Dalla Regione Fvg invito alle banche a sostenere le famiglie e le aziende

“Rafforzare le collaborazioni con il mondo bancario per attutire le ricadute negative della pandemia sul tessuto imprenditoriale, ma anche per costruire le basi di ripresa favorendo la ripartenza economica”. Lo ha detto l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, in collegamento in videconferenza con il nuovo presidente della Commissione regionale dell’Associazione bancaria italiana (Abi Fvg), Renzo Chervatin.
L’esponente della Giunta Fedriga ha confermato la volontà di portare avanti una collaborazione con Abi per trovare gli strumenti più adeguati per sostenere le imprese e le famiglie. “Soprattutto in questo momento – ha detto Barbara Zilli, come si legge in una nota Arc – è quanto mai necessario riprendere un’interlocuzione con l’Abi: l’Amministrazione regionale è pronta ad approfondire contributi di natura anche tecnica e ad utilizzare strumenti innovativi per agevolare il superamento di questa fase di difficoltà in cui versano famiglie e aziende. Auspichiamo che gli istituti di credito possano essere parte attiva e pronti per la ripartenza per le modernizzazioni e lo sviluppo del territorio anche in sinergia con gli interventi che la Regione potrà mettere in campo”.
L’assessore Zilli, esprimendo al neo presidente gli auguri di buon lavoro, ha evidenziato infine l’importanza dell’Abi nel promuovere la diffusione dell’educazione finanziaria e al risparmio. Sul punto sono previsti anche degli incontri formativi.

Barbara Zilli e Renzo Chervatin.

L’Inps alle cooperative artigiane di Udine: possibile avviare nuove realtà d’impresa

Si apre un nuovo terreno di sviluppo per le imprese cooperative tra artigiani: lo rende possibile la svolta interpretativa arrivata con la Circolare numero 29 dell’Inps che, chiarendo l’inquadramento della tutela previdenziale dei soci lavoratori di cooperative artigiane, di fatto «consente interessanti spazi per l’avvio di nuove realtà cooperative, anche con un’ampia partecipazione di giovani e donne, le quali potranno muoversi nell’ambito sia dei lavori che dei servizi: dalle costruzioni alla manutenzione del verde; dalla grafica e comunicazione ai Ced; dalle estetiste e parrucchieri ai meccanici e carrozzieri», come osserva Confcooperative Udine che, proprio nei giorni scorsi, ha avuto un proficuo incontro con i rappresentanti della sede di Udine dell’Ente previdenziale e della Cciaa Pordenone-Udine.
«La recentissima circolare Inps 29/2021 consente l’iscrizione dei soci lavoratori alla gestione speciale artigiani – spiega Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Udine (252 cooperative associate, 7.515 lavoratori addetti, con 355 milioni di euro di ricavi complessivi e 58.330 soci) –, ma il confronto è stato utile anche per definire i passaggi operativi che le nuove cooperative dovranno porre in essere sia in fase di avvio dell’attività come nel corso della vita della cooperativa artigiana nei confronti degli uffici competenti». L’Inps, nella sua circolare, riepiloga il quadro normativo concernente la disciplina in materia di socio lavoratore e fornisce chiarimenti in merito alla tutela previdenziale di tale categoria di soggetti, prevedendo l’iscrizione alla gestione speciale autonoma degli artigiani nel caso in cui, tra il socio lavoratore e cooperativa, si instauri un effettivo rapporto di lavoro autonomo.
«Si completano così, finalmente, le possibilità di contratto attivabili con i soci lavoratori contemplando sia esigenze gestionali che di flessibilità nell’organizzazione del lavoro», conclude Tonassi. Confcooperative Udine è a disposizione di tutti gli interessati a questa nuova forma d’impresa cooperativa per fornire informazioni utili alla costituzione della società.

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In copertina, il dottor Paolo Tonassi, direttore di Confcooperative Udine. 

