Covid-scuola e didattica integrata: “certificazione incomprensibile”

Anche in Friuli Venezia Giulia la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale, maggiore sindacato del settore, presieduto in regione da Fernando Agrusti) fa eco all’allarme lanciato dal sindacato a livello nazionale, con appello al ministero dell’Istruzione. Una nuova spada di Damocle incombe, infatti, sull’assistenza sanitaria ai cittadini erogata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, un pasticcio burocratico che rischia di scaricare sui medici un ulteriore carico di adempimenti a causa di una certificazione incomprensibile nella ratio quanto nella sua attuazione pratica.

Fernando Agrusti

Il problema è che il ministero dell’Istruzione ha diramato la circolare 410 che, in coda al punto 2, riporta esattamente e letteralmente quanto disposto dal comma 4 dell’articolo 9 del Dl numero 24 del 24 marzo 2022. «Posta in questo modo – spiegano il segretario generale di Fimmg, Silvestro Scotti, e il presidente nazionale di Fimp, Antonio D’Avino – la circolare dispone che gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale che sono in isolamento in seguito alla positività al Covid, possono seguire l’attività scolastica nella modalità della didattica digitale integrata. La cosa incomprensibile è che lo stesso comma stabilisce che questo può avvenire «su richiesta della famiglia o dello studente, se maggiorenne, accompagnata da specifica certificazione medica attestante le condizioni di salute dell’alunno medesimo e la piena compatibilità delle stesse con la partecipazione alla didattica digitale integrata».

«I medici, non si capisce su che base – proseguono Scotti e D’Avino – dovrebbero certificare questa piena compatibilità. Peraltro, o esponendosi essi stessi al rischio di un contagio, trattandosi di pazienti positivi al Covid; o certificando senza visitare il paziente, il che è impossibile perché si commetterebbe un falso ideologico. Se ogni medico è pronto ad esporsi al rischio di contagio per visitare un paziente, è impensabile che questo avvenga per adempiere ad un atto burocratico peraltro inutile”. Sotto il profilo deontologico e medico-legale la Fimmg e la Fimp si interrogano sul valore e la possibilità di una certificazione medica che possa attestare, in una sindrome patologica estremamente variabile, soggettiva e suscettibile di improvvise e non prevedibili evoluzioni, la richiesta “compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI».

Al medico di famiglia o al pediatra di libera scelta non spetterebbe, inoltre, l’attestazione della positività all’infezione da Sars-Cov-2 (del resto inutile, visto che si parla di «alunni in isolamento in seguito all’infezione»), quanto alla «compatibilità delle condizioni di salute di questi alunni in isolamento con la partecipazione alla DDI”. Dunque, una misura che non riguarda la Salute pubblica o il contenimento della diffusione del contagio epidemico (già salvaguardati dalla misura dell’isolamento domiciliare), bensì la compatibilità delle condizioni cliniche dell’alunno in isolamento domiciliare con la partecipazione alla didattica digitale integrata. «Difficile, per usare un eufemismo, comprendere la ratio sulla base della quale il medico dovrebbe certificare questa compatibilità» prosegue Scotti. «Forse l’unica è quella di giustificare l’assenza dello studente, anche se in realtà lo studente o la famiglia possono tranquillamente non richiedere la partecipazione alle lezioni integrate».

Critico anche il profilo economico per le famiglie, che sarebbero esposte ad una spesa ingente per ottenere una certificazione medica che – si sottolinea – appare francamente inutile e che avrebbe come unico effetto quello di sovraccaricare con carte e ulteriore burocrazia i medici chiamati a certificare. Per tutte queste ragioni la Fimmg e la Fimp hanno scritto al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, e per conoscenza al ministro della Salute Roberto Speranza, oltre che alla FNOMCeO, per chiedere una indispensabile revisione del testo del comma 4 dell’articolo 9 DL 24 marzo 2022. «Dobbiamo evitare che ancora una volta a pagarne le spese siano i medici e i cittadini – conclude Silvestro Scotti -, i primi costretti a sacrificare tempo alle visite dei propri assistiti, e i cittadini, costretti ad attese estenuanti e spese del tutto inutili».

