Anche i negozi di vicinato in difficoltà: cooperative piegate dal caro-energia

I bilanci delle piccole cooperative di consumo sono a rischio, stretti fra l’incremento dei costi energetici e di quelli all’ingrosso di molti prodotti, da un lato, e un significativo calo dei consumi, dall’altro. L’allarme viene da Confcooperative Alpe Adria che associa 14 “negozi di vicinato” in provincia di Udine. Il calo dei consumi previsto nel 2022, indicano i dati monitorati dall’Associazione, potrebbe essere attorno al 7 per cento: «Se unito all’aumento dei costi fissi sopportati dalle piccole cooperative di consumatori, si tratta di un fenomeno estremamente negativo a carico di imprese che hanno anche una primaria funzione sociale, perché erogano un servizio fondamentale in tante comunità del nostro territorio», sottolinea Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.


Qualche esempio. Il costo dell’energia elettrica, per la Cooperativa di Consumo di Premariacco (1.500 soci e 11,5 milioni di euro di fatturato nel 2021), è aumentato del 92,3 per cento nel primo semestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Il costo per kWh, da agosto 2021 ad agosto 2022, è cresciuto del 205 per cento. Il gas è aumentato, in un anno, del 189 per cento. «Stiamo adottando contromisure come la chiusura di alcune isole frigo, e stiamo lavorando per espandere l’autoproduzione aggiungendo un nuovo impianto fotovoltaico da 200 kW a quello, più piccolo, già esistente, ma si tratta di investimenti che scontano iter autorizzativi lunghi a cui, ora, si aggiungono anche interminabili tempi di attesa per la consegna dei materiali e la loro messa in opera», racconta Gianni Saccavini, presidente della cooperativa.
«Per noi il prezzo dell’energia è ormai diventato pari, come voce di costo, al personale: una situazione che non avevamo mai vissuto», aggiunge preoccupata Sonia Bartesaghi, presidente della Cooperativa Santa Maria Assunta di Forni di Sopra. I consumi, per loro, sono calati a settembre del 4,76 per cento rispetto allo stesso mese del 2021: «I consumatori – osserva – risparmiano perché anche loro devono far fronte al caro bollette».
Un quadro confermato da Maurizio Giorgiutti, della Cooperativa di consumo di Savorgnano del Torre: «Possiamo stimare il calo dei consumi nell’ordine del 10 per cento, mentre l’aumento dei costi energetici è tale che, ad esempio, nei due mesi di luglio e agosto 2022 abbiamo speso per l’energia quanto 8 mesi del 2021. Inoltre, continuano i problemi di approvvigionamento su alcuni prodotti che sono iniziati dopo lo scoppio della guerra, e solo in alcuni casi, come gli oli, sono tornati alla normalità».
Non è infrequente il caso, raccontano dalle cooperative, di aziende che comunicano l’impossibilità a consegnare i quantitativi richiesti o, addirittura, annunciano la chiusura di alcune linee produttive a causa degli elevati costi energetici causando la difficoltà a reperire alcuni prodotti sugli scaffali. «Stimiamo l’aumento dei prezzi di approvvigionamento nel settore alimentare nell’ordine del 10 per cento che, ovviamente, in un momento di crisi, non possono essere riversati sui listini se non in minima parte, e questo comporta un impatto drammatico sui conti delle nostre aziende», conclude Saccavini.

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In copertina, la Cooperativa di consumo di Savorgnano al Torre; all’interno, quella di Premariacco.

 

“Sapori del Carso”, domenica escursione italo-slovena tra Grozzana e il monte Goli

Per la manifestazione “Sapori del Carso”, domenica 30 ottobre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 l’escursione transfrontaliera italo-slovena “Tra Grozzana e il monte Goli”. Un percorso attraverso vari ambienti: la landa carsica, la fertile vallata del Krasno Polje di Grozzana, e poi tra i boschi di carpini bianchi e faggi del monte Goli, resi più affascinanti dai colori autunnali delle foglie. Un itinerario ad anello di 7 chilometri, su dislivello di circa 150 metri.
Ritrovo alle ore 9.10 davanti alla Chiesa di Pesek. Dopo l’uscita possibilità di pasti nei ristoranti tipici di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10 per cento, valido fino al 13 novembre. Quote di partecipazione: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni.
Seguirà domenica 6 novembre, dalle 9.30 alle 13, l’escursione transfrontaliera “Da Zolla al monte Orsario”, con un ampio panorama sul Carso. Ritrovo alle 9.10, alla fermata del bus numero 42 a Zolla, all’imbocco del bivio per il Santuario.


È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it
Iniziativa in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.

In copertina e all’interno: alcuni escursionisti sul Carso, un bel bosco di latifoglie e il monte Cocusso.

