La Bocciofila di Casarsa San Giovanni affidata alla guida di Pietro Maccagnano. Il Comune: set di bocce per i più piccoli

Passaggio di testimone al vertice della Bocciofila di Casarsa San Giovanni, storica realtà sportiva che ha il suo campo di gioco nel centro sportivo comunale. Nuovo presidente è Pietro Maccagnano, che come prima cosa ha ringraziato il suo predecessore Gavino Cattaruzza, il quale ha concluso il suo mandato. Presenti in rappresentanza dell’Amministrazione comunale il vicesindaco Ermes Spagnol e l’assessore allo sport Samuele Mastracco. Spagnol ha consegnato al neo presidente le chiavi dell’impianto, a simboleggiare l’avvio di questa nuova fase per la Bocciofila.
Non solo: i due rappresentanti dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Colussi hanno colto l’occasione per donare al sodalizio due nuovi set di bocce destinati all’attività giovanile, con l’obiettivo di avvicinare i più piccoli a una disciplina che rappresenta un importante patrimonio sportivo e sociale del territorio.
Come detto, la Bocciofila di Casarsa San Giovanni è un punto di riferimento non solo a livello sportivo ma anche comunitario, visto che rappresenta un punto di ritrovo quotidiano per diverse persone che con l’occasione di una partita passano del tempo di qualità in compagnia all’aria aperta.

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In copertina, il nuovo presidente Pietro Maccagnano tra Spagnol e Mastracco.

Volontariato a Grado, il suo prezioso ruolo nelle riflessioni di monsignor Nutarelli la Notte di Natale: “Serve agli altri, ma prima di tutto fa bene a me!”

di Giuseppe Longo

Il volontariato, più volte l’abbiamo osservato, è il “motore” che tiene viva una comunità: senza sarebbe impossibile realizzare tanti eventi e iniziative, a cominciare da quel grande Presepe lagunare che Grado, dopo il successo “mondiale” in Vaticano, ripropone in queste festività a Gorizia al termine della straordinaria esperienza di Capitale europea della cultura con la contermine Nova Gorica. E questa preziosa espressione della vita sociale ha avuto un’eco di rilievo anche nell’omelia che monsignor Paolo Nutarelli ha pronunciato la Notte di Natale nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, osservando quanto sia importante trovare «il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato».

