Una corona d’alloro a Nongruella per ricordare il 12 dicembre 1943

A causa della ripresa dei contagi Covid, anche quest’anno niente cerimonia commemorativa dell’eccidio di Nongruella, piccola borgata sopra Cergneu, nel corso del quale il 12 dicembre 1943 furono uccise otto persone innocenti del luogo: una tragica premessa di quanto sarebbe avvenuto a Torlano nell’agosto successivo (33 vittime, tra cui anche donne e bambini) e quindi a Nimis capoluogo a fine settembre, quando il paese fu dato interamente alle fiamme: entrambe feroci rappresaglie in risposta all’intensa attività partigiana.
Così, mentre le cerimonie rievocative di Torlano e di Nimis si erano regolarmente tenute, quella di Cergneu è stata nuovamente soppressa a causa della quarta ondata di Coronavirus. Tuttavia, la civica amministrazione, guidata dal sindaco Gloria Bressani, non ha trascurato questo 78° anniversario, per cui stamane nella borgata montana ha deposto una corona d’alloro dinanzi alla lapide che ricorda quel dolorosissimo sacrificio.

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In copertina, la cerimonia di due anni fa prima dell’interruzione a causa dell’emergenza sanitaria.

Ristori Coopca, sportelli sempre aperti per le domande fino al 15 febbraio

Mentre procede l’attività di ricezione delle domande agli Sportelli Ristori Coopca appositamente attivati dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine di concerto con la Regione Fvg nelle sedi di Tolmezzo, Udine e Pordenone, l’ente camerale ricorda che il termine finale per la presentazione delle stesse (anche viste le prossime festività) è fissato al 15 febbraio 2022. Nel frattempo, la sezione dedicata al tema sul sito www.pnud.camcom.it si è arricchita di un’ulteriore parte informativa. Oltre alla spiegazione generale, alla modulistica semplificata per fare domanda e i link utili, è stata infatti aggiunta una pagina di veloci risposte alle domande più frequenti, le cosiddette Faq, a cui gli aventi diritto possono accedere e che mirano a fugare eventuali dubbi o altre richieste sulla procedura per fare domanda. La quale, lo si ricorda, può arrivare o rivolgendosi fisicamente agli Sportelli oppure via raccomandata con ricevuta di ritorno o ancora via Pec.
Chi decide per la consegna a mano, avrà ingresso libero: a Udine ogni lunedì e giovedì dalle 9 alle 12.30 e a Pordenone il lunedì dalle 8.30 alle 12.30. A Tolmezzo lo sportello è invece aperto tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, con ingresso stabilito preferibilmente secondo l’ordine indicato nel calendario sul sito camerale (in base alla lettera di inizio del cognome). Tutto questo, per evitare inutili code, attese e assembramenti.
Trovare la sezione sul sito camerale è facile perché è indicata da un banner evidente direttamente in homepage. L’ente ricorda anche che la competenza per le Cooperative operaie di Trieste è della Camera della Venezia Giulia ed è lì che dovranno rivolgersi gli aventi diritto. Una volta chiusi i termini per le domande, cioè dopo il 15 febbraio e fino al 15 maggio, seguiranno le istruttorie e da metà maggio verranno adottati gli atti necessari agli accreditamenti direttamente sui conti correnti dei beneficiari.

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In copertina, un ufficio dedicato alla ricezione delle domande per i ristori.