 

 

Covid, aziende danneggiate in Fvg: i fondi dei ristori sono previsti entro aprile

“Lo sportello digitale per l’assegnazione della terza tranche di ristori si è chiuso ieri alle 20 con 8.386 domande pervenute per un controvalore economico di 14.674.300 euro. Il nostro obiettivo è quindi riuscire ad erogare i fondi alle imprese aventi diritto entro aprile”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, evidenziando – come informa una nota Arc – che “il canale contributivo si era aperto lo scorso 18 marzo con l’obiettivo di ristorare i soggetti che hanno subito una contrazione delle attività economiche come conseguenza del perdurare della situazione pandemica, nei settori del commercio, del turismo, delle filiere di eventi, del trasporto persone, delle agenzie viaggio, delle guide turistiche, dalla pubblicità e delle attività sportive”.
Il contributo concedibile varia da euro 500 a 10mila euro a seconda dell’attività, con una media di intensità di aiuto pari a 1.750 euro. “Un segnale concreto soprattutto per le imprese che sono state maggiormente penalizzate dalle chiusure imposte dalla situazione pandemica”, ha confermato Bini.
Rispetto all’ammontare complessivo di 21,4 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Fvg, alla chiusura dello sportello risultano pertanto ancora disponibili circa 7 milioni di euro. “Fondi che intendiamo reinvestire a breve per continuare a sostenere l’economia regionale – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga -. È infatti già allo studio un’ulteriore misura a supporto delle attività imprenditoriali, che sarà rivolta ad esempio alle imprese avviate nel 2020 e comprenderà anche il comparto dei servizi alla persona, che sono stati costretti alla chiusura anche durante la terza ondata del Covid-19”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini.

Ritmica, ginnastica artistica femminile e scherma: primavera d’emozioni per Asu

Primavera d’emozioni per gli atleti dell’Associazione Sportiva Udinese, con la ritmica seconda nell’ultima di campionato (A1), la Gaf terza in serie C, e la sezione scherma con due atleti che si qualificano ai campionati italiani.

RITMICA – Le farfalle della ritmica hanno conquistato l’argento nel massimo campionato di serie, a Fabriano. Conclusa la regular season, le ginnaste bianconere, appena passate le feste di Pasqua, dovranno affrontare la temuta final six al Pala Gianni Asti di Torino, il 24 aprile: la nuova formula di gara – in diretta su Canale 9, Eurosport e Discovery+ – prevede degli scontri diretti per assegnare lo scudetto 2021. La gara marchigiana ha segnato anche il ritorno in gara di Alexandra Agiurgiuculese: «Si è presentata con un esercizio alla palla un po’ alleggerito, ma eseguito oltre ogni aspettativa», ha spiegato Spela Dragaš, allenatrice della compagine friulana, insieme a Magda Pigano e con il supporto della coreografa Laura Miotti.
Alex ha portato in pedana tutta la voglia, il desiderio e l’esperienza maturata. Con 23.05 punti è la stata la migliore nella palla. Benissimo anche le altre tre giovanissime titolari, Tara Dragaš, Isabelle Tavano e Miriam Marina, che in assenza di Alexandra hanno comunque tenuto alti i colori dell’Asu. Tara, anche con il nastro, ha superato la soglia dei 20 punti (20.250), così come fatto in tutti altri attrezzi, nelle precedenti prove. Si è aggiudicata il secondo posto nella classifica provvisoria della specialità, dietro la vice campionessa mondiale, Sofia Raffaelli. Miriam con 18.900 ha ottenuto il suo personal best in assoluto. Ben oltre 18, per la precisione 18.400, anche per Isabelle che ha presentato la nuovissima composizione alle clavette. Ottimi risultati anche per Alice Del Frate, in prestito al Pontevecchio (A2), che a Torino affronterà la final six, e per Elena Perissinotto, anche lei in prestito, al Gymnics96 (B)! «Siamo davvero felici di come le ragazze si sono comportate in pedana – ha concluso Dragaš -. Tutte hanno saputo dare il meglio nei momenti decisivi e non hanno tralasciato nulla del programma. Voglio ringraziare le mie colleghe per il lavoro che facciamo tutti i giorni assieme alle ginnaste e un grazie particolare lo rivolgo al preparatore atleti Andrea Lo Coco e al fisioterapista Luigi Sepulcri, che ci hanno dato una grande mano per il recupero fisico di Alex dopo lo stop. Non in ultimo, e come sempre, un grande grazie va alla società – in particolare al dg Nicola Di Benedetto e al presidente Alessandro Nutta -, che in questo ultimo anno, nonostante le moltissime difficoltà, ci ha permesso di proseguire gli allenamenti in piena sicurezza».