Monsignor Paolo Nutarelli

«Il volontariato – ha infatti osservato l’arciprete – è un tema sul quale spesso a voce alta ho riflettuto» e ha aggiunto: «Non solo facciamo fatica a fare volontariato, ma a volte vedo anche un po’ di stanchezza in chi lo fa. Perché spesso sono sempre gli stessi a “tirare la carretta”, mentre altri restano a guardare, da spettatori (e tutto diventa pesante…)». E, richiamandosi alla solennità che anche la Chiesa isolana stava vivendo, ha osservato che «lo stile di Dio è un altro. È uno stile che mi spinge ad alzarmi, nonostante tutto. Non perché manchino le difficoltà, ma perché il volontariato “fa bene” prima di tutto a me. Il volontariato serve a me, e proprio per questo poi, serve anche agli altri. Mi mette in movimento, dà un senso al mio tempo, dà un respiro più grande alla mia vita». Anche perché «chi resta solo spettatore, forse, non ha ancora scoperto fino in fondo il senso della propria vita. Perché la vita, quando la doni, diventa finalmente piena. E perché farlo? Perché il Paradiso lo abbiamo già ricevuto in dono. Non sprechiamolo. Fidiamoci di Dio. Buttiamoci. Facciamo nostro il suo stile. Saremo felici. Sarà vero Natale. Non solo stanotte. Sempre».
Dopo la lettura del Vangelo di Luca che racconta la Nascita di Gesù – “… Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia…” -, monsignor Nutarelli ha esordito affermando che «nel cuore di ogni uomo c’è una domanda di senso. C’è un desiderio che abita tutti: la vita non può finire qui, non può ridursi a ciò che vedo e controllo. E penso, a voce alta. Fin dall’antichità, le religioni nascono proprio come tentativo dell’uomo di dare una risposta a questo desiderio di infinito. Nella maggior parte delle religioni il movimento è sempre lo stesso: è l’uomo che deve impegnarsi, salire, purificarsi, meritare. Se fai abbastanza, forse arriverai. Se ti comporti bene, forse conquisterai il Paradiso. Che sia la scalata verso il Paradiso, l’illuminazione, la liberazione o una casta superiore, il movimento è sempre dal basso verso l’alto: se fai abbastanza, forse arriverai. Mi fermo… guardo ancora una volta il Bambino di Betlemme. Ed ecco: permettimi di affermare che il Cristianesimo rompe questa logica. Nel Cristianesimo non è l’uomo che raggiunge Dio, è Dio che raggiunge l’uomo. Il Paradiso non è una conquista futura, ma un dono già fatto. La vita eterna non comincia dopo la morte: comincia ora, perché Dio ha deciso di entrare nella nostra storia. E questo cambia tutto».
Don Paolo ha infatti argomentato: «Sapere che il Paradiso mi è già stato donato cambia la prospettiva con cui vivo. Non faccio il bene per guadagnarmi qualcosa, non “mi comporto bene” per paura di perdere la salvezza. Vivo in un certo modo perché ho ricevuto un dono, e da quel dono imparo a rileggere tutta la mia vita, con gli occhi di Dio. Il Natale dice esattamente questo. Natale non è il ricordo sentimentale di una nascita lontana. Gesù è già nato, è morto, è risorto. Natale è memoria viva di un Dio che non abbandona l’uomo, di un Dio che sceglie di stare dentro la storia, anche quando è fragile, confusa, ferita. Natale è nascita, sì. Ma vorrei che fosse per tutti noi un nuovo inizio». Per cui il parroco di Sant’Eufemia ha dedotto: «Oggi è un giorno di partenza per tutti. A dire il vero, spesso — e forse anche in questo momento — mi sento come San Paolo ad Atene, quando dopo una predica (anzi, un’omelia) meravigliosa e profondamente pastorale, la gente gli dice: “Ti sentiremo un’altra volta”. Spesso mi sento dire: “Belle parole… ma la vita è altro”. E allora mi domando: che cosa significa essere cristiani oggi? In un mondo dove la logica dominante è spesso l’opposto del Vangelo. A livello mondiale: se vuoi la pace, prepara la guerra… Ma anche a livello quotidiano: guarda dall’altra parte, mostrati forte, sii duro. È la logica del più forte, che alla fine porta sempre tristezza e solitudine. Sottovoce ma con fermezza e convinzione continuo a dirlo: Natale è contemplare lo stile che Dio ha con noi. Dio viene nel silenzio…. non ha bisogno di apparire. Dio viene nella semplicità…. smettiamo di essere complicati. Dio viene nell’essenziale. Essere cristiani, allora, non significa “fare i bravi”. Significa vivere secondo lo stile di Cristo. Ovvero lasciarsi abitare da una domanda Se Gesù fosse al mio posto, come reagirebbe? Come guarderebbe questa persona? Come starebbe dentro questo dolore? Come sceglierebbe di amare? E forse troveremo il coraggio di fare il primo passo verso quel familiare con cui c’è rancore — da una parte o dall’altra. E forse troveremo il coraggio di fare un passo di lato per affiancare. E forse troveremo il coraggio di alzarci dal divano e vivere il volontariato…».

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In copertina, il Presepe allestito dinanzi all’altare della Basilica di Sant’Eufemia.

