Ammirare Trieste dal “ciglione carsico” di Opicina, tra Obelisco e Conconello

Per “Piacevolmente Carso”, mercoledì 2 giugno la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle ore 16 alle 19.30, un’escursione panoramica sul “ciglione carsico” di Opicina, tra Obelisco e Conconello. Si passerà fra pinete e boschi, ammirando la città dall’alto, con una splendida vista sul golfo e l’Istria. Con le spiegazioni della guida naturalistica Barbara Bassi e letture sulla Trieste del passato a cura del giornalista Maurizio Bekar. Un itinerario di 6 km, su un dislivello di 160 metri. Seguirà la possibilità di degustazioni dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10 per cento.
Ritrovo alle 15.40 nel parcheggio al quadrivio di Opicina (raggiungibile con i bus numero 2 e 4). È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Quote di partecipazione: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it
L’appuntamento successivo sarà sabato 5 giugno, dalle ore 10 alle 12.30, con “Green Therapy in Carso”: una passeggiata tra i boschi e prati di Basovizza, con facili esercizi di comunione con la natura guidati dall’insegnante yoga Cristina Domizio. Ritrovo alle 9.40 al parcheggio del Sentiero Ressel, a Basovizza (bus numero 51 da Trieste). Informazioni e prenotazioni alla mail cristinadomizio@gmail.com o al cellulare 338.3167909. Quota di partecipazione: 15 euro.

Una escursione sul Carso.


“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFVG, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), “Sapori del Carso”, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, il meraviglioso panorama di Trieste e dell’Istria visto dal “ciglione carsico” di Opicina.

 

Piccolo Principe in fattoria a San Vito. E per i bambini anche inglese sotto il Noce

Un’estate ricca di proposte ricreative per i bambini quella progettata dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, con anche una grande novità. Accanto a “Estate in fattoria”, il campus all’insegna della natura e del contatto con gli animali, proposto negli spazi della fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi, per l’estate 2021 c’è infatti il nuovo “The Walnut”, ovvero il centro estivo in inglese all’ombra del Noce a Casarsa. Le iscrizioni sono già aperte, ma i posti disponibili, causa emergenza Covid-19, sono limitati. Entrambe le proposte educative sono rivolte solo ai minori frequentanti le scuole primarie, ovvero nella fascia di età dai 6 agli 11 anni.
«Stiamo già avendo un ottimo riscontro per Estate in fattoria – spiega Diana Turla, responsabile delle attività con i minori per Il Piccolo Principe -, in pochi giorni sono già esauriti i posti per le prime settimane del campus. A questo centro estivo, abbiamo voluto aggiungere una nuova opzione per le famiglie del territorio: il centro estivo in inglese. Una bella opportunità per i bambini che potranno allenarsi a parlare inglese con educatrici laureate in lingue che coinvolgeranno i bambini in giochi e laboratori, utilizzando la lingua inglese così da aiutarli a familiarizzare con la lingua straniera in modo giocoso e quotidiano».

Estate in Fattoria si svolgerà dal 14 giugno al 23 luglio e dal 23 agosto al 3 settembre negli spazi dell’antico casale recentemente restaurato in via Copece a San Vito al Tagliamento (località Comunali), con possibilità di fare giornata intera o mezza giornata. Tra le attività proposte: preparazione e cura quotidiana di un piccolo orto sinergico, accudimento degli animali della fattoria (galline, conigli, gatti), coltivazione di piante aromatiche e fiori, laboratori per conoscere e utilizzare le erbe, laboratori di creazione con elementi naturali. In più, ci saranno gli incontri con gli asinelli in collaborazione con La Torre dell’asino di Torrate.
Mentre il Centro estivo in inglese si terrà nelle settimane dal 14 giugno al 2 luglio per la giornata intera (dalle ore 7.45 alle 16) in via Vittorio Veneto 45 a Casarsa della Delizia, negli spazi messi a disposizione dall’associazione Il Noce. Ai bambini saranno proposte attività ricreative in inglese per stimolare il lavoro e il gioco di gruppo, approfondendo la conoscenza della lingua universale.
Le iscrizioni sono già aperte, sarà sufficiente compilare l’apposito modulo di iscrizione che verrà inviato a seguito di un primo contatto tramite e-mail (per informazioni: d.turla@ilpiccoloprincipe.pn.it) oppure inviando un messaggio Whatsapp al numero 345.2537500.

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In copertina e all’interno ecco tre belle immagini di Estate in Fattoria nel casale di San Vito al Tagliamento.