GINNASTICA ARTISTICA FEMMINILE – Grande soddisfazione per l’Associazione Sportiva Udinese è arrivata anche dalle ginnaste dell’artistica femminile (Lara Sattolo, Elisa Ronco, Giulia Graci, Camilla Barbetti, Cecilia Peres, Sofia Urso) che a Fermo hanno guadagnato il bronzo, in serie C. «Siamo contente del lavoro che abbiamo svolto in preparazione alla gara – hanno spiegato le allenatrici Margherita Antonini ed Elena Zaldívar Sáez -. Torniamo a casa con una grande soddisfazione, consapevoli comunque che c’è ancora tanto da lavorare e migliorare». Ginnastica artistica femminile che una settimana fa, nelle gare LA, LB, LC, LD, ha portato a casa ben 10 medaglie: 3 ori, 4 argenti e 3 bronzi.

SCHERMA – Bene anche gli schermidori dell’Asu che, a Pordenone, hanno affrontato la 1a prova regionale di qualificazione al campionato italiano. Nel fioretto maschile, giovani, Leonardo Triolo ha vinto il bronzo e Marco Presta ha raggiunto la quinta posizione. Nei cadetti, invece, Triolo è arrivato 1° e si è qualificato per il campionato italiano, 3° Presta: «Siamo molto contenti del risultato ottenuto nel weekend – ha commentato il tecnico Fabio Zannier -, nonostante gli allenamenti non si siano svolti in modo canonico per frequenza e per modalità. Leonardo in particolare ha dimostrato tutta la sua capacità e la forza d’animo che lo contraddistingue. Il lavoro e la dedizione danno sempre il loro risultato».
Nella spada femminile, giovani, 2a Francesca Parmesani, che si è così qualificata per i campionati italiani: «Ha perso per una stoccata tirando molto bene durante tutta la giornata di gara», ha spiegato l’allenatrice, Eleonora Longo. Visnja Perin, «ha tirato bene sia nei cadetti (terza) che nei giovani (sesta), è rimasta sempre concentrata, ma sicuramente deve ancora crescere tecnicamente e fisicamente». Anita Gregorutti (giovani), nona, «ha tirato bene, ha poi perso alla diretta con un avversario, ma è stata molto brava».
Nella spada maschile (cadetti), 7° Leonardo Pitticco (12° nei giovani) che «ha tirato benissimo, sfiorando la qualifica in entrambe le categorie, insomma c’è da lavorare, ma è un buon inizio», ha proseguito Longo. In 9^ posizione (cadetti, 27° nei giovani) troviamo Gabriele Brillo. Per lui è andata «molto bene, ha perso però concentrazione al momento della diretta». Undicesimo Giulio Bianchi, «bene ma ha un potenziale su cui deve lavorare e per cui può fare molto meglio». 24° Matteo Carota, «deve maturare esperienza ma la voglia non manca». Nella spada giovani, 6° Lorenzo Zannier, 17° Leonardo Falomo, che «pur tirando bene hanno fatto fatica nella gestione dell’assalto». 29° Marko Stengnjaja «era alla sua prima gara, quindi era molto emozionato, ma l’impegno non è mancato».

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In copertina e all’interno le farfalle dell’Asu protagoniste a Fabriano; qui sopra, le ragazze della Gaf che a Fermo hanno conquistato il bronzo.

Fondazione Carigo, disponibili altri 150 mila euro per le scuole isontine

In un periodo storico quanto mai complesso, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia conferma la priorità assegnata al mondo giovanile, scolastico e del volontariato, con un ulteriore stanziamento di 150mila euro, volto alla realizzazione e al sostegno di attività utili al recupero e al consolidamento delle competenze didattiche di base di bambini e ragazzi che, a causa della chiusura delle scuole e dei lunghi periodi in didattica a distanza, hanno riscontrato carenze di apprendimento. Come evidenziato dalla Fondazione, i limiti alla relazionalità, indispensabile per condividere emozioni, timori e difficoltà con i compagni, uniti ai lunghi periodi di Dad, esperienza ben diversa dalla relazione docente-discente in presenza, hanno comportato una riduzione delle motivazioni e talvolta un distacco vero e proprio dal percorso didattico proposto alla classe.


