Il “Peperoncino Day” compie vent’anni: domani sera un libro a Tavagnacco

Esattamente vent’anni fa (era l’autunno del 2002) la delegazione friulana dell’Accademia del Peperoncino istituiva (prima in Italia) il “Peperoncino Day”, per ricordare (in analogia con il Columbus Day, che si festeggia negli Usa il 12 ottobre) che il piccante frutto arrivò dalle Americhe con Cristoforo Colombo nel 1492. L’iniziativa era – ed è – finalizzata a uno scopo solidale: raccogliere fondi da destinare alla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Uno scopo riassunto nello slogan “Una lotta piccante contro i tumori”.
Per celebrare il ventennale, Accademia e Lilt hanno organizzato per domani, 19 novembre (ore 18.30, sala del Centro civico di Tavagnacco gentilmente concessa dall’Amministrazione comunale) un incontro nel corso del quale verrà presentato il volume VIP Very Important Peperoncino. Crea “dipendenza” che fa bene alla salute, pubblicato da Gangemi editore con il patrocinio dell’Accademia del Peperoncino – sede nazionale.
Sarà presente uno degli autori, Francesco Maria Spanò, che dialogherà con i presidenti della Lilt Friulana, ingegner Giorgio Arpino, e dell’Accademia del Peperoncino, l’editore Giovanni Aviani Fulvio. La partecipazione è libera, ma è consigliabile confermare la presenza al numero 0432.481802.

Volontarie del peperoncino al lavoro.

***

Incontro con Giorgio Celiberti oggi a Udine assieme al Mulino a Nordest

(g.l.) Incontro con Giorgio Celiberti oggi, 17 novembre, alle 18, in via Fabio di Maniago 15, a Udine. L’iniziativa è del circolo culturale Il Mulino a Nordest. L’artista Carlo Stragapede guiderà gli ospiti nello studio dell’anziano Maestro, dove si potrà dialogare con lui, e nel caveau dove vengono custoditi i dipinti più importanti degli anni giovanili. Collabora il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.
Giorgio Celiberti è nato a Udine nel 1929 e ha rivelato la sua vena artistica fin da piccolissimo cominciando da subito a dipingere e a soli 19 anni ha partecipato alla Biennale di Venezia, era il lontano 1948, la prima del dopoguerra. A partire dagli anni Sessanta si è dedicato molto proficuamente anche alla scultura, esponendo le sue opere in grandi manifestazioni in Italia e all’estero. Poco più di un mese fa, durante una cerimonia a Udine, Giorgio Celiberti aveva ricevuto dalle mani dell’assessore regionale Sergio Emidio Bini il Premio Midolini alla carriera.

Prenotazione obbligatoria (massimo 30 persone) a Luciana Variola al numero 339.1244284.

—^—

In copertina, l’artista Giorgio Celiberti mentre riceve dall’assessore regionale Bini il Premio Midolini alla carriera.

 

“Mai più silenzio” stasera al Palamostre con il Club per l’Unesco di Udine

“Mai più silenzio”: così s’intitola lo spettacolo che il Club per l’Unesco di Udine, guidato da Renata Capria D’Aronco, propone per oggi, 17 novembre, al Teatro Palamostre di piazzale Paolo Diacono, nel capoluogo friulano. Interverranno Angelica Giancola, avvocato e criminologo, Pasquale Fiorente, associazione “L’Istrice Aps” di Udine, Andrea Sandra, avvocato, Luca Bennici, psicologo, Mariangela Fantin, presidente Andos Odv-comitato di Udine, e Fatima Tizbibt, portavoce del “Centro Misericordia e solidarietà Aps” di Udine.
Si esibiranno sul palco gli artisti Barbara Errico con Andrea Castiglione, il coro “Gilberto Pressacco” dell’Università di Udine, l’Accademia internazionale del Musical, Nicola Fraccalaglio e Maria Teresa Pirillo, la quale realizzerà in diretta un dipinto. Lo scultore orafo Piero De Martin conferirà, invece, un’opera artistica. Il ricavato della serata, che sarà condotta da Cristina Pozzo, verrà devoluto al Centro antiviolenza Zero Tolerance.

