Ad Azzano Decimo Coop Casarsa per l’8 marzo darà voce a bambine e ragazze

Scuole e cooperativismo insieme per la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo ad Azzano Decimo. Infatti, nella locale cooperativa di consumo, che dal mese di gennaio è entrata a far parte di Coop Casarsa, un gruppo di soci guidati da Carmela Bagnato e Daniela Bellomo da parecchi anni organizza iniziative di sensibilizzazione su tematiche femminili e quest’anno farà parlare le bambine e le ragazze delle scuole azzanesi dei loro sogni assieme a tutta la cittadinanza, che potrà lasciare un proprio messaggio. Un progetto che ha trovato il supporto entusiasta della cooperativa casarsese.

Mauro Praturlon


Il titolo del progetto “Vietato calpestare i sogni” ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sui temi dell’uguaglianza dei diritti e della lotta contro ogni forma di violenza, verbale e fisica, nei confronti delle donne. Con la collaborazione dell’Istituto comprensivo statale “Novella Cantarutti” di Azzano Decimo, si produrrà un racconto comunitario di tutti i sogni delle donne, grandi e piccole che sarà esposto nel supermercato di via Verdi l’8 marzo, giornata in cui Coop Casarsa donerà, fino a esaurimento scorte, un mazzo di mimose alle clienti che entreranno nel punto vendita. Il gruppo soci sarà presente anche per invitare i cittadini a lasciare il proprio pensiero su appositi spazi accanto agli elaborati della scuola.
“Coop Casarsa – spiega il presidente Mauro Praturlon – ha sempre portato avanti un’attenzione particolare per le tematiche sociali: per questo abbiamo accolto con entusiasmo la proposta delle socie Coop Casarsa di Azzano Decimo. È importante dare spazio ai sogni e alle aspettative delle nostre bambine e ragazze. Ringraziamo il gruppo soci di Azzano Decimo che si è dimostrato molto motivato, attivo e attento al dialogo con la comunità e l’Istituto comprensivo per la preziosa collaborazione. Per ringraziare la scuola, attraverso il nostro direttore Piergiorgio Franzon che ha seguito il progetto, doneremo del materiale didattico”.
Il materiale scolastico esposto in mostra davanti al punto vendita di Azzano Decimo farà parte di una installazione in ricordo di Agitu Ideo Gudeta imprenditrice etiope, sognatrice, amante della natura (uccisa a casa sua in Trentino il 29 dicembre scorso) e di tutte le donne che vedono i loro diritti negati e i loro sogni di vita spezzati. Sarà una giornata per celebrare anche i progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo.
A due mesi dall’avvio dell’esperienza ad Azzano Decimo, il primo bilancio della cooperativa casarsese, che ha 15 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, è positivo. “Stiamo studiando – sottolinea il direttore Piergiorgio Franzon – come sviluppare ulteriormente l’offerta di qualità e convenienza nel punto vendita, per rispondere sempre più alle esigenze della nostra base sociale. Prossimamente annunceremo gli interventi che vogliamo realizzare”.

Mimose, il fiore simbolo.

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In copertina, la locandina preparata per l’8 marzo ad Azzano Decimo.

Tilatti a Fedriga: sono pronti i ventidue ambulatori degli Artigiani per i vaccini

(g.l.) Anche in Friuli Venezia Giulia, l’uscita dall’emergenza sanitaria con la tanto auspicata ripresa dell’economia passa attraverso efficaci misure di contenimento della pandemia e un’adeguata campagna vaccinale. Nella quale quale anche gli artigiani sono pronti a dare un fattivo contributo, come è stato assicurato ieri dal presidente Graziano Tilatti. «Dinanzi alla comunicazione del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, ci sentiamo anzitutto caricati – ha detto infatti a commento dell’incontro virtuale avuto con il leader regionale – di un rinnovato senso di responsabilità. Le valutazioni del governatore ci trovano in perfetta sintonia: se è necessario chiudere si chiuda, ma con rigore scientifico, in particolare nelle zone con il più alto tasso di contagio. Confartigianato-Imprese Udine e tutto il sistema regionale di Confartigianato è al fianco della Giunta. La pandemia può essere battuta solo con un’accelerazione del piano vaccinale, accelerazione che siamo pronti a sostenere: lo abbiamo detto oggi al governatore offrendogli i nostri 22 ambulatori di medicina del lavoro sparsi in maniera capillare sul territorio».

