Lignano, aperta una nuova struttura professionale multidisciplinare

È stata inaugurata sabato, in viale Europa 25/b, a Lignano Sabbiadoro, una nuova struttura professionale che vuole fare della multidisciplinarietà e dell’integrazione tra competenze specifiche il proprio punto di forza. I promotori di tale iniziativa sono un team di professionisti specializzati: «Abbiamo deciso di mettere al servizio del territorio lignanese – spiegano – le nostre competenze per imprese e cittadini, ciascuno nel suo campo, coscienti dell’importanza della specializzazione e dell’integrazione. Riteniamo infatti che disporre, nello stesso ambiente di lavoro, di diversi punti di vista e di alta professionalità specifica sia oggi fondamentale, assieme alla presenza e disponibilità in un’area geografica da sempre fonte di grande sviluppo, pronti ad accompagnare ogni opportunità di crescita». Presente all’evento l’assessore al Turismo della località balneare, Massimo Brini.
L’organico della nuova iniziativa è composta da Cristina Mauro, tributarista, assieme allo Studio Asti e Associati, Dottori commercialisti, i consulenti del lavoro dello Studio Associato Meneguzzi, l’avvocato Gabriele Peressoni in tema di tutela diritti e gestione privacy, Assilab Group con riguardo alla consulenza assicurativa e finanziaria, ed infine Confesercenti Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, la penisola di Lignano Sabbiadoro e qui sopra i promotori dell’iniziativa professionale.

 

L’Opa di Sparkasse, i vertici di Civibank replicano all’assessore regionale Zilli

(g.l.) Dopo quello con Friulia, si allarga il fronte delle polemiche in merito alla questione Civibank-Sparkasse per l’Opa (Offerta pubblica di acquisto) lanciata da Bolzano. A tale riguardo, pubblichiamo una nota in cui si riportano le reazioni dei vertici dell’Istituto di credito cividalese, presieduto da Michela Del Piero, in riferimento a dichiarazioni dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli:

«Per quanto riguarda il riferimento alle regole Bce, non ci risultano obblighi normativi a che le banche si fondano. Certamente c’è stato un main stream a favore delle concentrazioni bancarie, in particolare dalla metà del decennio scorso, riferito alle numerose situazioni di banche in crisi, specialmente in Italia.
Ma cosa c’entra Civibank con tutto ciò? Quella friulana è una banca in piena salute lanciata in un percorso chiaro di crescita, reddito e sviluppo e di certo non deve, né tantomeno vuole, fondersi. Tutt’altro.
Peraltro, il nostro piano di crescita in autonomia è stato ovviamente illustrato alla Vigilanza al momento della trasformazione in Spa e aumento di capitale, ed il progetto è stato ampiamente apprezzato: “Piano sfidante ma interessante, andate avanti!”.
Non si capisce poi perché, una volta tanto che la nostra regione esprime un’eccellenza in ambito bancario, apprezzata e di esempio a livello nazionale, questa debba essere necessariamente vista come soggetto da aggregare. Quando avrebbe invece tutte le caratteristiche per candidarsi a polo aggregante o perlomeno componente qualificante del “fare sistema” finanziario regionale. Non sarà mica per la nostra storica attitudine al ruolo di sotàns, questa volta non della Serenissima ma dei tirolesi, alla faccia dei nostri proclami di specialità regionale?
Il localismo bancario è invece un tema tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, quando proprio a seguito del processo di concentrazione bancaria esasperata si è colta la differenza di atteggiamento delle banche regionali, in particolare verso le Pmi, tanto è vero che ogni territorio si tiene ben stretta la sua banca regionale. Con qualche meditata retromarcia anche della Vigilanza.
Basterebbe ascoltare qualche imprenditore locale per capire quanto è importante che la capacità decisionale, in materia di credito e finanza, appartenga allo stesso territorio di insediamento delle imprese».

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero; qui sopra, la sede.

