Cooperative Fvg, nel 2021 la ripresa Covid c’è stata ma purtroppo ancora non basta

Nel 2021 la ripresa c’è stata, rispetto al drammatico 2020, ma è una ripresa debole e a macchia di leopardo. È il quadro che si delinea nel bilancio di fine anno tratteggiato da Confcooperative che, con 541 associate in Friuli Venezia Giulia, è la principale organizzazione di settore. «La pandemia ha indotto le cooperative ad adottare iniziative imprenditoriali straordinarie, spesso rivedendo l’organizzazione interna e introducendo innovazioni dei processi, ma anche elevando ulteriormente gli standard qualitativi di prestazioni e produzioni. Per molte realtà è quindi in atto un profondo rinnovamento di strategie e obiettivi aziendali», è il commento di Daniele Castagnaviz, al vertice della Confcooperative regionale dal luglio 2020. «Anche come Confcooperative – aggiunge – stiamo portando a termine, in queste settimane, una approfondita ricerca sul comparto cooperativo regionale mentre, sul medio termine, l’obiettivo è costituire una vera e propria Academy cooperativa per formare i dirigenti del futuro».

Nicola Galluà

 

I diversi settori

Confcooperative Fvg ha elaborato le prime anticipazioni sull’andamento del 2021, anche se un bilancio più preciso sarà possibile soltanto con l’analisi dei bilanci. «Le sanificazioni hanno dato una spinta positiva al settore pulizie nel quale operano numerose cooperative. Agricoltura e agroindustria hanno segnato una crescita del 10 per cento, che fa ben sperare anche per sostenere la remunerazione delle imprese agricole», commenta Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg. «Il comparto della cooperazione sociale è in prima linea da un anno e mezzo. Il 2020 è stato un anno molto difficile, oggi il momento più critico è stato superato ma perdurano grossi problemi legati alla disponibilità di figure professionali tipiche del settore, quali infermieri e Oss, la cui scarsità costituisce una vera emergenza». Quello dei servizi è, nel complesso, uno dei settori di punta dove opera la cooperazione e dove, secondo un recente studio di Confcooperative, si concentra l’87 per cento delle start up cooperative innovative. «Pure il comparto culturale viene da un periodo difficile, non ancora del tutto superato, anche se le diverse misure pubbliche di sostegno hanno dato un contributo alla ripartenza, mentre perdurano i segnali di preoccupazione per settori dipendenti dal turismo, come agenzie di viaggio e trasporto persone, con l’eccezione dell’Albergo diffuso, modello di ricettività cooperativa che sta vivendo una fase particolarmente positiva», precisa Galluà.

La sostenibilità

Cresce nel 2021 anche l’impegno delle cooperative per la sostenibilità. Il 69,3 per cento delle cooperative associate – secondo l’Ufficio studi di Confcooperative – ha intrapreso almeno una iniziativa riconducibile ad alcune delle principali tematiche dello sviluppo sostenibile. In particolare, il 25,2 per cento ha optato per l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto; il 18,9 per cento ha avviato percorsi formativi e informativi interni sulla sostenibilità; il 13,4 per cento delle cooperative si è indirizzato verso il riciclo e il riuso dei materiali (anche di scarto); infine, l’11,8 per cento delle cooperative ha scelto di promuovere l’ecoinnovazione e di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente.

—^—

In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz; all’interno, la sede. 

Carrozzeria ad alta efficienza ecologica: la Meneghini di Nimis tra 500 virtuose

(g.l.) Si sta per chiudere un anno davvero eccezionale per una piccola, ma grande azienda di Nimis: la carrozzeria di Leonardo Meneghini che della “svolta green” ha fatto la sua mission, divenendo un importante esempio non solo in Friuli Venezia Giulia, ma addirittura a livello nazionale.  Qualcosa come 140 chili di rifiuti in meno, 212 chili di combustibile fossile risparmiato, 2131 litri d’acqua (sempre più preziosa!) preservati, una riduzione del 33 per cento dei viaggi dedicati al trasporto ambientale e la rivalutazione del 100 per cento degli scarti prodotti. Sono questi, infatti, i numeri che nel 2021 hanno permesso alla ditta che sorge alle porte del paese pedemontano di ricevere il Premio “Ecol Design Award 2021” come azienda ad alta efficienza ecologica. Il riconoscimento – riferisce una nota – le è stato conferito grazie alla partnership con Recycla, azienda friulana che si occupa della gestione del rifiuto nel settore industriale e artigianale con filiera ambientale certificata. E l’Ecol Design Award ha premiato le 500 aziende italiane più virtuose che nell’anno giunto al termine si sono impegnate nel tracciare un percorso ecosostenibile per favorire una corretta gestione degli scarti.  Non è cosa da poco, in un’impresa di questo genere!