Associazione Mitteleuropa chiude un anno di grandi traguardi. Entusiasta il presidente Petiziol che annuncia un ricordo del terremoto in Friuli del 1976

«Il confine viene rimosso non solo dai luoghi, ma anche nella mente e nella vita quotidiana delle persone: questo è il risultato più significativo ed emozionante in 51 anni di attività dell’Associazione Mitteleuropa e in particolare di questo irripetibile 2025. Una grande gratificazione, ma anche una significativa responsabilità per il futuro». Con queste parole il presidente Paolo Petiziol traccia il bilancio dell’anno che si sta per concludere per l’Associazione da lui fondata nel 1974. «Il 2025 è stato straordinario e siamo andati ben oltre i nostri obiettivi: grazie alla stretta collaborazione tra Associazione Mitteleuropa e GO!2025, il forum Crossborder cities creato due anni fa, diventa strumento concreto di lobby in Europa, tracciando un futuro per Gorizia nella cooperazione internazionale che non si esaurisce con GO!2025».
Durante la terza edizione del Meeting delle città transfrontaliere d’Europa, infatti, dodici Paesi (Italia, Slovenia, Austria, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Croazia, Spagna, Bosnia e Francia) hanno approvato all’unanimità la creazione di un tavolo di lavoro per redigere delle proposte concrete da sottoporre alla Commissione Europea, in particolare in tema di salute, sicurezza e trasporti transfrontalieri, aspetti concreti della vita delle comunità che abitano sul confine. Si tratta di un’iniziativa internazionale innovativa che colloca il Friuli Venezia Giulia in una posizione ancor più strategica nello scacchiere delle relazioni internazionali, propulsore di idee e di proposte concrete per una migliore cooperazione transfrontaliera.
L’Associazione Mitteleuropa è già al lavoro sulla programmazione del 2026 che si preannuncia particolarmente ricca e differenziata. Per la prima volta, infatti, in occasione del 170° anniversario dalla morte di Sigmund Freud, organizzerà un convegno dedicato alla salute mentale e su come la cultura faccia stare bene mente e corpo. Non potrà mancare un tributo ad un altro anniversario importantissimo per la storia e l’eredità sociale e culturale del Friuli Venezia Giulia, quello del cinquantesimo dal terremoto del ’76.

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In copertina, il presidente Paolo Petiziol; qui sopra, l’ultima edizione del Meeting.

Udine, i Paesi Catalani con Lia Sampai vincono anche quest’anno a Suns Europe il festival delle arti in lingua minorizzata

Una voce di rara eleganza e dolcezza, quella di Lia Sampai (Paesi Catalani), che ha conquistato sia il pubblico che la giuria tecnica internazionale dell’undicesima edizione del concorso musicale di Suns Europe, il festival delle arti in lingua minorizzata organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, della Fondazione Friuli, dei Comuni di Udine e Codroipo, e la collaborazione di numerosi partner pubblici e privati, locali e internazionali (dall’Istituto Basco Etxepare al Wales Arts International, dal Faroe Music Export all’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi). Sognanti sonorità mediterranee e spunti di musica popolare dei Paesi Catalani sono il mix che la cantautrice ha portato sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine nella serata conclusiva del Festival che ha portato in Friuli musica, letteratura e cinema nelle lingue minorizzate del Vecchio Continente. Soddisfatto Carlo Puppo, presidente della cooperativa Informazione Friulana, società editrice di Radio Onde Furlane, organizzatrice dell’evento: «Oltre alla grande qualità artistica di tutti i partecipanti e alla risposta entusiasta del pubblico, ciò che più ci riempie d’orgoglio è essere riusciti a creare un clima di forte condivisione tra tutti gli ospiti creando un piccolo esempio dell’Europa che vogliamo: fiera delle proprie diversità, libera, allegra, combattiva e solidale».

IL PREMIO DELLA GIURIA TECNICA – Ammaliante ed evocativa, Lia Sampai si è aggiudicata i voti della giuria tecnica internazionale «per il suo standard musicale, la vocalità e gli arrangiamenti; per la sua originalità capace di unire tradizione e modernità, guardando, allo stesso tempo, a locale e universale». A premiarla, a margine delle esibizioni, il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, e il curatore artistico della manifestazione, Alessio Velliscig.

IL PREMIO DEL PUBBLICO – Ma la giovane cantautrice catalana ha stregato l’intero Teatrone, conquistando pure il “premio Guglielmo Tonelli”, assegnato dal pubblico e consegnato da Marianna, la sorella del giovane musicista prematuramente scomparso nel 2021, e a cui gli organizzatori hanno deciso di dedicare il riconoscimento.