 

Confcooperative Fvg e Università di Udine: formarsi per poter competere

Formare i futuri “manager” delle imprese cooperative regionali e aggiornare le competenze dei manager di oggi: ecco gli obiettivi della nuova importante iniziativa lanciata dal mondo cooperativo d’intesa con l’Università di Udine. La formazione e l’aggiornamento, infatti, rappresentano un’importante leva di crescita professionale personale e aziendale, anche in considerazione della particolare fase socio-economica che stanno vivendo tutte le imprese (cooperative comprese) per le quali risulta necessario qualificare le competenze personali e la capacità di “leggere” e affrontare i mercati di riferimento.
Per questo motivo, Confcooperative Fvg, assieme all’Università di Udine e con il supporto delle altre Associazioni datoriali e Centrali cooperative, per coloro i quali rivestono o potrebbero rivestire incarichi a livello di responsabilità delle imprese cooperative, ha pensato e progettato un corso di aggiornamento a livello universitario (diretto da Anna Zilli, docente di Diritto del lavoro all’ateneo friulano) su “Diritto e gestione delle imprese cooperative” che rappresenta un unicum a livello regionale per l’impostazione delle aree di formazione, delle materie previste, dei docenti coinvolti e delle modalità didattiche in programma. Le lezioni, per un totale di 144 ore, saranno svolte con modalità ibrida, parzialmente online e in presenza con inizio del corso alla fine di gennaio per poi concludersi entro il prossimo mese di giugno.
Il corso prevede un gruppo-classe costituito da un minimo di 12 fino a un massimo di 25 partecipanti in possesso del diploma di maturità: a conclusione del percorso di aggiornamento verrà rilasciato un certificato di frequenza.

Per maggiori informazioni: www.uniud.it/cooperative

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In copertina, la professoressa Anna Zilli dell’Università di Udine.

 

 

 

Cciaa Ud-Pn: bene i contributi regionali per le “start up” proposte dai giovani

Si sono aperti ieri i termini per la presentazione delle domande per la concessione di contributi regionali a sostegno di “start up” giovanili, che potranno essere presentate alla Camera di commercio territorialmente competente a partire fino alle ore 16 del prossimo 27 gennaio.
«Vorrei ringraziare l’assessorato regionale alle attività produttive guidato da Sergio Bini – commenta il presidente del Comitato imprenditoria giovanile della Cciaa Pn-Ud, Luca Rossi – e con lui l’Agenzia Sviluppo impresa e i miei colleghi componenti del Comitato, perché abbiamo potuto compiere insieme il percorso per arrivare a questo provvedimento, che confidiamo possa dare nuove chance ai giovani per impegnarsi in un’attività in proprio e sviluppare nuove progettualità per il futuro del nostro territorio». Per Rossi e per il Comitato, formato dai rappresentanti dei gruppi giovanili di tutte le categorie economiche, «si tratta di un risultato importante giunto al termine di un itinerario fatto di confronto e condivisione costanti e proficui tra noi, la Camera di Commercio e la Regione Fvg che l’ha poi varato e siamo orgogliosi di partecipato all’elaborazione di questo provvedimento portando spunti e contributi che sono stati anche accolti favorevolmente».
Le imprese under 35 attive in Fvg sono circa 6 mila 500 (dato 2021) e rappresentano il 7,3% del totale delle imprese attive. «Numeri che confidiamo possano crescere in futuro: tanto come categorie quanto come Camera stiamo intensificando attività che possano aiutare a stimolare e accrescere la cultura d’impresa e la conoscenza stessa del mondo imprenditoriale come sbocco professionale, lavorativo e autorealizzativo dei giovani, operando in modo costante con le scuole e gli studenti», conclude il presidente Rossi.

Il Comitato giovani Cciaa Ud-Pn.

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In copertina, scorcio della sede udinese della Camera di Commercio.

 

Pronte a fondersi le Unioni territoriali di Confcooperative Udine, Trieste e Gorizia

Con tre distinte Assemblee delle cooperative associate, riunitesi in successione a Gorizia, Trieste e Udine, si è avviato il percorso che porterà alla fusione tra le Unioni territoriali di Udine, Trieste e Gorizia della Confcooperative. Seguendo una strada già tracciata, peraltro, da diverse altre associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, anche nel mondo Confcooperative. Le tre Unioni, insieme, associano 403 cooperative, con 11.400 addetti, 80.482 soci cooperatori e 494 milioni di euro i ricavi complessivi.