—^—

In copertina, Renata Capria D’Aronco presidente del Club per l’Unesco di Udine.

 

Confcooperative-Federsolidarietà Fvg: c’è poco personale nel Terzo settore

La Commissione paritetica regionale del Terzo settore – o settore non profit – ha messo in luce tutta una serie di problematiche tra le quali primeggia quella della carenza di personale nelle cooperative. «Rispetto al passato, non c’è più un problema di limitata offerta da parte del sistema formativo – dice Luca Fontana, presidente regionale di Federsolidarietà Fvg e del Consorzio di cooperative sociali “Il Mosaico” -. È, infatti, in corso uno sforzo coordinato tra associazioni di categoria, istituzioni, Università ed enti di formazione per promuovere i percorsi di formazione e colmare il gap tra domanda e offerta di figure professionali nel comparto, ma siamo ancora molto lontani dal risolvere il problema».
«Il problema vero, paradossalmente – prosegue con preoccupazione Fontana -, è che c’è un forte tasso di abbandono durante i corsi di formazione, che spesso annulla tutti gli sforzi messi in atto. Molto spesso i posti disponibili non vengono coperti e altrettanto spesso solo una percentuale minima dei candidati conclude il percorso formativo. Dai dati a nostra disposizione, ad esempio, tra gli infermieri soltanto il 30 per cento delle matricole supererebbe il primo anno, ma è un po’ in tutto il settore che c’è un elevato tasso di abbandono. E, certamente, è anche un problema di riconoscimento economico – prosegue il presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Fvg -. Un esempio? Le basi d’asta degli appalti pubblici spesso non recepiscono nemmeno gli aumenti dei contratti collettivi nazionali di lavoro, l’ultimo di quasi il 6 per cento. Costi che, di conseguenza, rimangono a carico delle cooperative sociali, che applicano il contratto collettivo del settore. Le dinamiche degli appalti pubblici creano, da anni, una tensione ribassista sui salari che colpisce tutto il settore e che è davvero inaccettabile, perché da un lato si esige una formazione sempre maggiore, dall’altro molto spesso le stazioni appaltanti vorrebbero contenere i costi, con un’ambiguità di fondo che va assolutamente risolta».
«Il tema è serio: si sta andando verso una nuova stagione di rinnovo contrattuale nazionale e il tema retributivo sarà centrale. La Pubblica amministrazione farà la sua parte? – si chiede, concludendo, Fontana – Infine, oltre che una questione organizzativa dove il tempo di impiego dell’operatore è ben più lungo del tempo di lavoro senza riconoscimento alcuno dei “tempi morti”, è anche una questione culturale: pesa la scarsa attrattività tra i giovani delle professioni legate al lavoro di cura, nonostante la loro centralità nella società attuale e le prospettive di collocamento lavorativo praticamente certe. Ciò succede anche a causa di una percezione negativa del valore di questo lavoro nell’opinione pubblica, una prospettiva che, per Confcooperative, va affrontata con un’assunzione di responsabilità tra tutti gli stakeholder».

—^—

In copertina, Luca Fontana presidente di Federsolidarietà Fvg e del Consorzio di cooperative sociali “Il Mosaico”.