 

A Tarcento il Centro di salute mentale diventerà polo sperimentale riabilitativo

Il Dipartimento di salute mentale di Tarcento verrà interessato da una nuova organizzazione dei servizi nell’arco delle 12 ore, diventando un centro sperimentale che si occuperà delle tematiche riabilitative e inclusive nonché dello sviluppo cognitivo orientato soprattutto ai cittadini più giovani. Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, rispondendo in aula ad una interrogazione nel corso dei lavori della 3a Commissione consiliare.
Come illustrato dall’esponente dell’Esecutivo regionale, la riorganizzazione prevede una presa in carico integrata della persona in cui un ruolo importante avranno non solo gli psichiatri e gli psicologi ma anche i tecnici della riabilitazione psichiatrica e gli educatori. L’attività clinico-sanitaria verrà erogata dai Centri di salute mentale (Csm) contermini, garantendo il servizio a tutti i cittadini. Il centro sperimentale di Tarcento permetterà di investire su tutte le professionalità che si occupano di problematiche inerenti la salute mentale. Nella sede del nuovo Distretto, di cui sarà presentato il progetto definitivo a breve, sono previsti gli spazi dedicati al Csm.
Ad oggi nel Cividalese e nel Tarcentino insistono due Centri di salute mentale, rispettivamente sulle 24 e sulle 12 ore: quello di Cividale ha un bacino di 46mila abitanti, mentre quello di Tarcento ne ha 40mila. Per garantire a tutti i cittadini del territorio omogenee opportunità di cura, il Csm di Cividale seguirà anche alcuni Comuni limitrofi tra i quali Povoletto, Attimis e Faedis.

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In copertina, ecco un’immagine della piazza centrale di Tarcento.

 

Vicenda Sparkasse, Civibank contesta l’ok all’Opa già espresso da Friulia

«Inatteso il comportamento di Friulia, che non ha aspettato di leggere le posizioni ufficiali della friulana Civibank in risposta all’Opa lanciata da Sparkasse, ma ha regalato una pre-adesione ai sudtirolesi che l’hanno subito utilizzata ai propri fini comunicativi». Reazione decisa, in una nota, dalla Banca di Cividale nei confronti della finanziaria regionale nell’ambito della vicenda che, da mesi, vede fronteggiarsi lo storico istituto di credito della città longobarda alla Cassa di Risparmio di Bolzano. Secondo Civibank, Friulia non ha, infatti, osservato il dettame di Consob che, in occasione delle Opa, ricorda: «la formazione di un’opinione corretta ed obiettiva in merito all’offerta può discendere solo dalla contrapposizione tra flussi informativi originati da interessi se non opposti (come nel caso di offerta pubblica di acquisto “ostile”), sicuramente diversi (offerente ed emittente), sicché un fondato giudizio sull’offerta non può certo formarsi sulla base della sola informazione messa a disposizione dall’offerente, mediante il documento di offerta, ma anche di quella messa a disposizione dall’emittente», tramite, appunto, il comunicato della banca cividalese emesso giovedì pomeriggio e del quale questo sito ha riferito ieri.
«Probabilmente – prosegue la nota – ha pesato di più la prospettiva di realizzare subito i 440.000 euro di plusvalenza per rimpinguare il proprio bilancio (o valutazioni di altro tipo), dopo che la finanziaria regionale era entrata nel capitale di Civibank solo pochi mesi fa, ai prezzi scontati dell’aumento di capitale. Ben diversa la situazione delle migliaia di soci privati della banca, che hanno prezzi di carico più alti, e che hanno invece sostenuto la crescita della banca friulana in tutti questi anni e stavano incominciando a pregustare i frutti dei propri sacrifici proprio ora, con un congruo dividendo e con prospettive promettenti per il prossimo futuro. In caso di successo dell’Opa tale percorso virtuoso di crescita in autonomia verrà interrotto, in cambio di un prezzo ben diverso da quello atteso dai piccoli soci, a cui viene invece chiesto di farsi da parte».
«Purtroppo Friulia, di cui peraltro Civibank è socia – si legge ancora nel comunicato -, non ha colto l’occasione di schierarsi a difesa dell’unica banca regionale rimasta autonoma, dimenticando il ruolo che Civibank, con testa e gambe in Friuli Venezia Giulia, ha avuto e potrà avere per l’imprenditoria e le famiglie del territorio e sottovalutando l’esperienza negativa di altre economie rimaste purtroppo senza banche regionali. Civibank sta, infatti, implementando un importante piano “stand alone” che ha già permesso di realizzare 14 milioni di utili netti nel 2021, con il ritorno alla distribuzione del dividendo. Lo stesso è previsto per i prossimi anni, con l’accelerazione del percorso di crescita. Fra gli elementi qualificanti del Piano industriale di Civibank risalta proprio la sinergia con le altre forze finanziarie della regione con l’ottica di “fare sistema” e già messe a terra in ambiti diversi, quali per esempio il Frie, Fondo Sviluppo, microcredito, accordo sul Turismo Fvg, private equity, “protocollo Covid”, eccetera. Al punto che Friulia, dopo aver ampiamente studiato il Piano di Civibank la scorsa estate, aveva deciso di entrare nel capitale della banca friulana con due milioni di euro più uno di Prestito subordinato, remunerato al 5%».
«Non si comprendono quindi – conclude la nota di Civibank – le “preoccupazioni” di Friulia, proprio in considerazione dell’importante e consolidata attività congiunta già svolta nel corso degli anni e in diversi ambiti, con la finalità comune del sostegno del territorio del Friuli Venezia Giulia, e le positive prospettive di crescita in autonomia della Banca di Cividale».