Lo staff di Leonardo Meneghini.

«Il Design Award è un attestato nato quest’anno – afferma Alessandro Cervone, responsabile marketing e comunicazione di Recycla – al fine di premiare le migliori 500 aziende che con perseveranza continuano a disegnare e tracciare insieme a noi un percorso ecosostenibile in chiave di economia circolare. Per individuare i vincitori abbiamo utilizzato specifici indicatori di virtuosità: infatti, monitoriamo quotidianamente lo scarto industriale prodotto lunga tutta la filiera ambientale. L’obiettivo è poi raffinarlo e trasformarlo in combustibile alternativo, immettendolo in un nuovo ciclo vitale».
Più che soddisfatto, dunque, il titolare Leonardo Meneghini: «Siamo onorati di avere ricevuto questo Premio. L’idea di riqualificare l’azienda in un’ottica sostenibile è nata un anno fa in pieno lockdown, è una soddisfazione immensa vedere come il nostro impegno sia stato ripagato».  Nel 2021, la carrozzeria di Nimis è riuscita a creare anche una stazione di ricarica per auto elettriche, a fornire le stesse ai clienti come mezzo sostitutivo, oltre ad installare un importante impianto fotovoltaico e a dotarsi di una stazione di verniciatura completamente ecologica. «Speriamo di poter proseguire per questa strada – conclude l’imprenditore di Nimis -, il nostro impegno è garantire un ambiente salubre e sicuro ai nostri dipendenti e, non da ultimo, rispettare il meraviglioso territorio che ci circonda». Proprio bravo Leonardo Meneghini! Un augurio a continuare sempre con maggior convinzione su questa strada “green” – un impegno importante e da portare come esempio di cui avevano già riferito la scorsa estate – lo merita proprio da parte di tutti coloro che hanno a cuore le sorti del proprio ambiente. E quello di Nimis ha tutti i numeri per essere amato e rispettato.

L’attestato del Premio.

—^—

In copertina, l’ingresso della carrozzeria: subito indicata la sua caratteristica “Green”.

Il Panathlon Club Udine in visita all’Asu: sempre più urgente ampliare la sede

L’attività dell’Associazione Sportiva Udinese è cresciuta nonostante le pesanti limitazioni imposte per il contenimento dei contagi Covid, per cui è ormai urgente poter disporre di una sede più ampia: un’esigenza che è stata sottolineata durante un incontro della società con con il Panathlon Club Udine. Al riguardo, va ricordato che nel marzo 2020 era tutto pronto per la serata con la delegazione del sodalizio cittadino guidata dal presidente Massimiliano Pittilino. Ma l’emergenza sanitaria e i successivi lockdown hanno costretto gli organizzatori a posticipare tutto, fino a quasi due anni di distanza, perciò «questa serata è particolarmente significativa – ha spiegato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -, non solo perché si parla di sport, ma perché è per noi il primo evento, seppur ristretto nei numeri, che ospitiamo nella nostra sede dopo il Covid». «Abbiamo pensato di dedicare l’appuntamento al racconto di “Asu 2021, la ripartenza; progetti, programmi e iniziative”, ha detto Pittilino aprendo l’incontro a cui ha partecipato anche l’assessore allo sport del Comune di Udine, Antonio Falcone. «Asu è senz’altro un’eccellenza trasversale, l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. Credo siano poche le realtà di questo tipo e analizzare le modalità con cui ha affrontato e sta affrontando un periodo tanto complesso, sarà certamente interessante».

