Tagli fiscali nella legge di bilancio: il plauso di Confartigianato Udine

Giudizio positivo quello di Confartigianato-Imprese Udine sull’accordo fra Governo e partiti di maggioranza a proposito dell’utilizzo degli 8 miliardi previsti dal disegno di legge di Bilancio 2022 a riduzione della pressione fiscale. Per il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, «l’accordo ha il merito di concentrare le risorse su pochi interventi selezionati, prevedendo l’abrogazione dell’Irap per tutte le persone fisiche, oltre a comportare un risparmio per ditte individuali di oltre 900 milioni di euro, nonché di semplificare la vita ad oltre 1,6 milioni di contribuenti eliminando l’obbligo di presentazione della dichiarazione».
Tilatti fa eco al presidente nazionale di Confartigianato-Imprese, Marco Granelli: «Apprezziamo pure la scelta di un intervento sistematico sulle aliquote Irpef a beneficio di tutti i contribuenti. Auspichiamo infine che, nell’ambito della discussione, la no tax area per gli autonomi venga adeguata nell’importo così da ridurre la differenziazione di aliquote effettive Irpef oggi esistente fra le diverse forme di reddito da lavoro».

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In copertina, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti.

 

Confcooperative Pordenone da 70 anni: grande forza per reagire alla pandemia

(g.l.) «Confcooperative Pordenone rappresenta oggi quasi l’80% delle cooperative presenti nella provincia: 136 cooperative e 2 banche di credito cooperativo, 440 milioni di euro il valore della produzione e più di 7 miliardi la raccolta globale sommata agli impieghi delle banche di credito cooperativo; più di 60 mila i soci e oltre 7 mila gli occupati. Sono numeri importanti, riteniamo, in tempi di crisi, soprattutto perché riflettono una sostanziale tenuta del sistema. Un patrimonio di imprese presenti in tutti i settori dell’economia. Infatti, la cooperazione pordenonese si caratterizza per essere “trasversale” a tutti i settori, in quanto abbraccia il credito, l’agricoltura, il sociale, la distribuzione, la produzione, i servizi, l’edilizia, il sanitario. Confcooperative Pordenone è il luogo ideale dove queste cooperative possono incontrarsi, ascoltarsi e fare sintesi, creare spazi di comunicazione per costruire risposte adeguate a scenari in continua evoluzione. Le quattro principali attenzioni su cui stiamo puntando in occasione del 70mo di fondazione della nostra realtà sono un occhio alla storia ed alle nostre radici; e poi il ruolo delle donne cooperatrici; lo spazio per i giovani cooperatori; e infine, ma centrale, la cooperazione come fattore di sviluppo nella comunità». È, questo, il passo centrale della relazione celebrativa – “Facciamo impresa nella comunità dal 1951” è il suo titolo – tenuta ieri dal presidente Luigi Piccoli per ricordare i 70 anni di Confcooperative Pordenone che, erede della cooperazione di fine Ottocento e inizio Novecento, sorse nel 1951. Il convegno “La Cooperazione a Pordenone. I 70 anni di Confcooperative”, in Fiera, ha così permesso di fare un quadro non solo della storia ma anche della situazione attuale del mondo cooperativo provinciale, alle prese con la sfida del Covid-19 e con le dinamiche del mercato senza dimenticare mai i suoi fini sociali.

I presidenti Gardini e Piccoli.