Per contribuire a ridurre il fenomeno della dispersione scolastica, la Fondazione ha attivato quindi il Progetto “Didattica+”, che prevede lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), di ore di lezione extracurricolari integrative per recuperare i deficit di apprendimento manifestati dagli studenti e potenziare la didattica. L’intervento della Fondazione, che stanzia un budget complessivo di 100mila euro, si propone di supportare gli istituti, fornendo loro le risorse per garantire interventi aggiuntivi di recupero e consolidamento delle competenze degli allievi. Le scuole che volessero partecipare a “Didattica+” hanno tempo fino al 31 marzo per farlo: tutte le informazioni relative al progetto e alle modalità di adesione allo stesso sono disponibili sul sito Internet dell’Ente.
Fondamentali per affrontare la sfida educativa al fianco degli istituti scolastici e delle famiglie sono anche le associazioni e gli enti del Terzo Settore che svolgono attività formative per bambini e ragazzi al di fuori delle scuole. A loro la Fondazione rivolge il Bando “Educ-AZIONE”, finalizzato a sostenere le attività extrascolastiche per bambini e ragazzi, quali ad esempio l’aiuto compiti o il dopo-scuola, che puntano, anche in questo caso, a consolidare le competenze didattiche, favorirne il recupero, colmare eventuali lacune e potenziare l’apprendimento. Le risorse a disposizione del Bando ammontano a complessivi 50mila euro e la scadenza per associazioni ed enti del territorio per presentare la propria richiesta è fissata al 15 aprile.
«Le criticità conseguenti al protrarsi della pandemia e l’impossibilità di condurre una normale esperienza scolastica hanno comportato una particolare sofferenza negli studenti più fragili», spiega la presidente Roberta Demartin. «In linea con le azioni già messe in campo in questi ultimi anni, il consiglio di amministrazione ha ribadito come prioritari anche per l’immediato futuro gli interventi in campo educativo. Particolare attenzione – conclude la presidente – va data adesso a tutte quelle azioni che favoriscono l’educazione e la socializzazione di bambini e ragazzi nel contesto emergenziale che stiamo attraversando, per prevenire e affrontare l’aggravarsi di disuguaglianze sociali ed educative e fronteggiare il diffondersi della povertà educativa minorile». Un intervento quello della Fondazione che agisce su più fronti per arginare le criticità in campo educativo: da un lato coinvolgendo direttamente gli Istituti scolastici e dall’altro sostenendo l’ampia rete di associazioni ed enti che, fuori dalle scuole, supportano l’educazione dei nostri ragazzi.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.

 

Alto Friuli, marginalità e progetto EM2: dopo due anni, in undici trovano lavoro

Trenta mesi di lavoro, tanto è durato il progetto europeo EM2 (Education in square marginality) ideato dalla coop sociale Cramars di Tolmezzo e realizzato in partnership con Confartigianato-imprese Udine con l’obiettivo di far uscire dalla condizione di doppia marginalità le persone che vivono in territori periferici e non riescono a trovare occupazione, che siano Neet o adulti poco qualificati. Il progetto ha coinvolto 11 Comuni dell’Alto Friuli (Ampezzo, Arta Terme, Cavazzo Carnico, Lauco, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Raveo, Resia, Socchieve e Villa Santina) e in 9 di questi ha portato a siglare 6 patti di comunità per un totale di 85 adesioni (17 Comuni, 26 aziende, 31 associazioni, un consorzio albergatori, il parco delle Prealpi Giulie e 9 privati).

Graziano Tilatti (Confartigianato)


I risultati della lunga e impegnativa attività, condotta parallelamente in Ungheria, Slovenia e Lettonia, i tre paesi partner del progetto finanziato con i fondi Erasmus+, sono stati presentati venerdì pomeriggio nel corso dell’evento conclusivo che ha visto partecipare in videoconferenza i vertici della cooperativa sociale e dell’associazione di categoria assieme ad amministratori locali, imprese e beneficiari. In tutto 41 questi ultimi che sono stati coinvolti, nel corso dei due anni e oltre di durata del progetto (prolungata causa Covid), in attività di orientamento e di bilancio delle competenze. Di età compresa tra i 20 e i 56 anni, con un’età media di 38 e una prevalenza di genere femminile (31 donne e 10 uomini), i beneficiari – tutti residenti in Alto Friuli – hanno potuto svolgere diverse attività, anche grazie all’importante risposta delle aziende che hanno aderito al progetto: 66 in tutto, di cui 9 ospitanti i tirocini e 26 firmatarie del patto. A valle del progetto, 11 persone stanno lavorando (oltre un quarto dei partecipanti). Tra queste la 24enne Alexa Del Bianco, assunta dalla cooperativa Rete Bike Fvg: «Quando ho intrapreso questo percorso non pensavo che sarei riuscita a trovare un lavoro e tantomeno che avrei fatto la barista. E invece eccomi qui. Faccio la barista e ho un contratto. Ringrazio tutto lo staff di Rete Bike Fvg. Il mio futuro? Spero di continuare a lavorare con loro».

