Fondazione Carigo, ecco i primi bandi a sostegno di volontariato e cultura

“Welfare di comunità”, “Eventi e manifestazioni culturali”, “Identità culturali”, “Restituzioni”: sono i primi Bandi pubblicati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia per il 2022 che, assieme alle Sessioni erogative generali, mettono a disposizione complessivi 860 mila euro, per il sostegno di progetti nel settore del Volontariato e per interventi culturali (la scadenza è fissata per il 13 maggio alle ore 12).
“Con questi primi strumenti erogativi 2022, cui si aggiungeranno nei prossimi mesi i Bandi del settore Educazione, Istruzione e Formazione, rivolti in particolare alle scuole e alle attività giovanili – spiega il presidente Alberto Bergamin – la Fondazione offre ancora una volta risposte concrete alle emergenze sociali emerse e aggravatesi nell’ultimo biennio e un sostegno importante alla cultura, intesa sia quale elemento identitario per la comunità locale sia quale strumento di crescita economica per il territorio”.
I Bandi appena pubblicati, e gli altri strumenti erogativi che saranno prossimamente attivati dalla Fondazione per il 2022, saranno presentati nell’ambito di tre incontri pubblici, che si terranno martedì 19 aprile, alle 16.30, al Kinemax di Gorizia, mercoledì 20 aprile, alle 18, al Teatro Comunale di Monfalcone e giovedì 21 aprile, alle 16.30, al Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo (accesso con Super Green Pass e mascherina FFP2).

Nel dettaglio il Bando “Welfare di comunità” è destinato al sostegno di azioni e servizi rivolti alle categorie svantaggiate che favoriscano l’inclusione sociale soprattutto degli anziani.
Il Bando “Eventi e manifestazioni culturali” è destinato a iniziative di richiamo e visibilità per il territorio, con effetti positivi sullo sviluppo economico e sociale: eventi e manifestazioni culturali di musica, teatro, danza, cinema, letteratura; volti alla promozione turistica del territorio e all’animazione culturale nelle comunità.
Di nuova introduzione il Bando “Identità culturali”, per il sostegno di progetti di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale locale che favoriscano lo sviluppo sostenibile del territorio e la sua fruizione, in particolare incentivando un turismo che promuova la conoscenza delle culture locali e l’emersione dei “valori di identità culturale”.
Il Bando “Restituzioni”, riservato a enti pubblici, enti ecclesiastici e Fondazioni, che devono essere proprietari del bene oggetto di intervento, contribuirà alla realizzazione di interventi – autorizzati dalla competente Soprintendenza – di restauro conservativo e valorizzazione di beni culturali.

Le Sessioni erogative generali, attivate nei settori Volontariato e Arte, sono volte al finanziamento di iniziative locali di tipo culturale e sociale e dell’attività ordinaria di associazioni e istituzioni, con contributo massimo è di 5.000 euro per singola richiesta. Le richieste di contributo devono essere presentate attraverso la procedura Rol, disponibile sul sito www.fondazionecarigo.it entro le ore 12 del 13 maggio prossimo.

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In copertina, il presidente della Fondazione Carigo Alberto Bergamin.

 

Fvg, oggi le Poste chiuse per sciopero: i sindaci dalla parte dei lavoratori

(s.b.) Poste oggi chiuse per sciopero. E a tale riguardo, Dorino Favot, sindaco di Prata di Pordenone e presidente di Anci Fvg, e Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene e delegato Anci per rapporti con Poste Italiane, hanno sottolineato i problemi del settore recapito corrispondenza e altri servizi collegati.

