Leonardo Pordenone, ancora quattro giorni per aderire al Servizio civile

A partire da oggi, ancora quattro giorni disponibili per poter aderire ai progetti di Servizio civile del Consorzio Leonardo con le Cooperative sociali di Pordenone. La scadenza del bando per i volontari che vogliono candidarsi scadrà, infatti, alle ore 14 del 10 febbraio prossimo. Come già riferito, il bando era uscito il 14 dicembre e aveva come prima scadenza il 26 gennaio, ma il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile aveva accolto le numerose richieste degli enti che avevano chiesto venisse prorogato.
C’ ancora tempo, dunque, fino a giovedì per iscriversi in una delle sedi del Consorzio Leonardo che offre 14 posti nei settori dell’Assistenza ai disabili (progetto Senza Limiti) e dell’Agricoltura sociale (progetto Coltiviamo inclusione). Il progetto Senza Limit accoglierà in centri diurni e residenziali 10 ragazze e ragazzi che affiancheranno gli operatori in semplici attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia a favore delle persone che frequentano queste strutture. Le sedi si trovano a San Vito al Tagliamento (coop. Futura e coop. Il Granello), Casarsa della Delizia (coop. Il Piccolo Principe), Codroipo, Sacile, Montereale Valcellina, Orsago (coop. Fai), Aviano e Cordenons (coop. Acli).
Il progetto “Coltiviamo inclusione” invece offre 4 posti per attività di Agricoltura sociale nelle sedi di San Vito al Tagliamento (La Volpe sotto i Gelsi – Piccolo Principe), Chions (Torrate – Piccolo Principe), Fiume Veneto (coop. Il Seme) e Prata di Pordenone (coop. Il Ponte). In questo caso gli operatori volontari verranno sì coinvolti in attività di agricoltura supportando le persone in stato di fragilità ma anche in attività di progettazione e di promozione della struttura e dei prodotti.
Ricordiamo che per partecipare al Bando i requisiti sono di avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno, avere, al momento della presentazione della domanda, tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) e non aver riportato condanne. Per iscriversi occorre avere lo Spid di livello di sicurezza 2 e accedere alla piattaforma DOL all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it
Un altro punto importante è che il Servizio civile dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico di 444,30 euro mensili. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali e all’interno di queste vi è un importante pacchetto formativo di 114 ore. Il Consorzio ormai opera nel Servizio civile da molti anni, più di 100 giovani hanno sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono estremamente gratificanti. Una media del 30% di ragazzi e ragazze hanno trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza.

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In copertina, il casale della Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento; qui sopra, un gruppo di giovani del Servizio civile con Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone cui aderisce Leonardo.

 

 

Tempi più brevi per il ponte della Motta. Nimis: limitazioni per quello di Cergneu

di Giuseppe Longo

Si accorciano i tempi per la ricostruzione del ponte della Motta, che attraversando il Cornappo poche centinaia di metri prima che il corso d’acqua confluisca nel Torre, collega i territori comunali di Nimis e Povoletto, nella zona di Savorgnano. E’ recentissimo, infatti il decreto di concessione della Regione Fvg (sono disponibili oltre 2 milioni di euro), come ha reso noto il sindaco Gloria Bressani, in una nota in cui si mette sotto la lente proprio la sicurezza dei ponti, un problema verso il quale «l’amministrazione comunale in questi anni ha sempre prestato particolare attenzione», basti pensare all’intervento di ricostruzione del ponte di Vallemontana e al monitoraggio proprio di quello della Motta.

Gloria Bressani, sindaco di Nimis.


La nota del primo cittadino, pubblicata sulla pagina Facebook del Comune di Nimis, ha origine da un suo provvedimento di pochi giorni fa che riguarda la situazione del ponte di Cergneu, manufatto che «ha una grossa importanza poiché rappresenta il solo collegamento per Cergneu Superiore e le borgate di Pecolle e Nongruella. Diverse sono, inoltre, le attività economiche che operano sulla sponda sinistra del Lagna». «Nei giorni scorsi – riferisce il capo della giunta municipale – la responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, accompagnata da tecnici qualificati, ha effettuato un sopralluogo per valutare lo stato di sicurezza del ponte in seguito alla segnalazione dell’assessore Mattiuzza, e di una cittadina. Il sopralluogo ha messo in luce delle problematiche del manto stradale, dovute al sifonamento della massicciata. Si rende pertanto necessario condurre una campagna di indagini finalizzate ad individuare le cause del fenomeno e a valutare dello stato generale di salute del ponte». Per cui, in via cautelativa, sono state poste immediatamente in opera alcune misure, come l’istituzione del senso unico alternato e la limitazione della velocità a 10km/h nell’attraversamento del ponte, al fine di ridurre al massimo le vibrazioni prodotte dai mezzi che lo percorrono. Il sindaco conclude anticipando che «della situazione in essere verrà informato e coinvolto immediatamente il Dipartimento della Protezione Civile Regionale al fine di valutare di concerto i prossimi passi da percorrere».
Fari puntati, dunque, sulla sicurezza del ponte di Cergneu, mentre, come si diceva, si riducono i tempi di attesa per il rifacimento completo dello storico manufatto della Motta, struttura che ha oltre sessant’anni e che era stato realizzata quando il traffico non era così intenso, soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti, anche agricoli. Oltre a ciò, il ponte deve fare i conti con le ricorrenti piene del torrente che, durante questi decenni, sono state numerose e violente. E la più grave, come molti ricorderanno, era stata quella di fine settembre 1991, quando le acque impetuose distrussero ben due ponti (borgo Plovert, prontamente ricostruito, e borgo Valle, ancora sostituito da un guado). Probabilmente già a quel nubifragio, che causò esondazioni e moltissimi danni, risalgono i primi effetti negativi sulla stabilità del ponte, acuiti poi nei tempi più recenti, tanto che si sono dovuti adottare provvedimenti a tutela della sicurezza, negando il transito ai camion, e addirittura decidendone la chiusura in occasione di piogge abbondanti e prolungate.
Per la realizzazione della nuova opera la Regione Fvg ha previsto lo stanziamento di complessivi 2 milioni 156 mila euro a valere sugli esercizi finanziari 2022-2023. Ora, dunque, c’è il decreto di concessione regionale, per cui anche i tempi burocratici ancora necessari per dare avvio all’opera, molto attesa appunto nei Comuni di Nimis e Povoletto, dovrebbero risultare notevolmente ridotti.

