podcast realizzati dagli esperti di sviluppo di contenuti multimediali dell’associazione Invasioni Creative. Le storie di questo racconto sonoro in cuffia sono state raccolte grazie alle persone incontrate in queste tre edizioni del progetto e che si occupano di divulgazione scientifica: Sara Segantin, alpinista e co-fondatrice di Fridays for Future Italia; Luigi Torreggiani, giornalista e dottore forestale; Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in gestione e pianificazione forestale all’Università Statale di Milano; Chiara Segré, biologa e scrittrice per l’infanzia; Camilla Tucillo, comunicatrice scientifica. La partecipazione è liberamente aperta al pubblico di Udine, info e dettagli damatra.com Partner di riferimento del progetto “la memoria del legno” è l’organizzazione internazionale no profit Fondazione Gariwo – La Foresta dei giusti.
L’insegnante Senija Karamehić, classe 1949, è nativa di Derventa, Bosnia- Erzegovina. Si è laureata in Scienze dell’educazione presso la Facoltà di Filosofia di Sarajevo e da allora ha lavorato come educatrice. Durante la guerra nella ex Yugoslavia ha dato prova di grande coraggio e rigore morale, salvando e curando a casa propria persone e famiglie di etnia diversa dalla sua, perseguitate nel conflitto e a rischio della propria incolumità. Anche dopo la guerra rimase fedele alla scelta fatta: nel 2000 decise di dimeTtersi dal ruolo di preside della Scuola Elementare di Vareš, dopo essere stata sottoposta a pressioni delle autorità locali e dall’alto rappresentante della Bosnia-Erzegovina perché approvasse la divisione dei bambini in gruppi sulla base dell’etnia dei loro genitori. Karamehić si rifiutò, e quando scoprì che la divisione sarebbe stata fatta anche senza il suo consenso, decise di lasciare l’istituto. È stata l’unica preside di una Scuola Elementare o Secondaria in Bosnia-Erzegovina a schierarsi apertamente e con decisione contro la segregazione nel sistema scolastico. Per il suo coraggio, Senija Karamehić ha ricevuto il Dusko Kondor Civil Courage Award.

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In copertina, l’insegnante bosniaca Senija Karamehić che oggi Udine omaggerà.

“Non rinunciate mai ai vostri sogni”: da Udine l’appello di Amadeus ai giovani. Quasi mille candidati alla Fiera del Lavoro Fvg coronata da nuovo successo

La ventunesima Fiera del Lavoro Fvg, organizzata da Alig ((Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale), ha fatto incontrare al Teatro Nuovo Giovanni da Udine almeno 900 candidati tra studenti e laureati con le 74 aziende presenti che mettevano sul piatto 970 posti di lavoro. Si tratta della terza e conclusiva giornata di Edu Job Fairs, il nuovo progetto che comprende, oltre allo storico evento in presenza a teatro, l’International Education Fair e l’international Job Fair, entrambi online, focalizzati sull’obiettivo condiviso con la Regione Fvg di portare in Friuli Venezia Giulia, dall’Italia e soprattutto dall’estero, studenti e lavoratori, coinvolgendo istituzioni, imprese, alta formazione e associazioni di categoria. Obiettivo raggiunto con oltre 4 mila colloqui online di cui circa il 15,7% di candidati stranieri e 742 partecipanti al “salone dello studente virtuale” che per la prima volta ha unito tutta l’offerta della formazione terziaria della Regione. Sul palco del Teatrone, infatti, sono saliti i rappresentanti delle Università degli Studi di Udine e Trieste, Its Alto Adriatico, Its Academy Udine, Accademia Nautica dell’Alto Adriatico e LifeTech ITS Academy.


La giornata conclusiva di sabato, iniziata alle 12.30, ha visto il foyer e le terrazze del Teatro pieni fin dall’inizio e candidati in coda per poter fare i colloqui, mentre nel pomeriggio tutti in sala per i talk e per gli incontri con Paolo Mieli, Amadeus e con l’imprenditore Andrea Rigoni, di Asiago, per il consueto appuntamento “L’arte di fare impresa”. Paolo Mieli, intervistato dal vicedirettore del TG5 Giuseppe De Filippi, ha raccontato del suo nuovo libro “Il prezzo della pace” (Rizzoli) che ha scritto quest’estate quando gli accordi di Sharm El Sheik erano ancora lontani: «Sono andato indietro di millenni per guardare la pace dal punto di vista di vincitori e vinti: di fatto, nel passato più recente o più remoto, ogni pace è piena di insidie e quanto più la pace è affrettata, tanto più sarà foriera di nuove guerre. Basti pensare ai conflitti del Novecento: la pace della Prima guerra mondiale fu una pace di vendetta e umiliazione nei confronti della Germania tanto da scatenare il successivo conflitto. E anche la pace post Seconda guerra mondiale ha scaricato i conflitti su tante parti del mondo, proprio come il Medioriente. Gli ottanta anni di pace, quindi, lo sono stati solo per l’Europa occidentale».