 

“Il governo delle donne”, oggi a Trieste il nuovo libro di Fabiana Martini

Nemmeno un secolo è trascorso dalla prima consultazione elettorale che in Italia ha concesso alle donne di votare assieme agli uomini, per l’esattezza sono passati 76 anni, e con lo stesso decreto contestualmente era stata ammessa l’eleggibilità delle donne, sino ad allora totalmente fuori gioco dalla vita politica e quindi dalle decisioni su qualsiasi aspetto legato alla vita del proprio Paese. Qualcosa è cambiato, da allora? Parecchio, per fortuna, ma a tutt’oggi in Italia solo il 15% delle città sono guidate da donne. E nessuna di questa città ha più di 200 mila abitanti. Lo racconta “Il governo delle donne – Viaggio tra le amministrazioni locali italiane”, il nuovo libro della giornalista triestina Fabiana Martini, prima donna direttrice di una testata cattolica in Italia, primo vicesindaco donna del Comune di Trieste.


Pubblicato dall’editrice Vita Activa Nuova (pagine 240, euro 15, in uscita in questi giorni), il libro traccia un’accurata analisi sul campo della situazione del Governo del territorio, in Italia, attraverso lo specchio visuale della questione di genere. Da Nord a Sud, donne amministratrici con le loro storie, le loro vite, le loro famiglie, le loro piccole grandi responsabilità quotidiane, a tu per tu con il governo della propria città.
Introdotto dalla prefazione di Daniela Brogi e glossato dalla postfazione di Marco Damilano, arricchito da un’illustrazione di Anarkikka, il libro sarà presentato in anteprima assoluta oggi 25 ottobre, alle 18.15, al Circolo della Stampa di Trieste, proprio nei giorni in cui esordisce in Italia il primo Governo nazionale guidato da una donna, con una rappresentanza però solo del 25% circa di donne ministro. Con l’autrice, Fabiana Martini, converserà la giornalista Paola Bolis del quotidiano Il Piccolo: uno dei pochissimi, in Italia, guidato da una donna, la giornalista Roberta Giani.
«Molti soffitti di cristallo sono stati rotti – spiega Fabiana Martini – e una donna nel frattempo è andata nello spazio, ma il potere resta saldamente in mano agli uomini, che fanno incetta di spazi e non hanno alcuna intenzione di lasciarli, quelli più importanti in particolare: non è un caso che in nessun Comune superiore ai 200 mila abitanti ci sia in questo momento una sindaca». Che cos’è, dunque, che ostacola la partecipazione femminile al governo dei territori? In un viaggio che è partito da Muggia e ha toccato tutte le regioni italiane Fabiana Martini lo ha chiesto a 21 amministratrici locali, tante quante le Costituenti, con la speranza che la politica si renda conto di quante Ferrari sta lasciando in garage, di quanto più veloce potrebbe correre il nostro Paese se utilizzasse tutte le risorse a disposizione e non solo la metà.

L’ingresso all’incontro è libero, info: info@vaneditrice.it

 

