Kandinsky, Van Gogh e Klimt visti dai bimbi della “Sacro Cuore” di Casarsa

In una mostra, allestita in piazza Italia nei locali adiacenti al supermercato Coop Casarsa, grande protagonista il percorso artistico portato avanti dai bambini frequentanti la scuola dell’infanzia “Sacro Cuore”. Sotto gli occhi di tutta la comunità le opere di Kandinsky, Van Gogh e Klimt reinterpretate dalle manine creative dei piccoli alunni casarsesi. “Dopo un anno così difficile – ha spiegato Rachele Francescutti, presidente della materna – siamo felici di poter portare alla luce il lavoro fatto dalle maestre assieme ai bambini che, imparando a conoscere i grandi artisti, hanno saputo riprodurre e reinterpretare le loro grandi opere. I quadri sono talmente belli che ci è stata data la possibilità di esporli in una mostra aperta a tutti, per questo ringraziamo Coop Casarsa che ha reso disponibili gli spazi. Ringraziamo pure l’amministrazione comunale – ha aggiunto la presidente – che, con la collaborazione che ha sempre dato alla nostra scuola, ci permette di sostenere e realizzare le nostre attività”.

“In quest’anno così particolare abbiamo lavorato molto sull’outdoor education – hanno spiegato le insegnanti della “Sacro Cuore” -, sulle emozioni e sull’espressione di queste attraverso l’arte, restituire la bellezza di queste opere realizzate dai bambini è un regalo per le famiglie che non hanno potuto vivere le attività durante l’anno e sono un messaggio di grande speranza”.
L’istituto si avvia quindi alla chiusura dell’anno scolastico. Nelle scorse settimane si è riunita l’assemblea dei soci in cui è stato illustrato il bilancio, poi approvato all’unanimità. Oltre a parlare della situazione 2020, anno caratterizzato dalla sospensione delle attività per la pandemia, ai soci sono stati illustrati i progetti realizzati dalla scuola dell’infanzia Sacro Cuore nel corso dell’anno, oltre ai prossimi progetti in cantiere. “Per l’estate vi è la proposta innovativa del Centro estivo – ha raccontato Rachele Francescutti – che coinvolgerà anche i bambini dei primi due anni di primaria. Abbiamo esaurito quasi la totalità dei posti disponibili, segno che le proposte piacciono e rispondono ai bisogni e ai desideri delle famiglie”.

Infine,  la tradizionale consegna dei diplomi per tutti i bambini iscritti alla scuola. “Una tradizione che l’emergenza Covid-19 non poteva cancellare – ha specificato la presidente -, organizzata sempre a gruppi “bolle” e rispettando tutte le misure a contrasto della diffusione del Coronavirus”. I bambini, assieme alle maestre, hanno potuto raccontare le attività svolte durante l’anno, con una mostra allestita nel giardino della scuola. La stessa mostra ora spostata in piazza Italia e visitabile da tutti. Tra le novità già programma per il prossimo anno scolastico, la neonata sezione primavera per i bambini che ancora non hanno compiuto i tre anni.

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In copertina e all’interno i bambini-artisti della scuola d’infanzia “Sacro Cuore” di Casarsa della Delizia.

Sportland, è conto alla rovescia per la Vertikal Ring nelle Valli del Torre

Conto alla rovescia nelle Valli del Torre con la Vertikal Ring, in programma domani 20 giugno. “La Vertikal Ring è un’occasione imperdibile per gli appassionati di mountain bike, che permette di gareggiare su un percorso di 60 chilometri e su un dislivello di 2200 metri, ma rigorosamente in coppia. Penso che questo sia un modo davvero originale e bello per condividere un’esperienza sulle due ruote e scoprire allo stesso tempo luoghi meravigliosi del nostro territorio”. Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, durante la presentazione della quarta edizione della gara di mountain bike a coppie “Vertikal Ring Mtb”, che si è tenuta a Tarcento. Si tratta di una competizione che rientra nel programma di Sportland, organizzata dall’Asd Ki.Co.Sys di Tricesimo, sotto l’egida dell’Acsi settore ciclismo, che prenderà il via appunto domattina alle 9. La competizione rientra nel circuito “4 Seasons MTB Tour” e del Trofeo Mtb Acsi Udine 2021 e si sviluppa lungo l’Alta Val Torre e le pendici del Monte Faeit, con partenza e arrivo a Tarcento.

