“Capovolgere all’Infinito” all’ultimo step: oggi a Mortegliano si parla di Inclusione

Oltre tremila persone – dai bambini agli anziani – coinvolte attivamente su sei territori della regione Friuli Venezia Giulia (Fagagna, Lignano Sabbiadoro, Mortegliano, Pasian di Prato, Pozzuolo, Romans d’Isonzo), per dieci mesi, con un calendario di 60 iniziative, le più varie, realizzate per le comunità, ma soprattutto con le comunità, comprese oltre venti scuole. In occasione della conferenza stampa, ospitata dalla sede udinese della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mara Fabro, presidente di Damatrà Società Cooperativa Sociale Onlus, Claudia Cantarin, curatrice del percorso formativo, e Francesco Rossi, project manager, alla presenza di Alessia Rosolen, assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, hanno tracciato il bilancio di “Capovolgere all’Infinito”, ma anche presentato il ciclo di sei conferenze in programma da oggi, 21 ottobre, e nelle prossime settimane.

L’incontro in Regione a Udine.

Foto Alice Durigatto

NUMERI – È stato necessario partire dai numeri per rendere l’idea della complessità e delle molte sfumature di questo progetto che è nato dopo il Covid come percorso di scoperta e valorizzazione dei luoghi e delle persone che li vivono. «Il progetto Capovolgere all’Infinito – ha sottolineato Rossi – ha visto un network interrogarsi su come, in fase post-Covid, l’educazione possa uscire dagli ambiti più formali e coinvolgere la comunità con le modalità più diverse». Si tratta infatti di un progetto ambizioso e importante che è stato finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia (presidenza del Consiglio dei Ministri) nell’ambito del bando “Educare insieme”, e ha ricevuto anche il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini e il patrocinio del Comune di Fagagna e che vede Damatrà come capofila di una lunga cordata di partner e collaboratori. Insieme hanno lavorato unendo energie, idee e competenze per attivare numerosi laboratori, esperienze educative, formative e relazionali: mappe di comunità, laboratori di peer education (educazione tra pari) nelle scuole; di murales nei quartieri; di autocostruzione; di lettura; di narrazione; esplorazioni nella natura ma anche multimediali; percorsi di co-progettazione con i territori; feste di comunità; e un ciclo di conferenze che si svolgerà fra fine ottobre e i primi di novembre e andrà idealmente a chiudere un ciclo che è durato quasi un anno.

BILANCIO – A fare il punto su quanto fatto fin’ora, è stata Mara Fabro, la quale ha spiegato: «Abbiamo cominciato da Cjase di Catine (sede gestita proprio da Damatrà, a Villalta di Fagagna) che è stato un incubatore attraverso il quale capire come riattivare le comunità. Quanto realizzato lì, in parte è stato replicato sugli altri territori, che non abbiamo scelto a caso, ma in cui sappiamo esserci realtà che culturalmente, li presidiano». È emerso qualcosa di interessante. A prescindere dalle attività proposte, e dall’età delle persone coinvolte «la cosa migliore da fare è dare i contenuti e lasciarli maneggiare a chi in quel territorio vive, perché possa adattarli, come un vestito fatto su misura». I risultati sono stati positivi e il riscontro entusiasta: «Credo che il progetto abbia centrato l’obiettivo di rimettere in moto la comunità intorno a loro stesse e per questo bisogna sottolineare il grande intervento da parte delle associazioni, davvero attente ai territori in cui abitano».
«Nel corso di questi anni mi sono resa conto, ed è probabilmente anche uno dei punti di partenza da cui è nato questo progetto, che fino ad ora abbiamo pensato all’educazione come a qualcosa che avviene solo all’interno del sistema scolastico. Ma mai come durante il Covid e come sta avvenendo in questo periodo – ha sottolineato l’assessore Rosolen – ci stiamo rendendo conto che, in realtà, tutto il sistema educativo e formativo non esiste se non esistono i territori e le comunità. Comunità è una di quelle parole che fino a qualche anno fa sembrava una cosa limitativa, ma in realtà è la capacità di valorizzare e integrare, il che significa far avere a tutti le stesse possibilità e conoscenze, gli stessi punti di partenza. Vi ringrazio perché avete portato una visione diversa di educazione. Ritengo infatti che per educare un bambino sia importante il contesto nel quale cresce e le opportunità che gli vengono date a fare la differenza. Per questo grazie per quanto fatto e farete».

EDUCAZIONE – «Sono stati mesi impegnativi e coinvolgenti – ha proseguito Cantarin -, in cui abbiamo cercato di dare risposta a molte domande come: Cosa vuol dire essere una comunità educante? Cosa vuol dire lavorare per il benessere e la crescita di ragazze e ragazzi attraverso metodologie diverse da quelle formali? Perché è fondamentale creare delle reti territoriali forti? Capovolgere all’infinito ha provato a rispondere in sei modi diversi. Ora con gli incontri in programma, che affronteranno il tema della comunità educante attraverso l’inclusione, la creatività, il territorio, l’esplorazione, la danza e il gioco, cercheremo ulteriori spunti di riflessione».
«La Fondazione Pietro Pittini – ha spiegato poi Linda Carello – è felice di sostenere questo progetto che rientra nelle sue finalità istituzionali. “Capovolgere l’infinito” infatti si muove in continuità con il nostro programma “didattica 4.0” che ha lo scopo di rafforzare le conoscenze e competenze degli insegnanti e della comunità educante nel suo complesso per garantire ai bambini un apprendimento innovativo, efficace e al passo con le più nuove evidenze pedagogiche. “Capovolgere l’Infinito” si muove in questa direzione proponendo occasioni di stimolo e apprendimento su tematiche che sono oggi più che mai centrali per i ragazzi. Damatrà si conferma un’importante realtà del nostro territorio per il mondo dell’infanzia e adolescenza, con proposte (ludiche, di intrattenimento e formative) sempre nuove e coinvolgenti per bambini e ragazzi».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il vicesindaco di Fagagna, Sandro Bello, che portando i saluti dell’Amministrazione ha sottolineato quanto sia importante, oggi, avere la possibilità di fermarsi, rivolgere lo sguardo anche a ciò che è stato, e andare a fondo di un concetto tanto importante come quello dell’educazione, coinvolgendo soprattutto i più giovani.