Amadeus, uno dei volti più amati della televisione e dello spettacolo, è stato intervistato sul palco da otto ragazzi della redazione di MV Scuola che gli hanno fatto domande su vita, lavoro, televisione, social e Sanremo: «Ho ricevuto tantissimi no e non solo all’inizio della mia carriera – ha raccontato -, magari ne riceverò altri, ma i no non devono farci fermare, fanno parte di ogni percorso. Credo che la sfida più grande per i giovani sia di provare a realizzare i propri sogni: il Paese dovrebbe sostenervi ed aiutarvi, ma purtroppo non succede sempre, basti pensare a quanti ragazzi vanno all’estero. Ma se realizzare un sogno significa lasciare l’Italia è giusto che lo facciate pur di riuscirci. Non rinunciate mai».
Non poteva mancare l’intervista all’ingegnere gestionale dell’anno condotta dal vicedirettore del Gruppo Nem con delega al Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini: a ricevere il premio Laura Pamini, amministratore delegato di Siderpotenza Spa, azienda che fa parte del friulano Gruppo Pittini. Sul palco del Giovanni da Udine sono saliti anche Anna Mareschi Danieli, Camilla Benedetti, Giorgio Alberti e Guido Nassimbeni per consegnare a 28 studenti delle borse di studio per volare a studiare a Ney York alla St. John’s University, una incomparabile opportunità di formazione internazionale. Al termine della serata in teatro, la cerimonia di graduation del Master “Acquisti Logistica e gestione delle supply chain” dell’Ateneo di Udine.

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In copertina, Amadeus e all’interno gli interventi di Paolo Mieli e Andrea Rigoni in un Teatro gremito di giovani e imprenditori.

Fake News Festival, Udine saluta l’edizione dei record (sempre da tutto esaurito). Subito al lavoro per il 2026

Grande successo di pubblico per tutti gli appuntamenti, con sale costantemente affollate e un interesse in continua crescita verso i temi del pensiero critico. L’edizione 2025 del Fake News Festival si chiude con numeri da record e con un pubblico trasversale, dai giovanissimi agli anziani, che conferma la centralità della manifestazione nel panorama culturale non solo regionale, ma sempre più nazionale. Udine si dimostra ancora una volta la casa ideale del primo e unico festival in Italia su fake news e pensiero critico, grazie a un legame ormai consolidato tra la città, i suoi luoghi e una comunità sempre più attenta e coinvolta.

Stefania Andreoli

Il momento inconico di questa quarta edizione è arrivato sabato scorso, 15 novembre: il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, luogo-simbolo della vita culturale cittadina, ha registrato il tutto esaurito per l’incontro “Abbiamo fatto del nostro peggio: generazioni a confronto” con la psicoterapeuta Stefania Andreoli. Un debutto storico per la manifestazione, che per la prima volta ha varcato il palcoscenico del Teatrone riempiendolo in ogni ordine di posti, in un evento organizzato in collaborazione con Alig Aps – Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale nell’ambito della Fiera del Lavoro Fvg – Edu Job Fairs..
Con oltre venti appuntamenti e più di settanta ospiti tra giornalisti, psicologi, docenti, divulgatori e attivisti, l’edizione 2025 ha confermato la capacità del festival di portare in città un dibattito di qualità su temi che attraversano la quotidianità: salute mentale, intelligenza artificiale, linguaggio di genere, educazione, lavoro, sostenibilità. Un cartellone diffuso in nove diverse location, costruito per dare vita a un vero percorso culturale cittadino.
La Rassegna Lercia, ogni mattina all’Adoro Caffè di piazza Venerio, ha raccolto un pubblico numeroso fin dal primo giorno; grande partecipazione anche per il nuovo format di incontri “A tu per tu” con Vera Gheno, Lodo Guenzi e Demetra Bellina, che ha dato la possibilità di avere uno scambio reale tra palco e pubblico; partecipatissime anche le visite guidate a Biblioteca Civica Joppi, Casa Cavazzini e mostra “Kinekitos” in Torre di Santa Maria, così come il laboratorio di giornalismo per le scuole e il workshop dedicato all’intelligenza artificiale, altro momento clou del festival.