Il percorso di integrazione ha ricevuto l’ok dalle cooperative associate e verrà portato a termine in tempi brevi: a febbraio è prevista la nascita della nuova Unione “interprovinciale”, nella terminologia associativa di Confcooperative. Resteranno, però, le tre sedi territoriali: «Il radicamento territoriale è sempre stato un punto di forza della nostra Associazione nel panorama cooperativistico: questo nuovo passo serve, anzi, a fare sinergia proprio per garantire servizi migliori a tutte le cooperative sull’intero territorio, grazie alla condivisione delle capacità di tre Associazioni fino a oggi distinte e si propone di sostenere la nascita e lo sviluppo di forme di cooperazione innovative e attrattive», spiega Mauro Perissini, presidente di Confcooperative Gorizia. Lo conferma il collega, Dario Parisini, presidente di Confcooperative Trieste: «Sta venendo a maturazione un percorso avviato già diversi anni fa, ad esempio con la nascita di un Centro servizi unico per le tre province, e similmente a quanto stanno facendo molte Associazioni datoriali, la razionalizzazione delle strutture giuridiche è funzionale al miglioramento del servizio offerto alle imprese che, negli ultimi anni, chiedono reiteratamente adeguate competenze e know how per supportarne lo sviluppo».

«La fusione interprovinciale si sviluppa nel contesto di una sempre maggiore integrazione economica fra i diversi territori del Friuli Venezia Giulia: l’integrazione è in parte già avviata grazie alla condivisione di consulenti e Centro servizi. Ma le stesse cooperative, ormai, operano su scala interprovinciale se non addirittura inter-regionale. È dunque un percorso naturale che, peraltro, permettere al mondo cooperativo di essere ancora più propositivo e protagonista di uno sviluppo economico-sinergico tra l’area giuliano-isontina, con l’importante presenza del Porto, e l’area friulana», è la conclusione di Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine.

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In copertina, ecco un’immagine della sede regionale di Confcooperative.

A Trieste gli studenti del Nautico imparano a diventare imprenditori

Gli studenti dell’Istituto Nautico “Tomaso di Savoia” di Trieste imparano a essere imprenditori, grazie a un percorso formativo – “Imprenditività e protagonismo” è il titolo – che coinvolge gli studenti delle classi III e IV dell’indirizzo logistico: un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra l’Istituto e Confcooperative, principale associazione di rappresentanza del comparto cooperativo in Italia (poco meno di 20 mila imprese associate in Italia, quasi 600 in Friuli Venezia Giulia).
«Si tratta di un percorso che si propone di orientare e sensibilizzare i corsisti alle opportunità e ai vantaggi dell’autoimpiego, sfatando i falsi miti che, da sempre, accompagnano il concetto di autoimprenditorialità e fornendo al tempo stesso strumenti valutativi per misurare la propria attitudine a fare impresa e la validità del proprio progetto imprenditoriale», spiega la dirigente scolastica Donatella Bigotti.
La scuola ha attivato due percorsi: nella classe III, sono intervenuti in aula Diego Romitto, presidente della cooperativa sociale Germano, una realtà da diversi anni operante in porto e registrata quale impresa di servizi portuali (ex-articolo 16), e Alessandro Babic, responsabile Servizi Logistici Pacorini Silocaf. La classe IV, invece, sarà coinvolta in un progetto che prevede la costituzione di un’impresa cooperativa simulata.
«Si tratta di una iniziativa che si inserisce nel quadro delle attività con cui Confcooperative promuove lo sviluppo dello spirito d’impresa nelle giovani generazioni, allo stesso tempo facendo conoscere il modello cooperativo come ideale forma giuridica. Negli ultimi quattro anni, le nostre attività di educazione cooperativa hanno coinvolto 14.000 studenti in tutta la regione», sottolinea Dario Parisini, presidente di Confcooperative Trieste.