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In copertina e qui sopra due immagini del ponte della Motta tra Nimis e Savorgnano.

Al via alle scuole medie di Casarsa il progetto “Penso dunque scelgo”

Tra corpo che cambia e rapporto con i coetanei, quello delle scuole medie è un periodo entusiasmante e problematico allo stesso tempo per ragazze e ragazzi. Per supportarli inizia a febbraio il percorso rivolto agli studenti delle classi terze della secondaria di primo grado Enrico Fermi di Casarsa della Delizia. Si tratta della prima parte del progetto “Penso dunque scelgo” realizzato dall’assessorato comunale alle Politiche sociali in sinergia con gli insegnanti dell’Istituto comprensivo Pasolini all’interno del progetto scolastico “Crescere insieme a scuola” che coinvolgerà, in varie fasi, tutti i 250 alunni delle scuole medie.

Ilaria Peloi


Gli incontri saranno condotti dagli educatori del Progetto Giovani per affrontare il tema dei cambiamenti in adolescenza e dei fattori protettivi che possono sostenere i ragazzi in questa fase di crescita, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza rispetto alla trasformazione del corpo in adolescenza, di favorirne l’interiorizzazione e l’attribuzione di un significato funzionale alla crescita.
«Il percorso – spiega l’assessore alle Politiche giovanili, Ilaria Peloi – si articolerà in 4 incontri di due ore per classe, di cui l’ultimo si terrà nella sede del Progetto Giovani casarsese. Verranno proposte attività individuali, come riflessioni guidate ed esercitazioni, alternate ad attività di gruppo, come discussioni collettive, attività interattive, proiezione di brevi video e role playing, al fine di mantenere l’attenzione e garantire il coinvolgimento di tutta la classe».
Nello specifico gli educatori hanno strutturato attività e riflessioni per offrire ai ragazzi una maggior consapevolezza di che cos’è l’adolescenza e a cosa serve da un punto di vista evolutivo, di quali sono i cambiamenti più importanti, che possono anche mettere in difficoltà il percorso di crescita e come è possibile fronteggiarli e gestirli. «Sarà l’occasione – aggiunge l’esponente della giunta guidata da Lavinia Clarotto – per far emergere e condividere le risorse personali e relazionali e i fattori protettivi che possono aiutare ad affrontare questi cambiamenti, per comprendere l’importanza dell’appartenere ad un gruppo e della conformità sociale, funzionali al loro percorso di crescita ma anche per dare consapevolezza sulle strategie di gestione e di difesa rispetto alla pressione dei pari, al condizionamento, allo sguardo di ritorno del gruppo».
Si parlerà di cambiamenti puberali, di corpo che evolve, alle volte troppo in fretta e non come vorremmo di come il corpo stesso esprimesse il modo di essere e di diventare, tanto da essere alle volte mortificato e preso di mira. Facendo leva sui fattori di protezione e sulle life skills. «Questo percorso aiuterà i ragazzi – conclude l’assessore alle Politiche Giovanili – a comprendere come riconoscere un momento di difficoltà, a come non sentirsi soli e a come riconoscere e a proteggersi da chi fa leva sulle debolezze e fragilità».

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In copertina, ecco un momento dell’attività del Progetto Giovani a Casarsa.

 

Prodotto Energia, il sistema cooperativo con CrediFriuli contro il caro bollette

Garantire alle aziende la liquidità necessaria per rispondere al forte aumento della spesa energetica senza dover intaccare la produzione, con la possibilità di posticipare i pagamenti più avanti nel tempo, senza costi eccessivi, quando, si spera, il mercato energetico sarà tornato a livelli più sostenibili.  Si chiama Prodotto Energia lo strumento che CrediFriuli ha messo a disposizione delle imprese cooperative per superare anche questa emergenza.

