Coop Casarsa, proprio grande il cuore di soci e clienti per aiutare la Caritas

Il grande cuore dei soci e clienti di Coop Casarsa non smette di battere per chi è in difficoltà: la Caritas parrocchiale di Casarsa della Delizia ha reso note le donazioni ricevute lungo il 2020, anno dello scoppio della pandemia, nel carrello per alimenti che si trova dopo le casse del supermercato centrale di via XXIV maggio. In un anno la raccolta è aumentata del +20% rispetto al 2019 e ha consentito ai volontari della Caritas di assicurare a una trentina di nuclei familiari in difficoltà una borsa spesa ogni 15 giorni e con frequenza anche più ravvicinata se necessario. Analoga iniziativa si è concretata nel punto vendita di San Giovanni con la Caritas parrocchiale della popolosa frazione.
Nel dettaglio, oltre 180 i litri di olio donati, oltre 470 i litri di latte e gli oltre 600 chili tra riso e pasta. E poi ancora alimenti in scatola e condimenti per altri 400 chili, prodotti per bambini (preziosissimi gli omogeneizzati) fino ai detersivi e ai prodotti per la casa.
«Grazie di cuore ai soci e clienti di Coop Casarsa – affermano dalla Caritas parrocchiale casarsese – per questa generosità che ci ha permesso di andare avanti in un anno duro come il 2020, con tutte le difficoltà connesse alla pandemia che hanno colpito ancora di più chi era già in difficoltà. I generi alimentari donati dai clienti Coop Casarsa vengono completati quasi sempre con il pane fresco invenduto offerto anche più volte la settimana dal Forno di San Giovanni e dalle cassette di verdura prodotta con metodo biologico dalla fattoria sociale La Volpe sotto i gelsi della cooperativa Il Piccolo Principe, siano esse donate dai clienti che dalla stessa cooperativa che coltiva gli ortaggi. Altri donatori assicurano spesso prodotti freschi chiedendo ai volontari quali generi acquistare per particolari esigenze. Un grande aiuto è venuto pure dalla ditta Colussi Ermes di Casarsa che ha donato molti buoni spesa, consentendo ai volontari di aiutare tante famiglie che hanno potuto così acquistare i generi di cui necessitavano. Accanto all’iniziativa della Colletta alimentare promossa in novembre anche nei negozi Coop Casarsa, è altrettanto preziosa quella del Banco farmaceutico che permette di fornire alle famiglie destinatarie delle borse spesa anche farmaci di uso comune».

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In copertina, il fornitissimo carrello della spesa pro Caritas alla Coop Casarsa.

Perdono, non odio. Dal Bataclan messaggio d’amore anche per Torlano

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Quello che oggi stiamo facendo a Torlano, tutti insieme, ha un valore che va oltre il doveroso ricordo delle vittime innocenti di quel tragico 25 agosto. Ogni anno diciamo che il nostro dolore, per quanto accaduto, deve trasformarsi in un messaggio di pace che deve germogliare e crescere nelle nostre menti, ma soprattutto nelle nostre anime in modo che tragedie come questa non si debbano più ripetere, anche se purtroppo quotidianamente la cronaca ci racconta tutt’altro: vediamo cosa sta accadendo in questi giorni in Afghanistan». L’appello di Gloria Bressani, sindaco di Nimis, si è incrociato con l’“Angelus” che, a mezzogiorno, veniva scandito dalla campana della vicina parrocchiale. E da quei rintocchi è giunto un messaggio di serenità e di pace, come quello colto durante la messa di suffragio nelle parole del Vangelo di Matteo che invitano al perdono.

La messa, la tomba, il corteo.