DOMANI – «Quest’esperienza che ci ha mostrato quanto sia necessario e importante che continui a esserci, sul territorio, un presidio in cui i tanti soggetti che operano nell’ambito formativo, continuino a domandarsi come si può innovare, che cosa questo voglia dire. Cosa significhi fare formazione, educazione, comunità. Per cui – ha chiuso Rossi – con questo ciclo di conferenze vorremmo anche aprire una strada che rappresenti un’ideale prosecuzione del progetto e che anche in futuro possa continuare a offrire questo spazio di riflessione che riteniamo fondamentale per il territorio».

INCONTRI – Si comincerà dunque oggi, a Mortegliano (aula magna delle scuole medie, alle 18) con “Comunità educante è INCLUSIONE”, incontro con Franco Santamaria, già docente di area pedagogica all’Università di Trieste. Esperto di politiche giovanili. Il secondo appuntamento si terrà sabato 29 ottobre a Lignano Sabbiadoro (Terrazza a Mare, alle 15). Il workshop “Comunità educante è CREATIVITÀ” sarà condotto da Le Gang Creatif, del progetto di Intercultura. Venerdì 4 novembre a Romans d’Isonzo, (sala Candussi Pasiani, dalle 18) sarà la volta di “Comunità educante è TERRITORIO”, un incontro con Carlo Tamanini e Giorgio Camuffo, coordinatore dell’area educazione-mediazione del Mart (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) il primo; grafico e art director, professore ordinario di comunicazione visiva all’Università di Bolzano, il secondo. Al CAG di Pasian di Prato (dalle 15) sabato 12 novembre si svolgerà il workshop con Gruppo Immagine “Comunità educante è ESPLORAZIONE”. Gruppo Immagine è un’associazione di Trieste accreditata al MIUR per la formazione in ambito artistico, che dal 1987 propone laboratori secondo la metodologia “giocare con l’arte”. Sabato 19 novembre ci si sposterà a Pozzuolo del Friuli, al palazzetto dello Sport (dalle 15) per “Comunità educante è DANZA”, workshop di Monica Francia con il metodo CorpoGiochi®, un esperimento strutturato di trasmissione della danza che parte da una concezione politica del corpo e del suo potere di trasformazione e cambiamento. L’ultimo appuntamento di conferenze targate Capovolgere all’Infinito si terrà invece a Fagagna, a Cjase di Catine (dalle 18) venerdì 25 novembre, dove si parlerà di “Comunità educante è GIOCO”, un incontro con Roberto Papetti, uno dei più famosi mastri giocattolai italiani.

PROGETTO – Capovolgere all’infinito è stato dunque un percorso di scoperta e valorizzazione di ogni luogo e delle persone che lo vivono. Ma anche una scoperta per le persone stesse che abitano questi territori, a volte considerati periferici, ma che possono essere portatori di nuove centralità, rovesciando punti di vista consolidati per aprirsi in maniera creativa al cambiamento. Lasciarsi capovolgere all’infinito. Un progetto promosso da Damatrà e realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia nell’ambito del bando “Educare insieme” (Presidenza del Consiglio dei Ministri), il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, e con il patrocinio del Comune di Fagagna, in collaborazione con: Murice Società Cooperativa Sociale, APS Minoranza Creativa, O.I.Ko.S onlus, Istituto Statale d’Istruzione secondaria superiore “E. Mattei”, Istituto comprensivo di Pozzuolo del Friuli, Wild Routes APS, Puntozero Società Cooperativa e Associazione Menti Libere.

—^—

In copertina, un’immagine di Mortegliano dove oggi si terrà il primo degli incontri.

 

“AlienAzioni”, domani sera a Gorizia la triste esperienza di Laura Roveri

Prosegue con un doppio appuntamento domani e sabato, a Gorizia, la quinta edizione di “AlienAzioni” il festival multidisciplinare organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli che esplora anche quest’anno i molteplici aspetti della follia e del disagio declinato in molte forme e narrato attraverso incontri, dibattiti, eventi di prosa e musica.
Attesa domani, 21 ottobre, al Kinemax alle 20.45 la presenza di Laura Roveri, giovane donna sopravvissuta otto fa ad un tentato femminicidio che adesso fa della sua drammatica esperienza motivo di impegno a favore di tutte le donne attraverso un’opera di divulgazione sul tema della violenza di genere e l’educazione affettiva con incontri, dibattiti e una costante presenza nelle scuole. Martoriata nel 2014 dall’ex compagno che le inferse 16 coltellate, Laura Roveri è viva per miracolo e da allora è una testimonial della lotta alla violenza sulle donne. «Ho avuto una seconda occasione, mi sono detta che non dovevo sprecarla», spiega la stessa Roveri. Il suo è un caso tristemente noto: un millimetro e otto tra la carotide e la lesione che l’ha quasi uccisa, questo è lo spazio che le ha consentito di sopravvivere dopo due mesi di prognosi riservata e diversi interventi. «Credo che la mia storia sia un punto di partenza interessante perché io, a differenza di tante altre donne, ho la possibilità di parlarne – prosegue Laura Roveri – e ho la possibilità di dire che il destino non è scritto quando c’è un tentativo di violenza. Noi non dobbiamo vergognarci, ma dobbiamo interrogarci sul perché di questa violenza». Accanto a lei sul palco nell’incontro pubblico ad ingresso libero realizzato in collaborazione con Sos Rosa di Gorizia, la psicoterapeuta Astrid Devetti e la giornalista Patrizia Artico.
Sabato, invece, al Kulturni Dom (alle 20.45) il festival propone lo spettacolo teatrale “Il raccolto”, della compagnia “I cattivi di cuore”. Premiato in numerosi festival nazionali, il testo di Giorgia Brusco, vincitore del premio Antonio Conti 2019, non fa sconti nel costruire un duro affresco umano e sociale, capace di attraversare temi di stretta attualità, come l’assistenza agli anziani, l’eutanasia e la libertà individuale. Nel ritratto livido e aspro di una famiglia in cui prevale l’egoismo e la cattiveria dei personaggi, si respira il clima di una resa dei conti implacabile fra due sorelle. La regia è firmata da Gino Brusco.
AlienAzioni prosegue fino alla fine di novembre con ospiti, omaggi ed eventi spettacolari. Attesa la partecipazione di numerosi esperti, anche volti noti di programmi televisivi, come l’infettivologo Matteo Bassetti, l’economista Giulio Sapelli, il filosofo Marcello Veneziani e la criminologa Roberta Bruzzone.