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In copertina, l’Istituto Nautico nell’edificio che fu sede del Ginnasio statale durante l’epoca asburgica.

Il Friuli con i suoi confini oggi a Ginevra. E Dj Tubet canterà nella parlata di Nimis

di Mariarosa Rigotti

Il Friuli, e precisamente la realtà dei suoi confini, soprattutto a Est, al centro dell’attenzione questa sera, 8 dicembre, nell’ambito di un convegno a Ginevra organizzato da The Graduate institute e ospitato alla Maison de la Paix. Nella città svizzera, saranno illustrati anche i contributi di due friulani: Stefano Morandini e Dj Tubet, al secolo Mauro Tubetti. L’evento è inserito nelle celebrazioni per il decimo anniversario della fondazione della Sezione di antropologia e sociologia dello stesso istituto e, come viene anticipato, sarà un’occasione per conoscere le ricerche effettuate sul campo del confine nord-orientale italiano, soprattutto in relazione ai cambiamenti in atto nell’area transfrontaliera. L’appuntamento, in quella che è una delle migliori scuole post-laurea al mondo nel campo delle relazioni internazionali e dello sviluppo economico,
vedrà impegnati ricercatori locali e internazionali a confrontarsi sul tema del progetto di studio, già finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica “National Borders and Social Boundaries in Europe: The Case of Friuli” che ha coinvolto prestigiose realtà partner: Istituto di alti studi internazionali e sullo sviluppo di Ginevra, Università di Lubiana, Università di Udine e la Binghamton University dello Stato di New York.

Stefano Morandini


A Ginevra, come detto, saranno presentati anche i contributi di due friulani: appunto Stefano Morandini, ricercatore dell’istituto, e Dj Tubet, il rapper di Nimis che, come è noto, nelle sue canzoni utilizza la lingua friulana, quella parlata nel suo paese. Entrambi, diversamente da programma, visto il periodo pandemico, non saranno però presenti.  Va sottolineato a proposito del friulano di Tubet, che sarà ascoltato via video, e che pure tutti i ricercatori renderanno plurilingue l’evento: infatti, si esprimeranno ciascuno in una lingua diversa, restituendo al pubblico anni di ricerca, ponendo altresì l’accento su quel nostro confine orientale a cavallo tra Friuli e Slovenia, rappresentato dalla cosiddetta Benecija. Così, «a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il confine del Friuli Venezia Giulia si fa meno grigio restituendo con le sue storie di frontiera un territorio che è stato: teatro di servitù e occupazioni militari vissute col timore dell’annessione alla Jugoslavia, luogo di sospetti verso slavi e comunisti, controllato da organizzazioni clandestine e scenario di un’industrializzazione mancata».
L’evento, come detto, sarà dunque incentrato sulla realtà dei confini del Friuli e vedrà la partecipazione di illustri relatori per presentare anni di ricerca sul campo. Per cui ci saranno Alessandro Monsutti, che introdurrà la serata (è full professor di antropologia dell’istituto e uno dei massimi esperti di Afghanistan e mobilità migratoria), e Jean-François Bayart, celebre politologo francese, ed ex direttore della ricerca al Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, che si focalizzerà sull’età delle frontiere. Come anticipazione, viene spiegato che «non solo contrasti e tensioni sociali segnano la storia europea lungo le linee di confine, ma la definizione di frontiere rivela anche dinamiche di scambi, contaminazioni, che si articolano in queste aree di congiunzione tra realtà territoriali diverse». E poi il caso particolare del Friuli verrà esposto dallo stesso professor Monsutti «inserendo la storia antropologica contemporanea della nostra regione nel quadro più ampio dei confini nazionali e sociali in Europa».
Inoltre, ci saranno la proiezione e la discussione del documentario “Dietro la Cortina – Praforte: un arcipelago di memorie”, di cui è autore Stefano Morandini, «offrendo così uno spaccato sulla vita di confine tra Italia ed ex-Jugoslavia». Va sottolineato, a tale riguardo, che Morandini è un antropologo visuale e ricercatore sul campo nel progetto del citato istituto, componente del team di ricerca internazionale sui confini nazionali assieme ad Alessandro Monsutti.
A chiudere la conferenza saranno proprio le musiche del Dj Tubet il quale, come è risaputo, è autore di canzoni multilingue anche nel suo recente album “Fin Cumò” ed è apprezzato per la capacità di intrattenere il pubblico con i suoi freestyle. La lingua friulana, per la precisione il friulano nella variante di Nimis, il paese appunto di Tubetti, sarà così sentita anche in un contesto internazionale. E riguardo a questa occasione di far ascoltare i suoi lavori, il cantautore nimense non nasconde la propria emozione: «Sono felicissimo che si ascolteranno le mie canzoni a The Graduate Institute di Ginevra, una delle migliori scuole post-laurea al mondo nel campo delle relazioni internazionali. Sono onorato di poter far ascoltare la lingua friulana in una scuola che ha visto tra i suoi illustri allievi anche l’ex-segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan».

