Cividale, un pressante appello di pace dall’antica Messa con lo Spadone del Patriarca Marquardo prima dell’applaudita rievocazione storica

«Solo il disarmo reale può aprire la strada a dialogo e riconciliazione, mentre nazionalismo e giustificazione della violenza sono una vera e propria blasfemia». Un pressante appello alla pace, sollecitato dai venti di guerra che soffiano sempre più minacciosi, ha fatto da sfondo ieri mattina, nella Basilica di Santa Maria Assunta a Cividale, all’antica Messa dello Spadone. E l’appello è venuto dall’arciprete Livio Carlino che ha presieduto il solenne rito nel quale è stato ripetutamente rinnovato il “saluto” con la preziosa arma posseduta dal Patriarca Marquardo von Randeck, il cui ingresso nel 1366 è stato ricordato al termine del rito con la sempre interessante e curata rievocazione storica, applaudita dal folto pubblico che anche stavolta, nonostante le basse temperature e il cielo nevoso, ha voluto essere presente nella città longobarda dichiarata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Monsignor Livio Carlino


A Cividale è stata infatti celebrata la suggestiva Messa dello Spadone, celebrazione che da 659 anni si rinnova il giorno dell’Epifania, rito unico nel mondo cattolico che intreccia fede, storia e identità civile, rievocando la coesistenza del potere spirituale e temporale alle origini del Patriarcato di Aquileia. La celebrazione prende il nome, proprio, dallo spadone patriarcale appartenuto al famoso Patriarca. Durante la liturgia, recitata e cantata in latino secondo l’antica tradizione aquileiese-cividalese, la spada è brandita dal diacono in più momenti verso il clero e i fedeli, non come gesto di benedizione ma di saluto, in simbolico equilibrio tra autorità religiosa e civile.
Come detto, monsignor Carlino, che ha celebrato la Messa – presenti i canonici dell’Insigne Collegiata -, nell’omelia ha messo in guardia contro i «novelli messia» e le verità usate per rafforzare il potere, denunciando l’illusione che la pace possa essere, appunto, garantita dal riarmo. Nella sua predica, l’arciprete ha toccato anche il tema della sanità pubblica, ricordando l’impegno di chi ha difeso il presidio ospedaliero cividalese e testimoniando luci e ombre del sistema sanitario. L’auspicio è che le strutture «diventino sempre più luoghi di accoglienza e umanità, mettendo al centro la persona, soprattutto il povero e il fragile».
Al termine del partecipatissimo rito in Duomo, come da tradizione, è seguita la rievocazione storica dell’ingresso del Patriarca a Cividale: un corteo medievale, con centinaia di figuranti, ha attraversato il centro cittadino provenendo da borgo San Pietro, quindi nella piazza accanto alla storica Basilica è seguita l’applaudita manifestazione che ha riportato all’età medioevale.

Patriarca Marquardo

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In copertina, il diacono con lo storico Spadone ieri mattina a Cividale.

(Foto Ansa)

Epifania a Tarcento, dopo il Palio vinto da Collerumiz oggi grande attesa per il verdetto del “Pignarûl Grant” con il debutto di Andrea Maroè che ieri ha ricevuto le consegne dal Vecchio Venerando emerito Giordano Marsiglio

(g.l.) Grande festa dell’Epifania oggi a Tarcento che, dal punto di vista religioso, vivrà il suo momento culminante nella Messa solenne che monsignor Luca Calligaro celebrerà alle 11 nel Duomo di San Pietro Apostolo. Un rito anticipato ieri pomeriggio dal suggestivo Esorcismo e dalla benedizione dell’Acqua e del Sale secondo l’antica ritualità della Chiesa patriarcale di Aquileia. Al termine dei quali l’arciprete ha benedetto il “Palio dei Pignarulars”, prima della combattutissima gara dei carri infuocati che, per la cronaca, è stato vinto dal gruppo di Collerumiz.


Ma oggi l’attenzione è tutta puntata sul “Pignarûl Grant” allestito dinanzi ai ruderi del Castello di Coia dove debutterà il nuovo Vecchio Venerando – ma neanche tanto, vista la sua età anagrafica – per trarre gli auspici per l’anno appena cominciato dalle volute di fumo che si alzeranno dal magico falò, il più atteso del Friuli. Sarà infatti Andrea Maroè, il noto esperto tarcentino di arboricoltura, a vestire i panni del saggio, ruolo ricoperto per tanti anni da Giordano Marsiglio che, proprio per la sua anzianità, ha deciso di passare la mano. E lo scambio di consegne è avvenuto proprio ieri sera dopo la benedizione del Palio e della consegna del fuoco epifanico che servirà appunto oggi per l’accensione della grande pira di Coia. Con il presidente della Pro Tarcento, Nazareno Orsini, a festeggiare e ringraziare Giordano Marsiglio – che d’ora in poi potremmo chiamare “Vecchio Venerando emerito” – il sindaco Mauro Steccati e il parroco Luca Calligaro che per l’occasione hanno indossato i panni dell’ufficialità, con fascia tricolore il primo e abiti prelatizi il secondo, proprio per sottolineare l’importanza del momento nella vita delle antiche tradizioni epifaniche tarcentine. L’accensione del “Pignarûl Grant” sarà preceduta come sempre dalla suggestiva rievocazione storica.