A Casarsa piace la canzone scritta con Anzovino per la sicurezza sul lavoro

Ha già superato le 600 visualizzazioni su YouTube il brano “Può bastare un attimo”, realizzato da ragazze e ragazzi del Progetto giovani della Città di Casarsa della Delizia per sensibilizzare e promuovere la tematica della sicurezza sui luoghi di lavoro. Si tratta di un buon numero di visualizzazioni per una produzione locale, nata grazie al laboratorio curato da Marco Anzovino, noto autore e musicoterapeuta assieme all’Anmil Pordenone, presieduta da Amedeo Bozzer, che l’ha voluta come inno della propria 72a Giornata in ricordo delle vittime degli incidenti sul lavoro.
«La sfida era grande – afferma Manola Bellinato, consigliere comunale delegato alle Politiche giovanili – ovvero parlare di un argomento tanto ostile e così apparentemente lontano dal mondo giovanile. La creatività dei nostri ragazzi, sapientemente stimolata da Marco Anzovino, ha dato vita a questo piccolo gioiello musicale, che fa riflettere sempre più a ogni ascolto. Un’emozione che arriva al cuore e che premia un linguaggio vero e autentico: si può parlare di morti sul lavoro, evocando la vita e le emozioni positive. Assieme al sindaco Claudio Colussi, che ha seguito da vicino l’iniziativa con me e gli educatori del Progetto giovani, spero che questo strumento trovi una rappresentazione quanto più capillare, per arrivare al cuore di molti, ma soprattutto di chi si deve confrontare quotidianamente con i rischi del proprio luogo di lavoro».
Soddisfatto anche l’autore della canzone. «Con un linguaggio delicato – aggiunge Anzovino – si parla di morti sul lavoro e di quell’attimo che cambia le vite, un messaggio così naturale ed autentico che diventa dirompente nella sua semplicità e verità, che emoziona ed arriva dritto al cuore di chi ascolta».
La canzone è stata scritta ed interpretata da Jorida Jaupi, Lisa Bozzetto, Lorenzo Sabot, Marco Francescutti, Marta Del Rizzo, Maureen Salifu, Nevena Gaddi, Sara Trevisan, Veronica Roca. Con Marco Anzovino ha curato il laboratorio Sara Busetto. Coinvolti gli educatori Elisa, Fabio, Giorgia e Michele che hanno accompagnato i ragazzi del Progetto Giovani nella riflessione, nonché Francesco Guazzoni, Alessandro Pasian, Matteo Pavanello che hanno realizzato il video e Massimo Rispoli che ha curato il mixaggio.
«Quest’esperienza mi ha colpito molto poiché le parole che abbiamo scelto hanno creato una canzone che mi ha fatto provare diverse emozioni come ad esempio commozione, felicità, orgoglio e speranza di un cambiamento che spero avvenga molto presto», sottolinea Jorida, mentre Nevena aggiunge che «è stato molto emozionante vedere il video finito e, nonostante non ci conoscessimo tra di noi, si è creato un bel clima». Per Marta la canzone è stata d’aiuto in quanto «”mi ha fatto riflettere su me stessa: è stata una sfida per me, perché non ho esperienze in questo ambito». «È stata per me – racconta Marco – un’esperienza meravigliosa per le amicizie spontanee sorte quasi istantaneamente, per le risate più inopportune, e per le bellissime emozioni in cui navigano i ricordi che abbiamo costruito», mentre Lorenzo aggiunge che «per me la musica è condivisione non solamente di pensieri, ma anche di emozioni: questo progetto ha permesso di realizzare perfettamente entrambe». Infine, Veronica rimarca che «la musica ha la capacità di sintetizzare concetti importanti, come gli incidenti sul lavoro, concentrandoli in tre minuti di parole, voci e suoni», mentre Lisa dice di aver trovato «una sintonia nuova, eravamo tutti uguali intorno a quel tavolo e per questo ognuno fa parte di questa canzone».

Open day per provare
il servizio Piedibus

Una giornata per provare il servizio Piedibus e scoprire come possa aiutare il benessere dei bimbi grazie al movimento e far bene all’ambiente togliendo automobili dalle strade cittadine: l’assessorato all’istruzione della Città di Casarsa della Delizia, nel quadro di riattivazione del servizio dopo la fase acuta della pandemia, sta studiando un “open day” in cui le famiglie in maniera gratuita possano provare il Piedibus nel tragitto casa-scuola. Le adesioni da parte delle famiglie stesse sono quindi aperte. Il tutto assieme all’Istituto Scolastico Comprensivo di Casarsa e all’Associazione Famigliamo i cui volontari sono già pronti per ripartire con lo speciale autobus pedonale le cui linee nel tragitto casa-scuola saranno attivate sia nel capoluogo che a San Giovanni per gli studenti delle scuole primarie.
«Colgo l’occasione – afferma l’assessore Cristina Gallo (foto) – per ringraziare i volontari di Famigliamo che in questo primo mese dalla ripartenza dalla scuola hanno permesso la continuità del servizio di preaccoglienza sia alle primarie che alla scuola secondaria di primo grado. Grazie anche all’Istituto comprensivo Pasolini e alla sua dirigente per la collaborazione nell’interesse delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Ora ci stiamo concentrando sul Piedibus, servizio in cui insieme al sindaco Claudio Colussi crediamo molto in quanto permette ogni giorno del movimento fisico salutare agli alunni e aiuta l’ambiente riducendo le emissioni delle automobili migliorando l’aria che respiriamo. Inoltre, viene incontro alle famiglie nella gestione dei tempi legati all’entrata a scuola».
Allo studio quindi questa giornata introduttiva per le famiglie, la cui data verrà comunicata prossimamente in base alle adesioni delle famiglie. «Causa la non continuità del servizio durante l’emergenza sanitaria – conclude Gallo – ci sono famiglie che hanno iniziato il ciclo delle scuole primarie senza aver mai potuto provare il Piedibus che, lo ricordiamo, è un servizio gratuito. Ecco quindi che avvieremo in via sperimentale una linea per Casarsa e una per San Giovanni per far provare a genitori e nonni la bontà di questa iniziativa, in modo da poter poi raccogliere le adesioni per il resto dell’anno scolastico».

