“Costruire sempre”, oggi a Porzus una mostra ricorda l’opera instancabile in Friuli di don Emilio de Roja

(g.l.) Don Emilio de Roja, sacerdote protagonista per 50 anni della storia del Friuli. Sarà proprio incentrata su di lui, oggi, la “Festa degli Emigranti” in programma a Porzus. Un vero peccato che a rovinarla ci sia questa domenica di pioggia e di clima che, specialmente in un borgo montano, è tipica di un autunno ormai inoltrato. La manifestazione è sostenuta, oltre che dall’Amministrazione comunale di Attimis, dalla Parrocchia e dalla Pro Loco della piccola frazione.

​La giornata avrà inizio alle 10.30 con la cerimonia di ricordo dei Caduti dinanzi al monumento nella piazza del paese. Seguirà la Messa nella parrocchiale, celebrata, come ormai da tradizione, da don Claudio Snidero, parroco di Madone di Mont in Argentina. Seguiranno la inaugurazione e la presentazione della mostra “Costruire sempre” dedicata a don Emilio, che si terrà nella sede degli “Amici di Porzus” e che vedrà la presenza e gli interventi del sindaco Sandro Rocco, del presidente dell’Apo Roberto Volpetti e del dottor Giorgio Lorenzon, uno dei curatori della ricca mostra. In conclusione, il momento conviviale nel Centro di accoglienza.
Prete patriota nella Brigata Osoppo, poi cappellano nel difficile quartiere udinese di San Domenico, don Emilio de Roja fu fra coloro che affrontarono con decisione la drammatica situazione del Friuli dopo una guerra che aveva portato morte e distruzione, ma anche odio fra le famiglie e le persone. La prospettiva che i giovani avevano davanti era quella di cercare fortuna nei più lontani Paesi del mondo: Argentina, Australia, Canada, Stati Uniti, Venezuela, Brasile, Sud Africa. E così infatti fu per moltissimi friulani. Don Emilio non rimase, però, con le mani in mano: avviò la Scuola di Arti e Mestieri di San Domenico, offrendo a centinaia di ragazzi e ragazze la opportunità di apprendere un mestiere. Poi superata la drammatica fase del dopoguerra, rivolse il suo sguardo ai ragazzi che avevano maggiori difficoltà: ragazzi che si trovavano senza famiglia, oppure con un genitore emigrato. Problemi pesanti certamente non mancavano in quegli anni anche se ormai si intravvedevano delle incoraggianti prospettive. Ecco quindi la Casa dell’Immacolata, dove trovarono rifugio, ospitalità e cura, centinaia di ragazzi, che spesso vivevano in situazioni a rischio e che invece proprio qui trovarono la propria strada.


Poi don de Roja protagonista della ricostruzione dopo il terremoto del 1976: coi suoi ragazzi in Curia di Udine a scaricare e distribuire l’imponente quantità di aiuti materiali provenienti da tutto il mondo. Eccolo ancora come braccio destro di monsignor Alfredo Battisti – indimenticabile arcivescovo della rinascita, passato alla storia per la frase del 12 maggio, sei giorni dopo il sisma, «Prima le fabbriche, poi le case e poi le Chiese» – far sì che migliaia di alpini arrivassero da ogni parte d’Italia per aiutare i friulani nei primi interventi di ricostruzione: fu un aiuto importante, materiale, ma soprattutto morale perché un popolo intero non si sentì abbandonato.
Il Friuli ha un grande debito di riconoscenza verso don Emilio de Roja e l’Apo ha rivolto in questi ultimi anni (caratterizzati dal Covid e anche da una preoccupante propensione dei giovani a trovare all’estero il modo per realizzarsi) una particolare attenzione alla sua figura. «Abbiamo realizzato, assieme ad altri amici – afferma Roberto Volpetti, presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo -, la mostra “Costruire sempre”, proprio per evidenziare quelli che erano il metodo e l’insegnamento di don Emilio. Trovare il positivo in ognuno ed in ogni contesto, e da lì ripartire». Insomma, un grande e indimenticabile esempio e Porzus fa bene a sottolinearlo.