Dorino Favot

«I sindaci hanno chiesto con forza in questi anni – scrivono in una nota – che Poste Italiane mantenesse i servizi che ne avevano da sempre caratterizzato la presenza in regione. Invece oggi le Poste escono dalla pandemia con una oggettiva riduzione dei servizi, che non può lasciare indifferenti, soprattutto a fronte di un consistente aumento degli utili.
In questi anni ci sono territori, come la provincia di Pordenone, dove oltre 1.000 dipendenti (come di recente dichiarato dai sindacati) non sono stati sostituiti, per comprimere i costi e massimizzare i profitti. Rispetto alla fase prepandemica gli sportelli, che nei principali Comuni come nei capoluoghi di distretto erano operativi anche il pomeriggio, hanno visto ridursi drasticamente gli orari di apertura. Ad esempio, in tutta la provincia di Gorizia ci sono solo gli sportelli di Gorizia e Monfalcone che oggi garantiscono apertura pomeridiana.
Ovviamente, a fare le spese di questa situazione sono tutti i cittadini (ad esempio chi lavora non può accedere agli uffici postali di mattina senza prendersi un permesso), ma specialmente gli anziani, che spesso non hanno familiarità con i servizi online e che negli ultimi due anni di pandemia sono stati costretti a lunghe code a causa dello scaglionamento degli ingressi negli uffici. Ma il problema pare non avere una soluzione e dopo un inverno al freddo ci sarà di nuovo un’estate calda con le code sotto il sole, con immaginabili disagi. Il motivo? La mancata sostituzione di chi va in pensione come confermano i sindacati con la loro protesta che si tiene dopo tanti anni di pace sociale in Poste Italiane.
Non si dimentichi, poi, che appena dichiarata la fine dell’emergenza sanitaria alcuni servizi anti-coda e molto apprezzati sono stati prontamente cancellati. Ad esempio, la possibilità di ritirare la pensione con anticipo e per scaglioni in ordine alfabetico per iniziale del cognome con giornate diverse dedicate a gruppi di lettere… ora non più.

Markus Maurmair


Non parliamo poi degli sportelli automatici che erano stati promessi in sontuose convention a Roma a favore in particolare dei Comuni dove non sono presenti altri operatori del mondo bancario: sono ancora tanti i Comuni in Friuli Venezia Giulia che aspettano eppure l’utile netto di Poste Italiane nel 2021 ha superato i 1.600 milioni di euro.
Per tutti questi motivi i sindaci, anche per tramite dell’Anci regionale, comprendono le ragioni del disagio di chi lavora in un’azienda che tutti ritengono essenziale per la Comunità. Il personale di Poste Italiane è costretto, a fronte di organici sempre più ridotti, a mantenere livelli di produttività sempre più elevati lavorando su più fronti e creando senza alcuna colpa inevitabili disagi alla popolazione più fragile.
Siamo tutti dalla stessa parte, auspicando che questi servizi necessari alla comunità siano al più presto erogati di nuovo in maniera capillare garantendo maggiori assunzioni: il profitto e l’utile sono sacrosanti, ma non vanno ottenuti a scapito di chi ha bisogno».

 

A Pordenone il riuso dei tessuti entra in classe con la cooperativa Karpós e Gea

L’impegno nel riciclo e riuso creativo di filati e tessuti entra a scuola grazie alla cooperativa sociale Karpós di Porcia che, in collaborazione con Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa, ha realizzato durante l’anno scolastico alcuni percorsi di educazione ambientale. Sono stati coinvolti oltre 200 studenti delle primarie dell’area pordenonese, in due periodi, in autunno e in primavera, ciascuno diviso nei rispettivi gruppi classe delle diverse scuole che hanno aderito. Per qualche giorno, le classi si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno sperimentato l’utilizzo di ago e filo e, guidati da sarte esperte, hanno sperimentato il funzionamento anche delle macchine da cucire e del ferro da stiro.
«Grazie alla collaborazione con Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa che organizza i percorsi di educazione ambientale nelle scuole del Pordenonese – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós – abbiamo potuto entrare in alcuni istituti scolastici e fare attività direttamente con gli alunni. Quest’anno abbiamo scelto di lavorare con vecchi tessuti e i bambini hanno realizzato con entusiasmo dei veri capolavori originali. Abbiamo così insegnato loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite». Gli alunni hanno realizzato presine, ma anche collane e braccialetti utilizzando oggetti e tessuti destinati ad essere buttati via.
Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. «Vorremmo che il nostro Ridoprìn Lab – ha concluso Marano – diventasse sempre più un luogo di scambio e d’incontro, anche intergenerazionale. Pensiamo di organizzare dei laboratori didattici sul riciclo per insegnare la sostenibilità ambientale e ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa per averci coinvolti in questo progetto che ci permette di parlare alle nuove generazioni di rispetto per la terra ed economia circolare».