LA TENACIA – «È strano a dirsi, ma nella gestione Covid c’è stato da parte di tutti un atteggiamento positivo e propositivo», ha chiarito Nutta. Cercare di riassumere la fase pandemica, che ancora non si è conclusa, è spettato al direttore generale di Asu, Nicola Di Benedetto: «È stata una crisi grave e sconvolgente, una rivoluzione per il mondo dello sport, che si è sentito l’ultima ruota del carro, e che ne è uscito massacrato. In regione sono “rimaste sul campo” tante associazioni sportive», ha ricordato.

I NUMERI – In quanto ad Asu, a febbraio 2020 gli abbonati frequentanti erano 931; a ottobre 2021, 939. E questo nonostante le rigide regole Covid (Asu ha peraltro stilato subito uno stringente protocollo interno che ha bloccato eventuali possibili contagi), i numeri contingentati, i timori e il green pass. «A livello organizzativo abbiamo apportato una vera e propria rivoluzione, creando piccoli gruppi ed estendendo gli orari, sabato compreso. Ha funzionato. Anche le attività estive, sia nel 2020 che nel 2021, sono state un successo e ci hanno consentito anche di restituire i crediti dovuti ai soci a causa delle chiusure forzate. È stata dura, lo è ancora, ma ce la stiamo facendo perché abbiamo sempre ragionato come squadra. E questo ci ha consentito di proseguire anche con l’Accademia di ritmica, per esempio, ma soprattutto di pensare al futuro».

LA SEDE – Perché i programmi non mancano, ma diversei progettualità necessitano di maggiori spazi: «Il nostro è un impianto che ha pochi eguali, in Italia e all’estero. Grazie a Coni Fvg e a Fondazione Friuli, negli ultimi mesi è anche dotato di un sistema di purificazione d’aria all’avanguardia. Non finiremo mai di ringraziare il Comune per aver creduto in questo progetto, ma come già detto in passato, abbiamo la stringente necessità di ampliare la sede. La nostra richiesta non è cosa nuova, ma è un’istanza che muoviamo da anni, che però non ha ancora ricevuto risposta», ha sottolineato il presidente Asu. In questa maniera potrebbero crescere i corsi per bambini e anziani, ma anche i progetti (one-to-one) di disabilità grave, già in corso da anni, e parte di un ramo dell’associazione che si chiama “Asu per il sociale”. Quello stesso filone che già prevede l’inserimento dei tecnici Asu nelle scuole, che grazie al sostegno di Csen Fvg (al momento sospeso con il Covid) si mettono a disposizione con dei corsi gratuiti; lo sviluppo di attività in appoggio ad associazioni di disabili; e l’attività integrata (a partire dal 2022) grazie alla quale i ragazzi con disabilità più o meno grave, verranno inseriti nei corsi ma affiancati da un tutor dedicato.

ASU 1875 | Associazione Sportiva Udinese | via Lodi 1 | 33100 Udine |
0432.541828 | Facebook | www.associazionesportivaudinese.it | polisportiva@asu1875.it

—^—

In copertina, ecco un momento della visita del Panathlon Udine all’Asu.

 

Fatturati su del 20% nell’ultimo triennio: in Fvg sono 188 le società interessate

Società con un fatturato che cresce di oltre il 20% per tre anni consecutivi: a novembre 2021, in Friuli Venezia Giulia, sono 188 le cosiddette imprese “scale-up” (definizione Eurostat-Ocse) e rappresentano l’1,4% del totale delle imprese considerate. Di queste, sono 37 quelle che potrebbero definirsi “top” scale-up, ossia che partono con un fatturato, nel primo anno preso in considerazione, di 500 mila euro, quindi con crescite maggiori in termini di valore (e altre ricadute positive sull’economia).
Il dato emerge dalla nuova ricerca del Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato i dati Infocamere sui fatturati disponibili relativi agli anni 2017-2020. L’analisi ha preso in considerazione quelle imprese attive, iscritte nei Registri Imprese Fvg entro l’anno 2017, che depositano i bilanci, ossia una platea di partenza di 13.785 imprese di diversa natura giuridica: società di capitali ma anche altre realtà come associazioni, aziende speciali, consorzi, cooperative sociali, enti pubblici economici, enti sociali, fondazioni, società consortili, cooperative. Per poter effettuare l’analisi sugli incrementi di fatturato nell’ultimo triennio sono state escluse quelle di più recente costituzione (dal 2018 in poi), per cui non sarebbero stati ancora disponibili tutti i dati.