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In copertina, don Emilio de Roja e all’interno alcune immagini della mostra di Porzus.

 

Com’è andata la stagione turistica 2022? Martedì tutte le risposte in un webinar

Per martedì 27 settembre, dalle 15, la Camera di Commercio Pn-Ud con la Camera della Venezia Giulia ha organizzato un webinar di approfondimento sui fenomeni turistici per supportare le imprese. Grazie alla collaborazione con Isnart, società del sistema camerale che affianca il comparto turistico italiano nello studio dei nuovi fenomeni e nel miglioramento del livello di competitività, saranno presentati i risultati più significativi della recente indagine congiunturale condotta dall’Istituto alle imprese della filiera turistica sull’andamento della clientela nell’estate 2022. Si illustreranno inoltre i dati riguardanti la Sentiment Analysis sulle destinazioni Dolomiti Friulane e Grado, che intercettano le percezioni dei turisti espresse sul web in merito ai servizi offerti e alle esperienze vissute nelle località turistiche.
L’attività rientra nel progetto regionale di “Specializzazione dell’Osservazione Economica per stare vicino alle imprese e ai territori” del Fondo di perequazione 2019-2020 di Unioncamere.
Per informazioni: Udine 0432.273508-273538, Pordenone 0434.381604 e Trieste 040.6701404 – 6701336. Per iscriversi gratuitamente (entro domani 26 settembre), basta andare nella sezione dedicata del sito www.pnud.camcom.it e compilare il modulo online.

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In copertina, il porto di Grado e qui sopra uno scorcio delle Dolomiti Friulane.

Udine, dall’arte per le donne operate al seno a tutto Dante e alla Porta Aquileia

Tre importanti iniziative artistico-culturali in programma, tra oggi e domani, a Udine. Vediamo allora in dettaglio di che cosa si tratta.

ANDOS – “L’angoscia, la forza, la rinascita”: questo il titolo di una bella mostra pittorica che viene inaugurata stamane, alle 10.30, alla Galleria Tina Modotti (ex Mercato del pesce) in via Paolo Sarpi, a Udine. Espongono Antonella Peresson, Daniele Bulfone e Sergio Marino (che anche art director). La mostra resterà aperta fino a domenica 15 ottobre con i seguenti orari: venerdi 16-19, sabato e domenica 10-13 e 16-19. La rassegna è stata organizzzata dal Comitato di Udine dell’Andos, l’Associazione delle donne operate al seno, ed è stata promossa e patrocinata dal Comune di Udine. «Il cancro al seno – informa una nota che accompagna l’iniziativa – può colpire ogni donna e, sebbene colpisca principalmente le donne, anche gli uomini possono ammalarsi: l’asportazione di un seno non è solo una demolizione fisica, ma destabilizza cuore e mente. La malattia è una condizione emotiva molto particolare che, per sua stessa natura, stabilisce una differenza tra chi è malato e gli altri. Un aiuto importante in questo senso può venire allora da chi può capire davvero quello che provi: le donne che come te affrontano o hanno superato un tumore al seno, improvvisamente si confidano, costruendo un rapporto di solidarietà e fiducia. Questa mostra ha l’obiettivo di comunicare attraverso l’arte l’essenza di una esperienza, e creare un segno tangibile e permanente che lasci nel tempo aperto e percorribile il ponte fra l’artista e l’osservatore. Unendo la forza e l’emozione evocata dalle immagini regala all’osservatore un momento di riflessione: incoraggia tutti a riconoscere l’importanza della salute e della prevenzione».

Dante e la Divina Commedia.

