Un “pasticcio” della giunta Honsell?

di Claudia Gallanda

Alcuni anni fa la giunta Honsell concesse all’Udinese Calcio lo Stadio Friuli per 99 anni, in cambio di un canone per l’uso esclusivo dello stadio e attività sportive correlate, compreso l’utilizzo dei parcheggi circostanti durante le manifestazioni. Sorvolo sul nome dello stadio subito dedicato a uno sponsor nonostante la convenzione prevedesse il mantenimento del nome storico “Stadio Friuli”, all’epoca voluto a memoria del terremoto del ’76. Quel che ora mi preme sottolineare è ciò che appare incompetenza della delibera consiliare dello scorso gennaio perché, a lavori conclusi e a stadio più che avviato, al Comune viene presentato un progetto di ampliamento delle attività all’interno dello stadio, comprese quelle commerciali, non previste nella convenzione.

A fronte di questo, Honsell fa convocare la “Conferenza dei servizi” e, il 15 gennaio u.s., la maggioranza del Consiglio comunale prende atto del verbale della “Conferenza”, approvandone il contenuto, senza dar ascolto alle opposizioni, come sempre.

Opposizioni, Claudia Gallanda in testa, che tentavano di far notare come, per l’approvazione della delibera decisa impropriamente dalla Giunta Honsell, fosse necessario anche ridiscutere la convenzione precedente, ormai insufficiente, o perlomeno stipularne una aggiuntiva, per riequilibrare l’offerta alla domanda. A tal proposito, ho chiesto tempestivamente spiegazioni agli organi competenti, sia comunali che regionali, senza averne risposta.

Quindi ieri <N.d.R. venerdì scorso> ho chiesto a Pietro Fontanini e Vincenzo Martines, candidati sindaco in attesa di ballottaggio, come pensano di risolvere questo pasticcio nel caso la delibera si rivelasse incompetente, consegnando loro copia dei documenti, che entrambi si sono riservati il tempo per valutare.

Chiunque siederà sulla poltrona del sindaco, mi auguro che i cittadini udinesi non abbiano a subire l’ennesimo pasticcio.

Cittadinanza austriaca ai popoli del Litorale Austriaco-Küstenland

Flavio Pecorari ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Bundeskanzleramt – Ballhausplatz 2 – 1010 Wien (A)

La presente petizione verrà inviata alle Autorità governative di Vienna affinché possa venire concessa la cittadinanza austriaca, in aggiunta alla cittadinanza d’origine del richiedente, a coloro che risiedano-abbiano risieduto nei territori appartenuti sino al 1918 alla regione amministrativa dell’impero austriaco denominata Litorale Austriaco-Küstenland.

Ci rivolgiamo al Governo Austriaco perchè la possibilità di richiedere la cittadinanza austriaca sia estesa a tutti i popoli dei territori annessi all’Italia a seguito degli eventi bellici conclusivi della Prima Guerra Mondiale e della firma del Trattato di Saint-Germain e non per scelta espressa dalle genti interessate con un libero referendum di autodeterminazione.

La radice asburgica e mitteleuropea dei valori e dei principi che da lungo tempo ci accomuna alle popolazioni del Sudtirol-Alto Adige ci chiama ora a far parte del medesimo percorso di legittimo riconoscimento di un’aspirazione di sentita appartenenza che si va concretamente delineando, grazie alle recenti lodevoli prese di posizione del Governo Austriaco, dopo quasi un secolo di attesa.

Invochiamo altresì nei riguardi dello Stato Italiano l’applicazione del principio di reciprocità in quanto, in forza della legge n. 124-2006, lo stesso ha già provveduto a garantire la facoltà di ottenere la doppia cittadinanza ai cittadini sloveni e croati di lingua italiana su presupposti esclusivamente etnici e linguistici.

https://www.change.org/u/845761614

< N.d.R   … io ho già firmato ieri. >

30 Aprile: In FVG PD & 5s (dal 24,6% al 7,2%) si son presi un bel 2 di “Piken”

Ormai è chiaro: i Friulani si sentono più vicini ai cugini Austriaci ed Ungheresi che ai partenopei = spaghetti – pizza – mandolino e reddito di cittadinanza…