Barbara Zilli

“Questo è un esempio perfetto di quello che si può fare mettendo insieme le forze e collaborando – ha aggiunto Zilli – per ottenere un risultato. Un plauso va quindi agli organizzatori, ai tanti volontari che investono il proprio tempo e la propria passione per dare vita ad eventi sportivi come questo, ma anche agli amministratori che hanno compreso che fare insieme è un vantaggio per tutti. Inoltre, sarà uno spettacolo tutto da vivere anche per il pubblico, che sarà sicuramente numeroso”.
L’assessore ha poi concluso ricordando che la Vertikal Ring è anche un modo privilegiato per far riprendere quota al turismo in Friuli Venezia Giulia, territorio dalla innata vocazione sportiva, che il progetto Sportland sta valorizzando con l’impegno di questi anni. Al programma della Vertikal Ring 2021 si aggiunge l’originale formula della Vertikalrando, un’escursione ciclistica, non competitiva e da svolgersi tra giugno e settembre, di resistenza e regolarità da portare a termine in totale ed assoluta autonomia, seguendo la traccia GPX fornita dalla Ki.Co.Sys. I Comuni attraversati sono Tarcento, Lusevera, Venzone, Gemona, Montenars, Artegna e Magnano in Riviera, per una lunghezza di 93 chilometri e un dislivello di 3.333 metri. “Un’iniziativa che permetterà ai partecipanti di vivere emozioni uniche – ha concluso Barbara Zilli -, a contatto con la natura e alla scoperta di luoghi poco conosciuti del nostro Friuli. È questo un ottimo modo per proporre ai turisti e agli appassionati di scegliere questi territori per le proprie vacanze”.

Gli intervenuti alla presentazione.

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In copertina, un atleta di mountain bike durante una gara.

Plastic Free, a Palazzolo e Precenicco domenica volontari a ripulire lo Stella

di Silvio Bini

Fiume Stella senza plastica. A Palazzolo e Precenicco, lungo le sponde, ripartirà la caccia ai materiali inquinanti. L’appuntamento è per tutti i volontari che hanno a cuore la pulizia del territorio, ancora troppo spesso sfregiato dall’abbandono di materiale, plastico e non, che dovrebbe finire regolarmente nei cassonetti. Di questa maleducazione ambientale sono vittime anche i luoghi dello Stella, l’amato e splendido fiume di risorgiva che attraversa la Riviera friulana. Domenica 20 giugno, alle 8, tutti i volontari che si saranno iscritti al link https://www.plasticfreeonlus.it/…/20giu…/… si ritroveranno presso la Casa del Marinaretto, in Comune di Palazzolo e nella prospiciente piazza del Porto, a Precenicco. Organizzata da Plastic Free Friuli Venezia Giulia, rappresentata in loco da Marco Tollon (cellulare 340.4664934), in collaborazione con le amministrazioni dei due Comuni rivieraschi e associazioni locali, la manifestazione viene riproposta dopo essere stata sospesa, quindici giorni fa, a causa del maltempo.

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In copertina, ecco uno scorcio del fiume Stella nei pressi di Palazzolo.

