Tutto pronto per i saldi invernali a Palmanova Designer Village, anche per i più mattinieri grazie all’apertura anticipata nei weekend e nei giorni festivi. Da oggi 3 a martedì festa dell’Epifania, infatti, il Village apre alle 9 invece che alle 10, mantendo lo stesso orario speciale anche per il weekend successivo del 10 e 11 gennaio: occasione perfetta per fare colazione, bere un caffè e poi dedicarsi allo shopping con calma.
Dopo un anno da record sia in termini di fatturato sia di visitatori, Palmanova Designer Village attende migliaia di persone che potranno approfittare degli sconti praticati fino al 70% sul prezzo outlet in oltre 90 negozi dedicati ai marchi più contemporanei di abbigliamento, sport, accessori, cosmetica, casa e numerosi bar e ristoranti, tra cui l’Antica Pizzeria da Michele che ha recentemente inaugurato, portando l’autentica tradizione napoletana della pizza al Village.
Palmanova Deisgner Village conferma la sempre crescente attrattività grazie all’offerta commerciale in costante rinnovo con tante opportunità d’acquisto di qualità, in un ambiente confortevole, curato e ricco di servizi: è riconosciuto come una vera e propria destinazione.
Con Efasce Pordenonesi nel mondo omaggio a Parigi a Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dalla scomparsa
È stata Efasce Pordenonesi nel Mondo a chiudere, praticamente, le manifestazioni del 50° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini. E lo ha fatto a Parigi dove la Librairie Italienne Tour de Babel ha ospitato la mostra “Non possiamo che andare avanti – Nous ne pouvons qu’aller de l’avant” basata sulla graphic novel di Silvia Rocchi, liberamente ispirata al romanzo pasoliniano “Il sogno di una cosa”, in cui si narra anche l’emigrazione dal Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra. L’iniziativa è stata promossa, appunto, da Efasce assieme al Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Si tratta della prima tappa del progetto pluriennale “Storie, Segni e Suoni – Omaggio a Pier Paolo Pasolini” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli e ideato per promuovere all’estero l’identità e la cultura friulana attraverso l’arte contemporanea. L’opera è stata realizzata in collaborazione con il Palazzo del Fumetto di Pordenone, mentre l’evento è stato promosso dal Segretariato di Parigi Efasce e ha fornito l’occasione proprio per ricordare i 50 anni dalla morte del poeta e letterato.


Presenti il presidente Efasce, Angioletto Tubaro, accompagnato dalla professoressa Elena Marzotto del consiglio direttivo, la curatrice del progetto Sara Pavan e l’artista Silvia Rocchi. È intervenuto anche il Console generale italiano a Parigi Jacopo Albergoni. Dopo l’introduzione del presidente del Segretariato Efasce di Parigi, Luca Pascotto, e della sua stretta collaboratrice Maddalena Maniago ha preso la parola il presidente Tubaro. «La figura di Pier Paolo Pasolini – ha osservato – ha una valenza internazionale. Con questo progetto che omaggia la figura e l’arte dell’intellettuale e poeta casarsese puntiamo a raggiungere anche un altro duplice scopo: rafforzare l’identità italiana e friulana dei nostri emigranti e rappresentare un efficace spaccato dell’emigrazione friulana del secondo Dopoguerra. Un aspetto, questo, più volte rimarcato anche nel convegno propedeutico alla tappa parigina, tenutosi a Casarsa lo scorso 26 settembre nella sala consiliare assieme a Centro studi Pasolini e Comune».
Successivamente è intervenuto il console generale Jacopo Albergoni che ha evidenziato l’importanza dell’emigrazione italiana in Francia. Ad oggi, infatti, gli italiani emigrati o loro discendenti rappresentano il 10% della popolazione francese ed hanno contribuito allo sviluppo della nazione in tutti i settori. Ha inoltre lodato l’iniziativa del Segretariato Efasce di Parigi per la valenza del tema trattato e l’importanza che questa iniziativa ha nella diffusione della cultura italiana in Francia. Sono quindi intervenute Sara Pavan e Silvia Rocchi che hanno spiegato le motivazioni per cui “Il sogno di una cosa” è stato trasformato in fumetto, al fine di agevolare la conoscenza e la diffusione dell’opera. Già la versione italiana ha avuto un grande successo a cui si aggiunge ora la versione tradotta in lingua francese. Il folto pubblico ha applaudito calorosamente ed apprezzato gli interventi e la mostra, portando via con sé al termine il catalogo intitolato anch’esso “Non possiamo che andare avanti”.
Il giorno successivo all’inaugurazione c’è stato anche un incontro con l’artista, con Silvia Rocchi che ha dialogato con i lettori. Infine a chiudere il programma presentazione del libro “In difesa dell’umano”, saggio su Pasolini di Paolo Desogus, docente alla Sorbonne Université, con intervento di Davide Luglio, direttore del Dipartimento di Studi Italiani.
—^—
In copertina, il grande poeta casarsese Pier Paolo Pasolini e all’interno due immagini della cerimonia con Efasce a Parigi.
Quartieri in musica, il 4 gennaio gran finale a Pordenone Borgomeduna con le “dive e i mascalzoni” dello swing
Si avvia alla conclusione Quartieri in Musica – Al centro delle emozioni, la rassegna musicale che ha portato la musica dal vivo nei quartieri del Comune di Pordenone, trasformando le periferie urbane in luoghi di incontro, bellezza e condivisione culturale. L’ultimo appuntamento è in programma domenica 4 gennaio, alle ore 17, al teatro parrocchiale di Borgomeduna, con il concerto “Le dive e i mascalzoni dello swing”, un coinvolgente omaggio all’Italia musicale degli anni ’30 e ’40.