Giovanni Da Pozzo

«Le scale-up prese in esame dal nostro nuovo studio – commenta il presidente camerale, Giovanni Da Pozzo –, con la loro rapidissima crescita, apportano esternalità positive all’economia in termini di reddito, creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche, fattore importante, in termini di introduzione di prodotti e servizi innovativi sul territorio, di attenzione alle richieste del mercato e anticipazione di tendenze. Significativo poi notare che crescono anche nel 2020, anno quanto mai complesso, come purtroppo sappiamo bene. Cercheremo di capire nel tempo come si evolvono queste realtà. Dai primi dati emersi sulle imprese costituite nel 2018, per esempio, tra le potenziali nuove scale-up dei prossimi anni, spiccano le attività scientifiche e tecniche. Attraverso i prossimi bilanci depositati, capiremo se queste imprese troveranno ostacoli alla crescita del proprio fatturato nel 2021, magari facendo riemergere come scale-up imprese legate ai settori “tradizionali”, o se è il fenomeno stesso a essere in mutamento, coinvolgendo settori ancora diversi o interessando in misura maggiore l’imprenditoria femminile, giovanile e straniera».

DISTRIBUZIONE TERRITORIALE. Sono 76 le scale-up del territorio di Udine, 45 a Pordenone, 38 a Trieste e 29 a Gorizia

“ETÀ” DELLE IMPRESE. Le scale-up in Fvg sono principalmente imprese di recente costituzione: il 45,2% è stato iscritto nel Registro Imprese negli anni 2016 e 2017 (hanno quindi conseguito una crescita del fatturato pari o superiore al 20% nei primissimi anni della propria attività). Il 23,4% tra il 2011 e il 2015 (risultati conseguiti entro i primi 5-10 anni di attività), il 16,5% tra il 2001 e il 2010 e, a scendere, il 12,2% tra il 1981 e il 2000 e, infine, solo il 2,7% tra il 1920 e il 1980.

I SETTORI. Il 15,4% delle scale-up regionali opera nelle costruzioni, il 13,8% nelle attività immobiliari, l’11,7% nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, il 9,6% nelle attività manifatturiere, il 9% nei servizi di informazione e comunicazione. Seguono le attività professionali, scientifiche e tecniche (8,5%), noleggi e agenzie di viaggio (6,9%), sanità e assistenza sociale (6,4%), trasporto e magazzinaggio (4,8%), attività finanziarie e assicurative (3,2%). Scendendo più nel dettaglio, le divisioni Ateco con il maggior numero di scale-up sono le attività immobiliari e le costruzioni. Nello specifico, le attività immobiliari rappresentano il 13,8% delle scale-up, seguite dal commercio all’ingrosso (7,4%), lavori di costruzione specializzati (7,4%), costruzione di edifici (6,9%), produzione di software e consulenza informatica (5,9%). Poco sotto al 5% si trovano le attività di direzione aziendale e consulenza gestionale (4,8%), commercio al dettaglio (4,3%), assistenza sanitaria (3,7%), coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali (3,2%).

FEMMINILI, GIOVANILI, STRANIERE. Le scale-up femminili in Friuli Venezia Giulia sono 25 (il 13,3% del totale), quelle giovanili 23 (12,2%), quelle straniere 13 (6,9%). Poco più di una scale-up su dieci ha quindi una compagine societaria a prevalenza femminile oppure giovanile.

I FATTURATI. Le scale-up in Fvg hanno fatturato medio annuo pari a 799mila euro per l’anno 2017, 1 milione e 247mila euro nel 2018, 1 milione e 901mila euro nel 2019, 2 milioni e 986mila euro nell’anno 2020. Gli incrementi medi annui di fatturato in valore assoluto sono quindi di +447mila euro nel primo anno esaminato (2018 su 2017), +653mila euro nel secondo anno (2019 su 2018), +1 milione e 85mila euro il terzo anno (2020 su 2019).