Paola Benini


«Come già fatto per altre situazioni di crisi – ha commentato il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti – abbiamo messo in campo la nostra banca di credito cooperativo per dare una mano, per quanto ci è possibile, al sistema economico del territorio e alla sua comunità. In questo caso – ha aggiunto – abbiamo deciso di intervenite finanziando, a tassi più favorevoli di quelli di mercato e con la possibilità di posticipare le rate, l’aumento del costo energetico di questa prima bolletta dell’anno e di quelle successive sperando che, dopo la prossima estate, i prezzi tornino a livelli più accettabili».
Paola Benini, presidente di Confcooperative Udine, ha quindi sottolineato l’importanza che il mondo legato alle cooperative faccia sistema accanto alle proprie imprese e ai loro soci, a favore del territorio e delle comunità. Per questo è stata avviata con le banche di credito cooperativo un’azione congiunta volta a sostenere le cooperative di fronte al caro bollette e a Power Energia, la prima cooperativa in Italia per forniture, che conta 2.400 imprese socie ed è accredita come Grossista presso l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, per la Confederazione Cooperativa Italiane.
Quest’ultima è in grado di fornire, a titolo gratuito, consulenze per individuare nuovi spazi di risparmio nelle forniture energetiche e di avviare analisi per l’installazione per la produzione di energia elettrica solare, acquisto di colonnine di ricarica per auto elettriche, etcc… come sottolinea Cristian Golinelli amministratore delegato di Power Energia sc.

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In copertina e qui sopra reti per l’approvvigionamento energetico.

A Casarsa ripartono i Progetti Donna per l’integrazione, la formazione e il lavoro

Dopo la sospensione legata alle fasi più acute dell’emergenza sanitaria, ripartono con la Città di Casarsa della Delizia i Progetti Donna, rivolti a donne, italiane e straniere che versano in condizione di svantaggio socio-culturale o disagio personale, per favorire la loro integrazione sociale attraverso percorsi mirati di formazione, orientamento al lavoro e gestione delle proprie risorse e competenze. In programma, un incontro settimanale con formazione linguistica e incontri con specialisti. Si parte con due gruppi che coinvolgeranno 30 partecipanti in totale a San Giovanni nel Centro attività sociali. Il progetto è curato dall’assessorato alle Politiche sociali e la parte educativa è affidata alle educatrici della cooperativa sociale Il Piccolo Principe, con il supporto di alcune volontarie e la partecipazione del servizio di Assistenza sociale dell’Ambito socio-sanitario.
«Dopo le chiusure per I’emergenza sanitaria del Covid-19 – spiegano il sindaco Lavinia Clarotto e l’assessore alla politiche sociali Claudia Tomba -, le donne in quanto punto di riferimento forte della famiglia devono essere sostenute non solo nel progetto globale familiare ma anche in un percorso che le conduca nell’acquisizione di strumenti di empowerment utili per essere Ioro stesse protagoniste di momenti di crescita e formazione. Con questo progetto intendiamo dare loro questa opportunità, per essere protagoniste della ripartenza».
Gli incontri settimanali prevedono laboratori di formazione linguistica, realizzazione di momenti di formazione sociale, psicologica, educativa e sanitaria. Verranno proposti anche degli incontri con specialisti per analizzare temi di interesse comune quali salute, sanità, istruzione, normative di legge in materia di diritti e tutele per le donne immigrate, orientamento e ricerca del lavoro. Inoltre laboratori creativi che valorizzano le abilità delle donne coinvolte.

Il sindaco Lavinia Clarotto

L’assessore Claudia Tomba

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In copertina, uno degli incontri a Casarsa nell’ambito dei Progetti Donna.

 

Fvg in movimento, 10 mila passi di salute a Osoppo con l’Anello di San Rocco

«Il progetto “Fvg in movimento” risponde pienamente ad alcune esigenze imprescindibili che la Regione persegue: la centralità della prevenzione, la crescita di una cultura sempre meno “ospedalecentrica” e l’integrazione socio-sanitaria. Per troppo tempo si sono considerate la prevenzione e la diffusione di stili di vita che abbiano al centro la salute della persona due fattori accessori: sono valori in cui negli anni scorsi questo territorio ha creduto troppo tiepidamente e che occorre recuperare con decisione». Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, intervenendo alla presentazione dell’adesione da parte del Comune di Osoppo al progetto “Fvg in movimento. 10 mila passi di salute”, promosso dalla Regione Fvg e realizzato da Federsanità Anci Fvg in collaborazione con la Direzione centrale Salute, il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine e PromoTurismoFvg.

L’“Anello di San Rocco”, inaugurato nel parco dell’ex colonia elioterapica di Osoppo, è uno dei 59 percorsi – dai monti al mare, in tutta la regione consultabili online al link https://federsanita.anci.fvg.it/progetti – a cui hanno aderito 70 Comuni, tramite la partecipazione a due bandi del 2019 e del 2021. L’anello di Osoppo si sviluppa per circa sette chilometri attorno al colle di San Rocco, permettendo di conoscere aspetti storici e naturalistici di un’area unica al centro del Friuli, l’unità geografica del Campo di Osoppo-Gemona, ovvero una pianura alluvionale circondata completamente da rilievi e contrassegnata da elevata geo e biodiversità.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Luigino Bottoni, con l’assessore comunale alla Sanità Ida Copetti, il presidente di Federsanità Anci Fvg Giuseppe Napoli, per il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale il dottor Lucio Mos, anche in veste di presidente della Società cardiologi dello sport, e il direttore dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese Maurizio Tondolo.
Riccardi, ringraziando i promotori del progetto e i professionisti della sanità – un “capitale umano” su cui è sempre più urgente investire – ha evidenziato come nel Piano regionale della prevenzione al vaglio in questi giorni del Consiglio delle autonomie locali l’attenzione della Regione Fvg per la promozione di stili di vita salubri sia valorizzata e perseguita in sinergia con il territorio.