Un viaggio sonoro tra le atmosfere eleganti e leggere del Trio Lescano, di Rabagliati, del Quartetto Cetra e dei grandi direttori dell’epoca come Pippo Barzizza e Angelini, autentici pionieri dello swing italiano. Una musica trascinante, popolare e raffinata, capace di trasmettere energia e buon umore, ideale per salutare l’inizio del nuovo anno. Sul palco un ensemble di musicisti di grande esperienza: Francesca Ziroldo (voce soprano), Francesca Catto (voce mezzosoprano), Caterina Cesca (voce contralto), Nicola Milan (fisarmonica), Matteo Sgubino (chitarra e voce), Lorenzo Marcolina (clarinetto), Mattia Magatelli (contrabbasso), Jacopo Zanette (batteria).
Il concerto conclusivo rappresenta anche l’occasione per tracciare un bilancio estremamente positivo dell’intera rassegna Quartieri in Musica, promossa dall’Amministrazione comunale di Pordenone, con il vicesindaco Mara Piccin, realizzata in collaborazione con l’Associazione culturale L’Arte della Musica con la direzione artistica di Nicola Milan, compositore e musicista, che ha saputo costruire un progetto artistico coerente e di qualità, valorizzando luoghi, comunità e identità dei quartieri cittadini.
Sei concerti, sei quartieri coinvolti – Torre, Villanova, Borgo Cappuccini, Vallenoncello, Rorai Grande e Borgomeduna – e una partecipazione di pubblico attenta e numerosa hanno confermato la validità di un percorso culturale capace di mettere al centro le periferie come veri e propri motori di innovazione, relazioni e futuro. “Siamo entusiasti di questa collaborazione con il Comune di Pordenone – afferma Nicola Milan –. Lavorare per dare visibilità alla periferia ed arricchire culturalmente i territori è tra gli obiettivi principali dell’Associazione L’Arte della Musica e ci rende orgogliosi la grande partecipazione e il consenso ricevuto durante l’intera rassegna”.
Quartieri in Musica è un’iniziativa sostenuta dal Comune di Pordenone, inserita nel calendario ufficiale degli eventi del Natale 2025, e rappresenta un esempio concreto di come la musica possa diventare strumento di valorizzazione del territorio, crescita culturale e coesione sociale. Il concerto del 4 gennaio chiude la rassegna nel segno dell’energia e della qualità artistica, lasciando un messaggio chiaro: la periferia non è margine, ma cuore pulsante della città.
—^—
In copertina, ecco “Le dive e i mascalzoni dello swing” che offrono un coinvolgente omaggio all’Italia musicale degli anni ’30 e ’40.
Grado, solenne Te Deum prima della festa in piazza per dare il benvenuto al 2026. E domani pomeriggio il tradizionale Concerto di Capodanno
(g.l.) Ultimo giorno dell’anno, ricorrenza di San Silvestro. Anche Grado questa sera si ritrova per il Te Deum di ringraziamento e lo farà durante la Messa solenne che sarà celebrata alle 18 nella Basilica di Sant’Eufemia. Un rito nel quale l’antico inno non viene cantato con le melodie gregoriane che si possono ascoltare ovunque, bensì con quelle della tradizione isolana che affondano le radici nell’epoca patriarcale. Un rito propiziatorio affinché il nuovo anno – ha sottolineato monsignor Paolo Nutarelli – «sia tempo di pace e di speranza». Poi via alla festa per salutare l’anno che se ne va e dare il benvenuto a quello che sta arrivando. Ecco, comunque, un rapido giro d’orizzonte su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola” programmate oggi, domani e nei prossimi giorni epifanici.
Grado con la sua Basilica.

Capodanno – In piazza Biagio Marin (di fronte al Municipio), infatti, a partire dalle ore 22, Capodanno con Radio Gioconda e Dancemania Live Band. Tanta musica, divertimento e animazione in attesa dello scoccare della mezzanotte. Domani, invece, primo gennaio 2026, alle 10 in Basilica Messa solenne “Veni Sanctus Spiritus”; quindi, al bar Numero Uno della Git, dalle 11, letture gratuite dei tarocchi, lotteria a premi e brindisi beneauguranti per i prossimi 365 giorni. Alle ore 17.30, al Palazzo dei Congressi di Città Giardino, tradizionale “Concerto di Capodanno”, con ingresso gratuito, fino a esaurimento dei posti.
Epifania – Domenica 4 gennaio, alle ore 16, sempre nella Basilica patriarcale, a cura della Parrocchia arcipretale di Grado, concerto gratuito del coro “Overtwelve” di Monfalcone. Mentre al porto mandracchio, dalle ore 18, prenderà il via uno spettacolo piro-musicale: fuochi d’artificio a tempo di musica. Alle ore 19, ancora in piazza Biagio Marin, concerto live gratuito di musica folk e celtica con il gruppo friulano “Corte di Lunas”. Lunedì 5 gennaio, vigilia epifanica, l’evento più atteso: “Arrivano le Varvuole”, rievocazione dell’antica leggenda delle streghe del mare, al calar della notte (dalle ore 17.45), sempre in porto, con corteo itinerante e festa finale in piazza Marin: l’appuntamento è imperdibile perché unico nel suo genere, peculiare e proprio della sola Grado. Una sentita manifestazione popolare che seguirà la tradizionale benedizione dei bambini in programma alle 16 in Basilica, dove l’indomani, alle 10, sarà celebrata la Messa solenne accompagnata dalla Corale orchestrale “Santa Cecilia”.