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In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank.

A Trieste “tappeto verticale” di rose gialle dedicato al problema endometriosi

Un migliaio di rose gialle, realizzate con vari materiali e tecniche tessili, a comporre un “tappeto verticale” che si propone di richiamare l’attenzione sulla lotta all’endometriosi, patologia fortemente invalidante che colpisce addirittura una donna su dieci, ma che nonostante questo non gode ancora della dovuta attenzione: è l’installazione ArtYellowoman, creata dall’associazione Pic Knit Art Cafe Aps di Trieste in partnership con I’Associazione EndometriosiFvg Odv, presieduta da Sonia Manente. Un’opera artistica collettiva – resa possibile dal contributo di donne di tutta Italia, in una partecipazione corale – e immersiva, che dall’11 aprile, per un mese, sarà allestita al Mercato coperto di Trieste, prima di mettersi in viaggio per l’Italia, per veicolare l’importante messaggio sociale.
Fiore delicato e al tempo stesso resistente, da sempre legato all’immagine del femminile, la rosa diventa dunque – con la tinta gialla, che si unisce a quelle del bianco e del rosso, già largamente usate per richiamare l’attenzione sulla piaga della violenza di genere – veicolo di un ulteriore messaggio civico e culturale.
Prime mete del “tour” saranno, al termine dell’esposizione triestina, Roma, Pescara e Salerno; intanto, come detto, per quattro settimane il “giardino” di rose gialle si potrà ammirare al Mercato coperto di Trieste, sulla rampa elicoidale: un omaggio alle donne e, in particolare, a Sara Davis – che con grande generosità volle donare l’edificio alle “venderigole” triestine, sottraendole alla dura vita all’aperto -, ma anche all’architetto Camillo Iona, che progettò la struttura con ingegno, in un perfetto equilibrio fra decoro, innovazione e funzionalità.
La realizzazione di ArtYellowoman è stata possibile grazie alla partecipazione di numerosissime appassionate di arti manuali di Trieste e di tutta la penisola, sotto la regia, appunto, di Pic Knit Art Cafe Aps, guidata dalla presidente Mariagrazia Giacomini e dalla vice Luisa De Santi. «C’è una forte motivazione, alla base del progetto», commenta la presidente dell’Associazione Endometriosi Fvg Odv, Sonia Manente, che ha dato all’iniziativa un apporto fondamentale. «Tutte queste donne-artiste – aggiunge – hanno voluto farci dono dell’installazione. Grazie al supporto della volontaria Sara Grubissa e di tutte le altre volontarie, socie e simpatizzanti, ora promuoveremo il “tour” nazionale».