Fedriga con Riccardi.

«Dopo il continuo decremento a partire dal 10 gennaio scorso di contagi e ospedalizzazioni con una costanza di presenze in terapia intensiva, nell’ultima settimana abbiamo invece assistito ad un’inversione di tendenza con un esponenziale aumento dei positivi e dei ricoveri. Per mettere in sicurezza il sistema sanitario e la popolazione, stiamo valutando delle nuove misure per tutta la regione e più restrittive per le zone più a rischio del territorio», ha detto Fedriga, presenti il vicegovernatore Riccardo Riccardi, gli assessori regionali all’Istruzione Alessia Rosolen, alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini e alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, durante gli incontri con i capigruppo in Consiglio regionale, l’Anci, i prefetti, i sindacati, le categorie economiche e l’Ufficio scolastico regionale. Si è trattato – come informa Arc – di riunioni in videoconferenza volute per aggiornare sulla situazione epidemiologica e confrontarsi con i soggetti istituzionali e non, sulle misure da adottare per il contenimento dell’emergenza anche alla luce dell’incontro telematico, della mattina, sul Dpcm per le misure anti-Covid alla presenza dei ministri per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, dell’Istruzione Patrizio Bianchi e alla Salute Roberto Speranza.

«Pordenone e Trieste sono ancora aree dove l’incidenza dei contagi non è esplosa – ha detto il governatore -, mentre l’indice è alto e preoccupante nelle ex province di Gorizia e ancora di più in quella di Udine». Gli incrementi sono dettati dalla diffusione delle varianti che colpiscono anche la fascia più giovane della popolazione e sulle quali sono necessari interventi di mitigazione. Verrà emanata un’ordinanza sul territorio, l’ipotesi è di procedere oggi, per farla entrare in vigore venerdì con misure di contenimento generali e più specifiche per i territori a rischio. «Non abbiamo assunto ancora alcuna decisione, ma dovremo intervenire anche nell’ambito scolastico sul quale pensiamo di applicare le restrizioni a partire da lunedì in maniera uniforme», ha precisato Fedriga, sottolineando comunque di attendere il nuovo Dpcm in cui è prevista, in zona rossa, la didattica a distanza (Dad) in tutte le scuole di ogni ordine e grado, mentre per la zona gialla e arancione la Dad sarà decisa dalle Regioni in due casi: qualora i contagi fossero superiori a 250 casi su 100mila abitanti nell’ultima settimana o in presenza di un aumento importante dei contagi.
«Servono misure rigorose, efficaci ma anche accettabili il più possibile – ha aggiunto il governatore -, perché la positiva applicazione delle misure di contrazione della libertà avviene quando vi è la più ampia condivisione possibile». Fedriga ha rimarcato la necessità di adottare misure per la tenuta del sistema sanitario, la diminuzione dei contagi oltre che la tenuta lavorativa ed economica all’interno dei limiti imposti dal contesto attuale.

