Tutta l’Asu in festa con Mara Navarria per la medaglia conquistata a Tokyo

«A nome di tutta l’Associazione Sportiva Udinese mi congratulo con Mara Navarria per la medaglia conquistata a Tokyo con la squadra di spada femminile!», ha dichiarato il presidente di Asu, Alessandro Nutta, visibilmente emozionato. «Tutta la società è felicissima e orgogliosa per questo incredibile risultato. Quello costruito insieme a lei, Andrea Lo Coco, Roberto Cirillo e tutto il team è un progetto a cui abbiamo fermamente creduto. Il ritorno di Mara in Friuli, dopo tanti anni di lontananza, è stato certamente una bellissima opportunità che abbiamo colto di buon grado. In questo anno di lavoro abbiamo imparato a conoscere, giorno dopo giorno, una donna determinata, una grande lavoratrice e professionista, una campionessa umile che si è data anima e corpo per raggiungere il suo obiettivo. Non si è mai fatta abbattere, nemmeno durante i momenti più bui della pandemia. Il suo spirito di sacrificio, la sua abnegazione – valori che Asu condivide da sempre – sono stati certamente di grande esempio per tutti gli atleti della sezione scherma, ma non solo. Mara, ancora complimenti e grazie!».

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In copertina, Mara Navarria con la medaglia conquista alle Olimpiadi.

Oggi a Nimis l’addio a Marco Pividori. L’assessore: ho un ricordo bellissimo

(g.l.) Ha suscitato dolore e commozione, a Nimis, la improvvisa scomparsa di Marco Pividori, stroncato ad appena 44 anni, il cui nome si era affermato nella ristorazione di alta qualità, settore che gli aveva riservato anche molte soddisfazioni e che sicuramente gliene avrebbe riservate molte altre. Già alcuni giorni fa era stato trovato senza vita nella sua abitazione di Mestre, dove si ritirava dopo l’impegnativo lavoro in un prestigioso albergo sul Canal Grande, a Venezia. Anche se vi mancava da anni, la sua salma ritornerà a riposare nel paese d’origine: i funerali saranno infatti celebrati questo pomeriggio, alle 17, nel Duomo di Santo Stefano. Come hanno riferito le cronache, si è dovuto attendere il nullaosta della magistratura mestrina per le esequie in quanto era stata disposta l’autopsia per poter stabilire la data e la causa del decesso.
Marco Pividori era nato in Cloz, poco dopo il terremoto, all’interno della grande famiglia “Basan” (lascia il padre Alberto e il fratello Stefano,  il cugino Massimo, fisarmonicista, gestisce l’apprezzato agriturismo) una fra le più note e stimate della borgata collinare. E lascia ovunque un ottimo ricordo per il carattere aperto e cordiale, come racconta anche l’assessore Fabrizio Mattiuzza, che lo ebbe compagno di scuola alle elementari e medie. «Sono addolorato per la prematura scomparsa di Marco. Eravamo insieme in tutte le scuole dell’obbligo, anche se lui aveva un anno in più. Poi, come spesso accade, le nostre strade si sono divise, perché lui ha scelto l’indirizzo alberghiero, io gli studi universitari. Quindi si è inserito con successo nel mondo della ristorazione, rivestendo anche posti di responsabilità, per cui lavorando a Venezia le occasioni per poterci rivedere sono divenute sempre meno frequenti. Comunque, di Marco conservo un ricordo bellissimo, era proprio “ninin”, mi dispiace veramente tanto che ci abbia lasciato così presto».

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In copertina, Marco Pividori morto improvvisamente a 44 anni.

Pro Loco, Servizio civile per 50 giovani. Un grazie al sostegno della Regione Fvg

Sono 50 i giovani, tra i 18 e i 28 anni di età, che da metà luglio come Operatori volontari stanno svolgendo il Servizio civile universale con le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Distribuiti in 26 sedi tra Pro Loco e Consorzi Pro Loco – compresa la sede centrale del Comitato di Villa Manin a Passariano di Codroipo – opereranno per un anno all’interno del progetto denominato “Artisti e artigiani di ieri, oggi e domani per una nuova cultura glocal Friuli Venezia Giulia” sull’arte e sull’artigianato locale: collegato all’Agenda 2030 dell’Onu, è propedeutico all’inserimento nel mondo del lavoro. Un’esperienza di vita, che permette anche di ricevere un assegno mensile di 439,50 euro.