In Fvg accelerazione del Piano vaccinale: un Protocollo per le oltre 800 cooperative

Siglato il Protocollo regionale per avviare le vaccinazioni in azienda anche per oltre 800 imprese cooperative aderenti alle tre centrali: Confcooperative, Legacoop, Agci del Friuli Venezia Giulia. Un passaggio che interessa potenzialmente quasi 34 mila addetti complessivi, che si aggiungono agli operatori delle cooperative sociali, già vaccinati nei primi mesi dell’anno, in virtù della particolare attività socioassistenziale svolta. Le somministrazioni saranno effettuate nel completo rispetto delle norme sanitarie e di tutela della privacy e saranno a carico delle imprese, quindi con nessun costo aggiuntivo per la collettività. Ad apporre la firma sul Protocollo, oltre ai rappresentanti delle tre centrali cooperative, anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi.

Nanino e Riccardi alla firma.


Nel suo intervento, l’assessore regionale alla Sanità ha auspicato «garanzie di flussi e dosi – e sottolineato la necessità di chiarire un ulteriore aspetto ovvero l’apertura delle prenotazioni per la fascia 16-39 anni che in regione tocca quota 270.000 persone – di cui 50.000 sono già prenotate e in parte vaccinate perché rientrano nelle categorie previste dal piano ma c’è ancora una platea di 220 mila persone che sono interessate a vaccinarsi».
In base al Protocollo siglato ieri, le organizzazioni della cooperazione provvederanno a raccogliere le manifestazioni di interesse alla vaccinazione di lavoratrici e lavoratori delle cooperative operanti sul territorio regionale. Sulla base del numero di vaccini disponibili e dei tempi di approvvigionamento e messa a disposizione degli stessi, le organizzazioni potranno attivare le strutture cooperative che, in queste settimane, stanno manifestando la propria disponibilità. Il tutto in pieno accordo tra centrali cooperative, organizzazioni sindacali e Amministrazione regionale. «Con questo Protocollo le cooperative del Friuli Venezia Giulia confermano il proprio impegno nel contrasto alla diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro – commenta il presidente di Legacoop Fvg e portavoce regionale dell’Alleanza delle Cooperative italiane, Livio Nanino – e si mettono a disposizione della collettività per raggiungere, il prima possibile, l’obiettivo della più ampia copertura vaccinale della popolazione, condizione indispensabile per la definitiva “ripresa” anche dell’economia». «Stiamo tenendo fede a un impegno che ci eravamo presi: quello di dare il nostro contributo fattivo alla campagna vaccinale. Il Protocollo, infatti, punta a ridurre l’afflusso ai punti vaccinali predisposti su tutto il territorio regionale e accelerare sui tempi e le quantità di somministrazioni che sono decisamente vitali per la salute fisica, psicologica ed economica delle nostre comunità», aggiunge Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg.

Le tre centrali insieme a Cgil, Cisl e Uil, il 19 maggio 2020, avevano già costituito il Comitato Territoriale “Sicurcoop Fvg”, organismo che a oggi ha esaminato ben 229 protocolli Covid aziendali, verificando la sussistenza dei requisiti che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione, condizione necessaria per la prosecuzione delle attività. «Sicurezza sul lavoro e prevenzione vaccinale sono stati i cardini sui quali ha ruotato l’attenzione del mondo della cooperazione in questi mesi. Ricordiamo infatti che migliaia di operatori della cooperazione sociale, impiegati in attività sensibili perché a contatto con utenti fragili, sono già stati vaccinati e i dirigenti delle cooperative coinvolte si sono impegnati senza risparmiarsi», conclude Adino Cisilino, presidente di Agci Fvg.

Un momento dell’incontro.

Grifoni più autonomi nell’alimentazione: importanti dati dalla Riserva di Cornino