L’OCCUPAZIONE. All’incremento del fatturato si accompagnano ricadute positive complessive anche in termini occupazionali. Gli addetti totali nelle 188 scale-up “nostrane” sono complessivamente passati da 886 al 31 dicembre 2017 a 2.473 al 31 dicembre 2020, +1.587 unità, ossia quasi raddoppiati. L’incremento degli addetti nel primo anno esaminato è stato di 408 unità, nel secondo di 610, nel terzo di 569 (nonostante la pandemia da Covid-19). Il numero medio di addetti delle 188 Scale-up passa da 8 a fine 2017 a 17 a fine 2020.

NATURA GIURIDICA. Nella già ristretta platea di tipologie d’impresa che depositano i bilanci, la prevalenza di scale-up si rileva prevalentemente tra le Srl, le società a responsabilità limitata. Nello specifico: 145 Srl (77,1% del totale), 21 Società a responsabilità limitata semplificata, 9 Società cooperative, 5 Società a responsabilità limitata con socio unico, 3 Consorzi, 2 Società per azioni, 1 Società cooperativa a responsabilità limitata, 1 Società consortile a responsabilità limitata, 1 Cooperativa sociale.

SCALE-UP IN ITALIA ED EUROPA (Fonte: European Scale Up Monitor 2020, Erasmus Center for Entrepreneurship). In Europa, l’80% delle scale-up si concentra in dieci Paesi, il 44% in sole venti città. Il Regno Unito è il Paese con il maggior numero di scale-up. L’Italia è al sesto posto, con Milano al nono posto tra le città europee. La Germania ha la percentuale più alta di giovani scale-up.

—^—

In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

 

A Pordenone la moda etica sostenibile in aiuto alle donne vittime di violenze

La cooperativa sociale a maggioranza femminile, l’artigiana della moda e l’artigiana dell’arredo tessile: donne che uniscono le energie a Pordenone per il progetto di moda etica a sostegno dell’Associazione Voce Donna, che offre aiuto alle vittime di violenza. Questo è “LaNina il filo che unisce” progetto che vede la collaborazione tra la cooperativa sociale Karpós con il suo Ridoprin Lab – laboratorio di riuso tessile con sede a Torre di Pordenone -, la Sartoria Creativa Lacibi di Cinzia Cibin di Pordenone e Laboratoriotappeti di Elena Pin pure della città del Noncello. Donne che cooperano in rete producendo capi d’abbigliamento con lana cotta artigianalmente realizzata da filati di qualità, in lana rigenerata certificata, e a zero spreco di materiali, per questo progetto che ha preso il via proprio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, lanciando un messaggio di solidarietà tutto al femminile.

Ecco il Ridoprin Lab.

«Si tratta di un progetto di moda sostenibile, etica, generativa che unisce realtà diverse: noi come cooperativa sociale ci occupiamo degli inserimenti lavorativi di donne fragili all’interno del nostro laboratorio tessile Ridoprin Lab – ha spiegato Paola Marano, presidente della cooperativa Karpós -, Elena Pin produce la lanacotta utilizzando anche lana rigenerata certificata che verrà usata nei capi che sono disegnati e studiati da Cinzia Cibin e che poi verranno prodotti nei nostri laboratori». Una collezione dedicata alle bambine e ai bambini che verrà venduta sia nella sartoria Lacibi in via Vallona 61 a Pordenone, sia al Ridoprin Lab a Torre di Pordenone. Parte del ricavato verrà devoluto ai progetti dell’associazione Voce Donna di Pordenone.
«Un progetto generativo portato avanti e voluto da tre donne che vogliono fare rete e professionalizzare altre donne che sono in attesa di collocazione lavorativa, offrendo loro nuove competenze e sostenendo l’associazione Voce Donne – hanno aggiunto Cibin e Pin insieme a Marano -. Siamo molto entusiaste di questa collaborazione e stiamo già sviluppando il brand “LaNina il filo che unisce” con l’obiettivo di produrre capi d’abbigliamento di pregio che siano anche sostenibili, etici e capaci di associare il valore della lavorazione artigianale tradizionale della lana al valore sociale dell’inserimento lavorativo femminile». Tra le proposte che sarà possibile acquistare ci sono le t-shirt per donna e bambina con l’immagine iconica di LaNina, le prime mantelline in lanacotta con fibra rigenerata per bambini e seguiranno, passo passo la formazione delle sarte, anche tutine, scamiciati e altri accessori, tutti sostenibili e artigianali, progettati e realizzati da donne.