UNIVERSITA’ – Oggi nell’Aula T9 del Toppo Wassermann, Università degli Studi di Udine (anche online su: https://tinyurl.com/2p8tvapj), nell’ambito del progetto Alimentalamente, c’è il convegno “Legar parole… per modo volubile (Cv IV 6 3): figure e intrecci del lessico dantesco”. Lettura e dintorni, incontri con l’autore, contorni d’arte, echi d’ambiente e assaggi culinari della Toscana e del Friuli Venezia Giulia. Dopo gli indirizzi di saluto del professor Roberto Pinton, magnifico rettore dell’Ateneo friulano, stamane parlano, Linda Borean, direttrice del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale Uniud; Angelo Rossi, presidente dell’Associazione dei Toscani in Friuli Venezia Giulia (cui si deve l’organizzazione); Gabriella Albanese e Paolo Pontari, dell’Università di Pisa (Il Vocabolario storico del latino di Dante. Fra tradizione e innovazione); Andrea Tabarroni, Università di Udine (Ricognizioni politiche nel lessico latino dantesco); Andrea Bocchi, Università di Udine (Dante e il lessico dantesco della mercatura); Gabriella Albanese e Paolo Pontari (Lettura autobiografica e politica delle Egloge e una nuova proposta di datazione). Dopo la pausa pranzo, dalle 15.30, sono annunciati invece gli interventi di Bruno Figliuolo, Università di Udine (Inediti d’archivio sul “Liber Dantis” di Giovanni Villani e su quello di Cremona); Paolo Cammarosano, presidente del Centro Europeo di Ricerche Medievali, Trieste (La cronologia della composizione della Divina Commedia); Andrea Tilatti, Università di Udine (Codici della “Commedia” in Friuli); Paola Siano, ricercatrice indipendente (Alle origini della “Nuova Filologia” per gli studi danteschi: esperienze e problemi nel carteggio tra Michele Barbi ed Ernesto Giacomo Parodi). Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Torre di Porta Aquileia.

CASTELLI – Domani, 25 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), il Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia Giulia apre le porte di Torre di Porta Aquileia, storica sede del Consorzio, dalle 14 alle 18. Le visite guidate (40 minuti circa a partire da ogni ora) saranno condotte dall’architetto Roberto Raccanello, presidente del Consorzio.
La Torre di Porta Aquileia, di proprietà comunale, fa parte della quinta ed ultima cortina muraria eretta a difesa della città tra il 1330 e il 1440 racchiudendo in sè tutto l’abitato con una cerchia di 7.117 metri lineari complessivi e la costruzione di nove nuove porte, tra cui porta Aquileia. Essa con Porta Villalta, è l’unica superstite delle tredici porte che collegavano la città con gli assi viari e commerciali più importanti. Nel 1850 esisteva ancora tutta la quinta cinta esterna con 9 torri portaie e ben 32 torri scudate. Con il 1852 la Torre viene giudicata inservibile e abbandonata. Tra il 1870 e 1918 vengono demolite tutte le porte assieme alla cerchia muraria e relative torri scudate, escluse le due porte citate.

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In copertina, l’opera “Constatazione” di Sergio Marino, art director della mostra udinese.

 

Lingue locali, anche Dj Tubet con il Friuli oggi sarà protagonista agli Stati generali

di Mariarosa Rigotti

“Stati Generali delle Lingue Locali” è il titolo del convegno online che ha preso il via ieri e che si animerà anche oggi, 24 settembre, con inizio alle 10, contando sulla presenza virtuale di voci diverse tra le quali, proprio questo pomeriggio, quella del rapper friulano Dj Tubet. E oltre all’artista di Nimis protagonista, dalle 15, con “L’arte come veicolo di diffusione delle lingue locali”, il convegno conta sulla partecipazione – come sottolineano dall’organizzazione, il team DeVulgare – delle «più importanti ed autorevoli voci in materia di lingue locali, minoritarie e regionali».