Anna Micelli (Resia)


Soddisfatti i vertici di Cramars e Confartigianato Udine. «Il progetto EM2 dimostra come l’innovazione sociale sia possibile se il lavoro parte dalle persone, perché metterle insieme e sottoscrivere un patto le rende protagoniste di un cambiamento efficace e duraturo» ha detto la presidente di Cramars, Stefania Marcoccio. «Confartigianato è orgogliosa di aver contribuito a questo progetto – ha rilanciato il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -, di aver fatto la sua parte nel ricreare un senso di comunità, una rete sociale che permette di reinserire al lavoro le persone più in difficoltà. Noi ci siamo, le nostre imprese anche». Anche in futuro, come auspicato dai sindaci e in particolare dalla prima cittadina di Resia, Anna Micelli. Una speranza, quella dell’amministratrice locale, che ha già trovato una prima risposta nella definizione di un memorandum tra Confartigianato e Cramars per il prosieguo della collaborazione a vantaggio dell’Alto Friuli, dei suoi Comuni, dei suoi cittadini e naturalmente delle sue imprese.

La videoconferenza conclusiva.

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In copertina, uno scorcio della Val Resia, unico territorio non carnico del progetto europeo.

“Propedeutica all’abitare” nella disabilità intellettiva: nuovo progetto al via a Sacile

Vivere la propria vita indipendente anche a fronte di una disabilità intellettiva, un obiettivo che si può raggiungere anche in questo periodo segnato dall’emergenza Covid-19 che rende più rarefatti i rapporti interpersonali: partirà infatti a breve il nuovo ciclo del progetto “Propedeutica all’abitare” organizzato a Sacile dall’associazione di volontariato Laluna in un appartamento in via Colombo. Il progetto coinvolgerà tre persone per introdurle gradualmente alla vita autonoma. Il precedente percorso di propedeutica all’abitare indipendente, iniziato tre anni fa, con altre tre persone si è da poco concluso con l’immissione al progetto di vita autonoma. Le persone con disabilità, infatti, sono accompagnate gradualmente dalla presenza educativa, che li supporta e li guida nelle gestione delle cose quotidiane, rafforzando autonomie e competenze fino a portarli alla vita indipendente.

“Il precedente ciclo si è da poco concluso, con i ragazzi che sono entrati ora nella “vita indipendente” – ha raccontato Walter Torossi, coordinatore del progetto per Laluna -, mentre ora altri tre nuovi ragazzi intraprenderanno il percorso di propedeutica: inizialmente con tre giorni di residenza a settimana, e in seguito (dopo Pasqua) con 5 giorni a settimana per poi gradualmente aumentare. Questi tre ragazzi erano già stati protagonisti di un progetto di “autonomia territoriale” nel territorio di Sacile, che ha permesso loro di conoscersi e familiarizzare col contesto”. Inoltre, da quest’anno l’equipe di professionisti si è arricchita anche di una terapista occupazionale e di una psicologa a supporto dei progetti: si sperimenterà dunque un approccio multidisciplinare.
Il percorso di “Propedeutica all’autonomia abitativa” è attivo a Sacile dal 2014 ed è gestito dall’Associazione Laluna; fa parte dei progetti all’interno dell’ “Abitare sociale”, sistema di interventi sull’abitare gestito in Ats con Fondazione Down Fvg e in co-progettazione con AsFo.
Dai cicli di propedeutica precedentemente svolti in passato sono stati avviati diversi progetti di vita indipendente, ad oggi gestiti da Laluna in alcuni appartamenti sul territorio pordenonese.

