A Nimis l’addio all’ex sindaco Tosolini innamorato della politica e del suo paese

di Giuseppe Longo

Ha combattuto con tutte le sue forze, con la tenacia che non gli è mai mancata, in nessuna occasione, ma contro il male, purtroppo, non ce l’ha fatta. Ieri pomeriggio, dopo lunghe sofferenze, è calata la sera sulla operosa e appassionata “giornata” di Walter Tosolini, nato a Nimis nel 1943 un anno prima che il paese fosse dato alle fiamme, architetto, funzionario pubblico da anni in pensione, ma soprattutto politico. Innamorato di quella politica che l’ha fatto stare praticamente tutta la vita – il Municipio era la sua seconda casa – a contatto con la civica amministrazione dell’amato paese, fino a diventarne sindaco. Sedeva ancora in consiglio comunale – dove per quindici anni, tre mandati, anch’io ho potuto apprezzarlo, spesso con opinioni diverse, ma sempre corretto, scrupoloso, onesto e sincero -, con il ruolo di capogruppo di minoranza, non di opposizione, una parola che non si addiceva al suo modo di operare, tanta era la volontà di mettersi a disposizione per il bene della comunità. La quale oggi lo piange e lo ricorda con gratitudine e affetto, in primo luogo attraverso le parole del suo primo cittadino, Gloria Bressani. Ma anche dei colleghi consiglieri Maria Ceschia e Gabrio Vaccarin.
«Persona molto colta, intelligente, sempre coerente e fedele ai suoi ideali – toccante il ricordo del sindaco di Nimis -, ha dedicato gran parte della sua vita alla passione politica e amministrativa. Il suo primo mandato da consigliere comunale risale al 1975 e da allora è stato quasi sempre presente nei banchi del Consiglio (ha saltato una tornata elettorale), fino a diventare sindaco dal 2011 al 2016. Le sue condizioni di salute nell’ultimo anno si erano progressivamente aggravate, tanto da impedirgli di partecipare a diversi consigli comunali. Quando andavo a fargli visita, il suo pensiero era principalmente rivolto alla comunità per la quale aveva un amore sincero, mi raccontava aneddoti della sua vita e di quanto fosse orgoglioso dei suoi figli e delle loro famiglie. Nei prossimi consigli comunali sarà difficile sapere che Walter non sarà più su quei banchi da lui tanto amati». Per domani, in concomitanza con il giorno dei funerali, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.
Nonostante le cure intense, che l’hanno portato per un intervento anche a Milano – città che gli era cara, perché proprio al Politecnico si era laureato, respirando quei fermenti politico-sociali-culturali che attraversarono l’Italia, e l’Europa, mezzo secolo fa -, Walter Tosolini si è spento tra le braccia della sua adorata Dina, circondato dall’amore di tutta la sua grande famiglia, a cominciare dai quattro figli che tanto amava. Questa sera, alle 20.30, nel Duomo di Santo Stefano, sarà recitato il tradizionale Rosario in sua memoria. I funerali invece saranno celebrati appunto domani alle 17, partendo dall’abitazione di via Torquato Tasso: saranno sicuramente in tanti a dargli l’estremo saluto, non solo del Comune che l’ha avuto come sindaco per un quinquennio, sempre attento alle necessità e quindi disponibile con tutti, ma dell’intero comprensorio, essendo stato per anni anche nella Comunità montana di Tarcento. Oltre che a San Pietro al Natisone, dove era direttore tecnico di quel comprensorio montano, poi trasformato in Torre-Natisone-Collio. Un lungo impegno sottolineato anche dalla riconoscenza dello Stato che gli ha voluto conferire, con la firma del Presidente della Repubblica, il Cavalierato, onorificenza di cui era molto orgoglioso. Un grazie importante quello della massima Istituzione, ma il più grande è senza dubbio quello della gente comune che lui ha “servito” per tutta la vita, dalla vigilia del terremoto fino a oggi, in anni intensi, difficili ma anche esaltanti, di rinascita, lasciandoci un esempio di laboriosità e rettitudine che le nuove generazioni ora devono saper cogliere.

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In copertina, l’architetto Walter Tosolini con la pergamena del sua nomina a Cavaliere della Repubblica.