Nuovi parcheggi
per le famiglie

Attenzione alle famiglie nelle aree di parcheggio pubbliche: la Città di Casarsa della Delizia ha riservato 12 spazi per la sosta degli autoveicoli sul territorio comunale al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore ai due anni. «Gli spazi – ha spiegato il sindaco Claudio Colussi – si trovano in punti di grande frequentazione di Casarsa e San Giovanni, vicino alle scuole, alle aree degli studi medici come anche le zone commerciali. Un modo per rendere più agevole la sosta e aiutare le persone con bimbi in arrivo o piccoli a gestire al meglio il loro tempo. Ci tenevamo come amministrazione comunale ad avviare questi parcheggi speciali: un piccolo gesto che però ha un grande valore per la quotidianità dei nostri concittadini».
Gli stalli, dei quali si è iniziata la riverniciatura della segnaletica orizzontale a partire dal centro casarsese, saranno evidenziati con uno speciale logo rosa. La giunta comunale ha deciso che gli spazi saranno situati nelle seguenti vie. Casarsa: Poliambulatorio in Piazza IV Novembre (2); Via Castellarin zona scuole (1); Via Aldo Moro zona scuole (1); Via XXIV Maggio – Piazza Italia (1); Via Segluzza parcheggio (1); Via Valvasone zona ufficio postale – parcheggio laterale chiesa (1). San Giovanni: Via Zorutti zona scuola materna (1); Via Villa – Piazza della Vittoria (1); Via Versutta parcheggio (1); Piazzale Bernini (1); Via I° Maggio (parcheggio (1).

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In copertina, Marco Anzovino con un gruppo di collaboratori e all’interno con tutti i protagonisti della importante iniziativa e il sindaco Claudio Colussi.

Moda in Friuli, ecco le opportunità del metaverso per negozi e comparto

Un evento ibrido, in presenza “fisica”, ma anche in streaming online sul canale YouTube della Camera di Commercio UP!Economia e nel metaverso. È organizzato da Confcommercio Federmoda e Camera di Commercio Pn-Ud per stamane 24 ottobre, alle 11, nella Sala Valduga della sede camerale di Udine. L’intento è presentare le opportunità offerte dalla nuova dimensione del metaverso per i negozi e tutto il comparto moda, grazie all’intervento di esperti nazionali che si alterneranno tanto al microfono della Sala Valduga quanto a quello virtuale nella “nuova dimensione”. La partecipazione è gratuita: basta pre-registrarsi sul sito www.pnud.camcom.it, dove è possibile scegliere fin d’ora se farlo in presenza oppure seguendo lo streaming.
Dopo l’apertura lavori con il presidente Confcommercio Fvg e Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, con Alessandro Tollon, presidente Federazione Moda Italia Fvg – Confcommercio e l’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini, interverranno Giulio Felloni, presidente nazionale Federazione Moda Italia – Confcommercio, Valentina Fradegrada, influencer e imprenditrice, e Marco Camisani Calzolari, professore di comunicazione digitale e divulgatore scientifico, i cui interventi alla trasmissione Striscia la Notizia sono molto noti e apprezzati dal grande pubblico. Con loro ci sarà Carles Ribot Cabrer, direttore creativo e produttore digitale virtual designer, che “apparirà”, in forma di avatar, in diretta dal metaverso. Ribot Cabrer ospiterà nello spazio virtuale – allestito appositamente per l’appuntamento udinese – alcuni ospiti, esperti che hanno già messo in atto soluzioni originali in questa nuova dimensione per alcuni dei più conosciuti brand di moda. Al termine dell’incontro, nella sala polifuzionale sarà predisposta una postazione che permetterà di fare alcune dimostrazioni pratiche del funzionamento del metaverso, a disposizione degli imprenditori e di tutti i curiosi.