Giungono, dunque, al culmine le celebrazioni post-natalizie di Tarcento che si erano aperte domenica con la consegna dei prestigiosi Premi Epifania e in vista delle quali è stata data alle stampe la bellissima rivista annuale “Il Pignarûl” – settantesima edizione – diretta dal professor Luigi Di Lenardo. Un vero e proprio volume di storia, cultura, tradizioni e vita tarcentina da conservare gelosamente. Ma su questa pubblicazione dedicheremo una illustrazione adeguata proprio al termine di queste sentite manifestazioni epifaniche, il cui fascino senza tempo continua a coinvolgere e appassionare i friulani.

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In copertina, il sindaco Mauro Steccati e l’arciprete Luca Calligaro festeggiano Giordano Marsiglio “Vecchio Venerando emerito”; all’interno, il gruppo di Collerumiz che ha vinto il palio, lo scambio di consegne tra Marsiglio e Andrea Maroè presente il presidente della Pro Tarcento Nazareno Orsini e la corsa dei carri infuocati.

(Le bellissime foto sono tratte da Sei di Tarcento se… su Facebook e sono opera di Lisa Covalero che 2017-26.friulivg.it ringrazia sentitamente)

A Grado la grande solennità dell’Epifania anticipata dalla benedizione dei bambini e dall’emozionante concerto delle voci di Monfalcone nella Basilica di Sant’Eufemia

(g.l.) Sarà la “Messa pastorale” di Luigi Ricci a contrassegnare oggi, a Grado, la festività dell’Epifania di Nostro Signore che conclude il lungo ciclo delle celebrazioni natalizie. Il rito solenne sarà celebrato alla 10 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia e sarà animato dal Complesso corale orchestrale “Santa Cecilia”. Rito che ieri pomeriggio è stato anticipato da quello della tradizionale benedizione dei bambini e dei ragazzi, al termine del quale, al porto mandracchio, sono sbarcate le tanto attese “varvuole”, le streghe del mare che contraddistinguono, nell’Isola, la vigilia epifanica.

Ma in occasione delle feste di fine e inizio d’anno, Sant’Eufemia non ha ospitato soltanto appuntamenti religiosi legati al calendario liturgico che ha preso avvio proprio con l’Avvento, ma anche applauditissimi concerti come peraltro avviene tutto l’anno e soprattutto d’estate durante la stagione turistica. Una Basilica gremita, colma di pubblico ed emozione, è stata infatti la suggestiva cornice del concerto natalizio con i cori Overtwelve ed OndeMedie di Monfalcome che hanno accompagnato la foltissima platea in un vero e proprio viaggio nel mondo, attraversando culture, lingue ed emozioni diverse grazie alle musiche tipiche di queste festività. Canti gospel ed armonie moderne si sono così alternati a brani più tradizionali, dando vita ad un repertorio ricco e coinvolgente, capace di parlare a tutte le generazioni.
I due cori sono stati diretti da Francesca Moretti, con la collaborazione di Giorgia Tognon: entrambe con competenza e passione hanno guidato i bravissimi coristi valorizzando al meglio le diverse sonorità ed il percorso musicale proposto. Nel saluto finale, monsignor Paolo Nutarelli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai due gruppi vocali, ai direttori ed a tutti coloro che hanno reso possibile questo appuntamento, soffermandosi in particolare su due aspetti significativi. Anzitutto, l’arciprete ha ricordato come la musica elevi lo spirito: per un pomeriggio, attraverso le voci ed i suoni, il mondo intero è stato a Grado, riunito in un’unica esperienza di bellezza e condivisione. In secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sul valore educativo di quanto ascoltato: dietro ai due cori c’è un progetto serio e concreto che valorizza i giovani, li accompagna nella crescita e li aiuta ad esprimere talenti, impegno ed entusiasmo. Un concerto, dunque, che non è stato soltanto un evento musicale, ma un vero dono alla comunità isolana, ma non solo, capace di ricordare che il Natale passa anche attraverso l’arte, la bellezza ed il cammino condiviso. Un’ottima premessa, insomma, per un altro anno di grande musica tra le antiche suggestioni regalate dalla Basilica fondata dal Patriarca Elia.

