Lenghis.me, entro domani le iscrizioni al corso di Arlef e Usr per insegnanti

“Lenghis – Ladint Laboratori di didatiche” (lenghis.me), innovativo strumento informatico per la didattica della lingua friulana, italiana e inglese, realizzato dal Claap – Centri di Linguistiche Aplicade “Agnul Pitane”, è stato ulteriormente potenziato e arricchito di contenuti. Un progetto che offre un ulteriore contributo alla domanda espressa dagli insegnanti di poter utilizzare strumenti didattici moderni e interattivi. Per questa ragione l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, che finanzia il progetto, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, per consentire agli insegnanti della scuola primaria di conoscere appieno tutte le potenzialità di utilizzo dello strumento, promuovono il corso di formazione e sperimentazione online “L’uso della biblioteca didattica digitale di Lenghis – Ladint”. Le iscrizioni dovranno avvenire entro domani, 10 novembre.
L’aggiornamento sarà articolato in tre incontri – mercoledì 17, 24 novembre e 1 dicembre, dalle 17 alle 18.30 – tenuti dal professor Adriano Ceschia, assieme ad alcuni membri della Commissione Didattica Lenghis – Ladint, e attivato sulla piattaforma GoToMeeting. In particolare, saranno illustrati la struttura e i contenuti della Biblioteca didattica digitale, ovvero i sussidiari didattici per le diverse discipline di insegnamento che la compongono, e le modalità di utilizzo delle attività proposte dalle diverse schede di apprendimento.
«Nelle scorse settimane abbiamo distribuito i materiali didattici a tutti gli Istituti del territorio friulano. La nostra attività a sostegno della valorizzazione della lingua friulana in ambito scolastico prosegue senza sosta – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino –. Il Claap ha provveduto ad ampliare e migliorare i contenuti di lenghis.me, uno strumento informatico prezioso, di facile utilizzo e dal grande potenziale in una prospettiva plurilinguistica. Ora, con questo corso destinato ai docenti della scuola primaria, l’obiettivo è quello di far conoscere ai primi utilizzatori del mezzo, tutte le potenzialità del portale che sono certo sarà sempre più un importante supporto all’offerta formativa».
Durante i primi due appuntamenti saranno illustrati, anche con apposite simulazioni, le modalità di utilizzo dei sussidiari della Biblioteca di Lenghis per avviare percorsi didattici su argomenti di natura letteraria e scientifica. Il terzo, invece, sarà strutturato come focus group, con l’obiettivo di avviare un confronto sulle esperienze di uso di Lenghis-Ladint.

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E ieri la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Università Alessia Rosolen, ha approvato lo schema di convenzione tra la Regione Fvg e l’Università di Udine relativamente alle attività di formazione degli insegnanti di lingua friulana e dei docenti iscritti all’elenco per l’insegnamento del friulano. Per quel che riguarda la parte economica del provvedimento, la spesa trova a bilancio una copertura finanziaria di 360mila euro per il triennio 2021-2023.  Sul piano dei riferimenti normativi viene richiamata la deliberazione dello scorso mese di ottobre afferente l’approvazione definitiva del Piano generale di politica linguistica per il friulano 2021-2025 proposta dall’Arlef (Agenzia regionale per la lingua friulana). Nel dettaglio, l’accordo deliberato tra l’Amministrazione regionale e l’Ateneo friulano prevede il sostegno economico dei seguenti progetti: la formazione in entrata degli insegnanti di lingua friulana, con il reclutamento di due ricercatori a tempo determinato con durata triennale per l’attività didattica e di ricerca; la formazione in servizio, attraverso dei corsi di aggiornamento, dei docenti iscritti all’elenco per l’insegnamento del friulano. 

Eros Cisilino

L’iscrizione dovrà essere effettuata – entro mercoledì 10 novembre – registrandosi al link https://forms.office.com/r/nQABZMSfq2 . Conclusa l’iscrizione, ciascun partecipante riceverà il link per accedere agli incontri. A quanti parteciperanno integralmente, verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Il programma del corso è disponibile sul sito www.arlef.it
Per qualsiasi informazione è possibile scrivere a scuele@sportelfurlan.eu

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In copertina, il professor Adriano Ceschia che terrà il corso linguistico.

