Pordenonesi nel mondo, in Canada proficua missione di Efasce: si punta al mantenimento delle radici nei giovani

Un dialogo diretto e un rapporto saldo tra le due sponde dell’Atlantico, dal Friuli Venezia Giulia al Canada, riaffermati nel corso di una visita istituzionale ricca di spunti. Infatti si è chiusa con risultati molto positivi la missione a Toronto della delegazione Efasce Pordenonesi nel mondo formata dal presidente Angioletto Tubaro e dalla vicepresidente Luisa Forte, accompagnati dal vescovo della Diocesi di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini.
La trasferta ha vissuto anche un proficuo momento di lavoro con il coordinamento di Efasce Canada presieduto da quest’anno da Roberto Gregoris, presenti anche gli altri rappresentanti dei corregionali. La riunione ha toccato diversi punti sulla presenza dei corregionali in questo Paese – che storicamente ha accolto numerosi emigranti dal Friuli tanto che la stessa Toronto è definita la più grande cittadina friulana fuori dalla regione – con uno sguardo al futuro. Le scelte prese al termine dei lavori prevedono una revisione organizzativa e territoriale dei Segretariati (organizzazione territoriale di Efasce nel mondo) con particolare attenzione alle aree di presenza dei corregionali in Canada. Inoltre trasmissione alle nuove generazioni dell’identità e della cultura italiana e friulana, fruendo di strumenti, strategie e linguaggi idonei alle nuove generazioni. Per questo punto andranno anche potenziati i corsi di lingua e conversazione italiana oltreché di cultura friulana già attivi in modalità online. Infine collaborazione ed unità di intenti con la Famee Furlane canadese dell’Ente Friuli nel Mondo nel raggiungimento di obiettivi condivisi.
“Punti programmatici – ha commentato il presidente Tubaro – condivisi con Gregoris e gli altri rappresentanti dei corregionali canadesi. Dialogando con loro abbiamo percepito quanto sia stretto il loro legame con la terra d’origine e puntiamo a mantenere questo rapporto speciale vivo anche per le giovani generazioni. In questi giorni in terra canadese siamo stati accolti con grande calore, rendendo evidente come quella di EFASCE Pordenonesi nel mondo sia nei fatti un’unica grande famiglia. Grazie a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli che con il loro sostegno rendono possibili queste missioni in cui possiamo incontrare i corregionali nelle loro realtà”.

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I Cereser in Brasile

Partita da Prata di Pordenone nella seconda metà dell’Ottocento con una valigia piena di speranze e dopo aver dato vita grazie al duro lavoro a una nota realtà vitivinicola in Brasile, la famiglia Cereser “torna” nel territorio pordenonese grazie a un film. “Onde há vida, há esperança – Dove c’è vita c’è speranza” del regista brasiliano Rodrigo Rodrigues sarà infatti proiettato domani, 19 dicembre, alle 18 – con ingresso gratuito – al Cinemazero di Pordenone. L’evento – promosso da Efasce Pordenonesi nel mondo con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – sarà alla presenza dello stesso regista che risponderà alle domande del pubblico.

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La missione ha avuto anche altri momenti. Come quello della grande serata comunitaria a Toronto, ospiti della sala della Famee Furlane dal titolo “Where roots and friendship meet”. “Una serata magnifica – ha dichiarato la vicepresidente di Efasce Luisa Forte – in cui abbiamo rivisto famiglie e giovani che abbiamo avuto come ospiti negli anni scorsi nei soggiorni estivi sostenuti dalla Regione in Friuli Venezia Giulia. C’è stata una atmosfera molto calorosa”. Nell’occasione il presidente Efasce Angioletto Tubaro ha raccomandato di sostenere il nuovo presidente di Efasce Canada Roberto Gregoris, coadiuvato nell’incarico dalla moglie Fiorina. Presente Gino Vatri, che insieme alla moglie e altri collaboratori negli anni ha accompagnato numerosi gruppi di giovani a Pordenone e accolto giovani dalla regione nei progetti delle scuole con Efasce Toronto. Ancora molto attiva pure Loretta Daneluzzi Cal, che ha accompagnato e sostenuto per anni i soggiorni giovani e famiglie e guidato Efasce Canada fino al passaggio di consegne con Gregoris. È stato ricordato pure don Vitaliano Papais, scomparso lo scorso giugno all’età di 85 anni, parroco dal settembre 1979 della St Patrick’s Church a Brampton (cittadina alle porte di Toronto) dove si era sempre preso cura degli emigranti friulani, dato che aveva anche ricoperto l’incarico di assistente spirituale dell’Efasce stesso.
Da ricordare come a Toronto, l’Efasce sia stato fondato nel 1985 proprio da don Papais, che riunì i presidenti dei vari club dei paesi friulani — come Ramuscello, Azzano Decimo, Cordenons, Pasiano, San Vito, Valvasone, Zoppola, Villotta, San Quirino, Fiume Veneto, Bannia, Cordovado e Castellan — sotto un’unica organizzazione.  Con l’occasione la delegazione ha fatto tappa anche a Toronto dal cardinale arcivescovo metropolita Francis Leo. Ad accogliere la delegazione pordenonese pure don Gianlucio Borean originario di Pescincanna oltre al citato responsabile Efasce Canada Roberto Gregoris.