Presepi nelle calli – La rassegna dei presepi coinvolge oltre 150 installazioni artistiche, piccole e grandi, realizzate da privati, scuole, associazioni e artigiani del territorio e di Austria e Slovenia, in gran parte ospitate al Palazzo regionale dei Congressi a Città Giardino. Molti, però, come da tradizione, sono esposti nelle vie del centro storico, nelle calli, nelle vetrine, lungo il Porto Mandracchio e nelle frazioni di Fossalon e Boscat, oltre che ad Aquileia e a Terzo di Aquileia. Il tradizionale presepe galleggiante ha lasciato il posto, sempre al porto mandracchio, all’ammirazione di una suggestiva Natività allestita sull’ammiraglia dell’Associazione Canottieri Ausonia, una proposta che unisce tradizione, identità marinara e creatività locale. La rassegna si svolgerà fino al 1° febbraio. Fino al 6 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30, con orario continuato.
Winter Season – Sulla Spiaggia Imperiale, fino al 6 gennaio, è tornata la Winter Season: la spiaggia si è trasformata in un bosco incantato tra luci e alberi addobbati. Cuore dell’esperienza è il bar Numero Uno della Git, aperto ogni giorno dalla tarda mattinata al tramonto, con lettini e coperte riscaldanti per ammirare il mare, una vasca idromassaggio riscaldata, una sauna da esterno e una seconda vasca idromassaggio fredda per il “dopo sauna”, piatti alla brace cucinati sullo “spolert” e un programma di eventi per grandi e piccoli. La Winter Season della Git rappresenta un’occasione unica per vivere il mare a Grado anche d’inverno, in un mix perfetto di relax, divertimento e tradizioni natalizie. Un’iniziativa che punta a consolidare l’Isola del Sole come destinazione turistica di eccellenza, capace di incantare in tutte le stagioni.
Ospitalità e Terme – Nell’Isola, molti i negozi e i ristoranti aperti durante le festività con la novità della riapertura delle nuove Terme marine, dopo un completo risanamento conservativo.
Musei – Infine, per coloro che desiderano anche arricchirsi culturalmente, sono visitabili i due magnifici musei recentemente inaugurati nella vecchia canonica di piazza Biagio Marin e sul Lungomare Nazario Sauro: come è noto, si tratta del Museo civico del Tesoro di Grado e del Museo dell’archeologia subacquea dell’Alto Adriatico.
Il porto di Grado.

Per informazioni e aggiornamenti su tutte le manifestazioni del “Nadal de l’Isola”, si consiglia di consultare il sito: www.grado.it
—^—
In copertina, un magico scatto aereo di Ulderica Da Pozzo sull’Isola di Grado.
A Povoletto tra musica antica, poesia ed epica: Aliki Markantonatou e la lira greca declamando i versi di Iliade ed Eneide
Un inizio d’anno nel segno della comunione tra musica, poesia ed epica: la sala del “fogolâr” di Villa Mangilli Schubert, a Marsure di Povoletto, ospiterà infatti domenica 4 gennaio – alle 21 – “Dia-logos”, una serata ideata da Valentina Del Toso e dedicata alla lirica greca e latina in una versione attualizzata.
Protagonista dell’evento, a ingresso libero, sarà Aliki Markantonatou, una delle poche musiciste al mondo a suonare la lira greca antica; le sue melodie “dialogheranno” con il basso e soundscapes di Mauro Bon e con la voce di Serena Costalunga, attrice diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Insieme, i tre artisti daranno forma a un percorso sonoro e poetico che attraverserà i testi fondativi della cultura occidentale, mettendo in relazione con il presente la tradizione della lirica greca e latina, appunto.
Il pubblico ascolterà in greco, in latino e poi in italiano pagine musicate tratte dalle Metamorfosi di Ovidio, dall’Eneide – con la figura intensa di Didone – e dall’Iliade di Omero: testi che usualmente si incontrano sui banchi di scuola, e che a villa Mangilli verranno restituiti alla loro dimensione originaria, lontana dall’analisi e vicina all’esperienza sensibile di voce, suono, emozione. La lira, strumento che la mitologia associa ad Apollo, anche dio dell’armonia, e ad Orfeo, che con il suo canto seppe commuovere persino gli Inferi, diventerà il centro di un ascolto che parla ancora all’oggi. A fungere da filo conduttore fra sonorità e parola sarà il tema dell’amore, forza che attraversa i miti, le storie e l’umanità di ogni epoca.
——
Aliki Markantonatou. Pianista greca diplomatasi all’Accademia Nazionale di Musica di Atene, dopo un’intensa ricerca sulla tecnica strumentale e con lo studio di frammenti musicali antichi ha sviluppato un ampio repertorio storico e autoriale che abbraccia vari generi e formazioni musicali. Ama narrare storie e poesie dell’antichità accompagnandosi con la sua lira. Fondatrice dell’ensemble femminile Lyre ‘n’ Rhapsody, si è esibita anche come solista in Grecia, Spagna, Turchia, Francia e Cina. Nel 2013 ha registrato la colonna sonora per il documentario sulla ricostruzione dell’Acropoli e nel 2014, insieme a Pan Kaperneka, le musiche per il documentario Emery Tales. Ha pubblicato numerosi album.
—^—
In copertina, Aliki Markantonatou una delle poche musiciste al mondo a suonare la lira greca antica: attesa a Villa Mangilli.