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In copertina, ecco come sarà l’installazione fiorita al Mercato coperto di Trieste.

 

Civibank si allontana dalla Sparkasse: “Queste offerte non sono convenienti”

(g.l.) Si allontana ancora la possibilità di un’intesa di Civibank con  l’altoatesina Sparkasse. La complessa questione è stata approfondita ieri dal consiglio di amministrazione della storica Banca di Cividale che, dopo un’attenta disamina, è giunto alle conclusioni che le offerte formulate dalla Cassa di Risparmio di Bolzano «non siano convenienti per gli azionisti e titolari di Warrant2». In un comunicato, infatti, si sottolinea:
«1. Le Offerte sono dirette a realizzare obiettivi propri dell’Offerente, al di fuori della logica propria di una aggregazione industriale fondata sulla condivisione di valori e linee strategiche in grado di generare valore per la comunità sociale e imprenditoriale di riferimento per Civibank. Le Offerte, inoltre, mettono in discussione e contraddicono gli assunti e i presupposti stessi del programma di crescita delineato nel Piano Industriale Aggiornato, che la Banca ha finora perseguito e conseguito in anticipo rispetto ai target originari – anche a fronte dei gravi eventi
che hanno mutato il quadro internazionale di riferimento – e che è e rimane la naturale e l’ottimale traiettoria di sviluppo e di rafforzamento della sua attività in ottica stand alone e in coerenza con la propria mission, con i propri valori e con la propria vocazione di Società Benefit da sempre a servizio dei territori e delle comunità sociali e imprenditoriali con cui opera.
2. Le Offerte:
a) sono “intempestive” in quanto promosse in una fase intermedia e di transizione del complessivo processo di rafforzamento avviato, nella quale i rilevanti sacrifici sopportati dai soci di Civibank per trasformarla in società per azioni ripatrimonializzarla e porre le basi per il suo futuro sviluppo sostenibile non si sono ancora pienamente tradotti in un valore tangibile e non sono adeguatamente valorizzati nel Corrispettivo;
b) di conseguenza, non riconoscono né valorizzano gli elementi distintivi di Civibank né il suo potenziale di crescita e sviluppo, attestato dall’anticipato conseguimento degli obiettivi del Piano Industriale ed espressi dal Piano Industriale Aggiornato. Al contrario le Offerte interrompono il processo di crescita avviato e impediscono di portare a compimento il Piano Industriale avviato, in parte già realizzato e da ultimo aggiornato dal Consiglio di amministrazione di Civibank.
3. Sparkasse potrebbe ottenere significative sinergie tramite l’acquisizione di Civibank che, tuttavia, non sono state riflesse nel Corrispettivo e non saranno quindi condivise con gli Azionisti di Civibank.
4. Le Offerte non preservano adeguatamente l’autonomia creditizia, commerciale, finanziaria e gestionale di Civibank né assicurano il mantenimento dei propri caratteri distintivi e della propria mission, con potenziale conseguente pregiudizio per il territorio e le comunità sociali e imprenditoriali nelle quali Civibank opera.
5. L’operazione con Sparkasse non è allineata con la “value proposition” di Civibank, incentrata su una spiccata vocazione territoriale e sulla centralità della relazione con il cliente.
6. Le Offerte sono selettive e non sembrerebbero rispettare il fondamentale obbligo di parità di condizioni offerte a tutti i destinatari, in ragione delle intenzioni che l’Offerente ha rappresentato ad alcuni Azionisti di CiviBank quale contropartita della sottoscrizione degli impegni di adesione alle Offerte.
7. Il Corrispettivo non riflette adeguatamente il valore delle Azioni e, di riflesso, dei Warrant. Infatti, – pur non potendosi ritenere tecnicamente incongruo in ottica stand-alone, in quanto ricompreso negli intervalli di valore risultanti dall’applicazione delle metodologie utilizzate da Equita
– non rifletta adeguatamente il valore delle Azioni e, di riflesso, dei Warrant in quanto (a) si colloca nella fascia bassa degli intervalli di valutazione individuati tramite le metodologie fondamentaliutilizzate da Equita (i.e., dividend discount model e modello di Gordon) e (b) non tiene in considerazione il valore delle sinergie prospettate da Sparkasse nel Documento d’Offerta.