Trieste è più vicina a Vienna, Budapest che a Firenze, Roma, Pomigliano d’Arco…

Massimiliano Fedriga (57,1% ) è molto più in sintonia con Sebastian Kurz

e Viktor Mihály Orbán che ai “radical chic” da salotto/divano che son capaci solo di raccontarci frottole…

soprattutto (e questo è molto importante) per la percentuale altissima dei consensi che recentemente  tutti e tre hanno ricevuto …

praticamente un plebiscito che ha sancito l’insoddisfazione dei cittadini mitteleuropei nei confronti dell’Europa a imperio Merkel-Macron (al quale sino ad ora solo Theresa May ha saputo opporsi) ed alle nostrane politiche demagogico/truffaldine (Fornero, job act, buona scuola, invasione di selvaggi, disastri bancari, e via dicendo…) …
basta con il “gioco delle tre carte” !!

la gente non si accontenta più delle promesse , dopo una catastrofe pretende dai politici soluzioni e non balle !
Pretende risposte tangibili, efficaci, come dopo il terremoto del Maggio 76 !

Tirarsi su le maniche, sgomberare le macerie, seppellire i morti e ricostruirsi la vita !
Dopo anni di predominio ed arroganza della sinistra salottiera e fankazzista l’esigenza di fare, presto e bene, è impellente.
E’ possibile che la Serracchiani non sia nemmeno riuscita a finire la 3° corsia della Venezia-Trieste, per la quale Riccardo Riccardi si era speso con tutte le sue energie per iniziare ed accelerare la messa in opera dei cantieri ??
La sinistra ci deve spiegare perché si spende un patrimonio assurdo per fare un buco nelle Alpi Francesi e non si riesce a collegare Udine, Trieste, Gorizia con Ljubljana-Budapest (nemmeno la stazione di Gorizia con Nova Gorica che sono in pianura ed attaccate) ??
Per non parlare della pantomima sul ponte sullo Stretto di Messina che ogni volta che ne sento parlare mi girano gli “zebedei” !

La notizia già la saprete :
Massimiliano Fedriga, sposato, Leghista da sempre, (La sua storia politica inizia nel 1995, quando si iscrive alla Lega Nord con il consenso dei genitori perché ancora minorenne) Nato a Verona (1980) e cresciuto a Trieste,  laureato in Scienze della comunicazione (ha conseguito un master in gestione e analisi della comunicazione),

è il nuovo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

Salvini: ora andiamo a governare
«Dopo i Molisani, anche donne e uomini del Friuli Venezia Giulia ringraziano il PD per l’egregio lavoro svolto, e salutano Di Maio & Compagni. GRAZIE!!!!! #andiamoagovernare io sono pronto!».

Così su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, commenta i risultati elettorali pubblicando la foto di una carta del 2 di picche dentro la sabbia.

Non so se Matteo conosca il tedesco ?   …ma io per quel po che ricordo associo il termine Piken all’ equivalente  per cui è giustamente famoso Rocco Siffredi !  >  intendesse forse dire ? :

“Stavolta vi siete presi un bel Piken nel **** ” !??

…ed a chi si riferiva ?  …a Renzi/Serrachiani e/o Giggino ??

Rocco Siffredi,  a Roma durante la presentazione del film ‘Matrimonio a Parigi’ di Claudio Risi.

Sen. PITTONI (LEGA), CANCELLEREMO DECLASSAMENTO UFFICIO SCOLASTICO FVG

«Cancelleremo il declassamento dell’Ufficio scolastico Fvg!

Limitandosi a sollecitare la nomina del nuovo responsabile, la Regione (a guida Pd) ha perso l’ennesima occasione per ricordare a Roma la necessità per il nostro territorio di un direttore generale di prima fascia, indipendentemente dal numero di abitanti.

La nostra Specialità si basa principalmente sulle peculiarità che ci sono riconosciute a livello costituzionale in relazione alla presenza di ben tre lingue minoritarie.