Presepi Fvg, molti visitatori durante le feste natalizie fra le tantissime interpretazioni della Natività. L’invito alle scuole e i primi voti online
Prosegue fino all’Epifania (e in alcune località anche oltre) l’edizione 2025-2026 di “Presepi Fvg – La tradizione che prende forma”, il grande contenitore degli eventi natalizi promossi dal Comitato regionale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia. «Stiamo ricevendo indicazioni – afferma il presidente delle Pro Loco regionali, Pietro De Marchi – di come molte persone in questa prima parte di festività natalizie abbiano scelto di visitare i presepi che rientrano nel nostro Giro Presepi, il quale propone grazie a una mappa digitale oltre 2 mila 500 Natività da scoprire sul territorio regionale. Sempre online stanno arrivando i primi voti per i presepi partecipanti al Concorso riservato a scuole dell’infanzia e primarie. Un Natale per tutti e da vivere insieme vicino ai presepi».
Salino di Paularo

GIRO PRESEPI – Il “Giro Presepi Fvg”, giunto alla 22ma edizione, si presenta anche quest’anno come una vera guida alla scoperta delle Natività del territorio: una mappa georeferenziata (disponibile sul sito www.presepifvg.it) che raccoglie 172 siti censiti in Friuli Venezia Giulia, distribuiti in 101 centri tra capoluoghi, frazioni e località. I siti sono abbinati a utili indicazioni di quali siano fruibili liberamente nelle pubbliche piazze o chiese, mostre o esposizioni varie e quali siano adatti ai gruppi organizzati. Questi ultimi sono al centro dei progetti di turismo presepiale curati da PromoTurismoFVG “La Magia del Natale in Friuli Venezia Giulia” che vede 4 nuove iniziative in più rispetto al 2024 per un totale di 23 proposte. In totale, il percorso conta oltre 2.500 Natività visitabili in tutta la regione durante le feste (con ben 24 novità) a cui si aggiungono circa mille preesepi del Museo del Presepio di Trieste.
Le 24 nuove iniziative che entrano per la prima volta nel circuito Giro Presepi Fvg sono: Paluzza – Presepe in vetrina; Prato Carnico, Pesariis – Natale a Casa Bruseschi; Rigolato – Presepe 2025 “Il non finito” di Bruno Screm; Clauzetto – Il Presepe sull’albero; Clauzetto, Pradis – Presepe vivente alle Grotte di Pradis; Sesto al Reghena – Il Presepio di Mosaico 2025 all’Abbazia di Sesto al Reghena; Codroipo, Rivolto – Presepe della Chiesa di San Michele Arcangelo; Povoletto, Primulacco – Il Presepe di Primulacco; Pozzuolo del Friuli, Sammardenchia – Presepe della Chiesa di San Leonardo; Udine – Rassegna presepi al Museo Etnografico del Friuli (di API APS); Udine, Paderno – Presepe della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo; Varmo, Canussio – Rassegna presepi; Magnano in Riviera – Presepe di Daniele Revelant (Chiesa SS. Trinità); Prepotto, Castelmonte – Presepe della Cripta e mostra nella Sala del Rosario; Latisana – Rassegna presepi in Galleria; Latisanotta – Il grande Presepe di Via Trieste; Muzzana del Turgnano – Presepe della Chiesa di San Vitale Martire; Muzzana del Turgnano – Presepe storico religioso nel Parco degli Orbi; Muzzana del Turgnano – Presepe del canto “Oggi è nato”; San Vito al Torre, Nogaredo al Torre – Rassegna presepi a Villa Gorgo; Gorizia – Il Presepe lagunare di Grado ai Giardini pubblici; Gorizia – Rassegna presepi in San Rocco; Trieste – Presepe della Chiesa di Nostra Signora di Lourdes; Trieste – Rassegna presepi nel Borgo di Servola.
Gli itinerari sono suddivisi in 12 aree turistiche: Carnia; Cividale e Valli del Natisone e del Torre; San Daniele e Friuli Collinare; Gemonese; Gorizia/Collio/Monfalcone; Grado/Aquileia/Palmanova; Lignano Sabbiadoro; Montagna pordenonese; Pordenone e dintorni; Tarvisiano e Canin; Trieste e Carso; Udine e dintorni. Scendendo nel dettaglio, come detto, quest’anno il progetto “La Magia del Natale in Friuli Venezia Giulia” include 23 iniziative, ben 4 in più rispetto all’anno precedente. Tra le novità a Gorizia l’esposizione del Presepe Lagunare di Antonio Boemo (già in Piazza San Pietro in Vaticano nel Natale 2024); a Prepotto – Castelmonte il grande Presepe della Cripta del Santuario e la mostra presepi nella Sala del Rosario; a Sesto al Reghena l’esposizione di una parte del famoso Presepio di Mosaico negli esterni dell’Abbazia di Santa Maria in Silvis; a Udine, al Museo Etnografico del Friuli la rassegna presepiale a cura di Api Aps.
Particolare attenzione è dedicata alle famiglie, con 16 iniziative “Family Friendly”, che offrono specifiche attività a tema dedicate ai bambini e alle famiglie. Tra queste, la rassegna “Natale a Sutrio. Borghi e Presepi”; a Cividale del Friuli il Presepe storico delle Suore Orsoline; a Poffabro la Rassegna presepi; a Malborghetto Valbruna il percorso Advent Pur; a Moggio Udinese la Rassegna Presepi presso la Torre Medievale e lungo la”Via dei Presepi”; a Polcenigo la Rassegna presepi “Magia di un borgo antico”; a Spilimbergo Il Presepio di Mosaico 2025; a Trieste Natale al Museo del Presepio; a Udine la Rassegna presepi presso il Museo Etnografico del Friuli; a Tarcento il presepe di San Francesco; a Tricesimo la Rassegna presepi “Tutti insieme sotto lo stesso cielo. Tricesimo Natale 2025”; il Presepe galleggiante di Latisana-Aprilia Marittima; la rassegna “100 Presepi Città Fiera” a Martignacco; a Fiume Veneto la Rassegna presepi; a Lignano Pineta il presepe di Lignano Pineta; a Muzzana del Turgnano Il Presepe del Canto “Oggi è nato”.