Riccardi ha ricordato due elementi di incertezza, in particolare il parametro dei 250 contagi nel provvedimento che il Governo ha assunto con il Dpcm e le indagini sulle varianti – «al 18 febbraio si registrava il 54% della variante inglese nel Paese che oggi significa aver superato il 60%» – e il dato del contagio sulla popolazione studentesca: «non è la scuola che determina il contagio quanto i movimenti dei giovani con le attività extra scolastiche». Riccardi ha ribadito il significativo incremento dei contagi nell’ultima settimana che «ci deve far valutare con attenzione quali scelte assumere» e ha evidenziato come «la colorazione del territorio sconta un ritardo di sette giorni: se pur siamo in zona gialla, il monitoraggio mostra una situazione di preoccupazione, in particolare per alcune aree del territorio».
Si tratta di dati che rischiano di far assumere provvedimenti tardivi secondo Riccardi e Fedriga: «L’Rt guarda ai 15 giorni precedenti, quindi nel prendere misure restrittive rischiamo di essere in ritardo così come nel caso inverso, per allentare i provvedimenti una volta che la situazione è migliorata. Nell’interlocuzione con il ministro Speranza la necessità di modificare questi parametri è stata segnalata».

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In copertina, il presidente degli Artigiani Fvg Graziano Tilatti durante la videoconferenza.

 

Artigianato Fvg duramente provato dal Covid, che però non riesce a piegarlo

(g.l.) Il colpo è stato certamente durissimo: quasi 660 milioni di euro (non di lire…) di perdite a livello regionale sono davvero una montagna di soldi non incassati. Tuttavia, gli artigiani del Friuli Venezia Giulia non si scoraggiano e hanno la forza e la volontà per reagire ai pesantissimi contraccolpi dell’emergenza sanitaria. «Se siamo riusciti a calmierare le perdite e avremo benzina per ripartire lo dobbiamo alla nostra resilienza, ma anche alla Regione che ci è stata sempre vicina e ci ha sostenuto con eccezionali ristori, andati ben oltre le sue ordinarie capacità di spesa», ha detto ieri mattina il presidente Graziano Tilatti. «Il mondo artigiano è un esempio di come la nostra gente e la nostra terra sappiano affrontare e superare le difficoltà anche nei periodi più delicati», gli ha fatto eco Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive. Come dire che ci sono energie e voglia, nonostante tutto, di andare avanti. Di guardare, cioè, oltre la crisi che continua a mordere.

L’incontro di ieri mattina a Udine.

Tiene, insomma, la fiducia delle imprese artigiane nella propria azienda. Anzi, cresce. A dispetto dell’annus horribilis 2020, gli artigiani friulani continuano a scommettere su se stessi, meglio di ogni pur ottimistica aspettativa. Su una scala da 1 a 10, a gennaio 2021 è pari a ben 7,54 il voto sulla fiducia rispetto alla propria attività, il dato più alto da gennaio 2015. Al contrario resta insufficiente la fiducia nel sistema Paese: con un voto pari a solo 4,1 su 10. L’87,5% delle imprese artigiane non ha mai pensato di chiudere a causa della crisi, nonostante una su tre non ne veda il termine entro l’anno. Non si scambi la fiducia per un mancato impatto del virus con il quale le imprese si preparano a fare i conti almeno fino alla fine del 2021. La percentuale di imprenditori che prevede un’attività a regime ridotto per tutto l’anno in corso e un ritorno alla normalità solo dal 2022 è pari al 22,5% nelle costruzioni, al 33,3% nelle manifatture e del 40,8% nei servizi. Tra i problemi che sono pesati di più nel corso dell’anno passato, ai primi tre posti ci sono i ritardi nell’erogazione della Cassa integrazione/Fsba (49,4%), il crollo del giro d’affari per le restrizioni imposte da Governo e Regione (46,1%) e la chiusura degli uffici della Pubblica amministrazione o la riduzione delle ore di apertura (45,2%).