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In copertina, l’incontro con il cardinale Francis Leo a Toronto; all’interno, altre due immagini della visita di Efasce in Canada.

Lego Serious Play, la storia dell’Angelo del Castello di Udine. E poi anche un bel viaggio alla scoperta della Natività

Prosegue il festival Dos Doi Due in Uno, promosso dal Teatro del Silenzio – con il finanziamento del Comune di Udine – e imperniato in questa edizione sul tema Nascita/Morte: domani, 19 dicembre, dalle 15 alle 19, lo Spazio Oblò ospiterà un “Lego Serious Play”, innovativo laboratorio sui confini invisibili, condotto dal professor Sergio Pratali Maffei, facilitatore certificato. La metodologia Lego il muSerious Play migliora la risoluzione di problemi in gruppo attraverso il gioco e aiuta a visualizzare e superare barriere creative: il processo di condivisione abbatterà quelle comunicative tra i partecipanti, trasformando pensieri astratti in forme concrete.


Il 21 dicembre, invece, appuntamento al Museo etnografico, alle 16.15: in scena lo spettacolo per bambini “Gabriele e Maria in castello”, che racconta la straordinaria storia dell’angelo del castello di Udine, simbolo di resilienza, caduto e rinato più volte dalle proprie ceneri. Sul palco Federica Sansevero, Mariano Bulligan, al violoncello, e giovani talenti del Palio teatrale studentesco.
Il 27 dicembre, infine, la chiesa della Beata Vergine della Purità accoglierà – alle 16 – “Vivere la speranza”, un “viaggio” attraverso le immagini della natività nell’arte. L’esperta Susi Del Pin guiderà un percorso affascinante, esplorando il tema della speranza attraverso le rappresentazioni sacre della nascita di Gesù. Un’occasione per riscoprire il patrimonio iconografico natalizio e i suoi significati simbolici nel contesto della tradizione artistica locale e universale. L’evento sarà impreziosito da contributi musicali di Francesco Zeloni, promettente giovane mandolinista, e del chitarrista Luca Zurini. Tutti e tre gli eventi sono su prenotazione, effettuabile con mail all’indirizzo federicasansevero@gmail.com

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In copertina, il musicista Francesco Zeloni; all’interno, i protagonisti dello spettacolo l’Angelo del Castello di Udine.

Ritmica nazionale, Asu protagonista assoluta. Ok anche Ginnastica in Festa

È stato un fine settimana da incorniciare per la ginnastica dell’Associazione Sportiva Udinese che ha chiuso il 2° Campionato nazionale d’Insieme Gold di Ritmica con un ottimo risultato e tracciato un bilancio più che positivo anche nella partecipazione a Ginnastica in Festa 2025 – Winter Edition, tra ritmica e artistica, maschile e femminile. «I risultati ottenuti tra Ancona, Riccione e Rimini credo restituiscano l’immagine di un progetto sportivo solido – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -, fatto di lavoro quotidiano in palestra, qualità tecnica degli staff e su una visione di lungo periodo che continua a portare ASU ai vertici della ginnastica nazionale. Un bilancio – ha chiuso – che chiude questo 2025, anno del nostro 150°, nel migliore dei modi e che rappresenta una base importante per le sfide future».

INSIEME GOLD – Al PalaPrometeo di Ancona, nel contesto del Campionato, Asu ha conquistato per la quarta edizione consecutiva il “Trofeo Andreina Sacco Gotta”, riconoscimento che ogni anno rende omaggio alla figura dell’allenatrice e docente di educazione fisica. Il Trofeo, assegnato sulla base della somma dei due esercizi d’insieme e di un esercizio individuale, ha visto ASU imporsi grazie a un rendimento complessivo di squadra di altissimo profilo: il gruppo ha centrato il titolo nazionale di specialità alle 5 palle, grazie all’esercizio di Adele Asquini, Victoria Bruno, Tara Dragaš, Giulia Facinoli, Ginevra Finotto, Isabelle Tavano e Gaia Zurlo, salite sul gradino più alto del podio con il punteggio di 23.883. Decisivo anche il contributo individuale di Tara Dragaš al nastro, che ha completato il quadro, consentendo alla compagine bianconera di aggiudicarsi ancora una volta il Torneo.
Nella Categoria Open, ASU ha inoltre sfiorato il podio all around, chiudendo al quarto posto con 45.483 punti. Un risultato che conferma quella bianconera come una delle realtà di riferimento della ginnastica ritmica italiana, capace di coniugare talento individuale, lavoro di squadra e continuità nel tempo.