Annalisa Teodorani

Mariona Miret


Va ricordato che gli Stati Generali delle Lingue Locali sono stati aperti ieri da un intervento del dottor Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Immateriali (Mibact). Mentre, sono due i nomi friulani che figurano tra i relatori: Fulvio Romanin, ceo di Ensoul, e appunto il rapper e produttore Mauro Tubetti (Dj Tubet).
Quindi, venendo alla sostanza, la conferenza, ricorda DeVulgare, è, appunto, «un’occasione per portare attorno allo stesso tavolo le più importanti ed autorevoli voci in materia di lingue locali, minoritarie e regionali. Al termine dell’evento, verrà presentato un documento programmatico contenente specifici punti da perseguire». E ancora riguardo lo scopo dell’iniziativa: «L’obiettivo è soprattutto quello di ampliare lo spettro della partecipazione al dibattito, in modo da coinvolgere le parti dai più settori possibili. Solo in questo modo si potranno delineare gli approcci e le soluzioni comuni con il maggiore potenziale di essere accolti con favore e di essere implementati». E, nel concreto, le giornate sono articolate vedendo «il susseguirsi di varie sessioni dedicate a diversi temi, quali ad esempio le riforme politiche necessarie alla preservazione di questo patrimonio, lo stato della letteratura in lingua locale, il ruolo che l’arte e la musica possono avere in questo settore e l’esempio internazionale. Ogni sessione sarà introdotta dagli interventi di relatori di rilievo, che andranno a stimolare il dibattito. Tutti i partecipanti sono incoraggiati a contribuire attivamente con le loro opinioni e le loro esperienze».
Quanto all’organizzazione: «DeVulgare nasce come iniziativa dal basso a favore delle lingue locali italiane. Il progetto si concentra su tre obiettivi interconnessi: preservare, valorizzare e diffondere la ricchezza linguistica locale, attraverso la raccolta di testimonianze orali delle varietà linguistiche locali e la pubblicazione su un sito dedicato www.devulgare.com».

Leandro Ventura

Maggiori informazioni sull’evento e modulo di registrazione si trovano su: https://devulgare.wixsite.com/stati-generali-2022

Contatti:
Niccolò Fantini – Coordinatore Conferenza e Co-fondatore di DeVulgare
devulgare@yahoo.com
+39 3389104384

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In copertina, il Dj Tubet con la bandiera del Friuli: oggi interverrà al convegno sulle lingue locali come quella  friulana.

 

La passione per il calcio di Pasolini oggi rivive in un torneo celebrativo a Moraro

La passione di Pier Paolo Pasolini per il calcio viene celebrata nell’ambito della kermesse firmata da Collettivo Terzo Teatro di Gorizia “Pasolini100”, che fino alla fine dell’anno continua ad offrire un ampio spaccato dell’attività dell’intellettuale friulano, toccando numerose località della regione. Oggi, 23 settembre, a partire dalle 19.30 al campo sportivo di Moraro in via Via Ciso Tuni, in programma il Torneo celebrativo amatoriale denominato come l’intera rassegna, Pasolini100!
Il torneo ad ingresso libero vedrà scendere in campo tre squadre degli amatori, Asd Carioca, Amatori Cormons e Tartarasaray.
Pier Paolo Pasolini, nasceva a Bologna il 5 marzo 1922. Intellettuale eclettico, personalità tra le più rappresentative del Novecento italiano, che oggi viene ricordato soprattutto per il suo pensiero controcorrente e la dura critica rivolta alla società dell’epoca, oltre che per il suo interesse per il popolo degli “ultimi”, nella sua vita si è stato un grande appassionato di calcio, sport per il quale era molto dotato e che ha sempre ha praticato.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini storiche di Pier Paolo Pasolini calciatore.

 

La nuova Europa dopo la Grande Guerra: a Trieste mostra storica e oggi convegno

Fino all’11 ottobre è la città di Trieste ad ospitare, in esclusiva nazionale, l’evento espositivo a cielo aperto che sta girando le capitali europee, la mostra “Dopo la Grande Guerra. Una nuova Europa 1918 – 1923”, promossa dall’European Network Remembrance and Solidarity in collaborazione con l’Unione Europea e con un team internazionale di studiosi e storici: un percorso espositivo allestito nel cuore di Trieste, in Largo Panfili, dedicato ai nuovi scenari prodotti in Europa dopo la Grande Guerra, attraverso la Conferenza di Parigi e la sua complessa eredità: regioni e città contese, confini in bilico, equilibri precari che hanno portato vent’anni dopo al secondo conflitto mondiale, e che tuttora si proiettano sul nostro tempo.