Confartigianato Udine e SardexPay: intesa per la moneta complementare

Scambiare beni e servizi senza muovere un euro? Oggi è possibile grazie a Sardex, Pmi innovativa che attraverso la piattaforma SardexPay consente a imprese, liberi professionisti e associazioni di vendere e acquistare beni e servizi usando moneta complementare.
Da qualche giorno anche in provincia di Udine grazie alla convenzione siglata tra SardexPay e Confartigianato-Imprese Udine, un patto di collaborazione tra la principale associazione di categoria del territorio e la più grande community italiana nel mondo delle monete complementari. Ripresa, territorio e sostenibilità: queste le parole chiave intorno a cui è nata e si è sviluppata questa partnership che punta a fornire strumenti innovativi di accesso al credito per le Pmi.
«L’intesa firmata con SardexPay – afferma Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine – si inserisce all’interno di una visione che pone le esigenze di mercato e liquidità delle imprese come prioritarie per la nostra associazione. La crescita del nostro tessuto imprenditoriale in un’ottica di economia collaborativa sta diventando una necessità assoluta per le nostre aziende soprattutto all’interno di questi scenari economici internazionali così incerti».
«Oggi più che mai – aggiunge Franco Contu, direttore commerciale e co-founder Sardex Spa – il rilancio economico passa dalle Pmi e dalle imprese artigiane, che hanno bisogno di liquidità per investire e scommettere sul futuro. I modelli di economia collaborativa tra imprese come SardexPay possono essere uno strumento importante per rispondere a questo bisogno e sostenere le Pmi del nostro Paese».
La community nazionale di SardexPay è la più rilevante realtà italiana del settore e la seconda in Europa, con 10.000 imprese in rete e un volume di transazioni che nel 2021 ha superato un controvalore in euro di 200 milioni, di cui 125 regolati in “moneta complementare”, senza dunque intaccare la liquidità euro delle imprese. Nel corso degli ultimi anni SardexPay ha stretto partnership con Banca Etica, PerMicro e altre realtà del settore, l’obiettivo dell’accordo con Confartigianato-Imprese Udine è quello di sviluppare la presenza sul territorio friulano offrendo alle aziende aderenti a Confartigianato la possibilità di aderire ad un prezzo vantaggioso alla community, beneficiando dello scambio di beni e servizi attraverso la piattaforma nazionale e acquisendo nuovi clienti e fornitori.

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In copertina, Graziano Tilatti e Franco Contu mentre firmano l’accordo a Udine.

 

“Ritorno al futuro… che vorrei”, attivi i ragazzi della cooperativa sociale Thiel

Si è concluso in questi giorni il progetto “Ritorno al futuro… che vorrei” realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria Infantile territoriale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale. «È stato un progetto che ci ha permesso di entrare in contatto con molti ragazzi e ragazze del territorio e di dare una risposta ai loro bisogni e a quelli delle loro famiglie attraverso la realizzazione di laboratori artistici e creativi, secondo una logica di welfare generativo di comunità che indirizza tutte le attività della nostra Cooperativa», dice Luca Fontana, presidente della Thiel.


Ultimo a essere realizzato, in ordine di tempo, è stato il laboratorio di fotografia organizzato a Fiumicello grazie alla collaborazione con il fotografo Francesco Cecconi. Vi hanno partecipato sette fra ragazzi e ragazze dagli 11 ai 15 anni, sperimentandosi con colori, prospettive, linee e ritratti sia utilizzando il proprio smartphone che approcciandosi, per la prima volta, a una macchina fotografica professionale con tanto di cavalletti e luci.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli, nell’ambito del Bando Welfare, prevedeva altresì un laboratorio sperimentale di intervento abilitativo e riabilitativo per bambini con disturbi del neurosviluppo attraverso l’uso di tecnologie quali la realtà virtuale, la realtà aumentata e la stimolazione multimodale. Questa attività è stata realizzata in collaborazione con la professoressa Teresa Farroni, esperta nel campo delle neuroscienze cognitive dello sviluppo e si è sviluppata in una sala messa a disposizione dal Comune di Ruda, con il coinvolgimento di una decina di ragazzi con le relative famiglie.
Visti l’interesse e l’apprezzamento dimostrati da ragazzi e famiglie, la Cooperativa Thiel è già all’opera per ottenere i finanziamenti che possano consentire di dare un seguito al progetto con nuove proposte laboratoriali e con la prosecuzione delle attività sperimentali condotte con la professoressa Farroni.