Valter Pezzarini

«Scopo del progetto – spiega Valter Pezzarini, presidente di Unpli Fvg Aps Comitato regionale Pro Loco – è la riscoperta e promozione delle espressioni tradizionali dell’arte e dell’artigianato locale, in un cammino condiviso verso la sostenibilità ambientale del territorio. Ma non solo: nei 12 mesi del servizio l’operatore volontario potrà partecipare attivamente alla vita associativa della Pro Loco o del Consorzio, ponendosi quindi al servizio della propria comunità. La novità di quest’anno è strategica: i partecipanti potranno usufruire di un tutoraggio di tre mesi volto a favorire l’accesso al mondo del lavoro».
Da quest’anno ogni singolo progetto è parte di un più ampio programma di intervento denominato “Le Pro Loco per la promozione del patrimonio culturale e la valorizzazione sostenibile dei territori” e risponde a due obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu: Obiettivo 11 – Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; Obiettivo 12 – Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
Già in passato molti giovani hanno svolto il Servizio civile universale con le Pro Loco. «Infatti – aggiunge Pezzarini -, negli anni passati i nostri progetti di Servizio civile, a partire dal 2003, hanno coinvolto oltre 500 giovani sul territorio regionale e diversi di loro sono rimasti poi attivi come volontari nelle loro Pro Loco, con alcuni che hanno trovato lavoro in ambito turistico grazie anche a quanto imparato nell’anno trascorso insieme a noi».

Ragazzi di altra esperienza.


Ecco, pertanto, dove i giovani stanno operando: Pro Loco Aquileia, Pro Loco Aviano, Pro Loco Buri Buttrio, Pro Loco Il Vâr, Camino al Tagliamento, Pro Loco Castrum Carmonis Cormons, Pro Loco Casarsa della Delizia, Pro Loco Comunità di Mortegliano, Lavariano, Chiasiellis, Pro Loco Pozzuolo del Friuli, Pro Loco Cordovado, Pro Loco G.B. Gallerio, Vendoglio di Treppo Grande, Pro Loco Pro Glemona, Gemona del Friuli, Pro Loco Latisana, Pro Loco Manzano, Pro Loco Moggese, Moggio Udinese, Pro Loco Monfalcone, Pro Loco Nediške Doline, San Pietro al Natisone, Pro Loco Pasian di Prato, Pro Loco Sutrio, Pro Loco Sacile, Pro Loco San Daniele del Friuli, Pro Loco Spilimbergo, Pro Loco Val Resia, Consorzio Pro Loco Dolomiti Friulane e Magredi, Barcis, Consorzio Pro Loco Collinare, Colloredo di Monte Albano, Consorzio Pro Loco Sericus, Mortegliano, Comitato Regionale Unpli Fvg, Villa Manin Passariano di Codroipo.

Di questi giorni anche la notizia del contributo 2021 dalla Regione Fvg alle Pro Loco, Consorzi e Comitato per spese relative all’attività e al funzionamento. «Uno stanziamento – conclude Pezzarini – che testimonia ancora una volta la vicinanza della Regione, a partire dall’assessorato al turismo, alle nostre realtà, alle quali viene riconosciuto così l’importante ruolo, anche sociale, per le comunità del Friuli Venezia Giulia. Fondi che ci permetteranno di continuare le nostre attività a beneficio del territorio».

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In copertina, giovani che partecipano al Servizio civile a Villa Manin.