Premio Impresa Ambiente:
domande fino a dicembre

Giunge alla decima edizione il Premio Impresa Ambiente, il più importante riconoscimento italiano per le imprese che si distinguono nell’adozione di strategie, prodotti, servizi, partneriati e sistemi gestionali che promuovono la sostenibilità ambientale, economica e sociale nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Aperte il 17 ottobre, le iscrizioni saranno possibili fino al 17 dicembre (alle ore 24). Potranno partecipare tutte le aziende e gli enti pubblici e privati che hanno dato un importante contributo innovativo, in ottica di sostenibilità, effettuando l’iscrizione tramite il sito dedicato al Premio www.premioimpresambiente.it. Requisito fondamentale per partecipare al Premio è l’essere regolarmente iscritti alla Camera di Commercio del proprio territorio di riferimento. La partecipazione al Premio Impresa Ambiente X Edizione non comporta alcun costo di partecipazione per chi intenderà iscriversi. Il Premio Impresa Ambiente prevede, per la X edizione, quattro categorie in cui poter concorrere e due premi speciali. Le categorie si suddividono in:
– Miglior gestione per lo sviluppo sostenibile, che prevede l’integrazione nella mission aziendale e nei processi decisionali aziendali degli aspetti ambientali, economici ed etici dello sviluppo sostenibile; la categoria prenderà in considerazione in modo distinto, micro e piccole imprese, medie e grandi imprese;
– Miglior prodotto o servizio per lo sviluppo sostenibile, che prende in considerazione il grado di innovazione ed impatto ambientale di un prodotto o servizio rispetto alla capacità dello stesso di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e di migliorarne la qualità della vita;
– Miglior processo/tecnologia per lo sviluppo sostenibile, che prende in considerazione il miglioramento delle performance ambientali introdotte da una nuova tecnologia con particolare focus sulle sue ricadute in fatto di sostenibilità ambientale (risparmio energetico e dei materiali, passaggio dalle risorse non rinnovabili a quelle rinnovabili, non utilizzo di sostanze pericolose, riduzioni di emissioni di CO2 in atmosfera);
– Miglior cooperazione per lo sviluppo sostenibile, che valuta la cooperazione e la partnership tra più realtà imprenditoriali, ma anche di enti pubblici e privati in questo caso, sull’effettivo contributo allo sviluppo sostenibile in progetti dedicati a Paesi in via di sviluppo o a Paesi con economia in transizione.
Due premi speciali andranno a imprese, regolarmente iscritte nelle quattro categorie del premio, ma con caratteristiche particolari:
– Premio Giovane Imprenditore che sarà assegnato a titolari o dirigenti d’impresa under 40 distintisi per spiccate capacità imprenditoriali, innovazione, attività di ricerca dedicate allo sviluppo ecosostenibile;
– Premio Start-up Innovativa riservato alle imprese qualificate come start up innovative ai sensi dell’art. 25 c. 2 del DL 18 ottobre 2012 n. 179 “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” che si siano distinte per progetti particolarmente innovativi e di ricerca dedicati allo sviluppo sostenibile.

L’avvio di un’impresa:
un corso dal 3 novembre

Fornire strumenti e conoscenze per verificare le proprie attitudini imprenditoriali, analizzare l’idea imprenditoriale, identificare l’ambiente competitivo, nonché valutare la forma giuridica e la fattibilità economica e finanziaria dell’avvio di un’impresa. È il nuovo corso, a partecipazione gratuita, proposto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine e rivolto a chi sta valutando l’opportunità di mettersi in proprio. Le lezioni offrono infatti un approfondimento sull’idea imprenditoriale, il business e le problematiche da affrontare nella fase di avvio di una nuova impresa. Il corso è rivolto a tutti gli aspiranti imprenditori. occupati e disoccupati. Tra i contenuti, saranno affrontati gli aspetti giuridici, gli eventuali titoli di abilitazione, l’iter burocratico nonché l’importante preparazione del business plan, che permetterà di approfondire anche gli aspetti economico-finanziari connessi all’attività di impresa e il non meno fondamentale tema dell’accesso al credito.
Il corso parte giovedì 3 novembre e le iscrizioni sono al via. Le lezioni (20 ore in tutto) continueranno poi il 7, 17, 24 novembre e 1° dicembre. Orario degli incontri è dalle 140 alle 18 e la modalità di partecipazione è mista, in presenza e online. La partecipazione è riservata a chi si iscriverà entro le ore 12 del 28 ottobre tramite il modulo presente online sul sito camerale www.pnud.camcom.it in corrispondenza della pagina dedicata al corso (sezione corsi finanziati).mPer informazioni, è possibile contattare Daniela Morgante, 0432.273218 e daniela.morgante@pnud.camcom.it

L’apprendistato “duale”:
un bando di contributi

Una forma di apprendistato, quello “duale”, ancora poco sviluppata in Italia, ma che sta prendendo sempre più piede come importante strumento di transizione scuola-lavoro. La Camera di Commercio Pordenone-Udine, per stimolare le imprese, soprattutto quelle più piccole, ad attivare questo tipo di contratti – che, lo si ricorda, sono un investimento nella formazione e nell’acquisizione del titolo di studio per lo studente che viene contrattualizzato –, ha dato avvio a un bando di contributi per le piccole e micro imprese dei due territori. Il plafond totale è di circa 50 mila euro, distribuiti poi tramite “voucher” a fondo perduto che, per ciascuna domanda (e dunque ciascuna impresa), saranno pari a 800 euro, con l’obiettivo di abbattere le spese ( attrezzature messe a disposizione, spazi, gestione attività di accoglienza e formazione interna…) sostenute dall’azienda stessa per l’attivazione e la gestione dell’apprendistato duale. Il bando è praticamente a burocrazia zero: basta compilare il modulo presente nell’apposita sezione di contributi del sito camerale www.pnud.camcom.it e inviarla allegando i documenti relativi all’attivazione dell’apprendistato.
Bisogna però fare in fretta, perché il bando si chiude con il 31 ottobre e il contratto deve essere formalizzato entro quella data per poter ottenere il sostegno Cciaa. II percorso di formazione in apprendistato “duale” dovrà riferirsi all’anno scolastico 2022-2023. La domanda di contributo è in bollo, va firmata digitalmente e esclusivamente inoltrata all’indirizzo Pec iter@pec.pnud.camcom.it, indicando nell’oggetto “Domanda di concessione voucher per un Contratto di Apprendistato Duale”. Per tutte le altre informazioni c’è tutto sul sito della Camera di Commercio, ente che nelle scorse settimane ha coinvolto le associazioni di categoria, assieme ad Anpal Fvg ed EffePi Fvg (https://effepi.fvg.it/), a disposizione di categorie e imprese per tutto il supporto necessario alla promozione e all’attivazione dei contratti di apprendistato e più in generale, con concretezza, di incontro tra mondo della scuola e dell’impresa.