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In copertina e all’interno immagini del bellissimo concerto animato in Basilica dai cori monfalconesi diretti da Francesca Moretti (con la collaborazione di Giorgia Tognon) dinanzi a un foltissimo pubblico.

(Fotocronaca di Laura Marocco
 Foto Ottica Marocco Grado)

Epifania a Galleriano, questa sera festa con i Magi e l’ultimo nato accanto al fuoco che darà indicazioni sull’annata

Anche Galleriano si tuffa nella tradizione friulana. In occasione dell’Epifania, la frazione di Lestizza – con in prima fila la Pro Loco – festeggerà il “Pan e Vin” nella serata di oggi, 6 gennaio. Le celebrazioni avranno inizio alle ore 18:30 con la partenza della solenne fiaccolata. Il corteo vedrà la partecipazione delle figure dei Re Magi, le quali accompagneranno l’ultimo nato della comunità di Galleriano – una bambina – a testimoniare il passaggio generazionale e l’auspicio di prosperità per l’anno a venire.
La fiaccolata giungerà nel Parco di San Giovanni: qui si potrà assistere allo spettacolo “Elements” e all’accensione del falò, chiamato in lingua friulana “Pignarûl”, ma nella parlata locale appunto “Pan e Vin”. Come da tradizione, sarà interpretata la direzione del fumo e delle scintille come segnale sul futuro andamento dei raccolti e della vita sociale. Verranno offerti vin brulè e cioccolata calda, brodo e fette di panettone.

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In copertina, questa sera anche Galleriano di Lestizza si tufferà nella tradizione dei suggestivi falò epifanici.

Con il “Premio Epifania” alla Protezione civile Tarcento dà il via alle celebrazioni per i 50 anni dal terremoto. Consegna del riconoscimento anche a Tommaso Cerno

di Giuseppe Longo

Con l’attribuzione del “Premio Epifania 2026” alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Tarcento – con tutta probabilità primo Comune in regione – ha dato il via alle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto che nel 1976 devastò anche la cittadina pedemontana. La cerimonia di consegna presieduta dal sindaco Mauro Steccati è avvenuta ieri sera, in una festosa cornice, al Teatro Margherita, dove l’analogo riconoscimento della Pro Tarcento, guidata da Nazareno Orsini, è andato al giornalista udinese Tommaso Cerno, direttore da poche settimane de “Il Giornale”, fondato mezzo secolo fa da Indro Montanelli, e già responsabile del “Messaggero Veneto”.
«Ricevo questo Premio a nome della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. È il risultato di una comunità straordinaria. I veri protagonisti sono i volontari, quello che definisco l’esercito della solidarietà: donne e uomini diversi per età, storia e provenienza, accomunati dalla capacità di dare risposte di competenza ed esperienza nei momenti di maggiore difficoltà delle persone», ha affermato l’assessore regionale con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ricevendo il prestigioso riconoscimento giunto alla sua 71ma edizione. Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato il valore storico e nazionale dell’esperienza friulana: «La Protezione civile nasce dal terremoto del 1976 e da allora questa esperienza non si è fermata al Friuli, ma si è estesa a tutto il territorio nazionale, diventando uno dei movimenti popolari più rilevanti del Paese. È un volontariato che nel tempo è diventato professionale, fondato sulla formazione continua e su competenze costruite vivendo e operando in montagna, in pianura, al mare e in collina, affrontando eventi complessi come incendi, frane ed emergenze sanitarie».

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Vigilia con Esorcismo e Palio

La cerimonia di consegna del “Premio Epifania” ieri ha dato ufficialmente il via alle tradizionali manifestazioni post-natalizie di Tarcento che oggi, vigilia epifanica, entrano nel vivo anche dal punto di vista religioso. Alle 16.30, infatti, nella Chiesa arcipretale ci sarà il grande Esorcismo con la benedizione dell’Acqua secondo l’antica ritualità aquileiese. Alle 18, sul sagrato del Duomo, sarà benedetto il “Palio dei Pignarulars” e del fuoco epifanico che sarà consegnato al Vecchio Venerando. Al termine, dopo un intrattenimento musicale con la Banda di Cassacco e gli “Splumatis”, cominceranno  in viale Marinelli le sempre combattute gare del Palio con la spettacolare corsa dei carri infuocati. Domani mattina, invece, alle 11, Messa solenne dell’Epifania in Duomo. Molte e invitanti, poi, le manifestazioni del pomeriggio che culmineranno, alle 19, con la tanto attesa  accensione del “Pignarul Grant” sulla collina di Coia allestito in questi giorni accanto alle rovine dello storico Castello.