Prevendite alla Libreria LEG di Gorizia (interi € 13,00, ridotti € 11,00, under 25 € 9,00).

—^—

In copertina, Laura Roveri che domani sera racconterà la sua storia al Kinemax.

 

La Cea ora anche a Pasian di Prato dimostrando l’attrattività del Fvg

Innovare, crescere, guardare al futuro. È nel solco di questi obiettivi che Cea – Cooperativa Edile Appennino, realtà di primo piano nel settore edile, della manutenzione delle reti pubbliche, della gestione e manutenzione di dighe e bacini con quartier generale a Bologna, ha tagliato ieri mattina il nastro della propria nuova sede a Pasian di Prato, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, del mondo dell’economia e di Confcooperative Fvg. I 70 dipendenti già operativi sul territorio potranno contare, fin d’ora, su un moderno punto di riferimento nel cuore produttivo della regione che sarà perno delle strategie di sviluppo nazionale e internazionale di Cea.

Il tradizionale taglio del nastro.

«Il rinnovamento è nel Dna di Cea – ha commentato il presidente Marco Marchi -: la nostra sede storica si trova a Monghidoro, nell’Appennino bolognese, dove sono ben piantate le nostre radici e da cui provengono tanti nostri dipendenti, ma per rispondere alle esigenze di una realtà in costante espansione come Cea avevamo bisogno di allargare i nostri orizzonti. Abbiamo scelto di puntare su un territorio dinamico, con grande voglia di crescere guardando all’Europa. Non a caso il Friuli Venezia Giulia è la prima regione in Italia per utilizzo dei fondi europei: qui lavoro, spirito di iniziativa e qualità sono sinonimi. Operiamo in questa regione già da 10 anni e abbiamo avuto modo di apprezzare lo spirito di questa terra e la disponibilità delle istituzioni, del mondo di Confcooperative e del tessuto economico a confrontarsi e crescere insieme. Da qui si muoveranno i passi per il nostro futuro, continuando a presidiare con il quartier generale il nostro territorio d’origine quale è Bologna e l’Emilia-Romagna e al contempo intercettando nuove opportunità di sviluppo nel Nord Est del Paese».
«Se una azienda che è nata nella terra della cooperazione qual è l’Emilia Romagna decide di trasferire la sua sede legale in Friuli Venezia Giulia vuol dire che la nostra regione sta diventando sempre più attrattiva per nuove imprese. Questo segnale ci dice che ci stiamo muovendo nella giusta direzione, creando quel substrato in grado di far attecchire nuove realtà e che porta con se più occupazione e più benessere», gli ha fatto eco l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini in occasione della cerimonia di inaugurazione della sede legale della Cea, Cooperativa edile Appennino. «Compito delle istituzioni – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – deve essere quello di supportare il mondo economico, affinché sia in grado di creare nuovi posti di lavoro e quindi ricchezza. In questi anni, soprattutto in quelli più difficili della pandemia, abbiamo cercato di aprire sempre più le porte ai nuovi investitori che hanno deciso di scommettere sul Friuli Venezia Giulia per avviare la propria attività imprenditoriale, e allo stesso modo abbiamo cercato di sostenere quanti hanno voluto spostare la loro sede in questa Regione. La Cea è l’esempio emblematico dei risultati che questo cambio di passo sta portando. Se quindi un’importante azienda come quella bolognese si insedia qui da noi – ha concluso l’assessore regionale – ciò vuol dire che ci stiamo muovendo nella giusta direzione, grazie anche all’attività portata avanti in questo periodo dall’Agenzia regionale Lavoro & Sviluppoimpresa».

L’assessore regionale Bini.

«La cooperazione sta dimostrando, ancora una volta, la propria capacità di condurre investimenti significativi anche in un momento economico di incertezza. È un importante segnale di vitalità del movimento cooperativo del Friuli Venezia Giulia, a cui Cea si aggiunge apportando il valore di un’impresa solida e di riconosciuta professionalità”, sono poi le parole di Daniele Castagnaviz, presidente regionale di Confcooperative.
«L’insediamento di CEA nel nostro territorio costituisce un motivo di soddisfazione ma soprattutto di speranza di ulteriore sviluppo – ha aggiunto il sindaco Andrea Pozzo -: ogni attività economica che si stanzia sul territorio genera a sua volta altra economia. Cooperativa Edile Appennino è un’impresa forte e strutturata, ad alto contenuto tecnologico e molto orientata verso la transizione ecologica, e quindi il valore aggiunto è ancora maggiore. Insieme alla Idealservice e unitamente alle altre aziende produttive già in attività, con la Cea Pasian di Prato diventa ancora di più un territorio ad alto indice di occupazione, di cooperazione di strategie industriali, di orientamento al futuro, con particolare attenzione a quello green».