IL PREMIO ALTRE EUROPE – Il terzo premio, Altre Europe, è stato invece dato al Centro europeo di ricerca sul multilinguismo Mercator di Leeuwarden, in Frisia, e consegnato dall’assessore alla cultura del Comune di Udine, Federico Pirone, e dal presidente della manifestazione, Carlo Puppo, al sociologo Cor Van der Meer, esperto nei campi delle lingue minoritarie e dell’apprendimento linguistico che, fino al 2023 ha coordinato i lavori del Mercator, ONG che raccoglie dati, sviluppa e diffonde ricerche sulla diversità linguistica in Europa. Questa la motivazione: «Per i suoi quasi quarant’anni di attività di ricerca, dedicata soprattutto alle lingue minoritarie del nostro continente; per la quantità e la qualità degli studi sulla situazione delle lingue minoritarie nell’educazione e sulla diversità linguistica che ha saputo sviluppare e mettere a disposizione di tutti; per essere un punto di riferimento per tutte le comunità minoritarie europee e per l’impulso dato alla promozione dei diritti linguistici».

GRUPPI IN CONCORSO – «È stata un’emozione continua. Una serata che ha trovato un riscontro positivo anche nel pubblico, pure nelle proposte più rischiose e, di questo, non posso che essere felice. Complessivamente il bilancio di questa 11^ edizione è molto positivo. Credo che chiunque tornerà a casa porterà con sé un ricordo importante di questa edizione di Suns Europe», ha commentato Alessio Velliscig, curatore artistico della sezione musicale di Suns Europe. Il concorso musicale anche quest’anno ha proposto la varietà musicale delle lingue minorizzate d’Europa grazie alla presenza di artisti provenienti da diverse aree linguistiche e culturali europee, capaci di intrecciare tradizione e contemporaneità. Dalla raffinatezza mediterranea della vincitrice, la cantautrice catalana Lia Sampai, all’energia pop della gallese Mali Hâf, passando dalle atmosfere sospese del faroese Marius Ziska e dalla forza espressiva dei friulani No Good meets Passion, la serata ha offerto un mosaico sonoro ricco e trasversale. Non sono mancati il pop cantautorale in ladino dei Popcorner, il rock metal intenso dei sardi Shardana e il percorso visionario di Verde Prato dal Paese Basco, contribuendo tutti a una competizione vibrante che ha trasformato il Teatrone in uno spazio di dialogo creativo tra lingue e identità diverse, arricchito dalla partecipazione straordinaria di due importanti ospiti – l’attrice Aida Talliente e il cantautore Lino Straulino – che hanno omaggiato il poeta Leonardo Zanier in occasione dei 90 anni dalla sua nascita.

INFO – www.sunseurope.com | Facebook | Instagram | Spotify

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In copertina, la premiazione di Lia Sampai vincitrice a Udine di Suns Europe 2025.

Gennaio si aprirà a Pordenone con i “teatri in miniatura” del Sudamerica

Arrivano per la prima volta a Pordenone i teatrini Lambe Lambe, una forma di teatro in miniatura ancora poco conosciuta in Italia ma molto diffusa in Sudamerica. Piccole scatole da osservare attraverso uno spioncino — per uno o al massimo due spettatori alla volta — che racchiudono mondi in miniatura e storie intime. Saranno i protagonisti di Nautilus – Coro di teatri in miniatura, nuovo appuntamento del cartellone natalizio pordenonese. L’esordio cittadino di questi mini-teatri è in programma sabato 3 gennaio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30, all’Ex Convento di San Francesco, in Piazza della Motta. L’iniziativa è inserita nella dodicesima rassegna I Teatri dell’Anima, organizzata da Eta Beta Teatro, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, in collaborazione con il collettivo Lambe Lambe. La manifestazione ha preso ufficialmente il via in agosto con l’anteprima “Concerto per spiritelli in Natura” dell’Orchestra Con Fuoco e prosegue ora con questo speciale appuntamento natalizio, per poi continuare nei mesi primaverili con un calendario diffuso su tre province e otto comuni del Friuli Venezia Giulia.