«Ma ci devono far riflettere le parole di quel marito che di fronte alla tragedia del Bataclan si è rivolto ai terroristi dicendo loro di non riuscire ad odiarli per aver ucciso l’amata moglie. Sono proprio parole dettate dallo Spirito Santo». Veramente toccante il messaggio che giunge da quell’indimenticato fatto di sangue consumato a Parigi quasi sei anni fa e che monsignor Rizieri De Tina ha voluto proporre al termine della sua predica tutta centrata, appunto, sul perdono cristiano e non sull’odio. Tanto che ha elevato una preghiera anche in ricordo di quell’ufficiale tedesco ucciso e per la cui morte era scattata la feroce rappresaglia nazista: sterminare 40 persone, catturate a caso nel paese, non importa se ci fossero stati anche inermi, come donne e bambini. E così avvenne, anche se alla fine i martiri dell’eccidio di quel 25 agosto 1944, consumato in una calda mattina come quella di oggi, sono stati fortunatamente “soltanto” 33.

Fabio Cantoni e Adriana Geretto.

Proprio quel tragico episodio di 77 anni fa è stato rievocato in cimitero, dopo la benedizione impartita al sacello-monumento delle vittime dallo stesso arciprete di Nimis, responsabile pastorale anche di Torlano, con la lettura di una dettagliata cronaca da parte del consigliere comunale Fabio Cantoni. Quindi ha portato un saluto, spendendo accorate e commosse parole per auspicare che si affermi la «cultura della pace», Adriana Geretto, presidente regionale dell’Associazione vittime civili di guerra. Cedendo poi il microfono a Gastone Mascarin, presidente del consiglio comunale di Portogruaro, la città veneta – rappresentata anche dal gonfalone municipale – dalla quale proveniva la famiglia De Bortoli, quella che, con nove morti, ha pagato più di tutte nella strage di Torlano. Mascarin, però, non ha letto il discorso preparato, ma si è limitato a dire soltanto poche parole, affermando che è meglio far prevalere il silenzio affinché ci inviti tutti alla riflessione.

Gastone Mascarin (Portogruaro).

Il sindaco Gloria Bressani.

Quindi il discorso ufficiale del primo cittadino di Nimis, che ha esordito ricordando quanto affermato dal Capo dello Stato commemorando le 560 vittime (ben 130 bambini!) della strage di Sant’Anna di Stazzema, in Toscana, avvenuta soltanto pochissimi giorni prima dei fatti di Torlano. «Il ricordo del dolore che ha segnato profondamente la vita di tante famiglie e di due comunità, quali Nimis e Portogruaro, deve continuare ad essere tramandato – ha sottolineato Gloria Bressani – e deve investire soprattutto le nuove generazioni in modo che lo facciano proprio, affinché ne continuino la memoria ed imparino dai dolorosi errori del passato». E ha terminato osservando che «è soprattutto con l’esempio che ognuno di noi contribuisce alla crescita della società civile e questo lo possiamo e dobbiamo fare ogni giorno».
Infine, il sindaco ha rivolto un ringraziamento, da parte dell’Amministrazione comunale di Nimis, alle autorità civili e militari intervenute alla commemorazione, in particolare al dottor Giovanni Maria Leo, capo di gabinetto del prefetto di Udine, allo stesso Gastone Mascarin che ha accompagnato, come sempre, una folta delegazione portogruarese per ricordare il sacrificio di mamma De Bortoli e della sua numerosa famiglia, ai vari gruppi ed associazioni combattentistiche e d’arma (l’Apo Friuli era rappresentato dal presidente Roberto Volpetti), a tutte le altre personalità, fra le quali numerosi sindaci della zona con fascia tricolore. Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, trattenuto da altri impegni, ha invece inviato un messaggio di adesione, esprimendo i suoi «sentimenti di vicinanza».

Sindaci e autorità.

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In copertina, la processione diretta al cimitero al termine della messa.