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Riccardi ha quindi sottolineato il valore di responsabilità che questo modello porta con sé, anche in prospettiva futura: «Questo riconoscimento richiama una responsabilità verso le nuove generazioni: trasmettere competenze, metodo e senso del servizio pubblico, affinché questo esercito della solidarietà continui a garantire sicurezza alle persone nei momenti più difficili, che purtroppo possono presentarsi in modo imprevedibile. Un impegno che passa dal lavoro quotidiano, silenzioso e generoso di migliaia di volontari».
«Il Premio Epifania rappresenta da settantuno anni un appuntamento di grande valore, capace di custodire e rinnovare una tradizione che riconosce il merito, l’impegno civile e il contributo concreto di persone e realtà che rafforzano l’identità culturale e sociale del Friuli Venezia Giulia», ha poi detto il vicegovernatore e assessore regionale alla Cultura, Mario Anzil, nel momento della premiazione di Tommaso Cerno. Anzil ha ricordato come il Premio Epifania sia tra i riconoscimenti più antichi del Friuli Venezia Giulia nel tributare merito a chi ha contribuito a diffondere l’identità friulana anche oltre confine: «Un significato – ha detto – che oggi assume un valore particolare: la necessità di riscoprire prima di tutto la propria identità friulana come fondamento per dialogare con le altre identità e con i territori oltre confine. I premiati dell’edizione 2026 incarnano pienamente questo spirito – ha sottolineato il vice di Massimiliano Fedriga -. Da un lato il giornalista friulano Tommaso Cerno, riconosciuto per un percorso professionale che lo ha portato a operare a livello nazionale mantenendo un legame vivo con la propria terra. Dall’altro, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, espressione di un modello fondato sul volontariato, nato dall’esperienza del terremoto del 1976 e diventato riferimento riconosciuto a livello nazionale».

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In copertina, il sindaco Mauro Steccati e il presidente della Pro Tarcento Nazareno Orsini mentre consegnano il “Premio Epifania” all’assessore regionale Riccardo Riccardi, massimo responsabile della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia; all’interno, la premiazione del giornalista Tommaso Cerno da parte del vicegovernatore Mario Anzil e l’intervento dello stesso Riccardi.

“Armonie” compie 30 anni e annuncia tanti eventi per festeggiarli: il via oggi e domani a Sedegliano. Lanciato anche un crowdfunding per la nuova didattica

L’associazione musicale e culturale “Armonie” si prepara a vivere un traguardo storico: il 25 settembre 2026 compirà 30 anni. Per celebrare tre decenni di musica, formazione e comunità, Armonie ha annunciato una stagione artistica e musicale diffusa e molto articolata. A raccontarne i dettagli, nella sede di Banca360, sono stati Mattia Mestroni, presidente di Armonie Aps, il direttore artistico Fabrizio Fontanot ed Edoardo Asquini, membro del consiglio direttivo. Presenti nell’occasione anche il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin; Pasquale Moro, presidente di Anbima; Fabio Zuliani, consigliere di Banca360; Marco Olivo, sindaco di Basiliano; Massimo Sappa, assessore alle attività produttive del Comune di Sedegliano. Al via oggi le manifestazioni, con il il concerto celebrativo del trentennale in  programma al Teatro Clabassi  di Sedegliano.

La presentazione del trentennale.

IL TRENTENNALE – Intitolata “Una stagione che non si ascolta, non si vede: si vive”, sarà un vero e proprio percorso di 12 mesi, da gennaio a dicembre 2026, che attraverserà i sei comuni in cui Armonie opera – Basiliano, Coseano, Dignano, Flaibano, Mereto di Tomba e Sedegliano – con un totale di 12 concerti, ciascuno dedicato a un valore e a un tema specifico. Una stagione che non sarà soltanto un cartellone, ma un grande racconto corale: ogni appuntamento unirà musica, laboratori e testimonianze, valorizzando lo spirito comunitario, la storia del territorio e l’impegno dei tanti giovani che negli anni hanno trovato in Armonie un luogo di crescita artistica e personale. Unico evento fuori territorio sarà il concerto dedicato al tema della Tradizione nella chiesa della Madonna delle Grazie di Udine, in omaggio ai 110 anni dalla nascita di Padre David Maria Turoldo. A corredo del cartellone nascerà anche una favola musicale originale, con testi e musiche inedite sviluppate in collaborazione con il maestro Virginio Zoccatelli, pensata come strumento didattico per avvicinare i più giovani allo studio della musica. «Armonie in poco meno di 30 anni ha saputo raggiungere traguardi e soddisfazioni forse inimmaginabili dai soci fondatori che si sono riuniti quel 25 settembre del 1996 – ha raccontato Mattia Mestroni, presidente di Armonie Aps -. La nostra profonda convinzione è che i risultati che abbiamo saputo esprimere siano il frutto di molti incontri fortunati, ovvero della sintonia che si è ingenerata tra tante persone, enti e istituzioni che sono entrate in contatto con la nostra realtà e hanno condiviso con noi un pezzo della strada percorsa. Per questo le progettualità in programma per i nostri sei lustri hanno come filo conduttore il coinvolgimento del territorio: per valorizzare e rafforzare i legami intessuti in tante occasioni. Sia la raccolta fondi che la stagione diffusa sono il pretesto di incontrare una volta in più tante persone e dare a tutte un momento all’interno di questi festeggiamenti».
Sull’importante “compleanno” di Armonie si è espresso anche il presidente del Consiglio Regionale del Fvg, Mauro Bordin: «Trent’anni di attività rappresentano un traguardo di grande valore, soprattutto quando sono segnati da una continuità di impegno, qualità e radicamento nel territorio come nel caso di Armonie APS – ha spiegato -. In questi tre decenni l’Associazione ha saputo costruire progetti musicali di alto profilo diventando un punto di riferimento per tanti comuni del Friuli e contribuendo in modo concreto alla crescita sociale e culturale del nostro territorio. Il lavoro svolto da Armonie dimostra quanto la formazione musicale sia uno strumento fondamentale per l’educazione dei giovani: la musica insegna disciplina, ascolto, collaborazione e rispetto, valori che restano nel tempo e accompagnano i ragazzi ben oltre il percorso artistico. Investire nella formazione delle nuove generazioni, come Armonie continua a fare, – ha chiuso – significa investire nel futuro della nostra regione».