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In copertina e all’interno due momenti della cerimonia inaugurale all’ex colonia elioterapica di Osoppo.

 

Imprese straniere, sono quasi 13 mila quelle che operano in Fvg (Udine leader)

In Friuli Venezia Giulia sono quasi 13 mila (esattamente 12.777) le imprese straniere: 5.430 nel territorio di Udine, 3.175 in quello di Pordenone, 2.854 nella provincia di Trieste e 1.318 in quella di Gorizia (dati al 30 settembre 2021). Le imprese straniere sono il 12,7% del totale e collocano la regione al quinto posto in una ideale “classifica” nazionale, dove l’incidenza media è del 10,5% e dove troviamo, con maggior percentuale di straniere sul totale delle imprese registrate, la Toscana (14,5%), la Liguria (14,4%), la Lombardia (13,1%) e l’Emilia Romagna (12,8%). Sono i dati rilevati dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che ha analizzato le imprese definite «straniere», ossia quelle in cui la partecipazione di persone fisiche non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50%, mediando dunque le composizioni di quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da persone straniere. «L’imprenditoria straniera è un fenomeno interessante da monitorare, perché ci insegna a “leggere” con più dettaglio la nostra comunità e l’economia locale – commenta il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –: si presenta davvero molto vivace e in crescita, con alcune peculiarità per quanto riguarda la nostra regione e i singoli territori».

Cariche nell’impresa. Per «comunità straniera» si intende l’insieme delle persone nate all’estero che detengono almeno una qualifica (socio, socio amministratore…) o sono titolari di almeno una carica (presidente, consigliere delegato…) in un’impresa italiana o straniera. In Friuli Venezia Giulia ci sono 19.541 persone straniere registrate (pari al 12% del totale di quelle straniere registrate in Italia, la media italiana è del 10%), di queste il 29% sono di provenienza Ue e il 71% extra Ue. Ricoprono per il 48% la carica di titolare, per il 39% quella di amministratore e per il 9% quella di socio. Per quanto riguarda la classe d’età, il 46% delle persone straniere registrate ha da 50 a 69 anni e il 44% da 30 a 49 anni.

Le nazionalità imprenditoriali. Considerando le nazionalità prevalenti all’interno delle imprese, curiosamente e a differenza dell’Italia, dove la maggioranza di persone in aziende straniere è rumena, in Friuli Venezia Giulia risultano al primo posto le aziende svizzere, nazionalità prevalente su cui influisce senza dubbio la cosiddetta “immigrazione di ritorno”. La Svizzera registra nell’imprenditoria regionale 1.903 persone, pari al 9,5% del totale delle persone straniere registrate nelle imprese, seguita da Serbia e Montenegro (1.410, 7,0%), Romania (1.337, 6,6%), Cina (1.294, 6,4%) e Albania (1.278, 6,4%). In classifica seguono poi Francia, Germania, Marocco, Kosovo e Serbia, tutte al di sotto del 5% come incidenza percentuale.

I settori. Costruzioni, commercio all’ingrosso e al dettaglio, servizi, alloggio e ristorazione sono i settori prevalenti fra gli imprenditori stranieri in Fvg. Le persone di nazionalità svizzera con quote o cariche d’impresa sono prevalenti sia a Udine sia a Pordenone, con maggiore operatività nel comparto della ristorazione a Udine e nelle costruzioni a Pordenone. In entrambe le province, la seconda nazionalità imprenditoriale è quella albanese e il settore prevalente è quello delle costruzioni. A Gorizia e Trieste a prevalere sono invece imprese di Serbia e Montenegro, mentre la seconda nazionalità prevalente tra le imprese straniere risulta il Bangladesh per Gorizia e la Cina per Trieste.

Specificazioni settoriali. Entrando più nel dettaglio tra i sottosettori, le imprese straniere operano principalmente in lavori di completamento e finitura di edifici (1.681 imprese, 13,2% del totale delle imprese straniere), ristoranti e attività di ristorazione (846 imprese, 6,6%), costruzione di edifici residenziali e non (749, 5,9%), bar ed esercizi simili senza cucina (575, 4,5%), commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa e abbigliamento (456, 3,6%). Seguono i servizi di parrucchieri e altri trattamenti estetici, attività di tinteggiatura e posa in opera di vetri, rivestimento di pavimenti e muri, commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti non classificati e trasporto di merci su strada.

Effetto Covid. Le iscrizioni di imprese straniere hanno continuato a mantenere un saldo positivo anche nel 2019 e addirittura una crescita nel biennio Covid. Tra iscrizioni e cessazioni, la variazione nel 2019 totalizzava +162, mentre nel 2020 ben +243 e nel 2021 addirittura +512. Le imprese italiane hanno registrato invece andamento diverso. Pur se nel 2021 il saldo iscrizioni-cessazioni è tornato positivo (di +130), il 2020 segnava un -637 e il 2019 un -518.

Ue-Extra Ue. L’incidenza di imprese extra Ue sul totale delle straniere è superiore nei territori di Trieste (81%) e Gorizia (79%), è più bassa invece a Pordenone (75%) e a Udine (73%). Il Friuli Venezia Giulia è al decimo posto con un’incidenza di imprese Extra Ue sul totale di quelle straniere registrate pari al 76%, un dato leggermente inferiore a quello medio italiano. A livello provinciale, la provincia di Prato è prima per incidenza di imprese Extra UE sul totale di quelle straniere registrate (95%), dove si concentra una forte presenza cinese.