«In questa terra ci sono distretti con una densità cooperativistica tra le più alte d’Italia – ha fatto eco a Piccoli il presidente di Confcooperative nazionale, Maurizio Gardini, ospite della importante giornata -: cooperative che in questi 70 anni hanno vissuto il periodo della ricostruzione e dello sviluppo, dalla povertà del dopoguerra a comunità orientate al futuro. La pandemia ha portato fratture sociali ma anche nuove sfide e opportunità, come per esempio i fondi del Pnnr, oltre a bisogni della società civile che anche qui a Pordenone troveranno risposta grazie alle cooperative».
«La Destra Tagliamento – ha osservato, dal canto suo, l’assessore regionale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier – come dimostrano i dati, si manifesta ancora come un’entità territoriale dinamica e in controtendenza, in senso positivo, rispetto agli effetti del momento indotti anche dalla pandemia. È una realtà che se ha risentito della situazione causata dall’emergenza sanitaria, ha saputo ripartire subito adeguandosi alle mutate necessità della società e alle richieste e attese dei mercati, traguardando in prospettiva. Questo, com’è tradizione per il mondo della cooperazione e com’è tradizione del tessuto economico produttivo, che alla pari della cooperazione nel Pordenonese ha una tradizione ultrasecolare». «Il modello cooperativistico – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – tiene anche nel terzo millennio e resiste agli effetti della pandemia, anche se in alcune realtà del Friuli Venezia Giulia deve scontare le difficoltà nel poter individuare figure disponibili per la governance del movimento: una criticità alla quale riescono a sopperire tecnici e professionisti capaci. È a loro che si deve il successo di un modello nato dalla solidarietà e cresciuto adattandosi alle esigenze della società e delle realtà locali, nel quale la Regione continua a credere e al quale non manca di continuare ad assicurare l’appoggio necessario. L’elemento inconfutabile – ha concluso Zannier – capace di far emergere il Pordenonese tra le diverse realtà del Nord Est, è la capacità fare rete e sistema, mentre sul territorio altre aree si presentano disgregate forse perché gli stessi strumenti legislativi non più attuali rendono difficili i compiti di vigilanza e governo della situazione».

La tavola rotonda.

I lavori – davanti a una platea con diversi consiglieri regionali, sindaci, amministratori e presidenti di cooperative – si erano aperti con la premiazione dell’unica cooperativa ancora attiva tra quelle fondatrici del 1951 – la Latteria di Palse con il presidente Giuseppe Zanetti – e una di quelle di più recente costituzione – la cooperativa di comunità Insieme di Meduno sorta da poche settimane, con la socia Anna Iogna che ha portato i saluti della vicepresidente Patrizia Marescutti -, oltre al neocostituito Gruppo giovani di Confcooperative Pordenone con il referente Luca Luison della cooperativa Il Piccolo Principe. Sul palco anche i sindaci dei due Comuni delle Cooperative della provincia pordenonese, Lavinia Clarotto (Casarsa della Delizia) e Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda), realtà dal grande Dna cooperativo visto il numero di imprese presenti. Saluti istituzionali sono stati portati dal vescovo di Concordia-Pordenone, Giuseppe Pellegrini, da Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg e portavoce regionale di Alleanza Cooperative Italiane, e dal consigliere del Comune di Pordenone, Massimo Drigo, che ha consegnato una targa commemorativa a Confcooperative.

I sindaci Leon e Clarotto.

La targa comunale di Drigo.

Premio a Luison.

Lo studio “La cooperazione pordenonese alla prova della pandemia: un dinamismo in trasformazione”, realizzato dal professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, ha quindi evidenziato come in generale la cooperazione pordenonese (che vale il 10% della forza occupazionale provinciale) guardi al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla vicina Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete dopo le sfide del Covid-19. «Il 71% delle associate di Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani di meno di 30 anni tra gli addetti, il 41% con lavoratori di origine straniera e il 60% ha donne in ruoli di responsabilità. In totale – ha spiegato il luminare – la cooperazione pesa per il 10% dell’intero panorama occupazionale in provincia di Pordenone. Livelli occupazionali che durante la pandemia sono rimasti stabili nel 65% delle cooperative, con un 23% che ha pure aumentato gli addetti. Per il secondo semestre 2021 ci si aspetta una crescita sul mercato interno per il 36,3% mentre chi esporta sta vivendo con preoccupazioni le tensioni internazionali. In generale, la cooperazione pordenonese guarda al futuro prossimo con ottimismo in modo certamente più deciso rispetto alla Marca trevigiana e, soprattutto, alla media delle colleghe venete. Mediamente ogni mese le cooperative intessono relazioni con oltre 3.600 famiglie, 110 associazioni di volontariato e 75 associazioni di categoria con cui costruiscono progettualità e interventi. Sotto il profilo economico sono in filiera con oltre 5.800 imprese e 1.600 fornitori. In altri termini, sviluppano un “PIL sociale” che non è conteggiato nelle stime dell’economia reale, ma senza il quale l’intera società (e di conseguenza l’economia) ne risentirebbe fortemente».

Premiati Palse e Meduno.


A seguire la tavola rotonda sul tema “La cooperazione fattore di sviluppo nella comunità”, moderata dal direttore di Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha visto, oltre al citato assessore regionale Zannier, il vicepresidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti, il consigliere del Consorzio tutela Doc Prosecco e presidente di Confcooperative Belluno Treviso, Valerio Cescon, assieme agli stessi Piccoli e Marini, ragionare su stato di fatto e obiettivi futuri della cooperazione. Conclusioni, quindi, affidate al presidente nazionale Gardini.