Sono questi alcuni dei dati presentati, appunto, ieri mattina nella sede di Confartigianato-Imprese Udine nell’ambito della 30ª indagine congiunturale dell’artigianato in provincia di Udine curata dal responsabile dell’Ufficio studi dell’associazione, Nicola Serio, sulla base di 625 interviste ad altrettante imprese artigiane tra il 12 gennaio e il 4 febbraio. Presenti, come detto, l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti. «Tra tanti indicatori negativi il dato che balza all’occhio è quello della fiducia delle imprese, che nonostante l’anno terribile che ci siamo lasciati alle spalle continuano a stringere i denti e a scommettere su se stesse, pronte a rigettarsi a capofitto nel lavoro, che è la nostra bandiera. Se siamo riusciti a calmierare le perdite e avremo benzina per ripartire lo dobbiamo alla nostra resilienza, ma anche alla Regione che ci è stata sempre vicina e ci ha sostenuto con eccezionali ristori, andati ben oltre le sue ordinarie capacità di spesa», ha detto Tilatti ringraziando l’assessore Bini anche per Sviluppoimpresa «che speriamo di poter utilizzare da subito, per un successo suo e nostro». Rispetto all’ipotesi di nuove restrizioni, Tilatti è chiaro: «Oggi il tema è che bisogna vincere il virus. Sono contrario a continui stop&go, si ponderino le decisioni sulla base di dati certi, scientifici, e poi si prendano le dovute contromisure, senza dimenticare però chi ne fa le spese. Dobbiamo continuare a sostenere le imprese. Loro ci credono, a noi il dovere di crederci con loro».

Fatturato. Tornando alla congiunturale, la percentuale delle aziende con fatturato in calo nel 2020 è esplosa, passando da poco più di una su quattro (28%) del 2019 a tre su quattro (74%) dell’anno scorso. Un dato senza paragoni nel corso degli ultimi 15 anni, fatto salvo il 2020 infatti il dato peggiore lo si era registrato nel 2014 con il 52% delle aziende che avevano dichiarato d’aver avuto una riduzione di fatturato. Come in una bilancia, se da un lato aumentano le imprese che vedono calare il fatturato, diminuiscono quelle che ne registrano l’aumento o quantomeno la stabilità. La quota degli artigiani che tengono è passata dal 72% del 2019 al 26% del 2020. Il saldo d’opinione si conferma il peggiore dal 2006: la differenza tra le imprese che dichiarano fatturato in crescita e in calo è pari a -59%. La pandemia con tutti i suoi effetti sull’economia ha trascinato nuovamente il saldo in zona rossa, interrompendo la serie di saldi positivi degli anni 2017-2019. In leggero calo le imprese artigiane che hanno operato sui mercati esteri: 27% contro il 28% del 2019.

Perdite. La perdita totale di fatturato per le 13.513 imprese artigiane della provincia di Udine è pari a circa 330 milioni di euro. Proiettata a livello Fvg, sulle 27.539 imprese artigiane, tocca i 659 milioni di euro. In media sono stati bruciati circa 26mila euro per azienda, in percentuale il calo è pari a-10,8% (-17,1% se non si considerano impianti e costruzioni). Se si allarga il campo a tutte le imprese le perdite si moltiplicano in modo esponenziale arrivando a 7,9 miliardi di euro, di cui l’8,4% a carico delle imprese artigiane.

Settori. Mosca bianca in un mare di perdite sono gli impiantisti che segnano una variazione media del fatturato nel 2020 sull’anno precedente del +18,7%. Il resto dei settori chiude in contrazione, più o meno forte. Chi paga di più, in termini di contrazione percentuale, il prezzo al Covid e alle restrizioni imposte dal Governo nel 2020, sono le imprese del settore benessere e servizi alla persona che l’anno passato hanno perso in media 15mila euro (-22,5%). Seguono le manifatture (-18,4%), i trasporti e le autoriparazioni (-16,8%), i servizi alle imprese (-12,2%) e da ultimo le costruzioni (-8,8%).