 

A Udine il punto sulla lingua friulana che oggi interessa 600 mila persone

«La terza Conferenza regionale sulla lingua friulana è una tappa importante per le lingue minoritarie. Si tratta di un appuntamento in cui l’Amministrazione regionale si mette in ascolto per fare il punto sulle azioni messe in campo in questi anni e quelle che potremo adottare nei prossimi per migliorare lo stato dell’arte». Lo ha detto, come riferisce Arc, l’assessore regionale delle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, durante la terza Conferenza regionale sulla lingua friulana, che oggi interessa circa 600 mila persone e che si è tenuta nella sede della Regione Fvg, a Udine, all’auditorium Antonio Comelli.


Ora l’obiettivo, secondo l’esponente della Giunta Fedriga, è quindi l’ascolto: «La legge di tutela del friulano impone che vi sia una Conferenza regionale organizzata dal Consiglio del Friuli Venezia Giulia con la motivazione che sia un altro soggetto diverso dall’Esecutivo ad organizzare un evento di verifica su quanto abbiamo fatto nella prima parte del mandato, un’analisi di tutte le attività e le misure adottate. La ratio della Conferenza sta quindi nella logica del controllo: da una parte, c’è l’Esecutivo che compie le azioni e, dall’altra, l’Assemblea legislativa che monitora. Oggi ascoltiamo per capire quali azioni future potranno essere effettuate per migliorare e promuovere le lingue minoritarie, per comprendere cosa va migliorato e per darci una prospettiva volta a valorizzare tutte le lingue minoritarie».
Roberti ha poi rilevato la positività di queste Conferenze ravvicinate, l’altra settimana quella dedicata al tedesco e questa quella allo sloveno: «La pandemia ha fatto slittare gli incontri, ma questo permette meglio di cogliere i tratti comuni e di vicinanza delle lingue minoritarie, quali ad esempio l’educazione, la scuola la programmazione televisiva. Ci sono poi anche esperienze positive da condividere per promuovere l’utilizzo della lingua».
Durante l’evento, si è discusso del nuovo Piano regionale di politica linguistica 2021-2025 che fra le finalità prevede di favorire il ripristino della trasmissione intergenerazionale, di migliorare la qualità della competenza della lingua e l’aumento della stessa nell’uso sociale. Il Piano che ha un approccio trasparente, secondo Roberti, mostra un’impostazione diversa rispetto al passato: «Il documento illustra delle azioni puntuali con relative risorse da spendere nel quinquennio attraverso delle linee specifiche di indirizzo. Una caratteristica importante anche per il monitoraggio. Chiunque potrà verificare se quelle cifre sono state spese e quelle azioni compiute. E’ un approccio importante su cui l’Esecutivo si mette alla prova e rimarca la convinzione dell’Amministrazione regionale nel proseguire a valorizzare tutte le lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia».
Il Piano, che vale circa 22 milioni di euro sul quinquennio, per l’esponente della Giunta Fedriga ha un altro aspetto rilevante. «Il documento va a cavallo di più legislature e comprende un periodo più lungo della mera scadenza elettorale del 2023. E’ un segnale preciso perché a prescindere da chi governerà, non possiamo perdere il plurilinguismo che va preservato, ci caratterizza e garantisce la specialità».
La Conferenza ha rappresentato quindi un vero e proprio stato dell’arte, organizzata dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, e dalla Regione con il coinvolgimento di istituzioni, docenti ed esperti che si occupano a vario titolo dello sviluppo della “marilenghe”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, di Enrico Peterlunger, delegato dell’Università di Udine per la lingua friulana, di Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, moderati dal consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza Emanuele Zanon, si è dato il via al confronto attraverso una serie di interventi.
Fra questi, Salvatore Campo, direttore del Servizio lingue minoritarie, ha fornito alcuni spunti per una nuova strategia di sviluppo della lingua friulana, mentre Michele Gazzola, docente dell’Università dell’Ulster ha parlato del piano generale di politica linguistica per il friulano e Linda Picco, dello Sportello regionale per la “marilenghe”, ha esposto l’attuale situazione sociolinguistica rilevando come secondo una ricerca del 2014 siano 600 mila i friulanofoni: 420 mila parlano regolarmente il friulano e 180 mila in modo occasionale. Quanto alla comprensione della lingua, i dati indicano che è compresa da 9 persone su 10 in Friuli. Infine, per quanto concerne i giovani, se da un lato non esiste più l’idea della lingua carica di uno stigma sociale, una lingua considerata “dei vecchi”, dall’altro manca la carica ideologica ed emotiva presente nelle generazioni precedenti.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, il tavolo dei relatori alla Conferenza.