Due settori della sala in Fiera.

Programma della giornata celebrativa a cura degli uffici di Confcooperative Pordenone guidati dal direttore Marco Bagnariol con il supporto della cooperativa Nuove Tecniche.
L’evento ha beneficiato del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e dei Comuni delle Cooperative Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda. Le iniziative sono state sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, Carac, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.

(Servizio fotografico di Setefano Covre Nuove Tecniche)

 

Ventata di allegria nel cuore di Udine con il Flashmob di Special Olympics Fvg

A ritmo di musica (“Live is Life” di Opus), con le loro “divise” rosse, hanno portato una ventata di allegria nel cuore di Udine, in piazza Libertà. I ragazzi di Special Olympics Fvg, assieme a familiari e volontari, per l’ottavo anno, sono stati i protagonisti, nel pomeriggio di ieri, del Flashmob organizzato dal Movimento Special Olympics Italia per ricordare la giornata internazionale delle persone con disabilità (il 3 dicembre). Un inno all’integrazione, aperto a tutti, e realizzato all’insegna del divertimento e dello stare insieme, che ha visto intervenire anche Loris Michelini, vicesindaco di Udine.

SPORT E DISABILITÁ – Dopo più di un anno in cui, a causa della pandemia, gli organizzatori hanno dovuto rinunciare a molti eventi, ieri, con tutte le necessarie precauzioni, l’evento è tornato nelle piazze di tutta Italia e anche in Friuli Venezia Giulia. «È innegabile che Special Olympics sia una parte importante della vita di ogni atleta, familiare, volontario, coach e che in ogni evento si crei un’atmosfera unica, si respiri semplicemente “vita” nella sua essenza più pura», ha ricordato Giuliano Clinori, presidente Special Olympics Fvg e vicepresidente nazionale di Csen. Tutte le iniziative, compresa quella in terra friulana, saranno racchiuse in un unico video conclusivo – come in un unico grande Flashmob – che sarà pubblicato sui social di Special Olympics Italia (Facebook , Instagram) proprio il 3 dicembre.

SPECIAL OLYMPICS IN FVG – Il movimento nella regione Friuli Venezia Giulia conta 11 Team ben distribuiti sul territorio, dalla Carnia a Trieste passando per la Bassa Friulana e il Pordenonese; oltre 130 atleti con una cinquantina fra dirigenti e tecnici seguono uno programma di allenamento in varie discipline: in regione, oltre a nuoto e atletica, regine delle attività per numero di partecipanti, vengono praticati anche bocce, calcio, bowling, scherma, equitazione e basket.

LA STORIA DEL MOVIMENTO – Special Olympics, fondato negli Usa da Eunice Kennedy Shriver nel 1968, ha compiuto lo scorso anno mezzo secolo di vita: propone ed organizza allenamenti ed eventi per persone con disabilità intellettiva e per ogni livello di abilità ed è presente in oltre 170 Paesi contando più di 4.500.000 atleti in tutto il mondo. Attraverso il percorso di allenamento e confronto sportivo, il movimento si pone come obiettivo quello di sviluppare ed accrescere il benessere fisico degli atleti, ma anche la propria autonomia e le relazioni con i volontari e tutta la comunità.

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In copertina, i protagonisti del Flashmob di ieri pomeriggio nel centro storico di Udine.

La Volpe sotto i Gelsi, da oggi è già Natale a San Vito al Tagliamento

Arriva il Villaggio di Natale a La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale della cooperativa Il Piccolo Principe. L’allestimento verrà inaugurato oggi, 27 novembre, con una serie di laboratori per bambini e adulti che insegneranno a vivere le feste in maniera sostenibile anche attraverso il riciclo. Fino al 24 dicembre, si potrà quindi visitare il villaggio negli spazi del vivaio e del casale che hanno sede in via Copece, 34 a San Vito al Tagliamento (in località Comunali) dal martedì al sabato dalle 9 alle 12, e il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19. Qui si potrà vivere tutta la magica atmosfera natalizia con la possibilità di acquistare tante idee regalo tutte solidali. Vi sarà infatti un mercatino con i prodotti della Bottega equosolidale Il Piccolo Principe e poi i bulbi, le stelle di Natale e altre piante ornamentali oltre ad altre proposte sempre solidali.