Forme giuridiche. La maggior parte delle imprese straniere in Fvg è fatta da imprese individuali (73,6%, contro un valore del 52,4% per quelle italiane), seguono le società di capitale (18%, 24,4% le italiane), le società di persone (7,9% contro 21,1%) e altre forme giuridiche (0,5% contro 2,1%).

Femminili, giovanili, artigiane. Tra i territori del Friuli Venezia Giulia l’incidenza delle imprese straniere artigiane, giovanili e femminili è piuttosto omogenea, ma con alcune peculiarità. Quanto alle straniere femminili, vanno da un minimo di 24% del totale delle straniere a Trieste a un massimo di 26,6% in quello di Udine (media Fvg 25,7%). Le imprese straniere giovanili sono più diffuse nel territorio di Trieste (17,4%) e meno diffuse in quello di Udine (11,7%) – media Fvg 13,7%. Trieste raccoglie anche la maggior incidenza di straniere artigiane (46,5%) mentre Gorizia la minore (33,2%), media Fvg 43%. Le imprese straniere risultano dunque di gran lunga più numerose tra quelle giovani e quelle artigiane, rispetto alle italiane: nelle imprese di nazionalità italiana le femminili sono più o meno analoghe, cioè il 22,6%, ma le giovanili sono solo il 6% e le artigiane solo il 25,9%.

Popolazione straniera residente (Italia e Fvg). La popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2021 è 59.236.213 di abitanti. Gli stranieri residenti sono 5.013.215, pari all’8,46% della popolazione totale. La Romania con 1.137.728 residenti in Italia (pari al 22,7% del totale degli stranieri) è la principale nazione, seguono l’Albania con 410.087 (l’8,2%), il Marocco con 408.179 (l’8,1%), la Cina con 288.679 (5,8%) e l’Ucraina con 227.587 (4,5%). Scendendo si trovano poi Filippine, India, Bangladesh, Egitto e Pakistan.
La popolazione residente in Friuli Venezia Giulia a inizio 2021 era di 1.201.510 abitanti. Gli stranieri residenti sono 106.851, l’8,89% del totale. Come per l’Italia, le nazionalità più presenti in Fvg sono quella rumena con 24.966 abitanti (il 23,4% del totale degli stranieri) e albanese con 9.241 (l’8,6%). Seguono la Serbia con 5.621 residenti (5,3%), l’Ucraina con 5.347 (5,0%), il Bangladesh con 5.136 (4,8%) e nell’ordine Marocco, Cina, Croazia, Kosovo e Pakistan.

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In copertina, Giovanni Da Pozzo presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine.

 

INBREVE.FVG – notizie

Bic Incubatori e Civibank – Dopo l’approvazione nei mesi scorsi da parte di Bic Incubatori Fvg del piano d’investimento di 2 milioni di euro per la riqualificazione dell’incubatore, sono stati formalizzati, davanti al notaio, gli ultimi atti per il finanziamento agevolato Frie di 1,5 milioni con il supporto di Civibank. L’investimento riguarda in particolare la digitalizzazione della sede dell’incubatore Bic, sito in via Flavia a Trieste, con la posa della fibra ottica in tutti i locali e con la creazione di una sala dati utilizzando le più avanzate tecnologie. A disposizione delle imprese insediate, ma anche di quelle esterne, vi sarà un Cloud HPC Data Centre, fornito da Trieste Valley, società di Biovalley Group, con applicazioni in diversi ambiti: ciò permetterà un’accelerazione della trasformazione digitale delle imprese. Oltre alla parte tecnologica, all’interno dell’incubatore saranno realizzate delle moderne sale riunioni dove le imprese potranno seguire e organizzare seminari e riunioni anche in videoconferenza. La riqualificazione dell’incubatore è il secondo obiettivo che verrà realizzato dopo il passaggio di proprietà, avvenuto nel marzo scorso, in cui la finanziaria regionale Friulia Spa ha conferito a Biovalley Investments Partner Spa la totale partecipazione in Bic Incubatori Fvg Srl. Nei primi mesi, infatti, successivi al passaggio, è stato rinforzato l’organico che è attualmente composto da cinque persone con direttore l’ingegner Alberto Steindler. Al momento sono ospitate al Bic 49 imprese, che occupano più di 370 persone. Il fatturato complessivo delle imprese insediate supera i 65 milioni di euro (dati 2020). Durante il 2021, sono entrate tre imprese, mentre è da segnalare già nei primi giorni di quest’anno l’ingresso di una startup innovativa che opera nel campo della rilevazione dati attraverso i satelliti e la creazione di prodotti di intelligenza artificiale. Il Bic è supportato in questa operazione da Civibank, istituto leader in Friuli Venezia Giulia per i finanziamenti agevolati con fondi regionali. La delibera a favore di Bic conferma l’impegno di Civibank a favore delle imprese che vogliono innovare e crescere in regione: nel 2021 Civibank ha deliberato 48 finanziamenti di questa natura tra Frie e Fondo Sviluppo, per un totale di 100 milioni di euro. Si tratta di quasi il 50% di tutte le operazioni fatte in Regione attraverso questi fondi. Il commento di Alberto Steindler, direttore di Bic Incubatori Fvg: “Grazie agli innovativi strumenti che saranno realizzati con questo importante investimento, Bic potrà meglio affiancare le imprese insediate nelle sfide della trasformazione digitale dei processi produttivi e supportarle con maggior efficacia nella diffusione dei loro prodotti nei rispettivi mercati di riferimento”. “Questa operazione è di particolare importanza, poiché potenziare l’incubatore Bic significa amplificare i suoi benefici per tutte le imprese coinvolte nelle sue attività, a Trieste come in tutto il Friuli Venezia Giulia”, è il commento di Mario Crosta, direttore generale Civibank. “Continueremo a rafforzare il ruolo di Civibank nei finanziamenti agevolati regionali tramite non solo il Frie, ma anche il Fondo Sviluppo, come previsto dal Piano Industriale 2021-2023: il nostro obiettivo è sostenere le imprese della regione che vogliono innovare e continuare ad investire per potenziare la propria capacità produttiva ed aumentare la presenza nei mercati sia interni che internazionali”.