Ieri è avvenuta l’inaugurazione ufficiale della mostra, allestita in sinergia con il Circolo della Stampa e con la media partnership del quotidiano Il Piccolo, dopo aver girato in 12 Paesi europei circuitando da Berlino a Vienna a Praga, da Varsavia a Dublino, Vilnius, Tallin, Sarajevo. In esposizione il pubblico potrà trovare centinaia di fotografie, documenti e altri materiali d’archivio, che raccontano la storia dei territori dell’Europa centrale e le storie di chi ha vissuto il periodo del primo dopoguerra, determinante per la definizione dei nuovi assetti continentali. Rileggere la storia per capire il nostro tempo è appunto l’obiettivo del percorso espositivo: «Moltissime – sottolinea il curatore della mostra, Bartosz Dziewanowski – le analogie fra le sfide che le persone affrontavano nel 1918 e il nostro tempo. Problemi con la democrazia, crisi pandemica, crisi economica e un Paese, l’Ucraina, che nuovamente è costretto a combattere per la sua indipendenza». Aggiunge Luciano Santin, presidente del Circolo della Stampa: «Trieste, città di frontiera, è stata contesa per tutto il ‘900, subendo spinte esogene che ne hanno fatto la città da redimere, la testa di ponte per l’espansione dell’Italia a Est, il terminal della cortina di ferro e il “flashpoint of Europe”. È un luogo di incontro o di scontro, tertium non datur. È un sismografo sensibilissimo ad accadimenti che paiono distanti».
Oggi, 23 settembre, alle 17, al Circolo della Stampa di Trieste è in programma un convegno sul tema della “Memoria delle regioni contese dopo la Grande Guerra”: un focus di stretto interesse per i territori dell’Europa centro-orientale e la stessa città di Trieste. Interverranno i docenti Grzegorz Berendt (Università di Danzica); Štefan Čok (Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Trieste), Attila Pók (Institute of Advanced Study di Kőszeg), Andrea Zannini (Università di Udine): il dialogo sarà condotto da Bartosz Panek, Free Range Productions.
Il dibattito che accompagna la presentazione ufficiale della mostra all’aperto “Dopo la Grande Guerra: una nuova Europa 1918-1923” ha l’obiettivo di discutere la complessa eredità della Conferenza di pace di Parigi, ossia le regioni contese. La norma fondamentale che regolava il nuovo ordine era la possibilità di autodeterminazione, tuttavia fu concessa principalmente ai vincitori. Inoltre, a causa della complicata struttura etnica dell’Europa centro-orientale, era impossibile tracciare linee di confine chiare e soddisfacenti per tutti. In molti casi i confini furono tracciati con l’uso di misure militari e senza indire plebisciti. Un’altra decisione controversa fu la creazione di città libere. Nacquero così diverse regioni contese: Trieste, Danzica, Memel, Slesia, Pomerania e Transilvania sono solo alcuni esempi. Queste città appartengono alla complessa eredità della Grande Guerra. Anche oggi gli interventi in lingua straniera saranno tradotti per il pubblico con interpretazione consecutiva.

INFO: https://enrs.eu/afterthegreatwar

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In copertina e all’interno immagini della mostra e della sua inaugurazione, oltre a due belle fotografie storiche.

 

Attimis, alla scoperta delle Zuffine suggestivo “balcone” su Alpi e Prealpi

Alla scoperta delle Zuffine sulle montagne che sovrastano Attimis. Al fine di scoprire, assieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia, prosegue infatti il progetto turistico I Sentieri della ProLoco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro LocoTorre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento, dunque, domenica 25 settembre con l’uscita Le Zuffine da Subit. Le Zuffine costituiscono un vero e proprio “balcone” sulle Alpi e Prealpi Giulie. Lungo itinerari poco frequentati i partecipanti ammireranno suggestivi panorami, selvaggi habitat naturali e scopriranno le tracce nascoste dei combattimenti della “ritirata di Caporetto”.