 

“AlienAzioni”, questa sera a Gorizia la criminologa Roberta Bruzzone

Psicologa forense e criminologa investigativa, presidente dell’Accademia internazionale delle scienze Forensi nonché direttore scientifico de “La Caramella Buona onlus”, associazione contro la pedocriminalità: è Roberta Bruzzone la protagonista del nuovo appuntamento pubblico della quinta edizione del festival multidisciplinare “AlienAzioni”, organizzato in queste settimane nell’Isontino da Gorizia Spettacoli.
Nella serata di oggi, 16 novembre, la più nota profiler d’Italia è attesa alle 20.45 al Kinemax di Gorizia per l’incontro pubblico ad ingresso libero dal titolo “La psicologia degli omicidi”. Nel corso della serata l’esperta di analisi e ricostruzione della scena del crimine, consulente tecnico in alcuni degli episodi di cronaca nera più rilevanti degli ultimi anni – basti citare la strage di Erba e l’omicidio di Sarah Scazzi – potrà dare risposta alle domande probabilmente più frequenti che emergono sulla sua professione: come lavora, e ragiona, una criminologa? Quali tracce osserva sulla scena del delitto? Come conduce un interrogatorio? Da quali elementi risale al movente di un omicidio? Come ricostruisce il profilo dell’assassino? Si potrà capire da vicino – come la criminologa spiegava già nel suo libro-cult “Chi è l’assassino. Diario di una criminologa” – il lungo lavoro che sta dietro ad un’indagine: gli interrogatori, lo studio degli incartamenti, le analisi delle tracce sul luogo del delitto, i ragionamenti per entrare nella testa dell’assassino e risalire, passo dopo passo, al colpevole. A chi le chiede come si intraprende questo tipo di professione, Roberta Bruzzone risponde innanzitutto con il tantissimo studio, in ambito psicologico o forense. Operare in campo criminologico, su mandato della magistratura o di una parte privata, significa portare contenuti di natura specialistica e offrire contributi e risultati concreti al chiarimento degli scenari oggetto di indagini, oltre che specifici indizi legati alla personalità di chi è coinvolto nei fatti.
Occupandosi di reati violenti, quindi prevalentemente omicidi e violenze sessuali, Roberta Bruzzone lavora sia alla ricostruzione di quanto è accaduto sia alla determinazione di quanto è successo nella mente dell’autore di un reato e della sua vittima. Particolarmente impegnata sul fronte del femminicidio, la criminologa è molto esperta di manipolazione affettiva, su cui ha anche scritto il libro “Io non ci sto più”, dove spiega i principali tratti psicologici di vittima e molestatore e le disfunzionalità relazionali che sono alla base di atti violenti. Tra i moltissimi casi trattati, Roberta Bruzzone ha seguito con interesse e partecipazione fin dal primo giorno un caso particolarmente vicino a noi, quello della signora Liliana Resinovich, a Trieste, su cui è più volte intervenuta.
Prossimo appuntamento di AlienAzioni sabato 19 novembre a Villesse (Palazzo Ghersiach) quando il festival poserà il suo sguardo sul mondo del cinema con uno spettacolo, “Marilyn e le altre”, che incocia il 60° anniversario della scomparsa di Marilyn Monroe e il 40° di quelle di Romy Schneider e Grace Kelly.

—^—

In copertina, la criminologa Roberta Bruzzone attesa questa sera al Kinemax.

 

Ecco “Anìn!”, primo manuale scolastico per far imparare la lingua del Friuli

Si chiama “Anìn!” ed è il primo manuale per l’insegnamento della lingua e della cultura friulane nelle scuole primarie. Un progetto promosso dall’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in attuazione della legge 482/99 e della legge regionale 29/2007. “Anìn!” – presentato nella sede della Regione a Udine, dall’assessore regionale all’istruzione Alessia Rosolen, dal presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, dal direttore dell’Agenzia, William Cisilino, da Paola Cencini, referente per la lingua friulana dell’Ufficio scolastico regionale e dalla curatrice del manuale, Rosalba Perini – già dal suo titolo (“Andiamo!”, in italiano) è un invito a esplorare la lingua friulana, ma anche il territorio, la geografia, la storia, la cultura del Friuli.

