L’importanza della prevenzione nella lotta ai tumori: domani mattina un convegno della Lilt friulana a Udine

Sarà il tradizionale convegno a chiudere domani, 23 novembre, il ciclo di iniziative che sotto il nome “Ottobre rosa” rappresenta la “campagna d’autunno” nella lotta della Lilt contro il cancro. Una lotta che l’associazione nazionale combatte da oltre cento anni (venne fondata nel 1922), mentre la sezione friulana – presieduta dall’ingegner Giorgio Arpino – si accinge a celebrare nel 2025 il secolo di vita. Ed è dalla fondazione che la parola “prevenzione” è al centro delle strategie della Lilt. “I momenti della prevenzione” è infatti anche il tema scelto quest’anno dagli organizzatori per la mattinata di studio che si articolerà in tre sezioni: la prima sarà dedicata a “La prevenzione e la diagnosi precoce”, la seconda conterrà due focus su “La ricerca e le novità “ e “La personalizzazione del percorso di cura”, la terza infine tratterà “La comunicazione in medicina”.
Il convegno sarà, dunque, ospitato domattina nell’auditorium “Antonio Comelli” del palazzo udinese della Regione Fvg, con inizio alle ore 8.45; all’apertura dei lavori interverrà il presidente del Consiglio regionale, avvocato Mauro Bordin. La partecipazione è aperta a tutti (compatibilmente con la disponibilità di posti), ma è consigliata la prenotazione, via mail indirizzata a liltudine@gmail.com o telefonando al numero 0432.481802. Per il personale sanitario e studenti di medicina o infermieristica (per i quali la prenotazione è obbligatoria) è prevista la consegna di un attestato di partecipazione.

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In copertina, il presidente della Lilt udinese ingegner Giorgio Arpino.

Nimis, dalla passeggiata narrativa nella storia con Angelo Floramo alla mountain bike con Cristiano Guarco e Maglia Nera

(g.l.) Veramente intensa l’attività della Biblioteca comunale di Nimis. Prosegue, infatti, a gonfie vele il programma di “Cultura in festa”, pieno di interessanti proposte fino a Natale. Così, dopo il recente incontro con la scrittrice Raffaella Cargnelutti (in dialogo con Adriana Stroili), ecco un altro imperdibile appuntamento in programma proprio questa sera, giovedì. Nella sede delle ex scuole elementari di via Matteotti, alle 20.30, ci sarà una “passeggiata narrativa” nella storia dei nostri luoghi con il professor Angelo Floramo che era già stato molto apprezzato la scorsa estate, al Castello di Cergneu, durante una riuscitissima serata con Dj Tubet. «Un narratore – anticipa Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca – che sa far vibrare le corde della memoria collettiva». A fine serata, seguirà la premiazione dei migliori lettori-fruitori di libri in prestito nell’ultimo anno.

Angelo Floramo al Castello di Cergneu.

Carla Monai

Cristiano Guarco in mountain bike.

Non è però finita qui, perché domani, stesso luogo ma alle 19.30, ci sarà un appuntamento con i meravigliosi paesaggi della valle del Cornappo. Grande protagonista sarà la mountain bike con gli animatori di Maglia Nera, l’attivissimo sodalizio sportivo che opera nell’ambiente naturalistico del monte Bernadia e delle colline sottostanti, provvedendo anche alla costante, benemerita manutenzione dei sentieri. L’associazione introdurrà, infatti, alla Bernadia Trail Area – www.maglianera.org -, con ospite speciale Cristiano Guarco, giornalista di Mtb, in visita proprio al circuito locale, che presenterà il suo libro dedicato appunto alle mountain bike.
Da annotare, infine, che soprattutto l’incontro di questa sera con il professor Floramo fa rima con quello di domenica scorsa, che era stato animato dalla maestra Carla Monai, la quale aveva accompagnato un gruppo di persone in una “passeggiata storica” che ha permesso di far luce sul passato, anche più remoto, di Nimis. «L’esperienza – racconta la bibliotecaria – è stata davvero bella! Siamo passati in luoghi che hanno cambiato aspetto e di battaglia, nella zona in cui si presume ci sia stato il Castrum Nemas e nella Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Oltre ad aver visitato un battiferro dove abbiamo visto una ruota di mulino e un vecchio pozzo. Infine, una sosta nella piazza di Nimis in cui immaginiamo di rivedere la fontana rotonda con i pesci rossi, proprio com’era una volta».

L’incontro con Raffaella Cargnelutti.

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In copertina, la Pieve dei Santi Gervasio e Protasio fulcro della storia antica di Nimis.