—^—

In copertina e qui sopra una mantellina di lanacotta prodotta a Pordenone.

Consorzio Leonardo, bando per 14 posti di volontari nel Servizio civile

È uscito il Bando dei volontari per il Servizio civile, che avrà scadenza il 26 gennaio prossimo, con il quale anche quest’anno le cooperative sociali del Consorzio Leonardo, aderente a Confcooperative Pordenone, offrono 14 posti nei settori dell’Assistenza ai disabili e dell’Agricoltura sociale attraverso due progetti, racchiusi nel programma “Fragilmente forti”. Il Consorzio ormai opera nel Servizio civile da molti anni, in cui più di 100 giovani hanno sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono stati estremamente gratificanti. Una media del 30 per cento di giovani ha trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza.
Il progetto “Senza limiti” accoglierà in centri diurni e residenziali 10 ragazze e ragazzi che affiancheranno gli operatori in semplici attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia a favore delle persone che frequentano queste strutture. Le sedi si trovano a San Vito al Tagliamento (cooperativa Futura e Il Granello), Casarsa della Delizia (Il Piccolo Principe), Codroipo, Sacile, Montereale Valcellina, Orsago (Fai), Aviano e Cordenons (Acli).
Il progetto “Coltiviamo inclusione” invece cerca 4 ragazze e ragazzi per attività di agricoltura sociale nelle sedi di San Vito al Tagliamento (La Volpe sotto i Gelsi – Piccolo Principe), Chions (Torrate – Piccolo Principe), Fiume Veneto (Il Seme) e Prata di Pordenone (Il Ponte). In questo caso, gli operatori volontari verranno sì coinvolti in attività di agricoltura supportando le persone in stato di fragilità, ma anche in attività di progettazione e di promozione della struttura e dei prodotti.
Per partecipare al Bando i requisiti sono di avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno e avere, al momento della presentazione della domanda, tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) e non avere riportato condanne. Per iscriversi occorre avere lo Spid di livello di sicurezza 2 e accedere ala piattaforma Dol all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it
Il Servizio civile dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico di 444,30 euro mensili. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali e all’interno di queste vi è un importante pacchetto formativo di 114 ore.

Volontari del Servizio civile 2021.

—^—

In copertina, ecco la sede della Volpe sotto i Gelsi di San Vito.

Che bella passeggiata lungo lo Stella! Domenica Palazzolo si rimette in moto

di Silvio Bini

Sarà stata anche la nebbia sulla riva del fiume Stella a rendere affascinante il percorso, organizzato da Art&Stella, domenica scorsa, e il conseguente successo di partecipazione alla passeggiata lungo i due ponti “magici“ che abbracciano il centro di Palazzolo. E’ strano davvero trovarsi a contatto con una natura quasi selvaggia, a ridosso del centro storico di un paese antico, legato ancora al suo passato ma, forse, non ancora del tutto convinto dell’importanza della sua storia e del suo territorio. Il leader di Art&Stella, Massimo Pitton, invece crede a sviluppi futuri e, secondo quella che è una delle sue caratteristiche, ha saputo intuire la forza dell’idea e ha organizzato, lì per lì, un’altra passeggiata per domenica 26, giorno di Santo Stefano, con partenza alle ore 9, dalla passerella pedonale al ponte Bayley, fino alla piazza della Pieve. E’ un percorso abbastanza breve, che però può raccontare interessanti frammenti di storie naturalistiche, di storie di guerra, di antiche vicende ed esaltanti leggende, attraverso le guide accompagnatrici.
L’iniziativa, la settimana scorsa, ha già trovato la favorevole rispondenza in qualche decina di appassionati, ma anche l’interessamento di alcuni imprenditori turistici della zona. Il Comune di Palazzolo dello Stella ha recentemente approntato alcuni percorsi pedonali che, soprattutto nella buona stagione, vengono regolarmente frequentati. «Spero che si continui – rimarca Pitton –. basta seguire l’arginatura dello Stella e l’ampia, tranquilla, viabilità che il paese offre, per realizzare circuiti per passeggiate particolarmente piacevoli». Intanto, anche per smaltire il panettone di Natale, a Palazzolo c’è la passeggiata di Santo Stefano.