Occupazione. Nel 2020 peggiora anche l’occupazione, già in calo dello 0,7% nel 2019 sul 2018, è decresciuta ancora l’anno scorso dell’1,9%. Anche qui, l’unico settore in controtendenza è quello degli impianti (+7%), mentre perdono tutti gli altri. Benessere e servizi alla persona in testa (-13,4%), seguito dai trasporti e autoriparazioni (-4,3%) e dalle manifatture (-3,2%). L’87,7% dei dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, il 12,3% con contratti a termine, di somministrazione o apprendistato.

Bini col governatore Fedriga.

«Il mondo artigiano è un esempio di come la nostra gente e la nostra terra sappiano affrontare e superare le difficoltà anche nei periodi più delicati. Diversi comparti di questo importante segmento dell’economia regionale hanno retto alla crisi causata dalla pandemia, con una sostanziale tenuta dell’occupazione (-1,9% rispetto al 2019) nonostante, in alcuni casi, la forte riduzione del fatturato. Come Regione abbiamo messo in campo ingenti risorse per favorire la tenuta del sistema produttivo nella fase emergenziale, ma nel contempo abbiamo pensato anche alla ripartenza; infatti con la recente approvazione della legge SviluppoImpresa, predisposta in stretto raccordo con le associazioni di categoria, troveranno attuazione ulteriori strumenti di consolidamento e di crescita anche per le imprese artigiane», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. Per sostenere la tenuta del tessuto produttivo maggiormente colpito dalla crisi e la capacità di rimboccarsi le maniche per ripartire, che non è mai stata smorzata dalla crisi, la Regione Fvg ha già assegnato due tranche di ristori, mentre altri 21,6 milioni di euro, ha anticipato l’assessore Bini, saranno messi a disposizione in questo mese, perché l’Amministrazione è accanto agli imprenditori e alle loro aziende. «Non a caso – ha aggiunto il titolare delle Attività produttive – nella riforma dell’economia recentemente approvata abbiamo puntato anche su crescita, sostenibilità, innovazione e digitalizzazione, senza dimenticare la predisposizione di iniziative destinate a favorire la formazione mirata, anche degli imprenditori, per diffondere, ove ve ne sia ancora la necessità, quello spirito di imprenditorialità e la capacità di saper risalire la china che sta alla radice dei risultati di tenuta riscontrati. Inoltre, abbiamo rivoluzionato il settore dell’accesso al credito anche con operazioni legate al micro-credito, per assicurare quella risposta in termini di liquidità necessaria a molte piccole e piccolissime imprese per raggiungere i propri obiettivi futuri».
Nel concludere, l’assessore ha rivolto un sentito ringraziamento sia a Confartigianato Udine per il ruolo svolto nella definizione delle iniziative anti-crisi sia agli organismi tecnici della categoria, che si sono adoperati per accelerare le procedure di assegnazione dei ristori.

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In copertina, un artigiano edile al lavoro: quello delle costruzioni è un settore portante in Fvg.