Per la cooperativa edile il legame con il Friuli Venezia Giulia si è radicato nel tempo: «Con la nuova sede consolidiamo una presenza di lungo corso in regione – spiega il direttore generale di Cea, Fabrizio Salomoni -: negli ultimi dieci anni Cea ha infatti collaborato, fra le altre, con Irisacqua per la realizzazione di nuove reti fognarie a Gorizia, con il Cafc per il primo lotto dell’ampliamento del depuratore di Lignano Sabbiadoro, con Acegas e con Poste Italiane per la manutenzione a livello regionale. A oggi, 70 dei nostri 450 dipendenti sono impegnati stabilmente in Friuli-Venezia Giulia ma stiamo pianificando un’ulteriore espansione delle nostre attività sia sul fronte del mercato regionale che a livello nazionale ed europeo. Inoltre è allo studio un progetto per gli istituti scolastici: vorremmo incontrare gli studenti riallacciare quel rapporto fra istruzione e mondo del lavoro che, nel tempo, si è perduto».
Alla cerimonia sono intervenuti anche il presidente del Consiglio regionale, Pier Mauro Zanin, e il sindaco di Monghidoro Barbara Panzacchi.

Player di primo piano nel settore edile, della manutenzione delle reti pubbliche, della gestione e manutenzione di dighe e bacini, dove esercita la sua attività anche a livello internazionale, CEA – Cooperativa Edile Appennino nasce nel 1982 a Monghidoro (BO) nel cuore dell’Appennino emiliano e attualmente opera in Italia e nel mondo dalle sedi di Pasian di Prato, Trieste, Bologna, Roma e dalle filiali in Romania, Libia e Libano. Oggi la cooperativa può contare su 450 dipendenti altamente specializzati e qualificati, un’attività ad elevata flessibilità organizzativa e una costante attenzione all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. Un’azienda che ha scelto di puntare sui giovani (che già oggi rappresentano il cuore della cooperativa e ne portano l’età media sotto i 40 anni), investendo nella formazione (come mostra anche la scuola di saldatura, una delle pochissime in Italia), premendo l’acceleratore sul fronte dell’innovazione che ha permesso a CEA di integrare tecnologie digitali all’avanguardia nei propri cantieri. Ma anche un’azienda con un cuore “green” che, negli anni, ha fortemente investito nell’economia circolare sviluppando un rivoluzionario sistema per il riciclo degli asfalti.

Per informazioni
Ufficio stampa CEA – Cooperativa Edile Appennino
Alessandro Pantani – Orma Comunicazione
Telefono 328.4183424
a.pantani@ormacomunicazione.it

—^—

In copertina, il presidente della Cea Marco Marchi ieri durante il suo saluto.

Al CrediFriuli grande successo per i controlli della prevenzione anti-ictus

Dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, CrediFriuli ha riproposto l’organizzazione delle due giornate di prevenzione dell’ictus, in collaborazione con l’Associazione Alice Fvg, riservate ai soci della banca. In tale occasione, grazie alla presenza di personale sanitario qualificato, è stato possibile effettuare il controllo gratuito della pressione e sottoporsi a un ecocolordoppler.
I controlli offrivano la possibilità di verificare il livello di rischio e di ricevere indicazioni in merito ai comportamenti più appropriati per la prevenzione di questa patologia che è la seconda causa di morte dopo le malattie ischemiche. In Italia l’ictus è responsabile del 10 per cento di tutti i decessi e rappresenta la prima causa di invalidità. Ogni anno, nel nostro Paese, si registrano circa 90 mila ricoveri dovuti all’ictus cerebrale. I principali fattori di rischio per questa patologia sono: la pressione arteriosa elevata, il fumo, l’obesità, un’età maggiore ai 45 anni e la familiarità con la malattia.
«L’iniziativa viene ripetuta poiché, nelle passate edizioni, ha trovato vasto riscontro tra i soci – spiega il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti -. Lo stesso è successo anche con le date di ottobre, con oltre 100 adesioni, che replicheremo a inizio 2023, a Udine, poiché, in poche ore, tutti i posti disponibili per i controlli sono andati esauriti».
Le due giornate dedicate alla prevenzione dell’ictus, si sono svolte presso le filiali CrediFriuli di Cervignano del Friuli e di Reana del Rojale.

 

Un nuovo edificio di edilizia popolare: oggi l’inaugurazione a Maniagolibero

Inaugurazione oggi, 18 ottobre, del nuovo edificio di edilizia popolare ubicato in via Mazzini 38, a Maniagolibero: un’immobile del Comune di Maniago che è stato recuperato da Ater Pordenone con un investimento di 310 mila euro tra contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e fondi propri. Al taglio del nastro interverranno il sindaco Umberto Scarabello e il presidente Ater, Giovanni Tassan Zanin.
L’immobile, prima dei lavori, ospitava un’abitazione monofamiliare da tempo abbandonata. Ora sono stati realizzati due alloggi di 66 metri quadri, di cui uno al piano terra predisposto anche per le persone con disabilità. Particolare attenzione è stata posta ai consumi energetici: l’edificio fa ampio uso di fonti rinnovabili ed è dotato di un sistema di riscaldamento costituito da una pompa di calore aria/acqua assistita da impianto fotovoltaico, nonché sono presenti i pannelli solari termici. La zona ha avuto anche un recente miglioramento urbanistico da parte del Comune con l’ampliamento della limitrofa via Carso all’innesto su via Mazzini, prima particolarmente angusto.
La nuova struttura amplia ulteriormente l’offerta di residenziale Ater a Maniago, che è già una delle realtà con più alloggi in provincia di Pordenone (182).