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In copertina e all’interno tre immagini dei laboratori organizzati nelle scuole.

Servitizzazione, nuovo business che sarà approndito in un webinar con Siagri

Un webinar in cui si approfondirà il concetto di servitizzazione, nuovo modello di business, abilitato dalle tecnologie digitali, per il futuro delle imprese e modello accessibile anche alle Pmi, che sanno essere agili nell’adattarsi al cambiamento. A parlarne nel seminario online, in programma per giovedì 21 aprile alle 17, sarà Roberto Siagri, che proprio su questo tema ha pubblicato il libro “La servitizzazione. Dal prodotto al servizio. Per un futuro sostenibile senza limiti alla crescita”. Il webinar è organizzato dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine con il suo Comitato imprenditoria giovanile.
La servitizzazione appare dunque come una rivoluzione per le imprese e, oltre a dare un nuovo slancio ai prodotti di alta qualità, potrà avere effetti positivi sul piano della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il passaggio dal prodotto al servizio non è solo una tendenza attuale, dunque, è la chiave per entrare del futuro in maniera sostenibile.

Per partecipare all’incontro, che è gratuito, è sufficiente registrarsi entro mercoledì 20 aprile al link https://bit.ly/3DFkKWs. Tutte le info su www.pnud.camcom.it

 

Aclif in assemblea: “La bandiera del Friuli sventoli più spesso sui nostri Municipi”

(s.b.) Oltre al 3 aprile, in numerose altre occasioni la bandiera del Friuli, con l’aquila patriarcale, dovrebbe sventolare sui nostri Municipi. E’ una delle richieste emerse dall’affollata assemblea – l’altra sera a Palazzo Belgrado, a Udine – della Comunità Linguistica Friulana, l’ente che rappresenta i Comuni friulanofoni. Una realtà in crescita, che con le ultime adesioni (Castions di Strada, Gonars, Pagnacco, Reana del Rojale, Fanna e Claut) è arrivata a ben 138 amministrazioni comunali associate in virtù della volontà di tutelare l’identità friulana delle loro comunità.

Alla presenza dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, del presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin e del presidente dell’Arlef Eros Cisilino, che hanno tutti riconosciuto il ruolo attivo e propositivo dell’organismo, l’assemblea ha visto il suo presidente Markus Maurmair tracciare il bilancio di un’estesa attività che ha portato a sviluppare nel 2021 una serie di iniziative volte ad un uso più esteso del friulano nell’informazione e nella pubblica amministrazione. Dalla campagna “Più friulano in Rai” al progetto di un telegiornale in friulano (Gnovis) su Telefriuli, dalla partnership con molte realtà istituzionali, editoriali e associative al convegno realizzato a Villa Russiz sull’impiego del friulano e delle altre lingue minoritarie nella pubblica amministrazione, molte sono state le attività che l’assemblea ha portato avanti. La visibilità è cresciuta e in questo nuovo esercizio l’ente ha già iniziato a sviluppare le nuove azioni di promozione dell’uso e della tutela del friulano come opportunità per le nostre comunità che caratterizzeranno il suo 2022.
In tal senso, va inteso l’appello che Maurmair ha rivolto nei giorni scorsi ai sindaci per sensibilizzare i dirigenti scolastici ad avvalersi delle norme che offrono agli Istituti scolastici dei territori dei Comuni friulanofoni la possibilità di derogare dai numeri minimi di allievi iscritti per formare delle classi: «Un esempio concreto – ha detto il presidente – di come l’esercizio della tutela della “marilenghe” può salvaguardare gli organici delle scuole e talora gli stessi plessi scolastici. L’attenzione che a questa possibilità hanno riservato alcuni Comuni veneti è eloquente della necessità di affrontare un tema dirimente come quello del mantenimento della presenza di istituti scolastici nelle piccole comunità. E se la tutela della lingua aiuta a superare la rigida applicazione di tetti numerici stabiliti a tavolino in maniera che non considera la specificità dei territori, vale la pena avvalersene».