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Crescere nello sport

L’Associazione Sportiva UdCrescere nello sportinese ha dato avvia ad “Asu Lab – Crescere nello Sport”: un progetto innovativo che ridefinisce il modo di intendere la formazione sportiva. Non un semplice programma di aggiornamento, ma un vero e proprio percorso integrato pensato per tecnici, atlete, atleti e famiglie, con l’obiettivo di costruire un linguaggio educativo comune e, soprattutto, una comunità che cresce insieme. Da sempre l’Asu (che proprio nel 2025 celebra i suoi 150 anni) promuove lo sport come strumento di crescita personale, educativa e sociale. Con ASU LAB, questo impegno si concretizza in un modello formativo capace di mettere in relazione le diverse anime del mondo sportivo: chi insegna, chi pratica e chi accompagna. La palestra diventa così uno spazio educativo, dove la crescita tecnica si affianca a quella personale, emotiva e relazionale, in un percorso che unisce competenze, consapevolezza e collaborazione. Il progetto nasce da un’osservazione concreta, come ha spiegato Roberto Cian, consigliere di ASU: «Per far crescere davvero i giovani atleti, è necessario lavorare su tre piani paralleli e interconnessi. Da un lato la formazione dei tecnici, chiamati a essere non solo allenatori ma anche figure educative competenti e consapevoli; dall’altro il sostegno agli atleti nella gestione mentale, emotiva e fisica della pratica sportiva; infine, il coinvolgimento attivo delle famiglie, affinché possano accompagnare i figli in modo consapevole e costruttivo nel loro percorso sportivo. Con questo progetto ambiamo a fare tutto questo». La programmazione di “ASU LAB” si sviluppa lungo l’intero anno sportivo, da ottobre 2025 a maggio 2026, con lezioni frontali, laboratori esperienziali e incontri pratici condotti da psicologi dello sport, nutrizionisti, fisioterapisti e formatori specializzati in comunicazione. Al centro della proposta vi sono i temi della psicologia dello sport, della nutrizione, della medicina e della comunicazione, affrontati in chiave trasversale attraverso incontri aperti a tutti e momenti di approfondimento mirati per specifici gruppi di atleti e tecnici. Particolarmente significativa è anche l’introduzione dei Campi di Formazione Tematici, che offrono ai partecipanti la possibilità di approfondire argomenti specifici legati al benessere psico-fisico, all’alimentazione consapevole e alle dinamiche relazionali tra allenatore, atleta e famiglia. A completare il percorso vi sono iniziative dedicate ai gruppi agonistici di ginnastica e scherma e un modulo speciale per l’Accademia di Ginnastica Ritmica, organizzato grazie al supporto di Promoturismo Fvg.

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WINTER EDITION – Ma anche la partecipazione dell’Associazione Sportiva Udinese a Ginnastica in Festa 2025 – Winter Edition, svoltasi a Rimini, si chiude con un bilancio estremamente positivo e restituisce l’immagine di una società protagonista anche a livello nazionale nelle competizioni FGI Silver di ginnastica artistica, femminile e maschile, e ginnastica ritmica.
Complessivamente, le tre discipline ASU hanno conquistato 45 medaglie —^—e 11 trofei, confermando l’eccellenza tecnica e organizzativa del lavoro svolto durante tutta la stagione, dalla base giovanile fino ai livelli più avanzati.
In particolare, nelle Finali Nazionali Silver di ginnastica artistica femminile, ASU ha raccolto numerosi podi individuali e di squadra, con diverse prime e seconde posizioni. Di rilievo anche i risultati nelle competizioni Duo Winter, dove le coppie bianconere hanno più volte conquistato il gradino più alto del podio. Particolarmente significativo il percorso della squadra Allieve Gold di ginnastica artistica femminile, capace di vincere il proprio girone nella Finale Nazionale a squadre Gold 2 e di conquistare l’accesso alla finalissima, chiudendo l’esperienza tra le prime dieci squadre più forti d’Italia. Un traguardo che testimonia la crescita tecnica e la maturità competitiva del gruppo.
Non da meno i risultati della ginnastica artistica maschile, che ha saputo distinguersi nelle rispettive categorie nazionali, contribuendo in maniera significativa al medagliere complessivo e confermando un settore in crescita.

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In copertina, la squadra Asu che ha partecipato al Campionato nazionale Insieme Gold.

Un magico weekend a Palmanova Village tra gli artisti circensi e la caccia agli elfi

Prosegue l’incanto del Natale a Palmanova Designer Village con un weekend ricco di eventi, pensati soprattutto per stupire i più piccoli, mentre le luci e i colori delle Feste hanno già trasformato vie e piazze con alberi, pacchi e pacchetti di ogni dimensione, decorazioni scintillanti e dolcissimi orsetti rossi.
Sabato 20 dicembre, tra le 14.30 e le 17, Palmanova Designer Village diventa un palcoscenico a cielo aperto con le esibizioni di tre diversi artisti che coinvolgeranno grandi e piccoli nei loro spettacoli: le acrobazie dei Cometa Circus, i numeri di giocoleria di Poppi Mari e le magie del prestigiatore Yassin. Il pubblico di ogni età potrà lasciarsi sorprendere dagli show all’aperto, proprio come nelle grandi piazze europee.
Domenica 21 dicembre il Village sarà tutto dei bambini, protagonisti di una divertente caccia agli elfi. All’ingresso riceveranno una speciale letterina di Natale e saranno invitati a cercare gli elfi nascosti tra le vie del Village per consegnargliela. La lettera verrà così recapitata per tempo a Babbo Natale e i bimbi riceveranno in cambio una dolce sorpresa.
Per rendere ancora più semplice e piacevole lo shopping natalizio, sarà attivo il servizio gratuito di impacchettamento dei regali, un appuntamento molto atteso e apprezzato da chi ha poco tempo o non si sente un esperto nell’arte di carta, forbici e fiocchi.