Ronchis

NOVITÀ SITO WEB – Il sito web www.presepifvg.it presenta importanti novità. È stato inserito un campo feedback in ogni scheda presepe per permettere ai visitatori di lasciare il proprio voto e una recensione. Nelle schede del progetto “La Magia del Natale in Fvg” è disponibile un questionario di gradimento per raccogliere dati statistici. Sarà a breve implementata una sezione per votare il proprio presepe preferito nel Concorso Scuole, in collaborazione con i settimanali diocesani regionali – La Voce Isontina, Il Popolo, Il Domenicale di San Giusto e La Vita Cattolica – nonché il settimanale La Vôs dai Furlans.
IN REGIONE A TRIESTE – L’arte presepiale impreziosirà anche le sedi istituzionali del Consiglio e della Giunta Regionale a Trieste con l’esposizione “Presepi Fvg in Mostra a Trieste”, una piccola mostra presepiale con una selezione di una ventina delle migliori opere della nostra regione.
CONCORSO NELLE SCUOLE – Torna anche il progetto dedicato alle scuole del territorio, con la 21a edizione del “Concorso Presepi nelle Scuole Primarie e dell’Infanzia del Fvg”. Il tema riprende quello delle celebrazioni ONU 2026: valori universali come rispetto reciproco, cura del Creato, uguaglianza, inclusione, giustizia e pari dignità. L’obiettivo è tramandare la tradizione del presepe e far riflettere i più piccoli sul senso del Natale. La proposta punta a sensibilizzare gli alunni all’unicità del creato, all’uso di materiali naturali o riciclati e alla pratica di comportamenti responsabili per ridurre l’impatto ambientale. La realizzazione del presepe diventa così un’esperienza laboratoriale e partecipata, un momento di dialogo che aiuta i bambini – le donne e gli uomini di domani – a maturare i valori di rispetto, cura, protezione, inclusione ed equità.
L’adesione al Concorso è inserita nei programmi interdisciplinari delle scuole che ricevono un buono acquisto di materiale didattico grazie al contributo di Civibank Gruppo Sparkasse, l’attestato di partecipazione e, grazie alla collaborazione con la Società Filologica Friulana, pubblicazioni in lingua friulana utili ad arricchire la biblioteca scolastica. La cerimonia di premiazione si svolge in ciascun istituto vincitore, coinvolgendo alunni, insegnanti, famiglie ed enti locali. Il Concorso si arricchisce di altri due premi (buoni per acquisto di materiale didattico): quello dei lettori e telespettatori del settimanale La Vôs dai Furlans e Telefriuli e quello dei lettori delle quattro testate diocesane regionali Voce Isontina, Il Popolo, Il Domenicale di San Giusto e La Vita Cattolica che, quest’anno per la prima volta, collaborano con Unpli Fvg Aps arricchendo ulteriormente il Concorso.
Cordovado

Tutti i progetti rientranti nell’iniziativa PRESEPI FVG. LA TRADIZIONE CHE PRENDE FORMA sono realizzati a cura dell’UNPLI Friuli Venezia Giulia APS – Comitato Regionale Pro Loco, con il sostegno della Fondazione Friuli, il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio del Consiglio Regionale FVG, la collaborazione dell’Agenzia regionale PromoTurismoFVG, della Società Filologica Friulana, di 100 Presepi Città Fiera, di Ente Friuli nel Mondo e degli Operatori Volontari di Servizio Civile Universale, nonché con il contributo di Civibank Gruppo Sparkasse. Media partner Telefriuli, La Vos dai Furlans, Radio Punto Zero, il Paîs, la rivista Giro, La Voce Isontina, Il Popolo, Il Domenicale di San Giusto, La Vita Cattolica.
—^—
In copertina, il piccolo presepe allestito dinanzi alla chiesetta di Runcis a San Giovanni di Casarsa della Delizia.
Sanità, al Policlinico Città di Udine il “bollino rosa” per il bienno 2026-2027. L’impegno per la salute della donna
Il Policlinico Città di Udine ha ottenuto per la prima volta il Bollino Rosa della Fondazione Onda Ets per il biennio 2026-2027: viene assegnato alle strutture sanitarie che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri “in ottica di genere”. I 370 ospedali premiati con il Bollino acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale: Policlinico Città di Udine entra così in una rete virtuosa, istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato.
Una mamma in attesa.

Per offrire un percorso completo di prevenzione, diagnosi e cura dedicato alle specifiche esigenze di salute della donna in ogni fase della vita, il Policlinico ha recentemente aperto il Centro Menopausa. Si tratta di un ambulatorio multidisciplinare che affronta questo delicato momento della vita femminile con un approccio strutturato e completo che comprende ginecologi specializzati, medici esperti nel metabolismo dell’osso ed endocrinologi e prende in carico la salute della paziente a 360 gradi. Si parte da un’approfondita visita ginecologica in base alla quale lo specialista stabilisce le ulteriori eventuali indagini da fare (ecografia, isteroscopia, mammografia, esami del sangue, densitometria ossea) che possono coinvolgere, a seconda dei casi, una serie di altre specialità: oltre all’endocrinologia, anche reumatologia, cardiologia e radiologia per una valutazione complessiva della salute, diversa per ogni donna.
Completamente nuovi anche gli ambulatori dedicati alla Senologia: sono stati spostati allo stesso piano della diagnostica per immagini e quindi accanto alle stanze dedicate alla mammografia con una nuova sala d’attesa dedicata. In questo modo le pazienti possono eseguire con comodità mammografia, ecografia al seno e ricevere il referto finale senza spostarsi all’interno della struttura.