 

Trent’anni di cooperazione sociale: sono oltre 200 le realtà attive oggi in Fvg

L’8 novembre 1991, la Legge 381 dava riconoscimento al fenomeno della cooperazione sociale la cui origine aveva però origini più lontane: la prima esperienza di quel tipo nasceva, infatti, a Trieste per ispirazione di Franco Basaglia il 16 dicembre 1972. Oggi, le cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia aderenti alle tre centrali dell’Alleanza delle Cooperative Italiane sono 202: tra queste, 161 aderenti a Confcooperative-Federsolidarietà. Una crescita fondamentale: 15 anni fa, nel 2006, le cooperative sociali di questa associazione erano soltanto 117. Gli addetti sono passati da 4.600 a 7.600 (+66%) e i ricavi sono cresciuti di pari passo: nel 2006 erano 106 milioni di euro; nel 2019, sono stati 258 milioni, con 159 milioni di euro di salari riversati sul territorio, in figure professionali adeguate, favorendo la progressiva crescita delle qualifiche a tutto vantaggio dei cittadini.

Protagonisti del welfare -«La cooperazione sociale è il principale attore del welfare regionale. A esempio – spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà Fvg -, gli asili nido gestiti da cooperative ospitano oltre 2.000 bambini l’anno. Molto spesso, dietro un servizio pubblico c’è una cooperativa sociale la quale ci mette professionalità, risorse umane, investimenti. La cooperazione sociale, dunque – prosegue Fontana – ha maturato una notevole esperienza nella risposta ai bisogni delle persone fragili, con una crescita professionale anche degli operatori. Tant’è che, con la collaborazione degli atenei di Trieste e Udine, sono stati riqualificati circa 1.400 educatori che avevano già maturato almeno tre anni di esperienza. Con queste premesse, il ruolo della cooperazione, in futuro, sarà cruciale. Si dovrà organizzare il “welfare di nuova generazione” consolidando realtà già esistenti (asili, case di riposo, centri diurni) e sviluppando modelli innovativi di presa in carico degli anziani, nell’ambito della domiciliarietà e dell’abitare inclusivo. E questo in un contesto in cui il Terzo Settore subentrerà sempre di più in funzioni un tempo appannaggio del settore pubblico in senso stretto. In tal senso – è ancora l’opinione di Fontana -, esistono diversi strumenti che regolano il rapporto tra pubblico e privato sociale, accanto a quello “classico” dell’appalto: dal dialogo competitivo alla coprogettazione. Tutti danno un ritorno per quanto riguarda la qualità dei servizi grazie all’elevata professionalità che esprimono le cooperative. Gli strumenti, però, vanno attuati mantenendo saldi due aspetti: la qualità del servizio reso e la corretta remunerazione dello stesso», è la conclusione di Fontana.

La celebrazione a Roma  – Organizzato da Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali, domani 8 novembre, all’auditorium Ara Pacis di Roma, dalle ore 10.30 alle 13.30, si terrà un evento celebrativo in occasione del trentennale della legge 381 dal titolo: “Tre Otto Uno – Welfare di Nuova Generazione”. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sui canali social di Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali.

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In copertina, il presidente di Federsolidarietà Fvg Luca Fontana.

 

Confartigianato-Imprese Udine elogia la formazione del Centro Bearzi

Confartigianato-Imprese Udine rinsalda simbolicamente il legame con il mondo della formazione regalando agli studenti del Centro professionale del Bearzi 50 tute da lavoro. Destinatari dell’omaggio, che è stato consegnato nel corso di una cerimonia a scuola, sono gli studenti del corso di meccanica industriale.