Ginevra e il suo lago.

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In copertina, ecco il Dj Tubet con la bandiera del Friuli storico.

“Obiettivo Salute”, tornano a Trieste gli incontri su anziani e assistenza

Ritorna venerdì 10 dicembre, nella sede di CasaViola (Via Fabio Filzi 21/1 a Trieste) e online, sulla piattaforma digitale www.caregiveracademy.it, il ciclo di incontri pubblici mensili “Obiettivo Salute”. In programma alle 17.30 un appuntamento pubblico con l’esperta dottoressa Annapaola Prestia sul tema dell’assistenza agli anziani e agli anziani con demenza al loro domicilio.
Si presenteranno alcune soluzioni tecnologiche alla portata di tutti, che consentono alle persone di restare più a lungo a casa propria anche in presenza di fragilità, e di dare serenità al contempo ai familiari, che siano conviventi o meno. Tappetini anticaduta, sensori, localizzatori, portapillole intelligenti sono alcuni degli esempi di oggetti che possono rendere più semplice e sicura la vita in casa, ma accanto a questi devices – e alle altre soluzioni che la domotica ormai è in grado di offrire – è importante considerare anche gli aspetti relazionali, riabilitativi, terapeutici che è possibile attivare attraverso le normali interazioni quotidiane.
È sempre possibile imparare e realizzare semplici attività da fare insieme alla persona anziana, anche quando è presente un grave deterioramento cognitivo. Nella semplicità apparente delle routine casalinghe si nascondono molte opportunità per ritrovare il senso dello stare insieme e del prendersi cura.

Annapaola Prestia

L’evento gratuito viene proposto in forma mista in presenza e on line. Per partecipare in presenza è necessario iscriversi inviando una mail a casaviola@debanfield.it o telefonando allo 040 362766. L’accesso è consentito previo controllo del GreenPass.
Il link per l’accesso online è reperibile al sito www.caregiveracademy.it

 

Paola Del Din è presidente onoraria dell’Associazione Partigiani Osoppo

(g.l.) Paola Del Din, medaglia d’oro al valor militare, nata a Pieve di Cadore il 23 agosto 1923, nota durante la Resistenza con il nome di battaglia di “Renata”, come si chiamava anche il fratello ucciso dai tedeschi il 25 aprile 1944 (esattamente un anno prima della Liberazione), presidente regionale dell’Associazione nazionale famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, ha appena ottenuto un importante riconoscimento, quale segno di grande stima e profonda gratitudine, dall’Associazione Partigiani Osoppo.