 

“Welfare di Comunità”, il primo impegno della Fondazione Carigo di Bergamin

Alberto Bergamin è il nuovo leader della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, che ha preso il testimone dalle mani di Roberta Demartin. Sotto la sua presidenza, il consiglio di amministrazione si è subito reso operativo per proseguire il costante supporto dell’Istituto al territorio isontino, specialmente nel periodo emergenziale che stiamo ancora affrontando. Già nei primi giorni del nuovo mandato, ha deliberato di destinare 300 mila euro per il sostegno di azioni rivolte alle categorie svantaggiate presenti sul territorio, favorendo l’inclusione sociale dei soggetti in condizione di fragilità, con particolare riguardo alla fascia più anziana della popolazione.

Il presidente Alberto Bergamin.

Il bando “Welfare di Comunità” – già disponibile sul sito www.fondazionecarigo.it con scadenza dell’invio delle domande fissata al prossimo 31 agosto – intende dare sostegno ad attività che garantiscano il contrasto alla povertà, alle fragilità sociali, al disagio giovanile, così come azioni rivolte alla tutela dell’infanzia, la cura e l’assistenza agli anziani e ai disabili, l’inclusione socio-lavorativa, l’integrazione degli immigrati e l’accesso a strumentazioni per le cure sanitarie, incluse quelle per la diagnostica. In primo piano anche interventi straordinari di supporto per situazioni di difficoltà causate o aggravate dall’emergenza sanitaria, e conseguentemente economica, da Covid 19, al fine di prevenire un loro peggioramento.

Saranno valutate in maniera particolarmente positiva, spiega la Fondazione Carigo, le iniziative che comprendano attività di welfare rivolte agli anziani, con l’obiettivo di prevenirne l’isolamento sociale e il decadimento fisico e cognitivo, favorendo l’organizzazione e l’incremento di servizi che promuovano l’invecchiamento attivo, così come il potenziamento di reti socio-assistenziali domiciliari, compreso l’accompagnamento assistito per anziani, malati e disabili e la creazione di occasioni di aggregazione e integrazione intergenerazionale, per lo scambio culturale e la trasmissione di conoscenze e competenze tra giovani e anziani.
«Il periodo emergenziale che abbiamo vissuto, e che stiamo tuttora vivendo, ha causato, o acutizzato, situazioni di forte isolamento per le categorie più fragili della popolazione, specialmente per gli anziani», sottolinea il neo presidente Bergamin. «È necessario mettere in campo azioni che favoriscano il reinserimento sociale della popolazione più adulta. A partire dal primo periodo di lockdown – prosegue – si è inoltre subito rivelato fondamentale l’utilizzo degli strumenti informatici per accedere ai numerosi servizi offerti da remoto, rendendo indispensabile promuovere e favorire l’alfabetizzazione digitale degli anziani, al fine di fornire loro gli strumenti necessari ad affrontare l’evoluzione che le nostre comunità hanno rapidamente vissuto».

Interesse specifico della Fondazione è inoltre quello di favorire progetti e iniziative che possano intercettare nuovi destinatari e agire secondo logiche di rete e comunità, mettendo in campo azioni coordinate e mobilitando attori provenienti da enti e realtà differenti. La partecipazione al Bando è riservata a enti territoriali, enti pubblici deputati all’erogazione di servizi sanitari e socio assistenziali, enti del Terzo settore, cooperative e imprese sociali: grande attenzione per le proposte in grado di attivare la collaborazione tra diversi enti del Terzo settore o tra enti del Terzo settore e istituzioni pubbliche. Le richieste di contributo devono essere presentate esclusivamente attraverso il sito della Fondazione www.fondazionecarigo.it

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In copertina, la sede della Fondazione Carigo nel centro storico di Gorizia.

 

L’etica del lavoro Fvg ancora premiata dal successo dei nostri emigranti nel mondo

Oltre alla passione ci vuole anche preparazione, perché a livello internazionale ormai c’è una grande concorrenza e ci sono alte aspettative, ancora di più a seguito del Covid-19: ma l’etica del lavoro di chi parte dal Friuli Venezia Giulia è ancora riconosciuta, e premiata dal successo, come un valore in più. Questo in sintesi il messaggio che hanno lasciato al pubblico, in presenza e in collegamento online, i relatori dell’Incontro dei corregionali all’estero dell’Efasce, l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti), giunto alla sua 44ma edizione. Dando quindi appuntamento al 2022.