“Ricordiamo che per noi de Laluna è fondamentale adoperarsi affinché le persone con disabilità possano avere una “vita buona” – ha spiegato Daniele Ferraresso, progettista educativo per Laluna -, intesa come sviluppo e stimolo nell’espressione dei propri desideri, sviluppo delle proprie ambizioni e potenzialità, realizzazione di sé. Tutto questo si sviluppa attraverso dei Progetti Educativi Individualizzati e Personalizzati che guardano alla persona con disabilità nella sua globalità non solo all’interno del contesto dei servizi offerti dall’associazione, ma inserita in un contesto sociale o lavorativo, con delle relazioni interpersonali che vanno coltivate e sviluppate”.
Laluna è attiva come associazione di volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa della Delizia, in provincia di Pordenone. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’Associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone per persone con disabilità gravi, il progetto di “Abitare sociale” in casa Facca a Fiume Veneto e il progetto di “Propedeutica all’abitare” a Sacile, ideato per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Oltre a questi, Laluna si occupa anche di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, a Sacile partirà a breve il nuovo ciclo del progetto “Propedeutica all’abitare” .

 

Montagna dell’Alto Friuli: oggi online l’evento conclusivo contro le marginalità

Sarà online oggi 26 marzo, alle 17.30, l’evento conclusivo del Progetto EM2 – Education in Square marginality, cofinanziato dall’Unione europea e partecipato dalla cooperativa sociale Cramars e da Confartigianato-Imprese Udine assieme a partner di Slovenia, Lettonia e Ungheria. Il progetto punta a rafforzare la motivazione e a migliorare le opportunità lavorative di chi vive una doppia condizione di marginalità: personale, dettata dalle difficoltà di occupazione e da svantaggi fisici e psicologici, e geografica, dovuta a una localizzazione lontana dai centri urbani. In provincia di Udine ha interessato in particolare modo l’Alto Friuli, dunque la zona della montagna dove la marginalità geografica si accoppia spesso a scarse possibilità occupazionali. Due condizioni che si è cercato di superare attraverso un bilancio delle competenze e dell’autoconsapevolezza dei Neet (ovvero i giovani non impegnati nello studio, né nel lavoro, così come agli adulti poco qualificati alla ricerca di occupazione) e il coinvolgimento di istituzioni locali, apparati pubblici e sindacati stringendo un patto di comunità che ha chiamato ognuno di questi a fare la propria parte in un quadro di azioni congiunte finalizzate a migliorare la qualità di vita e le pratiche sociali del territorio.
Avviato a settembre 2019 e assolutamente innovativo poiché ha coinvolto al contempo istituzioni, aziende e comunità per raggiungere un obiettivo di crescita sociale comune, il progetto EM2 si è sviluppato in 26 eventi informativi che hanno visto la partecipazione di oltre 500 persone delle Terre Alte friulane.
Come detto, l’evento prenderà il via alle 17.30 in modalità online (per partecipare è necessario compilare il form scaricabile dal sito internet www.confartigianatoudine.com). Ai saluti introduttivi di Stefania Marcoccio, presidente della Coop Cramars, e del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, seguiranno l’illustrazione del progetto a cura di Sara Danelon, responsabile di Em2 per Cramars, i saluti dei partner internazionali, il racconto Gian Luca Gortani, segretario dell’associazione di categoria, delle visite alle botteghe-scuola e ancora le testimonianze di un beneficiario del progetto, di una delle imprese coinvolte e ancora di un’amministrazione comunale. Per finire, sarà presentato il “Memorandum of understanding” che formalizza la futura collaborazione tra Confartigianato Udine e Cramars per nuovi, ulteriori progetti a favore di persone con fragilità occupazionali.

 

Il Piano Marshall e il riavvio della crescita globale con lo storico Giulio Mellinato