Vi sono quindi i presupposti per chiedere al ministero dell’Istruzione di offrire a quello delle Finanze la rinuncia a due dirigenti di seconda fascia in cambio di un dirigente di primo livello da assegnare al Fvg, cancellando così il declassamento subìto con la “spending review”».

Lo afferma il sen. Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega e presidente regionale del Carroccio. «L’operazione – spiega Pittoni – avverrebbe nel rispetto dell’obiettivo di risparmio economico previsto dal decreto sulla “spending review” (n. 95 del 2012), che stabilisce la riduzione almeno del 20% della dotazione organica degli uffici dirigenziali».

N.d.R    riportiamo questo comunicato del Sen.  Mario Pittoni   Responsabile Federale Istruzione Lega

SCUOLA – PITTONI (LEGA), SU MAESTRE COINVOLGERE CATEGORIE PER AGEVOLARE SOLUZIONE

Sen. Mario Pittoni
Responsabile Federale Istruzione Lega

«Sulla questione delle “maestre”, che rischiano di non poter più insegnare dopo una sentenza sfavorevole del Consiglio di Stato, giovedì e venerdì prossimi prendono finalmente il via al ministero dell’Istruzione gli incontri da noi auspicati con le categorie in qualche modo coinvolte, alla ricerca di un’equa soluzione».
Ad annunciarlo è il Sen. Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega, che sull’operazione si è speso in prima persona. «Obiettivo – spiega il parlamentare – è prevenire possibili intoppi a un intervento legislativo che dovrà affrontare concretamente il problema, ma per quanto possibile nel rispetto di dignità e aspettative di tutti.
Basta con i pasticci del passato!
Sostituiremo inoltre il comma della “Buona scuola” in base al quale dopo 36 mesi da insegnante precario, se non vieni assunto a tempo indeterminato, sei lasciato a casa disperdendo il bagaglio di esperienza maturato.
La nuova versione reinterpreta la normativa europea non più a danno bensì – conclude Pittoni – a favore dei lavoratori».

da +12 a -5 :  è iniziato il riflusso !

Il Molise si è rivelato  di fatto la Stalingrado del Sud-Italy per Di Maio ed il suo movimento che da ora in avanti sarà costretto a prendere atto che non si governa con la sola demagogia… e tanto meno con l’arroganza alla Renzi & Co. che scende sotto il 9% avvicinandosi sempre di più a Casapound.

 

Il Matese

 

Fico può già buttare la spugna se crede di imporre il predominio pentastellato, con o senza la stampella dei Renziani !

Oramai si attenderà l’imminente risultato delle regionali  in FVG per sancire chi governerà per i prossimi 5 anni l’Italia.

Una sonora sconfitta, attualmente largamente pronosticata in Friuli V.G., stroncherebbe ogni ulteriore velleità del Masaniello di Pomigliano d’Arco.

Del resto i malumori nella base pentastellata e le contraddizioni imposte dai vertici nazionali con la sostituzione di chi operava da sempre sul territorio (umilmente ma efficacemente, esempio: Claudia Gallanda) con candidati “paracadutati” in perfetto  stile della più becera partitocrazia PDessina, hanno di fatto già deflagrato il movimento 5s Friulano.

La resa a Stalingrado, il feldmaresciallo Paulus si consegna prigioniero al termine della battaglia il 30 gennaio 1943. Alla sua sinistra il capo di stato maggiore della 6ª Armata, generale Arthur Schmidt.