Ricordate a Nongruella le vittime del ’43. Il sindaco di Nimis: la memoria è uno sguardo responsabile verso il futuro

di Giuseppe Longo

NIMIS – «La memoria non è un rito, ma un impegno. Un impegno che si rinnova ogni giorno, nei gesti di gentilezza, nella cura verso chi è fragile, nelle scelte che facciamo nelle nostre comunità. Ricordiamo Nongruella per evitare che ciò che è stato possa accadere ancora. Ricordiamo per essere custodi di pace». Sono le parole con cui il sindaco di Nimis, Fabrizio Mattiuzza, ha concluso domenica mattina il suo apprezzato discorso commemorativo della strage di Nongruella, consumata nella piccola borgata sopra Cergneu il 12 dicembre 1943, quindi diversi mesi prima dell’Eccidio di Torlano e dell’incendio di Nimis capoluogo.
«Oggi ci ritroviamo qui, a Nongruella, in un luogo che non è un semplice luogo del nostro territorio, ma una ferita incisa nella storia della nostra comunità. Il 12 dicembre del 1943 questo borgo fu teatro di un rastrellamento violento, improvviso, immotivato, che portò via uomini, giovani, padri di famiglia, lasciando dietro di sé paura, silenzio e macerie morali. È un episodio forse meno conosciuto di altri accaduti nel nostro territorio, ma non per questo meno tragico. Ed è proprio per questo che siamo qui: perché anche le piccole comunità hanno grandi memorie, e ogni vita spezzata merita di essere ricordata con rispetto e verità. Oggi non celebriamo solo un anniversario ma rinnoviamo un patto: il patto della memoria», aveva esordito il primo cittadino che era accompagnato anche dal vicesindaco Gloria Bressani e dall’assessore Serena Vizzutti.
«La memoria – ha infatti spiegato – che è il fondamento della nostra democrazia. Non è un gesto rivolto al passato, ma uno sguardo responsabile verso il futuro. È un impegno che passa da noi e arriva alle nuove generazioni, perché — lo sappiamo — chi ha vissuto quegli anni terribili ci sta lasciando, e con loro si assottiglia la voce diretta della storia. Spetta a noi diventare custodi delle storie di chi non è tornato. Custodi delle scelte coraggiose dei civili che, in mezzo al terrore, tentarono di proteggere famiglie, vicini, paesani. Custodi del valore della pace, che non è mai garantita e che ogni epoca deve imparare a difendere».

«Il rastrellamento di Nongruella – ha sottolineato l’ingegner Mattiuzza – ci parla ancora oggi e ci ricorda che la violenza non nasce mai all’improvviso, ma cresce nell’indifferenza, nei silenzi, nell’abitudine a pensare che ciò che accade all’altro non ci riguardi. Ci insegna che non ci sono vite sacrificabili, non ci sono morti più importanti di altri, non ci sono sofferenze da classificare. E questo messaggio è quanto mai attuale, in un mondo in cui guerre vecchie e nuove continuano a colpire soprattutto chi è più fragile: civili, famiglie, bambini. La memoria di Nongruella ci chiede di non restare spettatori. Ci chiede responsabilità. Ci chiede umanità. Questo luogo, oggi, ci invita a scegliere di stare dalla parte della dignità umana, della solidarietà, della libertà».
Il sindaco ha quindi aggiunto: «A nome dell’Amministrazione comunale, desidero rivolgere un ringraziamento a don Marco, che con la sua presenza e le sue parole riesce sempre a dare profondità a questi momenti di comunità. Ringrazio il Gruppo Alpini Nimis–Valcornappo, che anche quest’anno è qui a custodire la memoria con il rispetto e la discrezione che li contraddistingue e anche a garantirci più tardi un piacevole un momento conviviale. Ringrazio Gianni Dordolo, per il Silenzio che ha suonato e che, più di ogni discorso, riesce a far parlare il cuore. E ringrazio tutte le persone che, in grande o piccola parte, hanno collaborato per rendere possibile questa commemorazione. Infine, un ringraziamento sincero a voi, alla comunità di Nimis e di Nongruella. La vostra presenza — silenziosa, attenta, rispettosa — è già un gesto di memoria. Ed è proprio attraverso gesti come questo che possiamo trasmettere ai nostri figli e ai ragazzi che sono qui il senso profondo di ciò che ricordiamo».
La cerimonia commemorativa, in una bellissima mattinata di sole, era cominciata con la Messa di suffragio per le vittime dell’Eccidio, celebrata dal parroco di Cergneu monsignor Marco Visintini, e con la deposizione di una corona d’alloro dinanzi alla semplice lapide in pietra che ricorda i Caduti, con un forte auspicio – espresso anche dalle parole del sacerdote – che queste rievocazioni servano come monito affinché i tragici errori del passato non siano ripetuti mai più. Un auspicio molto attuale considerati i venti di guerra che purtroppo continuano a soffiare minacciosi, mettendo a serio rischio una pace fruttuosa che regna da 80 anni e che ha permesso anche ai paesi friulani di scrivere una pagina di progresso e di prosperità che sarebbe veramente tragico si strappasse proprio in questo complesso e precario momento storico.