In caso di successo delle Offerte – conclude il comunicato -, gli Azionisti di Civibank che non dovessero aderire alle stesse sarebbero adeguatamente tutelati – anche in caso di eventuale fusione per incorporazione di Civibank in Sparkasse – dai presidi previsti dalla normativa applicabile».

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In copertina, un’immagine della sede di Civibank all’ingresso di Cividale.

 

Covid-scuola e didattica integrata: “certificazione incomprensibile”

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, presieduto in regione da Fernando Agrusti) fa eco all’allarme lanciato dal sindacato a livello nazionale, con appello al ministero dell’Istruzione. Una nuova spada di Damocle incombe, infatti, sull’assistenza sanitaria ai cittadini erogata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, un pasticcio burocratico che rischia di scaricare sui medici un ulteriore carico di adempimenti a causa di una certificazione incomprensibile nella ratio quanto nella sua attuazione pratica.

Fernando Agrusti

Il problema è che il ministero dell’Istruzione ha diramato la circolare 410 che, in coda al punto 2, riporta esattamente e letteralmente quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 9 del Dl numero 24 del 24 marzo 2022. «Posta in questo modo – spiegano il segretario generale di Fimmg, Silvestro Scotti, e il presidente nazionale di Fimp, Antonio D’Avino – la circolare dispone che gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale che sono in isolamento in seguito alla positività al Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata. La cosa incomprensibile è che lo stesso comma stabilisce che questo può avvenire «su richiesta della famiglia o dello studente, se maggiorenne, accompagnata da specifica certificazione medica attestante le condizioni di salute dell’alunno medesimo e la piena compatibilità delle stesse con la partecipazione alla didattica digitale integrata».

«I medici, non si capisce su che base – proseguono Scotti e D’Avino – dovrebbero certificare questa piena compatibilità. Peraltro, o esponendosi essi stessi al rischio di un contagio, trattandosi di pazienti positivi al Covid; o certificando senza visitare il paziente, il che è impossibile perché si commetterebbe un falso ideologico. Se ogni medico è pronto ad esporsi al rischio di contagio per visitare un paziente, è impensabile che questo avvenga per adempiere ad un atto burocratico peraltro inutile”. Sotto il profilo deontologico e medico-legale la Fimmg e la Fimp si interrogano sul valore e la possibilità di una certificazione medica che possa attestare, in una sindrome patologica estremamente variabile, soggettiva e suscettibile di improvvise e non prevedibili evoluzioni, la richiesta “compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI».

Al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta non spetterebbe, inoltre, l’attestazione della positività all’infezione da Sars-Cov-2 (del resto inutile, visto che si parla di «alunni in isolamento in seguito all’infezione»), quanto alla «compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI”. Dunque, una misura che non riguarda la Salute pubblica o il contenimento della diffusione del contagio epidemico (già salvaguardati dalla misura dell’isolamento domiciliare), bensì la compatibilità delle condizioni cliniche dell’alunno in isolamento domiciliare con la partecipazione alla didattica digitale integrata. «Difficile, per usare un eufemismo, comprendere la ratio sulla base della quale il medico dovrebbe certificare questa compatibilità» prosegue Scotti. «Forse l’unica è quella di giustificare l’assenza dello studente, anche se in realtà lo studente o la famiglia possono tranquillamente non richiedere la partecipazione alle lezioni integrate».