Ritrovo: ore 8.30 a Subit (Attimis). (Coordinate GPS 46.206565 N, 13.347053 E)
https://goo.gl/maps/bfmMCB4zWuUBGzGh7
Partenza: ore 9
Guida Andrea Vazzaz
Distanza: 10 km circa
Dislivello: 400 metri positivi
Durata: 6 ore circa (con soste e pausa pranzo)
Percorso: l’itinerario si svolge su sentieri Escursionistici senza particolari difficoltà e in parte su strade asfaltate/sterrate.
Equipaggiamento: scarpe/scarponi da trekking, abbigliamento da montagna, zaino, giacca anti vento/pioggia, ricambi, bastoncini (opzionali), bevande, pranzo al sacco.

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In copertina, un bellissimo scorcio delle Zuffine in un’immagine di Andrea Vazzaz.

 

Coop Casarsa dona materiali didattici ai ragazzi di 24 scuole in tre province

Nell’anno scolastico appena iniziato, gli studenti di 24 scuole del territorio hanno trovato ad attenderli in classe nuovi materiali didattici donati dai soci di Coop Casarsa, la più grande realtà della cooperazione di consumo tra quelle con sede centrale in Friuli Venezia Giulia. Il tutto grazie al progetto “Cari soci fate i buoni scuola”, con i quali i soci della cooperativa hanno trasformato i propri punti fedeltà in donazioni per le scuole delle comunità che fanno riferimento ai supermercati del gruppo, presenti nelle province di Udine, Pordenone e Treviso. Donazioni che sono state integrate dalla stessa Coop Casarsa per rendere ancora più corposa la dotazione tra confezioni di pennarelli, tempere, colle, risme di carta, altoparlanti wireless, schermo per proiezioni, chiavette usb, mouse, televisore led e altro ancora. In totale sono state 305 le confezioni donate.

«Riteniamo fondamentale – ha affermato la presidente di Coop Casarsa, Sabrina Francescutti – compiere questo gesto che di fatto è un investimento nell’educazione dei giovani e quindi un investimento sul futuro di noi tutti. Un grazie alla sensibilità dimostrata dai nostri soci, che ancora una volta hanno ricordato a tutti come il valore della mutualità cooperativistica sia ben vivo nella famiglia Coop Casarsa».
Il progetto “Cari soci fate i buoni scuola” ora proseguirà con l’ottava edizione, per la quale i soci possono già richiedere i buoni da consegnare agli istituti scolastici che, successivamente, li riconsegneranno alla cooperativa per ottenere la donazione in materiale scolastico. «Un’iniziativa in cui crediamo molto – ha aggiunto Sabrina Francescutti – per la quale sarà data comunicazione in tutti i punti vendita in modo da raggiungere più scuole possibili. Nel frattempo, anche noi di Coop Casarsa auguriamo a tutti gli studenti e ai loro insegnanti delle scuole attive sul nostro territorio di riferimento un anno didattico ricco di idee, riflessioni, confronti».

Queste le scuole beneficiarie della settima edizione. Casarsa della Delizia: scuola dell’infanzia Sacro Cuore, scuola dell’infanzia Monsignor Jop San Giovanni, scuola primaria Da Vinci. Azzano Decimo: scuola dell’infanzia Sacro Cuore di Tiezzo, scuola dell’infanzia Giovanni Paolo II, scuola primaria Battisti, scuola secondaria 1° grado Luzzatti. Faedis: scuola primaria Alighieri, scuola secondaria 1° grado Istituto comprensivo di Faedis. Fiume Veneto: scuola infanzia Angelo Custode, scuola infanzia Maria Immacolata Bannia, primaria Cesare Battisti, scuola infanzia Baschiera Pescincanna. Cordovado: scuola primaria Nievo. Codroipo: scuola infanzia Ricordo ai caduti Goricizza. Sequals: primaria Marconi Lestans. Pravisdomini: scuola infanzia Sant’Antonio abate, scuola primaria Buodo. Porpetto: scuola dell’infanzia Maria Immacolata, scuola primaria Corridoni. Ruda: scuola primaria Turoldo. San Quirino: scuola primaria Foscolo, scuola dell’infanzia e Nido integrato San Quirino. Valvasone Arzene: scuola dell’infanzia Giovanni XXIII.