«Il manuale per l’insegnamento della lingua e della cultura friulana nella scuola primaria, presentato oggi, – ha affermato l’assessore Alessia Rosolen – racconta bene cos’è il Friuli Venezia Giulia: una regione che, prima in Italia, partendo da una norma del 2007, ha saputo valorizzare un contesto multilingue capace di dare forza a quella scuola plurilingue che ne testimonia la realtà territoriale ma che resta aperta all’Europa. I progetti sul friulano che stiamo portando avanti danno il senso di una comunità e del suo radicamento. Non si tratta solo di una lingua ma della cultura di un territorio.»
«Sono trascorsi undici anni dal Regolamento che ha dato attuazione alla Legge regionale sull’insegnamento della lingua friulana nel territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia – ha sottolineato Paola Cencini, dell’Ufficio scolastico regionale -. All’epoca si era guardato più alla quantità di alunni da coinvolgere che alla qualità; ora invece è importante realizzare azioni volte a migliorare e perfezionare l’apprendimento della lingua friulana nelle scuole. Il progetto dei libri di testo in lingua friulana, che oggi viene presentato, va proprio in questa direzione».
«L’80% dei genitori friulani ha chiesto l’insegnamento della lingua friulana per i propri figli, una istanza a cui noi istituzioni siamo chiamate a dare risposte concrete con azioni a sostegno degli alunni e degli insegnanti. Ecco perché l’ARLeF ha lavorato con passione e dedizione a questo progetto che segna una svolta importantissima per l’insegnamento del friulano alle nuove generazioni – ha affermato il presidente Eros Cisilino –. Si tratta di un vero e proprio investimento per il futuro della “marilenghe” e dei nostri bambini, che ci pone all’avanguardia fra le comunità linguistiche riconosciute in Italia. Una novità che consentirà a tutti gli studenti della scuola primaria, che hanno aderito all’insegnamento del friulano, di ricevere gratuitamente il manuale su cui studiare, dalla prima alla quinta classe, la lingua friulana ma anche il territorio del Friuli, la sua storia e la sua cultura».
«Sono due i volumi realizzati e donati agli alunni – ha spiegato il direttore William Cisilino, che ha coordinato il progetto –: “Anìn! 1” per la prima e la seconda classe, e “Anìn! 2” per la terza, quarta e quinta. I manuali introducono il curricolo di/in lingua friulana all’interno del percorso didattico tradizionale: il primo volume con un avvicinamento graduale alla lingua friulana, il secondo con approfondimenti sulla storia e sulla geografia friulane, oltre che sulla lingua e la letteratura. Ciò, senza dimenticare la dimensione plurilingue, grazie all’inserimento della lingua inglese, dell’italiano e delle altre lingue parlate sul nostro territorio regionale. I volumi sono forniti gratuitamente e pertanto, alla fine dei rispettivi cicli, resteranno di proprietà delle famiglie degli alunni».

La distribuzione. Nei giorni scorsi ha preso avvio la distribuzione dei manuali a ciascuno dei 247 plessi che afferiscono a 61 Istituti comprensivi e Scuole paritarie delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine. Entro novembre saranno consegnati oltre 20.000 volumi, ovvero ad ogni alunno i cui genitori hanno aderito all’insegnamento della lingua friulana. Ai dirigenti scolastici, ai referenti per l’insegnamento della lingua friulana e a tutti i docenti impegnati nell’insegnamento del friulano, i due manuali saranno consegnati unitamente al volume “Linee guida per i docenti”. Per i prossimi anni scolastici, Arlef ha già previsto la distribuzione dei manuali a tutti i nuovi iscritti di ciascun ciclo impegnati nello studio del friulano.
Le caratteristiche del progetto editoriale. “Anìn! 1 e 2” sono stati realizzati dall’Arlef in collaborazione con le Edizioni didattiche Gulliver e grazie ad un gruppo di esperti e docenti, coordinati dalla professoressa Rosalba Perini. Rispettano appieno il Piano applicativo di sistema per l’insegnamento della lingua friulana della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e seguono le Linee guida dei materiali didattici per l’insegnamento del friulano a scuola approvate dall’Arlef.
Complessivamente, vi hanno lavorato a vario titolo oltre 40 persone e la loro realizzazione ha richiesto oltre tre anni di lavoro. Le moltissime immagini che arricchiscono i due volumi sono state messe generosamente a disposizione da istituzioni, musei, enti locali e privati di tutta la regione. La fase di sperimentazione delle unità didattiche che compongono i due volumi è stata svolta con alcune classi dell’Istituto Comprensivo “Tina Modotti” di Premariacco.