 

Cornappo in piena, è urgente rifare il ponte della Motta: ci sono oltre 2 milioni

di Giuseppe Longo

Dopo la lunghissima siccità, anche a Nimis le piogge sono finalmente arrivate. E questo era avvenuto già nella fase di maturazione dell’uva, tanto da consentire una vendemmia eccezionale. Ma ora risultate anche troppo abbondanti. Le precipitazioni di ieri hanno infatti ingrossato di molto i torrenti e il Cornappo era così gonfio d’acqua da far chiudere temporaneamente il ponte della Motta che collega il paese pedemontano con Savorgnano del Torre, in Comune di Povoletto. Lo storico manufatto – ha infatti oltre 60 anni di vita – dimostra sempre più la sua precarietà, tanto che aveva costretto la precedente amministrazione a introdurre drastiche limitazioni al traffico dei mezzi pesanti e ad avviare le pratiche per una nuova struttura.
Esattamente un anno fa, riferivamo che sono disponibili oltre 2 milioni di euro per un rifacimento ex novo. Il ponte, costruito alla fine degli anni Cinquanta, appunto per collegare i territori dei due Comuni, proprio nella suggestiva zona dove, sebbene sia territorio di Povoletto, i terreni agricoli sono per la maggior parte condotti da agricoltori di Nimis, come pure la rinomata osteria – il Fogolâr della Motta – della famiglia Tomada. A quell’epoca, il traffico era molto limitato: pochissimi ancora i trattori, per cui i trasporti agricoli avvenivano quasi interamente a trazione animale. Dopo oltre 60 anni, però, la situazione è profondamente cambiata, il traffico è aumentato e anche i mezzi pesanti sono numerosi. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le piene del torrente, proprio come quella di ieri e che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. La più grave, come molti ricorderanno, era stata quella del 1991, quando le acque impetuose travolsero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado che da ieri è impraticabile). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte in questione.


«Fin dai primi tempi dell’insediamento di questa Amministrazione – ci aveva spiegato un anno fa l’allora sindaco Gloria Bressani -, si è manifestato il problema relativo alla sicurezza della viabilità del ponte della Motta che congiunge i Comuni di Nimis e Povoletto con traffico sostenuto anche da mezzi agricoli pesanti. Stante il continuo verificarsi di fenomeni atmosferici anche di grande intensità, il manufatto era una costante fonte di preoccupazione per le Amministrazioni coinvolte, per cui in sede concertazione per il riparto dei fondi regionali, il Comune di Nimis, in qualità di capofila, ha inoltrato istanza di contributo per il finanziamento della demolizione e ricostruzione dell’opera. Per la realizzazione dell’opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023».
Per cui ora sarà la nuova amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla a portare avanti la progettazione di un ponte adatto ai nostri tempi e quindi a dare seguito alla sua costruzione, risolvendo così prima possibile un problema molto sentito che si trascina da anni.

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In copertina, il Cornappo ieri in piena all’altezza del ponte della Motta; all’interno, il guado sommerso dall’acqua.

(Foto Comune di Nimis)

 

Resistenza, celebrati a Udine i 75 anni dell’Associazione partigiani Osoppo

«L’Associazione partigiani Osoppo è portatrice da 75 anni dell’esempio di chi per difendere democrazia e libertà ha fatto la scelta difficile ma eroica di impugnare le armi. Ho apprezzato per questo la posizione chiara e intelligente, distinta dalle dichiarazioni di altre associazioni partigiane, con cui la Osoppo ha espresso la necessità di aiutare l’Ucraina a difendere la propria libertà e con essa la nostra. Questa è testimonianza concreta di giustizia e libertà». Sono le parole dell’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, che ieri mattina a Udine ha portato il saluto alle celebrazioni per il 75° anniversario della fondazione dell’Associazione partigiani Osoppo-Friuli.