La tutela delle lingue minoritarie è essa stessa tutela dell’autonomia regionale, per questo il Friuli Venezia Giulia sta puntando progressivamente al modello Alto Adige: questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Autonomie locali e Lingue minoritarie nel suo saluto di apertura all’Assemblea. Ripercorrendo l’attività svolta in questi anni sono stati ricordati i principali traguardi raggiunti nella tutela del friulano a cominciare dalla revisione delle convenzioni con la Rai per la programmazione di trasmissioni in lingua sulla rete regionale, indicata come il primo passo verso il modello altoatesino.
A questa si aggiungono le modifiche alla struttura dell’assemblea della Comunità linguistica friulana e all’assetto e competenze riconosciute all’Agenzia regionale per la lingua friulana. All’Aclif la Regione Fvg riconosce un peso politico importante accanto ad attori dell’associazionismo privato che si occupano della valorizzazione del friulano. Da qui lo sprone agli amministratori locali a perseguire assieme l’obiettivo della massima tutela. L’Aclif conta oggi 138 Comuni soci, una decina in più degli ultimi anni, impegnati in un programma di attività sul territorio che hanno consolidato l’uso consapevole della lingua minoritaria. Ne sono espressione, oltre che la convenzione Rai, i diversi accordi con le realtà editoriali e i numerosi convegni ed iniziative di approfondimento e ricerca.

Le giovani generazioni saranno al centro del programma Aclif 2022 anche con un’azione di sensibilizzazione delle amministrazioni al fine di stimolare la formazione dei Consigli comunali dei Ragazzi, come forma di educazione alla partecipazione attiva dei cittadini in erba. Quest’importante esperienza, dove viene attuata, forgia persone che diventano sensibili alla cittadinanza attiva e domani saranno volontari, membri di associazioni e forse amministratori, ma in ogni caso sarà più probabile che si facciano carico della loro comunità. Nelle intenzioni dell’Aclif, come ha spiegato l’assessora di Tavagnacco Ornella Comuzzo, c’è la volontà di creare una giornata di confronto tra i Ccr sui temi dell’identità, con un approccio laboratoriale, per iniziare un percorso di condivisione anche fra le istituzioni che rappresentano i più giovani cittadini.


Altra iniziativa particolare è stata la distribuzione a tutti i sindaci delle fasce tricolori “griffate” con il simbolo dell’Aclif: un modo concreto ed evidente di mettere insieme il ruolo istituzionale all’interno dello Stato italiano con la rappresentanza di una comunità che si ritiene friulana con orgoglio. E che continuerà a sostenere la necessità della presenza del friulano nell’informazione Rai e nell’intero assetto informativo regionale, dando continuità ai partenariati già in atto e sviluppandone se possibile degli altri. In più, la collaborazione con il Cirf (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla cultura Friulana) dell’Università di Udine, si predisporrà un corso di formazione per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Infine, la discussione ha aperto un interessante dibattito rispetto alla necessità di individuare le date per la predisposizione di un regolamento che disciplini l’esposizione della bandiera del Friuli. Oltre al 3 aprile (nascita della Patria del Friuli nel 1077) le altre principali ricorrenze legate all’identità friulana “papabili” di essere ricordate su ogni pennone dei nostri municipi sono il 27 febbraio (la “crudêl joibe grasse”), il 6 maggio (sisma del 1976), il 6 giugno (assassinio del Beato Bertrando nel 1350), il 7 giugno (fine dello Stato patriarcale nel 1420), il 12 luglio (Santi Ermacora e Fortunato, patroni della Regione) e il 9 ottobre (disastro del Vajont, 1963). Anche se – ha osservato il sindaco di Udine, Pietro Fontanini – nulla impedisce l’esposizione della bandiera friulana al pari di quella italiana, regionale, ed europea, l’Aclif lavorerà per la stesura di un regolamento da sottoporre ai Comuni per impegnare le amministrazioni a provvedere all’esposizione del vessillo in queste occasioni significative per la storia dell’identità friulana.