Outlet, bene i saldi al Palmanova Village – Buona affluenza per la prima settimana di saldi al Palmanova Village che registra una positiva percentuale di presenze straniere, nonostante il peggioramento della situazione pandemica dell’ultimo periodo. I saldi rappresentano un momento fondamentale per la destinazione dello shopping friulana: nonostante il 2021 sia stato caratterizzato da incertezza per la pandemia e da periodi di chiusura dei centri commerciali durante i weekend, gli ultimi 12 mesi del Palmanova Village segnano un bilancio positivo, con tante nuove aperture e diverse iniziative per coinvolgere e fidelizzare i clienti. La prima settimana di saldi, infatti, ha fatto registrare una presenza cospicua di clienti stranieri, in particolare da Austria, Slovenia, Croazia e zona bavarese. Durante l’estate, inoltre, sono tornati i turisti stranieri: in particolare, i clienti provenienti da Austria e Germania, infatti, hanno fatto segnare un 100% in più rispetto allo stesso periodo del 2020, ma soprattutto una crescita a doppia cifra rispetto a luglio 2019, quindi prima dell’emergenza Covid. “Abbiamo investito durante tutto il 2021, anche nei mesi più difficili, per garantire un’esperienza di shopping sempre ricca di nuovi stimoli, ricercando nuovi marchi che arricchiscano la nostra offerta ai clienti – commenta il direttore Domenico Casagrande –. Il fatto che brand storici e internazionali abbiano deciso di aprire a Palmanova, proprio durante quest’anno, significa che il nostro territorio è sempre un mercato a cui le aziende guardano con interesse, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia”. Durante gli ultimi mesi hanno aperto, infatti, per quanto riguarda il settore abbigliamento, Gas Jeans, Trussardi, il brand storico nato nel 1911, icona del lifestyle italiano nel mondo, Cotton & Silk, Rinascimento e Flavio Castellani. Ha aperto la prima libreria del Village con Giunti al Punto, inoltre per rendere più ricca l’offerta di food&beverage La Piadineria e per rendere l’offerta casa più attraente Home & Cook – Lagostina. In previsione entro l’estate nuovi ingressi con brand di appeal internazionale.

Casarsa, formazione per i volontari – Un percorso di formazione per chi dona il proprio tempo e impegno nel volontariato: questa la novità partita nel 2022 all’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia, che ha invitato la sua cinquantina di volontari – e persone interessate a diventarlo – a scoprire più da vicino il lavoro dell’associazione e a conoscere meglio i progetti, gli obiettivi e le persone coinvolte. Tra i temi trattati, una panoramica sulle attività de Laluna e sulla comunità Cjasaluna. Il percorso formativo fa parte del progetto “Io Resto a Casa”, assegnatario di un contributo del bando welfare 2021 di Fondazione Friuli. “Siamo felici di essere riusciti, anche grazie al sostegno di Fondazione Friuli – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna -, a far partire questo corso formativo per i nostri volontari in cui viene presentata la nostra realtà e le persone che abitano i nostri progetti. Crediamo, infatti, sia fondamentale dare strumenti ai nostri volontari per capire, conoscere e saper affrontare al meglio tutte le situazioni”. Il percorso formativo, come detto, fa parte del progetto “Io Resto a Casa”, assegnatario di un contributo del bando welfare 2021 di Fondazione Friuli, che mira a studiare nuove soluzioni e supporti per la vita autonoma di persone con disabilità. Il progetto “Io resto a casa” ha durata annuale e prevede diversi piani d’azione, tra cui la ricerca sul tema dell’anzianità e l’acquisizione di strumenti di teleassistenza per un monitoraggio costante della salute e un contatto diretto con il personale medico. Il progetto prevede le realizzazione di corsi di formazione per volontari con l’obiettivo di creare una rete di supporto e sostegno attorno alle persone con disabilità, affinché possano restare a casa propria, in quanto supportati da una rete di persone. “Il ciclo di incontri – aggiunge Osquino – prevede una seconda fase, in programma la prossima primavera, con dei formatori esterni. Alla fine del tutto prevediamo di organizzare un evento aperto a tutta la cittadinanza: una sorta di giornata studio per condividere con tutta la comunità il percorso portato avanti e ripresentare ad un pubblico più vasto la nostra realtà ed i suoi valori”. In totale, attorno a Laluna ruotano oltre una cinquantina di volontari impegnati su più progetti. Infatti, recentemente l’associazione sangiovannese che è anche impresa sociale, ha dato vita ad altre due organizzazioni interne. Si tratta di “OltreLaluna – Odv” che si dedica allo sviluppo e supporto delle attività di volontariato e l’associazione sportiva dilettantistica “Attivamente” che invece concentra le sue attività in ambito sportivo con particolare attenzione all’integrazione delle persone con disabilità. “Ringraziando i tanti volontari che stanno sempre al nostro fianco – ha concluso Osquino -, e ci rivolgiamo a quanti volessero conoscere più da vicino la nostra associazione e fossero desiderosi di dedicare il loro tempo a favore degli altri, di contattarci per entrare nella nostra “famiglia””.