Debuttano i canali YouTube per imprese e giovani dell’Ente camerale Pn-Ud

Una comunicazione più immediata, di pratica fruizione ed efficace. La Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha voluto avviare un proprio canale YouTube per integrare con video-servizi, tutorial e momenti formativi la sua attività di comunicazione. Il canale camerale si trova con il profilo UP!Economia, esattamente come il mensile della Cciaa, che riunisce le comunicazioni di entrambe le sedi dell’ente, ma anche l’azienda speciale Concentro, a Pordenone, ha avviato un canale specifico per attività di info-formazione, rivolte direttamente alle imprese, su temi di attualità riguardanti l’economia e la gestione dell’azienda e i suoi rapporti con la Pubblica amministrazione. I canali sono implementati progressivamente.
UP!Economia, proprio di recente, si è arricchito di due playlist dedicate agli studenti e ai giovani, ma ovviamente utili per tutti gli interessati alle tematiche trattate. Una in particolare costituisce una questione molto sentita e molto delicata, ossia “il pensiero critico” (che è proprio il titolo di una delle playlist), in cui si vuole aiutare i ragazzi a destreggiarsi nel mondo online, a ragionare sui contenuti e sulle fonti delle informazioni che vengono diffuse attraverso Internet e i social. Altra playlist dedicata con particolare attenzione ai giovani è quella sull’Orientamento scuola-lavoro, che parla appunto, con l’aiuto di efficaci video-grafiche, di come avvicinare due mondi che devono dialogare e integrarsi sempre più. Entrambe le playlist sono state presentate in anteprima alle scuole del territorio e sono state pubblicate su YouTube per essere facilmente e immediatamente fruibili da tutti gli istituti in qualsiasi momento per affrontare queste tematiche nella didattica quotidiana. Ovviamente, sono state lasciate “aperte”, cioè pubbliche, a beneficio di tutti.
Il canale Concentro è invece orientato a dare evidenza alle attività dell’ente, a partire dal focus su tematiche di particolare rilevanza aziendale, affrontate anche qui con l’intervento di esperti: si spiega per esempio come creare un budget di cassa, si approfondiscono le forme di debito, ma anche le opportunità di contributo del Decreto rilancio, nonché il bonus locazioni. Tutte questioni di attualità che possono essere utili agli imprenditori e ai lavoratori per la propria attività d’impresa.

Crediti d’imposta, intesa
Infocamere-Commercialisti

Diventa pienamente operativa e si rafforza – grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – la piattaforma web SiBonus (sibonus.infocamere.it), l’iniziativa con cui InfoCamere, società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale, consente alle pmi e ai titolari di crediti fiscali di cederli per ricavare liquidità immediata e, ai soggetti interessati, di acquisire crediti certi da portare a compensazione o rimborso delle imposte attraverso una transazione sicura, semplice e affidabile. In coincidenza con questo passaggio, suggellato dalla conclusione dei primi contratti, InfoCamere e Commercialisti hanno siglato un’intesa per favorire un più ampio coinvolgimento dei professionisti alle procedure di cessione e acquisizione dei crediti, a supporto di imprese e cittadini. Dopo una prima fase di raccolta di adesioni e di pubblicazione degli annunci di offerta – avviata a inizio novembre dello scorso anno – da pochi giorni nel portale sono state messe a disposizione degli utenti anche le funzionalità di acquisto – oggetto di sperimentazione nei mesi di dicembre e gennaio – rendendo possibili i primi scambi. Obiettivo dell’iniziativa di InfoCamere, avviata per conto del Sistema camerale, è quello di favorire la circolazione di liquidità nel mercato per stimolare e supportare la ripresa delle attività economiche in un settore vitale e a forte incidenza occupazionale come quello delle costruzioni.
“Le risorse messe a disposizione attraverso il cosiddetto Superbonus e tutti gli altri interventi in ambito edilizio di cui il decreto Rilancio ha previsto la trasferibilità del credito, possono dare una spinta significativa per aiutare un pezzo importante del sistema economico a riprendere il passo verso la normalità“ ha detto il Presidente di InfoCamere, Lorenzo Tagliavanti. “I dati del Registro delle Imprese segnalano come nel 2020 il perimetro delle imprese nel settore delle costruzioni ha ripreso ad espandersi e questo è un segnale che gli stimoli attivati dalla normativa hanno colto nel segno. Con l’iniziativa SiBonus vogliamo assecondare e favorire questi processi e, grazie al coinvolgimento attivo del mondo delle professioni più vicine alle imprese – come quella dei Dottori Commercialisti – siamo fiduciosi che i risultati non mancheranno”. “Grazie alla collaborazione che avviamo con un partner importante come InfoCamere” ha aggiunto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Massimo Miani “i commercialisti italiani si confermano attori importanti nella filiera di competenze ogni giorno impegnata per il migliore utilizzo possibile del Superbonus e del Sismabonus. Una centralità che ci deriva dalla vicinanza al tessuto imprenditoriale del nostro Paese. Dal successo e dalle diffusione della piattaforma SiBonus possono evidentemente derivare grandi opportunità per la ripartenza di un settore storicamente strategico della nostra economia. Per questo ci impegneremo per la piena attuazione dell’accordo siglato con InfoCamere”.
La convenzione biennale sottoscritta tra InfoCamere e CNDCEC prevede specifiche funzionalità dedicate ai commercialisti iscritti alla piattaforma, nel ruolo di professionisti delegati a supportare cedenti o cessionari. A questo fine, InfoCamere fornirà un supporto di help-desk a vantaggio dei professionisti iscritti, che potranno avvalersi di un servizio di consulenza dedicato per chiarimenti e assistenza sul funzionamento delle procedure. Da parte sua, il Consiglio nazionale si impegna a favorire la diffusione della piattaforma e la sua evoluzione, anche ponendo in essere comunicazioni verso i professionisti sull’accordo e su eventuali attività formative promosse da InfoCamere. L’iniziativa prevede il supporto della controllata Iconto srl in veste di Istituto di Pagamento per la gestione dei flussi finanziari e si realizzerà in partnership con Sinloc Spa (società di consulenza e investimento che ha nel proprio azionariato dieci fondazioni bancarie).
Il credito d’imposta è un qualsiasi credito che il contribuente vanta nei confronti dello Stato. Può essere utilizzato per compensare eventuali debiti nei confronti dell’erario, per il pagamento dei tributi e, quando ammesso, se ne può chiedere il rimborso nella dichiarazione dei redditi. Con il Decreto Rilancio, il governo ha introdotto un’importante novità, consentendo ai soggetti fisici o giuridici la possibilità di cedere a terzi il credito d’imposta maturato a seguito di interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica (i c.d. Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus, bonus ristrutturazione e bonus facciate). Secondo i dati elaborati dai bilanci depositati nel 2019 presso il Registro delle Imprese, le società di capitale italiane aggregano una capacità di compensazione di crediti tributari superiore ai 50 miliardi di euro. Un’enorme potenziale leva economica che, se rapidamente attivata, può contribuire a rilanciare i consumi delle famiglie e il fatturato delle imprese.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