Pellegrinaggio a Lourdes, a Udine le iscrizioni sono aperte fino a venerdì

Ci sono ancora pochi giorni di tempo, fino a venerdì 27 agosto, per iscriversi al pellegrinaggio a Lourdes promosso dal 6 al 10 settembre dalla sezione udinese dell’Unitalsi in sinergia con le strutture territoriali del Triveneto, che lo scorso mese di luglio hanno riavviato la propria attività dopo oltre un anno e mezzo di stop, determinato dall’emergenza sanitaria, e che hanno appunto voluto unire le forze in questa ripartenza dall’alto valore simbolico.
Saranno ammesse solo le persone che abbiano concluso il ciclo di vaccinazione e siano dunque dotate di Green pass. Per le adesioni ci si può rivolgere all’ufficio di sottosezione, in via Treppo 1/B, a Udine, aperto martedì e venerdì dalle 9 alle 12 (telefono 0432.503918, udine@unitalsitriveneta.it).
«Il viaggio – informa il presidente della sottosezione, Fabio Rizzi – sarà in aereo. E’ prevista la partenza di tre aerei, da Ronchi dei Legionari, da Verona e da Treviso. Possono unirsi a noi anche ammalati e persone con disabilità (già 47 quelle iscritte): la nostra associazione, infatti, è nata per il servizio a questi soggetti fragili ed è l’unica organizzazione forte di collaborazioni con compagnie aeree che permettono di far volare in piena sicurezza e tranquillità un numero importante di persone in carrozzina. Il pellegrinaggio – conclude – è una forte esperienza di fede, che può essere riscoperta proprio in questa fase in cui, per fortuna, possiamo contare sull’arma del vaccino». Ai pellegrini, che saranno accompagnati da 30 sacerdoti, presteranno assistenza 12 medici e 176 volontari.

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In copertina, pellegrini nei pressi del Santuario mariano di Lourdes.

 

“Eredi del pianeta”, ne discutono questa sera a Cividale Mittelfest e Civibank

Crisi climatica, innalzamento delle temperature, deforestazione, invasione delle microplastiche negli oceani, pandemia. Siamo tutti “eredi del pianeta”, soprattutto dopo l’ultimo anno e mezzo che ha messo sotto gli occhi del mondo quanta responsabilità abbia l’uomo nei confronti della salute della Terra e, di conseguenza, di quella di ogni suo abitante.
Quando si parla di “eredi”, tema scelto per l’edizione del trentennale di Mittelfest, si evoca il passato e ci si proietta verso il futuro. È quindi immediato pensare alla nostra eredità come uomini e alle responsabilità del singolo individuo così come dell’intera comunità nei confronti dell’eredità più importante che abbiamo: la salute della Terra.
Essere eredi significa trovare nuovi modi di pensare, agire, governare e produrre: non basta ridurre i danni di un comportamento poco sostenibile ma, invece, è necessario innovare per ripensare le politiche economiche e finanziarie e il ruolo del business e della finanza nella sostenibilità.
Qual è, allora, il ruolo delle imprese in questo scenario in cui agire velocemente è ormai vitale? Le aziende devono limitarsi a rispettare le linee guida stabilite dalla legge o invece hanno il dovere – e ne possono trarre beneficio anche economico – di investire in un’innovazione di prodotto e processo che sia una solida base per sviluppare una società sempre più sostenibile?
Ne parlerà Irene Monasterolo, docente alla Vienna University of Economics and Business, durante l’incontro organizzato da Mittelfest e Civibank per stasera 23 agosto, alle 21, al Teatro Ristori di Cividale. Il dibattito sarà condotto da Guido Corso, direttore della sede Rai Fvg, e da Giacomo Pedini, direttore artistico di Mittelfest.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria: info point 0432.733966 – biglietteria 0432.734316 – biglietteriamittelfest@gmail.com

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In copertina un logo di Mittelfest e qui sopra la sede centrale di Civibank.