 

Tarcento, il Premio Epifania ha 70 anni: storico riconoscimento che rende merito ai talenti d’esempio per i giovani friulani

«Un Premio prestigioso per questa terra, perché riconosce da 70 anni il merito di chi con il proprio lavoro o la propria attività ha saputo conseguire risultati importanti partendo dai valori più profondi del Friuli: il senso di comunità, l’attaccamento alla propria terra e i talenti che hanno sempre consentito alla nostra gente di reagire alle difficoltà e di trasformare in eccellenze il lavoro e la passione». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ieri a Tarcento ha partecipato, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, alla riunione del Comitato per il Premio Epifania in qualità di componente della Commissione che assegna gli annuali riconoscimenti.

Barbara Zilli

Tra i membri della Commissione che hanno preso parte ai lavori – oltre allo stesso rappresentante della Giunta Fedriga e al sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, che funge da presidente – il prorettore dell’Università degli studi di Udine Andrea Caffarelli, per l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia Amos D’Antoni, l’assessore Federico Pirone per il Comune di Udine e il presidente della Società Filologica Friulana, Federico Vicario.
Come ha sottolineato l’assessore Zilli, l’opportunità offerta dal Premio è anche quella di dare ai giovani dei modelli virtuosi da seguire, soprattutto in un momento come quello attuale in cui i ragazzi hanno un compito importante per disegnare il futuro dei nostri territori e «guardare agli esempi di chi nella vita ha dimostrato di avere raggiunto grandi traguardi credendo in se stesso e mettendo a frutto il patrimonio lasciato dalla nostra storia può essere un valido aiuto – ha concluso – per crescere consapevoli e forti».

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In copertina, una stupenda panoramica di Tarcento con i ruderi del Castello di Coja fulcro delle celebrazioni epifaniche con l’accensione del famoso Pignarûl Grant.

(Foto Ulderica Da Pozzo)

Sulle tessere 2025 delle Pro Loco d’Italia omaggio alla Capitale europea della cultura che vedrà protagoniste per un anno le città di Gorizia e Nova Gorica

L’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia ha deciso di riprodurre le bellezze di Gorizia (dal Duomo al Castello passando per la piazza Transalpina e il ponte sull’Isonzo) sulle oltre 650 mila tessere che il prossimo anno distribuirà ai suoi volontari in tutta la Penisola. Si tratta dell’omaggio a Go!2025 Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura che è stato svelato all’assemblea delle Pro Loco italiane riunitasi a Roma.

Dirigenti Pro Loco e autorità con le tessere.


Il riconfermato presidente nazionale Antonino La Spina, assieme al presidente del Comitato regionale Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Pietro De Marchi, ha presentato la tessera socio Unpli 2025 sul palco con il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e, in collegamento, il collega di Nova Gorica, Samo Turel. I due primi cittadini hanno ricordato l’importanza della collaborazione transfrontaliera in questo grande appuntamento continentale. Intervento in assemblea anche dell’assessore Fvg alle Attività Produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale ha sottolineato l’importanza della tessera del socio come strumento di promozione territoriale anche per l’intera regione. Presente pure Giorgio Lorenzoni, presidente della Pro Gorizia.
«La tessera del socio è uno strumento fondamentale per le Pro Loco, poiché rappresenta il simbolo di una rete unita e capillare – ha sottolineato La Spina -: offre una straordinaria opportunità di crescita per il mondo delle Pro Loco e si pone come ponte tra diverse culture e tradizioni». «Un grande riconoscimento – ha aggiunto De Marchi – che onora Gorizia e il suo rapporto con Nova Gorica e tutto il sistema delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, il Castello di Gorizia simbolo della città isontina; qui sopra, una panoramica della slovena Nova Gorica.

L’addio di Torlano a Cesco Manzocco grande padre e instancabile lavoratore conosciuto e stimato da tutti