Cooperazione allo sviluppo Pordenone-Sarajevo a quasi 30 anni dalla guerra

“Wel.Come” è il nuovo progetto di cooperazione allo sviluppo in Bosnia ed Erzegovina – terra dilaniata dalla guerra e dai contrasti – di Consorzio Leonardo che ha l’obiettivo di avviare e supportare nuove imprese sociali che prevedano l’inserimento lavorativo di categorie vulnerabili nell’area di Sarajevo, che a quasi trent’anni dal conflitto ha ancora diverse ferite da rimarginare. Il progetto è stato avviato ad aprile e avrà durata biennale. Finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, coinvolge più partner: da un parte quelli italiani (la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, il Comune di Valvasone Arzene, Confcooperative Pordenone e la Camera di Commercio Pordenone-Udine) e dall’altra quelli bosniaci (Caritas Bosnia e Erzegovina, Associazione Youth for Peace e Università di Sarajevo).

Un incontro del Progetto.


“Riconoscendo che una crescita economica inclusiva e sostenibile – ha spiegato Nicole Colussi, referente del progetto per Consorzio Leonardo – è fondamentale per la riduzione della povertà, con questo nuovo progetto di cooperazione in Bosnia ed Erzegovina si vuole rafforzare l’azione in materia di protezione sociale, salute e istruzione, che sono le fondamenta della crescita e ne garantiscono l’inclusività. Allo stesso tempo, il nostro impegno sarà quello di rafforzare il sostegno a quei settori che possono avere un forte impatto sui risultati dello sviluppo, e quei settori che creano condizioni favorevoli per una crescita inclusiva e sostenibile come lo sviluppo del settore privato”.
Vi è già stato un primo incontro ad aprile, in modalità online, tra i partner operativi di progetto (italiani e bosniaci) a cui hanno partecipato anche Francesca Spirito, referente dell’ufficio relazioni internazionali della Regione Friuli Venezia Giulia, e l’ambasciatore italiano in Bosnia ed Erzegovina, Nicola Minasi. “Tra gli obiettivi prioritari – aggiunge Colussi – c’è quello di sperimentare azioni di welfare di comunità, partendo dalle buone prassi del Friuli Venezia Giulia, come strumento necessario per ridurre le disuguaglianze e per poter garantire a lungo termine uno sviluppo integrale e inclusivo del territorio”.
Consorzio Leonardo, in passato, è stato già promotore di altri progetti di cooperazione in Bosnia ed Erzegovina per aiutare le realtà locali che si occupano di minori e formare gli operatori del territorio. Ora l’obiettivo sarà quello di avviare e supportare nuove imprese sociali che prevedano l’inserimento lavorativo di categorie vulnerabili. In totale i beneficiari diretti del progetto sono dieci associazioni e organizzazioni non governative dell’area di Sarajevo e dieci persone svantaggiate (giovani disoccupati, donne sole, persone con disabilità, abitanti in zone rurali, minoranze). “Noi crediamo – ha concluso Colussi – che promuovere la cultura dell’economia sociale sia un elemento fondante per una comunità accogliente, attenta alle categorie vulnerabili e quindi proiettata all’inclusione sociale e auspichiamo che, grazie a questo progetto, ci sia una maggior sensibilizzazione della popolazione italiana sul tema e sulla situazione in Bosnia Erzegovina”.

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In  copertina, uno scorcio di Sarajevo capitale della Bosnia ed Erzegovina.

 

Duino, monte Ermada e Mitreo nell’ultima uscita di primavera sul Carso

A chiusura della stagione di “Piacevolmente Carso – primavera”, domenica 20 giugno la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 9.30 alle 13, un’escursione che ha come invitanti tappe Duino, località famosa per il suo Castello, il monte Ermada e la grotta del Mitreo.
Si andrà sulle pendici dell’Ermada, tra panorami sul Golfo di Trieste, scotani piumosi e rocce carsiche, fino alla grotta del Mitreo, in cui si trova un tempio al dio Mitra, culto dell’Asia Minore diffuso nell’antica Roma. Un’uscita tra natura e storia, con scorci e panorami suggestivi sul Carso e il mare. Percorso ombreggiato di 5,5 chilometri su strade sterrate, su un dislivello di 150 metri. Possibilità di degustazioni dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10 per cento.Ritrovo a lle 9.10 al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco), raggiungibile con il bus numero 44 da Trieste. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costi: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

Grotta del Mitreo.