Critico anche il profilo economico per le famiglie, che sarebbero esposte ad una spesa ingente per ottenere una certificazione medica che – si sottolinea – appare francamente inutile e che avrebbe come unico effetto quello di sovraccaricare con carte e ulteriore burocrazia i medici chiamati a certificare. Per tutte queste ragioni la Fimmg e la Fimp hanno scritto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, e per conoscenza al ministro della Salute Roberto Speranza, oltre che alla FNOMCeO, per chiedere una indispensabile revisione del testo del comma 4 dell’articolo 9 DL 24 marzo 2022. «Dobbiamo evitare che ancora una volta a pagarne le spese siano i medici e i cittadini – conclude Silvestro Scotti -, i primi costretti a sacrificare tempo alle visite dei propri assistiti, e i cittadini, costretti ad attese estenuanti e spese del tutto inutili».

Confartigianato Udine e SardexPay: intesa per la moneta complementare

Scambiare beni e servizi senza muovere un euro? Oggi è possibile grazie a Sardex, Pmi innovativa che attraverso la piattaforma SardexPay consente a imprese, liberi professionisti e associazioni di vendere e acquistare beni e servizi usando moneta complementare.
Da qualche giorno anche in provincia di Udine grazie alla convenzione siglata tra SardexPay e Confartigianato-Imprese Udine, un patto di collaborazione tra la principale associazione di categoria del territorio e la più grande community italiana nel mondo delle monete complementari. Ripresa, territorio e sostenibilità: queste le parole chiave intorno a cui è nata e si è sviluppata questa partnership che punta a fornire strumenti innovativi di accesso al credito per le Pmi.
«L’intesa firmata con SardexPay – afferma Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine – si inserisce all’interno di una visione che pone le esigenze di mercato e liquidità delle imprese come prioritarie per la nostra associazione. La crescita del nostro tessuto imprenditoriale in un’ottica di economia collaborativa sta diventando una necessità assoluta per le nostre aziende soprattutto all’interno di questi scenari economici internazionali così incerti».
«Oggi più che mai – aggiunge Franco Contu, direttore commerciale e co-founder Sardex Spa – il rilancio economico passa dalle Pmi e dalle imprese artigiane, che hanno bisogno di liquidità per investire e scommettere sul futuro. I modelli di economia collaborativa tra imprese come SardexPay possono essere uno strumento importante per rispondere a questo bisogno e sostenere le Pmi del nostro Paese».
La community nazionale di SardexPay è la più rilevante realtà italiana del settore e la seconda in Europa, con 10.000 imprese in rete e un volume di transazioni che nel 2021 ha superato un controvalore in euro di 200 milioni, di cui 125 regolati in “moneta complementare”, senza dunque intaccare la liquidità euro delle imprese. Nel corso degli ultimi anni SardexPay ha stretto partnership con Banca Etica, PerMicro e altre realtà del settore, l’obiettivo dell’accordo con Confartigianato-Imprese Udine è quello di sviluppare la presenza sul territorio friulano offrendo alle aziende aderenti a Confartigianato la possibilità di aderire ad un prezzo vantaggioso alla community, beneficiando dello scambio di beni e servizi attraverso la piattaforma nazionale e acquisendo nuovi clienti e fornitori.

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In copertina, Graziano Tilatti e Franco Contu mentre firmano l’accordo a Udine.

 

“Ritorno al futuro… che vorrei”, attivi i ragazzi della cooperativa sociale Thiel

Si è concluso in questi giorni il progetto “Ritorno al futuro… che vorrei” realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria Infantile territoriale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale. «È stato un progetto che ci ha permesso di entrare in contatto con molti ragazzi e ragazze del territorio e di dare una risposta ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie attraverso la realizzazione di laboratori artistici e creativi, secondo una logica di welfare generativo di comunità che indirizza tutte le attività della nostra Cooperativa», dice Luca Fontana, presidente della Thiel.