—^—

In copertina, i due volumi di “Anin!” per le scuole; all’interno, immagini della loro presentazione alla Regione Fvg a Udine.

 

 

Porcia, alla cooperativa sociale Il Giglio nuovo automezzo per le persone disabili

Un nuovo automezzo per rispondere alle esigenze degli utenti della cooperativa sociale Il Giglio di Porcia (aderente a Confcooperative Pordenone), che si occupa principalmente di persone con disabilità: la solidarietà del territorio ha reso realtà il progetto #GiglioOnTheRoad, con l’acquisto di un Toyota Proace City allestito per trasporto di persone in carrozzina. I fondi sono stati stanziati dalla Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare e dall’Organizzazione di volontariato Dipendenti e Pensionati Unicredit Fvg per la Solidarietà.
L’esigenza dell’automobile era divenuta pressante. «Negli ultimi anni – spiega il direttore generale della cooperativa Mattia Galli – il numero di utenti residenti nella nostra “Casa Giglio” (centro residenziale per persone con disabilità, ndr) è aumentato notevolmente. A loro si aggiungono spesso ulteriori utenti per periodi temporanei programmati. La conformazione del servizio che è attivo 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, richiede un’ampia flessibilità per garantire all’utenza tutta l’assistenza e la cura necessarie; ciò è possibile solamente avendo sempre a disposizione mezzi ed attrezzature propri, tanto più ora che, con il passare degli anni, sta aumentando sempre più il numero di utenti che, invecchiando, necessita dell’ausilio della carrozzina per gli spostamenti e di sempre più accompagnamenti a visite mediche e altre uscite».
Non solo: per quattro pomeriggi a settimana la cooperativa fornisce servizi a persone con disabilità esterne al proprio centro. A questo si aggiunge che dalla seconda metà del 2021 Il Giglio ha iniziato anche ad erogare quotidianamente servizi di educativa domiciliare a famiglie e minori in stato di necessità: pure per loro è fondamentale avere a disposizione sufficienti veicoli per poter erogare il servizio.
Il nuovo mezzo non avrà quindi solo un’utilità pratica, ma anche di mission cooperativa favorendo l’inclusione ed incrementando il numero e la qualità dei servizi di utilità sociale che la Cooperativa Il Giglio eroga da ormai 35 anni. «Grazie al sostegno prezioso della Fondazione Friuli e dell’Organizzazione di volontariato Dipendenti e Pensionati Unicredit Fvg per la Solidarietà – sottolinea Galli – potremo incrementare le attività volte a promuovere l’autodeterminazione e l’inclusione sociale delle persone con disabilità (e non solo) uscendo il più possibile dalle nostre strutture. In questo modo, potranno avvenire un’integrazione ed uno scambio reciproco con il territorio e con la comunità». «Ed è proprio questo dialogo con territorio e comunità – gli fa eco Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – che rende ancora più viva l’azione di una cooperativa sociale. Auguriamo tanti viaggi alla scoperta del mondo agli utenti de Il Giglio, visto che anche quello della mobilità è un diritto che va tutelato e promosso».