IL CROWDFUNDING – Accanto alla stagione del trentennale, infatti, Armonie, nelle scorse settimane, ha dato avvio a un progetto fondamentale per il futuro dell’Associazione: l’ammodernamento della sede, necessario per rispondere alla crescita dell’attività e alle esigenze degli oltre 300 associati attivi. Se gli interventi strutturali relativi a sostenibilità ed efficienza energetica sono già stati finanziati da Regione Autonoma Fvg e dal Comune di Sedegliano; ciò che manca ora è l’ultimo passo, quello che può arrivare dalla comunità. Ecco allora che è stato lanciato “Armonie 3.0 – Una scuola di musica per la comunità”: il crowdfunding, attivo su Ideaginger.it fino al 17 gennaio 2026, che mira a raccogliere 7.000 euro per dotare le aule di nuove tecnologie, sistemi di registrazione, strumenti per la didattica digitale e spazi adeguatamente insonorizzati e che è stato possibile grazie al programma “Si può dare di più” promosso da Banca360 – Credito Cooperativo Fvg. In proposito Edoardo Asquini membro del consiglio direttivo, ha precisato: «Investire sulla nostra sede significa investire sul futuro dei ragazzi. Grazie ai finanziamenti pubblici stiamo completando l’efficientamento energetico e il miglioramento del comfort degli spazi; ora, con il crowdfunding, vogliamo fare il passo decisivo: dotare le aule di strumenti moderni, creare ambienti realmente adatti alla didattica e alla pratica musicale contemporanea. Ogni donazione contribuirà a costruire una scuola più accogliente, più innovativa, più capace di generare opportunità».
Del crowdfunding ha parlato anche Fabio Zuliani, consigliere di Banca360: «Da tempo vicina all’associazione, in occasione del 30° anniversario, Banca360 ha favorito l’avvio di un crowdfunding da parte di Armonie, attraverso il progetto “Si può dare di più”. Al raggiungimento della quota stabilita, andremo ad aggiungere un ulteriore 10%, un punto di partenza per sostenere questo importante anniversario e le iniziative a esso correlate».

RICCA STAGIONE – Tornando alla stagione musicale, a entrare nel dettaglio della programmazione è stato il direttore artistico Fabrizio Fontanot, il quale ha spiegato come «questa stagione non è soltanto un programma di concerti, ma un viaggio attraverso i valori che hanno costruito Armonie e che continuano a ispirarla. Abbiamo scelto dodici temi, dodici luoghi, dodici formazioni musicali perché volevamo restituire l’identità viva della nostra Associazione, fatta di memorie, di visioni, di giovani che crescono insieme. Ogni concerto sarà un’esperienza, un incontro, un modo per vivere la musica oltre l’ascolto». Si partirà a gennaio con l’Orchestra Fiati Armonie, il concerto celebrativo del trentennale (Teatro Clabassi Sedegliano 4 e 5 gennaio), per proseguire a febbraio con i Cluster Clarinets e un omaggio alla Memoria della Shoah (Chiesa di Dignano). A marzo il Coro Euterpe darà voce al tema del Rispetto con un programma dedicato alle autrici femminili, mentre ad aprile la Baby Big Band incrocerà jazz e tradizione friulana celebrando i vent’anni di Jazz in Furlan. A maggio l’Ensemble di violini Legato Allegro rifletterà sul rapporto tra musica, natura e territorio, e a giugno Banda e Rock Band unificate racconteranno il valore del Dono con un concerto partecipato. Luglio porterà i laboratori ritmici di X Drummers, dedicati all’Amicizia, e agosto il Gruppo Ottoni con un evento sull’Impegno civile dei giovani. Settembre sarà il mese dell’Inclusione, con un concerto-performance che dialoga con la cultura sorda, mentre ottobre affronterà il tema della Rinuncia con l’Ensemble Sax. A novembre l’Ensemble Turoldo renderà omaggio ai 110 anni dalla nascita di Padre David Maria Turoldo, e in dicembre la stagione si chiuderà con la favola musicale “Re Breve”, dedicata all’Educazione e ai più piccoli, tra fluati traversi, voci bianche e nuove storie da ascoltare e vivere insieme.