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Mittelfest, uno sconto
per i clienti Civibank

Mittelfest è ormai alle porte: il festival di teatro, musica e danza della Mitteleuropa dà appuntamento a Cividale dal 27 agosto al 5 settembre. I clienti Civibank avranno diritto a uno sconto su biglietti e abbonamenti per tutti gli spettacoli. Mittelfest offrirà anche un ricco programma di eventi locali, come Mittelland: eventi, esposizioni ed escursioni a Cividale e nelle Valli del Natisone e del Torre. Come acquistare i biglietti e gli abbonamenti scontati. Acquisto di persona: esibire la propria carta di debito Bancomat® CiviBank oppure la tessera Socio BPC Club nelle biglietterie Mittelfest. Acquisto online: selezionare l’opzione “biglietto ridotto” dal menù d’acquisto; al momento dell’accesso agli spettacoli potrebbe essere richiesto di presentare la propria carta di debito Bancomat® CiviBank oppure la tessera Socio BPC Club.

 

A Torlano si ricordano le 33 vittime dell’Eccidio, mercoledì la cerimonia

(g.l.) Torlano si prepara a ricordare le 33 vittime dell’Eccidio consumato il 25 agosto 1944. Infatti, proprio per mercoledì prossimo, il Comune di Nimis ha indetto l’annuale cerimonia commemorativa che comincerà alle 11 con la messa di suffragio nella parrocchiale, quindi in corteo sarà raggiunto il vicino cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime e si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli del sindaco di Nimis e del rappresentante di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga.


Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità, risalente alla Seconda Guerra mondiale. Era infatti il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’intensa attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu infatti decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle pagine più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatrè, come detto, le vittime innocenti, fra cui appunto donne e bambini: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quale rappresaglia alla uccisione di un ufficiale tedesco, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone del luogo, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatrè, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra e giunti sotto il monte Plaiul in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne tre anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis.
Il sacello-monumento dinanzi al quale domani si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme.

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In copertina, il sacello che custodisce i resti delle 33 vittime: all’interno, la lastra di marmo con i loro nomi.

 

Ad Aviano debutta il progetto Silver: quando gli anziani sono protagonisti

Una nuova visione della senilità in linea con i tempi, per rilanciare la persona anziana come parte attiva e valore aggiunto alla vita di comunità, grazie a una serie di case famiglia in cui gli anziani non sono semplici ospiti, ma veri protagonisti: presentato ad Aviano, nella nuova struttura Casa Alberina, il progetto Silver della cooperativa Foenis di Cordenons, associata a Confcooperative Pordenone. Un progetto sostenuto dal credito cooperativo attraverso Friulovest Banca, altra aderente all’associazione provinciale. Da alcuni anni Foenis lavora al recupero di case private non utilizzate, o altre strutture (nel caso di Aviano un ex residence) per trasformarle in case per anziani. Un intento di rigenerazione urbana che ridà vita agli spazi abitativi puntando nel contempo al benessere dei nonni. Attualmente Foenis gestisce quattro strutture: Casa Clelia (2015, Pordenone), Casa Lucia (2016 Roveredo in Piano), Casa Serena (2018, Belluno) e la citata Casa Alberina (2021, Aviano). Ora in queste strutture si svolgerà una serie di attività, nel rispetto delle norme sanitarie, che coinvolgeranno associazioni e volontari delle varie comunità in cui Foenis è attiva.

La presentazione di Silver.

“Queste Case famiglia per anziani autosufficienti – ha spiegato il presidente di Foenis, Piero Turchet – sono un servizio residenziale, organizzato come comunità a carattere familiare, destinato alla convivenza di un numero limitato di persone anziane autosufficienti che presentano problematiche omogenee o compatibili che non possono o non intendono vivere autonomamente o presso i propri familiari. Le nostre strutture sono situate in residenze private in cui, in seguito a lavori di ristrutturazione e di adeguamento alle norme vigenti, si è cercato di rendere l’ambiente più confortevole e più rispondente alle necessità degli ospiti, eliminando o riducendo al minimo le barriere architettoniche. Il progetto Silver nasce come sviluppo della gestione delle Case famiglia. Siamo partiti infatti da una riflessione che vede per l’anziano, anche in questa delicata fase di cambiamento relazionale, un ruolo sempre attivo per uno scambio intergenerazionale e interculturale. Il processo dell’invecchiamento deve necessariamente essere percepito come un processo di inclusione, e con questo progetto, Foenis in sinergia con i volontari delle associazioni coinvolte, intende diventare un punto di riferimento sul territorio per ricominciare a vivere in una nuova normalità, nel rispetto delle normative per contrastare la diffusione del Covid-19 pur garantendo una vita ricca di scambi e diversificata”.