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In copertina e all’interno due momenti dell’attività alla Cooperativa sociale Thiel.

 

Fondazione Carigo, erogati 2 milioni per aiutare i profughi in arrivo dall’Ucraina

Con l’obiettivo di offrire una risposta tempestiva all’emergenza in corso in Ucraina, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha contribuito, assieme alle altre Fondazioni di origine bancaria attive sul territorio nazionale, a offrire un sostegno straordinario di complessivi 2 milioni di euro per garantire assistenza ai profughi. In linea con i valori di pace e di solidarietà che da sempre ispirano la loro attività, le Fondazioni di origine bancariahanno stabilito, per tramite di Acri (Associazione che riunisce tali enti a livello nazionale), di destinare i fondi al sostegno umanitario della popolazione ucraina che sta lasciando il Paese a causa del conflitto. Le risorse, a valere sul Fondo Nazionale Iniziative Comuni – il fondo costituito dalle Fondazioni in seno ad Acri per rispondere alle emergenze –, andranno a sostenere l’attività di alcune Ong che si sono già mobilitate a tale scopo, e con cui sussiste un consolidato rapporto di collaborazione nell’ambito di altri progetti.
«La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia è profondamente colpita da quanto sta accadendo in Ucraina», commenta il presidente, Alberto Bergamin, «Crediamo sia nostro dovere attivarci per offrire tutto l’aiuto possibile alle persone costrette ad abbandonare le proprie case. Per questo condividiamo con piena convinzione l’iniziativa di Acri, che ci vede coinvolti insieme alle altre Fondazioni analoghe presenti in Italia. Si tratta di un sostegno rapido e tangibile, che saprà dare risposta ai bisogni di queste persone e auspichiamo possa, almeno in parte, alleviare le loro sofferenze».
«Non avremmo mai pensato di vedere nuovamente la guerra nel cuore dell’Europa. Ribadendo il profondo sdegno per la brutale aggressione russa, e con l’auspicio che si riprenda prestissimo la strada del dialogo e del confronto civile, ora è urgente farsi carico dell’ingente quantità di uomini e di donne in fuga dall’Ucraina», ha detto Francesco Profumo, presidente di Acri, «Le Fondazioni di origine bancaria – ha aggiunto – si mobilitano rapidamente per dare il loro contributo alle Ong in prima linea nell’accoglienza. Si tratta di un primo segnale, all’interno di quella che si sta configurando come una grandissima mobilitazione di solidarietà del nostro Paese e dell’intera Unione, ennesima testimonianza di un’Europa di pace e di convivenza».

Alberto Bergamin

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In copertina, la sede della Cassa di Risparmio e della sua Fondazione a Gorizia.

Bagnarola, ripulita la Roia di Gleris grazie all’impegno dei pescatori sportivi

Un piccolo angolo di territorio in cui si rispetta l’ambiente ora è ancora più pulito grazie ai pescatori: tradizionale momento ecologico di primavera alla Roggia (Roia in friulano) di Gleris, corso d’acqua che scorre a Bagnarola di Sesto al Reghena. Una zona che è regolamentata in regime “no kill” ovvero in cui è obbligatorio rilasciare vivo il pesce pescato. Da qui la particolare tecnica che utilizzano i pescasportivi, quella con le mosche artificiali.