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In copertina, Sabrina Francescutti presidente di Coop Casarsa; qui sopra, la sede centrale.

Sul Carso dalle maschere al Ferdinandeo al castelliere preistorico in Slovenia

Sabato 24 settembre, nel Boschetto del Ferdinandeo, la cooperativa Curiosi di natura, in collaborazione con la VI Circoscrizione del Comune di Trieste, propone dalle 9 alle 12 “Le maschere nascoste”: un laboratorio-gioco naturalistico per bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni, con i familiari, sul mimetismo animale. A partecipazione gratuita, su prenotazione. Ritrovo (sabato 24) alle ore 9 al Ferdinandeo, in via de Marchesetti – Largo Caduti di Nassiriya, 1. L’appuntamento recupera la data del 17 settembre, annullata per maltempo.
La mattinata fa seguito al successo nelle due scorse estati di analoghe iniziative con la VI Circoscrizione. Si utilizzeranno i sentieri del Boschetto del Ferdinandeo come un museo all’aria aperta, per osservare la natura e conoscere i meccanismi del suo funzionamento. Con il gioco-laboratorio “Le maschere nascoste, ovvero come diventare invisibile agli occhi degli altri” si creeranno delle maschere mimetiche con materiali provenienti dall’ambiente naturale, e poi se ne testerà l’efficacia nel Bosco Farneto. L’iniziativa si terrà anche con tempo instabile. Informazioni e prenotazioni alla mail curiosidinatura@gmail.com al cellulare 340.5569374
Più in dettaglio: gli animali hanno dei colori che si confondono con l’ambiente circostante, per nascondersi dai predatori o per cacciare. Durante il laboratorio si osserveranno delle foto di animali che vivono nei nostri boschi o al Farneto (come caprioli, rospi, insetti), la cui pelliccia, piume o corpo, hanno tinte e disegni che si mimetizzano con l’ambiente. Poi, ispirandosi agli alberi e all’ambiente, si costruiranno delle maschere di cartone che si dipingeranno con colori e disegni mimetici e si decoreranno con semi, foglie e materiali di recupero. Infine, si sperimenterà la capacità mimetica delle maschere, giocando a nasconderle e a ritrovarle nel Boschetto, per il divertimento e la soddisfazione dei partecipanti.

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Nell’ambito di “Quanto vale un petalo?”, progetto divulgativo sulla biodiversità, domenica 25 settembre, dalle ore 9 alle 18, la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione transfrontaliera da Ternova Piccola (a Duino Aurisina) a Volčji Grad (a Komen-Comeno) in Slovenia. Con le guide di Curiosi di natura; a Volčji Grad visita all’imponente castelliere Debela Griža, a cura dell’Associazione Krasen Kras. Con un approfondimento sulla figura storica dell’archeologo Carlo De Marchesetti, che operò in queste zone. Progetto realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Ritrovo alle ore 9 sulla Strada Provinciale numero 6 da Gabrovizza (Provinciale di Comeno), nello spiazzo al bivio per Ternova. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi 15 euro; 8 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Iniziativa per le Giornate Europee del Patrimonio 2022 della Rete Wigwam (rete non profit per lo sviluppo equo, solidale e sostenibile delle Comunità Locali), in partnership con l’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa e l’Unione Regionale Economica Slovena. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Durante l’escursione verrà spiegato come nei millenni le specie vegetali e animali si sono spostate per cause climatiche, o per opera dell’uomo con l’avvento dell’agricoltura e dei viaggi, e perché le specie invasive minacciano la biodiversità. Itinerario di 8 km, su facili sentieri e carrarecce, tra boschi, paesini tipici e aree agricole, su un dislivello di 150 metri. Sosta pranzo libero (al sacco o in agriturismo) a Volčji Grad.
Seguirà la visita al castelliere preistorico Debela Griža, a cura dell’Associazione partner “Krasen Kras”, con approfondimento sulla figura dell’archeologo, paleontologo e botanico triestino Carlo De Marchesetti, che qui effettuò degli studi. Rientro al punto di partenza con un mezzo di trasporto, a cura di Curiosi di natura. I partecipanti all’uscita riceveranno un buono sconto del 10% per pasti presso i ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”, valido fino al 30 settembre.