“E’ un modo per ringraziare il Bearzi per il prezioso lavoro che la scuola sta facendo a supporto dell’artigianato – ha detto nel consegnare le tute il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Questa realtà è tra le eccellenze della formazione professionale in regione e siamo felici di poter collaborare per il bene dei nostri giovani e delle nostre aziende”.
Realtà come il Bearzi si stanno più che mai oggi rivelando fondamentali nel mismatch tra domanda e offerta di lavoro, nell’offrire al mercato profili professionali che sono sempre più difficili da trovare. Tilatti ha quindi ringraziato anche i ragazzi, “per la scelta che hanno fatto e per l’investimento che le famiglie fanno sul loro futuro. Gli artigiani e le imprese del territorio hanno bisogno di collaboratori formati e specializzati”. Profili che da sempre il Bearzi contribuisce a formare. Da quest’anno, anche con un percorso in più, quello per conseguire il diploma di tecnico della saldatura, figura tra le più ricercate dalle aziende in questo momento.
“Il mondo della formazione – ha detto dal canto suo il direttore del Bearzi, don Lorenzo Teston, ringraziando Confartigianato per l’iniziativa – è al servizio del territorio per il bene dei giovani e siamo ben contenti di lavorare insieme con altre agenzie del territorio che condividono con noi da tempo gli stessi obiettivi”. Alla cerimonia, che segue quella recente al Civiform di Cividale, hanno preso parte oltre a Tilatti e al direttore dell’Istituto, don Teston, anche il coordinatore del Cnos-Fap Bearzi, Giulio Armano, il coordinatore del settore meccanico, Guerrino Castellani, e alcuni allievi in rappresentanza delle classi terze.

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In copertina e all’interno il presidente Tilatti alla consegna delle tute da lavoro al Centro Bearzi.

 

Tutela della lingua friulana, oggi a Udine si presenta il piano generale per 5 anni

di Mariarosa Rigotti

Attenzione focalizzata sulla “marilenghe” quest’oggi, 5 novembre, a Udine, grazie alla “Conference regionâl su la lenghe furlane”. Questo grazie alla terza Conferenza regionale di verifica e di proposta per la lingua friulana che si animerà, dalle 14.30 alle 19.30, a Udine, nel palazzo della Regione Fvg, in via Sabbadini, trovando spazio all’auditorium “Antonio Comelli”. Da sottolineare che, nell’ambito della conferenza, sarà presentato il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-2025, assieme alle strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, amministrazione pubblica, istruzione, nuove tecnologie, mass media e promozione sociale. Un appuntamento che si rifà alla legge regionale 29/2007 (norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana), convocata dal dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin.

Piero Mauro Zanin


Quanto agli obiettivi: la conferenza ha il compito di valutare le attività di tutela e promozione svolte negli ultimi cinque anni e, come detto, di proporre nuove azioni utili allo sviluppo della lingua friulana. Nell’ambito della Conferenza, saranno presentati, appunto, il nuovo Piano Generale di Politica Linguistica 2021-2025, e le strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, pubblica amministrazione, istruzione, tecnologie, mass media e promozione sociale.
Va ricordato che per realizzare la conferenza è stata costituita una cabina di regia, presieduta dal consigliere regionale Emanuele Zanon, su mandato dell’ufficio di presidenza, che ha seguito le fasi di ideazione e coordinamento necessarie alla realizzazione della conferenza stessa. La “cabina” è composta da Consiglio regionale Fvg, Arlef, Assessorato regionale alle autonomie locali, Assemblea di comunità linguistica friulana, Università degli studi di Udine, Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e il Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, Direzione centrale lavoro e il Servizio istruzione, Ufficio scolastico regionale. La Conferenza è organizzata dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe furlane e dalla Segreteria generale del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia.
Così, ricordando il programma nel dettaglio, alle 14.30 si aprirà l’incontro con il saluto delle autorità: Pietro Fontanini, sindaco di Udine; Enrico Peterlunger, delegato lingua friulana dell’Università di Udine; Eros Cisilino, presidente Arlef; Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie; Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale. Modera Emanuele Zanon, consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza.