Luigi Piccoli

Il progetto all’interno delle case prevede letture ad alta voce, arteterapia, clownterapia, collaborazione con i Bersaglieri di Azzano Decimo per attività congiunte, attività fisica adattata alla senilità, attività con gli animali, musicoterapia, ballo e coreografia, yoga, meditazione, ricamo, spettacoli con il duo comico I Papu, ortoterapia con l’azienda agricola Tina di Rauscedo, incontri con la Parrocchia di San Bartolomeo a Roveredo.
“Obiettivo principe – ha concluso Turchet – rimane sicuramente il miglioramento della qualità della vita degli anziani nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. L’aspetto innovativo del progetto Silver è il rendere quindi una residenza per anziani autosufficienti efficiente e strutturata, con una rosa di servizi diversificati e unici grazie alla competenza di uno staff davvero completo. Grazie ai nostri soci Samantha Turchet, Daniela Mendes, Martina Dell’Agnolo, Luana Sbardellotto e Massimo Carpené che hanno organizzato la serata di presentazione”.
“Un progetto innovativo – ha aggiunto il presidente di Confcooperative, Luigi Piccoli – che guarda al futuro dopo la fase più viva dell’emergenza sanitaria nel rispetto della parte anziana della popolazione. La dimensione sociale di Foenis ha incontrato il sostegno del credito cooperativo di Friulovest Banca e si avvale dei servizi della cooperativa sociale Acli: una vera visione unitaria tra cooperative nostre aderenti attive in diversi settori che rientra nel programma di mandato di Confcooperative Pordenone, per collaborazioni fondamentali nel promuovere i valori della cooperazione”.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Aviano, Ilario De Marco Zompit, e l’assessore comunale alla promozione sociale Danilo Signore, mentre Friulovest Banca era rappresentata dal consigliere Ester Pilosio e dal presidente della mutua Credima Giorgio Siro Carniello. La serata inaugurale ha visto pure l’incontro con i simpatici Papu, un momento conviviale e il ballo per gli anziani residenti con il maestro Stelvio Martin, Stefano Sfreddo con il suo omaggio ad Adriano Celentano, il tutto con un tema in stile hawaiano.

Casa Alberina ad Aviano.

LA COOPERATIVA – La Società Cooperativa sociale Foenis nasce a Cordenons nel 2013 con la filosofia portante della cura e dell’assistenza alla persona. Alla sua nascita si occupava prevalentemente di assistenza domiciliare e organizzazione centri estivi per bambini e ragazzi. Nel 2015 c’è stata però l’intuizione di rispondere all’importante domanda del nostro territorio sull’assistenza agli anziani. Nasce così il progetto Casa Famiglia Anziani autosufficienti. La Cooperativa, da sempre giovane e dinamica e in continua espansione e miglioramento, sposta la sua mission focalizzandosi su questo nuovo progetto. “Crediamo nel forte potere della collaborazione – spiegano dai suoi vertici -, del dialogo e della condivisione. Comprendiamo quanto possa essere difficile quando una persona cara non può più prendersi cura di se stessa: insieme vogliamo migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti, laddove ci è possibile, nel massimo rispetto delle caratteristiche individuali, mantenendo e stimolando nuovi o preesistenti interessi. Vogliamo offrire dei servizi sempre nuovi, professionali, dedicati alla qualità della vita”. La cooperativa Foenis haringraziato tutti gli sponsor della serata: Sc grandi impianti, Eb sicurezza, Tecno clean, Elvios fruit, Azienda agricola Vallavan, Ve-ris veneta ristorazione, Gottardi fiori, Marcolin e Resh Agency per il supporto e l’organizzazione dell’evento. Info: www.cooperativasocialefoenis.it