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFVG, A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), “Sapori del Carso”, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

I piumosi scotani.

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In copertina, dal Carso ecco una magnifica panoramica sul Golfo di Trieste con il Castello di Duino.

Progetti educativi personalizzati, quale futuro? Post-Covid nel webinar Laluna

Il settore sociale guarda al futuro dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, con le buone pratiche emerse durante la pandemia, tra innovazione e resilienza, che sono ora base per la gestione della prossima attività. Tutti spunti che faranno parte dell’evento formativo digitale proposto dall’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa: domani 16 giugno, dalle 14 alle 17, si terrà infatti un webinar sulle risorse dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati, a libera partecipazione previa prenotazione. Interverranno le varie figure professionali de Laluna che analizzeranno le diverse metodologie coinvolte nel lavoro su uno stesso caso mostrando la funzionalità della loro integrazione nel lavoro di equipe. Presente anche Simone Zorzi, dirigente dei Servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, che offrirà una sintesi esterna sul tema. Il momento formativo si inserisce nel più ampio progetto finanziato dal Bando Welfare 2020 della Fondazione Friuli.

Francesco Osquino


«Rimettere al centro la persona – ha spiegato Daniele Ferraresso, progettista educativo pedagogista clinico de Laluna – utilizzando un approccio globale con un’équipe multidisciplinare e definire un progetto individuale con l’obiettivo di includere e di valorizzare ciascuno secondo le proprie capacità e aspirazioni, questo il tema del nostro appuntamento formativo che si svolgerà in modalità digitale ed è aperto tutti: educatori, pedagogisti, operatori socio-sanitari, familiari di persone con disabilità. Il nostro intento è mettere a disposizione la nostra esperienza e mostrare l’efficacia dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati». «Ringraziamo ancora una volta la Fondazione Friuli e il presidente Giuseppe Morandini – aggiunge Francesco Osquino, presidente de Laluna – per il sostegno grazie al quale possiamo lavorare ad una nuova frontiera del welfare».
Al webinar in programma domani interverranno Daniele Ferraresso, Alice Spagnol educatrice professionale, Alessandra Presicce terapista occupazionale, Maria Maniago operatrice socio-sanitaria, Nicoletta Cattaruzza psicologa e Simone Zorzi dirigente dei servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale. La partecipazione è gratuita. Per ricevere il link del webinar è sufficiente scrivere a segreteria.laluna@gmail.com

 

“Leadership e gioco di squadra” con la pallavolista Maurizia Cacciatori

Domani 15 giugno la pallavolista Maurizia Cacciatori, già capitana della Nazionale italiana di pallavolo, e oggi formatrice di team building, sarà la protagonista di “Leadership e gioco di squadra”, alle 17.30 live sulla pagina web http://bit.ly/unaltromodo_cacciatori. L’evento – gratuito e aperto a tutte e tutti gli interessati – fa parte del ciclo di iniziative dal titolo: ”Un altro modo per dirlo”, progetto promosso dalla Commissione Donne e Parità del coordinamento Fvg dell’Alleanza delle Cooperative italiane (costituita da Confcooperative, Legacoop, Agci), con il patrocinio della Commissione regionale Pari Opportunità. La metafora sportiva per raccontare la vita, la gestione dello stress con le sconfitte e le vittorie, cioè essere leader, sarà l’argomento trattato da Maurizia Cacciatori.
“Un altro modo per dirlo”, iniziativa realizzata in collaborazione con la Commissione Parità dell’Alleanza delle Cooperative della Lombardia, si inserisce nel percorso che la cooperazione del Friuli Venezia Giulia ha avviato per promuovere una cultura del rispetto e della parità di genere.
Il successivo incontro è in programma l’8 luglio, alle ore 18, con il titolo: “La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”, con Anna Piacentini, vicepresidente di Confcooperative Emilia Romagna.