Crac Cooperative, domande entro il 15 febbraio  «Il 15 febbraio è l’ultimo giorno utile per i soci prestatori, coinvolti nel fallimento delle Cooperative Carniche e delle Cooperative operaie di Trieste Istria e Friuli, per presentare la domanda di ristoro. La procedura è semplice e rapida, tanto che a partire dalla primavera-estate saranno erogate le cifre dovute sui conti correnti dei richiedenti. Grazie a un lavoro di squadra siamo riusciti a realizzare questa operazione per la quale Regione Friuli Venezia Giulia ha destinato 17 milioni di euro a favore di una platea di circa 15 mila persone coinvolte». Lo ricorda l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, sottolineando la semplicità dell’iter per l’istanza e l’impegno profuso dalla Regione Fvg, con il braccio operativo delle Camere di commercio «per attuare – come informa una nota Arc – una misura di sostegno sociale concreto che abbiamo fortemente voluto e che siamo convinti possa contribuire a risolvere un disagio patito dalle persone coinvolte che riusciranno così a recuperare quasi il 90 per cento di quanto avevano investito. Grazie alla collaborazione delle Camere di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia, presiedute rispettivamente da Giovanni Da Pozzo e Antonio Paoletti, da metà novembre è stato attivato un servizio, apprezzato dai tanti utenti che finora si sono rivolti agli sportelli di prossimità sul territorio regionale, e in particolare a Trieste e a Tolmezzo, per la presentazione delle richieste». Per ottenere il ristoro, i soci prestatori residenti nel Friuli Venezia Giulia potranno rivolgersi fisicamente agli sportelli dedicati delle Camere di commercio sul territorio regionale, strumenti che agevolano soprattutto le persone anziane residenti nelle zone più periferiche, oppure via raccomandata con ricevuta di ritorno o via Pec. La misura del ristoro prevede la franchigia di 100 euro ed è prevista solamente la spesa della marca da bollo da 16 euro da allegare alla domanda.

Ginnaste, Tara Dragaš superstar! – Tara Dragaš ha sbaragliato la concorrenza della categoria junior A, conquistando il podio con un 1° posto al cerchio, alla palla e al nastro, 2a nelle clavette. Una bellissima 2a posizione invece per Elena Perissinotto nella categoria senior A, raggiunto con un 2° posto al cerchio, 1a alle clavette, 5a alla palla, 3a al nastro. Le senior B Giulia Cancian e Arianna Cos sono arrivate rispettivamente 2a e 4a; mentre le senior C Elena Pilosio 2a e Margherita Muni 3a. Buone anche le prove delle allieve con Adele Asquini 2a al nastro e 4a in classica generale; Chiara Bernardis 1a nel corpo libero; Cristina Fabro e Stella Iacumin 5a e 6a, entrambe 1’ in coppia al cerchio e rispettivamente 1a e 2a alle clavette. Si è concluso con questi risultati, per le farfalle bianconere, l’International GR Tournament “Swirl and Twirl” organizzato dall’Associazione Sportiva Udinese grazie al sostegno dell’omonimo sponsor. Sabato 29 e domenica 30 gennaio a Udine le protagoniste sono state ginnaste, dagli 8 ai 23 anni, provenienti da Cile, Slovenia, Svizzera, Croazia, oltre che da 10 club italiani. «È stata un’emozione riproporre il nostro Torneo di ginnastica ritmica dopo un anno di pausa – ha spiegato il direttore generale dell’Asu, Nicola Di Benedetto – non era scontato riuscirci, visto il momento. Invece è andato tutto molto bene. Non solo per i risultati delle nostre ragazze, con cui mi congratulo, ma anche per l’organizzazione. Ci tengo a ringraziare tutto lo staff che si è speso per questo importante appuntamento e voglio fare un plauso anche alle tecniche e alle atlete per aver rispettato con scrupolo tutte le regole, che sappiamo bene essere tante e rendere tutto molto più macchinoso. Ora l’auspicio è che la prossima edizione possa tornare ai numeri del passato – ha concluso -, perché ciò starebbe a significare che la pandemia oramai è alle spalle». In quest’edizione, infatti, visto la delicatezza del momento, l’Asu ha deciso di cambiare la formula originale del Torneo mettendo in pausa i workshop, tanto apprezzati e attesi dalle ginnaste, lasciando spazio solo alle gare.

La bravissima Tara Dragaš.