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Al rive Cesco», diceva mia nonna Maria. E, allora, tutti in strada impazienti e curiosi di vedere cosa c’era di buono su quel camioncino in arrivo, carico di frutta e verdura – in estate attesissima, da noi ragazzini, era ovviamente l’anguria -, che girava di strada in strada, fermandosi dove c’era già qualcuno ad aspettarlo. Era Cesco Manzocco, spentosi a 91 anni, dopo una vita che definire laboriosa è riduttivo e al quale ieri pomeriggio in tanti, nella sua Torlano, hanno voluto dirgli “mandi”.
«Quando tornavi a casa, stanchissimo per aver macinato chilometri e chilometri, avevi una sola preoccupazione e chiedevi alla tua Dorina “hanno mangiato i bambini?”», ha ricordato una nipote rivolgendo un commosso saluto al nonno a nome di tutta la sua numerosa famiglia. E ha aggiunto: «Ti saremo sempre grati, perché sei stato un grande papà!».
Gremita la Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova e moltissimi anche sul sagrato perché non ce l’avevano fatta a entrare al rito di commiato celebrato da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha inquadrato la figura del defunto attingendo da quella significativa pagina del Vangelo di Matteo in cui si parla del Regno di Dio rivelato ai piccoli e tenuto nascosto ai sapienti. Cesco era, infatti, molto conosciuto e stimato, proprio per la sua instancabile voglia di fare e progredire, passando dal faticoso ambulantato dalla piana di Nimis alla montagna al lavoro più organizzato, e con un’offerta ampliata, nel negozio ex Cuciz di borgo Centa, portato poi avanti con successo dai figli, sebbene molti continuino a dire “Là di Cesco”. Ma anche per i valori morali che ne hanno fatto un bravissimo marito e, appunto, un grande padre. Un uomo, insomma, indicato come esempio in questo nostro mondo sempre più povero di valori, come è emerso anche dai numerosi commenti apparsi sui social appena diffusasi la notizia della scomparsa di questo benemerito figlio di Torlano.

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In copertina, Cesco Manzocco spentosi a 91 anni dopo una vita laboriosissima.

“Karsiana”, quell’anima incantata protagonista oggi alla Somsi Pordenone con Angelo Floramo e Paolo Forte

Uno spazio dell’anima fatto di silenzio e di luce, un altopiano profumato di bosco e di terra: questo è il Carso nelle parole di Angelo Floramo, che, su invito della Storica Società Operaia di Pordenone, è stato sollecitato a scrivere una sorta di nuovo “Lessico Umanistico per il Terzo Millennio”, mettendo insieme lingue, storie, personaggi, paesaggi che danno conto di quel meraviglioso intreccio di culture che costituisce la ricchezza del Friuli Venezia Giulia, territorio di confine che, sull’onda anche di GO!2025, è proiettato a oltrepassarlo definitivamente, per riappropriarsi di quella condizione di felice meticciato che ne costituisce l’inconfondibile identità.

Angelo Floramo


Primo atto di questo originale percorso, lo spettacolo di musica e affabulazione dal titolo “Karsiana”, che lo stesso Floramo metterà in scena con la fisarmonica di Paolo Forte oggi, alle 20.45, nel Convento di San Francesco a Pordenone, grazie al sostegno della Regione Fvg e del Comune. Nelle intenzioni dell’autore, interpellato proprio per la sua perfetta condizione di moderno cantore di queste terre, con tutte le loro sfumature, il pubblico non assisterà a un vero spettacolo, ma sarà piuttosto preso per mano e condotto attraverso affabulazioni e musica a visitare i sentieri che innervano questi paesaggi di orti e di case di pietra, boschi di castagni e alberi di susine. Un mondo sospeso, dove “le vigne hanno legni antichi, storti come le dita delle vecchie, che ancora indossano vestiti neri. Neri gli scialli, i fazzoletti che raccolgono i capelli. Sogni e fatica, tragedia e bellezza, utopia e dolore, bestemmia e preghiera si sono intrecciate a formare una topografia sensoriale, che ha il passo delle stagioni”.
Se ne potranno ascoltare le voci, respirare i profumi, attorno al tavolo della festa dove esplodono canti e sapori, tra il pentolone di coccio della jota e l’ebbrezza di un calice di vino. Infine la voce narrante porterà in un piccolo paesino dell’Altopiano, a Sveto, nel cui cimitero riposano tutte le storie del mondo, comprese quelle dell’autore: qui hanno risuonato migliaia di passi, miriadi di voci. Illiri, Celti, Slavi, Goti, Unni e Bizantini. Sarà dunque un viaggio intimo e sussurrato dentro le pieghe dell’anima che saprà anche trasformarsi in grassa risata, unta di sugosi accenti, custodita in villaggi aggrappati al bordo del mondo, dove si ferma il fluire dei secoli. Lo spettacolo è ad ingresso libero.

Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social Facebook e Instagram.

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In copertina, il fisarmonicista Paolo Forte che questa sera è atteso a Pordenone.

