L’Alta Val Torre con Daniele Paroni ricorda la tragedia di Nadia Orlando

(g.l.) Poco meno di cinque anni fa, era esattamente il 31 luglio 2017, il Friuli venne scosso da un orribile fatto di sangue: l’uccisione della ventunenne Nadia Orlando di Vidulis, piccola frazione di Dignano in riva al Tagliamento, da parte dell’ex fidanzato, Francesco Mazzega, 37 anni, di Muzzana del Turgnano: si era così spento improvvisamente il sorriso di una giovane che aveva tanta gioia e voglia di vivere, di farsi una famiglia, di guardare giustamente al suo futuro, fatto di serenità e certezze. Poi, condannato in Appello a 30 anni di reclusione, l’uomo si è suicidato, portando con sé tanti interrogativi, quegli stessi che molti altri uomini non hanno sciolto dopo aver ucciso le loro compagne.

Daniele Paroni


Al femminicidio, uno dei tanti purtroppo che si verificano in tutta Italia, il giornalista Daniele Paroni, dopo aver seguito in maniera approfondita la tragedia, ha scritto un libro dedicato “a tutte le donne che non ce l’hanno fatta, a coloro che non hanno atteso il secondo schiaffo e a tutti gli uomini che hanno capito la grandezza delle donne”. Il libro, intitolato “Ultimo appuntamento sul Tagliamento”, sarà presentato domani, 24 marzo, al centro Lemgo di Pradielis, con inizio alle 20.30. All’incontro, organizzato dal Comune di Lusevera, attraverso Carla Lesa – che, come consigliere, si occupa dei problemi sociali della località valligiana -, è annunciata anche la partecipazione dei genitori di Nadia, Antonella Zuccolo e Andrea Orlando, unitamente al vicequestore aggiunto e dirigente della squadra mobile di Udine Massimiliano Ortolan. L’opera di Paroni è stata patrocinata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia proprio perché rievoca una delle vicende più dolorose che hanno turbato il nostro Friuli, lanciando un monito pressante: basta con questi efferati atti di violenza! Il femminicidio, che purtroppo, come detto, continua a insanguinare l’Italia a ritmi vertiginosi, è una piaga terribile che deve scomparire. Per cui va combattuta con tutte le forze che abbiamo a disposizione. Anche quella rappresentata da un libro rievocativo come questo e che la comunità dell’Alta Val Torre conoscerà appunto domani sera.


Per fortuna, di tutt’altro argomento, invece, il libro che sarà presentato venerdì 22 aprile, la settimana dopo Pasqua, sempre nello stesso luogo, ma alle 18.30. Si tratta di “Gran Tempo valica le Alpi Giulie alla ricerca di Sfregola”, di Vittoria Casamassima con illustrazioni di Rita Zamarian (Chiandetti Editore). Allieterà l’incontro la musica di Andrea Del Favero. Ma di questo ne riferiremo più in dettaglio a suo tempo.

 

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In copertina, il sorriso di Nadia Orlando la giovane di Vidulis uccisa nel 2017.

 

Stregna, San Leonardo e Grimacco: progetto da 2,5 milioni per il rilancio

“Vas je dom – Il paese è casa, abitare il confine” è il titolo del progetto presentato dal Comune di Stregna assieme ai Comuni di San Leonardo e Grimacco per il bando finanziato dal Ministero della Cultura “Attrattività dei borghi storici: progetto locale di rigenerazione culturale e sociale”. Si tratta di un progetto legato ai fondi del Pnrr che mira non solo a valorizzare i piccoli centri come attrattiva turistica culturale, naturalistica e storica, ma anche a promuovere un ritorno alla residenzialità in questi luoghi che negli ultimi decenni hanno subito una vera e propria “fuga” di abitanti.