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In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza durante il discorso commemorativo; all’interno, la Messa celebrata da don Marco Visintini e vessilli alzati per l’omaggio ai Caduti di Nongruella.

Nuove Terme marine di Grado, moderno polo del benessere: investiti oltre 16 milioni per il futuro turistico dell’Isola

«Un progetto importante sul quale la Regione ha creduto e investito molto, confermando la propria volontà di intervenire in modo concreto su infrastrutture di qualità, capaci di valorizzare le eccellenze del territorio e di rafforzare la competitività turistica del Friuli Venezia Giulia. Le nuove Terme Marine di Grado rappresentano un esempio virtuoso di come salute, benessere e turismo possano integrarsi in una visione di sviluppo e crescita. Un’opera che guarda al futuro della competitività turistica di Grado da qui ai prossimi decenni». Lo ha sottolineato ieri mattina il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo all’inaugurazione delle nuove Terme marine di Grado. Il progetto ha riguardato la riqualificazione dello storico polo termale della città balneare – il primo edificio risale al 1974 – con il completo rifacimento e l’ammodernamento della struttura e l’inserimento di impianti e attrezzature di ultima generazione, per un investimento regionale complessivo di oltre 16 milioni di euro.

«Le nuove Terme – ha aggiunto il governatore – sono parte di un percorso, che porteremo avanti con il Comune e con gli operatori, di riqualificazione anche dell’intera area del retrospiaggia, cruciale per Grado. Con la consapevolezza che dobbiamo cominciare a costruire i prossimi decenni: se non siamo in grado di offrire sempre qualcosa di più, di ammodernarci e rinnovarci nell’ambito dell’offerta turistica, rischiamo che anche località di straordinaria eccellenza come Grado possano, nel lungo periodo, essere penalizzate. Questo non ce lo possiamo permettere: dobbiamo continuare a investire su Grado e continuare a crederci, come testimonia l’opera che inauguriamo oggi che apre un percorso di grande prospettiva».
All’evento erano presenti, tra le altre autorità, anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, il sindaco di Grado Giuseppe Corbatto e il presidente di Grado impianti turistici (Git), Roberto Marin. «Una grande riqualificazione – ha affermato l’assessore Bini – sulla quale la Regione ha avuto il coraggio e la lungimiranza di investire risorse importanti, che hanno consentito di concludere i primi due lotti dell’intervento. Ma abbiamo già stanziato un’ulteriore quota di risorse che ci permetterà, nel prossimo futuro, di realizzare anche un terzo lotto, relativo a una nuova ala attigua alla struttura. Un ringraziamento particolare va a PromoTurismoFvg, che ha seguito direttamente la gestione dei lavori, riuscendo a chiudere i cantieri in tempi davvero record. Con interventi come questo – ha concluso Bini – che per bellezza e qualità dei servizi offerti hanno pochi eguali in Italia, stiamo cambiando il volto del turismo del Friuli Venezia Giulia. E i numeri ci stanno dando ragione, se si pensa che già a ottobre 2025 abbiamo superato la quota complessiva di 10 milioni di turisti».
I lavori erano iniziati nel 2022 e hanno consentito una prima riapertura con l’operatività del primo piano. Successivamente, con il secondo lotto avviato a fine 2024, sono stati ultimati anche gli interventi sul secondo piano. È già prevista la realizzazione di un ulteriore lotto, finalizzato al potenziamento dei servizi sanitari e all’introduzione di nuovi servizi dedicati alla cura della persona e al relax. Il rinnovamento complessivo ha dato vita a una nuova area wellness-spa con percorsi innovativi di calore e acqua, un’area interamente dedicata ai servizi beauty, spazi per trattamenti specializzati come la crioterapia e la stanza del sale, una zona relax, un centro fitness all’avanguardia e un’area medico-termale pensata anche per famiglie e bambini. Un polo del benessere che punta a diventare una destinazione internazionale di riferimento per il benessere scientifico e sostenibile, contribuendo a rafforzare l’identità di Grado come “Isola del sole e del bel vivere”, attiva 365 giorni all’anno.

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In copertina, l’intervento del presidente Massimiliano Fedriga; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale alla quale è intervenuto anche l’assessore regionale al turismo Sergio Emidio Bini.