Roberto Volpetti

L’assemblea dei soci ha, infatti, acclamato la professoressa Paola Del Din presidente onoraria del Sodalizio dei fazzoletti verdi. La riunione, convocata per il rinnovo delle cariche sociali, è stata presieduta da Giancarlo Cruder, ex presidente della Regione Fvg e socio dell’Apo Friuli, e ha confermato Roberto Volpetti alla carica di presidente, mentre il consiglio direttivo risulta formato da Roberto Tirelli, Carla Toros, Lorenzo Marzona, Giuseppe Basso, Enrichetta Del Bianco, Ferruccio Anzit, Lucio Londero, Mario Bertoni, Giuseppe D’Anzul e Gianni Tosini. Il Collegio dei revisori è invece formato da Graziano Citossi, Tazio De Gregori e Paolo Marseu (effettivi) e Gianni Ciani e Giuliano De Colle (supplenti). Il Collegio dei probiviri è invece composto da Armando Celledoni, Petruta Soare ed Edi Colaoni (effettivi), mentre Simone Bressan è supplente.’
Il neo-confermato Volpetti ha espresso soddisfazione per il dibattito che si è sviluppato corso dell’assemblea e che ha portato tutti a condividere gli ideali e gli orientamenti dell’Associazione Partigiani Osoppo che nei prossimi mesi compirà il 75° anniversario della fondazione, ma che si pone con serietà la domanda sul proprio ruolo e sul significato della propria presenza.

Giancarlo Cruder

Al termine dei lavori è stata approvata all’unanimità una mozione in cui sono stati espressi gli orientamenti ideali che l’Apo Friuli vuole portare avanti nel prossimo triennio di attività. Eccone, pertanto, il testo integrale:

MOZIONE FINALE

Gli iscritti alla Associazione Partigiani Osoppo Friuli riuniti in Assemblea, sentita la relazione del
Presidente e del Consiglio Direttivo uscenti,

Rinnovano la gratitudine verso i tanti uomini e donne che nei venti mesi della Guerra di
Liberazione si sono sacrificati per la nostra libertà; quasi mille sono stati i patrioti osovani che
hanno perso la vita, molti altri hanno subito laceranti ferite nel corpo e nello spirito. Tutti si sono
sacrificati con dedizione, affrontando freddo, fame, paura. E’ grazie al loro impegno, unito a quello
di altri patrioti e degli eserciti Alleati, che da decenni possiamo godere di un benessere economico e
sociale che hanno pochi eguali nella nostra storia millenaria.

Guardano con orgoglio alla storia della Associazione che è ormai prossima a festeggiare il 75°
anniversario della sua fondazione. Le attestazioni di stima e di considerazione provenienti da ogni
ambiente, istituzionale, culturale, politico e sociale anche a livello nazionale, se da un lato ci
rendono orgogliosi, dall’altro ci interrogano su quella che è la nostra responsabilità, soprattutto nei
confronti delle giovani generazioni. Consci di questa responsabilità e del fatto che molti guardano a
noi come esempio e testimonianza, l’Assemblea dei soci vuole ribadire quelli che sono gli ideali
che hanno guidato gli osovani nella lotta per la libertà negli anni della guerra e negli ormai 76 anni
trascorsi dal giorno della Liberazione.

Ricordano a ogni cittadino della nostra Italia che la libertà è il primo e supremo bene di ogni uomo,
ma è un valore che non può reggersi da solo bensì solo in armonia con altri importanti valori che lo
alimentano e lo sorreggono cosicché la libertà trova il suo giusto equilibrio all’interno dei rapporti
che legano una collettività che, nella sua dimensione più ampia, assume il nome di Patria, ovvero
una comunità di milioni di persone che si riconoscono in una lingua, una cultura ed una storia
comune e condivisa.

Ricordano a tal proposito e si uniscono alla recente rievocazione del centenario del Milite Ignoto
che ha rappresentato un ricordo non rivolto ad esaltare la tragica realtà della guerra, ma a rinnovare
quel sentimento di pietà e di rispetto che cento anni fa riunì tutti gli italiani che si ritrovarono a
milioni lungo il tragitto che da Aquileia giungeva all’Altare della Patria per rendere omaggio alla
salma del Soldato Ignoto e con lui a tutti i caduti.