 

Trasporti e logistica, il focus sul Fvg: verso il Libro bianco delle infrastrutture

Nel biennio 2019-2020, le imprese manifatturiere del Friuli Venezia Giulia hanno utilizzato quasi esclusivamente i servizi di trasporto stradale per la distribuzione dei prodotti (94%) con un’incidenza superiore al dato nazionale. Quanto alle competenze per la digitalizzazione, il 44% delle imprese manifatturiere ritiene di esserne dotata. Nel settore dei trasporti e logistica è molto più elevata la percentuale di imprese che, rispetto alla manifattura, non si ritiene pronta per cogliere le opportunità del digitale (per mancanza di strumenti, professionalità e competenze). Solo il 24,2% si considera pronta. Sono alcuni dei dati di un’indagine realizzata e presentata da Uniontrasporti-Unioncamere che, assieme alle Camere di commercio locali e alle imprese dei territori, sta realizzando l’analisi e la mappatura nazionale della domanda di mobilità e delle infrastrutture strategiche per la ripresa economica. Un’azione di confronto e concertazione per la definizione di nuove strategie di intervento e investimento, per migliorare l’accessibilità̀ e l’attrattività̀ dei territori e per la crescita della cultura digitale. L’incontro online di presentazione, che ha dapprima coinvolto la Cciaa della Venezia Giulia, ha toccato la Camera di Commercio Pordenone-Udine. In rappresentanza dell’ente camerale friulano c’era la componente di giunta Eva Seminara, con il segretario generale Maria Lucia Pilutti, e a presentare il percorso e l’analisi dei dati territoriali c’erano Antonello Fontanili, direttore Uniontrasporti, e Laura Summa, Project manager Uniontrasporti.


Le istanze raccolte nella mattinata di confronto con imprenditori, amministratori locali e categorie, assieme a quelle della Venezia-Giulia, confluiranno nel “Libro bianco sulle priorità infrastrutturali del Fvg”, che sarà presentato prima dell’estate quale contributo del sistema camerale e associativo allo sviluppo infrastrutturale della regione.
Come hanno evidenziato i rappresentanti di Uniontrasporti, in Friuli Venezia Giulia sono programmati investimenti per quasi 3 miliardi di euro, pari al 2% del Nord Italia e all’1% dell’Italia, e 514,6 milioni previsti per il territorio dalla Missione 3 del Pnrr, “infrastrutture per una mobilità sostenibile”, per l’70% circa previsti per il miglioramento dell’intermodalità e della logistica integrata e per il restante 13% per opere ferroviarie e strade sicure (Fonte: MIMS – aggiornati al 16 dicembre 2021).
L’indagine Uniontrasporti ha anche analizzato la percezione della rete infrastrutturale. Udine è al primo posto in regione (e 14esima in Italia) quanto a “performance” delle infrastrutture di tipo stradale, data la presenza di assi appartenenti al Core Network europeo, ma anche per una buona funzionalità della rete stradale rispetto al territorio (veicoli circolanti per km di strada, incidentalità, volumi di traffico sugli assi autostradali). Pordenone ha ampi margini di miglioramento, seguendo tutte le altre province del territorio regionale negli indicatori di sintesi e con il 76° posto nella classifica nazionale quanto all’infrastruttura di tipo stradale, a causa della scarsa consistenza della rete stradale e all’infrastruttura ferroviaria, con il 66% della rete non elettrificata e a singolo binario. Occupa, invece, il 1° posto in regione rispetto alle infrastrutture aeroportuali grazie all’effetto gravitazione di tre aeroporti raggiungibili in poco meno di un’ora dal capoluogo provinciale (Treviso Sant’Angelo, Trieste Ronchi dei Legionari, Venezia Tessera) e a quelle logistiche, grazie alla vicinanza di cinque interporti (Portogruaro, Cervignano, Venezia, Padova e Trieste).
Uniontrasporti ha realizzato lo scorso anno un’indagine conoscitiva sui fabbisogni infrastrutturali e logistici delle imprese della manifattura e dei trasporti e logistica, che ha messo in evidenza alcuni aspetti del sistema in Fvg utili a riflettere per disegnare strategie e progetti. In regione l’indagine ha coinvolto 120 imprese manifatturiere e 58 della logistica. Il 38% delle imprese manifatturiere intervistate esternalizza completamente l’attività di trasporto (in Italia il 36% e nel Nord Est il 37,1%). La percentuale di imprese che non affida a operatori esterni la fase del trasporto supera di oltre 10 punti i valori medi dell’Italia e del Nord Est. Il 58,6% delle imprese manifatturiere friulane intervistate ha al proprio interno una figura che si dedica alla logistica (in Italia circa il 66% e nel Nord Est il 68%). Nel 41,3% dei casi non si tratta, però, di una funzione esclusiva, ma viene svolta insieme ad altre. Nel 17,3% delle aziende intervistate, invece, è presente un ufficio apposito interno.
Il 43% delle imprese di trasporto dichiara di non utilizzare applicazioni informatiche. Il 29,3% delle imprese della manifattura e il 51,4% delle imprese del trasporto e della logistica non ha un sito web. Chi invece ce l’ha lo utilizza principalmente come vetrina per la propria attività: 51,91% della manifattura e il 36,4% dei trasporti. Chi ha un sito con possibilità di interagire con l’esterno lo utilizza prevalentemente per mettere a disposizione aree condivise a partner e fornitori. Nell’arco dei prossimi tre anni, sia le imprese di manifattura che quelle di trasporto e logistica prevedono di investire in software gestionali, in soluzioni cloud, in 4G/5G ed in connettività con fibra ottica.
Una delle priorità da perseguire nei piani di ammodernamento delle infrastrutture, per le imprese intervistate, è avere un sistema di mobilità intermodale basato sulla ferrovia. La riqualificazione della SS13 Pontebbana per le imprese della manifattura (43,3%) e l’interconnessione tra l’A4 e l’A28 secondo le imprese di trasporto e logistica (52,3%) sono gli interventi infrastrutturali prioritari per la regione. Seguono gli investimenti nell’infrastruttura per la banda larga (43,2%) e il raddoppio Udine-Palmanova-Cervignano (39%). Altrettanto prioritari sono i collegamenti transfrontalieri con Austria e Slovenia.