Luca Postregna


L’idea del progetto, già depositato al Ministero della Cultura, si basa su un nuovo modo di abitare il borgo con tre obiettivi principali: aumentare la consapevolezza della necessità di conservazione e di tutela pro-attiva del patrimonio dei borghi aumentando la capacità di produzione culturale originale, creare nuovi servizi per le famiglie (accoglienza, spazi gioco, biblioteca), per gli anziani (luoghi di ritrovo), per chi lavora (spazi di coworking) e, terzo, realizzare adeguate infrastrutture gestite da soggetti locali per ospitare servizi per la popolazione e attività culturali.
Un progetto quindi davvero ambizioso la cui proposta di investimento complessivo supera i 2,5 milioni di euro e potrebbe cambiare aspetto, vita, lavoro e attrattività turistica e residenziale di questi territori attraverso investimenti in mobilità, digitalizzazione, nuove strutture ricettive e di servizio, iniziative culturali, aumento dei flussi turistici.
“Partecipiamo a questo progetto forti dell’esperienza del Green Belt Festival Ikarus, vincitore dell’avviso pubblico “Borghi in Festival”, promosso dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e della strategia di sviluppo territoriale integrato dell’associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo – spiega il sindaco di Stregna, Luca Postregna –. Con Ikarus, nel 2021, abbiamo costruito un gruppo di lavoro con oltre 50 partner e 70 patrocini tra Comuni, organizzazioni no profit, aziende e associazioni: facciamo tesoro di questa esperienza per una nuova sfida, molto più grande, che mira alla rigenerazione delle nostre località. Ringrazio le amministrazioni dei due Comuni che si sono uniti a noi, e l’associazione SKGZ ed in particolare la sua presidente Ksenija Dobrila ed i suoi collaboratori per il prezioso supporto”.
Contrastare l’esodo demografico, infatti, è una sfida che richiede un lavoro su più fronti: la creazione di opportunità̀ economiche, la messa a punto di servizi a supporto delle famiglie e delle persone, ma anche la capacità di comunicare il valore del territorio all’interno e all’esterno dello stesso.

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In copertina, una bellissima immagine di Stregna nelle Valli del Natisone.

 

“Obesità e salute mentale”, sabato mattinata di riflessione a Latisana

di Silvio Bini

Il self-empower è un processo di riconquista della consapevolezza di sé, del riconoscimento delle proprie potenzialità e della capacità di agire. E’ un lavoro che punta sulla crescita del senso di autoefficacia e sul potenziamento del pensiero positivo, per arrivare infine al ritrovato benessere. E’ un tema che verrà sviluppato nell’incontro pubblico “Obesità e salute mentale” dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, che si terrà sabato 26 marzo a Latisana, al Centro polifunzionale, con inizio alle ore 9, organizzato dal Dipartimento di Salute mentale. Dopo il saluto delle autorità, alle 9.30, su Obesità e stigma, parlerà la dottoressa Laura Dalla Ragione, direttrice della rete per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl1 dell’Umbria. Seguirà, alle 11.30, una tavola rotonda, della quale sarà moderatore il dottor Marco Bertoli, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Asufc. Interverranno il professor Matteo Balestrieri, direttore della Clinica psichiatrica Asufc; il professor Gianni Biolo, direttore del Dipartimento Scienze mediche, Chirurgiche e della Salute, dell’Università di Trieste; la dottoressa Monica Corsaro, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Asfo; la dottoressa Anita Cacitti, psicologa e psicoterapeuta Dpb Udine e la dottoressa Corinna Michelin, responsabile del Centro per i disturbi del comportamento alimentare Asugi. La conclusione dei lavori sarà fra le 13 e le 13.30.

 

Citycircle, innovativo progetto europeo di “simbiosi industriale” a Udine

Diffondere e applicare i principi dell’economia circolare per rendere le città luoghi migliori in cui vivere e lavorare, garantendo opportunità di sviluppo sostenibile e un sistema economico pianificato, capace di riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. È l’obiettivo del progetto “Citycircle – Centri di economia circolare nell’Europa centrale”, finanziato dal Programma europeo per la Cooperazione Transnazionale Interreg Central Europe . Tra i dieci partner coinvolti, provenienti da sei diversi Paesi europei, ci sono il Comune di Udine e l’Agenzia per l’Energia Fvg, che nell’evento previsto per il 24 marzo, dalle 16.30 alle 18.30, in sala Ajace (palazzo municipale – Piazza Libertà) presenteranno alla cittadinanza il piano di fattibilità del progetto.