Pierpaolo Roberti


Quindi, alle 15, l’introduzione con Salvatore Campo, vicedirettore centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e direttore Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, che interverrà su “Spunti per una nuova strategia regionale per lo sviluppo della lingua friulana”; quindi Michele Gazzola, professore di amministrazione e politiche pubbliche dell’Università dell’Ulster, relazionerà su “La progettazione del sistema informativo del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”, mentre Linda Picco, dello Sportello regionale per la lingua friulana, parlerà di “Lingua friulana: la situazione sociolinguistica”.
Invece, alle 16, il tema affrontato sarà “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025 (prima parte). Allora si conteranno gli interventi di Donato Toffoli del Comitato tecnico scientifico dell’Arlef con “Il corpus della lingua friulana”; Gerardo Tolentino, titolare posizione organizzativa coordinamento lingue minoritarie parlerà de “La Pubblica amministrazione”. A questo punto, si arriverà alle 17, ci saranno 20 minuti di pausa. Quindi, alle 17.20, inizierà la seconda parte del tema “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025. Previsti gli interventi di: Marco Torresin, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane con “I media e la promozione sociale”, Alberto Masini, Consulente innovazione digitale e tecnologie per le lingue con “Le tecnologie”, Ketty Segatti, vicedirettore centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia e Direttore Servizio Istruzione che relzionerà su “Il sistema di istruzione”. Modera William Cisilino, direttore Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane.
Infine, alle 18.50, le conclusioni con Markus Maurmair, presidente Assemblea della comunità linguistica friulana, Eros Cisilino, presidente Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie e Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale.
Va ricordato che, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti, l’accesso all’auditorium sarà consentito soltanto alle persone in possesso della certificazione verde (Green Pass) e ci sarà l’obbligo di utilizzare la mascherina chirurgica. Mentre, per coloro i quali non potranno intervenire in presenza, c’è la possibilità di seguire l’incontro in diretta streaming. Ciò sarà possibile andando sul profilo Facebook e su YouTube Arlef dove l’audio sarà disponibile nella versione in lingua originale (italiano e friulano) e poi c’è la diretta Tv sul sito del consiglio regionale www.consiglio.regione.fvg.it e webTV regionale www.fvg.tv

Eros Cisilino

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In copertina, il palazzo della Regione Fvg in via Sabbadini a Udine.

Lilt Udine, domani sotto la lente la prevenzione dei tumori maschili

«Ottobre è da sempre considerato il mese rosa della prevenzione al femminile, ma da quest’anno la Lilt di Udine vuole colorare questo mese anche di azzurro per coinvolgere in questo stile comportamentale anche il genere maschile e per ricordare agli uomini che solo la prevenzione primaria e la diagnosi precoce possono aumentare la percentuale di guarigione della sfera genitale maschile». È questo l’obiettivo del convegno organizzato dalla Lilt friulana e riassunto nel significativo titolo “Generi diversi, obiettivo comune nella prevenzione e nella lotta ai tumori”, che si terrà domani, 6 novembre, a Udine (sala Ajace, ore 9) per sensibilizzare entrambi i generi alla conoscenza e coscienza dei diversi tipi di neoplasie.
Sono previste due sessioni, la prima (“Personalizzare il percorso terapeutico: l’oncologia di precisione”) coordinata da Giuseppe Damante e Lorenzo Gerratana, la seconda incentrata su “Aspetti psico-sociali e tutela dei pazienti” moderata da Claudia Andretta e Paola Ermacora.
La prenotazione è obbligatoria (via e-mail indirizzata a liltudine@gmail.com o telefonicamente allo 0432.481802) sia per la partecipazione in presenza – 100 posti, obbligo di green pass e mascherina indossata – sia online (webinar). Per personale sanitario e studenti di medicina o infermieristica è prevista la consegna di un attestato di partecipazione.

 

“Mattarella ad Aquileia e a Redipuglia per il Milite Ignoto è un segno di unità”

«La presenza oggi ad Aquileia e Redipuglia del Presidente della Repubblica è un omaggio non soltanto alle persone che hanno combattuto per l’Italia, ma anche un messaggio per ritrovare un’unità, oltre che nazionale, anche tra le persone e le comunità. Un segnale di grande importanza in un momento complesso come quello attuale». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al termine delle cerimonie commemorative per il Centenario del Milite Ignoto svoltesi al Cimitero degli Eroi di Aquileia e al Sacrario militare di Redipuglia, che hanno visto la partecipazione del Capo dello Stato Sergio Mattarella, dei ministri della Difesa Lorenzo Guerini e delle Politiche giovanili Fabiana Dadone, nonché del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin e, tra gli altri, delle più alte cariche civile e militari regionali.

Mattarella e Fedriga ad Aquileia.