Nautilus – Coro di teatri in miniatura si propone a uno o due spettatori per volta e si svolge all’interno di piccole scatole che funzionano come vere e proprie scene in miniatura. Guardando attraverso uno spioncino, lo spettatore assiste a brevi azioni teatrali costruite con marionette, oggetti, ombre e semplici animazioni, accompagnate da musiche o racconti ascoltati in cuffia. «È una forma teatrale intima – spiega Andrea Chiappori, direttore artistico de I Teatri dell’Anima – che concentra l’attenzione su storie brevi e su un rapporto diretto e ravvicinato con lo spettatore. Un teatro pensato per tutti, dai bambini agli adulti: ciascuno può decidere se assistere a un solo spettacolo o esplorare più teatrini, costruendo liberamente il proprio percorso di visione».
Ogni spettacolo ha una durata di circa cinque minuti e permette al pubblico di muoversi liberamente, senza vincoli di ordine o di numero. Non è richiesta la prenotazione. Per l’occasione, saranno allestiti cinque teatrini Lambe Lambe, differenti per stile, poetica e tecnica. In programma Starboy della compagnia Manintasca, Voglio la luna della compagnia Nasinsu, Riparo sogni infranti di Nano Teatro, Dance Box di Carla Taglietti e Le piccole cose di Marzia Alati. Brevi narrazioni che attraversano immaginari ed emozioni diverse, mantenendo una dimensione raccolta e di immediato contatto con lo spettatore.
I Teatri dell’Anima XII è una rassegna di teatro diffuso in diversi territori del Friuli Venezia Giulia. I luoghi naturali nella bella stagione, i teatri in quella più fresca, ospiteranno un percorso di eventi mirati alla creazione di una comunità di spettatori aperta ad una condivisione e ad un confronto inclusivo per superare le frontiere fisiche, culturali, linguistiche e generazionali. Un’articolazione in tre province e otto comuni per sensibilizzare e coinvolgere il pubblico con un’offerta culturale teatrale innovativa ma di facile fruibilità e libera dai vincoli convenzionali dello spettacolo, aperta ad artisti e spettatori di ogni età senza dimenticare le fasce deboli e le giovani generazioni.

Per informazioni:cell 333 6785485 oppure email: info@iteatridellanima.it oppure il sito www.iteatridellanima.it

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In copertina e all’interno tre degli spettacoli che saranno presentati a Pordenone.

Casarsa, crescono i tre tigli nel parco giochi di San Giovanni. E i bambini della “Monsignor Giacomo Jop” fanno festa

Crescono i tre tigli piantumati dall’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia nel parco giochi di via Aviotte, a San Giovanni, nel corso della Festa degli Alberi 2024. E quest’anno i bimbi della Scuola d’infanzia “Monsignor Giacomo Jop”, sempre in occasione della giornata internazionale dedicata al verde, assieme alle loro maestre sono tornati a salutarli con una semplice e sobria cerimonia. Un modo, fanno sapere dalla Materna, per onorare e celebrare l’importanza delle piante nella vita di tutti.


Alla festa hanno partecipato anche il sindaco Claudio Colussi e il vice Ermes Spagnol in compagnia di un gruppo di nonni dei bambini. «I tigli che abbiamo piantato – ha detto il primo cittadino – rappresentano il futuro, come anche rappresentano il futuro queste bambine e questi bambini che ogni giorno imparano qualcosa di nuovo e crescono per diventare protagonisti della nostra comunità. Un plauso alle insegnanti e alla scuola Jop per queste attività all’aria aperta che stimolano la curiosità e conoscenza del mondo nei più piccoli».
Gli alunni hanno adornato le piante con disegni, ghirlande di elementi naturali e dedicato loro alcune canzoni. La Materna Jop conta, in questo anno scolastico, oltre 90 bambini iscritti dai 2 ai 6 anni, i quali condividono la vita all’aria aperta come filo rosso dell’approccio educativo, come fonte inesauribile di ricchezza, diversità ed esplorazione. A testimonianza di ciò, nella scuola ci sono anche numerosi progetti di arricchimento dell’offerta formativa che vedono gli esseri viventi e la natura come fulcro dell’attività: per esempio la pet therapy e le uscite didattiche nei parchi e luoghi dal particolare rilievo ambientale.