(Foto Regione Fvg)

Le(Serre, appunti per un teatro di paesaggio questa sera a Basaldella con ecosistema culturale inclusivo

Le(Serre si prepara a chiudere il 2025 con un nuovo appuntamento culturale capace di intrecciare ricerca artistica, sguardi sul territorio e riflessioni sul ruolo delle arti performative nello spazio pubblico. Oggi, 16 dicembre, dalle 18.30 alle 20.30, è in programma la conferenza “Appunti per un teatro di paesaggio” guidata da Leonardo Delogu e Valerio Sirna, fondatori del collettivo Dom, realtà che da oltre dieci anni interroga il rapporto tra corpi, territori e comunità. L’incontro, a ingresso gratuito e ospitato a Le(Serre — via dell’Artigiano 26/7, a Basaldella —, offrirà uno sguardo ravvicinato sull’evoluzione del loro percorso artistico: dalla prima messa in scena de “L’uomo che cammina” fino alle più recenti esplorazioni urbane e paesaggistiche. Sarà una conversazione immersiva, fatta di frammenti visivi, diari di ricerca, note di campo e riflessioni che toccheranno temi centrali del loro lavoro: la rappresentazione del reale, il teatro di paesaggio, la presenza sensibile nei luoghi, il dialogo tra umano e non umano. Per garantire la partecipazione è consigliata la prenotazione scrivendo a prenotazioni@leserre.co

Il FUNDRAISING – A questo appuntamento si affiancherà un altro tassello fondamentale del percorso formativo avviato da Le(Serre: “Sostenibilità e fundraising”, modulo conclusivo — già sold out — a cura della Fondazione Fitzcarraldo. Dal 4 al 6 dicembre il centro culturale ha ospitato tre intense giornate dedicate agli strumenti per costruire modelli sostenibili nel settore culturale: dal funding mix ai principi fondamentali del fundraising, dalla lettura delle risorse alla costruzione della “buona causa”. La partecipazione è gratuita grazie al finanziamento della Regione Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del programma “Contenitori Culturali Creativi”.

IL BILANCIO 2025 – Giunti quindi all’ultimo mese dell’anno, Le(Serre può tracciare il bilancio delle attività. Le(Serre è cresciuto come ecosistema culturale inclusivo, capace di unire creatività, formazione, cittadinanza attiva e attenzione all’ambiente. Lo spazio, nato come ex falegnameria e oggi in piena trasformazione verso un hub culturale contemporaneo, ha accolto un pubblico eterogeneo, generando relazioni nuove e durature. Le attività realizzate hanno coinvolto professionisti, bambini, adolescenti, adulti e anziani, creando una rete sociale viva e in espansione. Immancabili le residenze artistiche che hanno portato a Basaldella artisti regionali, nazionali e internazionali; i laboratori creativi e ambientali hanno avvicinato i più giovani alla sperimentazione e alla natura; il percorso Care ha intrecciato arte, cura e supporto alle fragilità, coinvolgendo caregiver, operatori sanitari e persone anziane. Non sono mancate le feste di comunità, gli incontri e gli eventi aperti che hanno rafforzato il legame tra abitanti e artisti, consolidando la vocazione di Le(Serre come luogo di incontro oltre che di produzione culturale. Sul fronte della rigenerazione, lo spazio continua a trasformarsi: all’esterno è attivo un percorso di rinaturalizzazione che dialoga con l’area protetta del torrente Cormor; all’interno stanno prendendo forma postazioni tecniche, ambienti per residenze multimediali, co-working creativi, aree espositive e sale per conferenze e formazione. I numeri raccontano la vitalità di questo anno: 8 eventi musicali, 2 performance, 8 laboratori creativi, 20 artisti in residenza, 5 mostre, 1 centro estivo, 10 attività di educazione ambientale, 11 appuntamenti Care, 6 corsi di formazione e 3 conferenze. Una programmazione ampia, resa possibile da una fitta rete di partner istituzionali, culturali e associativi del territorio, e da collaborazioni nazionali e internazionali sempre più solide. Le(Serre, dunque, chiude il 2025 con una comunità cresciuta, nuovi processi attivati e un orizzonte che guarda al futuro con rinnovata energia: un luogo che continuerà a evolversi, ad accogliere e a generare cultura, nel segno dell’apertura e della partecipazione.

Per informazioni: www.leserre.co | Pagina eventi Le(Serre | Facebook | Instagram

Noax entra nel mondo delle favole con il concorso di Corno di Rosazzo: vince una coppia di Pagnacco, ma una menzione speciale va a un gruppo di giovani bengalesi ospiti del Civiform di Cividale

Il piccolo e ameno borgo di Noax entra nel mondo delle fiabe. La frazione di Corno di Rosazzo è stata l’ambientazione delle favole pervenute alla giuria del Premio Noax 2025 dedicato proprio ai racconti per bambini. Nel corso di una festosa e partecipata cerimonia che si è svolta, tradizionalmente, nella cinquecentesca chiesetta del borgo dedicata a San Giacomo Apostolo sono stati conferiti i riconoscimenti agli autori di tre elaborati segnalati dalla giuria e il premio in denaro al testo vincitore messo a disposizione da Civibank. Una coppia di coniugi di Pagnacco, Chiara Giorgiutti e Luca Capitoli, ha ritirato infatti il primo premio dalle mani del sindaco Daniele Moschioni e del direttore della filiale di Manzano dell’istituto cividalese, Luigi Pacorini. Il ruolo che il concorso riveste nel valorizzare il territorio è stato richiamato proprio dal primo cittadino nel suo indirizzo di saluto.