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’assemblea Aclif riunita a Udine.

Le imprese del Fvg prevedono quasi 8 mila assunzioni in aprile

Sono quasi 8 mila – esattamente 7.690 – le entrate di personale previste complessivamente dalle imprese del Friuli Venezia Giulia ad aprile, anche se cominciano a delinearsi i primi effetti della crisi in Ucraina e della significativa crescita dei costi energetici e delle materie, soprattutto sulle imprese manifatturiere. Le elaborazioni regionali per aprile realizzate dal Centro Studi Camera di Commercio Pordenone-Udine sul Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, mostra infatti una riduzione del 14,8% delle entrate previste dal settore manifatturiero rispetto a marzo (-380), contemporaneamente registrando un +9% in confronto invece con un anno fa (+180). Anche le costruzioni registrano una frenata (-14,3% rispetto a marzo e -3,2% su 12 mesi fa). I servizi nel loro complesso risultano invece in crescita del 3,1% sul mese (+150) e del 26,8% sull’anno (+1.040), grazie soprattutto alla ripresa del settore turistico favorito dall’allentamento delle restrizioni per la fine dello stato di emergenza e dalle festività pasquali (+390 sul mese ossia +35,1%; +920 sull’anno ossia +158%). Positiva, anche se in maniera più contenuta, la domanda nel commercio (rispettivamente +5,9% e +4,7%), sebbene la rapida crescita dell’inflazione incida negativamente sulle aspettative del comparto per i prossimi mesi.
Considerando il totale dei settori economici, le previsioni di assunzione ad aprile registrerebbero un calo del 4,2% rispetto a marzo scorso (-340 entrate) e un aumento del 18,5% rispetto ad aprile 2021 (+1.200). Nonostante le incertezze e i timori per l’andamento della crescita economica, l’industria ricerca per il mese di aprile circa 2.780 lavoratori da inserire in azienda. A livello settoriale le imprese della manifattura e public utilities prevedono 2.180 entrate, seguite poi dalle imprese del settore costruzioni (600). Sono invece 4.920 le opportunità di lavoro offerte dalle imprese dei servizi, di cui 1.650 nei servizi alle imprese, 1.500 nel settore turistico, dell’alloggio e ristorazione, 900 nel commercio e 870 nei servizi alle persone.
Nel complesso, il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato con il 54% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (18%), i contratti di somministrazione (14%), i contratti non alle dipendenze (6%), i contratti di apprendistato (5%), altre forme contrattuali alle dipendenze (2%) e i contratti di collaborazione (1%).
Infine, si attesta complessivamente a 50,4% la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (10,4 punti percentuali in più rispetto ad aprile 2021), che sale al 60,2% per operai specializzati e conduttori di impianti e macchine e al 55,2% per dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici. Come mostra il Borsino delle professioni, le figure per cui la difficoltà di reperimento supera la soglia del 65% sono nell’ordine: personale generico nelle costruzioni (96,4%), tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (74,2%), operai specializzati nelle industrie del legno e della carta (71,6%), dirigenti e direttori (69,2%), farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita (66,7%), operai specializzati in altre attività industriali (66,7%).