Con il loro lavoro volontario lungo tutto l’anno si prendono cura del tratto di roggia di loro competenza, dove c’è un piccolo salto del corso d’acqua che un tempo alimentava le pale di un mulino. Da pochi giorni è avvenuta la pulizia generale primaverile prima della riapertura della stagione della pesca. Rimossi dall’alveo alcuni rifiuti ingombranti come due copertoni d’auto, hanno però avuto la conferma della pulizia delle acque, tanto che, come successo lo scorso anno, è stata trovata una specie delicata come il gambero di fiume nostrano, assieme a dei pesci ghiozzi, oltre alle trote che hanno reso celebre la Roia. Tra le buone pratiche che i pescatori hanno attivato lungo questi anni c’è anche il cestino in cui depositare i fili in plastica delle canne da pesca che si rompono.

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In copertina, un tratto della roggia di Gleris; all’interno, la zona del regime “no kill” e il gruppo di pescatori che ha attuato la pulizia del corso d’acqua.

 

“Yes I Start Up” ed è subito impresa: ecco una proposta per i giovani friulani

Come realizzare il sogno di diventare imprenditori? La risposta è “Yes I Start Up” (Yisu), un progetto di rilevanza europea che l’Ente Nazionale per il Microcredito (Enm) sta presentando in tutta Italia attraverso incontri locali: prossima tappa a Udine, martedì 12 aprile, alle ore 16. L’evento, a cui non solo il Comune di Udine ma anche la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha dato il proprio patrocinio, si potrà seguire online accedendo al link: https://fb.me/e/xBJR2qruu
“Yes I Start Up”, progetto ingegnerizzato dall’Enm con la regia e il coordinamento di Anpal, è nato per stimolare e supportare l’autoimprenditorialità dei cosiddetti Neet (giovani fino ai 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione), donne inattive e disoccupati di lunga durata. Si tratta di un percorso formativo mirato, volto a stimolare la crescita degli aspiranti startupper, coadiuvandoli nella valutazione della propria idea imprenditoriale fino alla stesura del business-plan, e favorendo infine l’accesso ai finanziamenti del fondo SELFIEmployment gestito da Invitalia.
Nell’evento udinese del 12 aprile Stefano Battaggia, agente territoriale dell’Enm in Friuli Venezia Giulia, informerà sui contenuti e sulle modalità di adesione al progetto, assieme a Daniela Morgante, responsabile di progetto di I.Ter (Cciaa Pordenone-Udine) e a Elvis Pigani, coordinatore della Cooperativa Sociale Codess Fvg.
L’obiettivo del webinar è divulgare e far conoscere l’utilità di un progetto che, dal momento dell’avvio (a metà 2018) a oggi, ha già interessato oltre 3.500 persone. I corsi gratuiti online “Yes I Start Up”, della durata di 80 ore suddivise in 16 giornate da cinque ore, sono finalizzati all’ottenimento di un finanziamento a tasso zero e senza garanzie reali fino a 50.000 euro, a valere sul Fondo SELFIEmployment di Invitalia.
Durante l’evento si raccoglieranno in particolare le adesioni ai corsi online gratuiti di “Yes I Start Up”, erogati dall’ente di formazione I.ter a partire dal mese di aprile. Verranno trattati temi quali l’autoimprenditorialità, il Business Model Canvas, la localizzazione, l’analisi della clientela e della concorrenza, le strategie di vendita e di promozione, l’analisi swot della propria idea imprenditoriale, la cantierabilità amministrativa e l’analisi economico-finanziaria. Sarà inoltre possibile porre quesiti sulla chat di Facebook.
In più, si porteranno esempi di sogni trasformati in realtà, grazie a Yes I Start Up e alla sinergica rete partenariale fra pubblico e privato che l’Ente Nazionale Microcredito coordina attraverso i soggetti attuatori sparsi sui territori. Il progetto Yes I Start Up, tra l’altro, è già stato riconosciuto best practice da parte dell’Unione Europea ed è attualmente oggetto di un caso studio da parte dell’Ocse.
Maggiori informazioni sul progetto Yes I Start Up e sulla linea di finanziamento SELFIEmployment sono reperibili consultando i siti:
https://www.diventaimprenditore.eu/
https://www.microcredito.gov.it/progetti.html
https://www.anpal.gov.it/yes-i-start-up
https://www.anpal.gov.it/selfie-employment