Policlinico dedica particolare attenzione anche alle patologie del pavimento pelvico, alla prevenzione, diagnosi e cura dell’osteoporosi e alle patologie che riguardano donne in età fertile come endometriosi o lesioni (miomi, fibromi, polipi, ecc.) che vengono trattate con procedure endoscopiche avanzate sia con un approccio chirurgico ambulatoriale mininvasivo sia con un approccio laparoscopico. Tale approccio chirurgico ha un ulteriore fondamentale obiettivo: preservare la fertilità della donna in modo da garantirle la possibilità di portare avanti una gravidanza nell’immediato o nel futuro. Il reparto di ginecologia, infatti, lavora in stretta sinergia con quello di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) del Policlinico. Da segnalare, infine, che la struttura di viale Venezia è l’unico centro in Friuli Venezia Giulia ad offrire alle coppie la diagnosi preimpianto sull’embrione, un test genetico effettuato sulle blastocisti prima di trasferirle in utero.

—^—
In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico Città di Udine.
Pordenone, il progetto “Piccoli Lumière” anche quest’anno tra i migliori d’Italia: la Scuola dell’infanzia Melarancia è terza
Il Ministero dell’Istruzione ha diffuso la graduatoria dei progetti finanziati nell’ambito del bando “Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione”, parte del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola. Tra le proposte premiate figura anche quest’anno “Piccoli Lumière”, presentato dalla Scuola dell’Infanzia della cooperativa Melarancia di Pordenone, che si è distinta ottenendo il terzo posto a livello nazionale. «Congratulazioni a Melarancia – ha affermato Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone, di cui la cooperativa fa parte – per questo riconoscimento importante che segue quello dello scorso anno. Il Ministero ha riconosciuto come questo progetto sia capace di unire valori educativi a elementi di crescita culturale a partire dalla più giovane età. Anche questo è un modo di fare cooperazione con sensibilità e attenzione verso il territorio e le comunità.

L’iniziativa, alla sua seconda edizione, raggiungerà 19 classi dell’infanzia e primarie del territorio pordenonese. Il programma prevede matinée cinematografiche con cortometraggi d’animazione internazionali, laboratori creativi, materiali didattici dedicati e specifici percorsi formativi per gli insegnanti. Per la realizzazione del progetto, Melarancia ha coinvolto numerosi enti che operano nella promozione della cultura filmica e nell’educazione all’immagine: Cinemazero, l’Associazione Viva Comix, l’Associazione Mhouse Lab, la Cineteca del Friuli e l’Università di Padova (Dipartimento FSPPA). Una collaborazione ampia che porterà nelle scuole competenze professionali e materiali di alto livello.
Per Melarancia questa è un’altra occasione importante per creare una sinergia educativa con le insegnanti, nella quale i percorsi e gli obiettivi sono condivisi per ogni singola classe. Il cinema rappresenta un mezzo educativo privilegiato. «Dare voce ai bambini significa valorizzare creatività, pensiero critico e capacità di relazione», sottolineano gli educatori. «Attraverso le immagini in movimento – aggiungono – i più piccoli possono esplorare se stessi, comprendere gli altri e imparare a cooperare e le esperienze dirette e le attività laboratoriali valorizzano e amplificano l’apprendimento di ciascuno».
Con “Piccoli Lumière”, la Cooperativa Melarancia si conferma come agenzia educativa attenta all’innovazione didattica e alla diffusione della cultura audiovisiva sin dai primi anni di formazione, realmente impegnata a costruire reti solide con gli insegnanti, che condividono la stessa visione di bambino, rispettosa dei bisogni e dei tempi individuali.

—^—
In copertina e all’interno tre immagini dedicate al progetto della scuola Melarancia.
Udine, Asu prima associazione sportiva in Friuli Venezia Giulia a redigere un bilancio sociale integrato di sostenibilità
La prima Associazione Sportiva in Friuli Venezia Giulia (e una delle prime in Italia) a guardare con attenzione a sostenibilità, ambiente e inclusione è di casa a Udine. L’Associazione Sportiva Udinese ha presentato, infatti, il suo progetto di Bilancio sociale integrato di sostenibilità. Una novità importante che è arrivata nell’anno in cui la polisportiva festeggia l’importante traguardo dei 150 dalla sua fondazione. Una scelta lungimirante sostenuta anche da numerosi partner che concorreranno alla realizzazione della stesso nei prossimi mesi. Alla presentazione, ospitata dal PalaPrexta, hanno partecipato il vicepresidente e assessore regionale allo sport, Mario Anzil; Chiara Dazzan, assessore allo sport del Comune di Udine; il presidente del Coni Fvg, Andrea Marcon; il vicepresidente di Net, Giandavide D’Andreis; Fiorenza Campion, responsabile comunicazione e brand identity di Cafc Spa; e il professor Andrea Garlatti, ordinario di economia aziendale dell’Università degli Studi di Udine. Presenti anche Filippo Pesce, vicepresidente di Asu e Nicola Di Benedetto, direttore generale di Asu e project manager dell’iniziativa.

LA REGIONE FVG – «Un plauso all’Asu, prima polisportiva del Friuli Venezia Giulia ad aver intrapreso la strada del Bilancio sociale integrato di sostenibilità, strumento che renderà chiare le intenzioni, i risultati e gli impatti, e rafforzerà il rapporto con istituzioni, cittadini e investitori. L’Amministrazione regionale sostiene con convinzione questo progetto e metterà a disposizione del Coni le risorse economiche necessarie al fine di divulgare a tecnici e dirigenti sportivi questa innovativa impostazione gestionale e manageriale delle realtà sportive, anche attraverso l’avvio di un corso di formazione dedicato alle buone pratiche per una gestione sostenibile e responsabile di società ed eventi», ha affermato il vicepresidente e assessore regionale allo sport, Mario Anzil.