Si è chiusa, dunque, in questo modo festoso la 12ma edizione del Premio Noax indetto dal Comune collinare e dal Circolo culturale Corno, e curato dall’architetto Paolo Coretti che ogni anno s’incarica di individuare un’espressione artistica o artigianale cui dedicare il concorso. Un’iniziativa che coinvolge varie realtà del paese friulano grazie alle quali è possibile avviarne l’organizzazione. Gli elaborati favolistici pervenuti dovevano essere corredati da illustrazioni colorate: il tutto sarà presto esposto in una mostra a cura del circolo culturale che nella circostanza renderà nota la tematica dell’edizione 2026.
Tra le opere segnalate dalla giuria vi era anche una eseguita da un’equipe di giovani bengalesi frequentanti il Civiform intervenuti alla cerimonia di Noax con i quali si sono compiaciuti l’assessore comunale all’istruzione Sonia Paolone ed il presidente del sodalizio culturale Sergio Paroni. Sujon Forhad, Khan Ramin, Peyash Shakil, Chowdhury Arif, Sheikh MD Hridoy e Mirda Salauddin, giovani ospiti della comunità scolastica cividalese, hanno infatti ricevuto una menzione, assegnata alla loro favola «per la narrazione con la quale gli autori, senza dimenticare i segni della propria tradizione, hanno mostrato una grande speranza di integrazione con la società che oggi li ospita».
«Questo riconoscimento – sottolinea il Civiform di Cividale – rappresenta un risultato importante per questi giovani e per il loro percorso: un segno concreto di impegno, crescita e desiderio di costruire il proprio futuro, spesso lontano dai pregiudizi che ancora accompagnano le storie dei minori stranieri. Un risultato che parla di responsabilità, talento e fiducia reciproca. Complimenti ai ragazzi e a tutte le persone che li accompagnano ogni giorno in questo cammino!».

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In copertina, la coppia vincitrice con il sindaco di Corno di Rosazzo Daniele Moschioni; all’interno, due immagini della cerimonia e il gruppetto di giovani bengalesi dei Civiform di Cividale.

Chiandetti, grande storia dell’editoria creata dal nulla 65 anni fa da Luigi: bellissima festa a Reana anche per il mezzo secolo di Agenda Friulana segno di speranza e rinascita dopo il terremoto

di Giuseppe Longo

REANA DEL ROJALE – Volete sapere qual è un grande friulano? Non ci sono dubbi: è Luigi Chiandetti. Protagonista nella carta stampata e nell’editoria da una vita e che continua a esserlo, perché, pur alla soglia dei novant’anni portati meravigliosamente bene, non manca una giornata nella sua inseparabile Tipografia a Reana del Rojale, quella che ha costruito a piccoli passi ma senza fermarsi mai, dal nulla, con la sua amata Vilma. Lo conosco esattamente da mezzo secolo, a quell’epoca la sua era ancora un’aziendina di quindici anni di vita. E non c’era stato ancora il terremoto, ma erano gli anni in cui il Friuli, uscito dalle ferite dell’ultima guerra, cresceva in fretta e con entusiasmo. Poi, il 6 maggio 1976, la terribile mazzata del sisma, la paura di stare davanti alle macchine, con la porta era sempre aperta per darsela a gambe appena arrivava una nuova scossa. E in quel doloroso contesto, soprattutto per i mille morti che ha causato, è nata anche Agenda Friulana come segno di speranza, di quel “tigni dur e mai molà” di cui la gente friulana va fiera, tanto da realizzare in pochissimi anni una ricostruzione esemplare, conosciuta ovunque come “modello Friuli”. E anche Gigi è stato un artefice di questo miracolo – a quell’epoca era anche amministratore comunale – che ha fatto rinascere, crescere e incredibilmente progredire la nostra terra dotandola di infrastrutture pubbliche impensabili (basti pensare soltanto all’autostrada Alpe Adria e alla doppia ferrovia Pontebbana) e culturali, come l’Università di Udine o meglio del Friuli. E oggi la Cartostampa Chiandetti, capitanata dai figli Cristina e Alessandro con il prezioso apporto di Elisa, per la quale il nonno è veramente un faro di luce sempre acceso, è un’azienda fiore all’occhiello del Friuli, offrendo ogni giorno prodotti di alta qualità e precisione, grazie a tecnologie sempre più evolute, e all’alta professionalità di dirigenti e maestranze. Di cui proprio Agenda Friulana, che compie appunto mezzo secolo, è un bellissimo esempio, che meritava d’essere festeggiato nella magnifica serata che ha riempito il pur ampio auditorium “Monsignor Giovanni Pigani”, un altro grande rojalese esemplare nella storia della Chiesa e della musica nel nostro Friuli.