Per informazioni ed adesioni al corso contattare:
Daniela Morgante
daniela.morgante@pnud.camcom.it, telefono 0432.273218;
Stefano Battaggia
stefano.battaggia@microcredito.gov.it
cellulare 347.5839951

Aziende turistiche 
Bando in scadenza

Ultimi giorni per provare ad accedere al voucher che intende supportare 15 imprese del turismo italiane nel percorso di trasformazione in azienda sostenibile. Il contributo è messo a disposizione dal Bando europeo Etgg2030 (European Tourism Going Green 2030) per le pmi del turismo che potranno fare domanda: dagli alberghi e aziende assimilate agli alloggi per vacanze, dai campeggi alle aree sosta per camper e roulette, dalle agenzie di viaggi ai servizi di tour operator. Le domande si possono presentare fino alle 17 dell’11 aprile prossimo. Ognuna delle 15 Pmi selezionate riceverà un voucher del massimo di 7mila 270 euro a copertura del 100% dei costi per investimenti green, guidati da esperti, finalizzati ad acquisire conoscenze e capacità per implementare cambiamenti di sostenibilità nella propria attività, per ottenere certificazioni di sostenibilità e per diventare parte di una mappa della filiera europea e globale delle imprese del turismo verde. Per i criteri di ammissione e per ulteriori chiarimenti basta riferirsi alle linee guida del bando, pubblicato sul portale Turismo 2030 all’indirizzo https://destinet.eu/etgg2030/smecall/italy
Il progetto Etgg2020 – European Tourism Going Green 2030 attraverso i fondi del programma europeo Cosme, mette in rete esperti di sostenibilità, università, associazioni imprenditoriali, Camere di commercio, e altre organizzazioni che utilizzano il portale Tourism 2030, per offrire servizi alle pmi in 6 Paesi europei (oltre all’Italia anche Austria, Bulgaria, Croazia, Germania e Romania). Per informazioni è a disposizione anche il sito della Camera di commercio Pordenone-Udine www.pnud.camcom.it nell’apposita sezione oppure il link https://destinet.eu/who-who/civil-society-ngos/etgg2030/

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio in piazza Venerio.

 

Confcooperative Pordenone, a Rauscedo è nato il gruppo dei Giovani imprenditori

Costituito ufficialmente il nuovo gruppo Giovani imprenditori di Confcooperative Pordenone, che ha organizzato l’evento “Innesti – Cooperare per generare nuovi frutti” ai Vivai Cooperativi Rauscedo, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. La costituzione del gruppo rientrava negli obiettivi del programma per i 70 anni dalla fondazione di Confcooperative Pordenone, avvenuta nel 1951.


I giovani cooperatori locali hanno incontrato il presidente nazionale del Gruppo Giovani Imprenditori Confcooperative Dennis Maseri che è intervenuto sul tema “cooperazione e intergenerazionalità” sottolineando come le imprese italiane abbiano un fondamentale bisogno di giovani per gestire la transizione digitale e quella ambientale ed Elisa Calzuola referente per la formazione Giovani Imprenditori Confcooperative su “cooperazione e formazione”, con la formazione come elemento fondamentale in cooperativa anche per favorire l’adesione sempre maggiore delle giovani donne. Coordinatore del gruppo pordenonese è Luca Luison, presente assieme a Ilaria Miniutti e agli altri membri del gruppo, al vicepresidente di Confcooperative Pordenone Fabio Dubolino e al direttore Marco Bagnariol. Presenti anche il sindaco di San Giorgio, Michele Leon, e Pietro D’Andrea, presidente dei Vivai cooperativi Rauscedo, oltre a diversi altri presidenti di cooperative del territorio. Trasmesso durante la riunione un video saluto del presidente nazionale di Confcooperative Maurizio Gardini.
«Nel 70° anniversario di fondazione dei Confcooperative Pordenone – ha scritto nel suo indirizzo di saluto il presidente Luigi Piccoli – questo appuntamento assume una rilevanza particolare perché testimonia la voglia di dare continuità ai valori che caratterizzano e contraddistinguono la cooperazione. I giovani cooperatori sono per tutti noi un vero motore carico di entusiasmo. Il loro impegno ci rassicura sulla conservazione e valorizzazione, nel tempo, di un patrimonio che noi stessi abbiamo ereditato. La costituzione del gruppo giovani cooperatori è uno dei principali obiettivi del Piano di mandato di Confcooperative Pordenone».
Come rilevato dallo studio del professor Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università di Padova, per il 70mo dalla fondazione, il 71% delle cooperative associate a Confcooperative Pordenone che hanno partecipato alla rilevazione occupa giovani tra i suoi soci e addetti. Un mondo che ora ha la sua voce all’interno di Confcooperative Pordenone.