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In copertina, una bella immagine di Volčji Grad (a Komen-Comeno) in Slovenia; all’interno, laboratori di maschere per i bambini al Ferdinandeo e sentieri sul Carso.

L’Afds Udine al Congresso di Gemona sempre esemplare nel dono del sangue

Come è emerso in occasione del suo 63° Congresso provinciale, l’Afds Udine ha contribuito con 52 donazioni di sangue ogni 1000 abitanti rispetto a una media nazionale di 40; sono dati importanti e il grazie va ai donatori e al prezioso lavoro di tanti volontari. I numeri testimoniano che l’associazione è presente sul territorio con un ottimo lavoro di sensibilizzazione e che la rete trasfusionale risponde, mettendo a disposizione un numero di accessi e di servizi adeguato alle richieste dei donatori. Lo ha sottolineato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia che domenica ha preso parte al 63° Congresso provinciale dell’Associazione friulana donatori sangue, tenutosi a Gemona.
E’ stato sottolineato che i temi che si vanno ad affrontare oggi in sanità, con decisione e chiarezza, sono quelli di appropriatezza e prossimità: operare per il cittadino con efficacia e laddove serve. Il dono, gratuito e anonimo, è un valore assoluto. Testimonia l’immensa generosità di una terra che ha ricevuto grande solidarietà dopo il sisma del 1976 e che, nel silenzio, da allora, sempre, continua in ogni forma a ricambiare. Nella capitale del terremoto del Friuli, Gemona appunto, che ha ospitato il Congresso Afds, questi valori assumono un significato se possibile ancora più fondante.
L’esponente della Giunta regionale ha rimarcato come sia sempre più necessario essere flessibili e adeguare la realtà della raccolta fissa con quella del centro mobile per aver una gestione ottimale delle risorse e agevolare i nostri donatori a proseguire nel percorso di solidarietà e altruismo che ogni giorno testimoniano con la loro presenza. Il membro dell’Esecutivo ha sottolineato anche l’importanza di mantenere una salda sinergia tra rete trasfusionale e associazioni, per garantire donazioni che soddisfino la programmazione annuale, mettendo in sicurezza la trasfusione regionale e nazionale, con una risposta concreta alle esigenze dei cittadini-donatori: persone che in modo virtuoso si mettono sempre a disposizione e permettono alla nostra regione di raggiungere indicatori che la inseriscono nel gruppo delle 5 regioni italiane più virtuose (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Valle d’Aosta).
Il vicegovernatore ha ricordato, poi, che la rete trasfusionale del Fvg garantisce tutte le richieste degli ospedali regionali e che mantiene le convenzioni extra regionali (5000 inviate alla Regione Lazio e Sardegna ad agosto) con un sistema in perfetto equilibrio. Tra tutte le regioni, il Fvg si è distinto negli ultimi anni come la più virtuosa in Italia con un invio di plasma ai poli di lavorazione farmaceutica di 24,4 Kg/1000 abitanti contro una media nazionale di 14 Kg/1000 abitanti.
La raccolta sangue e plasma in Friuli Venezia Giulia ha complessivamente un numero di unità raccolte per 1000/abitanti con le aree udinese e pordenonese che hanno raggiunto indicatori virtuosi superiori alla media nazionale; le autoemoteche, che rappresentano una preziosa risorsa per la nostra regione, hanno incrementato la raccolta rispetto ai centri fissi rispondendo ai nuovi bisogni dei donatori di sangue e la nuova autoemoteca donata all’Afds di Udine è una potenzialità che non ha confronti in altre regioni.

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In copertina, il labaro dell’Associazione friulana donatori di sangue.