 

—^—

In copertina e all’interno ecco due immagini dell’edificio ristrutturato a Maniagolibero.

“AlienAzioni”, oggi al Kinemax di Gorizia tre protagonisti della Beat Generation

Dopo l’avvio di sabato, con un incontro-concerto, sulle ultime ore di una delle più grandi cantanti di tutti i tempi, “The Voice” Whitney Houston, prosegue nella serata odierna, 17 ottobre, la quinta edizione di “AlienAzioni” il festival multidisciplinare organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli che esplora anche quest’anno i molteplici aspetti della follia e del disagio declinato in molte forme – tra quello personale e psichico e il disagio sociale – narrato attraverso incontri, dibattiti, eventi di prosa e musica.
Questo secondo appuntamento, in programma alle 20.45 al Kinemax di Gorizia, è ancora dedicato alle grandi personalità che hanno visto le loro vite segnate da momenti di rottura, vite per così dire “irregolari”, al limite. In programma una serata in ricordo di tre autori legati alla Beat Generation: Jack Kerouac, nel centenario della nascita, Allen Ginsberg e William S. Burroughs, a 25 anni dalla scomparsa. Sul palco dello spettacolo firmato da Giorgio Latini, le voci di Ottavia Bianchi, Marius Bizau e Giulia Nervi, con l’accompagnamento alla chitarra di Giacomo Ronconi.
Lo spettacolo ripercorre il periodo tra la fine degli anni 50 e il 1969: quel decennio di musica – in cui si inserisce anche l’incontro tra Jack Kerouack e Allen Ginsberg e culminerà nel 1951 con la scrittura del libro cult “On the road” – che è stata la colonna sonora di grandi cambiamenti. Giorgio Latini farà da contrappunto, narrando gli eventi più suggestivi accaduti in quegli anni ormai mitici e mai dimenticati: un’intensa lettura-concerto che racconta quel movimento che poi verrà chiamato, appunto, “Beat Generation”.
Il festival AlienAzioni proseguirà fino alla fine di novembre con numerosi ospiti, omaggi ed eventi spettacolari. Attesa la partecipazione di numerosi esperti, volti noti di programmi televisivi, come l’infettivologo Matteo Bassetti, l’economista Giulio Sapelli, il filosofo Marcello Veneziani e la criminologa Roberta Bruzzone.

Jack Kerouac

—^—

In copertina, gli interpreti della Beat Generation che sarà rivissuta questa sera.

Tumore al seno, la Lilt Udine insiste: prevenzione migliore amica delle donne

“Prevenzione: la migliore amica di ogni donna” è il claim che lancia con un sorriso la conduttrice televisiva e radiofonica Francesca Fialdini, il “volto 2022” per la Campagna nazionale Nastro Rosa “Lilt for Women”, che dal 1992 si svolge puntualmente in ottobre, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute, per sensibilizzare la popolazione sul tema della prevenzione dei tumori femminili. Lo slogan vuole ricordare e ribadire l’importanza dei controlli periodici, dell’autopalpazione e delle indagini diagnostico-strumentali sin da giovani, con l’ambizione di raggiungere, nel giro di pochi anni, la mortalità zero per carcinoma alla mammella. Per tale ragione, per tutto il mese, la Lilt Udine intensificherà le visite gratuite al seno non strumentali, che peraltro svolge per tutto l’anno, permettendo così di evitare tempi di attesa nonché di ricevere informazioni, consigli e opuscoli dedicati.

Un momento della conferenza stampa nella sede della Regione di via Sabbadini, a Udine; da destra Pucciarelli, Aviani, Zanin e Arpino

Quella del tumore al seno è una problematica che colpisce sempre più donne nel nostro Paese e registra un aumento dell’incidenza anche nella fascia di età 30/35 anni, con una importante percentuale di mortalità tra le donne al di sotto dei 50 anni. «Con circa 60 mila nuovi casi stimati per il 2022 il cancro al seno è il big killer numero uno, rappresentando quasi il 30% di tutte le neoplasie – spiega il professor Francesco Schittulli, senologo-chirurgo oncologo e presidente della Lilt -. Trent’anni fa la metà delle donne con un tumore al seno operato moriva. Oggi la sopravvivenza a 10 anni supera ampiamente l’80%. Il merito è degli operatori sanitari, del crescente ruolo della prevenzione secondaria grazie a diagnosi sempre più precoci, della ricerca e anche dell’impegno, quotidiano e capillare, della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che, da 100 anni, promuove la cultura della prevenzione come metodo di vita».
Se diagnosticato precocemente, il cancro al seno è potenzialmente del tutto guaribile: la probabilità di guarigione per tumori che misurano meno di un centimetro è infatti di oltre il 90%. Un tema più volte ribadito, in questi mesi, anche dal presidente dell’Associazione provinciale di Udine della Lilt, ingegner Giorgio Arpino: “Gli ambulatori della nostra sede sono aperti in continuità tutto l’anno, nel rispetto dei più rigorosi protocolli, anche anti-Covid, e i nostri medici volontari sono a disposizione per le visite, tutte gratuite; nulla deve farci abbassare la guardia nella lotta ai tumori. Non solo a quelli femminili”. Va ricordato che la prevenzione è la prima arma da usare in questa lotta.