 

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In copertina, trasporto merci sulla rete autostradale; all’interno la sede udinese della Camera di Commercio.

 

Casarsa della Delizia è orgogliosa delle vittorie dei suoi giovani atleti

Il grazie del Comune di Casarsa della Delizia agli atleti che hanno portato il nome della cittadina friulana nelle maggiori competizioni nazionali e internazionali della propria disciplina: nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, prima della recente seduta del consiglio comunale, Lavinia Clarotto e Tiziana Orleni, sindaco e assessore allo sport, hanno infatti consegnato un riconoscimento a tre giovani sportivi freschi di prestigiose vittorie.
Aurora Fochesato si è laureata campionessa italiana nelle freccette steel, aggiungendo il prestigioso trofeo ai numerosi titoli tricolori già vinti nella sua giovane carriera (ha solo 16 anni) e qualificandosi contestualmente per i mondiali. Marco Petrelli, caporal maggiore dell’Esercito, è campione mondiale di kung fu della celebre scuola di Shaolin, attraverso la competizione svoltasi in modalità online con oltre 5 mila partecipanti. Mattia Rizzo, artigiano, ai campionati italiani di atletica indoor disputatisi ad Ancona ha vinto sia gli 800 che i 1500 metri nella categoria M35.
«Tre esempi – hanno commentato Lavinia Clarotto e Tiziana Orleni – di come la passione per lo sport e l’impegno costante possano permettere di raggiungere grandi traguardi, coniugando studio, lavoro e famiglia con le proprie passioni. Grazie a questi atleti per aver portato il nome di Casarsa della Delizia in prestigiose vetrine: ci è sembrato doveroso riconoscere pubblicamente i loro meriti e plaudire ai loro successi».

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In copertina, gli atleti Forchesato, Rizzo e Petrelli; qui sopra, i giovani sportivi con il sindaco Lavinia Clarotto (a destra) e l’assessore Tiziana Orleni.