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In copertina e all’interno tre immagini delle Festa degli alberi a San Giovanni di Casarsa.

 

“Cjargna curiosa”, e ora Dino Persello dà appuntamento a Ravascletto: con i Petris tra i costumi e le tradizioni della Valcalda

(g.l.) Dopo il successo ottenuto tre settimane fa ad Amaro, Dino Persello domani, ultima domenica di dicembre e del 2025, salirà in quel di Ravascletto per un nuovo omaggio alla montagna carnica. Alle cinque del pomeriggio, nella sede della Protezione civile di via Valcalda, presenterà infatti nuovamente “Cjargna curiosa”, uno spettacolo che ha per sottotitolo “Int, costums, tradizions, teritori – La curiositat e je la palestre de anime”, come dire che l’attore sandanielese si soffermerà nel suo sempre piacevolissimo monologo su gente, costumi, tradizioni e territorio di questa suggestiva area delle “terre alte” del nostro Friuli, stuzzicando quella curiosità che, secondo lui, è una vera e propria “palestra dell’anima”.

Dino Persello e Pasqualino Petris.


Con il protagonista della serata ravasclettana ci sarà il sempre gradito accompagnamento musicale – fisarmoniche e violini – dei Petris, una famiglia che vive a stretto contatto con l’affascinante mondo delle sette note. Annunnciata pure la partecipazione di Livia Sala che era stata applaudita anche nel precedente appuntamento di Amaro.
Lo spettacolo, come sempre con ingresso libero, fa parte del progetto teatral-emozionale “Contà la Cjargna” messo assieme dalla Comunità di montagna della Carnia e dallo stesso scrittore e narratore Dino Persello. Hanno collaborato, sostenendo la bella iniziativa, il Comune e la Biblioteca civica di Ravascletto. Come detto, l’appuntamento è domani alle 17, al calar della sera.

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In copertina, una bella immagine di Ravascletto capoluogo della Valcalda.

“L’orchestra non è una minestra” la proposta natalizia del Cta (a Pieris). Nuove produzioni in arrivo sulla scia della Capitale europea della cultura

Il fervore scatenato dalla Capitale europea della Cultura non si esaurisce con la fine del 2025 per il Cta di Gorizia (Centro Teatro Animazione e Figure) che proprio in questo ultimo scorcio d’anno sta lavorando a nuove proposte, principalmente rivolte al pubblico più giovane. Già durante le festività natalizie è in programma il debutto di “L’orchestra non è una minestra”, che verrà presentato lunedì 29 dicembre alle 15.30 nella sala delle Associazioni di via Marconi 6 (località Pieris). Inserito nell’ambito del programma “La magia del Natale” promosso dal Comune di San Canzian d’Isonzo, lo spettacolo (coproduzione Cta e Slou Coop) si rivolge a un pubblico dai 6 anni di età che potrà assistere a un viaggio creativo con protagonista una piccola orchestra di strumenti-utensili da cucina diretti dalla fantasia dell’attrice e musicista Adriana Vasques.
“L’orchestra non è una minestra” sarà una delle proposte indirizzate dal Cta alla scuola primaria nell’ambito del pluriennale progetto di Teatro a scuola, in partenza a febbraio ma per il quale sono già aperte le prenotazioni per tutti gli spettacoli in programma (chiamando il numero 0481.537280 o inviando una mail a sara.giurissa@ctagorizia.it). Realizzata con la collaborazione e il sostegno della Regione Autonoma Fvg – Assessorato alla Cultura e della Fondazione Carigo, l’iniziativa intende promuovere la cultura teatrale nelle scuole di ogni ordine e grado utilizzando il divertimento come strumento di riflessione su temi significativi nel mondo di oggi.