«Il tumore al seno è una brutta bestia che in Italia continua a colpire ogni anno circa 55mila donne. E nel 2022 si stimano 5mila casi in più a livello nazionale a causa della pandemia che ha ingolfato la macchina dei controlli. Ma di fronte a questo nemico aggressivo c’è un’arma potente che si chiama prevenzione. Un sistema di difesa ulteriormente affinato dalla Regione Fvg grazie alla scelta di anticipare lo screening mammografico, accessibile ora a partire dai 45 anni e non più solo dai 50». Sono questi i numeri più importanti emersi nel corso della presentazione dell’Ottobre rosa. «Come Regione avevamo assunto un impegno – ha ricordato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, durante la conferenza stampa nella sede di via Sabbadini a Udine – ed era quello di anticipare lo screening dai 50 ai 45 anni. Sono contento che questo risultato, per il quale mi ero impegnato personalmente parlandone con il vicegovernatore Riccardi e con il governatore Fedriga, sia stato centrato. E sono convinto che i maggiori costi legati all’attività di prevenzione saranno ampiamente compensati dai risultati, in termini di salute per le donne ma anche di costi successivi per il sistema sanitario regionale». Un concetto ribadito dallo stesso Arpino, che ha approfondito le ragioni della sollecitazione alla Regione sull’abbassamento dell’età dei controlli: «I medici – ha detto – si sono accorti che nelle donne tra i 45 e i 50 anni le positività attese erano molto più alte di quel che si pensasse. Tanto che come Lilt stiamo per avviare uno studio epidemiologico per mettere a fuoco proprio quella fascia di età. Siamo comunque convinti che curare dopo costi sempre di più rispetto a una diagnosi tempestiva, che permette alle donne di guarire nel 90 per cento dei casi».
È peraltro proprio quella dei giovani la nuova frontiera della lotta a questa patologia ricorrente, responsabile del 30 per cento dei casi di tumore nelle donne. Spaventa infatti, come ha ricordato il giornalista Bepi Pucciarelli che ha condotto i lavori, l’incidenza nelle persone giovani, tra i 30 e i 35 anni, con una mortalità che purtroppo in quella fascia di età rasenta il 50 per cento. È anche per questo che la Lilt continua a raccomandare a tutte le donne di aderire agli screening e di imparare la pratica dell’auto-palpazione, primo step di prevenzione come è stato ricordato oggi da Pierpaolo Ianes, consigliere Lilt e coordinatore del progetto-scuole avviato in Friuli ormai più di 15 anni fa.
Del resto, se la media di guarigione dal tumore al seno in Italia è del 67 per cento e in Friuli dell’88, significa che l’attività delle centinaia di volontari – equivalente in termini economici a 400-500mila euro di risparmio per la sanità pubblica, come ha ricordato ancora il presidente Arpino – consente di intercettare numerose situazioni. Anche grazie al lavoro degli ambulatori di via Francesco di Manzano a Udine, che offrono consulenze e visite gratuite.
L’impegno del Consiglio regionale a supporto della Lilt e sul tema della prevenzione è stato premiato con un riconoscimento consegnato al presidente Zanin: «Ne sono orgoglioso – ha commentato il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa – e per me a livello personale è come chiudere il cerchio perché in passato il tumore mi portò via una persona molto cara, a cui vorrei dedicare questo premio». Zanin ha poi paragonato l’attività della Lilt «all’armata delle Termopili, ai trecento che fermarono lo spietato esercito dell’Impero persiano. Sappiate che il Consiglio regionale sarà sempre al vostro fianco in questa battaglia».

Nel corso dell’incontro sono state presentate le diverse iniziative dell’Ottobre rosa: la vicepresidente Lilt, Sandra Dri, si è soffermata sui numeri della prevenzione, mentre Fulvio Bulfoni, presidente della Libertas Martignacco di pallavolo, ha raccontato la collaborazione tra l’associazione e il mondo dello sport. Giovanni Aviani Fulvio, presidente della delegazione friulana dell’Accademia del peperoncino, ha infine celebrato il felice “matrimonio” con la Lilt, una collaborazione che grazie al kit per realizzare un primo piatto all’arrabbiata ha permesso di raccogliere nelle precedenti edizioni 91mila euro di donazioni.
Il ricco calendario di appuntamenti – tra i quali anche la distribuzione del calendario Lilt Udine presentato da Daniela Romanini – culminerà in un convegno ospitato in sala Ajace il 5 novembre, centrato quest’anno sul tema “Dalla ricerca al prendersi cura”.

Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale, nella foto di gruppo con il presidente di Lilt, Giorgio Arpino (alla sua sinistra), e gli altri partecipanti all’incontro.

Ottobre Rosa e… Piccante – Ma l’ottobre della Lilt, oltre che rosa, da parecchi anni è anche piccante: dal 2017 è stato inserito nel programma il Peperoncino Day, organizzato insieme alla delegazione friulana dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Rispetto alla data ufficiale del 12 ottobre (giorno in cui negli Usa si festeggia il Columbus Day, in onore dello scopritore dell’America… senza il quale il peperoncino non sarebbe giunto nel Vecchio continente), l’iniziativa si è ampliata negli anni, con l’avvio delle attività anticipate a fine settembre. Già nelle giornate di sabato 8 e domenica 9 ottobre nel gazebo allestito a Udine in piazza San Giacomo e all’esterno di numerose parrocchie cittadine e della provincia è stato proposto al pubblico in cambio di un’offerta destinata alla Lilt un “kit” per realizzare “un primo piatto all’arrabbiata”: con pasta, pomodoro, olio d’oliva extravergine e peperoncino, è un piatto simbolo della Dieta mediterranea, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori. Quella del 2022 è la 20ma edizione del Peperoncino Day, le cui finalità sono riassunte nello slogan: “Un pizzico di Peperoncino nel cuore del Friuli – La nostra PASSIONE aiuta la lotta contro i Tumori”. Nelle precedenti edizioni sono stati raccolti complessivamente oltre 91 mila euro, tutti impiegati dalla Lilt per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori, per renderli sempre più moderni ed efficienti.