Le iniziative del 70mo anniversario sono sostenute in particolare da Camera di Commercio Pordenone-Udine, Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca, Vivai Cooperativi Rauscedo, La Delizia viticoltori friulani, Cantina Rauscedo, Cantina Ramuscello, Friulfruct, Circolo Agrario Friulano, C.a.r.a.c, Cooperativa agricola Bannia, Fondosviluppo Fvg.

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In copertina, Luca Luison coordinatore del gruppo pordenonese (all’interno); qui sopra, i relatori alla riunione di Rauscedo.

Zilli agli Alpini festeggiati a Gemona: esemplare il vostro lavoro per la pace

«Il cappello degli Alpini è un simbolo della storia e dei valori delle penne nere, rassicura e dà fiducia alle nostre comunità, rappresenta l’abnegazione, lo spirito di sacrificio, la fedeltà alla bandiera e l’operosità coraggiosa e silente in favore della pace; elementi che da sempre contraddistinguono questo Corpo militare. Gli Alpini sono nel mio cuore; ho sempre visto in casa, come in tante famiglie, quel cappello che evoca ricordi e conferisce responsabilità. Abbiamo il dovere di raccontare la storia di questo Corpo, dobbiamo intensificare l’organizzazione di incontri di approfondimento nelle scuole perché imparare la nostra storia aiuta a costruire il futuro. Apprendere le vicende degli Alpini è garanzia di un futuro fatto di impegno, di attaccamento alla propria comunità ma è anche un esempio permanente per tutti e fonte di ispirazione civile». L’ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, nell’intervento che ha voluto portare al nono raduno del Battaglione Gemona organizzato dall’omonima sezione Ana.

Dopo la deposizione della corona di alloro di fronte al monumento ai Caduti in piazza Municipio, il corteo si è spostato in piazza del Ferro per l’alzabandiera dove hanno avuto luogo gli interventi del presidente dell’Ana sezione di Gemona, Ivo Del Negro, del sindaco Roberto Revelant, del presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, del presidente dell’associazione Mai Daur, Daniele Furlanetto, del colonnello David Colussi, comandante dell’8° Reggimento Alpini di Venzone e del consigliere nazionale Ana Romano Bottosso.
È seguita la Messa, celebrata dal cappellano militare dei carristi di stanza a Tauriano di Spilimbergo, don Michele Tiso, che ha sostituito il cappellano della Brigata alpina Julia, don Marco Minin, impegnato in una missione di pace in Libano; quindi, il corteo si è trasferito lungo le vie del centro. Presenti molte autorità militari, civili e religiose, oltre alla medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din. L’esponente della Giunta Fedriga ha richiamato alla memoria la recente visita a Gemona di un alpino speciale, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che «ha portato alto il cappello d’alpino nell’emergenza pandemica. Noi siamo orgogliosi di avergli mostrato il modello Friuli nel quale tanta parte hanno avuto le penne nere, così come tanta parte hanno avuto nella pandemia spendendosi con grande generosità», ha sottolineato Barbara Zilli. «Nei momenti di dolore e nella ricostruzione dopo il sisma del ’76 il Friuli ha potuto sempre contare su questi uomini, punto di riferimento per la nostra comunità», ha aggiunto e l’assessore regionaleevidenziando come «la Regione sarà sempre al loro fianco».