E ora Confcooperative Pordenone “entra” in classe all’Iis di Spilimbergo

La cooperazione entra in classe a Spilimbergo: Confcooperative Pordenone e l’Istituto d’istruzione superiore “Il Tagliamento” hanno, infatti, firmato una convenzione quadro per lo svolgimento in collaborazione di attività sperimentali, tecnico-scientifiche e di supporto alla didattica.
In particolare, si farà conoscere agli studenti la realtà delle associate a Confcooperative attive nei settori di agricoltura, turismo, commercio e distribuzione, produzione di beni e servizi, edilizia abitativa, sociale, sanitario e credito.
Saranno, inoltre, promosse in queste cooperative esperienze di alternanza scuola-lavoro (con attività d’aula, visite a contenuto tecnico, esperienze osservative e tirocini individuali). Confcooperative Pordenone organizzerà anche momenti di formazione per i docenti sulle stesse tematiche. La convenzione, firmata dalla dirigente scolastica dell’Iis “Il Tagliamento”, Lucia D’Andrea, e dal presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, avrà durata quinquennale.
«Grazie al lavoro della nostra Direzione e della Segreteria dell’Iis “Il Tagliamento” – ha commentato Piccoli – abbiamo realizzato un progetto che guarda al futuro, con solide basi per la diffusione dei valori cooperativi. L’istituto spilimberghese è una delle eccellenze scolastiche del territorio e i suoi indirizzi di studio dedicati ad agroalimentare, meccanica, informatica e turismo rispondono alle esigenze di addetti sul mercato del lavoro locale, anche per quando riguarda le nostre cooperative aderenti».

Lucia D’Andrea

Luigi Piccoli

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In copertina, ecco un’immagine del vasto complesso scolastico di Spilimbergo.

 

Lilt Trieste: possibile combattere i tumori, bisogna però anche saperli prevenire

Il 90% dei cancri del colon retto, il noto “big killer” che ogni anno miete migliaia di vittime, dipende dai cosiddetti fattori di rischio modificabili, che se vogliamo possiamo cambiare dall’oggi al domani, come ci spiegano gli specialisti: vita sedentaria, sovrappeso, alcol, fumo, cattiva alimentazione. Tra tutti, spicca la non partecipazione allo screening di ricerca del sangue occulto nelle feci, primo step del percorso di controllo, ma soprattutto arma formidabile di prevenzione precoce. Offerto a tutti i cittadini, uomini e donne, dai 50 ai 69 anni con regolare invito recapitato dalla Regione Fvg con Asugi, è facile da eseguire, è gratuito e si effettua nell’intimità della propria casa. In media, si è rilevato che su 100 persone che si sottopongono al percorso di screening per cancro colorettale, solo in cinque casi si rileverà il sangue occulto nelle feci, con conseguente richiesta di ulteriore approfondimento attraverso la colonscopia. Ogni anno grazie all’attività di screening sono circa 3mila i carcinomi identificati (3.061 nel 2017, di cui il 16% asportati endoscopicamente) e dai 15 ai 18mila i polipi avanzati scoperti grazie alla prevenzione (17.378 nel 2017). Dopo decenni di implementazione del percorso di screening organizzato, si è arrivati ad una riduzione dell’incidenza del tumore colorettale superiore al 20% e della mortalità superiore al 30%, ma l’adesione media nazionale all’invito si mantiene intorno al 40% e, distratti dal Covid, la percentuale si suppone sia ulteriormente peggiorata.


Si rinnova adesso anche a Trieste l’appuntamento con la campagna di sensibilizzazione che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) ha istituzionalizzato dal 2001 per diffondere la cultura della prevenzione come metodo di vita, fondamentale per vincere il cancro. La Lilt, presente da 100 anni sull’intero territorio nazionale con 106 Associazioni provinciali e circa 400 ambulatori, ha l’obiettivo di informare correttamente e creare consapevolezza su quanto comportamenti e stile di vita possano incidere nella lotta per sconfiggere il cancro. Un impegno costante sui tre campi della prevenzione: primaria (rimozione dei fattori di rischio, sensibilizzando una corretta alimentazione, che trova in particolare nella dieta mediterranea la sua espressione più completa per contrastare l’insorgenza di tumori), secondaria (diagnosi sempre più precoce) e terziaria (il prendersi cura di chi abbia vissuto l’esperienza cancro: circa 4 milioni di italiani).
A sostenere e coordinare l’iniziativa per la Lilt a Trieste, dove in particolare l’adesione allo screening del cancro del colon retto continua ad essere piuttosto bassa, è la dottoressa Catrin Simeth, dirigente medico di Gastroenterologia di Asugi e vicepresidente Lilt Trieste, che ha realizzato un video-informativo sulla campagna di prevenzione in collaborazione con Aigo – Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri da diffondere sui canali social. In corso, inoltre, momenti di incontro con i cittadini davanti alle parrocchie: dopo la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di via del Ronco e la Chiesa di Valmaura, domani 27 marzo dalle ore 9.30 alle 12 sarà allestito un banchetto informativo davanti alla parrocchia di piazzale Rosmini a disposizione di tutti gli interessati. Attivi momenti di informazione anche all’iterno delle aziende, come nel caso della Illycaffè che giovedì 31 marzo vedrà coinvolti i suoi collabotatori in un appuntamento online con la presidente della Lilt Trieste, dottoressa Sandra Dudine, e con la dottoressa Catrin Simeth. Attive, inoltre, su appuntamento le visite gastroenterologiche di prevenzione nella sede della Lilt cittadina (piazza dell’Ospitale 2).