Altri momenti del Festival.

Accanto agli eventi, grande attenzione ha suscitato la scritta di quattordici metri installata in piazza Libertà. Posizionata nel cuore vivo e pulsante della città, la grande scritta è diventata fin da subito un punto di riferimento per i passanti, fotografatissima e oggetto di curiosità da parte sia dei cittadini che dei turisti. Un segno visivo forte, simbolo del legame sempre più profondo tra territorio e Fake News Festival, che ha accompagnato il percorso verso la quattro giorni dedicata al pensiero critico. Centrale anche la sinergia con le principali realtà culturali e formative del territorio, a partire proprio da ALIg – Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale, Associazione MEC, ReGeneration Hub Friuli e Librerie in Comune. Un ecosistema in cui eventi, idee e persone si muovono insieme per rafforzare una comunità informata e consapevole.
«Questa quarta edizione segna un punto di svolta per il festival. L’incredibile risposta del pubblico – a partire dalle lunghe file per la serata sold out al Giovanni da Udine – a una proposta culturale ambiziosa e realizzata con l’entusiasmo e la professionalità di sempre ci dimostra che c’è ancora tanta fame di pensiero critico. Da qui ripartiamo subito per immaginare, costruire e realizzare l’edizione 2026 di un festival che non si ferma mai». Così Gabriele Franco, curatore del Fake News Festival e presidente di Prisma Aps.
Con l’entusiasmo raccolto in questi quattro giorni e con una partecipazione attiva non solo di pubblico, ma anche di idee, proposte e spunti che hanno permesso negli scorsi mesi di costruire una rassegna sempre più partecipativa, il Fake News Festival saluta l’edizione 2025 e guarda già al futuro. L’organizzazione, ancora una volta, si apre al pubblico per raccogliere spunti, idee e riflessioni per creare insieme l’edizione 2026. Partecipare è semplice: basta completare l’apposito form presente su www.fakenewsfestival.it, scrivere a info@fakenewsfestival.it o contattare le pagine Instagram e Facebook del festival.
E non è tutto: sta per partire il podcast ufficiale del Fake News Festival, un nuovo spazio digitale per rivivere e approfondire i temi emersi durante la rassegna, dare continuità al dialogo con il pubblico e portare il pensiero critico anche oltre i giorni del festival. Un percorso che continua: il lavoro per l’edizione 2026 è già iniziato, con nuove idee, nuove collaborazioni e un impegno rinnovato per far crescere ancora questo grande appuntamento della Regione Fvg e della città di Udine.

La maxi-scritta in piazza Libertà.

Il Fake News Festival è stato organizzato dall’associazione Prisma APS, con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia #IOSONOFRIULIVENEZIAGIULIA, Fondazione Friuli, Fondazione Paolo Petrucco e Camera di Commercio Pordenone-Udine, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Udine e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine e dell’Ordine dei Giornalisti FVG, media partner Gruppo NEM – Nord Est Multimedia. Si ringraziano PrimaCassa – Credito Cooperativo FVG e Bluenergy (mecenate), oltre a Centro Commerciale Città Fiera, Coop, Oro Caffè, MyNet, Simtech, Astoria Hotel, Autonord Fioretto, Carini, Prontoauto, Goccia di Carnia e MD Systems.
Per rivivere il festival e rimanere sempre aggiornati: www.fakenewsfestival.it

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In copertina, meraviglioso colpo d’occhio sul Teatro Nuovo Giovanni da Udine gremitissimo al suo debutto con il Fake News Festival quarta edizione.