«Sono qui per motivi istituzionali e personali – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -, mia mamma era una partigiana della Osoppo impegnata nelle brigate del Cansiglio-Cavallo, mentre mio padre, milanese, combattè nella Resistenza in Val Sesia e in Val d’Ossola. Da loro ho tratto l’esempio che mi ha aiutato a costruire il senso di giustizia e libertà».
Dopo i saluti del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e del presidente dell’Apo, Roberto Volpetti, è stato proiettato il video “Una lunga storia di libertà”, realizzato in collaborazione con Agenzia Regione Cronache, che ripercorre la storia dell’associazione, dalla fondazione nello studio notarile di Nicola Marzona fino all’abbraccio del 2003 tra Vanni Padovan della brigata Garibaldi e don Redento Bello, padre spirituale della Osoppo. La storia è stata poi analizzata e ripercorsa negli aspetti legati alle vicende di Porzus e alle diverse collocazioni politiche del Movimento di Liberazione, nella prolusione del professor Ernesto Galli della Loggia “La Resistenza della Osoppo. Una memoria finalmente condivisa”.
Nelle parole della presidente onoraria della Osoppo, la medaglia d’oro Paola Del Din, 99 anni, infine il ricordo delle speranze e dell’entusiasmo dei giovani, tra cui il fratello Renato, che nel 1943 scelsero di opporsi al nazifascismo. Nella scaletta degli interventi anche le testimonianze di tre persone che, nel tempo, hanno collaborato, in ruoli diversi, con l’Apo: l’avvocato Gianni Ortis, presidente dell’Istituto Friulano di Storia del Movimento di Liberazione, l’avvocato Andrea Purinan, presidente dell’Associazione degli Stelliniani, Damiano Gurisatti, insegnante dell’Istituto Bearzi di Udine.
L’Associazione Partigiani Osoppo Friuli ha dunque festeggiato il 75° anniversario della sua fondazione. Risale infatti al 1947 l’atto notarile con cui venne costituita e che fu appunto stilato dal notaio Nicolò Marzona alla presenza di venticinque partigiani della Brigata Osoppo, alcuni dei quali destinati a entrare nella storia del Friuli Venezia Giulia come Alfredo Berzanti, che fu parlamentare e poi il primo presidente della Regione Fvg, Candido Grassi e Giovanni Battista Carron che divennero deputati, gli avvocati Silvano Silvani e Giorgio Brusin, Luciano Nimis che fu generale dell’Arma Aeronautica, Luigi Olivieri generale dell’Esercito, Alvise Savorgnan di Brazzà e i sacerdoti Aldo Moretti e Ascanio De Luca.

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In copertina, il presidente dell’Apo Roberto Volpetti con Paola Del Din ed Ernesto Galli Della Loggia; all’interno, l’intervento dell’assessore regionale Tiziana Gibelli.

 

Maniagolibero, grande attenzione di Ater Pordenone per il risparmio energetico

Inaugurato il nuovo edificio di edilizia popolare ubicato in via Mazzini 38, nella frazione di Maniagolibero: un’immobile del Comune di Maniago, che era disabitato ed è stato recuperato da Ater Pordenone con un investimento di 310 mila euro tra contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e fondi propri. Grazie ai lavori i due appartamenti ricavati sono ora in classe energetica A4, la più alta ottenibile.
Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Umberto Scarabello e il presidente di Ater Pordenone ingegner Giovanni Tassan Zanin, assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro, e ai dipendenti Ater Pordenone che hanno seguito i lavori. Don Renzo De Ros ha benedetto la struttura. Presenti anche i due locatari che, ricevute le chiavi, ora potranno accedere agli appartamenti.

«Con questo intervento non solo garantiamo il diritto a una casa per le persone, ma come Ater Pordenone ci impegniamo per il risparmio energetico, a vantaggio degli stessi utenti – ha affermato il presidente Tassan Zanin – visto che grazie ai lavori effettuati ora si possono ridurre i costi energetici». «Siamo lieti – ha aggiunto il sindaco Scarabello – che due famiglie della nostra comunità possano trovare abitazione in questo edificio, che prima era abbandonato. Ringraziamo di cuore Ater, la Regione e tutti coloro che hanno contribuito. Maniagolibero è un importante centro del nostro territorio, per il quale abbiamo ulteriori progetti di valorizzazione».