 

 

“A Basovizza sotto le stelle”: posti esauriti, ma ci sarà un’altra replica

Che successo per l’iniziativa “A Basovizza sotto le stelle”! La cooperativa Curiosi di natura ha informato, infatti, che per le domeniche 22 e 29 agosto sono esauriti i posti disponibili per le serate di “Piacevolmente Carso” dedicate all’osservazione della volta celeste con l’astrofisico Giorgio Calderone. Per cui, per ragioni organizzative, non saranno ammessi ulteriori partecipanti. Ma, nel contempo, al fine di soddisfare le richieste pervenute, è in via di organizzazione un’ultima replica, su prenotazione. Pertanto, per ulteriori informazioni, contattare curiosidinatura@gmail.com o il cellulare 340.5569374, o consultare sul web www.facebook.com/curiosidinatura

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In copertina, le stelle viste al telescopio dell’Osservatorio Astronomico di Trieste.

Grado, alberi abbattuti dal fortunale a Portobuso e subito messi in sicurezza

Notevoli danni anche sul territorio del Comune di Grado a causa della grave ondata di maltempo che si è abbattuta su larga parte del Friuli Venezia Giulia nella serata di lunedì scorso. Un’area particolarmente colpita dalle fortissime raffiche di vento è quella di Portobuso, suggestiva località in mezzo alla laguna, dove a farne le spese sono state diverse piante di alto fusto, tanto da richiedere l’immediato intervento di personale specializzato. Lavori che – riferisce una nota municipale – si sono praticamente conclusi nella giornata di ieri con le attività di ripristino e messa in sicurezza degli alberi caduti a seguito del fortunale. Gli interventi sono stati eseguiti da una ditta che opera nel “tree climbing” assieme a dipendenti del Servizio manutenzioni – Verde pubblico del Comune isolano che hanno provveduto con le attrezzature in dotazione a tagliare i rami pericolanti e ad una più generale ricognizione e sistemazione del patrimonio arboreo esistente nella località lagunare. Nei prossimi giorni lo stesso Servizio manutenzioni – assicura, infine, il Comune di Grado – proseguirà il lavoro in autonomia, cercando di migliorare la fruibilità dell’area ove si è accumulato molto materiale di risulta dei diversi tagli che si sono resi necessari.

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In copertina e all’interno un albero abbattuto a Portobuso e finito anche contro un edificio.

Ora un’aria più pulita all’Asu di Udine grazie alla Fondazione Friuli

È anche grazie al contributo della Fondazione Friuli che l’Associazione Sportiva Udinese (Asu) ha potuto installare altri cinque purificatori d’aria di nuova generazione, i Trox Air Purifier (Tap), che vanno a sommarsi agli altri sei in funzione già da alcuni mesi grazie ai contribuiti del Coni Fvg.
I nuovi impianti contribuiranno a sanificare l’aria della sala ritmica (4) e della reception (1) del PalaFiditalia, come hanno avuto modo di chiarire il presidente di Asu, Alessandro Nutta, e il direttore generale, Nicola Di Benedetto, al presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, in visita all’impianto di via Lodi. «Con questi due nuovi impianti, in previsione dalla prossima stagione sportiva, potremo garantire un continuo ricircolo d’aria in tutte le palestre – ha chiarito Nutta -. I purificatori garantiscono un’efficienza del 99,95% sul particolato in sospensione».
Durante l’incontro il presidente Morandini ha avuto modo di vedere in prima persona l’impianto all’avanguardia che Asu ha scelto di installare per tutelare i suoi atleti e tutti i collaboratori: «Siamo lieti di aver potuto mostrare al presidente come il contributo di Fondazione Friuli sia stato speso e illustrare quali sono i nostri prossimi obiettivi di sicurezza», ha proseguito Nutta. L’Associazione Sportiva Udinese, infatti, doterà, nelle prossime settimane, gli spogliatoi e le zone comuni di un impianto di sanificazione centralizzata. Ma è allo studio anche la possibilità di un’attività costante di sanificazione industriale delle superfici. «Oltre al nostro rigido protocollo interno, da subito abbiamo compreso la necessatà di fare un ragionamento più ampio che andasse oltre la fase emergenziale», ha concluso Nutta.
E proprio la logica di investire per il futuro è stata apprezzata dal presidente Morandini: «Lavorare guardando al domani e anticipando le necessità future è certamente un approccio costruttivo, che consente di fronteggiare anche le difficoltà, come quella attuale, del tutto imprevedibile, in maniera proattiva».