 

Efasce in dialogo con Claudio Mucignat ricercatore di Cordenons a Zurigo

Avverrà in collegamento con la Svizzera il primo incontro del mese di marzo del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. L’appuntamento darà spazio a un corregionale che si è messo in luce in uno dei centri di ricerca più importanti d’Europa, dimostrando come la formazione “Made in Fvg” sia ampiamente richiesta oltre i confini nazionali.
Così, domani 1 marzo, alle 18, conosceremo Claudio Mucignat, originario di Cordenons e che ora vive a Zurigo. Qui lavora come ricercatore in laboratorio e sperimentazione all’Empa, Centro Ricerca Svizzera, sui materiali applicati alle costruzioni e alla fluidodinamica. Mucignat dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e con il presidente Gino Gregoris, mentre a inizio puntata ci sarà anche il saluto del sindaco di Cordenons, Andrea Delle Vedove, al suo concittadino.
Dopo aver frequentato il Liceo Grigoletti a Pordenone, Claudio Mucignat si è laureato sempre in città in Ingegneria meccanica nei corsi dell’Università di Udine, spostandosi poi nelle sede centrale dell’ateneo per il dottorato.
Mucignat racconterà non solo il suo lavoro ma anche la sua vita di ogni giorno, visto che ha scoperto una Svizzera diversa dai soliti cliché, con luoghi storici per la produzione dell’energia elettrica che hanno molti punti in comune con le centrali idroelettriche del Pordenonese. Racconterà della sua famiglia, con la moglie conosciuta a Udine e i loro due figli nati nel Paese elvetico, nonché di come i legami con il Friuli Venezia Giulia rimangano saldi, unitamente all’affetto verso i propri cari che ancora vivono a Cordenons.