I sopralluoghi al Cafc…


È stata proprio Udine, infatti, a realizzare il progetto pilota nell’ambito di “Citycircle”, che si propone come potenziale “simbiosi industriale” tra un nuovo impianto di cogenerazione alimentato a biogas di proprietà dell’Azienda Net Spa e un impianto esistente di depurazione e trattamento acque di proprietà del Comune e gestito da Cafc Spa. Il progetto si è articolato nell’arco di 36 mesi (1° aprile 2019 – 31 marzo 2022), con un finanziamento complessivo di euro 2.001.705,00 (suddivisi in quote di finanziamento europeo e nazionale) e una quota di finanziamento per il Comune di Udine di euro 186.225 (80% da fondi europei, 20% attraverso il Fondo di Rotazione Nazionale).

«L’obiettivo di quest’ultima iniziativa – precisa l’assessore comunale Giulia Manzan – è studiare la creazione di un sistema energetico intelligente che realizzi un modello rigenerativo di utilizzo dell’energia. Ciò è reso possibile da una visione sistemica, che sviluppa sinergie tra l’impianto di digestione anaerobica dei rifiuti organici, il depuratore delle acque reflue e il mercato agroalimentare». Nell’ambito del progetto europeo Citycircle, nel 2021 e nel 2022 il Comune di Udine ha inoltre organizzato due cicli di eventi formativi online e visite alle aziende in presenza, rivolti ai cittadini, alla pubblica amministrazione e ai professionisti, con circa un migliaio di partecipanti da tutta Italia. Sempre per quanto riguarda le attività locali, Ape Fvg ha redatto un manuale in italiano con i concetti di base per l’economia circolare, mentre il Comune di Udine ha realizzato un manifesto di facile consultazione dal titolo “L’economia circolare in 10 parole”. All’implementazione delle azioni previste dal progetto europeo partecipano molti attori del territorio, tra cui Cafc Spa, Net Spa, Udine Mercati Srl, Federconsumatori FVG e Università di Udine – Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura. «Le numerose persone coinvolte durante gli eventi formativi e le visite alle aziende organizzate da Citycircle – ricorda Bruno Grizzaffi referente del progetto per il Comune di Udine – che con la loro presenza hanno manifestato interesse per questo progetto, sono l’indicatore migliore della sua validità e fattibilità».

… e ai mercati di Udine.

Lo studio di fattibilità del progetto pilota, oggetto di una convenzione tra Comune di Udine, Ape Fvg, Afc Spa, Net Spa, Udine Mercati Srl e Università di Udine, sarà quindi presentato in occasione dell’evento del 24 marzo. Riguarda i cicli dei rifiuti e dell’acqua e la ricerca analizza caratteristiche, costi e possibili esiti per la creazione di una vera “simbiosi” tra due impianti. Con il sindaco Pietro Fontanini, interverranno Roberto Pinton, rettore Università degli Studi di Udine, la stessa Giulia Manzan, assessore alla Pianificazione territoriale e Progetti europei del Comune di Udine, con Bruno Grizzaffi e Nadia Vedova, dell’Ufficio Progetti Europei e Partecipazione, Michele Mion, direttore Divisione Depurazione e Servizio Engineering Cafc Spa, Luisa De Marco, presidente Net Spa, Tommaso Ponti, presidente Udine Mercati Srl , Letizia D’Aronco, consulente legale Federconsumatori Fvg Aps, Paolo Bon, presidente Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Udine, Matteo Mazzolini, direttore Agenzia per l’Energia Fvg, Patrizia Simeoni, referente per l’energia e ambiente del rettore dell’Ateneo friulano- Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura.

Nel corso della mattinata del 24 marzo, si terrà anche l’evento finale del progetto internazionale, in modalità online, al quale prenderanno parte i diversi partner: per la Slovacchia, Tuke-Politecnico di Košice (lead partner) con l’Egct (Gruppo europeo di cooperazione territoriale), per l’Italia l’Ape Fvg e il Comune di Udine, per la Slovenia, la città di Kranj, con E-zavod, Istituto per soluzioni di sviluppo globali, e Bwcon (Baden-Württemberg Connected) per la Germania. Tra i progetti territoriali che verranno illustrati, quello per l’agricoltura e l’industria alimentare di Košice (Slovacchia), la gestione e il riutilizzo dei rifiuti a Varaždin (Croazia), la gestione dei siti industriali del territorio e degli spazi pubblici a Kranj (Slovenia), la produzione avanzata e ICT a Dornbirn (Austria).