Ringraziando il Presidente per le ripetute visite in Friuli Venezia Giulia, Fedriga ha evidenziato – si legge in una nota Arc – come «in questi anni siano stati fatti passi avanti importantissimi per superare le divisioni che hanno caratterizzato il Novecento e che hanno insanguinato le nostre terre. La presenza dei Presidenti Mattarella e Pahor a Trieste e Gorizia è un segnale di unità confermato dalla nomina di Nova Gorica e Gorizia a Capitale della Cultura 2025: avere una capitale in due città appartenenti ad altrettanti Stati è un fatto straordinario che rappresenta un evento storico per l’Europa e i nostri popoli».
Il capo dell’esecutivo Fvg ha quindi spiegato che «il Milite Ignoto, con la forza dell’esempio e la potenza del suo silenzio, ci ricorda che nei momenti più difficili la nostra comunità è capace di riannodare il filo della concordia e di superare le divisioni e le difficoltà. I valori rappresentati dal Milite Ignoto, oggi celebrati ad Aquileia e Redipuglia, sono quindi un esempio a livello nazionale e meritano di essere recuperati perché ci ricordano come rimanendo unito il popolo italiano abbia saputo superare i drammi derivanti dalle due guerre mondiali».

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In copertina e qui sopra l’omaggio del Capo dello Stato a Redipuglia, dove c’è stato anche il sorvolo del Sacrario da parte delle Frecce Tricolori.

Giorno dell’Unità nazionale, l’Apo ricorda il sacrificio delle Brigate Osoppo

In questi giorni in cui si rende onore alle Forze armate e si festeggia il Giorno dell’Unità nazionale: l’Apo ricorderà i tanti uomini e donne delle Brigate Osoppo che hanno dimostrato con il proprio sacrificio personale di aver amato la Patria, per cui varie delegazioni si recheranno nei tanti luoghi dove sono sepolti coloro che hanno combattuto per la difesa dei propri “Fogolars” come dice il motto osovano. Saranno ricordati e onorati uomini e donne straordinari cui è toccato vivere momenti tragici della nostra storia, ma che hanno saputo affrontare con coraggio situazioni drammatiche.

Roberto Volpetti


«Renderemo omaggio – afferma il presidente dell’Apo, Roberto Volpetti – alle tombe dei nostri uomini: alle tante medaglie d’oro fra i quali ricordiamo Francesco De Gregori, Renato Del Din, Giovanni Battista Berghinz, Aldo Zamorani e Giuseppe De Monte, ai comandanti osovani come Candido Grassi, Manlio Cencig e Marino Silvestri, altri come Giorgio Zardi, Giovanni Battista Carron, Pietro Pascoli, Federico Tacoli e Cesare Marzona che per lunghi anni sono stati presidenti dell’Apo. Non abbiamo dimenticato le grandi figure di sacerdoti che ci hanno accompagnato come don Emilio de Roia, don Redento Bello e don Ascanio de Luca. Un ringraziamento al Comune di Udine che provvede a ricordare Gastone Valente, osovano ucciso alle Malghe di Porzus, e cittadino benemerito della nostra città. Un fiore – continua Volpetti – verrà portato ai monumenti funebri ove sono sepolti assieme partigiani della Osoppo: quelli di Udine, di Attimis, di Gemona del Friuli e quello di Casarsa della Delizia dove è sepolto anche Guido Pasolini».
«Quest’anno la commemorazione dei defunti e il Giorno dell’Unità nazionale – conclude il presidente Volpetti – coincidono con la ricorrenza del 100° anniversario del viaggio del Milite Ignoto: nel 1921 infatti partì da Aquileia il treno che portò l’urna con il Soldato Ignoto all’Altare della Patria. Come è stato ricordato in questi giorni dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori a ogni passaggio. Il ministro poi ha invitato al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro. L’Apo si riconosce e condivide pienamente le parole del ministro Guerini».

Il monumento che ricorda Guido Pasolini nel cimitero di Casarsa.


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In copertina, ecco le Malghe di Porzus teatro dell’eccidio del 1945.