LA SANITA’ IN FRIULI VENEZIA GIULIA

di Cristina Pozzo

Parlare di Sanità in Friuli V.G. è come sparare sulla Croce Rossa.
La legge Regionale n. 17/2014 che reca “ Il riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale e norme in materia di programmazione sanitaria e sociosanitaria” prevede una minore ospedalizzazione in funzione di una maggiore assistenza domiciliare, peccato che la maggiore assistenza domiciliare non sia stata potenziata, a fronte di un taglio di 579 posti letto negli ospedali e della chiusura degli stessi.
Definire Ospedale un posto dove non ci sono posti letto mi sembra azzardato.
Risulta quindi che a fronte di una degenza che normalmente sarebbe durata 5 o 6 giorni, il paziente viene dimesso dopo 2 giorni non avendo però nessun tipo di assistenza se non quella familiare o a pagamento.
E’ necessario dare risposte alla necessità di presa in carico dei pazienti a 360° e liberare le Rsa da funzioni ulteriormente gravose rispetto a quelle già previste per legge.
La soppressione della Guardia Medica ha creato ulteriori falle nel sistema intasando, in questo modo i Pronto Soccorso  devono occuparsi anche di patologie che potevano tranquillamente essere risolte a domicilio.
Che dire della chiusura di punti nascita come quello di Latisana, che serviva un territorio che si estendeva anche in Veneto con conseguente afflusso anche economico da altra Regione, che garantiva con anche la sua Pediatria, tranquillità alle famiglie che si recano in vacanza sul nostro littorale di Lignano, con le sue sale parto “in sicurezza”, a favore di Palmanova che necessita “la messa in sicurezza” delle sale parto con una spesa di qualche milione di euro.
La creazione di un numero unico l’112 che vale anche per le urgenze sanitarie, ha creato uno spazio temporale tra la chiamata e la risposta dell’operatore del Pronto Soccorso che può avvolte significare la differenza tra la vita e la morte di una persona.
Persino la Corte dei Conti del Friuli V.G. ha sentenziato che questa riforma risulta essere addirittura più onerosa di quanto non lo fosse la precedente organizzazione sanitaria.
Un plauso va a tutti gli operatori del settore, dagli infermieri ai medici, a chi opera sulle autoambulanze che devono sopperire con la loro professionalità, competenza e pazienza, alle problematiche create da un sistema ferruginoso.
Superare le criticità generate da questa scellerata riforma sanitaria che non tiene minimamente conto del paziente, ma solo di un risparmio economico inesistente, lavorare a recuperare la piena efficienza e capillarità dei servizi, è l’impegno della Coalizione di cui faccio parte con Fratelli d’Italia a sostegno di Massimiliano Fedriga Presidente e quindi è anche il mio impegno.  La Regione Friuli V.G. così come lo Stato Italiano non sono una Società per azioni, non devono produrre PIL, non devono dare utili, devono erogare servizi al cittadino amministrando al meglio le proprie risorse che devono essere tutelate. In pratica la Regione così come lo Stato devono comportarsi da “buon padre di famiglia” a tutela dei propri cittadini.
Tagliare i servizi, soprattutto quando si parla di salute pubblica non può essere una risposta giusta.

Vittorio: è troppo forte!

 Come siamo scesi in basso

Vittorio Feltri, il feroce ritratto di Luigi Di Maio:
da Galileo a Giggino, un drammatico segnale di decadenza

C’ è qualcosa di tragico nel nostro glorioso Paese, che ha dato i natali a uomini illustri i quali hanno inventato e scoperto cose tali da aver cambiato il mondo. Citiamone alcune tanto per chiarirci le idee: la radio, il telefono, il motore a scoppio, la pila elettrica, la lampadina, il pianoforte, l’ elicottero, il telescopio, i raggi X e i veicoli spaziali, l’ anestesia, la bussola e il giornale, la macchina per scrivere. Mi fermo per non tediarvi. Ripeto. Come è possibile che una terra tanto generosa e produttrice di autentici geni sia oggi in balìa di un ragazzotto senza arte né parte quale Luigi Di Maio, dalle cui labbra pendono ora 60 milioni di connazionali, parecchi dei quali, completamente fuori di senno, lo hanno votato nelle ultime elezioni svoltesi il 4 marzo scorso?

Più che un mistero è una burla oppure la certificazione del fatto che gli italiani si sono collettivamente rimbambiti. Sfoglio i giornali e leggo decine di articoli dedicati al trentunenne leader del Movimento 5 Stelle, preso sul serio da fior di commentatori, trattato come un grande politico degno di decidere i destini della patria. Trasecolo e rabbrividisco. Un signor nessuno che non ha studiato con profitto (commette errori marchiani di grammatica e di geografia), non ha mai lavorato, si è fatto immeritatamente mantenere da mamma e papà, è salito sul podio e, tronfio e pettoruto, detta legge a destra e a manca con una sfacciataggine che rasenta l’ impudicizia. E il bello, si fa per dire, è che la maggioranza dei parlamentari lo considera un interlocutore quasi fosse Quintino Sella o Alcide De Gasperi.