Atalanta


Fra le nuove produzioni rivolte nello specifico alle scuole dell’infanzia, spicca il debutto di “Solonauta. Un viaggio nel fare e stare da soli” che a fine febbraio vedrà protagoniste Carola Maternini ed Elisa Sarchi. La solitudine, la conoscenza dell’altro e di se stessi sono al centro dello spettacolo di marionette, presentato con una breve anteprima nell’ambito dell’Alpe Adria Puppet Festival dello scorso ottobre.
Ai ragazzi delle scuole medie di primo grado si rivolge invece “Orecchie d’asino” in cui l’attore Stefano Paradisi racconta la faticosa migrazione di una donna e suo figlio dal Sud al Nord Italia all’indomani dell’Unità nazionale. Una storia di sapore antico che si adatta però alla contemporaneità grazie ai temi sempre attuali dell’accoglienza e dell’esclusione ma anche all’importanza del ruolo della scuola come collante fra esperienze diverse. Ha debuttato quest’estate all’Alpe Adria Puppet Festival ed è pronta a tornare sul palco un’altra storia di migrazione, “Il viaggio di Berta”, proposta per le scuole primarie affidata all’interpretazione di Giulia Cosolo.
Rimanendo nell’ambito delle proposte per le scuole, in primavera torneranno le passeggiate teatrali in cuffia di Gorizia Nascosta, rivolte agli studenti degli istituti superiori che potranno così approfondire la conoscenza del territorio attraverso gli aneddoti sulla sua storia. “Accanto al lento scorrere del fiume. Piccole e grandi storie sulle rive dell’Isonzo” permetterà di scoprire il quartiere operaio di Straccis attraversando anche il parco di villa Ritter e visitando la centrale idroelettrica sulle rive dell’Isonzo. “Dall’alto da lontano – corale di confine” è invece un percorso simile a un pellegrinaggio lungo la via che conduce al monastero di Castagnevizza, luogo ideale per abbracciare, dall’alto e da lontano, Gorizia e Nova Gorica, separate fino a pochi anni fa da uno dei confini più discussi della storia del Novecento.
Ma il Cta sta scaldando i motori anche per le tournée, con spettacoli che raggiungeranno diverse località italiane in occasione di festival e rassegne. Grazie alla collaborazione fra Cta ed Ert risultano infatti già calendarizzate alcune repliche di “A spasso con Olivia” affidato all’attrice Elena De Tullio e “Atalanta (di Gianni Rodari). Partitura a tre voci”, spettacolo che racconta il celebre mito attraverso le parole di Stefano Paradisi, i disegni live painting dell’artista Massimo Racozzi e le musiche dal vivo di Claudio Parrino.

Per info: organizzazione@ctagorizia.it – ufficiostampa@ctagorizia.it

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In copertina, ecco una scena dello spettacolo in programma lunedì a Pieris.

Pordenone, ora il “Punto Bianco” affianca con un nuovo servizio educativo le famiglie durante le vacanze di Natale

Quando le scuole chiudono, il bisogno di servizi educativi di qualità non va in vacanza. Per questo motivo, a Pordenone, Fai ha deciso di dare continuità al percorso iniziato quest’estate. All’interno del progetto “punto Verde Urbano”, sostenuto da Fondazione Friuli, dopo l’appuntamento estivo si è scelto di attivare un secondo step invernale: è nato così il Punto Bianco, nome in linea con la stagione, servizio educativo-ricreativo pensato per supportare le famiglie proprio durante lo stop scolastico natalizio. Dal 22 al 31 dicembre (tranne nelle giornate: 25 e 26 dicembre), all’HUB381 di Viale Dante, il Punto Bianco è attivo con apertura sull’intera giornata, dalle 9 alle 17 nelle giornate 29, 30 dicembre e dalle 9 alle 13 il 31 dicembre, offrendo un ambiente sicuro, inclusivo e stimolante.