«Citycircle – ricorda ancora l’assessore Giulia Manzan – anche in futuro sarà un punto di riferimento per chi vorrà attivare nel pubblico e nel privato, nuove iniziative legate ai principi di sostenibilità, comprese quelle specifiche dell’economia circolare, in quanto al momento non esiste sul territorio cittadino e provinciale un riferimento per chi vuole attivare nuove iniziative di questo tipo».
Molto spesso, infatti, si ha una frammentazione delle competenze specifiche necessarie che accompagnata da una mancanza di coordinamento rende difficile, specie per le Pmi, individuare in modo semplice i professionisti o le organizzazioni, in grado di fornire supporto tecnico e normativo sulle diverse questioni. All’interno di questa strategia, si cerca di rispondere a questo ostacolo concretizzando nuovi strumenti e modalità operative.

Per informazioni: architetto Bruno Grizzaffi, telefono 0432.1272615/1272022 – bruno.grizzaffi@comune.udine.it

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In copertina, lo storico palazzo municipale di Udine con all’interno la sala Ajace.

 

I medici Fimmg del Friuli Venezia Giulia rendono omaggio alle vittime del Covid

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore) ha ricordato ieri la Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Covid, condividendo le parole del segretario nazionale Silvestro Scotti.
«Per i medici di medicina generale il 18 marzo è una data carica di significato, di dolore, ma oggi anche di speranza. Il nostro pensiero va ai tantissimi pazienti che hanno lottato, ma non ce l’hanno fatta. Ma anche ai colleghi che sono stati in prima linea e da medici di famiglia, dopo aver dato tutto, sono divenuti anch’essi pazienti ai quali, purtroppo, abbiamo dovuto dire addio. Il 18 marzo 2020 gli occhi dell’Italia intera furono aperti dall’immagine di decine e decine di mezzi militari che trasportavano via da Bergamo i feretri di centinaia di persone falcidiate dal virus. Le nostre anime, come medici di medicina generale, erano purtroppo già state scosse da quel dolore – ricorda Scotti -. In quei mesi sembrava non esserci una via d’uscita, tutti noi cercavamo di fare il possibile e l’impossibile per rispondere alle centinaia, migliaia, di richieste di aiuto. Senza neanche la possibilità di metabolizzare il dolore per le moltissime perdite e nella consapevolezza che per molti, quella disponibilità, l’imperativo morale di rispettare il giuramento di Ippocrate, sarebbe costato un prezzo altissimo».
Oggi, grazie ai vaccini, i decessi sono infinitamente meno; ma resta la consapevolezza della medicina generale di essere il baluardo al quale è ancorato il diritto alla salute di milioni di italiani. Ed è sempre il segretario generale di Fimmg a ricordare l’impegno dei medici di medicina generale sui quali ricade l’assistenza sanitaria per l’enorme numero di casi, arrivati ormai a quota 13 milioni. «Pazienti ai quali – conclude Scotti – bisogna sempre poter garantire cure di prossimità, nel rispetto delle fragilità e della complessità che necessariamente si lega a molte situazioni di cronicità, soprattutto adesso che dobbiamo e che avremo nuovi presidi terapeutici che vanno sempre di più liberati alla responsabilità del medico rispetto a quella della burocrazia amministrativa».

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In copertina, la rappresentazione grafica del Covid-19 noto anche come Coronavirus.

 

Special Olympics, grande festa a Udine per il via alla corsa diretta a Torino

Come da programma, è partita ieri da Udine la corsa per i XXXVII Giochi Nazionali Estivi Special Olympics: ora il viaggio proseguirà in tutta Italia fino a raggiungere Torino, sede dell’evento. «Siamo felici di poter ospitare in regione questo importante evento», ha detto il direttore di Special Olympics Fvg, Giuliano Clinori, in occasione dell’accensione della torcia diretta al capoluogo piemontese. «Il corteo della Torch Run parte oggi da Udine in direzione di Venezia, dove arriverà domani, per proseguire a Trento, Vigevano e via fino a percorrere tutta l’Italia e approdare a Torino per i Giochi di giugno. L’auspicio è che l’accensione di questa fiaccola, qui, nel capoluogo friulano, che poi attraverserà tutto il Belpaese, possa essere un simbolo di luce. Un segnale di gioia e positività per i ragazzi che parteciperanno, e con loro, per tutti. La mission di Special Olympics, infatti, va oltre lo sport. Il movimento promuove la cultura del rispetto e dell’inclusione a beneficio dell’intera comunità e in un momento tanto delicato e complesso, continuare a sostenere questi valori è assolutamente indispensabile».