Sempre più numerosi e, da qualche mese, sempre più autonomi. L’inverno a cavallo fra 2020 e 2021 ha fatto registrare importanti e inattesi dati scientifici agli esperti della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che monitorano l’ormai consistente popolazione di grifoni – 70 le coppie censite lo scorso anno e almeno 44 i giovani involati, esito di un autentico boom delle nidificazioni – presente nell’area prealpina e in parte di quella alpina, perché la “colonizzazione” dei rapaci si sta progressivamente espandendo.
La novità dell’ultima, lunga stagione fredda, molto probabilmente favorita dall’inusuale abbondanza di neve, è la sporadica fruizione, da parte degli avvoltoi, del punto di alimentazione attivo nella Riserva e costantemente rifornito dal competente personale della Coop Pavees, che gestisce il sito: al cosiddetto carnaio, da dicembre a un paio di settimane fa, di grifoni ne sono arrivati pochi, per un bilancio complessivo nettamente diverso da quello degli anni precedenti. «Sono stati assenti per periodi molto lunghi – conferma il direttore scientifico della Riserva, professor Fulvio Genero – e questo significa che si stanno appunto rendendo più autonomi nell’alimentazione. La copiosità delle nevicate, che ha provocato la morte di parecchi animali selvatici, è stata determinante: le carcasse di camosci, cervi, stambecchi hanno evidentemente rimpiazzato i rifornimenti sistemati nel carnaio, permettendo ai rapaci – per i quali il freddo non rappresenta un problema – di restare in montagna per tempi molto più lunghi di quanto avessero mai fatto finora. Grazie alla telemetria satellitare abbiamo potuto constatare che alcuni gruppi, per esempio, hanno continuato a gravitare sulla zona di Sauris, nel parco nazionale del Tricorno, in Slovenia, nel comprensorio del Montasio, nell’alta Carnia. Una simile tendenza aveva già iniziato a manifestarsi negli anni scorsi, ma mai in maniera così netta ed evidente: in passato nel periodo invernale i grifoni frequentavano quasi esclusivamente l’area prealpina». Tante le segnalazioni trasmesse da vari osservatori, fra cui cacciatori, che in alcuni casi hanno anche immortalato i grifoni mentre si cibavano dei resti di animali morti.
A fruire del carnaio, dalla primavera, sono invece gli “ospiti”, vale a dire i grifoni che cominciano ad arrivare dall’estero, Croazia in testa; recente anche il monitoraggio di esemplari giunti dalla Serbia e dalla Grecia. Complessivamente, l’attuale popolazione di avvoltoi in movimento fra il Friuli, la Slovenia e l’Austria si aggira su quota 200 esemplari nella stagione invernate e in circa 400 in quella estiva.
«Dati significativi – afferma il sindaco di Forgaria, Marco Chiapolino -, che attestano, una volta di più, la validità e l’importanza del Progetto Grifone, di quest’area e della sua valenza a livello internazionale».

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In copertina, alcuni grifoni sul Montasio in una foto di Marco Ursic.

 

Innovazione, Fedriga all’Alifax di Nimis dove nascono i test rapidi per il Covid-19

(g.l.) Nascono a Nimis, dove comunque sono ancora in fase di ulteriore sviluppo, il test di neutralizzazione che misura la presenza degli anticorpi contro la proteina virale spike-Rbd e il dispositivo per eseguire test rapidi su saliva grazie al quale si può rilevare la presenza di anticorpi e antigeni per il Covid-19, il tremendo virus che ha sconvolto le nostre vite. E questo ha fatto dire al governatore della Regione Fvg che «la capacità di innovazione e di ricerca del Friuli Venezia Giulia è confermata anche da realtà come quella che ho visitato oggi: una delle eccellenze che si è affermata nel mercato internazionale in un comparto in cui è alta la competizione». Massimiliano Fedriga ha infatti potuto prendere visione di quanto è in grado di realizzare Alifax, azienda all’avanguardia nei settori dell’ematologia e della batteriologia, oltre che nella diagnostica di laboratorio, attiva nella zona industriale di Nimis, alle porte del paese per chi arriva dal Rojale. Ad accompagnarlo nella visita il presidente della società, Paolo Galiano, con gli amministratori delegati Gian Piero Spezzotti e Camillo Galiano. Fedriga, come informa una nota Arc, ha sottolineato l’importanza dei cofinanziamenti per valorizzare le imprese «come Alifax che dà prova di grande competenza e professionalità proponendo soluzioni all’avanguardia».
«L’utilizzo delle risorse per investimenti sul territorio – ha proseguito Fedriga – hanno una doppia valenza: da un lato incidono sulle opportunità occupazionali dall’altro permettono di affrontare un tema che ci ha messo in difficoltà all’inizio della pandemia quando abbiamo vissuto le criticità nell’approvvigionamento di attrezzature e di dispositivi individuali di sicurezza (Dpi), ovvero l’incapacità di una produzione propria in settori come quello sanitario. Su questo aspetto dobbiamo investire anche nel futuro perché è indispensabile avere un capacità produttiva a livello nazionale per dare risposte alle esigenze del sistema sanitario. La sicurezza sanitaria deve esser seguita da noi per continuare a tutelare i cittadini».
Come è stato illustrato ancora nel corso della visita, l’azienda offre una linea completa di prodotti per coprire le esigenze diagnostiche dei laboratori nella ricerca di SARS-CoV-2 in campioni biologici ed è specializzata nello sviluppo, produzione e distribuzione di strumentazione di diagnostica clinica per l’automazione di laboratorio. Sono 200 i dipendenti nelle tre sedi (Padova, Trieste e Nimis) e 5 le filiali nel mondo (Cina, Russia, Brasile, Spagna e Germania). Il fatturato consolidato nel 2020 è di 62 milioni di euro e sono numerosi i brevetti che, come si diceva, l’azienda ha depositato a livello mondiale nei settori dell’ematologia e della batteriologia, attestandosi in una posizione di assoluto prestigio che costituisce una solida premessa per ulteriori e importanti sviluppi.