SI GUARDA LONTANO – Da quando è stata fondata nel 1996, “Armonie” ha accompagnato nello studio della musica oltre 1.400 giovani, ha costruito progetti originali sostenuti dalla Regione FVG, ha collaborato con istituti scolastici, enti locali e realtà culturali, e ha dato vita a band, ensemble, cori e gruppi capaci di animare la vita sociale del territorio. Oggi, nel celebrare i suoi primi 30 anni, Armonie rinnova la sua missione: far crescere la comunità attraverso la musica, rendendo la cultura accessibile, viva e condivisa. La stagione 2026 sarà l’avvio simbolico e concreto di un nuovo capitolo.

INFO: www.associazionearmonie.it | Facebook | Instagram | YouTube

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In copertina e all’interno bande e gruppi musicali che parteciperanno alle celebrazioni del trentennale di “Armonie”.

Montagna, Paluzza e Sutrio ora guardano insieme a nuove occasioni di sviluppo

Davanti a una platea numerosa di imprenditori dei due borghi, è stato presentato a Sutrio il Masterplan per l’Attrattività e lo Sviluppo di Paluzza e Sutrio, il documento strategico elaborato con il supporto di T&B Associati (Trieste) che punta a disegnare una visione comune per contrastare lo spopolamento, rafforzare la residenzialità e sostenere il tessuto produttivo locale. L’incontro si è aperto con i dati emersi dall’analisi territoriale: una presenza diffusa di micro-imprese radicate nei borghi, un forte patrimonio artigiano, una comunità produttiva resiliente ma allo stesso tempo segnata dal calo demografico e da un crescente squilibrio generazionale. Numeri che, pur confermando la vitalità del territorio, evidenziano la necessità di nuove politiche capaci di trattenere giovani e lavoratori e attrarre nuove famiglie. Il messaggio condiviso durante la serata è stato netto: invertire la rotta dello spopolamento puntando su due direttrici complementari: sostenere chi vive già qui e richiamare nuovi residenti e lavoratori.
«L’amministrazione da sola non può risolvere ogni problema – ha sottolineato il sindaco di Paluzza, Luca Scrignaro –. Serve un sistema condiviso tra imprese, scuole, cittadini e istituzioni: solo così possiamo trattenere giovani e lavoratori e rendere il territorio attrattivo». Sulla stessa linea il sindaco di Sutrio, Manlio Mattia: «Oggi è indispensabile una collaborazione reale tra amministrazione, imprese e comunità per offrire opportunità ai giovani e far crescere il territorio». Cuore della serata, la presentazione delle due proposte strategiche del Masterplan, sottoposte a confronto diretto con le imprese presenti.

Luca Scrignaro

Manlio Mattia

1.Identità & Attrattività – Rafforzare ciò che rende unici Paluzza e Sutrio, rendendo i borghi riconoscibili e desiderabili. Tra le ipotesi illustrate: la nascita di un Distretto intercomunale del Commercio, il progetto di marketing territoriale “La Gerla di Paluzza” ( simbolico oggetto tradizionale che racchiude in sé molteplici significati legati alla storia e all’economia del territorio: essendo realizzata con legno e rami intrecciati, è parte integrante della filiera bosco-legno, elemento strategico dell’economia locale e rappresenta la capacità del territorio di trasformare le risorse naturali in cultura e impresa, unendo passato e futuro in un’identità collettiva forte e riconoscibile), il rafforzamento del racconto identitario dei borghi, la valorizzazione della filiera del legno e dei saperi locali e artigiani. “Se il territorio è attrattivo – è emerso dal dibattito – arrivano persone e investimenti”.