Il corteo della Torch Run si è incontrato in piazza Libertà, a Udine, dove è avvenuta la cerimonia ufficiale. Ad accogliere gli atleti di Special Olympics, accompagnati dagli studenti dell’Istituto Volta c’erano il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, e l’assessore comunale allo sport, Antonio Falcone. «Udine è orgogliosa di poter dare il via al lungo viaggio che la fiaccola farà prima di giungere a Torino, dove si terrà questa edizione dei Giochi – ha sottolineato il primo cittadino del capoluogo friulano -. Un percorso lungo come quello che ha portato questa bella iniziativa a toccare la sua trentasettesima edizione, diventando un appuntamento annuale fortemente sentito e partecipato, che quest’anno assume il significato particolare di una sfida vinta, quella con la pandemia che per due anni ha condizionato le nostre vite». Nell’occasione, il sindaco Fontanini ha anche apposto la (prima) firma sulla pergamena che accompagnerà la Torch Run lungo tutto lo Stivale e che, a Torino, sarà consegnata al Comitato organizzatore dopo essere stata autografata dai primi cittadini che hanno ospitato ciascuna delle tappe in programma.

«Desidero ringraziare gli organizzatori di questa importante iniziativa e gli atleti – ha detto l’assessore Falcone -, lanciando a tutti un messaggio chiaro sull’importanza che l’attività fisica ha sulla psiche e, più in generale, sulla qualità della vita e ricordando anche quanto lo sport sia occasione di aggregazione e strumento di abbattimento delle barriere che ancora esistono nella nostra società. Auguro quindi a tutti di dare il meglio di sé in questa competizione e, soprattutto, di divertirsi, perché la vera vittoria, prima ancora che arrivare al podio, è stare bene con gli altri e con sé stessi».
Betty Pusiol, direttrice di Special Olympics Veneto, ha posto l’attenzione su quanto siano stati difficili i due anni di pandemia per questi atleti, sottolineando: «Per noi questa è una giornata importante, perché dopo due anni in cui le molte attività programmate si sono tenute quasi esclusivamente in modalità digitale, finalmente i nostri ragazzi potranno confrontarsi come erano soliti fare prima della pandemia. Sono stati anni complessi per loro, senza dubbio fra le categorie che più hanno sofferto l’isolamento. I Giochi di Torino, attesissimi, saranno anche una prova generale, in attesa dei mondiali del 2025. La fiaccola che comincia oggi il suo percorso da qui, e che farà tappa a Venezia, domani, rappresenta da un lato il grande impegno profuso da tutti coloro che fanno parte del Movimento, e dall’altra vuole essere simbolo di speranza, fratellanza e pace, di cui abbiamo molto bisogno. Un segnale importante che nasce da un bel momento di condivisione».

A Udine c’era anche il pluricampione Davide Benetello vicepresidente nazionale Fuljikam – Federazione italiana judo lotta karatè arti marziali (responsabile del settore Karate) e membro della Steering Committee per i diritti e doveri degli atleti del Comitato Olimpico Internazionale, il quale ha ricordato come quella che si è tenuta a Udine è «una manifestazione che unisce non solo il bel mondo sportivo “Special Olympics” italiano, ma che ci rende tutti protagonisti di un ennesimo riconoscimento dell’immensa importanza che ha, lo sport “tutto”, nel senso assoluto del termine, nell’inclusione. Questi fantastici ragazzi e atleti insegnano a noi tutti i veri valori dello sport e saranno “portabandiera” di quello che io definisco come uno degli appuntamenti più importanti dell’anno sportivo».
Silvio Fauner, campione olimpico e assessore allo sport del Comune di Sappada, impossibilitato a esserci, in una nota ha fatto sapere: «Abbiamo ospitato i Giochi Invernali subito prima dello scoppio della pandemia, ed è stato bellissimo, questi ragazzi hanno davvero lasciato il segno nella comunità. Già dal 2021 avremmo voluto poterli accogliere nuovamente, ma purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria siamo stati costretti a posticipare i Giochi per ben due volte. Spero potremo recuperare presto. Intanto, auguro a tutti di gareggiare al meglio e di divertirsi, nell’attesa di incontrarli nuovamente, ancora più numerosi del 2020, a fine anno, per i nuovi Giochi Invernali. I sappadini li attendono a braccia aperte».