Udine e Friuli polo di formazione tecnica: borse di studio camerali per due Its

Udine e il Friuli, area con una vocazione quasi naturale alla formazione tecnica e con la capacità di diventare polo attrattivo e altamente specializzato per istituti come gli Its, gli istituti tecnici superiori. La Camera di Commercio Pordenone-Udine, per voce del suo presidente Giovanni Da Pozzo, è convinta che la strada già imboccata sia con iniziative consolidate e di successo sia con novità importanti – come l’avvio in questi giorni dell’Its ad Amaro –, sia quella giusta. Tant’è che l’ente ha già deciso di avviare delle borse di studio per sostenere la partecipazione dei giovani a queste realtà formative polispecialistiche, partendo proprio dall’Its carnico e dall’Its Malignani di Udine. «Come Camera abbiamo voluto impegnare prime risorse per supportare i giovani che decidono di intraprendere questa strada, indiscutibilmente significativa per l’economia del nostro territorio e non solo», afferma Da Pozzo, specificando che si tratta di 50 mila euro complessivi che saranno erogati in forma di mille euro a borsa di studio. «Peraltro – aggiunge – il nuovo Its di Amaro, frutto della collaborazione tra Fondazione Altoadriatico e Carnia Industrial Park, va a dare una risposta importante a un’area della montagna friulana, quindi ha anche questa ulteriore accezione meritoria, integrando una predisposizione all’innovazione che si sta sempre più radicando nelle imprese della zona e specificamente del parco industriale».
Ma il presidente camerale ha in mente una specializzazione territoriale che ben può abbracciare tutto il Friuli, «dove le nostre aziende sono alla continua e sempre più spesso difficoltosa ricerca di figure tecniche specializzate da inserire in organico e far crescere, figure nel vastissimo campo del digitale, della meccatronica, delle tecnologie legate all’industria, ma anche all’agricoltura, dell’energia, della sostenibilità», conferma Da Pozzo, citando i dati delle rilevazioni periodiche Unioncamere-Excelsior. «Secondo le elaborazioni di queste rilevazioni, realizzate dal nostro Centro studi camerale in settembre – ricorda Da Pozzo –, in confronto con lo stesso periodo del 2019, le entrate previste nel mondo del lavoro ad esempio per gli specialisti in informatica sono cresciute del 75%». E analogamente accade per progettisti, ingegneri e professioni assimilate (+42,9%), per gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (+41,1%), per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione del (+6%), con aumento crescente nella difficoltà di reperimento. «Senza poi parlare dell’esigenza del personale per servizi altamente specializzati della ristorazione e del turismo – puntualizza Da Pozzo –, altro comparto fondamentale della nostra economia dove anche ci sarebbe molto da fare in termini di formazione specializzata».
In tal senso, Da Pozzo rimarca come una delle idee per la trasformazione del quartiere fieristico di Martignacco possa configurarsi come ulteriore area logistica qualificata per essere sede di un’area di formazione tecnica specialistica e di tutti i settori. «Il Friuli – conclude il presidente – può diventare un polo attrattivo e un punto di riferimento per tutta la regione e oltre. Sono occasioni importanti, queste, per investire davvero nel futuro, produrre competenze qualificate, intensamente ricercate dall’impresa e destinate a diventare sempre più fondamentali per un’economia che vuole crescere e farlo bene, con consapevolezza ed eccellenza».

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo. (Foto Petrussi)

Ad Aquileia e in tutto il Fvg il ricordo del viaggio centenario del Milite Ignoto

Sentita e partecipata cerimonia ad Aquileia, e idealmente in tutto il Friuli Venezia Giulia, per ricordare il centenario della partenza del feretro che conteneva la salma del Milite Ignoto. Infatti il 29 ottobre del 1921, lasciò la stazione ferroviaria della città romana (ormai demolita da molti anni) il convoglio che trasportava l’affusto di cannone con sopra deposta la bara del Soldato Ignoto, ricoperta dalla Bandiera Tricolore. Lo stesso viaggio è stato riproposto a 100 anni di distanza, con le carrozze ferroviarie d’epoca, il locomotore a vapore del 1921 e il vagone che fece il trasporto della salma indicata da Maria Bergamas. Il treno è partito dalla stazione di Cervignano con destinazione Gorizia e Udine, e poi ancora le tante altre città d’Italia che un secolo fa si strinsero commosse al suo passaggio. La cerimonia vera e propria, che ha visto la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, di tanti sindaci del Friuli Venezia Giulia, di rappresentanti di numerose Associazioni combattentistiche e d’arma (fra le quali anche la Federazione Italiana Volontari della Libertà con il proprio medagliere e l’Associazione Partigiani Osoppo Friuli), si è tenuta nella piazzale della Basilica di Aquileia.

La cerimonia ad Aquileia.