Constatano con preoccupazione la grave situazione in cui il nostro Paese versa dopo decenni di
strumentalizzazioni ideologiche e di parte che hanno causato la grave compromissione di un enorme
patrimonio ideale, spirituale, umano, economico e sociale frutto di un impegno secolare della nostra
gente con il risultato che, a fronte di innegabili quanto encomiabili esempi di dedizione da parte dei
singoli (che per fortuna sussistono sempre), prevale purtroppo un diffuso senso di disillusione e
disimpegno adagiato passivamente su di uno statalismo prigioniero di un burocratismo formalistico,
esasperato, privo di effettiva sostanza che finisce per bloccare ogni forma di autonomia e di libera
iniziativa, con il risultato di depauperare non solo le fonti della ricchezza reale, ma anche la spirito
d’iniziativa, base del progresso e della salute di ogni società, finendo così per alimentare frodi e
inganni in ogni ambiente esasperando il conflitto sociale, le contrapposizioni, le diseguaglianze e
l’invidia fra i cittadini.

Ricordano la grande lezione di libertà che la Osoppo ha offerto al nostro Friuli e all’Italia intera,
ovvero che la risposta più efficace e risolutiva alla violenza e alla oppressione viene offerta da un
popolo che si organizza e difende i propri valori anche con le armi, quale extrema ratio, ma senza
mai lasciarsi trascinare nel vortice della violenza che caratterizza e trova alimento nelle ideologie
totalitarie e in tutto ciò che è incompatibile con la democrazia.

Ricordano altresì che la storia del Novecento deve insegnare che tutti i sistemi politici e sociali
basati su ideologie liberticide che impediscono il costruttivo confronto fra le persone e la dialettica
politica democratica sono destinati inevitabilmente a condurre alla rovina gli uomini ed i popoli.
Confidano che gli innegabili esempi di dedizione, impegno, sacrificio e solidarietà che nonostante
tutto continuano ad essere presenti e diffusi nel nostro tessuto sociale, eredità di una secolare storia
e cultura cristiana, possano prevalere sulle spinte all’egoismo, all’invidia sociale, all’imposizione di
un pensiero unico, all’intolleranza, al soffocamento di ogni dibattito sfociando in quella violenza
non solo verbale che purtroppo trova ogni giorno più spazio.

Invitano le persone responsabili a livello, politico, ma anche culturale, sociale, educativo, religioso,
e quelle impegnate nel mondo dell’informazione e dei mass media a riflettere sulla gravità della
situazione del nostro Paese, non solo e non tanto a livello economico, quanto piuttosto a livello di
coscienza di appartenenza ad un popolo con una propria storia, con radici profonde e solide. La
gravità di tale situazione si può cogliere anche nella drammatica emergenza educativa e culturale
dei nostri giovani che sono sottoposti a pressioni ideologiche e mediatiche soffocanti volte a
condizionare lo sviluppo di un vero, libero e maturo pensiero imponendo loro giudizi e valutazioni
calati dall’alto da grandi gruppi di pressione e d’interesse politico ed economico. E’ pertanto il
campo educativo il vero teatro sul quale combattere la battaglia decisiva su cui fondare il riscatto
nazionale.

Ricordano a tal fine la testimonianza offerta da grandi personalità che nel dopoguerra si assunsero
il compito di recuperare e formare un popolo partendo proprio dalle giovani generazioni che
rischiavano di sprecare la loro vita lungo le strade alle quali la povertà di affetti, di cultura, di
risorse e di un’educazione libera, responsabile e rispettosa spesse volte costringono. E’ in questo
modo che si poté far ripartire un paese distrutto e avvilito. Ricordiamo in particolare fra gli altri don
Emilio de Roja, il patriota “Adolfo” della Osoppo Friuli, che fondò la Casa della Immacolata di
Udine fedele al motto “Costruire sempre” scelto proprio per indicare una disposizione d’animo
rivolta a partire da un positivo atteggiamento da cui costruire per il bene di tutti partendo dal bene
dei più bisognosi.