L’immobile, prima dei lavori, ospitava un’abitazione monofamiliare da tempo abbandonata. Ora sono stati realizzati due alloggi di 66 metri quadri di superficie, di cui uno al piano terra predisposto anche per le persone con disabilità. Particolare attenzione è stata posta ai consumi energetici: l’edificio fa ampio uso di fonti energetiche rinnovabili ed è dotato di un sistema di riscaldamento costituito da una pompa di calore aria/acqua assistita da impianto fotovoltaico, nonché sono presenti i pannelli solari termici. Le murature sono rivestite con isolamento a cappotto. Il sistema così composto attesta l’edificio in classe energetica A4, la più alta ottenibile. La zona ha avuto anche un recente miglioramento urbanistico con l’ampliamento della limitrofa via Carso all’innesto su via Mazzini, prima particolarmente angusto. Le due cantine degli alloggi e la centrale termica sono separate dall’edificio e disposte come pertinenze sulla corte di ingresso. Completano la dotazione i due posti auto scoperti il cui accesso avviene da via Carso, strada laterale a via Mazzini e caratterizzata da minor traffico veicolare.

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In copertina il taglio del nastro e all’interno altre due immagini della cerimonia.

“AlienAzioni”, questa sera a Gorizia in scena saranno I cattivi di cuore

Prosegue oggi, 22 ottobre, a Gorizia la quinta edizione di “AlienAzioni” il festival multidisciplinare organizzato dall’associazione Gorizia Spettacoli che esplora anche quest’anno i molteplici aspetti della follia e del disagio declinato in molte forme e narrato attraverso incontri, dibattiti, eventi di prosa e musica. Di scena alle 20.45 al Kulturni Dom lo spettacolo teatrale “Il raccolto”, della compagnia “I cattivi di cuore”.
Premiato in numerosi festival nazionali – tra cui vincitore del Premio Antonio Conti 2019 – il testo di Giorgia Brusco non fa sconti nel costruire un duro affresco umano e sociale, capace di attraversare temi di stretta attualità, come l’assistenza agli anziani, l’eutanasia e la libertà individuale. Nel ritratto livido e aspro di una famiglia in cui prevalgono l’egoismo e la cattiveria dei personaggi, si respira il clima di una resa dei conti implacabile fra due sorelle. Anna, fotografa internazionale di successo, decide di tornare nella casa dov’è cresciuta e dalla quale si è allontanata vent’anni prima. Ad accoglierla c’è Beatrice, figura a lei complementare, stanca della vita e gonfia di rancori. Mentre Anna tenta di riallacciare il legame interrotto, ignara delle conseguenze che hanno avuto le sue scelte passate, Beatrice la riporta davanti al peccato commesso vent’anni prima, ribaltando la sua concezione di giusto e sbagliato, per un’inevitabile resa dei conti. La regia è firmata da Gino Brusco.
AlienAzioni prosegue fino alla fine di novembre con ospiti, omaggi ed eventi spettacolari. In programma lunedì 24 ottobre uno spettacolo di Diana Höbel sulla storia di Margherita tra musica e parole, mentre giovedì 27 ottobre al Teatro Verdi di Gorizia uno degli ospiti più attesi di questa edizione, l’infettivologo Matteo Bassetti che parlerà del suo ultimo libro. In cartellone anche numerosi altri esperti, volti noti di programmi televisivi, come, l’economista Giulio Sapelli, il filosofo Marcello Veneziani e la criminologa Roberta Bruzzone.

Prevendite alla Libreria LEG di Gorizia (interi € 13, ridotti € 11, under 25 € 9)

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In copertina e all’interno immagini dello spettacolo “Il raccolto” in programma stasera.

Monarchia britannica, a Rosazzo rinviato (causa scioperi) l’incontro con Caprarica

Quale sarà la sorte della monarchia britannica dopo la scomparsa della Regina Elisabetta? Che imprinting darà Carlo al suo regno: non ancora incoronato, già si trova a fronteggiare non poche difficoltà come sovrano e come capo della famiglia Windsor. Di questo e di molto altro si sarebbe parlato oggi, 21 ottobre, alle 18 all’Abbazia di Rosazzo, con lo scrittore Antonio Caprarica, nel corso del quarto incontro della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” condotto dalla giornalista Margherita Reguitti, che è curatrice della manifestazione, con Elda Felluga in collaborazione con la Fondazione Abbazia di Rosazzo. Ma, purtroppo, l’incontro letterario è stato rimandato a data da destinarsi a causa dei trasporti pubblici annunciati proprio per la giornata odierna, in quanto l’autore è impossibilitato a raggiungere Rosazzo.
Sarebbe stato sicuramente un incontro denso di aneddoti e riflessioni proposti dallo straordinario cronista per anni corrispondente da Londra della Rai e dunque “suddito temporaneo” ma di rilievo della Regina più longeva della storia. I recenti volumi usciti per Sperling & Kupfer, “Elisabetta regina per sempre” e “William & Harry, da inseparabili a nemici”, pubblicazioni fra le più complete e avvincenti dell’ultimo periodo di regno della sovrana e dell’ennesimo mare tribolato che la Corona britannica si trova ad affrontare, saranno un ulteriore motivo di approfondimento al dialogo. “Confidiamo – ha detto Elda Felluga – di potervi comunicare presto una nuova data”.