Il saluto dell’assessore Zannier…


Al ridotto del teatro Verdi di Pordenone, tra venerdì e ieri, si sono succedute diverse testimonianze di corregionali partiti nel nuovo millennio, elemento di novità dell’emigrazione regionale che si somma ai discendenti delle migrazioni storiche dell’Ottocento e Novecento, i quali ancora amano la terra d’origine dei loro avi. Numeri alla mano, basandosi sui dati forniti dall’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero), tra 2019 e 2020 si è visto lo spostamento di 4 mila persone dal Friuli Venezia Giulia in altre nazioni (per un totale, tra vecchi e nuovi immigrati, di 188 mila 731 cittadini della nostra regione residenti all’estero). Per quanto riguarda soltanto la provincia di Pordenone, in un decennio si è trattato di 5 mila persone.

… e del vicesindaco Grizzo.

«Nonostante la situazione sanitaria, anche quest’anno siamo riusciti a tenere degli eventi interessanti sia per i soci qui in Italia che per i corregionali all’estero – ha affermato il presidente Efasce, Gino Gregoris -. Abbiamo chiesto ai nostri relatori la loro visione riguardo al tema scelto, “Connessi per creare il futuro”: il risultato di questa due giorni è quello che bisogna continuare a essere attivi trovando delle vie nuove per rinsaldare i rapporti con corregionali, una strada che percorreremo anche il prossimo anno».
«La storia della nostra emigrazione – ha osservato in apertura dei lavori l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier – racconta di emozioni, ma anche di grandi e concreti successi. Tra loro ci sono professionisti capaci che non dimenticano le proprie origini o quelle delle proprie famiglie. Per questo dobbiamo rinsaldare le interconnessioni con i tanti che sono andati all’estero per motivi professionali. Grazie a loro possiamo contare su dei veri e propri promoter della regione in tutto il mondo che attendono solo l’occasione per attivarsi e rendere vivo il sentimento che li lega ai loro paesi di origine». L’assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza, immigrazione Pierpaolo Roberti ha affidato, invece, a un videomessaggio la sua vicinanza all’Ente e ai corregionali che da esso vengono seguiti. Eligio Grizzo, vicesindaco di Pordenone, ha sottolineato ancora una volta l’attenzione del Comune nei confronti dell’Efasce, di cui è socio storico. In sala presenti anche gli Enti amici: la presidente dell’Unione emigranti sloveni Graziella Bianco Coren e il vicepresidente Philippe Birtig e il presidente dell’Associazione giuliani nel mondo Franco Miniussi.

Gregori e Forte con Trevisan…

… e con Anna Cupani.

Filippo Trevisan, originario di Codroipo e professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington Dc, ha raccontato sul palco “La politica Usa dopo la pandemia: dialogo sul sogno americano”, sottolineando, riguardo proprio al tema del Covid-19, come le difficoltà ci permettano comunque di andare avanti rispondendo alle sfide e delineando quali saranno i possibili prossimi passi nella sfida tra i democratici del presidente Biden e i repubblicani di Trump. Anna Cupani, di Pordenone e responsabile comunicazione Istituto di Data Science all’Imperial College London, sul tema “Numeri per ripartire, la scienza al servizio della popolazione”, ha mostrato come i dati scientifici possano aiutarci a progettare la ripartenza, partendo dall’esempio di una ricerca sulla percezione dei cittadini riguardo alla risposta dei propri governi all’emergenza sanitaria e indicando come da questi risultati si possano attuare politiche ad hoc.

Attilio Dalpiaz è un agronomo che con la moglie Michela Sfiligoi ha avviato un’azienda vitivinicola in Sudafrica (da dove si è collegato), portando laggiù l’esperienza del vino friulano. Non solo: come ha raccontato, ha aggiunto all’aspetto imprenditoriale anche uno sociale. fondando un asilo e un servizio di doposcuola per i bambini delle persone che lavorano nella sua impresa, chiamata in lingua locale Ayama, che vuol dire “qualcuno su cui poter contare”.