«Il Comune di Udine ha accolto con entusiasmo il progetto, sin dall’inizio, e sta già mettendo in campo azioni concrete per sostenerlo: dalla riqualificazione dell’illuminazione all’ingresso, alla messa in sicurezza del vialetto ciclopedonale di accesso alla struttura – ha precisato Chiara Dazzan, assessore allo sport -. Iniziative come questa sono di assoluto interesse pubblico e possono diventare un modello da seguire per tante altre realtà sportive. Asu rappresenta infatti un presidio fondamentale sul territorio. Un esempio virtuoso di come un’associazione sportiva possa contribuire al benessere collettivo sotto diversi punti di vista. Ha la capacità di di operare a 360 gradi nel mondo dello sport, non limitandosi a raggiungere risultati di rilievo o a vantare un prestigio agonistico, ma riescendo a restituire molto alla comunità, come ad esempio fa con le attività per la disabilità, ultimo in ordine di tempo il progetto EISI. Questa nuova iniziativa rappresenta un ulteriore passo in questa direzione».
UNA DUPLICE SFIDA – Nel contesto attuale, le organizzazioni sportive si trovano ad affrontare una doppia sfida: da un lato, generare un impatto positivo sul piano sociale e ambientale restando fedeli alla propria missione; dall’altro, comunicare, in modo chiaro e trasparente, i risultati raggiunti, ai diversi interlocutori – cittadini, famiglie, imprese, associazioni e istituzioni, pubbliche e private. È in questo contesto che l’ASU, su idea del suo dg, Nicola Di Benedetto, ha deciso di redigere il primo bilancio integrato di sostenibilità di un’associazione sportiva in FVG, fra le prime in Italia. «Nell’anno in cui ASU festeggia i 150 di storia, mi piace sottolineare come abbia utilizzato il proprio tempo (una delle poche cose certe è proprio il suo scorrere) promuovendo i propri valori con coraggio e innovazione, guardando sempre al futuro. Oggi lo fa ancora una volta con questa nuova sfida, continuando a promuovere i principi e la pratica sportiva, generando un impatto positivo non solo a vantaggio dei tesserati, ma anche della società e della comunità in cui opera – ha sottolineato Filippo Pesce, vicepresidente di Asu -. Il mondo dello sport è infatti uno dei principali veicoli di valori positivi nella società. Se a ciò aggiungiamo valori come sostenibilità, rispetto per l’ambiente e inclusività, allora lo sport può diventare il miglior testimonial possibile per una società più giusta e consapevole. Desideriamo quindi generare valore reale, rafforzare il legame con chi ci sostiene e creare nuove opportunità, condividendo e promuovendo un modello sportivo sostenibile, attento e inclusivo. Nel farlo saremo accompagnati da numerosi partner, che non possiamo che ringraziare».
IL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ – Il Bilancio sociale integrato di sostenibilità è infatti uno strumento chiave per comunicare con trasparenza intenzioni, risultati e impatti, migliorando la gestione delle relazioni con gli stakeholder, la reputazione aziendale e le decisioni di investimento. La reportistica di sostenibilità fornisce dati e analisi essenziali per valutare le performance e aumentare la trasparenza su rischi e opportunità. Dal punto di vista tecnico, implica misurazione, comunicazione e accountability (responsabilità) rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile. La predisposizione del Bilancio sociale integrato di sostenibilità di Asu seguirà le indicazioni di metodo generale fornite dall’International Integrated Reporting Framework e beneficerà del supporto metodologico del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Udine. Come ha sottolineato Andrea Garlatti, professore ordinario di economia aziendale dell’Università degli Studi di Udine: «Viviamo da tempo in un mondo in cui tendiamo a calcolare il costo di tutto senza comprenderne il reale valore — umano, sociale, ambientale – di ciò che facciamo o produciamo. Il contesto si sta però rapidamente evolvendo verso una richiesta di esplicitare e comprendere il valore che le istituzioni realizzano per le persone ai vari livelli e profili: ritengo quindi che questa iniziativa di ASU sia non solo innovativa, ma anche di grande rilevanza come esempio».
LE ATTIVITÀ – L’ambizioso programma dell’Asu, denominato “Un futuro di sport responsabile”, si concluderà il 31 dicembre in collaborazione con numerose istituzioni del territorio attraverso diversi progetti innovativi, che si aggiungeranno al lavoro quotidiano dell’Associazione. Tra gli obiettivi principali c’è quello di promuovere una maggiore attenzione alle tematiche ambientali, anche grazie al sostegno di Fondazione Friuli. In quest’ottica, c’era la previsione di acquistare contenitori ecologici per la raccolta differenziata, il cui utilizzo sarà accompagnato da attività formative interattive rivolte ai giovani atleti, realizzate attraverso Edugame e grazie alla partnership con Net Spa; relativamente all’importante sostegno della partecipata udinese Giandavide D’Andreis, vicepresidente di Net Spa ha affermato: «Siamo orgogliosi di affiancare Asu in questo importante percorso verso uno sport sempre più sostenibile, inclusivo e attento al territorio. Insieme a partner istituzionali di grande valore come Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Cafc, vogliamo contribuire a rendere la cultura della sostenibilità una componente naturale della vita sportiva quotidiana. Lo sport può e deve essere un alleato strategico nella transizione ecologica: Net è pronta a fare la sua parte con competenza, passione e spirito di servizio».