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In copertina, Di Benedetto, Morandini e Nutta durante l’incontro.

 

Confcooperative Pordenone ha 70 anni: ora un nuovo logo e poi tanti eventi

Confcooperative Pordenone, realtà composta da oltre 150 associate e oltre 50 mila soci, è pronta a celebrare il suo 70mo anniversario dalla fondazione e per farlo ha presentato il suo nuovo logo elaborato per l’occasione: l’annuncio ha dato il via agli eventi celebrativi che a partire dal 10 settembre e fino al 27 novembre coinvolgeranno non solo le cooperative aderenti, ma anche i cittadini del Friuli occidentale, a testimonianza di come i valori della cooperazione siano ancora validi dopo sette decenni.

LA RICORRENZA

La Provincia di Pordenone nacque “solo” nel 1968, ma Confcooperative Pordenone ora compie 70 anni. Infatti, l’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, che poi assunse il nome di Confcooperative Pordenone, sorse il 15 settembre 1951. “L’essere nati prima ancora della Provincia – spiega il presidente Luigi Piccoli – fu reso possibile dal fatto che questo territorio già da fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, nel credito con le casse rurali e in ambito agricolo, come la prima cooperativa in assoluto a Maniago nel 1882, e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Da queste forti radici ripartiamo oggi per guardare al futuro, cogliendo l’occasione del 70mo anniversario per trovarci e riflettere anche sulle prove a cui la pandemia ci ha sottoposto, evidenziando ancora una volta come passione e resilienza dei nostri cooperatori abbiano permesso di risolvere molti problematiche negli ultimi mesi”.

GLI EVENTI

Il nuovo logo riprende gli elementi della comunicazione coordinata di Confcooperative evidenziando l’importante traguardo temporale raggiunto. L’esordio della nuova veste comunicativa è solo il primo degli appuntamenti in programma nelle prossime settimane. “La cooperazione – aggiunge il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – costituisce un patrimonio economico-imprenditoriale del Friuli occidentale spesso poco conosciuto, a volte considerato obsoleto o ignorato da un clima culturale che mette l’accento in misura maggiore sulla dimensione individuale, più che su quella collettiva. I valori che guidano la nostra associazione sono però sempre più attuali e tramite questi eventi vogliamo renderli più accessibili a tutti”. Finale il 27 novembre alla Fiera di Pordenone con il convegno sui 70 anni alla presenza dei massimi rappresentanti di Confcooperative, a partire dal presidente nazionale Maurizio Gardini. In mezzo altri eventi, da uno spettacolo dei Papu sulla figura del prete cooperatore di Torre monsignor Giuseppe Lozer al tradizionale appuntamento a Pordenonelegge fino al ricordo del senatore, e già presidente di Confcooperative Pordenone, Bruno Giust, passando per eventi curati dalle Donne cooperatrici e dai settori delle Cooperative agricole, sanitarie, sociali e dei Giovani cooperatori.
“Dopo questi eventi – conclude Piccoli – ripartiremo con ancora più energia verso i prossimi 70 anni. Siamo fortemente convinti che la vera sfida per il prossimo futuro sia che la cooperazione diventi il punto di riferimento per chi vuole fare impresa creando valore nel territorio, per coloro che coltivano gli ideali di solidarietà, inclusività e collaborazione”.

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In copertina, Piccoli e Bagnariol con il nuovo logo di Confcooperative Pordenone per i settant’anni.