Chi è – Maurizia Cacciatori è una delle più grandi campionesse della pallavolo italiana. In carriera ha conquistato 5 scudetti, 5 Coppe nazionali, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe Campioni (Bergamo 1997 e 2000, Tenerife 2004), 1 Coppa CEV (Napoli 1999). È stata capitana della Nazionale dove ha totalizzato 228 presenze, vincendo un oro ai Giochi del Mediterraneo (2001), un bronzo e un argento agli Europei del 1999 e del 2001. Nei campionati mondiali del 1998, a Osaka, viene eletta miglior palleggiatrice. Oggi, mamma di due figli, moglie, speaker aziendale, commentatrice tv e scrittrice.

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In copertina, Maurizia Cacciatori già capitana della Nazionale italiana di pallavolo.

 

San Giovanni di Casarsa, chiavi di casa Ater a sei famiglie negli ex orti Pezzotti

Taglio del nastro ufficiale per i nuovi appartamenti di edilizia popolare nella zona Peep di San Giovanni di Casarsa. Sei famiglie hanno ricevuto le chiavi della loro abitazioni grazie a un lavoro a tre: la Città di Casarsa della Delizia che con la sua amministrazione comunale ha donato l’area denominata ex orti Pezzotti; la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che ha finanziato l’opera; l’Ater Pordenone che con un cantiere da 1 milione di euro ha realizzato la nuova palazzina che rispetta l’abbattimento delle barriere architettoniche e punta sul risparmio energetico.

Il taglio del nastro.

“Un giorno importante per la nostra comunità – ha affermato il sindaco, Lavinia Clarotto – che in questo luogo per anni ha avuto sotto gli occhi, a pochi passi dal centro sangiovannese, il degrado di un cantiere mai completato a causa di un fallimento. Poi il terreno è tornato in possesso del Comune e siamo stati lieti di donarlo per questo progetto di edilizia sociale che, grazie al lavoro sinergico con Regione e Ater, ora è concluso dando così risposta alla domanda di alloggi popolari che nella nostra realtà è molto sentita”.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, ha aggiunto come il sistema regionale delle Ater “risponda alle esigenze del territorio e delle persone con un valore fondamentale come quello del poter disporre di una casa”, sottolineando come i bandi comprensoriali risponderanno sempre più alla richiesta di alloggi popolari. Il presidente dell’Ater Pordenone, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato anch’egli come la casa sia un bene primario da garantire, ragionamento ripetuto pure nella vicina Spilimbergo dove nella stessa giornata c’è stata l’inaugurazione di altre due palazzine.

Don Lorenzo Camporese, parroco di Casarsa, a nome anche del parroco di San Giovanni Giancarlo Pitton ha benedetto la struttura. Presente per l’amministrazione comunale pure l’assessore alle politiche sociali Claudia Tomba nonché consiglieri comunali e regionali e il comandante della locale stazione dei carabinieri Donato Perrone. Per l’Ater Fvg presente il direttore Lorenzo Puzzi per Ater Pordenone il direttore Angioletto Tubaro. Emozionante il momento in cui alle sei donne che con rispettive famiglie vivranno nella palazzina, sono state consegnate le chiavi degli appartamenti, tutti in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, garage e cantina.

La palazzina Ater Pordenone.

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In copertina, gli interventi delle autorità alla cerimonia inaugurale.