 

Udine, dodici medaglie per l’Asu al Campionato Individuale Silver

Ottimi piazzamenti per la ginnaste dell’artistica femminile dell’Associazione Sportiva Udine che, nei giorni scorsi, sono state impegnate nel Campionato Regionale Individuale Silver, proprio alla sede di Asu. Con sette ori, due argenti e tre bronzi, i tecnici Elena Zaldívar Sáez, Anna De Filippis e Davide Vigna si sono detti «contenti dei risultati raggiunti. Le ragazze hanno saputo gestire al meglio il rientro in gara. Ci sono state alcune imperfezioni ma, lavorando con costanza e determinazione, siamo certi possano arrivare ai prossimi appuntamenti – in primis la Finale Nazionale Rimini Winter – pronte e motivate».
Passando alle classifiche. Per la categoria LA3 (Allieve 1) Agnese Lanzara si è classificata 1a, Giulia Giacomini 3a, Agata Moreale 4a. Per la categoria LB (Allieve 2) Emma Candieracci 1a e Sofia Capula 2a. Mentre per le LB (Allieve 2) Sara Da Ros 1a, Benedetta Strizzolo 2a, Beatrice Travaglini 4a. Per le Allieve 4 LB, Matilde Pascolini 1a, Amelia Ceschiutti 1a. Bene anche le LB Junior 1: Anita Urso 4a, Ginevra Piani 5a, Grazia Pizzinato 6a. Nella categoria LC Alessia Scarfagna 1a, Chiara Sattolo 3a (Senior 1); Clarissa Secondi 3a (Junior 2). Infine nella categoria LE Emma Lentini 1a (Junior 1).

—^—

In copertina, le ragazze, con i loro tecnici, protagonisti al Campionato Silver.

***

 

Fiera del Lavoro, mai così tanti a Udine. Paolo Bonolis esorta i giovani: “Studiate!”

«Ragazzi, non disprezzate lo studio perché è lo strumento che vi farà comprendere il valore di ciò che vi accadrà nella vita»: parola di Paolo Bonolis che ieri ha dialogato con i giovani al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove ben 1.250 le persone sono arrivate per la giornata dei colloqui della Fiera del Lavoro Fvg con le 80 imprese partecipanti: sul piatto 890 posti.

Dopo le 2.370 le richieste di colloquio online arrivate alla segreteria Alig per la giornata di venerdì 11 novembre, già dall’apertura delle porte del Teatrone, una marea di giovani ha invaso il foyer, i corridoi e le terrazze che ospitavano i tavoli per gli incontri one-to-one con le imprese. Un nuovo record di aziende partecipanti, mai così tante nemmeno prima della pandemia, con la presenza di aziende straniere che hanno scelto l’evento di Udine per ricercare i profili professionali di cui hanno bisogno. Organizzata dall’Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale, la Fiera del Lavoro si riconferma quindi l’evento più importante del Nordest per l’incontro tra domanda e offerta occupazionale, capace di attirare anche i player esteri. «I 18 anni della Fiera del lavoro sono un compleanno importante: è un evento capace di crescere ogni anno ed è in perfetta sintonia con la missione di Uniud che non si occupa solo della formazione degli studenti, ma anche del loro inserimento nel mondo del lavoro», ha sottolineato Roberto Pinton, magnifico rettore dell’Università di Udine.

Nel pomeriggio, l’ormai atteso appuntamento con i talkshow Alig e la premiazione dell’ingegnere gestionale dell’anno: Marco Carniello, classe 1977, è stato intervistato sul palco dal direttore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini. In seguito, moderati dal vicedirettore del TG5, Giuseppe De Filippi, ormai amico e volto storico della Fiera, i relatori hanno discusso su come gestire la grande fuga, ovvero l’attuale trend del mondo del lavoro per cui moltissime persone decidono di abbandonare la propria occupazione. Sul palco: Germano Scarpa, presidente Biofarma Group, Michele Nencioni, direttore Confindustria Udine, Francesca Visintin, direttrice Master Hr Uniud, e Ilaria Agosta, presidente Aidp Fvg e Veneto.
«Un impiego non è solo questione di mansione, retribuzione o ferie – ha sottolineato Scarpa –, ma bisogna coinvolgere i giovani nel profondo dell’impresa, dando loro la possibilità di mettersi in gioco e dare un contributo personale: la prima autocritica deve farla il mondo delle imprese aprendosi al confronto». Visintin ha parlato, invece, del rapporto con le aziende: «C’è l’impegno affettivo, ovvero la persona resta in azienda se ne sposa i valori; l’impegno calcolativo, se è pagata sufficientemente, e infine l’impegno normativo in cui il dipendente resta perché sente di doverlo fare e questo è forse l’aspetto che che manca di più in un tessuto sociale in cui le relazioni sono sempre più superficiali».