2. Servizi e spazi per vivere e lavorare – Rigenerare aree e immobili per offrire nuove opportunità abitative e spazi moderni a imprese e professionisti: alloggi accessibili, soluzioni di social housing, coworking, spazi per giovani imprenditori. Proprio la scarsità di alloggi e servizi adeguati è stata indicata dagli imprenditori come uno dei limiti principali alla competitività del territorio e alla capacità di attrarre personale. La serata è diventata anche un momento di confronto aperto tra amministratori, imprese e cittadini. Molti interventi hanno evidenziato l’esigenza di un sistema stabile di collaborazione, dove ciascuno – imprese, scuole, associazioni, amministrazioni – contribuisca alla tenuta sociale ed economica della valle. Un ruolo speciale è stato attribuito ai modelli cooperativi, con l’esempio della Secab citato come caso virtuoso. “La cooperazione genera benefici tangibili per la comunità – ha ricordato il presidente –: dalla riduzione dei costi energetici al sostegno alle realtà sportive e culturali”. Un modello che, secondo molti, potrebbe essere replicato in ulteriori ambiti.

Il dibattito ha messo in luce priorità condivise: più servizi, più spazi, più opportunità per trattenere i lavoratori, coinvolgere i giovani e favorire nuove residenze. È emerso con chiarezza che il Masterplan (la cui realizzazione rientra negli interventi previsti nel Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”, un progetto di rigenerazione culturale e sociale che racconta il valore culturale e identitario del legno, portato avanti dai Comuni di Sutrio e Paluzza) non è un documento da chiudere in un cassetto, ma l’avvio di un percorso partecipativo per costruire un futuro più dinamico e sostenibile per Paluzza e Sutrio. Definite le priorità operative, si avvieranno le prime azioni già dall’inizio di questo nuovo anno. Un passo concreto per trasformare visione e collaborazione in risultati.

Informazioni
Comune di Paluzza – Tel. 0433 775143 – www.comune.paluzza.ud.it

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In copertina e qui sopra due belle immagini panoramiche di Paluzza e di Sutrio.

Aria di Natale a Casarsa con Lucciolata, Foghera ed Epifania la festa dei bambini. E poi a Versuta la prima sagra del 2026

Prosegue a Casarsa della Delizia il programma comunale di Aria di Natale. E cresce l’attesa per i riti e le tradizioni dell’Epifania. Lunedì 5 gennaio, alle 19.30, ritrovo in via I Maggio di fronte alla sede degli Alpini per la Lucciolata benefica a sostegno dell’associazione Via di Natale, che supporta i parenti dei malati oncologici in cura al Cro di Aviano. La Lucciolata raggiungerà alle 20.30 il borgo di Versuta. Qui in nuova location tutta da scoprire (guidati da un suggestivo percorso illuminato) avverrà l’accensione della Foghera, il tradizionale falò epifanico. Durante la serata ci sarà la musica degli Zampognari e il venerando Charlie illustrerà le previsioni per il 2026. A seguire pinza e bevande calde. A cura di Associazione La Beorcja, Borgo Runcis, Par San Zuan, Pro Casarsa della Delizia Aps, Gruppo Alpini Casarsa-San Giovanni, Agesci Casarsa-San Giovanni, AVIS Casarsa-San Giovanni, Parrocchia San Giovanni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale.
Martedì 6 gennaio, solennità dell’Epifania, alle 14 è prevista la Benedizione dei bambini nel Duomo di San Giovanni Battista. Alle 14.30 arriverà la Befana per la consegna delle calzette e a seguire la premiazione del Concorso Presepi, a cura di Par San Zuan e Parrocchia. Sempre nel pomeriggio, alle 15.30, anche la Chiesa parrocchiale di Casarsa ospiterà la Benedizione dei bambini, arricchita dalla rappresentazione della Sacra Famiglia, dall’arrivo dei Re Magi che portano doni a Gesù Bambino e dalla musica dello Zampognaro. A cura della Parrocchia.
I festeggiamenti poi proseguiranno lungo il mese di gennaio grazie alla Sagra di Sant’Antoni a Versuta, assieme all’associazione La Beorcja. Si tratta della prima sagra dell’anno sul territorio comunale. Ricco programma dal 9 al 24 gennaio con chiosco dalle molte specialità enogastronomiche. Il primo weekend vede in programma questi eventi. Venerdì 9 gennaio la sagra apre i battenti alle 19 con l’avvio della cucina e con una Gara di Briscola (20:30) che mette in palio premi enogastronomici, affiancata da un Torneo di Freccette aperto a tutti, organizzato da Darts Italia. Sabato 10 gennaio, alle 21.30, la serata sarà animata dal gruppo “Cindy & The Rock History”, che ripercorrerà la storia del rock. Domenica 11 gennaio è la giornata della 50ma Camminata di Versuta, un evento ludico motorio la cui partenza è prevista tra le 8:30 e le 10. Cucina aperta dalle 11.30 e dalle 18.30. Alle 19.30 serata in allegria con Sdrindule.