(Foto Federico Grattoni)

Consorzio Leonardo e Servizio civile: domande (14 posti) fino al 10 febbraio

La scadenza del bando per i volontari che vogliono candidarsi ai progetti di Servizio civile è stata prorogata alle ore 14 del 10 febbraio prossimo. Come si ricorderà, il bando era uscito il 14 dicembre e aveva come prima scadenza il 26 gennaio, ma il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile ha accolto le numerose richieste degli enti che hanno chiesto che venisse prorogato. C’è ancora tempo, dunque, per iscriversi in una delle sedi del Consorzio Leonardo che offre 14 posti nei settori dell’Assistenza ai disabili (progetto Senza Limiti) e dell’Agricoltura sociale (progetto Coltiviamo inclusione).

Il progetto Senza Limit accoglierà in centri diurni e residenziali 10 ragazze e ragazzi che affiancheranno gli operatori in semplici attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia a favore delle persone che frequentano queste strutture. Le sedi si trovano a San Vito al Tagliamento (coop. Futura e coop. Il Granello), Casarsa della Delizia (coop. Il Piccolo Principe), Codroipo, Sacile, Montereale Valcellina, Orsago (coop. Fai), Aviano e Cordenons (coop. Acli). Il progetto “Coltiviamo inclusione” invece offre 4 posti per attività di Agricoltura sociale nelle sedi di San Vito al Tagliamento (La Volpe sotto i Gelsi – Piccolo Principe), Chions (Torrate – Piccolo Principe), Fiume Veneto (coop. Il Seme) e Prata di Pordenone (coop. Il Ponte). In questo caso gli operatori volontari verranno sì coinvolti in attività di agricoltura supportando le persone in stato di fragilità, ma anche in attività di progettazione e di promozione della struttura e dei prodotti.

Ricordiamo che per partecipare al Bando i requisiti sono quelli di avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno, di avere, al momento della presentazione della domanda, tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) e di non aver riportato condanne.
Per iscriversi occorre avere lo Spid di livello di sicurezza 2 e accedere alla piattaforma Dol all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it
Un altro punto importante è che il Servizio civile dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico di 444,30 ecco mensili. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali e all’interno di queste vi è un importante pacchetto formativo di 114 ore.
Il Consorzio Leonardo ormai opera nel Servizio civile da molti anni, più di 100 giovani hanno sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono estremamente gratificanti. Una media del 30% di ragazzi e ragazze hanno, infatti, trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza.

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In copertina (particolare) e qui sopra un gruppo di giovani del Servizio civile con il presidente Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli.

Da un anno Coop Casarsa è ad Azzano Decimo. E ora i prodotti del territorio

Primo anno di presenza ad Azzano Decimo di Coop Casarsa, il più grande gruppo cooperativo con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia: era infatti il gennaio 2021 quando la cooperativa casarsese rilevò il supermercato di via Verdi dal gruppo cooperativo Alleanza 3.0, facendo salire così a 15 i punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Un cambio di gestione, sempre all’interno del sistema a marchio Coop, che non solo ha visto garantire il servizio della spesa quotidiana alla comunità azzanese ma lo anche migliorato, dato che Coop Casarsa ha investito nel supermercato operando un restyling che tra ridefinizione degli spazi, ampliamento dei servizi ed eliminazione delle barriere architettoniche, ha consegnato a soci e clienti un punto vendita moderno e funzionale. Il tutto garantendo anche i livelli occupazionali.
«Un anno ricco di impegni – spiega il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon -, quello appena trascorso, che ci ha permesso di conoscere la comunità azzanese e di farci conoscere da essa. Anche qui abbiamo proseguito, come negli altri punti vendita, la nostra attenzione al territorio, sponsorizzando la stagione del teatro Mascherini e partecipando alle iniziative contro la violenza sulle donne del nostro gruppo soci. Azzano Decimo è una realtà dinamica di oltre 15 mila abitanti in cui vogliamo sempre più essere al servizio dei cittadini, diversi dei quali si sono associati a Coop Casarsa potendo così usufruire di servizi e offerte. Il punto vendita, così rinnovato, è pronto ad accogliere anche nuovi soci e clienti, garantendo la presenza di una cooperativa di consumo, attenta al benessere sociale, sul territorio comunale e capace di garantire in questo anno i livelli occupazionali come nella precedente gestione».
Tra gli interventi realizzati nei primi mesi di questo anno di gestione da parte di Coop Casarsa, l’apertura di un nuovo ingresso con rimozione delle barriere architettoniche, la ristrutturazione dello spazio interno e dei reparti, l’inserimento di nuove proposte come lo spazio per i farmaci senza prescrizione, il nuovo banco di macelleria con personale che assiste i clienti, il rifacimento del reparto ortofrutta. Il tutto inserendo la nuova grafica e comunicazione come nel resto dei negozi Coop Casarsa.
«Adesso – aggiunge il direttore di Coop Casarsa, Stefano Cesarin – a completamento degli interventi di restyling abbiamo inserito il corner con i prodotti del territorio, rifatto il reparto gastronomia-panetteria-pasticceria e sostituito i frigoriferi murali per surgelati, latticini e salumi con altri più moderni, accessibili e attenti al risparmio energetico, nel rispetto dell’ambiente».

Quello di Azzano Decimo è il più recente dei supermercati di Coop Casarsa, che quest’anno compirà 103 anni ed è presente anche sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e a in provincia di Treviso a Francenigo.

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In copertina,  ecco lo staff del negozio azzanese della Coop Casarsa.