Lo showcooking di Luca Manfè…

… e il collegamento con Dalpiaz.

Luca Manfè, originario di Aviano, come tutti sanno nel 2013 convinse, anche preparando il frico, i tre super giudici Gordon Ramsay, Graham Elliot e Joe Bastianich a proclamarlo campione di Masterchef Usa. Ora vive in Pennsylvania con la famiglia ed è un imprenditore di successo nel servizio del catering, visto che con il servizio Dinner with Luca va a cucinare nelle case dei clienti, tra cui autentiche celebrità come giocatori dell’Nba. Ha inoltre raccontato, nello show cooking sul palco del Ridotto in cui ha preparato delle speciali cappesante, i suoi inizi nei locali avianesi e di come il suo sogno americano sia più vivo che mai, ma anche di come gli si allarghi il cuore quando riesce a rientrare in visita in Friuli Venezia Giulia. Tra Sfiligoi e Manfé incursioni del blog Acinonobile che ha proposto con i suoi autori delle degustazioni dei vini di Ayama abbinati al piatto di Manfè.

Conclusioni a cura di Michela Zin, direttrice della Fondazione Pordenonelegge.it e Luisa Forte, vicepresidente Efasce, che nell’intervento “E ora che si fa? Spunti di ripartenza” hanno indicato cultura, formazione e fiducia nei giovani alcuni dei punti chiave per il prossimo futuro, indicando inoltre come la modalità online di fruizione degli eventi non spariranno, ma si integreranno con quelle in presenza.

Infine, a chiusura del ricco programma – curato da Michele Morassut e Paola Raengo, della segreteria Efasce, e rivedibile su www.efasce.it e canali social Efasce Pordenonesi nel Mondo – l’ultimo incontro online riservato ai Segretariati Efasce, corregionali nel mondo e soci con a seguire celebrazione eucaristica dalla Chiesa del Beato Odorico: all’altare il vescovo di Concordia Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini. E ora l’appuntamento, come si diceva, è nel 2022!

Il presidente Gregoris con Manfè.

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In copertina, i leader di Efasce, Gregoris e Forte, con Michela Zin.

Green pass, Confesercenti Fvg chiede un tavolo tecnico per correttivi e chiarimenti

A poche ore dall’annuncio dell’adozione del green pass per alcuni comparti, la confusione ha già avuto la meglio. «Vogliamo ricordare agli albergatori che la loro categoria non è interessata dal provvedimento che, ci tengo a sottolineare, è ancora una bozza», ha fatto sapere Alberto Cicuta, direttore di Confesercenti Fvg. «Confesercenti ha chiesto un tavolo tecnico urgente per avviare un confronto con le associazioni che rappresentano le imprese interessate dalle limitazioni» perché sono necessari correttivi e chiarimenti sulle modalità di controllo prima dell’entrata in vigore dell’obbligo, il prossimo 6 agosto. «Ferma restando l’importanza di muoversi all’unisono per fermare la pandemia – ha continuato Cicuta -, il documento che ora abbiamo in mano necessita di essere rivisto, quindi chiedo agli albergatori, molti dei quali ci hanno chiamato perché hanno già ricevuto delle disdette, di non allarmarsi».
Secondo l’associazione di categoria regionale, in linea con quanto riferito dal direttivo nazionale, il green pass, così come è stato delineato, rischia di essere un provvedimento ingiustamente punitivo per le imprese, che non solo devono sostenere l’onere organizzativo ed economico del controllo, ma anche assumersi responsabilità legali che non competono loro, senza considerare che rappresenta una forte limitazione dell’attività economica, che andrà certamente indennizzata. Oltre a ciò, restano delle incongruenze incomprensibili, si pensi all’estensione dell’obbligo anche alle fiere e alle sagre all’aperto, che appare immotivata, visto che notoriamente il pericolo di contagio all’aria aperta è minore. Allo stesso modo, non si capisce perché l’obbligo di green pass non sia sufficiente per fare riaprire le discoteche.