Un altro passo concreto verso la sostenibilità sarà rappresentato dalla distribuzione di borracce in alluminio, donate da Cafc, con l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica monouso all’interno delle strutture sportive. Ma l’iniziativa non si ferma qui. Durante l’estate, CAFC promuoverà anche attività formative e interattive rivolte ai giovani atleti, attraverso Edugame, un gioco virtuale che insegna in modo coinvolgente da dove proviene l’acqua e come prendersene cura. «Nella mission di Cafc – ha spiegato Fiorenza Campion, responsabile della comunicazione – c’è una forte attenzione all’educazione ambientale. Che si tratti di scuole o di ambienti sportivi, vogliamo sensibilizzare le nuove generazioni sul valore dell’acqua, bene prezioso e insostituibile. Donare una borraccia è per noi un gesto simbolico: rappresenta l’impegno concreto a offrire ciò che è autentico, vero, sostenibile».
LA FORMAZIONE – Il programma guarda anche alla formazione dei dirigenti sportivi, sostenendo la realizzazione di un corso, primo in Italia (intitolato: “ESG Sportplan: fondamenti per una guida etica e sostenibile delle Asd”), nell’ambito della Scuola dello Sport del Coni Fvg, grazie alla sponsorizzazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. «Questo progetto si inserisce pienamente nel percorso di crescita delle società sportive, in linea con quanto richiesto anche dalla recente riforma dello sport. Il mondo sportivo è in continua evoluzione e oggi è fondamentale cambiare approccio rispetto al passato. Iniziative come questa favoriscono una gestione più moderna ed efficiente delle società, portando benefici all’intero movimento. Siamo felici di essere partner di questa iniziativa di ASU che potrà essere messa a disposizione di tutte le realtà sportive del territorio, perché crediamo davvero che fare rete sia determinante per il futuro dello sport», ha detto Andrea Marcon, presidente del Coni Fvg. Al centro dell’iniziativa c’è, inoltre, la promozione della mobilità sostenibile: in collaborazione con il Comune di Udine erano previste campagne di sensibilizzazione rivolte ad atleti e famiglie per incentivare il car sharing e l’utilizzo dei mezzi pubblici negli spostamenti legati alle attività sportive.
—^—
In copertina e all’interno gli intervenuti alla presentazione con il vicepresidente della Regione Fvg Mario Anzil.
Fiume Veneto, la Cucina delle Fratte promossa dai clienti: un pasto su due è “sociale”. Quest’anno oltre 75 mila pasti con metà personale svantaggiato
Un progetto sociale che non solo fa del bene ma che è anche buono: i pasti preparati da persone con fragilità piacciono agli utenti de La Cucina delle Fratte. Sondaggio positivo per il servizio di ristorazione gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, attivo dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto. Recentemente, è stato somministrato un questionario di gradimento ai clienti aziendali. Su 88 utenti intervistati, il 96,6% si è detto soddisfatto della cortesia e della disponibilità del personale, mentre il 95,5% ha promosso l’efficienza logistica, valutando positivamente puntualità e temperatura dei pasti alla consegna. Anche la qualità del cibo ottiene un’ampia approvazione, con il 73,9% di risposte positive. Un riscontro che conferma la forza di un progetto che unisce qualità del pasto e inclusione sociale.

La Cucina delle Fratte oggi è anche una realtà in espansione: ogni giorno vengono preparati e distribuiti oltre 300 pasti veicolati destinati ai Centri diurni dell’Azienda Sanitaria del Pordenonese e ad aziende locali, con punte d’estate fino a 500 pasti al giorno per le forniture ai centri estivi. A fronte di una domanda crescente, la produzione è aumentata in modo significativo: dai 60 mila pasti annui del 2023 si è passati a 72 mila nel 2024, con oltre 75 mila che saranno conteggiati a consuntivo del 2025. Un’espansione sostenuta anche da investimenti in nuove attrezzature, come un forno professionale e il sistema di cottura Ivario 4.0, che migliorano l’efficienza e la qualità del processo produttivo. A ciò si aggiunge l’impegno per la sostenibilità: dal 2024 è stato introdotto l’utilizzo di contenitori in acciaio inox riutilizzabili per le monoporzioni, una scelta orientata a ridurre i rifiuti.
Ma La Cucina delle Fratte è anche e soprattutto un progetto a forte impatto sociale. Oltre il 50% delle persone impiegate è rappresentato da lavoratori con svantaggio, inseriti attraverso percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni, la cooperativa ha attivato più di 20 tirocini, confermando il valore sociale del progetto, che coniuga inclusione lavorativa e servizi di qualità. E per far conoscere il servizio a nuove aziende, è stata avviata un’iniziativa che permette di provare gratuitamente un pasto. Il menù dimostrativo, composto da primo, secondo e contorno, può essere richiesto da gruppi fino a 10 persone, con consegna direttamente in azienda in una giornata da concordare.

«È un modo per far toccare con mano la qualità del nostro lavoro e allo stesso tempo far conoscere l’impatto sociale che ogni pasto porta con sé – spiega Luigino Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe – Vogliamo far capire che la ristorazione collettiva, anche quando ha un’impronta sociale, può essere efficiente, buona e professionale». Il servizio si rivolge sia a piccole che a medie aziende, con gruppi a partire da quattro persone. Le forniture possono essere organizzate secondo le esigenze: in porzioni singole oppure multiple, adattandosi anche a realtà che non dispongono di uno spazio mensa dedicato. «Crediamo fermamente nello sviluppo della nostra Cucina delle Fratte – conclude Cesarin – perché rappresenta uno dei contesti più accessibili per l’inserimento lavorativo, dove ogni individuo può trovare la propria realizzazione».
—^—
In copertina e all’interno personale al lavoro nella Cucina delle Fratte.