Piano Marshall, dalla Seconda Guerra mondiale in poi, è diventato sinonimo di “piano di ripresa”, un progetto finalizzato a risollevare le sorti economiche di un Paese o di una vasta area geografica. Ma è sempre appropriato richiamare quello storico piano, annunciato il 5 giugno 1947 all’Università di Harward dal Segretario di Stato americano George Marshall, per connotare l’avvio di un ampio programma di aiuti economici? «Il Piano Marshall viene spesso citato a sproposito – spiega il docente e storico Giulio Mellinato – senza che nessuno si accorga degli errori interpretativi che vengono sistematicamente compiuti quando lo si chiama in causa genericamente per l’Africa o la Palestina, ma anche adesso che si parla di Piano Marshall per superare la crisi post-pandemica. L’evoluzione economica è frutto di equilibri complessi: non coincide solo con la crescita della produzione e del Pil e con lo sviluppo di mercati, imprese e istituzioni, contano anche le relazioni complesse con l’ambiente socio-politico e culturale, la capacità di interpretare correttamente la realtà e di governarne il cambiamento».
Oggi 25 marzo gli Incontri di Cultura Economica promossi dall’Irse, Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, si chiuderanno proprio sul tema “Il Piano Marshall e il riavvio della crescita globale”, ultima tappa del ciclo di lezioni affidato all’accademico Giulio Mellinato, ordinario di Storia Economica e History of Globalization all’Università di Milano Bicocca. Dalle 17.30, quindi, riflettori puntati – in chiave storica, ma anche attualizzante – sul Piano Marshall: un evidente successo purtroppo poco conosciuto, spesso una parola magica da evocare davanti alle difficoltà. Accesso gratuito per tutti previa registrazione sul sito IRSE https://centroculturapordenone.it/irse dove si possono recuperare anche le prime tre Lezioni del 4, 11 e 18 marzo.
Economia&Governance: memoria del primo Novecento e sfide attuali è il filo rosso degli appuntamenti, che sono introdotti e coordinati dal divulgatore Gianluca Liva, giornalista scientifico e storico di formazione. Giulio Mellinato insegna Storia Economica e History of Globalization all’Università di Milano Bicocca. Si è laureato in Storia Contemporanea a Trieste e ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia della società europea a Pavia. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia internazionale dei trasporti e dei commerci, la storia dell’impresa pubblica in Italia, la storia economica della Venezia Giulia. Ha fatto parte del direttivo della Società italiana di storia del lavoro, ha collaborato a lungo con la Rai ed è stato presidente della associazione Apertamente. Tra le sue ultime pubblicazioni, il libro L’Adriatico conteso. Commerci, politica e affari tra Italia e Austria-Ungheria (1882-1914), e il saggio “Constructuring” the First Maritime Globalization. Competing Shipping Subsidies and the Race for the Commercial Spaces 1881-1914.

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In copertina, lo storico Giulio Mellinato oggi intratterrà sulle provvidenze del Piano Marshall.

 

Pianificazione finanziaria per il futuro: webinar di Confcooperative e Bcc Fvg

“La pianificazione finanziaria per un futuro sereno”, sarà il tema del webinar organizzato da Confcooperative Fvg e Federazione delle Bcc del Fvg con il sostegno di Fondosviluppo Fvg, in occasione della 9a edizione internazionale della Global Money Week (Gmw), promossa dall’Ocse. Al webinar si può partecipare in diretta sul canale Youtube di Confcooperative Fvg. Oggi 24 marzo, a partire dalle ore 14, sono previsti gli interventi di Luca Occhialini, presidente della Federazione delle Bcc del Fvg, e di Stefano Miani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Udine.
«Quando si tratta di gestire le proprie finanze personali, pensare a una strategia a lungo termine è importantissimo – spiega Occhialini -. Prevedere cosa ci riserva il futuro è difficile: avere un piano, quindi, può essere di grande aiuto per tutelare i nostri soldi e la sicurezza dei risparmi. La corretta gestione del denaro e, dunque, la pianificazione finanziaria della propria esistenza, ci porta a conseguire con maggiore efficacia i nostri obiettivi personali e professionali».
La Gmw ha raggiunto, dal 2012, oltre 40 milioni di giovani in 175 Paesi. In Italia, per la prima volta le attività che animeranno questa edizione, sono coordinate dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria e Confcooperative Fvg, forte di quasi vent’anni nella promozione dell’educazione finanziaria nelle scuole regionali di ogni ordine e grado, sarà protagonista della settimana con l’organizzazione di questa iniziativa, unica in Friuli Venezia Giulia.
«Nel 2020, nonostante la pandemia – spiega Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg – abbiamo sviluppato un’intensa attività progettuale nell’ambito dell’educazione economico-finanziaria, realizzata in remoto, con 2.471 studenti raggiunti in 369 scuole primarie; 1.001 nelle scuole secondarie di I grado e 1.101 nelle scuole secondarie di II grado».
La Gmw terminerà il 28 marzo. Il tema ufficiale di questa edizione: “Prenditi cura di te stesso, abbi cura dei tuoi soldi”, è un invito rivolto ai giovani e ai bambini sull’importanza di acquisire gradualmente le conoscenze e i comportamenti che sviluppino abitudini di risparmio intelligenti e responsabili e che gli consentano, nel futuro, di assumere decisioni finanziarie coerenti con le proprie esigenze di vita.

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In copertina, Luca Occhialini, presidente della Federazione delle Bcc del Fvg.