La commemorazione è iniziata con l’intervento del sindaco Emanuele Zorino, che ha portato il saluto della comunità: «Cento anni fa – ha detto – Aquileia diventò madre, simbolo di tutte le città italiane che vissero i lutti della Grande Guerra. Un secolo fa ogni famiglia piangeva un proprio caro, ma un secolo fa con il viaggio del Milite Ignoto si creò l’unità della nazione».
Ha preso poi la parola il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato il parallelismo fra due epoche: «Cento anni fa si è visto lo spirito di unità del Paese e la riconoscenza verso le persone che si erano sacrificate. Oggi non volgiamo lo sguardo solo per ricordare e onorare la memoria, ma dobbiamo recuperare da quel passato il significato di essere uniti. Una unità necessaria per affrontare le sfide che stiamo vivendo». E’ stato quindi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a chiudere i discorsi ufficiali, rivolgendo un saluto e ringraziando, oltre alle varie autorità, i sindaci presenti: «So quanto importante è il vostro lavoro quotidiano». Si è rivolto poi alle scolaresche, numerose nella antica piazza Capitolo: «Siete il futuro del Paese. Queste celebrazioni sono per voi. Il viaggio del Milite Ignoto è stato un momento fondamentale della storia italiana, un viaggio di unificazione del Paese, dopo la tragedia della Prima Guerra Mondiale. Quel viaggio ha formato l’identità del Paese, un viaggio che fu compiuto fra due ali di folla, con una partecipazione popolare rilevantissima e lanci di fiori ad ogni passaggio». Il governatore Fvg ha infine concluso: «Il mio è un invito al silenzio, senza retorica, per una celebrazione che unisca ancora una volta l’Italia e possa dargli forza per il futuro».
Le autorità hanno poi inaugurato il restaurato Cimitero degli Eroi, dove sono sepolti i 10 soldati sconosciuti che non furono scelti per rappresentare il Milite Ignoto e anche la stessa Maria Bergamas, la mamma di un soldato disperso che nella Basilica di Aquileia indicò il feretro portato all’Altare della Patria, mentre in cielo le Frecce Tricolori hanno dispiegato per due volte il verde, bianco e rosso della Bandiera nazionale. Nel frattempo, è sfilata la teca contenente la Bandiera che avvolse l’urna del Milite Ignoto e che è stata portata a Cervignano per essere collocata sul treno storico alla volta di Roma, rifacendo così il viaggio di un secolo fa. E’ poi seguita la cerimonia di inaugurazione del cantiere per la ricostruzione della piccola stazione ferroviaria di Aquileia, ormai demolita da molti decenni: da lì infatti partì il treno che portò il Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.
Alla conclusione della commemorazione vi è stato un breve incontro con il ministro Guerini: il presidente della Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Roberto Volpetti, ed il presidente Massimiliano Fedriga hanno rivolto al titolare della Difesa l’invito a presenziare alla cerimonia commemorativa dell’Eccidio alle Malghe di Porzus che avrà luogo nel prossimo mese di Febbraio. Il ministro ha assicurato la propria presenza.
Guerini e le altre autorità – all’incontro erano presenti anche l’onorevole Debora Serracchiani e Ivano Strizzolo – si sono quindi trasferiti presso la stazione ferroviaria di Cervignano dove hanno preso posto sul treno storico che è partito alla volta di Gorizia, ripercorrendo il tragitto di un secolo fa. Alla stazione di Udine ad attendere il convoglio erano presenti sulle banchine centinaia di persone. Fra queste il sindaco Pietro Fontanini e decine di associazioni con bandiere e labari. Presenti anche l’assessore regionale Stefano Zannier e la medaglia d’oro Paola Del Din, presidente emerita della Federazione Italiana Volontari della Libertà, che è stata la prima e l’ultima persona, molto anziana, ringraziata dal ministro Guerini. Il treno è poi proseguito in direzione Venezia, fermandosi nelle altre stazioni friulane: Casarsa della Delizia, Pordenone, Fontanafredda e Sacile. Ad ogni tappa vi è stata una entusiastica partecipazione di autorità e popolazione.

La cerimonia a Udine.

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In copertina, la storica locomotiva del 1921 che ha trainato il convoglio rievocativo; qui sopra, immagini del suo arrivo alla stazione di Udine. (Foto Regione Fvg)