(Foto Luca d’Agostino)

Con l’amata “Madonnina del Mare” l’ultimo saluto di Grado ad Arianna Cutti mamma di monsignor Paolo Nutarelli

di Giuseppe Longo

GRADO – Non deve essere facile, neanche per un sacerdote sostenuto da una fede forte e cristallina, pronunciare un’omelia dinanzi al feretro della propria madre. E, invece, monsignor Paolo Nutarelli ieri mattina ha trovato la forza per farlo, nella Basilica di Grado, fra le tantissime persone che hanno voluto rendere omaggio ad Arianna Cutti, molto conosciuta e apprezzata nell’Isola, anche per essere stata a lungo responsabile dell’Ufficio postale, che si è spenta a 88 anni. «L’arcivescovo Carlo – ha confidato all’assemblea – mi ha proposto di parlare in ricordo della mamma, ma inizialmente gli avevo detto che non me la sentivo. Poi ho riflettuto e ho accettato con gratitudine l’invito». E pur con la voce spesso rotta dalla commozione il parroco, gradese fra i suoi gradesi, è riuscito a offrire un’immagine affettuosa e puntuale di una donna che ha speso tutta se stessa per la famiglia – peraltro rimasta vedova in giovane età di Alberto Nutarelli, morto nel 1990 in seguito a un incidente stradale -, il lavoro e la comunità. Il tutto alla luce di un grande amore in Cristo, che non ha mai vacillato ma che si è rinvigorito quando uno dei due figli ha deciso in incamminarsi sulla impegnativa via del sacerdozio, con la guida preziosa di monsignor Silvano Fain. Una fede che don Paolo ha più volte sottolineato, attingendo anche a quelle parole del Vangelo di Luca che ci spronano a tenere sempre «la lampada accesa» per non trovarsi impreparati al momento del distacco dalla vita terrena.

La Messa esequiale è stata celebrata dall’arcivescovo Carlo Redaelli che ha voluto esprimere tutta la vicinanza della Chiesa isontina al parroco di Grado, al fratello Sergio e ai loro familiari. Con lui all’altare di Sant’Eufemia, oltre allo stesso don Nutarelli, il nuovo vicario generale Paolo Zuttion (che è subentrato a monsignor Armando Zorzin, già arciprete isolano), i concittadini monsignor Mauro Belletti e don Gianni Medeot, cappellano militare, oltre a numerosi sacerdoti e religiosi della Diocesi e del vicino Santuario di Barbana. Come detto, tantissimi coloro che hanno gremito – con il sindaco Giuseppe Corbatto e altre autorità cittadine – le storiche navate della Basilica che per Arianna Cutti, arrivata dall’istriana Albona nel lontano 1950, era come una “seconda casa”. Tante le persone giunte per il funerale anche da Cormons, il paese del Collio dove l’anziana è spirata, assistita amorevolmente dalle suore della Divina Provvidenza, e dove aveva seguito, una volta lasciato il lavoro, il figlio sacerdote, parroco per diciassette anni di quella popolosa comunità in cui era nato il citato don Fain. All’uscita del feretro, il coro diretto dal maestro Anello Boemo, dopo il canto con cui la liturgia finale affida l’anima nelle braccia del Padre celeste, ha intonato la suggestiva “Madonnina del Mare”, tanto amata da Arianna come da tutti i gradesi e pure dai tanti turisti che, frequentando l’Isola, si sono avvicinati alle sue bellissime tradizioni.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli pronuncia l’omelia dinanzi al feretro della mamma Arianna Cutti; all’interno, l’arcivescovo Carlo Redaelli mentre incensa la salma e il momento del commiato sul sagrato della Basilica di Sant’Eufemia.

Il valore del volontario e delle Pro Loco (nei piccoli paesi) oggi a Ragogna: sulla scena Dino Persello e Pasqualino Petris

(g.l.) E ora Dino Persello dà appuntamento a due passi da casa. L’attore, ma anche scrittore e narratore, di San Daniele (nativo però della vicinissima Dignano) questa sera sarà impegnato nella contermine Ragogna dove proporrà uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti: il valore, il significato e l’importanza del volontariato in una comunità, davvero vitale se questa è piccola e con poche risorse finanziarie. S’intitola, infatti, “Ragogna Pro Loco’s” il racconto emozionale teatral-musiciale in programma alle 17.30 tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato appunto e cultura del bello. L’incontro con le parole, sempre coinvolgenti, di Dino Persello accompagnate dalla fisarmonica di Pasqualino Petris si terrà nella sala della Biblioteca comunale, Lo spettacolo, come sempre a ingresso libero, è sostenuto dalla civica amministrazione di Ragogna e della Comunità Collinare del Friuli e viene proposto nell’ambito della bella manifestazione culturale “Racconti di comunità… in collina”.

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In copertina, l’attore sandanielese Dino Persello atteso oggi a Ragogna.