Vero, nel peggio non c’ è fondo e non si finisce mai di precipitare in basso, ma non avrei immaginato si potesse raggiungere questo abisso. Di Maio padrone della scena è un insulto ai nostri avi e ai contemporanei, che, per quanto stanchi di certi tribuni del popolazzo, non debbono subire un’ onta simile che li squalifica e li rende ridicoli, marionette prive di dignità oltre che di amor proprio. Ancora ieri, e di sicuro pure oggi, la stampa si occupa di questo fighetto presuntuoso costantemente sulla scena senza un motivo valido.

D’ accordo, il Movimento 5 Stelle ha raccattato un monte di voti specialmente al Sud, illuso di essere assistito grazie alla boutade del reddito di cittadinanza, cioè una sorta di stipendio assegnato a chi, anziché lavorare, si gratta il ventre. Però la circostanza che il partito in questione si sia affidato a un personaggetto incolore, privo di spessore, adatto sì e no a guidare il tram, altro che il Paese, trasforma la nostra politica in una pochade, un’ operetta da quattro soldi.

Pulcinella è simpatico e arguto, tuttavia non può essere uno statista. Noi siamo riusciti nell’impresa di farlo apparire un pretendente legittimo al ruolo di presidente del Consiglio. Non ci rendiamo conto che il Parlamento è un luogo teoricamente importante e bisognoso di rispetto; e lo abbiamo declassato a bettola piena di mediocri, sciurette e nullafacenti, assemblea inidonea ad esprimere un protagonista provveduto e culturalmente attrezzato onde assumersi la responsabilità di gestire la cosa pubblica. Siamo al Di Maio dixit. Vergogniamoci, almeno, se non abbiamo il coraggio di sparare, metaforicamente, si intende, a chi ci ha trascinato così in basso.

Il fenomeno Luigino va studiato, sottoposto ad esami clinici per capire perché egli abbia sedotto una folla di terroni e vari fessi settentrionali ex comunisti dall’ encefalogramma piatto. Una nazione degradata al punto da essere passata dalla magnificenza di uomini illustri alla bassezza di nani inguardabili del tipo di Luigino La Qualunque va analizzata al microscopio.
Chi è mentalmente normale non deve accettare che la Patria sia umiliata in questa maniera: consegnarsi nelle mani di un omuncolo insignificante quale il caporale Di Maio comporta il rischio di entrare nella storia dalla porta della barzelletta. Rifiutiamo di considerare costui una controparte; piuttosto andiamocene a casa, restiamo senza governo, arrangiamoci a campare alla carlona, mandando al diavolo chiunque miri a sfotterci spacciando la propria ignoranza crassa per perizia.
Date a Luigino un posto sicuro come fattorino nella pubblica amministrazione, ma toglietecelo dalle palle politiche. Abbiamo bisogno non di volti nuovi bensì di vecchi saggi.

Meglio Pier Ferdinando Casini di un qualsiasi grillino esaltato. Se non altro la Dc era presentabile, mentre gli avventurieri alla Di Maio sono imbarazzanti. Abbiamo in passato scherzato su Andreotti, Berlinguer, Forlani, Cossiga e Craxi, e ci tocca pentirci. Ridateci Casini. Non ne abbiamo altri che ci rassicurino. Infine ricordiamoci: passare da Leonardo Da Vinci, da Guglielmo Marconi, da Enrico Fermi, da Galileo Galilei, da Meucci, da Rubbia e Olivetti a Di Maio è una offesa sanguinosa e intollerabile. Riconquistiamo un minimo di dignità.

di Vittorio Feltri

< N.d.R  so che sto violando il copyright ma spero che Vittorio Feltri mi perdoni…

  non ho resistito…   fonte : 

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13325316/vittorio-feltri-da-galileo-a-luigi-di-maio-segno-drammatico-decadenza-italiana-reagiamo.html   >