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In copertina, il vaccino anti-Covid è alla base del rilascio del Green pass.

 

Coronavirus cancella l’Airshow a Grado: delusione fra i turisti che l’aspettavano

(g.l.) Coronavirus, purtroppo, continua a mordere e a intralciare le nostre vite, che parevano finalmente tornate almeno ad una parvenza di normalità con la dichiarazione della “zona bianca”. Invece, non è così, tanto che a farne le spese è anche l’Airshow che era previsto a Grado fra pochissimi giorni. E ieri, appena i siti degli organi di informazione hanno prontamente rilanciato la notizia diffusa dal Comune, la delusione è stata tanta fra i turisti che frequentano l’Isola del Sole in questo mese di luglio. Ma non sarà per sempre: a tutti non resta che aspettare tempi migliori.

Il sindaco Dario Raugna.


«Oggi abbiamo deciso di comune accordo con la Prefettura che l’evento “Airshow Frecce Tricolori 2021” in programma a Grado il prossimo 28 luglio verrà annullato», aveva infatti annunciato ieri in tarda mattinata il sindaco Dario Raugna, a margine della riunione che si era appena tenuta a Gorizia. «Ciò si rende indispensabile a causa di una recrudescenza della pandemia che impone un atteggiamento più prudente sull’organizzazione di questa tipologia di eventi, poiché potrebbero favorire delle forme incontrollate di assembramento. Anche le altre località interessate dall’esibizione acrobatica delle Frecce Tricolori hanno optato per l’annullamento dell’evento, rafforzando il messaggio di cautela che in questo particolare momento è fondamentale rivolgere alla nostra gente e ai numerosi ospiti presenti sul territorio nazionale».
Prosegue il primo cittadino: «Voglio ringraziare quanti in queste settimane si sono adoperati garantendo la loro disponibilità affinché l’Airshow potesse venir confermato. Mi riferisco in particolar modo ai tanti volontari delle numerose associazioni, alla Prefettura e alla Questura, alle forze dell’ordine, alla Git, ai Vigili del Fuoco, ai dipendenti del Comune di Grado, a tutte le persone che a vario titolo hanno collaborato nonché al colonnello Alberto Moretti, in rappresentanza dell’Aeroclub Udine che da molti anni e con grande professionalità organizza l’evento. Un particolare ringraziamento va rivolto anche alla Pattuglia Acrobatica Nazionale. Vi aspettiamo a Grado confidando in tempi migliori che potranno arrivare solo attraverso la collaborazione di tutti».

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In copertina, il passaggio delle Frecce Tricolori su Grado: purtroppo, uno spettacolo che quest’anno non si potrà rivedere a causa del Covid.

 

Efasce, oggi prima giornata dell’Incontro (a Pordenone) dei corregionali all’estero

Tutto pronto, oggi, per la prima giornata dell’Incontro dei corregionali all’estero dell’Efasce (l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti), giunto alla sua 44ma edizione: a partire dalle 17 dal Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone si terrà con un’innovativa formula tra pubblico in presenza, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate da varie parti del mondo. Una formula già sperimentata con successo lo scorso anno, quando è stato lanciato il tema “Connessi per creare il futuro” che verrà sviluppato pure in questo 2021 sempre mettendo al centro le esperienze dei corregionali all’Estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia.

Filippo Trevisan

S’inizia, dunque, oggi alle 17 con i discorsi di apertura, a partire dal presidente Efasce, Gino Gregoris. A seguire Filippo Trevisan, professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington Dc, viene intervistato su “La politica Usa dopo la pandemia: dialogo sul sogno americano”. Poi speech di Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London su “Numeri per ripartire, la scienza al servizio della popolazione”. Alle 21, evento riservato ai corregionali all’estero, concerto di Cristina Zavalloni “Parlami di me”: le canzoni di Nino Rota per il cinema italiano.