«Quest’anno vogliamo rendere davvero speciale per tutti il Natale – fanno sapere Marco Cepparo, responsabile di La Volpe sotto i Gelsi, e Luca Leon, responsabile del progetto Orti Forti -, il nostro obiettivo è far conoscere alle persone la possibilità di acquistare dei regali solidali: regali belli ma che fanno anche del bene, doni che sono sostenibili oppure oggetti artigianali o che sostengono progetti di volontariato ed equosolidali. La location de La Volpe – hanno aggiunto – ben si presta a diventare un vero Villaggio di Natale che farà respirare l’aria di festa ai nostri bambini, ma che cercherà anche di educare le famiglie al vero senso del Natale che significa attenzione al prossimo e pure all’ambiente». L’iniziativa, inserita nel progetto Orti Forti, è organizzata da La Volpe sotto i Gelsi, fattoria didattica e sociale de Il Piccolo Principe.
Ricco il programma della giornata di inaugurazione del villaggio. Oggi, alle 14, verranno aperti i cancelli e si potrà vivere un anticipo della magia del Natale: ad accogliere i visitatori un simpatico elfo che per tutta la giornata raccoglierà le letterine da portare in Lapponia da Babbo Natale. Alle 14.30 è previsto il laboratorio per adulti in cui si imparerà a realizzare biglietti natalizi. Ma le proposte non finiscono. Alle 14.30 inizia il laboratorio di riciclo natalizio rivolto ai bambini per imparare a riutilizzare il materiale per meravigliosi oggetti natalizi. Sempre per i bambini, alle 15 parte il laboratorio per imparare a realizzare addobbi per l’albero e per i pacchetti di Natale. Alle 15.30, per gli adulti, il laboratorio “Di che pasta sei fatto?”, un laboratorio di cucina in cui si sperimenteranno farine diverse e si potranno avere idee per il pranzo di Natale attento alla salute e al cibo sano. Di seguito alle 16.30, l’incontro ad ingresso gratuito con l’esperto di Grani Antichi Fvg Guido Lenarduzzi dal titolo “C’è farina e farina”. Sarà l’occasione per riflettere sulle scelte consapevoli tra salute e nutrizione. La giornata inaugurale si concluderà alle ore 17 con la lettura scenica ad ingresso gratuito “Natale in fantasia. Natale sotto l’albero”, storie curiose, emozionanti e divertenti, a cura di Ortoteatro con Fabio Scaramucci. Quest’ultima attività è realizzata in sinergia con “Dovere di ricordare, diritto di fare festa” evento per ricordare la Dichiarazione dei Diritti dell’infanzia e adolescenza del Comune di Casarsa della Delizia.

L’ingresso alla manifestazione è regolato dal green pass. È richiesta la prenotazione per i laboratori il cui costo è fissato a 10 euro per un numero massimo di 12-15 persone. Per prenotarsi è sufficiente inviare una messaggio WhatsApp al numero 350.1636553 (Luca Leon).

 

 

Coop Casarsa col Banco Alimentare per dare una mano alle famiglie bisognose

Sempre più famiglie in difficoltà, anche a causa della situazione economica determinata dall’emergenza Covid-19, chiedono aiuto: i soci Coop Casarsa, supportati dalla stessa cooperativa, hanno prontamente risposto, donando ancora una volta i proventi della raccolta punti, per un totale di 2 mila euro, all’iniziativa solidale a favore del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia. Inoltre, come ogni anno, sono stati messi a disposizione da parte di Coop Casarsa gli spazi dei propri punti vendita per i volontari del Banco che oggi, 27 novembre, proporranno la raccolta di cibo per i più bisognosi durante la Giornata nazionale della colletta alimentare (nei punti vendita di Casarsa della Delizia, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, Azzano Decimo, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo). La raccolta si svolgerà anche in maniera virtuale tramite delle gift-card la settimana successiva.
«La donazione dei soci Coop Casarsa – ha spiegato il presidente del Banco regionale, Paolo Olivo – è preziosa per l’acquisto di parte degli scatoloni necessari per la prossima Giornata nazionale della colletta alimentare. L’acquisto degli scatoloni è per noi molto oneroso quest’anno, in quanto il loro costo è aumentato del 40% e ci vede in difficoltà, dovendosi sommare a tutte le spese vive che la Colletta alimentare richiede per la sua organizzazione. Grazie quindi per questa donazione essenziale, che ci permetterà di far arrivare gli aiuti necessari a 317 strutture caritative del territorio che seguono circa 47 mila persone in grave deprivazione materiale».
«Siamo lieti – ha risposto il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – di aver ancora una volta potuto dare il nostro contributo a favore delle persone indigenti, confermando quindi la nostra attenzione al territorio che serviamo. Il grande cuore dei nostri oltre 16 mila soci continua a battere, ricco di solidarietà».