Per informazioni: telefono 040.398312 e www.lilt.it/dove/associazione/trieste

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In copertina, la dottoressa Catrin Simeth dirigente medico di Gastroenterologia di Asugi e vicepresidente Lilt Trieste.

 

A Casarsa costituito un coordinamento per accogliere i profughi dall’Ucraina

Sono una quindicina coloro che hanno partecipato alla prima riunione indetta dalla Città di Casarsa della Delizia – Assessorato alle politiche sociali per organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini sul territorio comunale. Grazie all’incontro, è stato costituito un coordinamento per sovrintendere al corretto funzionamento della “macchina” per dare ospitalità a quanti fuggono dalla folle guerra che da un mese insanguina l’Ucraina. L’amministrazione comunale, che ha già individuato tre appartamenti per l’accoglienza tra quelli di sua proprietà nella Casa albergo di via Mantegna, fa anche appello per i mediatori. Inoltre, attivato un conto corrente per raccogliere fondi da destinare a questa emergenza.

Claudia Tomba

Ilaria Peloi

«Ringraziamo – hanno affermato Lavinia Clarotto e Claudia Tomba, sindaco e assessore – i rappresentanti delle molteplici realtà istituzionali, associative locali e gruppi spontanei che hanno aderito al nostro invito al fine di condividere informazioni e attività finalizzate all’accoglienza dei rifugiati ucraini e coordinare e mettere in rete la grande generosità da subito dimostrata da parte della nostra comunità. Una solidarietà che si rivelerà tanto più efficace se realizzata insieme». È stato così creato un gruppo di coordinamento del quale fanno parte Claudia Tomba, l’assessore alle politiche giovanili Ilaria Peloi, il consigliere comunale Ciro Antonio Francescutto e alcuni rappresentanti delle varie realtà cittadine.
«I percorsi di ospitalità – aggiungono sindaco e assessore – sono ancora in fase di perfezionamento: il Comune di Casarsa con tutti gli altri dell’ambito Tagliamento agirà in rete nella messa a disposizione degli alloggi e dei servizi soci-assistenziali. Il gruppo di coordinamento sta ora lavorando per organizzare l’accoglienza dei rifugiati che verranno inviati dalla Prefettura nei tre appartamenti messi a disposizione dal Comune e sta lavorando anche per supportare i rifugiati che vengono ospitati da parenti, conoscenti e che non entrano nel programma di aiuti della Prefettura. Cerchiamo anche mediatori per accogliere gli ucraini».
«Oltre ai supporti economici – concludono Lavinia Clarotto e Claudia Tomba – con le varie realtà stiamo cercando di organizzare servizi vari, come trasporto, ricreativi per i ragazzi, di mediazione, di ascolto al fine di facilitare l’accoglienza di queste persone nel nostro territorio. Un territorio che ha sempre dato dimostrazione di grande generosità nei confronti delle persone in difficoltà. L’amministrazione comunale rimane a disposizione e invitiamo a consultare il nostro sito web dove sono disponibili tutte le informazioni. Un grazie di cuore a tutti coloro che stanno in qualsiasi forma contribuendo e che vorranno contribuire all’accoglienza».

La bandiera dell’Ucraina.

I tre appartamenti messi a disposizione dal Comune di Casarsa della Delizia sono parzialmente arredati per cui si ricercano elementi di arredo ed elettrodomestici. Per questo e altri scopi è attivo un conto corrente per la raccolta fondi Iban IT 08 L 08356 64810 000000075794 – Intestazione: Emergenza Ucraina Casarsa

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In copertina, Lavinia Clarotto sindaco di Casarsa della Delizia che apre le porte ai profughi ucraini.