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

 

Manager dello spettacolo a Madrid: l’Efasce oggi incontra Daniela Scarabino

Prosegue la nuova serie di “4 Chiacchiere con…”, il format di video-interviste con cui l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone sta mantenendo vivo il legame con i corregionali all’Estero, permettendo di conoscere le storie dell’emigrazione più recente. Un progetto sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli.
Sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube omonimo, il presidente Gino Gregoris e Michele Morassut, della segreteria Efasce, dialogheranno con i corregionali collegati da diverse parti del mondo, toccando vari punti, dalla vita professionale a quella personale.
Oggi 13 aprile, alle 16, collegamento con Daniela Scarabino, production manager dello spettacolo a Madrid. Di Pordenone, dopo gli studi universitari tra Udine e Genova (una laurea come interprete e traduttrice, un master in gestione della cultura), dal 2007 lavora nell’ambito dello spettacolo. Partendo dalla logistica, ora si occupa di un ampio campo di aspetti come referente di artisti e promoter, dal marketing fino alla produzione.
Daniela Scarabino ha prodotto e portato spettacoli ovunque, dal Piccolo di Milano a New York, allo show Tú sí que vales. Racconterà una parte la sua storia di pordenonese nel mondo, passata da interprete di italiano-tedesco a referente per artisti e promoter internazionali perché, come dice lei, «esistono professioni di tutti i tipi, basta inventarsele».
«I nostri corregionali – sottolinea il presidente Gregoris – ci permetteranno di capire dove sta andando il mondo del lavoro tra un’emergenza sanitaria sempre meno pressante e una situazione internazionale preoccupante. Ma sarà anche bello confrontarsi su quanto siano ancora legati alla loro terra di origine, quel Friuli Venezia Giulia da cui in tanti sono partiti senza però dimenticarlo mai».

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In copertina, la pordenonese Daniela Scarabino production manager dello spettacolo a Madrid.

Tessere carburante Fvg, da giovedì anche in due pomeriggi a Udine e Pordenone

Vista l’eccezionale mole di richieste di attivazione di tessere carburante, nonché di variazioni di dati su quelle esistenti, la Camera di Commercio Pordenone-Udine aprirà gli appuntamenti anche al pomeriggio, nelle giornate di martedì e giovedì, in entrambe le sedi. L’apertura pomeridiana, a partire da giovedì 14 aprile, arriva come ulteriore misura presa dall’ente per dare più celere risposta possibile ai cittadini, dopo che la Camera nei giorni scorsi aveva già ampliato gli “slot” di prenotazione disponibili nei consueti orari mattutini. La procedura resta per appuntamento, tramite rapida e facile compilazione di un modulo sempre sul sito web www.pnud.camcom.it: ciò consente di non doversi presentare con anticipo rispetto all’orario prenotato, né fare code o attendere inutilmente il proprio turno, riducendo così i tempi e anche eventuali assembramenti. L’ente stima, con questa apertura straordinaria, di aggiungere circa ulteriori 150 appuntamenti a settimana.
Qualche dato: l’ente ha visto, ad aprile, un incremento medio di operazioni al giorno, rispetto a gennaio, di quasi il 70% a Udine e quasi il 60% a Pordenone. In tutto, sempre in aprile e finora, si registrano in media oltre 380 operazioni giornaliere per tutte e due le sedi.

 