Dal terremoto alla rinascita, a Udine martedì un incontro scientifico e filosofico in vista del cinquantesimo

S’intitola “Dal terremoto alla rinascita: il Friuli 1976-2024” un incontro in programma per martedì 18 novembre, a partire dalle 17.15, nel Salone d’Onore della Società Filologica Friulana, a Udine: nell’imminenza, ormai, del cinquantesimo anniversario del dramma, Carla Barnaba e Alessio Compagno proporranno una conversazione a impronta scientifica sul sisma del 1976, appunto, e poi sulla ricostruzione, interpretata come esempio di resurrezione comunitaria.

Carla Barnaba

La conferenza svilupperà un parallelo tra aspetti filosofici e pratici, evidenziando come dalla tragedia abbiano avuto genesi la ricerca sismologica friulana, con il Centro di ricerche sismologiche, e le attuali attività di monitoraggio. L’evento sarà preceduto dalla mini-anteprima di un nuovo progetto a fumetti incentrato sul tema del terremoto e pensato per le nuove generazioni. La partecipazione è libera, previa prenotazione all’indirizzo federicasansevero@gmail.com.
L’appuntamento, finanziato dal Comune di Udine, si inserisce nella terza edizione del festival sul tema del doppio “Dos doi Due in uno”, promosso dal Teatro del Silenzio di Udine e focalizzato stavolta sul binomio “Nascita e Morte”, concetti che non vengono posti in contrapposizione, ma letti come due facce della stessa medaglia. Mostrando come da ogni rottura possa prendere forma una trasformazione, e da ogni alterità un nuovo senso, il progetto tocca qualcosa di profondamente necessario nel nostro tempo, offrendo ai giovani una narrazione alternativa al nichilismo: il messaggio è che non siamo vittime passive delle circostanze, ma co-creatori del nostro divenire.

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In copertina, emblematica immagine del terremoto: il Duomo di Gemona distrutto.

Pasolini e lo “swing”, oggi a Rauscedo andrà va in scena L’acme del buonumore

Un viaggio tra musica e memoria collettiva attende il pubblico a Rauscedo (Comune di San Giorgio della Richinvelda): oggi, 16 novembre, alle ore 17, al Teatro parrocchiale Don Bosco, andrà in scena “L’acme del buonumore”, il nuovo concerto delle Dive e i Mascalzoni dello Swing. Un evento a ingresso libero che intreccia la vivacità dello swing italiano con il pensiero e le suggestioni di Pier Paolo Pasolini, nel cinquantenario della sua morte. L’appuntamento, organizzato dall’associazione L’Arte della Musica di Zoppola con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, celebra la memoria collettiva del Friuli Venezia Giulia in un anno particolarmente significativo, che segna il mezzo secolo dalla tragica scomparsa del grande intellettuale.


«Con questo progetto, non offriamo solo un concerto – ha spiegato Nicola Milan, presidente de L’Arte della Musica -, ma un vero e proprio tributo agli anni ’30 e ’40 con riferimenti alla storia e alla cultura del nostro territorio, onorando la memoria di Pasolini nell’anno cruciale del cinquantenario della sua morte. Lo spettacolo de Le Dive e i Mascalzoni dello Swing ha una veste nuova e inedita: attraverso il ritmo e le canzoni, raccontiamo quel Friuli del dopoguerra che, tra le balere e le osterie, trovava una ragione per sognare e vivere». Il titolo dello spettacolo richiama un passo del romanzo “Il sogno di una cosa”, in cui Pasolini descrive i balli popolari come “l’acme del buon umore e della confusione”, evocando la magia dello swing e delle canzoni boogie che animavano i momenti di svago.
Le Dive e i Mascalzoni dello Swing, formazione di eccellenza nata nel 2018 e composta da alcuni tra i migliori musicisti friulani, recupererà i classici swing italiani degli anni ’30, ’40 e ’50, rendendo inoltre omaggio al talento del triestino Lelio Luttazzi, pianista, conduttore televisivo e autore che contribuì in modo fondamentale alla diffusione dello swing in Italia. Il gruppo si esibirà con una ricca strumentazione: tre voci femminili, supportate da fisarmonica, clarinetto, chitarra, contrabbasso e batteria, per un’ora e mezza di musica e narrazione senza interruzioni. «Lo spettacolo è aperto a tutti – ha concluso Milan -: un’occasione imperdibile per gli estimatori dello swing e per chiunque voglia esplorare in modo nuovo e coinvolgente le radici culturali friulane».

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In copertina e all’interno Le Dive che daranno vita allo spettacolo odierno.