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In copertina e qui sopra la movimentazione delle merci a favore del Banco Alimentare Fvg.

Quell’ultimo incontro sul Tagliamento: Paroni ricorda a Nimis Nadia Orlando

(g.l.) Grazie al giornalista Daniele Paroni, sarà rievocata questa sera a Nimis una delle tragedie più dolorose che hanno colpito il Friuli negli ultimi anni: l’uccisione avvenuta quattro anni fa di Nadia Orlando, la giovane di Vidulis con tanta gioia e voglia di vivere, di farsi una famiglia, di guardare giustamente al suo futuro, fatto di serenità e certezze. Come già annunciato, il libro che ripercorre questa drammatica vicenda sarà presentato alle 20.30, nel salone delle ex scuole Elementari in via Matteotti, e rientra fra le numerose manifestazioni che in questi giorni punteggiano anche la nostra regione nell’ambito della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che ricorreva proprio ieri, 25 novembre.

Daniele Paroni…

Parteciperanno alla serata Andrea Orlando e Antonella Zuccolo, genitori di Nadia, Mariella Zanier, mamma di Lisa Puzzoli (giovane mamma uccisa nel 2012 a Basiliano), Massimiliano Ortolan, vicequestore aggiunto dirigente della Squadra mobile di Udine, Teresa Dennetta, del Punto di ascolto anti-mobbing di Udine, e il consigliere regionale Edi Morandini. L’incontro è stato organizzato dall’amministrazione comunale di Nimis, tramite l’assessorato alla cultura retto da Serena Vizzutti, assieme alla Pro Loco e alla Biblioteca civica.
«A tutte le donne che non ce l’hanno fatta, a coloro che non hanno atteso il secondo schiaffo e a tutti gli uomini che hanno capito la grandezza delle donne», esordisce nel suo drammatico racconto, nel libro “Ultimo appuntamento sul Tagliamento”, il direttore di Telefriuli, dedicandolo appunto alla ventunenne del paese in riva al grande fiume, in Comune di Dignano, uccisa il 31 luglio del 2017 dall’ex fidanzato di Muzzana del Turgnano, paese della Bassa friulana a pochi chilometri da Latisana. Un anno fa, dopo essere stato condannato in appello a 30 anni di reclusione, Francesco Mazzega si è suicidato, portando con sé tanti interrogativi, quegli stessi che molti altri uomini non hanno sciolto dopo aver ucciso le loro compagne.
Come già riferito, il libro di Daniele Paroni – giornalista che recentemente aveva dedicato una bella puntata dello storico programma “Lo scrigno” alla vendemmia di Nimis – è stato patrocinato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia proprio perché rievoca una delle vicende più dolorose che hanno turbato il nostro Friuli, lanciando un monito pressante: basta con questi efferati atti di violenza! Il femminicidio, che purtroppo continua a insanguinare l’Italia a ritmi vertiginosi, è una piaga terribile che deve scomparire. Per cui va combattuta con tutte le forze che abbiamo a disposizione. Anche quella rappresentata da un libro rievocativo come questo e che Nimis conoscerà appunto questa sera.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, Green pass obbligatorio.

… e il suo libro.

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In copertina, il volto sempre sorridente di Nadia Orlando la giovane di Vidulis uccisa nel 2017.