—^—

In copertina, la passerella sul fiume e qui un’immagine del ponte Bayley.

 

Il mondo cooperativo friulano piange la scomparsa di Ferdinando Di Centa

Il mondo cooperativo friulano e italiano piange la scomparsa di Ferdinando Di Centa, già a lungo direttore della Secab, importante cooperativa idroelettrica operante in Carnia e, da diversi anni, portavoce nazionale del Coordinamento delle Cooperative elettriche storiche italiane.
«Un esempio di grande dirigente cooperativo – commenta Daniele Castagnaviz, presidente regionale di Confcooperative, associazione cui la Secab aderisce –, una figura di cooperatore che ha dato molto allo sviluppo della cooperazione in un settore di grande attualità come quello dell’energia rinnovabile, ma anche un dirigente da tutti riconosciuto per le sue doti di serietà, competenza, dedizione verso gli ideali della cooperazione e della mutualità».
Una figura, sottolinea Confcooperative, esemplare anche per l’impegno in un territorio, quello della montagna friulana, storicamente ricco di iniziative cooperative: «La cooperazione friulana perde una figura di grande prestigio e di riferimento per tanti cooperatori carnici e non solo, il suo impegno nazionale in questi ultimi anni è stato un esempio di impegno civile che ha portato lustro a tutto il Friuli. La sua scomparsa ci addolora», è il ricordo di Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine.
Un ricordo è giunto anche dai vertici nazionali dell’associazione dove Di Centa era da tempo impegnato: «La morte di Ferdinando Di Centa mi addolora profondamente – ha detto Roberto Savini, presidente nazionale di Confcooperative Consumo e Utenza -. Esprimo i sentimenti di vicinanza e solidarietà ai suoi familiari. Confcooperative perde un valido e ammirato dirigente nazionale, rappresentante e portavoce delle Cooperative elettriche storiche italiane. Abbiamo imparato molto dal suo esempio di uomo cortese e gioviale e di cooperatore determinato e appassionato. A lui va il ringraziamento per aver contribuito, grazie alla sua profonda competenza ed esperienza in particolare nel settore delle energie rinnovabili, alla promozione dei valori cooperativi, alla difesa della mutualità e del rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali».

—^—

In copertina, Ferdinando Di Centa uomo di primo piano del mondo cooperativo regionale e nazionale.

 

Ok la missione Efasce all’Expo di Dubai: aperto un Segretariato per i conterranei

Bilancio positivo all’Expo di Dubai per “Connected for a new start – Connessi per un nuovo inizio”, l’evento organizzato dall’Efasce che nella città degli Emirati Arabi Uniti ha incontrato i corregionali del Friuli Venezia Giulia aprendo nel contempo il nuovo Segretariato a loro dedicato, il quale sarà punto di riferimento nel rapporto con la terra d’origine (i Segretariati sono gli organi di rappresentanza dei corregionali che aderiscono a Efasce nelle varie parti del mondo).
Al Dubai Exhibition Center di Expo si è svolto il meeting – grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli – incentrato su idee, stimoli e “best practice” che possano fungere da motore di sviluppo per il Friuli Venezia Giulia. Presente il presidente di Efasce, Gino Gregoris, assieme alla vicepresidente Luisa Forte e a Michele Morassut della segreteria. Con l’occasione è stato ricordato anche un progetto Made in Pordenone che ha avuto successo negli Emirati Arabi Uniti, ovvero quello della Cimolai, azienda dalla fama internazionale che ha costruito la “piazza” centrale dell’Expo.
«Un’esperienza davvero preziosa – ha commentato il presidente Gregoris – che ci ha permesso di rinsaldare i legami con i nostri corregionali in una zona di recente ma sempre più intensa emigrazione. Si è trattato della prima trasferta ufficiale dell’Efasce dopo l’emergenza sanitaria e siamo felici di aver potuto portare anche noi un pezzo di Friuli Venezia Giulia ai nostri amici, con cui i contatti ora saranno ancora più stretti tramite il nuovo Segretariato».
Non solo: la trasferta ha permesso la realizzazione di una serie di videointerviste in cui i corregionali raccontano le proprie esperienze di vita e lavoro nel Golfo Persico. Approfondimenti video che saranno ora pubblicati lungo i giorni natalizi sui canali Facebook, Instagram e YouTube “EFASCE Pordenonesi nel mondo”.