 

Casarsa, domenica Giornata ecologica: i quattro lecci dalla piazza al nuovo parco

Una mattinata per prendersi cura, tutti insieme, del proprio paese: si terrà domenica 27 marzo la “Giornata ecologica e cura del territorio” promossa dalla Città di Casarsa della Delizia attraverso l’assessorato all’ambiente e in collaborazione con le associazioni locali.
Rispettando le norme anti-Covid, ai cittadini che vorranno partecipare saranno indicate delle zone individuate per la pulizia dai rifiuti abbandonati, zone che si trovano vicino ai tre punti di ritrovo: rotonda di via Valvasone a Casarsa, piazzetta di Runcis a San Giovanni e capannone di Versutta. La Giornata ecologica si svolgerà dalle 8.30 alle 12. Ai partecipanti è solamente richiesto di dotarsi della giacca ad alta visibilità, guanti pesanti e calzature adatte.
«Si partecipa liberamente – commentano Lavinia Clarotto e Tiziana Orleni, sindaco e assessore – e proprio il volontariato è il valore aggiunto di questa iniziativa che vuole tutelare il bene comune dell’ambiente in cui viviamo: un interesse per tutti nel presente e un impegno in più per un mondo vivibile nel futuro».
Sempre in tema ambientale, nuova vita per i lecci che, dopo analisi degli addetti ai lavori, non potevano più crescere in sicurezza nella pavimentazione in piazza Italia, la quale sarà oggetto nei prossimi mesi di interventi di recupero. «Quattro di essi – concludono sindaco e assessore – sono stati piantumati nel nuovo parco comunale di via del Fante, dove potranno crescere in un’area verde più adatta a loro».

 

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In copertina, i quattro lecci che sono stati ripiantati nel nuovo parco di via del Fante.

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Efasce, ristrutturata a Buenos Aires la casa “Provincia di Pordenone”

Nel cuore di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, c’è una casa intitolata alla Provincia di Pordenone: i recenti lavori di ristrutturazione (sostenuti da Fondazione Friuli) avvenuti in via Campo Salles numero 2250 sono l’occasione per raccontare la storia di questa villa nel quartiere di Nuñez, proprio ora che l’Efasce dell’Argentina, che qui ha sede, ha compiuto 40 anni dalla fondazione.

Il momento dell’acquisto…


Nel 1982 l’allora presidente di Efasce Pordenone don Emilio Alfier mandò il consigliere Piero Biasin in missione in Argentina per costituire il Segretariato. Laggiù ad accoglierlo c’era Giuseppe Perin, di Caneva, che indicò nell’ingegnere Davide Scian (originario di Cordenons, scomparso nel 2005) la persona adatta, che divenne il primo presidente argentino (e successivamente dell’intero Sudamerica). A quel punto, fu impellente la necessità di trovare una sede all’Efasce Argentina e, raccogliendo i fondi tra gli emigranti, nel 1988 si potè acquistare questa dimora. L’atto di compravendita della sede avvenne a nome del presidente Davide Scian, Odolino Boer (deceduto anch’egli) e Pietro Poletto, che anticiparono i soldi per l’acquisto in quanto l’Ente non era ancora riconosciuto. L’acquisto della casa è testimoniato da una foto d’epoca in cui si vedono Pietro Poletto, Davide Scian, Assunta Poletto e Ida Formaggin. In seguito il passaggio di proprietà avvenne con il riconoscimento dell’Ente e l’Atto di donazione all’Efasce Argentina.

… e dell’inaugurazione.


La Provincia di Pordenone, a cui fu intitolata, si assunse gli oneri relativi alla gestione e con un contributo del Comune di Pordenone e del Mobilificio Presotto di Maron, la Casa venne ampliata per ricavare un salone capace di accogliere 100 persone. Inaugurarono la casa con Scian il presidente dell’Efasce Riccardo Tomè e il senatore Bruno Giust. Con loro una decina di sindaci della Provincia, Mario Del Bosco e don Emilio Alfier. Successivamente, visitarono durante i loro mandati i presidenti della Provincia di Pordenone Alberto Rossi ed Elio De Anna.
Ora, come detto, grazie alla Fondazione Friuli, è stata intrapresa una profonda opera di ristrutturazione che ha interessato la facciata e il cortile d’ingresso, portico e giardino, salone e tetto. Non appena la situazione sanitaria lo permetterà, Efasce Argentina celebrerà con un evento i 40 anni della sua fondazione proprio nella Casa della Provincia di Pordenone.
«Siamo vicini – ha commentato il presidente di Efasce Pordenone, Gino Gregoris – ai nostri corregionali d’Argentina in questo momento celebrativo della loro storia. Confidiamo di rivederci prima possibile, quando la situazione sanitaria lo renderà possibile: ma nell’attesa plaudiamo a questi lavori, sostenuti da Fondazione Friuli, così importanti alla sede che è un centro fondamentale della cultura della Regione del Friuli Venezia Giulia non solo a Buenos Aires, ma in tutta l’Argentina».