Confcooperative, scuola d’impresa per gli studenti del liceo “Percoto” di Udine

Gli studenti del Liceo “Caterina Percoto” di Udine si cimentano nel fare impresa. Due, nel dettaglio, le “imprese cooperative scolastiche” che in questi giorni sono state formalmente avviate nell’ambito di un progetto che vede la scuola udinese collaborare con Confcooperative. Gli studenti, infatti, 29 in tutto, divisi in due gruppi, stanno seguendo due progetti. La prima delle due idee di “business” si chiama Orientazigomo (originale perifrasi dalla parola orientamento) e vuole realizzare iniziative di orientamento rivolte agli stessi studenti.
La seconda, invece, riguarda l’avvio dell’attività di “Late spring night’s driz”, l’impresa scolastica che organizzerà il ballo di fine anno. A espletare la funzione di “notaio”, la presidente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini: «Le cooperative scolastiche sono un modello con cui gli studenti delle scuole possono ripercorrere i passaggi necessari alla costituzione di un’impresa – spiega -, sia avvicinandosi a quelli più formali, come la costituzione di un Atto costitutivo “simulato”, sia con la predisposizione di un business plan. In questo modo, facciamo conoscere la forma d’impresa cooperativa ai più giovani ed essi si avvicinano al mondo dell’impresa. Attività fondamentale per “seminare” in un territorio come quello udinese dove, anche nel 2021, siamo riusciti a costituire 10 nuove cooperative».
«L’attività svolta in collaborazione con Confcooperative è fondamentale per creare un collegamento virtuoso tra scuola e mondo del lavoro: con questo progetto, inoltre, gli studenti sono portati a ragionare sulla complessità della forma d’impresa e sulle competenze necessarie a gestire e avviare un’attività economica acquisendo una più matura consapevolezza del mondo economico e del lavoro», spiega infine la dirigente scolastica del “Percoto”, Gabriella Zanocco.

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In copertina e qui sopra due immagini dell’incontro della presidente Paola Benini con gli studenti.

CoopCasarsa, CoopPremariacco e Secab lavoreranno contro il caro-energia

Confcooperative Fvg lancia il progetto delle comunità energetiche per contribuire a dare soluzione al problema del caro-energia che condiziona pesantemente le imprese e le famiglie. Il tema è stato al centro dell’assemblea delle cooperative di consumo e di utenza che ha nominato il proprio Coordinamento regionale. Ne faranno parte: Cesare Giavi (CoopCasarsa), Gianni Saccavini (Cooperativa di consumo di Premariacco) ed Ennio Pittino (Secab). Il settore ha la sua importanza nell’economia del territorio con 40 cooperative attive che coinvolgono quasi 27mila soci. Il nuovo coordinamento costituisce il nucleo della futura Federazione che rappresenterà due dei settori “storici” della cooperazione regionale: il consumo e l’utenza, appunto.
All’incontro costitutivo era presente il presidente nazionale della Federazione, Roberto Savini, che ha sottolineato: «In questi ultimi due anni, la cooperazione di consumo e utenza si è ripresa una propria centralità come presidio e custode del territorio e delle sue comunità, contribuendo a garantire servizi essenziali durante la pandemia. Parliamo della prima forma di cooperazione nata in Europa e che ora può giocare un ruolo fondamentale nella transizione ecologica aggiungendo alla stessa la dimensione sociale della coesione e della sostenibilità». Pensieri condivisi anche da Dorino Favot, presidente di Anci Fvg, presente insieme ai rappresentanti di diversi Comuni da tutta la regione Fvg.
«Le tensioni sui prezzi dell’energia, la necessità della diversificazione delle fonti di approvvigionamento nel rispetto dell’ambiente, sono sfide che possono essere accolte dalle comunità energetiche, capaci di coinvolgere attori pubblici e privati, con le cooperative (storiche o di nuova costituzione) nel ruolo di animatrici dell’economia di prossimità e di generatrici di valore condiviso. In questo senso, la presenza degli Enti locali è fondamentale per creare partnership con le cooperative nella creazione delle comunità energetiche», ha aggiunto il presidente di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz.
Un nuovo protagonismo cooperativo, dunque, al quale non manca il sostegno europeo visto che i nuovi piani energetici dell’Unione stimano che, da qui al 2050, due consumatori su cinque diventeranno anche produttori di energia (produmer) coinvolgendo nell’autoconsumo e nelle comunità energetiche rinnovabili 264 milioni di utenti.

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In copertina e qui sopra turbine e linee elettriche della Secab di Paluzza.