La visita del governatore Fedriga ad Alifax con Galiano e Spezzotti.

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In copertina, la linea di assemblaggio della sede produttiva e di ricerca e sviluppo nell’azienda di Nimis.
(Foto Arc Pironio)

Lockbox, sicurezza “intelligente” anche per gli ombrelloni delle spiagge Fvg

Ecco una cassetta di sicurezza “intelligente” anche per gli stabilimenti balneari del Friuli Venezia Giulia. Infatti, a Udine, oltre alla classe del Malignani che ha prodotto la mini-azienda Smokelock per ridurre la dipendenza dal fumo e dalla nicotina, una classe dell’Istituto Tecnico Antonio Zanon ieri si è aggiudicata la competizione regionale, garantendosi la possibilità di raggiungere i colleghi friulani alla finale nazionale BizFactory21 che si terrà sempre in modalità online il prossimo 3 giugno. E con un’idea che si presenta anche in un momento ideale per la tanto attesa ripartenza della stagione estiva, cioè LockBox, un dispositivo intelligente da installare negli ombrelloni per custodire i propri oggetti personali in modo sicuro e innovativo.

L’Istituto tecnico Zanon.

Sono dunque due le scuole finaliste dal Friuli Venezia Giulia, che andranno a contendersi, con il loro progetto imprenditoriale, il titolo italiano di miglior impresa JA (Junior Achievement) del percorso Impresa in Azione, di cui la Camera di Commercio di Pordenone-Udine è partner per il territorio, referente di tutta l’attività di organizzazione e coordinamento. Alla competizione virtuale di ieri, erano 14 le mini-imprese partecipanti. La vittoria è andata alla classe quarta D RIM dell’Istituto Zanon, seguita dalla docente Stefania Vasciaveo e dal dream coach Alessandro Del Zotto. Junior Achievement, lo si ricorda, prevede che le classi partecipanti siano accompagnate da un insegnante e da un imprenditore in tutto il percorso, dalla nascita dell’idea alla sua progettazione, fino alla effettiva realizzazione del prodotto, pronto ad andare sul mercato.
L’impresa Lockbox, come si legge dalla presentazione realizzata dagli studenti su https://www.itzanon.edu.it/pagine/4drim-lockbox, «è l’impresa delle vostre vacanze». La voglia di andare al mare, spiegano, «non manca mai, ma rilassarsi completamente non è sempre facile», perché effettivamente è «spesso difficile potersi allontanare tutti dall’ombrellone senza lasciare qualcuno a custodirlo». Da qui l’idea. Il prodotto offerto è infatti una cassetta di sicurezza per gli ombrelloni degli uffici balneari che utilizza il più possibile la tecnologia. L’apertura della serratura avviene infatti tramite lettura biometrica, che garantisce, comodamente, «una sicura custodia degli oggetti preziosi (portafoglio, smartphone, …) senza necessità di ricorrere a chiavi, braccialetti o codici da memorizzare e… dimenticare», aggiungono.
La forma della cassetta, ancorata all’ombrellone al posto del tavolino, rappresenta il mare ed è in perfetta sintonia con il contesto, grazie anche alla possibilità di personalizzazione dei colori. Il comfort è garantito anche dalla presenza integrata di un portariviste e di incavi porta-bibite. Per vedere il render del prodotto e la sua applicazione, la classe ha realizzato un accattivante video, https://youtu.be/Pu87CRJRKdY. Lockbox si è aggiudicata anche una menzione speciale per “Best Marketing & Strategies”. La motivazione: «Il team ha colpito la giuria per il network di collaborazioni attivate per lo sviluppo del progetto e per aver reso possibile la prototipazione e l’apertura a un mercato sicuramente pronto ad acquistare un prodotto tecnologico ma allo stesso pratico».

La Camera di Commercio Pn-Ud.