Calendario LILT Udine 2023 – L’ottobre rosa sarà anche l’occasione per presentare in anteprima il calendario LILT 2023, altra storica iniziativa dell’associazione friulana; dal titolo significativo: “Noi facciamo PREVENZIONE”, che è anche il messaggio che la Lilt da 100 anni diffonde con la specifica finalità di combattere la malattia oncologica, attraverso la promozione della prevenzione come corretto stile di vita. La scienza ci dice che i tumori sono la conseguenza di una degenerazione genetica, frutto di vari fattori, endogeni, come la modifica o rottura del Dna cellulare, ed esogeni, strettamente legati ai fattori ambientali ed allo “stile di vita”: la nostra salute è pertanto strettamente legata alla sua qualità, che deve puntare ad essere il più possibile “virtuosa” per contrastare gli eventuali fattori di rischio. I soggetti che animano i dodici mesi sono donne e uomini di varie età, a simboleggiare che tutti sono esposti al rischio della malattia. Il messaggio è che ciascuno, indistintamente, deve fare prevenzione e la Lilt vuole ricordarlo, con un volto e un messaggio, ogni mese!

Convegno LILT 2022 – “Lotta al Tumore – dalla ricerca al prendersi cura”. Questo il tema di quella che, anche nel 2022, più che un convegno, sarà una mattinata di studio che si svolgerà sabato 5 novembre, in Sala Ajace, grazie alla consuetà disponibilità dell’Amministrazione comunale. L’incontro è rivolto a pubblico comune, a professionisti e a volontari della prevenzione: il focus sarà molteplice, passando dalle prospettive nella farmacologia oncologica alla multidisciplinarietà ed integrazione dei trattamenti dei tumori maschili-femminili, agli aspetti psico-sociali che coinvolgono la rieducazione ed il recupero del “valore della persona” nell’ambito di un riequilibrio fisico e mentale sulla base di nuovi stili di vita, e di reinserimento nella famiglia e nella società con particolare riferimento al lavoro.

Sport e prevenzione – In tema di prevenzione non va dimenticata l’importanza di corretti stili di vita: tra questi, insieme ad una attenta dieta alimentare, ha un ruolo fondamentale l’attività fisica, che la Lilt Friulana persegue intensamente anche con Sedute personalizzate e dedicate a momenti post oncologici, nel proprio Centro di Prevenzione e Ascolto di via Francesco di Manzano. L’importanza della pratica sportiva è sottolineata dal gratificante abbinamento sportivo (con la presenza del logo Lilt sulle magliette delle atlete) con la società di Volley femminile di serie A Libertas Martignacco, reso possibile dalla convinta comprensione e disponibilità dei suoi dirigenti.

Patrocini e collaborazioni – Il programma “ottobre rosa” della Lilt si svolge con il patrocinio della Regione Fvg e della Presidenza del Consiglio Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della AsuiudD, di Federsanità – Anci. In particolare, il Peperoncino Day è reso possibile grazie al generoso contributo del Gruppo Despar ed al supporto della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino.

—^—

In copertina, il presidente del Consiglio regionale Zanin con Aviani  e Arpino.

 

 

Caro bollette, l’Ater Pordenone al lavoro per poter ridurre i consumi energetici

Si muove in anticipo rispetto all’aumento dei costi energetici l’Ater Pordenone: per prevenire il più possibile future bollette shock ai locatari dei propri immobili, l’Azienda interverrà sugli impianti termici centralizzati, ove presenti, riducendo le temperature e gli orari di funzionamento in linea con le disposizioni del Ministero della Transizione Ecologica e con le indicazioni della Commissione Europea. Non solo: in un’ottica di costi energetici che potrebbero ulteriormente aumentare, viene suggerito agli assegnatari di valutare ulteriori riduzioni volontarie. «Abbiamo ritenuto doveroso agire tempestivamente per tutelare i nostri locatari – ha affermato il presidente ingegner Giovanni Tassan Zanin – visto che compiere il nostro scopo istituzionale di garantire una casa a chi ne ha bisogno passa anche attraverso queste scelte. Stiamo dando comunicazione della decisione in modo che le famiglie possano organizzarsi in vista dell’inverno. I sacrifici costano, non lo neghiamo, ma se fatti insieme e con scelte condivise e prudenziali, si potrà cercare di non lasciare nessuno indietro».
La stima di prezzi in rialzo arriva dall’analisi delle bollette precedenti. «I conguagli relativi alla scorsa stagione fredda – aggiunge il direttore di Ater Pordenone, ingegner Lorenzo Puzzi – che stiamo emettendo in questi giorni per i locatari interessati ci ha permesso di fare delle previsioni in vista dei prossimi mesi. Per questo, per rendere le bollette il meno penalizzanti possibile, abbiamo deciso di intervenire sugli impianti centralizzati. Sarà fondamentale che anche le singole famiglie, di comune accordo, prevedano ulteriori forme di risparmio. Nel frattempo noi saremo al loro fianco».
Il tutto senza dimenticare che Ater Pordenone sta lavorando anche per il futuro. «Siamo pronti a investire – ha concluso il presidente Tassan Zanin – oltre 11 milioni di euro derivanti dal Pnrr per rendere più moderni ed efficienti dal punto di vista energetico e ambientale 164 alloggi che hanno oltre 30 anni di vita. Inoltre, su 940 alloggi sono previsti i cantieri del Superbonus 110%. Lavori che avranno anche un effetto benefico sulla spesa energetica delle famiglie locatarie, le quali grazie ad alloggi più efficienti potranno contare su consumi minori e conseguenti bollette più leggere».