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In copertina, la Foghera il tradizionale falò epifanico a Casarsa della Delizia.

Natale in Carnia, le sue musiche con il Trio Trival questa sera a Udine Paderno per la rassegna friulana “Unvier”

Il recupero e la rielaborazione della lingua e del repertorio musicale friulano accomunano ormai diverse generazioni di musicisti e autori. Ne è ben consapevole l’Ufficio per la Lingua Friulana del Comune di Udine che, in collaborazione con l’associazione culturale Inniò, proporrà la rassegna “Unvier” nel programma di “Natale a Udine 2025”, grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (attività ed eventi culturali inerenti alle festività natalizie 2025).
«Con questa seconda edizione di Unvier – ha precisato la consigliera delegata al plurilinguismo, Stefania Garlatti-Costa – l’Ufficio Lingua Friulana del Comune di Udine ribadisce la propria attività di sostegno della vivace scena musicale in lingua friulana. I nostri musicisti hanno la capacità di esprimere la contemporaneità facendo riferimento anche alla ricchezza della nostra tradizione musicale e linguistica di confine, una particolarità che li mette in luce a livello italiano ed europeo. Siamo contenti di essere per loro una casa e una vetrina». La piccola rassegna musicale invernale “Unvier” desidera quindi dare un assaggio di alcuni fra i progetti che, ammirati dalla bellezza del repertorio locale, hanno saputo rimaneggiarlo al di là degli schemi della filologia e del folclore.
Oggi, 3 gennaio, alle 20.45, negli spazi dell’ex cinema di Paderno (in via Piemonte 82) è in programma “Lusive la lune”. Saluteremo il nuovo anno con il trio carnico Trival (Alvise Nodale, Luca Boschetti, Veronica Urban), che proporrà un viaggio all’interno del repertorio carnico legato al Natale. La serata vedrà l’intervento di vari ospiti fra cui il violinista Davide Raciti e i cantautori Nicole Coceancig e Franco Giordani, in uno spirito di coralità e festa tipico del periodo natalizio.

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In copertina, il Trio Trival che sarà protagonista questa sera a Paderno.

Bambini senza nome, domani in tv lo special Rai girato a Trieste con in vincitori del Premio Marco Luchetta

Domani 4 gennaio, alle 9.15 su Rai 3, torna in onda “Bambini senza nome”, lo speciale televisivo prodotto dalla Rai e dedicato ai diritti dell’infanzia, realizzato con i vincitori del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. Il programma sarà inoltre replicato in prima serata, alle 21.20, su Rai 3 bis.
Bambini senza nome raccoglie le testimonianze delle giornaliste e dei giornalisti premiati dalla giuria presieduta da Marco Damilano. Sono inchieste che hanno scandagliato le periferie del mondo e i luoghi di marginalità dove i diritti dell’infanzia sono tra quelli più calpestati. Sono il frutto del giornalismo che approfondisce temi sociali e civili, ingiustizie e drammi che rischiano di passare inosservati. Condotto dalla giornalista Rai Manuela Moreno, Bambini senza nome è stato girato nei luoghi più suggestivi di Trieste e del suo golfo, che diventano parte integrante del racconto. Questa edizione si arricchisce inoltre del contributo di Flavio Insinna che, nel ruolo di narratore, interpreta alcune poesie legate ai temi affrontati dal programma.


Lo speciale rappresenta anche un’occasione per far conoscere al grande pubblico l’attività della Fondazione Luchetta, che da oltre trent’anni lavora in aiuto e a sostegno dei bambini e dei loro diritti. La presidente Daniela Schifani Corfini Luchetta ribadirà l’impegno della Fondazione nel promuovere il Premio, riconoscimento ispirato a Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo, trucidati da una granata a Mostar il 28 gennaio 1994, e a Miran Hrovatin, colpito insieme ad Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994.
Anche Trieste, luogo di incontro e di confine, incrocio di culture e di religioni, diventa a sua volta una voce narrante speciale, facendo da quinta con la sua storia e la sua geografia al racconto dei vincitori e delle vincitrici del Premio. Le immagini dal mare al tramonto, quelle nella Grotta Gigante o nella Kleine Berlin, il complesso di galleria antiaeree sotterranee edificate nel corso della Seconda guerra mondiale sono solo alcuni degli esempi di un lavoro corale al quale hanno partecipato il Comune di Trieste, la famiglia Cattaruzza e l’equipaggio del rimorchiatore Centurion, la Fvg Film Commission, Promoturismo Fvg, il Teatro Stabile Sloveno/Slovensko Stalno Gledališče, il Club Alpinistico Triestino e l’Unione degli Istriani e il Museo di Carattere Nazionale.

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In copertina e all’interno due scene dello special girate in piazza Unità d’Italia e alla Kleine Berlin a Trieste.