Filippo Trevisan – Originario di Codroipo, è professore associato di Comunicazione pubblica all’American University, Washington Dc. La sua ricerca esplora l’impatto dei media digitali su attivismo e comunicazione politica. Studia come sia i “movimenti dal basso” che i partiti politici usano le piattaforme digitali, in combinazione con metodi più tradizionali di protesta e comunicazione strategica, per indirizzare i dibattiti su questioni controverse e influenzare importanti decisioni politiche. Autore di numerosi libri, articoli e pubblicazioni su riviste internazionali di scienza politica e comunicazione.

Anna Cupani – Originaria di Pordenone, è responsabile comunicazione e collaborazioni esterne Istituto di Data Science Imperial College London. Una formazione scientifica che passa per una laurea in chimica all’Università di Padova, un master in scienze molecolari e un dottorato di ricerca in ingegneria chimica. Il suo interesse per il trasferimento tecnologico, per il tradurre le scoperte scientifiche in innovazione che raggiunga la collettività e per il lavoro interdisciplinare, l’ha portata a sviluppare attività che aiutano i ricercatori. Dal sostegno nella promozione della loro ricerca accademica in varie sedi, dal World Economic Forum al Parlamento britannico, a collaborare con le istituzioni per definire nuove leggi e regolamenti, a stabilire collaborazioni tra industria e ricerca accademica.

Gino Gregoris

L’Incontro è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il contributo di Bcc Pordenonese e Monsile e con il patrocinio del Comune di Pordenone e Camera di Commercio Pordenone – Udine. Tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta streaming (e poi successivamente a disposizione per essere rivisti) sul sito www.efasce.it,sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Efasce – Pordenonesi nel Mondo.

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In copertina, Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London.

Domani Casarsa festeggia gli alpini dell’8° con il comandante David Colussi

Omaggio della Città di Casarsa della Delizia a uno dei Reggimenti più celebri del corpo degli Alpini, guidato, dal marzo scorso, proprio da un concittadino. Nell’Antico frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich, sede municipale, domani, alle 21, presentazione del volume “O là o rompi. Storia dell’8° Reggimento Alpini” di Marco Pascoli, Luigi Teot, Andrea Vazzaz (Aviani & Aviani editore). Uno dei reggimenti più decorati d’Italia, uno strumento militare d’eccellenza, un pilastro dell’identità friulana: questo è infatti l’8° Reggimento Alpini, come viene raccontato nel libro ricco di riferimenti storici e militari.

Il colonnello David Colussi.


Ospite della serata il colonnello David Colussi, casarsese, dallo scorso 19 marzo comandante dell’8° Reggimento Alpini che riceverà il saluto del sindaco Lavinia Clarotto e dell’assessore alle Politiche culturali e del territorio Fabio Cristante. Con l’occasione, l’amministrazione comunale vuole esprimere la sua ammirazione al suo concittadino chiamato a un incarico così prestigioso e nel contempo omaggiare il ruolo degli alpini anche nella società civile, come le tante azioni di volontariato testimoniano a partire da quelle del locale gruppo Ana di Casarsa-San Giovanni le cui “penne nere” saranno presenti. Lo stesso Colussi (carriera di rilievo la sua a partire dagli studi militari all’Accademia di Modena) è iscritto al gruppo comunale.
«Abbiamo voluto questa serata – ha spiegato la prima cittadina – visto che a marzo, in occasione della sua nomina, si era in piena emergenza sanitaria e non si era potuta svolgere la cerimonia a cui tenevamo tanto: sarà il nostro modo come amministrazione e comunità di salutare ora il suo importante incarico». In caso di maltempo ci si sposterà al teatro Pasolini.

Info e prenotazioni:
Biblioteca Civica di Casarsa della Delizia telefono 0434.873908 – cultura@comune.casarsadelladelizia.pn.it

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In copertina e all’interno particolari del volume dedicato agli alpini.