Uno scrosciare di applausi e di risate del Teatro per l’ospite speciale di questa edizione: Paolo Bonolis, intervistato dagli studenti che fanno parte della redazione del Messaggero Veneto Scuola, ha portato sul palco capacità di linguaggio, velocità dialettica e pungente ironia che lo hanno reso famoso e uno dei volti più amati della tv italiana. Bonolis ha parlato dell’importanza della formazione: «Ai miei tempi studiare era molto diverso, non c’era Internet, non c’erano tutte le possibilità che la tecnologia offre oggi: non c’era il copia-incolla, ma le nozioni restavano molto più impresse con il metodo di una volta, quando dovevi fare ricerca, rielaborare e scrivere. La tecnologia dà molto, ma toglie anche gran parte della fatica e non va bene perché il valore delle cose spesso arriva proprio dalla difficoltà che dobbiamo affrontare per ottenerle». E si è rivolto anche a tutta la platea: «Ragazzi, non disprezzate lo studio perché è lo strumento che vi farà comprendere il valore di ciò che vi accadrà nella vita».
Il graditissimo ospite ha parlato poi del suo ultimo libro “Notte fonda” (Rizzoli): «Un dialogo tra marito e moglie in cui parlano di gelosia, rapporti familiari, ma soprattutto della difficoltà di gestire un figlio adolescente totalmente mesmerizzato dalla tecnologia che cancella il suo contatto con la realtà». Alla domanda sui media e i social, Paolo Bonolis ha risposto che “la televisione era divertimento, informazione e intrattenimento, ma restava a casa. Lo smartphone, invece, è sempre incollato a noi, con avvisi che ci distraggono e che diventano urgenza esistenziale che ci distoglie dalla bellezza di ciò che viviamo. I social sono la grande illusione di partecipare a qualcosa».

Al termine dei talkshow sul palco, Alig ha premiato i candidati che si sono distinti per il colloquio o per il curriculum con un voucher per un giro in elicottero sulla città di Palmanova da effettuarsi domenica 27 novembre. Infine, l’ormai storico happy hour nel foyer per consentire l’incontro informale tra candidati e aziende brindando e degustando i prodotti locali.

—^—

In copertina e all’interno quattro immagini della importante giornata al Teatro Giovanni da Udine dove Paolo Bonolis è stato grande protagonista con i giovani.

 

“Compra in bottega”, a Udine il terzo Temporary Store per i regali di Natale

Inaugurata ieri a Udine, a palazzo Eden, la terza edizione di “Compra in bottega“, il Temporary Store promosso da Confartigianato-Imprese Udine in collaborazione con Confartigianato-Imprese Trieste e Gorizia, Cna Fvg, sostenuto da Cata ArtigianatoFvg e dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in occasione delle festività natalizie: una carrellata di prodotti e aziende che riunisce nel cuore della città le migliori produzioni dell’artigianato locale, un’occasione per toccare con mano la varietà e ricchezza delle proposte firmate dalle botteghe della regione e di trovare un regalo unico da fare ad amici e propri cari il prossimo Natale.