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In copertina, Claudio Mucignat, cordenonese che vive a Zurigo.

 

 

CiviBank e Codess insieme: un fondo da 5 milioni per le aziende in crisi pandemica

Maxifinanziamento per CiviBank e Codess. La Banca di Cividale, unico istituto di credito cooperativo rimasto indipendente nel Nord-Est, e Codess Sociale, Società Cooperativa Sociale Onlus con sede a Padova attiva in Italia e all’estero, hanno infatti siglato un accordo per l’erogazione di un finanziamento da 5 milioni di euro, grazie alla garanzia Sace, a sostegno delle aziende colpite dall’emergenza sanitaria. CiviBank ha quindi accompagnato, seppur parzialmente, l’attività di quella che è considerata una delle più solide realtà venete e tra le più rilevanti a livello nazionale, in questo periodo di grave crisi pandemica che risulta tutt’altro che superata.

Michela Del Piero


«Sono particolarmente orgogliosa di questo accordo tra CiviBank e Codess perché, al di là dell’operazione finanziaria, questo è un esempio delle sinergie che una banca per il territorio, quale è CiviBank, può creare a favore della socialità, delle realtà e delle persone che compongono il tessuto economico e sociale»”, ha detto Michela Del Piero, presidente di CiviBank. «Questo accordo – ha aggiunto – è un’ulteriore testimonianza dell’impegno di CiviBank ad essere a fianco di aziende e società meritevoli messe in difficoltà dalla pandemia anche nell’area del Veneto. Un territorio che conosciamo bene e in cui faremo sempre più sentire il nostro supporto grazie anche alle nuove aperture di uffici di prossimità e relazione con la clientela a Padova e Montebelluna, che si aggiungeranno ai presidi già attivi nel Veneto orientale».
«Abbiamo trovato in questo strumento proposto da CiviBank uno strumento innovativo – ha spiegato Luca Omodei, direttore generale di Codess Sociale -, che permette in questo momento di difficoltà di continuare nel nostro quinquennale progetto di sviluppo di servizi educativi e socio-sanitari, i primi rivolti principalmente ad oltre 500 studenti delle International School e scuole Bilingue, i secondi ad oltre 5.000 ospiti delle Residenze per anziani».
I finanziamenti a garanzia Sace rimangono a disposizione delle aziende di tutte le grandezze, con sede in Italia, che ne fanno richiesta attraverso CiviBank fino al 30 giugno 2021 e hanno la finalità di permettere alle imprese di ottenere liquidità in tempi brevi garantendo continuità alla loro operatività. Le aziende possono accedere a questa linea di credito se non erano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 ed a patto che abbiano già utilizzato fino a completa capienza il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese. Ulteriori informazioni sui finanziamenti a garanzia Sace sono a disposizione a questo link.

Cinque milioni di finanziamento.


Codess – E’ una società cooperativa sociale onlus con sede a Padova, ma attiva in tutta Italia con strutture anche nel Regno Unito e in Slovenia. Si propone, con scopo mutualistico e senza fine di lucro, di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini. Ha come oggetto l’intervento nel campo socio-assistenziale, sanitario, riabilitativo, educativo e formativo, con la promozione e la gestione di attività e servizi sociali, didattici, ricreativi e le attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Con referenze presso oltre 300 Enti Pubblici, occupa oltre 3.500 persone in tutto il territorio nazionale. Per ulteriori approfondimenti www.codess.org

CiviBank – E’ nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale cambia denominazione e diventa CiviBank: un nome che celebra le sue radici – la città di Cividale – ma anche la centralità della comunità, con il suffisso “Civi”. “Bank” rappresenta invece la modernità e il futuro, l’apertura dell’Istituto cividalese all’era digitale e a un contatto con gli utenti sempre più stretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, quasi 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e Veneto. Dettagli su www.civibank.it

 

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In copertina e qui sopra la sede centrale di CiviBank a Cividale.