Nei 3832 alloggi gestiti da Ater Pordenone vivono oltre 8 mila persone, per il 91% di nazionalità italiana. Il 60% degli alloggi sono assegnati a persone che hanno un reddito Isee tra zero e 10 mila euro, un dato che evidenzia come l’Ater Pordenone dia un bene primario come la casa a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire un’abitazione sul mercato privato. Tra questi soprattutto gli over 65, anziani che rappresentano il 41% degli intestatari.  Tra i Comuni con il maggior numero di alloggi attualmente, oltre al capoluogo Pordenone con 1307, ci sono Azzano Decimo (111), Casarsa della Delizia (151), Cordenons (151), Fiume Veneto (109), Fontanafredda (1339), Maniago (182), Porcia (125), Sacile (245), San Vito al Tagliamento (293), Spilimbergo (141).

—^—

In copertina, il presidente Giovanni Tassan Zanin e qui la sede dell’Ater Pordenone.

 

“AlienAzioni” al via a Monfalcone esplorando gli aspetti del disagio

Con un incontro-concerto, tra racconti, suoni e visioni, dal titolo “La principessa e lo scroccone: le ultime ore di Whitney Houston” si apre oggi, 15 ottobre, al Centro Giovani di Monfalcone (ore 20.45, ingresso libero) la quinta edizione di “AlienAzioni” il festival multidisciplinare organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli che esplora anche quest’anno i molteplici aspetti della follia e del disagio declinato in forme diverse – tra quello personale e psichico e il disagio sociale – narrato attraverso incontri, dibattiti, eventi di prosa e musica.
Si parte con il primo degli appuntamenti dedicati a grandi personalità per così dire “irregolari” della nostra storia, la cui vita “al limite” è stata attraversata da momenti di rottura e disagio. Questa prima serata a cura di una grande firma della divulgazione musicale come Ezio Guaitamacchi, si apre sul 10° anniversario della morte di una delle voci più grandi di tutti i tempi, Whitney Houston. Ad affiancare Guaitamacchi in questo viaggio nelle sonorità e nella vita di quella che universalmente è stata definita come “The Voice” – che si è tragicamente conclusa la notte dell’11 febbraio 2012 a Beverly Hills dopo anni di dipendenza dalle droghe – la poliedrica e talentuosa cantante nippo-italiana Kumi Watanabe e il pianista Carmelo Di Girolamo.

Sempre alle grandi personalità è dedicato il secondo evento in cartellone, quello di lunedì 17 ottobre al Kinemax di Gorizia (ore 20.45) con una serata in ricordo di tre autori legati alla Beat Generation: Jack Kerouac, nel centenario della morte, ma anche Allen Ginsberg e William S. Burroughs, a 25 anni dalla scomparsa. Sul placo le voci di Ottavia Bianchi, Marius Bizau e Giulia Nervi e l’accompagnamento alla chitarra di Giacomo Ronconi. Il festival proseguirà fino alla fine di novembre con numerosi ospiti, omaggi ed eventi spettacolari. Troveranno spazio il centenario della nascita di Margherita Hack (con uno spettacolo firmato da Diana Höbel) e il 50° della scomparsa di un grande poeta quale Ezra Pound, oltre a soffermarsi sul centenario per eccellenza di quest’anno, la nascita di Pier Paolo Pasolini, e un doveroso omaggio a Federico Tavan, con il recital firmato da Alessandro Mezzena Lona. La manifestazione poserà il suo sguardo anche sul mondo del cinema con uno spettacolo che incrocerà il 60° anniversario della scomparsa di Marilyn Monroe e il 40° di quelle di Romy Schneider e Grace Kelly.

La kermesse presenterà anche a temi grade attualità con appuntamenti dedicati alla violenza di genere, al Covid, alla crisi russo-ucraino e ai difficoltà economiche del momento. Questo grazie alla partecipazione di esperti e volti noti di tanti programmi televisivi, come l’infettivologo Matteo Bassetti, l’economista Giulio Sapelli, il filosofo Marcello Veneziani e la criminologa Roberta Bruzzone.
La quinta edizione di AlienAzioni è realizzata con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo e del Comune di Gorizia.

—^—

In copertina, Whitney Houston alla quale è dedicata la prima serata di Monfalcone.

 

A Vedronza Domenico e Livia ricordano quel sì di 50 anni fa a Sella Carnizza

(g.l.) Grande festa oggi in una famiglia di Vedronza. I coniugi Domenico Muchino e Livia Clemente celebrano, infatti, 50 anni di vita insieme, ricordando quel sì pronunciato nel lontano 1972 nella storica chiesetta di Sant’Anna a Sella Carnizza, in Val Resia. Una lunga vita a due contrassegnata da inevitabili difficoltà, ma anche da momenti felici che la coppia dell’Alta Val Torre ha condiviso con gioia. L’ambito traguardo del mezzo secolo di matrimonio sarà festeggiato assieme al figlio e ai parenti più cari.
Della stessa Vedronza è Domenico, mentre la sua Livia è originaria di Uccea, piccola frazione del Comune Resia, ma che all’epoca faceva parte di quello di Lusevera. E per coronare il loro sogno d’amore i giovani sposi scelsero proprio la chiesetta situata nella suggestiva località montana, a 1100 metri di quota. Quel rito fu un vero e proprio evento per la valle, visto che in Sant’Anna non si celebrava un matrimonio da ben due secoli e mezzo. Per cui anche questo è un motivo in più oggi per festeggiare le nozze d’oro. Agli sposi le congratulazioni e gli auguri anche da parte di 2017-26.friulivg.it.

—^—

In copertina, i coniugi Muchino, Livia e Domenico,  e qui sopra l’articolo che cinquant’anni fa ricordava il loro matrimonio a Sella Carnizza nella chiesetta di Sant’Anna.