Ritengono che il motto di don Emilio “Costruire sempre” assieme al nostro motto “Pai nestris
fogolârs” esprimono tutt’ora con profonda attualità in maniera sintetica il nostro sentire e la nostra
speranza confidando che divengano il sentire e la speranza di ogni italiano.

Invitano tutti a condividere tali sentimenti e ad adoperarsi per il futuro della nostra Italia e di una
Europa che deve riscoprire il senso della propria identità con il coraggio di scelte responsabili che,
andando contro le mode e gli interessi di parte, si ricolleghino ai grandi valori dei Padri fondatori.
Invitano in particolare la Federazione Italiana Volontari della Libertà e le Associazioni ad essa
aderenti a rinnovare la grande storia ideale che le ha caratterizzate nel corso di questi decenni e a
rappresentare in modo adeguato la storia di libertà che ha unito la formazioni autonome, di
ispirazione patriottica e cattolica; invitano in particolare ad esprimere, con il coraggio che fu dei
nostri padri, la nostra concezione della vita e del vivere sociale, nella piena consapevolezza che più
che mai oggi c’è bisogno di soggetti che abbiano a cuore anzitutto la libertà, l’educazione, la
responsabilità e l’impegno di ciascuno respingendo con fermezza interpretazioni ideologiche e
totalitarie, qualunquiste e prive di valori.
L’Osoppo certo rimarrà fedele a questo insegnamento.

Udine, Auditorium del Centro Culturale delle Grazie, 4 dicembre 2021

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In copertina, Paola Del Din medaglia d’oro al valor militare.

 

Alla scoperta dei paesi carsici: tra i vicoli dell’antico borgo di Santa Croce

Il Fai di Trieste e la cooperativa Curiosi di natura proseguono con le passeggiate naturalistiche e culturali alla scoperta dei paesi carsici. Le guide di Curiosi di natura descrivono l’ecologia del territorio e gli esperti del Fai ne illustrano il patrimonio artistico e culturale.
La prossima uscita è annunciata per domenica 12 dicembre, dalle ore 14.30 alle 17, a Santa Croce-Križ, l’antico borgo di pescatori affacciato a 200 metri sul mare. Camminando tra i vicoli si ritroveranno antiche storie del territorio, portali di pietra decorati, chiesette suggestive e corti interne al riparo dalla Bora. Poi si uscirà dal paese e, lungo i sentieri, si raggiungerà la Vedetta Slataper, affacciata sul golfo al tramonto e sul Castello di Miramare. Al ritorno nel bosco, su strada asfaltata, una lucciolata con lanterne per rischiarare – come da tradizione – la “notte magica” di Santa Lucia. Un percorso di 3,5 km quasi pianeggianti, tranne un breve tratto su sterrato in salita. Ritrovo alle ore 14.10 a Santa Croce – Križ, sulla Strada Provinciale n. 1 al bivio per Bristie, nello spiazzo-parcheggio raggiungibile anche con il bus numero 44 da Trieste.
Intanto, a causa del maltempo, l’uscita a Sgonico per ammirare le stelle, previsto per domenica scorsa, è stato rinviato al prossimo mese di febbraio, per cui ne riparleremo al momento opportuno.

Case a Santa Croce.

È richiesta la prenotazione a: trieste@delegazionefai.fondoambiente.it (anche per informazioni). Costo 15 euro. Pagamento in loco, dove sarà possibile iscriversi al FAI. Informazioni sul percorso: curiosidinatura@gmail.com

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In copertina, il Golfo di Trieste che si può ammirare da Santa Croce.