“Musiche e parole” alla Quiete di Udine oggi finalmente con gli anziani ospiti

Disorientamento, senso di solitudine, di vuoto. L’ultimo anno è mezzo è stato complicato per tutti, ma per gli ospiti delle case di riposo lo è stato ancor di più. Quell’isolamento difficile da comprendere per molti. Poi la mancanza dei cari, gli sguardi, i sorrisi, gli abbracci e lo stop forzato anche alle attività ricreative all’interno delle strutture. È per lenire, almeno in parte, questa sofferenza che è nato “Musiche e parole”, progetto per l’intrattenimento e la compagnia a distanza degli ospiti delle case di riposo durante la pandemia Covid-19. L’iniziativa, realizzata attraverso voce, musica e l’uso di strumenti digitali, è stata ideata e coordinata dall’associazione Voci Fuoricampo grazie al contributo del Comune di Udine, e in particolar modo il Progetto Oms Città Sane. «Ci siamo chiesti come potevamo portare un po’ di leggerezza e di sollievo. Subito ci sono venute in mente la musica, che trasforma il dolore in conforto (con un pensiero a Enzo Bosso), e le parole che fanno ridere e affiorare ricordi e immagini positive. Per portare tutto questo – hanno sottolineato da Voci Fuoricampo -ci volevano le voci di lettori e lettrici e per realizzare e inviare i contenuti a distanza ci siamo dotati di app e piattaforme digitali. Sono nati così i nostri audio da compagnia. Dal desidero di portare un po’ di leggerezza, dalla volontà di far sentire la nostra presenza e dal senso di sentirci parte di una comunità».
Fra gennaio e maggio 2021 un gruppo di lettori volontari, formati grazie a un corso organizzato dalla Biblioteca di Udine, la counsellor e tango-terapeuta Francesca Fedrizzi, il musicista Brian Chambouleyron e l’orchestra a plettro Tita Marzuttini, hanno prodotto 15 audio, ascoltati 122 volte da circa 70 residenti de La Quiete. Proprio lì, oggi 12 giugno, le voci dei lettori e dei musicisti incontreranno coloro che li hanno ascoltati, porteranno note, parole e soprattutto allegria: proponendo dal vivo alcuni dei brani più amati da ascoltare e cantare insieme. «Per La Quiete è stato un progetto molto importante – ha spiegato Stefania Bertino, del Servizio psicosociale e di counselling -. L’ascolto della musica e delle letture è stato fonte di stimolazione cognitiva ed emotiva per i residenti anziani. Ma, soprattutto, ha permesso la condivisione e rievocazione di esperienze personali e collettive. L’evento di sabato, finalmente in presenza, dopo ben due anni, si svolgerà nel giardino e sarà l’occasione per conoscere di persona gli artisti i musicisti e i lettori che hanno reso possibile tutto questo. Un progetto che continuerà ancora nei prossimi mesi».
«Quello proposto da Voci Fuoricampo per La Quiete è stato davvero un progetto importante, capace di alleviare la sofferenza degli ospiti, in un momento tanto difficile anche solo da immaginare. Una sofferenza determinata dell’obbligata e prolungata lontananza dai propri cari, unico contatto con il mondo esterno. Grazie a questi audio – ha ricordato Giovanni Barillari, assessore alla Salute del Comune di Udine -i residenti hanno potuto in qualche modo viaggiare con la fantasia, sentendosi meno soli e, perché no, passando anche qualche momento all’insegna del divertimento. Un’attività che è stata senza dubbio di sollievo anche per gli operatori che tanto si sono dedicati al benessere degli anziani in questi mesi. Non mi resta dunque che ringraziare i volontari e tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questo progetto, ma anche tutti coloro che da sempre si prendono cura degli anziani».
Da inizio anno, tutti i contenuti sono stati registrati a distanza da lettori e musicisti e sono montati da un tecnico audio, quindi inviati alla residenza per anziani che li ha resi fruibili attraverso l’utilizzo di tablet. In particolare, sono state realizzate due collane che raccolgono gli audio “Canzoni dal mondo” (dedicata alla canzone internazionale e agli aneddoti musicali legati a questo genere, con testo scritto e registrato dalla terapeuta Francesca Fedrizzi e musiche a cura del musicista Brian Chambouleyron) e “Storie e musiche della nostra terra” (racconti e autori della regione accompagnati da brani musicali registrati dall’orchestra Tita Marzuttini). Insieme a ciascun audio da compagnia è stata fornita una scheda con degli spunti di conversazione e i testi delle canzoni che erano inserite nell’audio. Questi materiali sono stati utilizzati dagli operatori per conversare dopo l’ascolto con i residenti e per cantare le canzoni che facevano parte dell’audio.