Conclusi gli interventi istituzionali, la lanterna accesa poco prima ha cominciato il suo viaggio – grazie allo sponsor Toyota, che ha messo a disposizione un’autovettura – in direzione di Venezia accompagnata da Christian Clemente, un atleta Special Olympics del Veneto.
Alla cerimonia hanno presenziato anche l’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli; il colonnello dell’Arma dei carabinieri, Orazio Ianniello, in rappresentanza di Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi; la presidente del Panathlon club Udine, Margherita Alciati; il presidente regionale dell’Ansmes – Associazione Nazionale Stelle e Palme al Merito Sportivo, Lido Martellucci; il fiduciario del Coni, Mario Gasparetto; il presidente del Cip – Comitato Italiano Paralimpico regionale, Giovanni De Piero. Proprio lui, augurando al team di portare a casa tante medaglie ha però voluto sottolineare quanto «lo sport è vita, socialità e amicizia e con questi obiettivi non è importante vincere ma fare esperienze e nuove amicizie». In rappresenta del Comune di Udine hanno presenziato alla cerimonia anche gli assessori Maurizio Franz ed Elisabetta Marioni.

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In copertina e all’interno due immagini della festosa cerimonia di ieri a Udine.

 

Trieste, Fondazione Luchetta impegnata a favore dei profughi dell’Ucraina

Nelle settimane che hanno riportato in Europa drammatici venti di guerra, e costretto già quasi 3 milioni di cittadini ucraini a lasciare il loro Paese, la necessità di garantire accoglienza tempestiva a chi ha dovuto lasciare all’improvviso la sua casa e si trova senza riferimenti in terra straniera è diventata emergenza prioritaria.
«Per questo¯- spiega la presidente Daniela Luchetta – la nostra Fondazione si è messa a disposizione in tempi molto rapidi: le prime famiglie, che provengono da zone diverse dell’Ucraina, sono arrivate in questi giorni, attraverso un lungo viaggio in corriera da Leopoli Si tratta di otto donne, delle quali sei madri e due zie, giovanissime, e di 8 minorenni, di età compresa fra 4 e 17 anni. Tutti i bambini hanno già ricevuto una visita medica all’ospedale infantile Burlo Garofolo, sei di questi sono affetti da patologie varie per le quali stiamo predisponendo visite specialistiche e percorsi di cura. Le famiglie al momento si trovano nelle nostre strutture di accoglienza, con tutta l’assistenza necessaria: parte nella nostra sede di via Chiadino e parte nella Casa Steffè, a Bristie-Sgonico. Proprio Casa Steffè – anticipa ancora la presidente Luchetta – sarà sede di riferimento per il Cas, Centro di Accoglienza Straordinaria, che la Fondazione ha avviato questi giorni, d’intesa con la Prefettura di Trieste, per l’accoglienza dei profughi ucraini. Ci sono stati momenti di grande commozione, quando le madri ucraine hanno capito di aver portato i loro bambini al sicuro, e di potersi affidare a noi. Nei giorni precedenti la Fondazione aveva già ospitato un primo bimbo e sua mamma sfuggiti al conflitto in Ucraina, accompagnati dalla giornalista Rai Felicita Pistilli. Il Cas segna un passaggio di testimone con il precedente progetto Sai-Siproimi, in fase di chiusura: è rimasta solo una famiglia pachistana che sarà ospite ancora per qualche tempo a Bristie».
E c’è di più: nelle prossime settimane la Fondazione si appresta ad ospitare ulteriori profughi, questa volta di provenienza afghana. «Prosegue infatti – sottolinea Daniela Luchetta – il nostro impegno per la risoluzione di alcune difficili storie di famiglie afghane con minori gravemente ammalati: bambini che non possono più curarsi regolarmente nel loro Paese, e che contiamo di poter ospitare a Trieste, nelle nostre sedi. L’esperienza della Fondazione Luchetta è diventata un riferimento importante, a livello internazionale, per l’attività di solidarietà sanitaria grazie al networking fra istituzioni italiane ed enti e realtà del territorio. Non vogliamo disperdere questo circolo virtuoso e siamo pronti a fare gli straordinari, con la squadra di operatori e volontari della Fondazione, per garantire assistenza a chi ne ha bisogno: bambini e giovani che cercano di lasciare l’Afghanistan, insieme alle loro famiglie».