A Corno di Rosazzo nuovo omaggio dedicato a “Chichi dai morars”

Proseguono a Corno di Rosazzo gli omaggi al pittore concittadino Francesco Prestento, scomparso nel 2023. Il Circolo culturale Corno ha annunciato, infatti, il prossimo appuntamento nell’ambito della mostra d’arte “… e non solo Chichi dai morars – Canti e poesie”, con la Corale Fogolar, del luogo, e Lis Tarlupulis di Cormons.
L’appunto è pertanto fissato per giovedì 21 novembre, ore 20, a Villa Nachini Cabassi. L’evento si inquadra nelle iniziative celebrative del pittore Francesco Prestento, detto appunto “Chichi”, a 100 anni dalla nascita e, come detto, a un anno dalla morte, da parte delle associazioni del territorio. Promosse dal Circolo culturale Corno, presieduto da Sergio Paroni, le manifestazioni godono del patrocinio del Comune collinare. Ingresso libero.

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In copertina, il pittore Francesco Prestento morto un anno fa; qui sopra, un’opera.

Le ultime proposte: scende il sipario a Udine sul Fake News Festival dando appuntamento a Città Fiera per il finale

Terza e ultima colazione stamane, da Adoro Caffè in piazza Venerio a Udine, con “La rassegna Lercia”, che ha accompagnato il pubblico in questo fine settimana all’insegna di una carrellata quotidiana di notizie e bufale curate dai maghi della satira da milioni di follower. Andrea Sesta e Gian Paolo Polesini hanno offerto ancora una volta, assieme al caffè, l’occasione per cominciare una giornata con il sorriso.
Ma la giornata odierna riserverà anche un’altra piacevole opportunità di incontro in una location d’eccezione: alle 11 al Caffè Contarena con un tema come “Non ci sono più le mezze stagioni”, un parterre di incredibili ospiti, partendo da falsi miti e verità dell’alimentazione vegetale e stagionale, proverà a fare chiarezza sull’importanza di ricostituire l’armonia con le stagioni della vita, a partire da ciò che mangiamo. La parola andrà a Federica Premoso (gestore l’Alveare Udine, lavora nella comunicazione da quasi vent’anni), Alessia Beltrame (chef, insegnante di cucina vegetale ed health coach di nutrizione funzionale), Ariella Colavizza (esperta di rieducazione tattile e sensoriale), Cristina Micheloni (agronomo e presidente di Aiab Fvg), guidati da Elena Feresin (esperta di comunicazione e social media, cura il blog “The Writer’s Mountain Hut”). Prima dell’incontro, appuntamento alle 10.30 con il Data Cafè, momento interattivo di confronto su temi sconttanti come le diete. L’appunto è organizzato in collaborazione con ReGenerationHub Friuli.

Sempre oggi il festival si sposta per il gran finale al Città Fiera di Martignacco con Piazza Show Rondò, alle 16 con “Non è uno sport per ragazzine”. Per parlare di quanto il calcio sia sempre più una cosa da donne, saliranno sul palco Ilaria Limelli (seguitissima content creator specializzata nel mondo del calcio), Marina Presello (celebre giornalista di Sky Sport, ha iniziato la sua carriera a Telefriuli) e Marinella Caissutti (arbitro di calcio attiva dal 1991, con esperienze a livello regionale, nazionale e internazionale). “Dirigerà” l’incontro Nicola Angeli (direttore di UdineToday.it, TriestePrima.it e PordenoneToday.it, testate del gruppo editoriale CityNews).

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In copertina e all’interno due immagini colte al Fake News Festival da Luca d’Agostino.

Da 37 anni Damatrà con i bambini sempre al primo posto: oggi una grande festa alla Cjase di Catine di Villalta

Compie 37 anni la onlus friulana Damatrà, realtà di riferimento per i progetti di ricerca educativa e culturale intorno alle giovani generazioni, in Friuli Venezia Giulia e in tutta Italia. Nel suo 37° compleanno, oggi 17 novembre, ancora una volta Damatrà mette l’infanzia al centro e invita i bambini a scoprire, prima di chiunque altro, la nuova “Casa delle Culture bambine”, che si inaugurerà mercoledì 20 novembre, Giornata internazionale dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.