Il servizio è rivolto a ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo e secondo grado, già seguiti dalle educatrici e dagli educatori FAI nei servizi educativi scolastici ed extrascolastici erogati in ottemperanza alla Legge regionale 16/22. I ragazzi e le ragazze con disabilità entreranno a far parte del gruppo già consolidato di giovani che frequentano le attività dedicate del centro diurno HUB381, dando vita a un unico gruppo inclusivo, fondato sul rispetto, sulla relazione e sulla condivisione, in un contesto che valorizza le differenze come risorsa.
Grazie al progetto Punto Verde Urbano, sostenuto da Fondazione Friuli, il servizio è totalmente gratuito per le famiglie. «I posti disponibili sono limitati a 8 partecipanti – ha spiegato Veronica Miotto, responsabile dei servizi educativi territoriali Fai -, una scelta che consente di mantenere un adeguato rapporto numerico educatori–ragazzi, garantendo sicurezza, serenità e un affiancamento educativo attento e personalizzato. Inoltre — ha specificato – la peculiarità di questo servizio è rappresentata dalla scelta educativa di costruire un gruppo unico e inclusivo, in cui ragazzi e ragazze con disabilità partecipano alle attività insieme ai coetanei normotipici».
Durante il Punto Bianco, ragazze e ragazzi sono protagonisti di attività laboratoriali dedicate alle relazioni e alle emozioni, momenti ludico-ricreativi e spazi di confronto con i pari. Il programma prevede inoltre due uscite educative: dopo quella di Trieste, il 30 dicembre si andrà a Lignano, occasioni pensate per affrontare insieme le emozioni legate al viaggio, alla scoperta e alla socialità. «L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo dalle famiglie – ha aggiunto Cristian Barel, responsabile Area Minori e del centro diurno HUB381 di Fai – e conferma quanto sia importante offrire, anche durante le pause scolastiche, servizi educativi inclusivi e continuativi, capaci di rispondere ai bisogni concreti delle famiglie e di accompagnare ogni ragazza e ragazzo nel proprio percorso di crescita».

La Notte di Natale a Sant’Andrat tanti applausi alle voci del Fogolâr. E dopo il bellissimo concerto il Circolo Corno offrirà la “gubana gigante” di Cividale

Un bellissimo concerto vocale ha concluso un anno ricco di iniziative e proposte del Circolo culturale Corno. Applausi calorosi, infatti, hanno accompagnato i brani religiosi popolari proposti dalla Corale Fogolâr nella Chiesa di Sant Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, la vigilia di Natale. La serata musicale era stata promossa, appunto, dal sodalizio guidato da Sergio Paroni in collaborazione con la Parrocchia di Santa Maria del Rosario del paese collinare.
Il concerto ha preceduto la Messa della veglia natalizia celebrata da don Antonio Raddi e animata proprio dalla Corale diretta dal maestro Andrea Boscutti. Un coro interamente maschile che ha eseguito a cappella diversi brani di vari autori contemporanei, tra cui Bepi De Marzi, il fondatore dei famosissimi Crodaioli e autore dell’altrettanto famosa “Signore delle Cime”. Breve e inteso il concerto e altrettanto suggestive le esecuzioni dei canti liturgici che hanno accompagnato la celebrazione eucaristica della Notte di Natale.
Si è trattato, come detto, dell’ultima iniziativa del 2025 del Circolo culturale Corno caratterizzata dalla collaborazione con altre due realtà locali, come la stessa Corale Fogolâr e la Parrocchia della frazione. Ultima, però, per quanto riguarda Corno di Rosazzo, perché nella vicina Cividale il sodalizio di Paroni si è reso promotore della bellissima festa della “gubana gigante” che verrà offerta la sera di Capodanno, sotto la loggia municipale, quale momento beneaugurante per il 2026 appena cominciato. E, simbolicamente, la festa cividalese sarà sicuramente un’ottima premessa per un altro proficuo anno del Circolo.

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In copertina e qui sopra ecco due immagini del concerto a Sant’Andrat del Judrio.