Il progetto quest’anno vanta due canali di diffusione: uno fisico e uno online. Il Temporary Store fisico è, come detto, ospitato a palazzo Eden, in piazza Belloni 15, e presenta i prodotti di 30 imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia appartenenti ai comparti della moda, dell’artigianato artistico e del food. Completa l’offerta la vetrina digitale ww.comprainbottega.it che presenta i prodotti delle 30 imprese artigiane (6 aziende del comparto agroalimentare, 14 dell’artistico e 10 della moda) che abitano il Temporary Store: bijoux, complementi d’arredo, abbigliamento, birre artigianali, cioccolatini e molto altro.  Il negozio quest’anno resterà aperto fino al 31 dicembre – a novembre solo il weekend, vale a dire venerdì sabato e domenica dalle 10 alle 19, a dicembre tutti i giorni (esclusi il 25 e 26), sempre dalle 10 alle 19. Partner dell’iniziativa sono lo studio di interior design Candoni Gortana, che ha curato la progettazione e l’allestimento dello spazio in chiave sostenibile, e l’azienda Cube 3 Srl, start up innovativa operante nel settore del design che ha fornito parte degli arredamenti presenti nel negozio.

«Questo Temporary Store è la nostra risposta al Covid e alla fiammata dei prezzi energetici che ha messo nuovamente in seria difficoltà le piccole e piccolissime imprese – ha esordito il presidente regionale e provinciale di Confartigianato, Graziano Tilatti -: è la dimostrazione di come non molliamo, di come le piccole attività artigiane non intendono abdicare al loro ruolo di custodi di saperi, di produttrici di bellezza e non ultimo di presidi del territorio e supporto sociale. Non dimentichiamo mai – ha ammonito Tilatti – quale parte essenziale noi artigiani abbiamo giocato durante il Covid, quando tutto o quasi era chiuso». Ancora Tilatti: «Inaugurando questo spazio invito tutti a venire qui a fare i propri acquisti di Natale, farlo significa riconoscere alle nostre imprese la funzione essenziale che svolgono ogni giorno, perché ogni giorno – ha concluso il presidente – alzano la propria serranda, che ci sia il Covid o che le bollette siano insostenibili. A loro va il mio più sincero apprezzamento e ringraziamento».
Fautrice dell’iniziativa, che come detto è al suo terzo anno, è la presidente della zona di Udine di Confartigianato-Imprese Udine, Eva Seminara, che ringraziando i funzionari dell’associazione e tutti i collaboratori, essenziali alla riuscita del Temporary, ha spiegato le ragioni dell’iniziativa, «un modo per aprire alle botteghe le porte del centro attraverso lo store fisico e quelle del mondo grazie alla vetrina virtuale, ma più in generale un’occasione per farsi conoscere fuori dal proprio circuito». Occasione data alle imprese associate a Confartigianato come a Cna Fvg. «Così – ha detto dal canto suo il vicepresidente di Cna Fvg, Luca Tropina – dimostriamo che insieme si possono raggiungere obiettivi importanti, difficilmente perseguibili lavorando singolarmente».

All’inaugurazione della vetrina, moderata dalla giornalista Monica Bertarelli, ha partecipato una nutrita rappresentanza di politica e associazionismo, con l’assessore Maurizio Franz (Attività produttive, Turismo e Grandi eventi) a rappresentare il Comune di Udine. Hanno portato il loro saluto e augurio i consiglieri regionali Lorenzo Tosolini e Maria Grazia Santoro, ricordando entrambi l’impegno della Regione Fvg nel sostenere le piccole attività, e il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo: «Se questo Paese sta avendo dei risultati economici sopra le stime previste è grazie agli oltre 5 milioni di piccole partite Iva che ogni giorno credono nelle loro aziende. Questa iniziativa valorizza il loro lavoro». Ciliegina sulla torta, la presenza delle due influencer Miss Claire e Travelliamo con Federica che hanno rimbalzato sui propri seguitissimi profili il taglio del nastro.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini del taglio del nastro; all’interno, momenti della cerimonia inaugurale e il Temporary Store.