Ultimo a essere realizzato, in ordine di tempo, è stato il laboratorio di fotografia organizzato a Fiumicello grazie alla collaborazione con il fotografo Francesco Cecconi. Vi hanno partecipato sette fra ragazzi e ragazze dagli 11 ai 15 anni, sperimentandosi con colori, prospettive, linee e ritratti sia utilizzando il proprio smartphone che approcciandosi, per la prima volta, a una macchina fotografica professionale con tanto di cavalletti e luci.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli, nell’ambito del Bando Welfare, prevedeva altresì un laboratorio sperimentale di intervento abilitativo e riabilitativo per bambini con disturbi del neurosviluppo attraverso l’uso di tecnologie quali la realtà virtuale, la realtà aumentata e la stimolazione multimodale. Questa attività è stata realizzata in collaborazione con la professoressa Teresa Farroni, esperta nel campo delle neuroscienze cognitive dello sviluppo e si è sviluppata in una sala messa a disposizione dal Comune di Ruda, con il coinvolgimento di una decina di ragazzi con le relative famiglie.
Visti l’interesse e l’apprezzamento dimostrati da ragazzi e famiglie, la Cooperativa Thiel è già all’opera per ottenere i finanziamenti che possano consentire di dare un seguito al progetto con nuove proposte laboratoriali e con la prosecuzione delle attività sperimentali condotte con la professoressa Farroni.

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In copertina e all’interno due momenti dell’attività alla Cooperativa sociale Thiel.

 

Fondazione Carigo, erogati 2 milioni per aiutare i profughi in arrivo dall’Ucraina

Con l’obiettivo di offrire una risposta tempestiva all’emergenza in corso in Ucraina, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha contribuito, assieme alle altre Fondazioni di origine bancaria attive sul territorio nazionale, a offrire un sostegno straordinario di complessivi 2 milioni di euro per garantire assistenza ai profughi. In linea con i valori di pace e di solidarietà che da sempre ispirano la loro attività, le Fondazioni di origine bancariahanno stabilito, per tramite di Acri (Associazione che riunisce tali enti a livello nazionale), di destinare i fondi al sostegno umanitario della popolazione ucraina che sta lasciando il Paese a causa del conflitto. Le risorse, a valere sul Fondo Nazionale Iniziative Comuni – il fondo costituito dalle Fondazioni in seno ad Acri per rispondere alle emergenze –, andranno a sostenere l’attività di alcune Ong che si sono già mobilitate a tale scopo, e con cui sussiste un consolidato rapporto di collaborazione nell’ambito di altri progetti.
«La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia è profondamente colpita da quanto sta accadendo in Ucraina», commenta il presidente, Alberto Bergamin, «Crediamo sia nostro dovere attivarci per offrire tutto l’aiuto possibile alle persone costrette ad abbandonare le proprie case. Per questo condividiamo con piena convinzione l’iniziativa di Acri, che ci vede coinvolti insieme alle altre Fondazioni analoghe presenti in Italia. Si tratta di un sostegno rapido e tangibile, che saprà dare risposta ai bisogni di queste persone e auspichiamo possa, almeno in parte, alleviare le loro sofferenze».
«Non avremmo mai pensato di vedere nuovamente la guerra nel cuore dell’Europa. Ribadendo il profondo sdegno per la brutale aggressione russa, e con l’auspicio che si riprenda prestissimo la strada del dialogo e del confronto civile, ora è urgente farsi carico dell’ingente quantità di uomini e di donne in fuga dall’Ucraina», ha detto Francesco Profumo, presidente di Acri, «Le Fondazioni di origine bancaria – ha aggiunto – si mobilitano rapidamente per dare il loro contributo alle Ong in prima linea nell’accoglienza. Si tratta di un primo segnale, all’interno di quella che si sta configurando come una grandissima mobilitazione di solidarietà del nostro Paese e dell’intera Unione, ennesima testimonianza di un’Europa di pace e di convivenza».

Alberto Bergamin

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In copertina, la sede della Cassa di Risparmio e della sua Fondazione a Gorizia.