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In copertina e qui sopra due immagini della casa di riposo “La Quiete”.

Quella “rivoluzione culturale” innescata da Basaglia a Gorizia mezzo secolo fa

Con il titolo “D3” – Diritti al cubo la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia apre una nuova dimensione espositiva e propone, per la prima volta e in anteprima assoluta, la creazione di un evento virtuale fruibile in modalità di realtà aumentata immersiva. Il percorso espositivo è inserito nell’ampio percorso aperto dalla Fondazione Carigo sul tema dei Diritti e propone un focus sulla rivoluzione innescata a Gorizia dallo psichiatra Franco Basaglia – affiancato dalla moglie Franca Ongaro e da un visionario e illuminato staff medico – che sul finire degli anni ’60 dava vita a quella che internazionalmente è stata riconosciuta come una vera e propria “rivoluzione culturale” italiana, e che nel 1978 si è tradotta nella legge 180, che aboliva per sempre i manicomi. Il progetto sarà illustrato alla stampa e al pubblico interessato in un incontro-evento in programma domani 12 giugno, a partire dalla 11, al Kinemax di Gorizia (piazza della Vittoria 41), con ospiti, videoproiezioni, letture sceniche. Presenti la presidente di Fondazione Carigo Roberta Demartin e la dottoressa Alberta Basaglia, co-ideatrici del progetto, l’attrice Ottavia Piccolo, che darà voce a tutti i contenuti sonori dell’allestimento, il presidente di Acri-Fondazioni di origine bancaria – Francesco Profumo. L’incontro è dedicato alla stampa e aperto anche al pubblico interessato ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, secondo le vigenti normative anti-Covid.

Roberta Demartin


La novità assoluta del progetto di allestimento sta nella piattaforma interattiva che consente agli utenti di entrare e muoversi fra le sale espositive come in un videogioco, interagendo con i tanti contenuti: testi, documenti, info-grafiche, video d’archivio, foto dell’epoca.
Un’ampia riflessione ideata dalla presidente Roberta Demartin, affidata alla dottoressa Alberta Basaglia e al dottor Franco Perazza per la cura scientifica, a Mumble Sas per il progetto grafico e di immagine e a Ikon digital farm per lo sviluppo in realtà aumentata, che vede la messa in campo di tecnologie già utilizzate per i progetti “CarigoGreen3”: anche in questo caso si può vivere un’esperienza totalmente immersiva, sia via web che con visori VR-virtual reality.
«Il valore di questo piccolo progetto – ha detto Alberta Basaglia – sta tutto in due importanti coordinate. Intanto c’è Gorizia, perché è da qui che la rivoluzione dei matti è iniziata. Con una concatenazione di eventi che fa parte della storia della città. E questo a Gorizia va riconosciuto. Ma va anche ricordato: perché la dimenticanza, nel veloce fluire degli anni e delle mode, a volte ha avuto la meglio. Dimenticare può lasciare lo spazio alla negazione del valore di un’esperienza fondamentale per la vita democratica di un Paese intero. L’allestimento, così come è stato pensato e costruito, ha dunque anche la presunzione di dare una mano alla memoria, ricostruendo quei passaggi che hanno permesso all’esperienza di Basaglia e dei suoi collaboratori, di partire. Qui, a Gorizia, e non altrove. E poi ci sono loro, Franca e Franco Basaglia che, lungo tutto il percorso espositivo, parlano con la loro voce, senza mediazioni. Le didascalie attingono direttamente ai loro scritti. Le parole per ricordare e spiegare sono le loro. Nessuna interpretazione di terzi, solo l’uso delle fonti primarie».

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In copertina, Franco Basaglia con la moglie Franca Ongaro.