“El Cjargnel” e Sdrindule a Tolmezzo per aiutare tante famiglie in difficoltà

Ritorna domani “Risate e Solidarietà”, lo spettacolo contro le nuove povertà in Carnia i cui ricavati vengono interamente devoluti alle persone e alle famiglie bisognose della montagna friulana, grazie a questa iniziativa che raggiunge l’ottava edizione promossa dal Lions Club di Tolmezzo, in collaborazione con Rotary Club, il patrocinio del Comune di Tolmezzo ed il supporto di enti assistenziali del territorio: l’Ass 3 dell’Alto Friuli, la Caritas, la Croce Rossa e l’Associazione San Vincenzo. Un’iniziativa per cui l’Ente Regionale Teatrale ha sempre dimostrato grande attenzione con il sostegno alla promozione, uniti in un sensibile lavoro di squadra che ha permesso finora di raccogliere circa 35 mila euro, donati, sotto forma di beni primari e di prima necessità, a circa 400 famiglie di Carnia, Valcanale e Canal del Ferro.
Ospiti speciali domani 27 novembre, alle ore 20.45, al Teatro Candoni di Tolmezzo, l’irresistibile coppia comica che mancava insieme da tempo: Sdrindule e Romeo Patatti “El Cjargnel”, con gli accompagnamenti musicali di Arturo Ciotta, insieme per uno spettacolo speciale, esilarante e strappalacrime che vuole, con il sorriso, donare la speranza e invitare alla generosità. Sarà una serata di irrefrenabili risate, tra barzellette, sketches, momenti improvvisati, canzoni ed il coinvolgimento diretto, è il caso di dirlo, del pubblico.
I biglietti si possono acquistare al prezzo unico di dieci euro all’edicola “Il Fiammifero” in via Matteotti 2 e al “Punto di Nello” in via Grialba 7 a Tolmezzo, realtà commerciali anch’esse da sempre sensibili alla causa, oltre che il giorno dello spettacolo a partire dalle ore 19, e fino ad esaurimento posti, alla biglietteria del Teatro Candoni. Il tutto nel rispetto delle normative vigenti.

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In copertina, Sdrindule e Romeo Patatti l’irresistibile coppia protagonista domani a Tolmezzo per una serata di beneficenza.

Da Iacp ad Ater, da mezzo secolo a Pordenone garantisce una casa

Domani, 26 novembre, alle 12, nella sala Zuliani della Fiera di Pordenone, si terrà il convegno per i 50 anni dell’Ater Pordenone. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale. In questo mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle abitazioni. Dal 1971 ha infatti realizzato oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 51 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente ne gestisce 3.832.
All’evento interverranno il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, il rappresentante del Comune di Pordenone e il presidente nazionale di Federcasa Riccardo Novacco, accolti dal padrone di casa, il presidente dell’Ater Pordenone Giovanni Tassan Zanin.
“Un momento ufficiale – ha spiegato Tassan Zanin – che abbiamo voluto organizzare per raccontare come siamo nati, come ci siamo sviluppati e quali obiettivi abbiamo in futuro, sempre tenendo presente quanto il nostro ruolo sia fondamentale sul territorio, visto che garantisce alle persone un bene primario come la propria abitazione. C’è ancora l’abitudine a chiamarle, con una definizione ormai superata, case popolari: ma le nostre sono case di edilizia residenziale pubblica, sempre più attente ai bisogni di chi ci abita”.
“L’emergenza Covid-19 – ha aggiunto il direttore di Ater Pordenone, Lorenzo Puzzi – ha reso ancora più indispensabile il bene casa, luogo che ci ha anche preservati nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria e luogo, altresì, che ora ha un ruolo fondamentale pure nella ripartenza. Attualmente i nostri alloggi sono sempre più strutturati seguendo i criteri per l’efficienza energetica e il rispetto dell’ambiente. La giornata per il cinquantesimo anniversario sarà una preziosa occasione di riflessione sugli impegni che stiamo portando avanti e di cui dialogheremo con i nostri ospiti”.
E tra gli ospiti interverranno anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Franco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). A loro il gruppo organizzatore della giornata – guidato dallo stesso direttore Lorenzo Puzzi assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – ha affidato a inizio del convegno un momento per ricordare i primi passi dell’ente, compresa la particolarità storica dell’avvio in due riprese. Infatti, prima della legge regionale del 1971, ci fu una prima istituzione portata dalla delibera della giunta regionale a luglio 1970, che però fu bloccata alla fine di quell’anno dopo un ricorso dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Udine da cui Pordenone si staccò.

L’evento rispetterà le norme anti contagio e a esso si entrerà con il Green Pass. Accesso su invito e prenotazione: info 0434.23357 – ater50@ater.pn.it

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In copertina, da sinistra Tubaro, Bertolo, Tassan Zanin e Pielli.