La giuria ha assegnato anche altre menzioni speciali, tutte alle classi dello Zanon. Per la miglior attività di comunicazione e social media alla mini-impresa “Future Wrist”, con motivazione «Per la vivacità e il coordinamento nella fase del pitch unito ad un prodotto facilmente commercializzabile e di grande profilo sociale». Per il miglior business plan e report a “Freeul View”, «per aver redatto un report completo in ogni suo aspetto comunicativo con una swot analysis veramente efficace che porta il prodotto a essere facilmente collocabile sul mercato». E infine menzione per il prodotto più innovativo alla mini-impresa “Tyche” con motivazione «Il team ha dimostrato una capacità di sviluppo del prodotto che mette in evidenza la praticità d’uso e con una prototipazione che ha impressionato favorevolmente la giuria».
Attiva in 122 Paesi, la rete di JA Junior Achievement riunisce oltre 450.000 volontari d’azienda provenienti da tutti i settori professionali e, con loro, raggiunge più di 10 milioni di studenti al mondo.

Questo il video:
https://youtu.be/Pu87CRJRKdY

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In copertina, la cassetta di sicurezza per ombrellone realizzata dai ragazzi dello Zanon di Udine.

Laluna, piena intesa con Fondazione Friuli. E ora serve un nuovo furgone

Inclusione, sostenibilità, multidisciplinarietà: tre parole orientate al futuro, anche per la ripartenza post Covid-19, su cui si stanno sviluppando altrettanti progetti dell’onlus Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Progetti che per la loro innovazione, e per le ricadute sociali che hanno, sono stati sostenuti dalla Fondazione Friuli attraverso il suo bando Welfare. Un aiuto, quello della Istituzione, prezioso e che Laluna ha deciso di raccontare nel nuovo numero del suo notiziario “Oltre L’Ostacolo”. «All’interno delle iniziative di Lalunanuova 2.0, nostro “contenitore” progettuale di tutte queste iniziative, in questi anni abbiamo lavorato – spiega Francesco Osquino, presidente de Laluna -, grazie al sostegno di Fondazione Friuli e del presidente Giuseppe Morandini, ad una nuova frontiera del welfare». «L’associazione Laluna rappresenta un’eccellenza per quanto riguarda lo sviluppo di progetti a favore di tutta la comunità e in particolare delle persone con fragilità – ha affermato Morandini -: ci auguriamo che iniziative come queste portate avanti a San Giovanni, possano diventare un punto di riferimento per l’intero territorio friulano. Ci piace sostenere una realtà capace di garantire alle persone con disabilità indipendenza e qualità della vita non solo attraverso un supporto assistenziale, ma lavorando anche sul benessere psicologico e spirituale».


Un modo di tracciare il primo bilancio dei progetti, mettendo in luce la positività di alcune esperienze. Il progetto “Gravitiamo a casa nostra”, sul tema dell’abitare indipendente delle persone con disabilità gravi, che raccoglie la sfida del “dopo di noi” declinandola in una proposta alternativa alle Comunità alloggio. Esempio positivo è l’indipendenza abitativa acquisita da Giovanna che, da circa un anno, convive con Sonia, la sua assistente personale, capace di sostenerla non solo nel suo bisogno di supporto fisico ma nella totalità della sua persona.
«L’idea di fondo di questo progetto – spiega Erika Biasutti, direttrice de Laluna – è che anche chi ha una disabilità grave possa portare avanti il proprio progetto di vita indipendente, contando su risorse mirate e in linea con le proprie aspirazioni. I bisogni assistenziali diventano inter-dipendenze scelte, volute, organizzate secondo le proprie abitudini e necessità». Nel caso di Giovanna e Sonia, due ragazze con cui è stato avviato il progetto Gravitiamo a casa nostra, inserito tra l’altro nel progetto di cohousing sociale, si tratta di una convivenza mirata: Sonia riveste per alcune ore al giorno (nei momenti quotidiani in cui Giovanna necessita di aiuto) il ruolo di “assistente personale” (guidata e “preparata” dagli educatori a interpretare e comprendere i bisogni di Giovanna, senza diventare una figura meramente assistenziale ma di supporto trasversale), mentre per il resto del tempo è la coinquilina di Giovanna, con cui avviene un interscambio che va a sostegno di entrambe visto che hanno aderito a un progetto di vita su basi comuni.


Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia” con cui la onlus ha cercato di costruire una “filiera domestica” che parte dall’orto e dal pollaio e arriva alla tavola de Laluna. «Questo specifico progetto – ha continuato Biasutti – è dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Il lavoro negli orti, anche rialzati da terra per rendere più agevole l’opera, nel pollaio e nella cucina industriale ha appunto la funzione di valutare e sviluppare le abilità delle persone coinvolte, anche in vista di un futuro impiego, sempre nella cornice dell’autonomia che è l’obiettivo trasversale dei progetti de Laluna».
In fase di realizzazione, vi è poi “I Progetti personalizzati e il sistema di intervento multidisciplinare”, un progetto che riguarda lo sviluppo degli strumenti e delle metodologie a supporto del comparto “professionale” de Lalunanuova 2.0. «Con questo si prevede ad esempio – aggiunge Daniele Ferraresso, progettista educativo per Laluna – l’introduzione di nuove figure, come la terapista occupazionale e psicologa, che sono così entrate a far parte di un’equipe sempre più multidisciplinare, arricchita cioè di competenze specifiche, diversificate e flessibili. L’altra grossa novità è l’acquisizione di un software gestionale chiamato Atl@ante che consentirà l’aggiornamento quotidiano dei contenuti relativi agli utenti come il registro educativo, le schede personali, dati e rilevazioni, supportando così l’equipe di professionisti nell’obiettivo della flessibilità delle metodologie e dell’uso simultaneo di strumenti condivisi».

E ora una doppia campagna di raccolta fondi per raggiungere i 15 mila euro necessari per acquistare un nuovo furgone attrezzato per persone con disabilità: non un semplice automezzo, ma un vero e proprio “motore” di socialità e relazioni con il territorio, fondamentale per i suoi utenti, che andrà a sostituire il vecchio mezzo di trasporto ormai datato e non adatto allo spostamento di persone con esigenze di mobilità specifiche. Questa l’iniziativa appena lanciata dall’associazione di volontariato Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Per aiutare la Onlus a raggiungere l’obiettivo è possibile donare il proprio 5 per mille con la dichiarazione dei redditi oppure accedere alla piattaforma di fundraising benefico Wishraiser. Per fare la propria donazione è sufficiente cliccare su www.wishraiser.com/en/memberships/associazione-di-volontariato-laluna-onlus-impresa-sociale e oltre a donare, si potrà addirittura partecipare ad un’estrazione che ha come premio un viaggio da sogno. Mentre per devolvere il 5 per mille a Laluna è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 91036070935. Entrambe le campagne andranno a finanziare l’acquisto di un furgone attrezzato che aiuterà nei loro spostamenti gli utenti della Comunità Cjasaluna.

«Acquistare un nuovo furgone – fa poi sapere Francesco Osquino – è diventata una necessità perché l’attuale mezzo, oltre ad essere datato, non è adatto allo spostamento di persone arrivate da poco in Cjasaluna, con esigenze specifiche. Ma non si tratta solo di un bisogno, il nuovo furgone è qualcosa in più di un mezzo di trasporto che permette ad utenti e operatori di spostarsi, è anche un importante strumento che permette alle persone con ridotte capacità motorie, di sentirsi parte della comunità e delle iniziative che la animano. Infatti, per Laluna la vera inclusione delle persone con disabilità è fatta anche di relazioni quotidiane col territorio». «Quest’anno – aggiunge Erika Biasutti, direttrice della Onlus – abbiamo pensato di affiancare alla tradizionale campagna del 5 per mille la nuova raccolta fondi benefica attraverso la piattaforma Wishraiser, che garantisce visibilità e dà la possibilità a chi dona di vincere dei premi. Il nostro obiettivo è l’acquisto di un automezzo attrezzato, una necessità concreta che chi sceglie di aiutarci potrà poi “toccare” con mano una volta raggiunto l’obiettivo».

Laluna è attiva come associazione di volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa della Delizia. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’Associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone per persone con disabilità gravi, il progetto di “Abitare sociale” in casa Facca a Fiume Veneto e il progetto di “Propedeutica all’abitare” a Sacile, ideato per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia”, dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità di persone con fragilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna.
Oltre a questi, ha all’attivo, come si diceva, un progetto di cohousing sociale con sette appartamenti abitati sia da persone con disabilità che da persone estranee a Laluna che hanno sposato il progetto che ha come principi ispiratori la solidarietà, il vicinato attivo e il sostegno reciproco. Inoltre, si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, il leader di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, con il presidente Francesco Osquino.

I bus dell’Apt promuovono Grado e Gorizia in occasione del “Giro d’Italia”

Apt Gorizia, in collaborazione con il Comune di Grado e con quello del capoluogo isontino, ha dedicato alla tappa Grado-Gorizia del Giro d’Italia due bus extraurbani con le immagini delle due città su fondo rosa.
Ieri, dalla partenza all’arrivo della 15ª tappa, “in giro con il Giro”, i bus sono rimasti vestiti con la “maglia rosa”. E ora percorreranno le strade regionali ancora per alcune settimane, anche dopo il termine della manifestazione ciclistica, quali testimonial di un evento molto significativo per il territorio. Il sindaco dell’Isola del Sole, Dario Raugna, nel corso di una sobria presentazione pubblica, ha ringraziato la presidente di Apt, Caterina Belletti, per questa gradita collaborazione che valorizza e promuove la località balneare, prendendo spunto dal passaggio del Giro d’Italia e della numerosa “carovana rosa”.