Verso l’Incontro Efasce: in dieci anni oltre 5 mila gli emigrati da Pordenone

Alla ricerca di nuove opportunità professionali – soprattutto dopo un percorso di studio universitario – e di welfare per le proprie famiglie, ma senza smettere di fare riferimento alla terra d’origine, anche attraverso forme di “pendolarismo” internazionale: questo l’identikit delle oltre 5 mila persone che nell’ultimo decennio hanno lasciato il territorio della Provincia di Pordenone per stabilirsi all’Estero. Un flusso che, seppur rallentato, non si è fermato nemmeno a causa della pandemia e di altre situazioni internazionali come la Brexit (il Friuli Venezia Giulia con il 4 per mille è la regione italiana con la più alta incidenza di migratorietà in rapporto alla popolazione). A questi corregionali all’estero, come a quelli che sono i discendenti delle storiche emigrazioni dell’Ottocento e Novecento, si rivolge come da tradizione per il mese di luglio l’Efasce (l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti) di Pordenone, che propone il suo annuale Incontro dei corregionali all’estero, giunto alla 44ª edizione.

Filippo Trevisan

Tra venerdì 23 (dalle 17) e sabato 24 luglio (dalle 10) dal Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone si snoderà con un’innovativa formula tra pubblico in presenza, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate da varie parti del mondo. Una formula già sperimentata con successo lo scorso anno, in cui è stato lanciato il tema “Connessi per creare il futuro”, che verrà sviluppato anche in questo 2021 sempre mettendo al centro le esperienze dei corregionali all’Estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia.

Anna Cupani

Photos by Tempest

«Anche durante la fase più dura dell’emergenza sanitaria – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – non abbiamo perso i contatti con i nostri Segretariati, che in vari Paesi del mondo sono punto di riferimento per i corregionali. Grazie a una serie di attività online, come le interviste del progetto “4 chiacchiere con…”, il corso di lingua italiana e cultura regionale e le video ricette di “Sapori a Nordest” siamo riusciti a raccontare loro il Friuli Venezia Giulia e a farci raccontare da loro le proprie esperienze. Emerge un quadro di grande intraprendenza e mobilità lavorativa, alla ricerca delle migliori condizioni professionali e per la realizzazione della propria vita personale e familiare. In diversi casi, la partenza di un corregionale è seguita da quella del partner, con la nascita dei figli all’Estero. Ma a differenza del passato, rimane anche uno stretto contatto con la terra d’origine, frequentata anche più volte l’anno, con anche alcuni casi di pendolarismo settimanale o mensile, e con visite dei parenti nel proprio Paese estero. Questo per quanto riguarda le nuove forme di emigrazione degli anni Duemila, mentre i discendenti dell’emigrazione del XIX secolo e dei flussi migratori del secolo successivo hanno una grande voglia di conoscere la terra dei loro genitori, nonni e addirittura bisnonni e oltre. Un amore per le proprie origini regionali che non viene mai meno».

Luca Manfè

Tra gli interventi in presenza previsti all’Incontro quello con il professor Filippo Trevisan, originario di Codroipo e da 5 anni Oltreoceano dove è professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington DC. Racconterà le risposte degli Usa alla sfida del Covid-19. Anna Cupani originaria di Pordenone, responsabile della comunicazione e collaborazioni esterne dell’Istituto di Data Science dell’Imperial College London (Regno Unito), interverrà sui numeri per la ripartenza. Cucinerà le sue delizie invece Luca Manfè, il più celebre dei corregionali all’estero dell’ultima decade: originario di Aviano, ha vinto negli Usa la 4ª edizione di Masterchef e ora ha avviato progetti imprenditoriali. Si collegheranno dal Sudafrica, dove hanno una tenuta, Michela Sfiligoi e Attilio Dalpiaz che hanno portato laggiù la sapienza vitivinicola regionale. Inoltre, assieme a Confindustria Alto Adriatico, si terrà il webinar “Gli Emirati Arabi Uniti come ponte d’ingresso nell’area del Golfo: l’esperienza dei corregionali all’estero e strategie di ingresso nel mercato”, momento di approfondimento dei legami con l’area mediorientale a poco più di due mesi dall’inizio dell’Expo di Dubai attraverso gli interventi di cinque corregionali che lavorano nel Golfo Persico.

Michela Sfiligoi e Attilio Dalpiaz

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In copertina, il presidente dell’Efasce di Pordenone Gino Gregoris.