 

Confcooperative Udine, oggi a Tolmezzo sotto la lente le nuove periferie

Prendere in mano il proprio futuro. È questa un’opportunità, moderna e flessibile, offerta dalle imprese di comunità ai piccoli borghi e alle periferie territoriali. Un tema ancora nuovo per il Friuli Venezia Giulia e che Confcooperative Udine, con il supporto della Camera di Commercio Pordenone-Udine e dell’Anci Fvg, vuole lanciare e rilanciare a Tolmezzo (nella sala consiliare) oggi, 25 novembre, a partire dalle ore 14.30, con un convegno (in presenza e videoconferenza), dal titolo: “Le nuove periferie. Dalle aree interne ai contesti urbani. Il ruolo della cooperazione e del terzo settore, tra innovazione sociale e generazione di nuove comunità”.

Ai saluti di rito e all’introduzione di Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine, faranno seguito gli interventi di Giovanni Teneggi (responsabile promozione delle imprese di comunità di Confcooperative) e Flaviano Zandonai (open innovation manager del Consorzio Gino Martelli di Milano) che presenteranno anche alcune best pratice, assieme a Massimo Moretuzzo della cooperativa agricola di comunità Friûl di Mieç. Le voci degli amministratori locali e di alcuni stakeholder si potranno ascoltare durante una tavola rotonda moderata dal giornalista Adriano Del Fabro, alla quale parteciperanno: Ermes De Crignis (presidente della Comunità di Montagna della Carnia), Ivan Buzzi (sindaco di Pontebba), Monica Cairoli (assessore all’ambiente del Comune di Pordenone), Stefania Marcoccio (presidente della cooperativa sociale Cramars, di Tolmezzo) e Sandra Odorico (della Caritas di Udine).

Le imprese di comunità sono uno strumento imprenditoriale con cui i cittadini (e gli enti locali di riferimento) possono diventare attori dei processi di sviluppo locale dei propri territori. Sono già più di 200 le realtà italiane operative nei piccoli borghi, nelle aree interne e, più recentemente, anche nelle città e nelle cinture peri-urbane, attive nella promozione di un modello di sviluppo locale che, unendo l’efficienza e l’intraprendenza imprenditoriale con la partecipazione e l’inclusione proprie del modello cooperativo e dell’impresa sociale, crea valore sul territorio, con il territorio per poi ridistribuirlo nelle comunità.
Già 13 Regioni sono intervenute per normare il settore (Puglia, Basilicata, Liguria, Abruzzo, Sicilia, Toscana, Lazio…), mentre in Friuli VG una proposta in tal senso è stata formalizzata all’Assemblea regionale e, al Senato, nel maggio scorso è stato incardinato il dibattito su uno specifico Ddl.

Per contatti e iscrizioni: Confcooperative Udine, tel. 0432 501775; udine@confcooperative.it

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In copertina, una bella panoramica di Tolmezzo capoluogo della Carnia.

 

Oggi taxi in sciopero con presidio a Udine. Ecco la posizione di Confartigianato

Stamattina, dalle 10.30 alle 12, il Consorzio dei taxi di Udine parteciperà allo sciopero nazionale con un raduno dei mezzi nel piazzale della Stazione. L’agitazione è stata proclamata a sostegno della richiesta di stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza e per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica affinché le competenze legislative in materia di Trasporto pubblico locale rimangano prerogativa delle singole Regioni e non siano mediate da regie sovranazionali che rischierebbero di ledere i diritti dei cittadini. I taxisti garantiranno, però, tutti i servizi dedicati ai cittadini vaccinandi, nonché ai portatori di disabilità e svantaggio sociale, come assicurano Sandro Modonutti (capocategoria provinciale di Confartigianato-Imprese Udine) e Massimiliano De Vit (presidente del Capu – consorzio tassisti). A tale riguardo, Confartigianato Udine ha diramato una nota con la posizione ufficiale della categoria. Eccone, pertanto, il testo integrale:

«Confartigianato Imprese e Casartigiani Trasporto Persone valutano il testo dell’art. 8 del DDL Concorrenza un duplicato della delega già in essere per la riforma del trasporto pubblico locale non di linea ed esprimono grande preoccupazione per assetti di mercato che potrebbero compromettere le prospettive di accesso al mercato degli operatori e alcuni dei principi cardine del nostro ordinamento anche in contrasto con la Costituzione, che riconosce e tutela il valore dell’artigianato e della cooperazione.
Una disinvolta apertura alle piattaforme che si basano sull’intermediazione del lavoro mina proprio le caratteristiche tipiche dell’esercizio autonomo e mutualisticamente organizzato delle attività di trasporto di persona non di linea, con il rischio di trasformare migliaia di imprese in “lavoratori subordinati”, vincolati ad un regime prossimo al caporalato. Tra l’altro non apportando per l’utente alcun miglioramento del servizio come già sperimentato in altre nazioni nelle quali si sta tornando all’assetto precedente. Deve essere marcata la differenza tra intermediazione e interconnessione, per evitare che si verifichi un vero e proprio attacco al lavoro che privilegi pericolosamente strumenti che lo intermediano anziché produrlo. Tutelare il lavoro non l’intermediazione del lavoro.
Ribadiamo che la libertà d’impresa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, non può recare danno alla sicurezza, alla liberta e alla dignità umana, come previsto dall’art. 41 della Costituzione, nell’ottica dell’interesse collettivo che nel nostro settore deve essere sempre garantita, in quanto servizio pubblico, e il provvedimento non può prescindere dalla difesa dell’artigianato e della cooperazione – settori tutelati dall’art. 45 della Costituzione.
Dobbiamo continuare a sostenere quanto contenuto nell’art. 117 della Costituzione sulle competenze specifiche delle Regioni in materia di Trasporto Pubblico Locale. Superare l’autonomia regionale contraddice e fa venir meno i principi della programmazione territoriale, della regolazione e del livello dei servizi, della garanzia di servizio pubblico che le Regioni in questi anni hanno assicurato.
Confartigianato Imprese e Casartigiani Trasporto Persone considerano che, in questo momento, l’adesione al fermo nazionale è una prematura forzatura che in questa fase – in considerazione del prevedibile iter parlamentare del provvedimento – rischia di compromettere la strada di una responsabile interlocuzione con le Istituzioni.
La collettività o le Istituzioni (Governo, Parlamento, Conferenza Unificata, Regioni, Comuni) devono essere portate a condividere, che la regolazione del nostro servizio – prevista nella normativa europea – va nell’interesse dei cittadini e dell’utenza. A questi noi ci rivolgiamo, perché comprendano che non si tratta di una battaglia di parte; scardinare un servizio pubblico come il nostro sottrae valore, competenze e risorse alla collettività perché si propone di scavalcare questi fattori senza rispettare precisi principi costituzionali solo in nome del profitto, del libero mercato e di squilibrata concorrenza.

Le categorie del trasporto persone, durante la pandemia, e per contrastarne gli effetti:
hanno svolto un essenziale ruolo di servizio pubblico riconosciuto dalle istituzioni locali e dai cittadini;
hanno prodotto ore di servizio senza corrispettivo, ha svolto la propria attività in condizioni difficili con dignità e spirito collaborativo;
hanno visto la loro operatività ridotta a causa degli indici di carico, associata ad una mobilità fortemente ridotta;
Per tutto ciò ci attendevamo attenzione; non farlo o peggio essere inseriti nel DDL concorrenza non è una risposta degna dello spirito di sacrificio e del senso di responsabilità sociale dimostrati dagli operatori.
Per questi motivi e nell’interesse generale della collettività e delle imprese, Confartigianato Imprese e Casartigiani Trasporto Persone:
proclamano lo stato di agitazione degli associati;
chiedono lo stralcio dell’art. 8 del DDL Concorrenza e l’apertura immediata di un tavolo di confronto con Parlamento e Governo per riattivare quel processo di riforme previsto con l’approvazione della legge 12/2019, mai portato a termine;
non prenderanno parte alla manifestazione nazionale del 24 p.v. per le motivazioni in premessa;
attendono che la richiesta di incontro al Governo, formulata per le vie brevi, sia accolta per rispetto del contributo che le categorie hanno dato durante la pandemia come segno di comprensione delle difficoltà ancora oggi sostenute;
si riservano – in futuro e in ragione del prosieguo della vertenza – di mettere in campo eventuali ulteriori iniziative di rivendicazione e lasciano liberi gli associati sul territorio, in merito al comportamento da tenere, il 24 p.v.;
organizzano, per il giorno 24 alle ore 11.00, in videoconferenza, le proprie assemblee nazionale degli iscritti, invitando rappresentanti delle Istituzioni e alle quali parteciperanno i rispettivi gruppi dirigenti nazionali di categoria».

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In copertina, Sandro Modonutti (capocategoria provinciale di Confartigianato-Imprese Udine).