Per far fronte alle molteplici emergenze, la Fondazione Luchetta, che non gode di contributi
pubblici permanenti, indice una raccolta fondi sulla pagina Facebook e nel Centro di Raccolta di
Via Valdirivo 16a. È anche possibile donare via bonifico bancario, IBAN IT 39 B 02008 02230
000048893508 – BIC SWIFT UNCRIT2BOPA.

INFO fondazioneluchetta.eu

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In copertina, Casa Steffè a Bristie-Sgonico; all’interno, la presidente Daniela Luchetta.

Ad Azzano Decimo la parità di genere interpretata dai lavori degli alunni

Una Giornata Internazionale della Donna davvero speciale quella vissuta negli spazi del supermercato Coop Azzano Decimo, che attraverso i suoi soci e Coop Casarsa (la quale gestisce il supermercato azzanese) dall’11 marzo ospita i lavori delle bambine e delle ragazze dell’Istituto comprensivo “Novella Cantarutti”. Con creatività e impegno hanno raccontato attraverso diverse forme, dal collage alla scrittura, dal disegno alla poesia, il tema dell’uguaglianza di genere, aiutate anche dai loro compagni maschi. L’inaugurazione della mostra, che rimarrà visibile a tutti i clienti della cooperativa nei prossimi giorni, si è conclusa con l’offerta ai giovani artisti di una gustosa merenda da parte di Coop Casarsa e della donazione all’istituto comprensivo, da parte della stessa cooperativa, di un bancale di materiale didattico.

Sono intervenuti il presidente di Coop Casarsa Mauro Praturlon, il quale ha ricordato come da sempre la cooperativa sia al fianco delle comunità che serve, e Carmela Bagnato, a nome del gruppo soci, la quale ha sottolineato il grande impegno che da anni la base sociale porta avanti per l’eguaglianza di genere (da non dimenticare che l’8 marzo sono state donate dalla cooperativa, e distribuite dai soci, le mimose alle clienti). Il vicario dell’Istituto comprensivo Luca Tesolin, portando il saluto della dirigente Maria Rita Esposito, ha rimarcato la collaborazione positiva con la cooperativa (la scuola era rappresentata, oltre che dagli alunni con famiglie, anche da numerose docenti). Infine, Isabella Fiorot, assessore alle politiche dell’integrazione, pari opportunità e politiche energetiche di Azzano Decimo ha sottolineato come questo evento s’inserisca nell’ampio programma comunale per la Giornata Internazionale della Donna (presente anche la vicesindaco Lorella Stefanutto). Alla fine, come detto, visita alle opere e merenda organizzata dal caponegozio di Coop Azzano Decimo, Michele Zilli, su coordinamento del direttore di Coop Casarsa, Stefano Cesarin.
Ad ispirare i lavori delle ragazze, la lettura di “Mimosa in fuga”, albo illustrato con testi di Serena Ballista e disegni di Paola Formica (edizioni Carthusia) in cui si racconta la vera storia del simbolo italiano che rappresenta questa Giornata, ovvero la mimosa.

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In copertina e qui sopra alcuni lavori degli alunni; all’interno, i saluti istituzionali e la donazione del materiale didattico.

A Pordenone nasce una cooperativa tra i banchi dell’Istituto Mattiussi-Pertini

Quando lo spirito associativo entra a scuola e stimola a creare una cooperativa tutta interna all’istituto: è quello che hanno fatto gli studenti della classe quarta dell’indirizzo di Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Isis Mattiussi-Pertini di Pordenone. Il tutto in forma simulata, ma rispondente ai reali passaggi che si devono seguire per l’istituzione, grazie all’intervento in classe di Confcooperative.  Gli studenti hanno scelto, tra le varie forme d’impresa, proprio la cooperativa visto che ben si adatta a promuovere i valori della democrazia economica e della partecipazione. A sostenerli in questo percorso è stata, appunto, Confcooperative che da anni promuove progetti per diffondere i valori dell’impresa cooperativa e della imprenditività nelle scuole del Friuli Venezia Giulia attraverso il servizio Educoop coordinato da Anna Quaia.