Solo nel 2023 Damatrà ha incontrato oltre 27 mila bambini e ragazzi, curando e organizzando 2.400 eventi e laboratori. E nei suoi primi 37 anni di vita Damatrà ha promosso oltre 80mila incontri e laboratori e incontrato oltre 950 mila giovani e giovanissimi per iniziative laboratoriali, spettacoli, attività di ricerca ed espressione creativa.
Questo pomeriggio, alle 17, a Villalta di Fagagna, alla Cjase di Catine, Damatrà apre le sue porte ai giovani e giovanissimi con gli artisti Michele Bazzana e Virginia Di Lazzaro. I bambini potranno conoscere il “loro” spazio e sperimentare un laboratorio d’artista prima di spegnere le candeline della grande torta del 37mo compleanno di Damatrà. Si potrà ascoltare in anteprima la “audioguida poetica” realizzata da bambini, e scoprire il “Calendario del tempo delle bambine e dei bambini” curato dall’artista Virginia Di Lazzaro, dove sono le scoperte, le attese e le apparizioni a segnare lo scorrere del tempo. Anche il lunghissimo nastro inaugurale, di oltre 130 metri, potrà essere visto in anteprima oggi. Porta impresse tante parole care all’infanzia, ricevute dalle scuole: fra le altre rilassarsi, giocare, ballare, disegnare/colorare, qui si può inventare, la casa che accoglie, in questa casa voglio pace, gioco e divertimento e fuori è bello.

Foto © 2024 Alice BL Durigatto

Posti limitati, prenotazione obbligatoria su https://bit.ly/4f7YEh1

Terzo giorno con Fake News Festival: oggi a Udine dall’intelligenza artificiale alla lotta contro le discriminazioni

La terza giornata del Fake News Festival si è aperta stamane, a Udine, con il secondo appuntamento della “Rassegna Lercia”, la rassegna stampa di notizie semiserie con Lercio, in compagnia di Andrea Sesta e Gian Paolo Polesini. Una coppia eccezionale e irriverente, per aiutare il pubblico a cominciare la giornata con un sorriso (e una buona dose di bufale). Il weekend del Fake News Festival proseguirà poi con uno dei temi più caldi del momento: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo dell’economia e sul lavoro sarà infatti al centro dell’incontro in programma a Palazzo Antonini-Stringher alle 11. Protagonisti del panel “Economia artificiale: come l’IA sta cambiando il mondo e il lavoro” saranno Rocco Panetta (avvocato tra i massimi esperti a livello internazionale di diritto delle nuove tecnologie, privacy e protezione dei dati personali e intelligenza artificiale), Mariangela Pira (giornalista e conduttrice di Sky Tg24, esperta di finanza e politica internazionale, noto volto televisivo), Anna Mareschi Danieli (presidente di Confindustria Slovenia, già presidente di Confindustria Udine, membro del Consiglio generale di Confindustria nazionale), Sabrina Grazini (consulente del lavoro, formatrice, divulgatrice, inserita da Forbes nella classifica 30Under30 Italia nella sezione “Social Media”), con la moderazione di Gabriele Franco (curatore del Fake News Festival). L’incontro prevede crediti per giornalisti e avvocati.

Vera Gheno

Mariangela Pira

Cathy La Torre

Alle 17 a Casa Cavazzini durante il panel “La sirenetta nera” si parlerà invece di modelle curvy, testi con gli asterischi e atleti intersessuali con un’ospite d’eccezione: Vera Gheno (sociolinguista, ha collaborato per vent’anni con l’Accademia della Crusca, ricercatrice all’Università di Firenze). Sul palco con lei dialogherà Pasquale Quaranta (giornalista, da oltre dieci anni nella divisione digitale del gruppo Gedi, primo diversity editor d’Italia). L’incontro prevede crediti per i giornalisti.
La giornata odierna si concluderà, alle 20. al Teatro San Giorgio con “Loro tra le crepe”. Sul palco le storie di quattro donne: Cathy La Torre (avvocata, patrocinante in Cassazione e giurisdizioni superiori, founder e CEO di Wildside Human First – Legali Associate, sui social è la seguitissima AvvoCathy), Carolina Capria (autrice e ideatrice della pagina Instagram “L’ha scritto una femmina”, con cui promuove la letteratura femminile e abbatte pregiudizi e discriminazioni di genere), Laura Marziali (attivista in ambito oncologico, disabilità invisibili, diritti dei pazienti oncologici e menopausa precoce), Ilaria Bonuccelli (giornalista de Il Tirreno, autrice di inchieste che hanno portato all’approvazione di tre leggi, impegnata nel contrasto alla violenza di genere). Quattro protagoniste simbolo del percorso di molte donne tra gli ostacoli di burocrazia, leggi oppressive e pregiudizi, che invece di ricevere supporto, devono lottare per i propri diritti in una società che fatica a non puntare loro il dito contro. I cocci rotti però non si buttano, diventano simbolo di resistenza: come insegnano in Giappone, basta l’oro tra le crepe. L’incontro prevede crediti per giornalisti e avvocati.

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In copertina e qui sopra due degli incontri organizzati a Udine nell’ambito del Festival.

(Foto Luca d’Agostino)