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In copertina e qui sopra la casa di Buenos Aires dopo i lavori di restauro.

 

Imprese femminili in Fvg, sono giovani e creano sempre più società di capitali

Sono giovani, creano sempre più società di capitali e hanno un peso importante nei sevizi alle famiglie, nei servizi di alloggio e ristorazione, nel primario e nel commercio. Le imprese femminili attive al 31 dicembre in Friuli Venezia Giulia sono 20.508, di cui 10.023 nel territorio di Udine (48,9%), 5.223 in quello di Pordenone (25,5%), 3.214 a Trieste (15,7%) e 2.048 a Gorizia (10%). Come ogni anno, marzo – ricorrendo anche la Festa internazionale della donna – è il mese che offre l’occasione per il Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine di analizzare il mondo dell’economia declinata al femminile e l’andamento registrato in regione. «La nostra Cciaa – spiega il presidente Giovanni Da Pozzo – è da sempre molto attiva nel sostegno all’impresa femminile, sia attraverso iniziative di sensibilizzazione sia con specifici corsi di formazione e aggiornamento. Anche con l’accorpamento, abbiamo voluto ricostituire il Comitato imprenditoria femminile, che oggi è ampio, su entrambi i territori di Pordenone e Udine, e con rappresentanti di imprese di tutti i settori economici: un punto di riferimento che ricordiamo a tutte le imprenditrici e che aiuta la Camera a mettere in atto iniziative ad hoc per aiutare le donne a mettersi in proprio e a credere nell’attività d’impresa». Il comitato, presieduto da Cécile Vandenheede, può essere contattato a Udine al numero 0432.273508 o a Pordenone allo 0434.381602, oppure inviando una mail a segreteria.comitato@pnud.camcom.it

Giovanni Da Pozzo

(Foto Petrussi)

Natura giuridica. L’analisi dei dati evidenzia che ci sono 3.169 società di capitale femminili, il 16,1% delle società di capitale attive della regione. Come detto, sono in crescita rispetto al 2020 quando le società di capitale femminili erano 3.026 (+4,7%) e rispetto al 2019 quando si attestavano a 2.964 (+6,9%).

Cariche. A livello di cariche e qualifiche detenute nelle società di capitali, le donne al 31 dicembre 2021 ne possedevano 31.935, di cui il 53,5% come socio o socio di capitale, il 37,3% come amministratore e il 9,2% in altre cariche. I titoli posseduti da donne sono in leggera crescita rispetto al 2019 (+74) ma in lieve calo rispetto al 2020 (-59).

Caratteristiche. Le 20.508 imprese femminili attive sono in maggior misura giovanili, ossia guidate da under 35 (sono giovanili il 9,6% delle femminili contro il 6,8% delle non femminili) e straniere ossia guidate da persone di cittadinanza straniera o apolide (sono straniere il 14,5% delle imprese femminili contro il 12,8% delle non femminili). Le imprese artigiane al contrario sono in maggior misura non femminili (il 32,6% delle non femminili è artigiana contro il 25,6% delle femminili).

Settori economici. Quasi un quarto delle imprese femminili attive (4.670, 22,8% del totale) opera nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, 3.854 (18,8%) operano nei Servizi alle famiglie (Istruzione, Sanità e Assistenza sociale…), 3.630 (17,7%) nei Servizi alle imprese (Trasporti, Informazione e comunicazione, Attività immobiliari, Attività professionali, scientifiche e tecniche…) e 3.597 (17,5%) nel settore Primario. Le restanti imprese femminili operano in Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (13,8%), nell’Industria (6,8%) e nelle Costruzioni (2,6%).