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In copertina, il sindaco Dario Raugna con la presidente Caterina Belletti.

Lotta ai tumori, oltre 6 mila le ore di impegno Lilt Udine anche col Covid

«Il 2020 ha segnato l’inizio di uno dei periodi più difficili dall’ultimo dopoguerra, che ha sconvolto le nostre vite. Oltre alla situazione socio-sanitaria, che ha costretto tutti ad un atto di responsabilità per arginare la diffusione pandemica, si è aggiunta la grave situazione economica che ha messo in difficoltà moltissime famiglie; le esigenze di distanziamento fisico delle persone hanno profondamente ridotto la socialità, determinando risvolti psicologici spesso pesanti, soprattutto nelle persone più fragili, tra le quali ritroviamo quelle colpite da tumore». Con questa sintetica analisi, l’ingegner Giorgio Arpino, presidente della sezione friulana della Lilt intitolata a “Elio ed Enrico Morpurgo”, ha introdotto la relazione sull’attività dell’anno 2020 presentata ai soci nel corso dell’assemblea ordinaria svoltasi ancora una volta (come già accaduto lo scorso anno) in videoconferenza. «In questo contesto emergenziale – ha proseguito Arpino – la Lilt Udine ha cercato comunque di diffondere il concetto di Prevenzione oncologica sul territorio, improvvisando con creatività modalità ed approcci adeguati alle nuove condizioni di “vita”, per mantenere il contatto comunicativo con la gente».

Le targhe ai soci benemeriti.

Tra enormi difficoltà, soprattutto iniziali, dovute alla necessità di adeguarsi allo stato di emergenza ed alla nuova situazione, come primo ed immediato provvedimento la Lilt di Udine un anno fa ha attrezzato e regolamentato a norma anti-Covid il Centro medico di prevenzione e ascolto “Nella Arteni” di via Francesco da Manzano. Ciò ha consentito in tempi brevi di riprendere il programma di visite, dando la massima tranquillità, sicurezza e familiarità agli utenti dei propri servizi.
Le più penalizzate sono state le attività di prevenzione primaria, in particolare il “progetto scuole” e le conferenze sul territorio: gli incontri “in presenza”, che erano stati 174 nel 2019, si sono ridotti ad una cinquantina. Le attività di prevenzione secondaria (identificazione gruppi a rischio, screening e diagnosi precoce) e terziaria (supporto nelle problematiche che si trova ad affrontare chi ha già sviluppato un cancro) hanno fatto registrare numeri comunque importanti, pur se comprensibilmente inferiori all’anno precedente. Complessivamente, la Lilt friulana – che dal 2020, adeguandosi alle nuove norme del Terzo settore, da Onlus si è trasformata in Organizzazione di volontariato (Odv) – ha speso a beneficio della comunità 6.150 ore di personale qualificato.
Alla relazione del presidente, è seguita quella del Collegio dei revisori dei conti sul bilancio consuntivo 2020, letta dal presidente, ragionier Mario Bertossi. Relazioni e bilancio sono stati approvati all’unanimità.
E’ seguita la consegna “virtuale” della targa di “socio onorario” ad Antonio Toller e a Paola Zilli (entrambi hanno fatto parte fino al 2019 dei revisori) ed alla Banca di Udine, nella persona del presidente Lorenzo Sirch che ha ringraziato a nome del consiglio di amministrazione: «Il nostro impegno a fianco della Lilt – ha detto – non è beneficenza, ma condivisione di un percorso comune a sostegno del territorio e della prevenzione».
Ha preso la parola anche l’assessore alla socialità del Comune di Udine, Asia Battaglia, che ha sottolineato la storica vicinanza delle istituzioni alla Lilt friulana e si è complimentata per il “bilancio etico” presentato dal presidente Arpino: «6.150 ore donate in tempi di pandemia – ha affermato – rappresentano un patrimonio, una testimonianza dell’importanza strategica del volontariato che ci consente di guardare con maggior serenità al futuro».
In conclusione, il presidente Arpino ha voluto lanciare un appello ai soci: «Il 2020 – ha detto – ci ha portato ad un “confine”, che dobbiamo vedere come un nuovo punto di partenza. Dobbiamo sforzarci di trasformare le “difficoltà” odierne in nuove “opportunità”, per continuare a incrementare l’attività. Bisogna necessariamente cambiare pagina, “inventare” nuove modalità e strategie, moderne ed attive, che portino nuove risorse per sostenere le nostre attività e facilitarne l’esecuzione. Invito tutti, consiglieri e volontari, a dare il loro contributo di idee, con l’obiettivo di incrementare il già importante patrimonio (morale e materiale) della Lilt Udine».