—^—

In copertina, il padiglione Italia a Dubai e qui sopra la delegazione pordenonese di Efasce all’Expo.

 

“Musica e Parole Insieme”, gli auguri virtuali che entrano in casa di riposo

Si chiama “Musica e Parole Insieme” ed è il nuovo progetto con cui l’associazione Voci Fuoricampo entra virtualmente (oggi 22 dicembre, dalle 10.30, sul canale YouTube di Voci Fuoricampo) nelle case di riposo e nei centri diurni per un augurio speciale agli anziani in un periodo particolare qual è quello delle feste natalizie grazie alla collaborazione e al contributo del Comune di Udine – Progetto Oms Città Sane. Protagonisti dell’iniziativa saranno i musicisti e i lettori che hanno collaborato, a partire dallo scorso settembre, alla realizzazione degli audio da compagnia destinati agli ospiti delle sei realtà coinvolte: in un “racconto” di 45 minuti proprio loro porteranno gli spettatori dal Carso a Buenos Aires con musiche e canzoni da ascoltare e cantare insieme.

Giovanni Barillari


«Con Musica e parole insieme – ha precisato Giovanni Barillari, assessore alla Sanità, Assistenza sociale, Rapporti con l’Università del Comune di Udine – abbiamo voluto essere vicini alle persone più fragili e sole, soprattutto anziane, che maggiormente hanno subito gli effetti della pandemia. Vogliamo con questo esprimere un messaggio di speranza e di solidarietà, nonché ricordare l’importanza di un invecchiamento in salute, che il Comune di Udine promuove ormai da anni nell’ambito del programma Oms Città Sane. Utilizzando proprio il motto dell’Oms, auspichiamo di poter dare “non solo più anni alla vita, ma soprattutto più vita agli anni”».
«Con questa iniziativa – hanno sottolineato gli organizzatori – vogliamo entrare in ciascuna delle residenze e stare insieme agli ospiti. Si tratta di un modo moderno che abbiamo utilizzato in questo momento così difficile, per portare vicinanza umana viaggiando attraverso la musica e le parole con loro. Questo evento è dedicato alle amiche e agli amici delle residenze e dei centri diurni, a coloro che si prendono cura degli altri e a tutti coloro che vogliono stare vicino a qualcuno». Essendo virtuale sarà infatti fruibile ai familiari e tutti i coloro che vorranno mandare un messaggio o un augurio scrivendo sulla chat che sarà attiva durante la trasmissione.

I DUE PROGETTI – “Musica e Parole Insieme” è la naturale continuazione di un altro progetto per l’intrattenimento e la compagnia a distanza degli ospiti delle case di riposo durante la pandemia Covid-19: “Musica e Parole”, conclusosi con l’evento in presenza alla Quiete lo scorso 12 giugno. A partire da settembre, grazie alla collaborazione e con il contributo del Comune di Udine e in particolar modo il Progetto Oms Città Sane, l’associazione Voci Fuoricampo ha proposto l’uso degli audio da compagnia ad altre sei realtà fra case di riposo e centri diurni per anziani con sede in città e non solo: Caris, Pervinca, Sant’Anna, Gruppo Zafiro, Villa Masieri e Villa Nimis.

L’INIZIATIVA – “Musica e Parole Insieme”, originariamente, prevedeva anche la realizzazione di eventi in presenza all’interno delle varie residenze che hanno aderito al progetto, ma a causa della situazione sanitaria, questo non è stato possibile, in quanto l’accesso è consentito ai soli familiari. È nata così l’idea di realizzare un evento virtuale per portare un po’ gioia ai residenti delle case, in tutta sicurezza.