«Chiandetti rappresenta uno dei migliori esempi di impresa artigiana del Friuli Venezia Giulia: una realtà familiare capace di attraversare le generazioni, innovare senza perdere le proprie radici e valorizzare, attraverso il lavoro artigiano, la cultura e la memoria del territorio», ha sottolineato, infatti, anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto alla serata celebrativa per i 65 anni di attività della Tipografia Chiandetti e per il mezzo secolo di Agenda Friulana, presentata nell’occasione dalla giornalista Paola Treppo.
L’evento ha ripercorso la storia dell’azienda fondata nel 1960 da Luigi Chiandetti e il valore simbolico della pubblicazione annuale, nata nel 1976, appunto l’anno del terremoto, come strumento di speranza e custodia dell’identità locale, divenuta negli anni un vero e proprio scrigno di memoria collettiva. L’edizione 2026 prosegue questa missione culturale, arricchita anche da una rubrica dedicata all’Ente Friuli nel Mondo, guidato dal concittadino e sindaco emerito Franco Iacop. Nel suo intervento, l’assessore Bini – che ha voluto omaggiare Luigi Chiandetti con una targa ricordo che l’ha commosso – ha sottolineato anche l’impegno della Regione a sostegno del comparto artigiano del Friuli Venezia Giulia, «riconosciuto a livello nazionale per le proprie eccellenze locali e per l’abilità delle proprie maestranze». Inoltre, l’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato l’importanza del passaggio generazionale e il forte legame con la comunità di Reana e con il Friuli, che «hanno reso questa azienda un simbolo della friulanità in Italia e anche all’estero, vera e propria custode di tradizioni, storia e paesaggi del nostro territorio».


Alla bellissima serata, presentata con garbo e proprietà da Elisa Mauro (amministrazione e pubbliche relazioni) assieme a Gabriele Marcuzzi (settore commerciale), e impreziosita dagli “stacchi” musicali di flauto e violoncello “prestati” per l’occasione dai Filarmonici Friulani, sono intervenuti il sindaco di Reana del Rojale, Anna Zossi, il presidente di CrediFriuli Stefano Fruttarolo, il presidente di Confartigianato Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il citato presidente di Friuli nel mondo. Tutti, pur con accenti diversi sintonizzati sulle rispettive competenze, si sono soffermati sulla vita e sugli indiscutibili successi collezionati in 65 anni di vita dall’azienda di Luigi Chiandetti. Il quale ne ha fatta veramente tanta di strada da quando l’ho conosciuto nel lontano 1975, quando riforniva di carta e buste intestate l’allora Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezie Giulia, nel quale ero stato appena assunto, e veniva personalmente a portare quelle scatole, che rivedo ancora, man mano che le scorte si esaurivano. E un anno dopo Gigi, da sempre inesauribile fucina di idee e iniziative, dava vita proprio ad Agenda Friulana, alla quale tutti auguriamo almeno altri cinquant’anni di vita. Tutto è stato possibile grazie al suo entusiasmo e alla sua grandissima dedizione al lavoro assieme alla sua cara Vilma, che purtroppo non c’è più (l’avrebbe sicuramente commossa la festa di sabato), ma anche ai tanti, bravissimi, collaboratori di ieri e di oggi che alla fine sono saliti sul palco per una magnifica foto ricordo con il loro Gigi.

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In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini mentre consegna la targa a Luigi Chiandetti; all’interno, la foto ricordo con tutti i dipendenti di ieri e di oggi, Paola Treppo che presenta Agenda Friulana numero 50, i musicisti dei Filarmonici Friulani, il saluto del sindaco Anna Zossi, le foto ricordo con Confartigianato e Friuli nel mondo, il saluto di Stefano Fruttarolo per CrediFriuli, il “patriarca” Gigi con la sua famiglia, con i figli Cristina e Alessandro e con l’amata nipote Elisa.

Natività nel Rojale, oggi a Rizzolo si alza il sipario sui Presepi 2025. Da ieri a Reana rassegna della Pro Loco anche in “scus”

(g.l.) Appena calerà il sole di questa straordinaria giornata “invernale” e tutto sarà avvolto dal buio della notte in arrivo, si accenderanno le luci sulla Natività del Rojale, con l’inaugurazione del Presepe nella Chiesa di Sam Rocco e Sebastiano (Tempietto ai Caduti) a Rizzolo. La festosa cerimonia comincerà alle 17. La rassegma dei Presepi in cartoccio – caratteristici, quelli in “scus”, proprio nel Rojale – sarà visitabile nlle suggestive casette di legno di piazza Tempietto. La cerimonia di apertura sarà accompagnata dai brani natalizi proposti dall’Acoustic Duo con Elisabetta e Marco. La mostra di Rizzolo sarà quindi visitabile fino all’11 gennaio (lunedì-venerdì 14-19; sabati, domeniche e festivi 9-20), quando ci sarà la festa di chiusura con il Coro delle Famiglie di Savorgnano del Torre.
Presepi, però, non solo a Rizzolo ma anche a Reana capoluogo. Da ieri, a cura della Pro Loco del Rojale, una ricca mostra di Natività create a mano con diverse tecniche e ancora con gli “scus”, manufatti bellissimi e pieni di poesia che tengono in vita un’antica tradizione del territorio. La mostra è allestita in via Vittorio Veneto nel parco erboso della Centa, nella sede delle ex scuole elementari. Questi gli orari di apertura: martedì 10-12, venerdì 15-18 o su appuntamento. Le manifestazioni rojalesi sono inserite nell’ambito di “Presepi Fvg – La tradizione che prende forma”, il circuito organizzato ogni anno dal Comutato regionale delle Por Loco d’Italia.


Informazioni: +39 349.4244611 – prolocodelrojale@mail.com
Per Rizzolo rivolgersi a Federico Bertoni
+39 339.2167816 – parrocchiedelrojale@gmail.co

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In copertina, un caratteristico Presepe in “scus”; qui sopra, il Tempietto di Rizzolo.