Occupazione. Fin qui la presenza femminile alla guida dell’impresa, mentre per quanto riguarda l’occupazione, l’analisi del Centro studi rimarca come nel 2020 il tasso di occupazione maschile in Fvg, pari a 75,2%, sia di 8 punti percentuali superiore a quello medio italiano per gli uomini, fenomeno che si riscontra anche per la componente femminile, dove è pari a 58,9% e supera di quasi 10 punti percentuali quello medio italiano per la componente femminile. In sintesi, per quanto riguarda il tasso di occupazione, il divario di genere a livello italiano è pari a 18,2 punti percentuali, in Friuli Venezia Giulia è di 16,3 punti.
https://www.pnud.camcom.it/statistica-e-prezzi/territorio/ricerche-analisi-settoriali-e-distretti-industriali

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Comunicazioni ingannevoli
alle aziende friulane

Ancora comunicazioni potenzialmente ingannevoli alle imprese friulane, come purtroppo accade periodicamente. Alcune ditte, infatti, hanno segnalato alla Camera di Commercio Pordenone-Udine di avere ricevuto bollettini di conto corrente con richieste di pagamento per non meglio precisati abbonamenti o iscrizioni in elenchi di imprese o pubblicazioni, che però nulla hanno a che fare con la Cciaa. Ancora una volta, pertanto, l’Ente camerale ci tiene a raccomandare le imprese, specie quelle di recente iscrizione, invitandole a porre la massima attenzione: leggere sempre accuratamente le informazioni contenute su questi bollettini e ricordare che la Camera di Commercio non richiede alcun tipo di pagamento con versamento su conto corrente. L’unico versamento dovuto è una volta l’anno ed è il diritto annuale, che va però versato solo con F24 o con Pago Pa. Altri eventuali servizi di cui fruisce direttamente un’impresa si pagano oggi con PagoPa. L’ente invita a prestare attenzione anche a eventuali telefonate con richieste di informazioni, anche riservate, sulla propria azienda. Le imprese che si trovassero in situazioni di questo genere possono sempre contattare la Camera di Commercio per verificare, chiamando l’Ufficio relazioni con il pubblico disponibile a fornire supporto e chiarimenti: 0432.273543-210 oppure via mail a urp@pnud.camcom.it. Le segnalazioni vengono poi inoltrate dalla Cciaa alle forze dell’ordine competenti per le opportune verifiche.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio in piazza Venerio.

A Pordenone il “Giardino Bruno Giust” ricorderà un padre della cooperazione

Riconoscimento a uno dei padri della cooperazione del Friuli Occidentale: sabato 26 marzo, alle 11, il giardino pubblico tra le vie Carnia e Cimoliana, a Pordenone, sarà ufficialmente intitolato da parte del Comune alla memoria del senatore Bruno Giust, nel quartiere del Sacro Cuore dove egli risiedeva. Oltre all’impegno politico, che lo portò fino a Palazzo Madama, Giust nell’ambito di Confcooperative fu presidente provinciale (dal 1976 al 2000) a Pordenone, regionale del Friuli Venezia Giulia e quindi consigliere nazionale.

Luigi Piccoli


«Incarichi e riconoscimenti – commenta il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che gli sono stati attribuiti per le sue capacità e doti umane che lo hanno sempre contraddistinto. Una persona fedele ai propri principi e sostenitore degli insegnamenti della dottrina sociale cristiana. Per questo, d’intesa con la famiglia, abbiamo proposto l’intitolazione del giardino trovando l’adesione entusiasta del sindaco Alessandro Ciriani e dell’amministrazione comunale di Pordenone».
L’intitolazione del “Giardino Bruno Giust” vedrà l’intervento delle autorità prima del simbolico taglio del nastro. L’evento rientra nel calendario di appuntamenti collegati alla ricorrenza del 70° di fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.
Scomparso nel luglio del 2009, Bruno Giust non mancava mai di ricordare come la cooperazione non andasse vista come “terza via” tra capitalismo e statalismo, ma come risposta avanzata di democrazia economica, di sviluppo sostenibile, legata al territorio, basata sui valori e sulla dignità dell’uomo, pure all’interno di un’economia di mercato. Un’economia che non si accontenta del guadagno immediato, della massimizzazione dei profitti dei pochi a scapito dei molti, ma che contemporaneamente guarda alle generazioni future, accantonando gli utili nei fondi di riserva indivisibili che si trasmettono di generazione in generazione (estratto dal volume “Bruno Giust – l’impegno sociale e politico”, autori vari 2014).

In copertina, il senatore Bruno Giust che qui sopra, in una foto del 1999, lo vediamo in città tra Fioretti e Bagnariol di Confcooperative Pordenone assieme al ministro Fassino alla fiera Campionaria.