Gli studenti col presidente Piccoli.


A fare le funzioni di “notaio”, ancorché in una simulazione di come si costituisce un’impresa vera e propria, è intervenuto proprio il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli. “Fa onore a ragazze e ragazzi e all’Isis Mattiussi-Pertini aver scelto di investire tempo in questa sperimentazione – ha commentato il presidente -. Avvicinarsi fin dai banchi di scuola al modello cooperativo è importante e continueremo a sostenere con convinzione iniziative come queste. Ed è significativo che questa esperienza verrà presentata nel corso del primo evento del nostro Gruppo Giovani imprenditori che si terrà presso il Vcr Research Center a Rauscedo il prossimo 1 aprile.”
“CoopOrienta” è il nome che i giovani aspiranti imprenditori del Mattiussi-Pertini hanno dato alla cooperativa scolastica da essi costituita: l’obiettivo è promuovere attività di orientamento per gli studenti in uscita dall’istituto pordenonese, così da favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro. In programma, all’interno del progetto, un evento destinato agli studenti delle classi quarte, dove verranno invitati a parlare ex studenti del Mattiussi e cooperatori, per raccontare i rispettivi percorsi professionali, e anche una visita a una cooperativa della zona.
Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra mondo della scuola e il mondo della cooperazione ed è significativa anche la concretezza con la quale gli studenti intendono affrontare il tema dell’orientamento post scolastico, a testimoniare l’importanza che il tema ha oggi nell’ambito della scuola.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli che ha sostenuto l’iniziativa.

 

Donne, imparate a difendervi! Corsi al via domani a Precenicco, Muzzana e Latisana

di Silvio Bini

Non è che che nei Comuni della Bassa friulana si senta parlare di aggressioni a persone, ma la percezione dell’insicurezza per i cittadini è comunque elevata. Sarà anche colpa delle strade sempre più vuote dei paesi, delle vetrine spente e degli edifici abbandonati, fatto sta che si temono ormai solo incontri cattivi, che normali sembrano non esistere più, soprattutto la sera. Sarà per questo che «i Comuni di Latisana, Ronchis, Palazzolo dello Stella, Precenicco, Muzzana del Turgnano e Pocenia, nell’ambito delle attività del Corpo intercomunale di Polizia locale, con il contributo della Regione, hanno organizzato tre corsi gratuiti di autodifesa femminile e sicurezza che tengono conto dell’esigenza di unire alla preparazione tecnica sull’autodifesa anche importanti nozioni relative alla prevenzione, ad un corretto approccio psicologico e alla conoscenza della normativa che tutela l’incolumità personale».

L’inizio dei corsi è previsto per domani 17 marzo. Si svolgeranno a Precenicco, Muzzana del Turgnano e Latisana, con diverse modalità, diverse giornate ed orari, che si possono controllare sull’apposita locandina. Gli interessati verifichino se sono possibili ancora le iscrizioni che erano aperte fino a due giorni prima dell’inizio dei singoli corsi; quindi se accoglibili dovranno compilare la scheda di iscrizione online sui siti Internet dei Comuni – su www.irss.it/iscrizione-autodifesa-bassafriulana-2022 – inquadrando con lo smartphone il Qr Code sulla locandina. Sarà richiesto il Green Pass rafforzato e per le persone abitualmente sedentarie è raccomandato un controllo medico prima dell’inizio delle lezioni pratiche.

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Comincerà invece il 12 aprile e si concluderà il 12 maggio, il Corso gratuito di difesa personale per adulti e ragazzi dai 14 anni, a Palazzolo dello Stella, organizzato dall’assessorato alla Polizia locale e dalla Pro Loco. Guidato dal maestro Silvano Rinaldo, il corso si terrà nella palestrina del Centro polifunzionale “Adriano Biasutti“, nelle giornate di martedì e giovedì, dalle ore 19.30 alle 20.30. Per informazioni ed iscrizioni: propalazzolo@propalazzolo.it oppure chiamare Simone al 348.4964743. Saranno richiesti certificato medico in corso di validità e Green Pass rafforzato.