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Barbara Zilli, presenti le autorità e la medaglia d’oro Paola Del Din; all’interno, altre due immagini della cerimonia gemonese. (Foto Arc)

 

A Casarsa raccolti quintali di rifiuti: bellissimo gesto di amore per la natura

Sono stati ben 560 i chilogrammi di rifiuti abbandonati che i cittadini hanno raccolto durante la “Giornata ecologica e cura del territorio” promossa dalla Città di Casarsa della Delizia attraverso l’Assessorato all’ambiente e in collaborazione con le associazioni locali. «Una partecipazione mai così ampia – commentano Lavinia Clarotto e Tiziana Orleni, sindaco e assessore all’ambiente -, per la quale ringraziamo tutti coloro che hanno dedicato del tempo alla loro comunità: oltre 60 persone che hanno aderito presentandosi ai punti di raccolta di Versutta, Runcis, Casarsa e Sile. Inoltre un gruppo, composto da residenti e non, ha ripulito anche la zona Peep di San Giovanni. Una dimostrazione ulteriore del rispetto e la cura del territorio che contraddistingue tutta la nostra comunità, amore per la natura che è stato il filo conduttore della mattinata».
La maggior parte dei rifiuti raccolti sono stati plastiche di ogni tipo, oltre a bottiglie di vetro, ingombranti, pneumatici e un televisore a tubo catodico. Le immondizie sono state ritrovate principalmente nei fossi lungo le strade. Non si deve sottovalutare l’importanza di questi appuntamenti, concludono dal municipio, perché il territorio ha costantemente necessità d’interventi di pulizia contro la maleducazione di chi abbandona rifiuti: basti pensare al fondamentale recupero delle plastiche prima che diventino microplastiche e s’infiltrino nel ciclo biologico degli esseri viventi e nel ciclo dell’acqua.

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In copertina e all’interno tre immagini della Giornata ecologica a Casarsa della Delizia.

 

 

Pordenone, domani riparte il dialogo dell’Efasce con i corregionali nel mondo

Al via la nuova serie di “4 Chiacchiere con…”, il format di videointerviste con cui l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone sta mantenendo vivo il legame con i corregionali all’Estero, permettendo di conoscere le storie dell’emigrazione più recente. Un progetto sostenuto da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli.  Sulla pagina Facebook “Efasce – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube omonimo, il presidente dell’Ente Gino Gregoris e Michele Morassut, della segreteria, dialogheranno con i corregionali collegati da diverse parti del mondo, toccando vari punti, dalla vita professionale a quella personale.
Si parte domani, 4 aprile, alle 18 con l’intervista a Marco Bomben, fisico e professore associato all’Université de Paris. Originario di Pordenone, dopo il dottorato in fisica all’Università di Trieste, vive e lavora dal 2010 nella capitale francese, dove ha anche collaborato con il Cern. Il suo lavoro di ricerca lo ha portato negli anni ad approfondire le sue conoscenze nel campo della probabilità e della statistica.
Mercoledì 13 aprile, alle 16, ecco il secondo appuntamento in collegamento con Daniela Scarabino, production manager dello spettacolo a Madrid. Anche lei di Pordenone, dopo gli studi universitari tra Udine e Genova, dal 2007 lavora nell’ambito dello spettacolo. Partendo dalla logistica, ora si occupa di un ampio campo di aspetti come referente di artisti e promoter, dal marketing fino alla produzione.
«Due corregionali – sottolinea il presidente Gregoris – che ci permetteranno di conoscere la realtà professionale di due grandi capitali europee e capire dove sta andando il mondo del lavoro tra un’emergenza sanitaria sempre meno pressante e una situazione internazionale preoccupante. Ma sarà anche bello confrontarsi su quanto siano ancora legati alla loro terra di origine, quel Friuli Venezia Giulia da cui in tanti sono partiti senza però dimenticarlo mai».

Marco Bomben e Daniela Scarabino

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In copertina, il presidente dell’Efasce di Pordenone Gino Gregoris.