Associazione Provinciale di Udine “Elio ed Enrico Morpurgo” ODV – 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 c.f. 94067980303 – www.legatumoriudine.it 
Centro Medico di Prevenzione e Ascolto “ Nella Arteni” – LILT 
33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – Tel.n. 0432/548999 Fax 0432 425058 – E-mail : udinelegatumori@virgilio.it Segreteria e Presidenza 
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In copertina, ecco uno scorcio della sede della Lilt friulana in via Francesco di Manzano a Udine.

 

Grado è pronta ad accogliere il “Giro”: ecco le prescrizioni per oggi e domani

(g.l.) Ormai ci siamo! Grado è pronta ad accogliere, domani, con entusiasmo il Giro d’Italia. La 15ª tappa della storica corsa ciclistica partirà da Campo dei Patriarchi, nel cuore del centro storico (il “castrum gradense”), alle ore 13.15, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza previste nell’ambito dell’emergenza sanitaria.
Stamane, invece, da piazza Gregori partenza di una biciclettata amatoriale “Amici della corsa Rosa”, organizzata da Sogit Eventi alla quale parteciperà, oltre al sindaco, al vicesindaco e all’assessore alla Cultura, pure Mara Mosole (ex ciclista che ha disputato 4 Mondiali ed è stata campionessa italiana juniores), che rimarrà a Grado anche domani. Ai partecipanti verrà donata la maglietta ufficiale della tappa. Per tutti, c’è l’opportunità di “indossarla” postando su Facebook e/o su Instagram un’immagine di Grado “vestita” di rosa, taggando i social ufficiali del Comune e utilizzando gli hashtag ufficiali #ilGiro #Gradoinrosa #absolutelyGrado. Domani si potranno ritirare le magliette in omaggio (sino a esaurimento!) nello stand del Comune, sito in piazza Biagio Marin.
Ricordiamo,poi, che fino al 31 maggio, al cinema Cristallo, sarà possibile visitare l’esposizione di biciclette storiche italiane curata da Renato Bulfon: la più datata delle 12 esposte è del 1941, la più recente del 1997.In occasione dell’evento sportivo, il Comune di Grado informa gli appassionati e i turisti che vorranno raggiungere Grado o spostarsi all’interno della località balneare in questo fine settimana del 22-23 maggio, che sono previste alcune limitazioni.

Bici rosa e mostra al Cristallo.

I divieti – Le operazioni di allestimento avranno inizio oggi 22 maggio con le seguenti prescrizioni. Piazza Biagio Marin, via Gradenigo, viale Regina Elena: divieto di sosta dalle 15 di oggi alle 19 di domani; divieto di transito dalle 16 di oggi alle 19 di domani. Nota: l’accesso ai parcheggi delle strutture ricettive e condominiali ubicate all’interno dell’anello del centro storico sarà garantito, agli aventi diritto, da un doppio senso di marcia su via Orseolo e via Marina a partire dalle 16 di oggi fino alle 7 di domani.

Viabilità cittadina – La transitabilità nel centro di Grado su via Manzoni sarà garantito fino alle 11 di domani mattina, dopodiché verranno chiuse al traffico le seguenti vie: via Conte di Grado, Piazza Marinai d’Italia, Piazza XXVI Maggio, Riva Camperio, via Manzoni, Riva Zaccaria Gregori in direzione Aquileia, comprese le due rotonde interessate. Lo stesso orario e disposizioni valgono anche per la pista ciclabile che, però, fino al ponte girevole, resterà sempre percorribile. Il transito riprenderà regolarmente, su disposizione della Questura, una volta transitato il Giro.

Come arrivare – La direttrice Grado-Monfalcone sarà sempre percorribile sia in entrata che in uscita. Verranno apposti dei divieti di sosta nel parcheggio di interscambio della Sacca dei Moreri e su alcune vie cittadine. Gli orari di riapertura al transito potranno essere anticipati, compatibilmente con il completamento dei lavori di smontaggio del villaggio di partenza. Per informazioni complete consultare l’ordinanza: http://bit.ly/ordinanzaGiroItaliaGrado

Informazioni:
Comune di Grado
www.grado.info – turismo@comunegrado.it
Fb/Comune di Grado
Consorzio Grado Turismo
www.grado.it/eventi – experience@grado.it
www.grado.it – info@gradoturismo.org

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In copertina, uno scorcio di Campo dei Patriarchi: è qui che domani sarà dato il via alla tappa.