Manager dello spettacolo a Madrid: l’Efasce oggi incontra Daniela Scarabino

Prosegue la nuova serie di “4 Chiacchiere con…”, il format di video-interviste con cui l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone sta mantenendo vivo il legame con i corregionali all’Estero, permettendo di conoscere le storie dell’emigrazione più recente. Un progetto sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli.
Sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube omonimo, il presidente Gino Gregoris e Michele Morassut, della segreteria Efasce, dialogheranno con i corregionali collegati da diverse parti del mondo, toccando vari punti, dalla vita professionale a quella personale.
Oggi 13 aprile, alle 16, collegamento con Daniela Scarabino, production manager dello spettacolo a Madrid. Di Pordenone, dopo gli studi universitari tra Udine e Genova (una laurea come interprete e traduttrice, un master in gestione della cultura), dal 2007 lavora nell’ambito dello spettacolo. Partendo dalla logistica, ora si occupa di un ampio campo di aspetti come referente di artisti e promoter, dal marketing fino alla produzione.
Daniela Scarabino ha prodotto e portato spettacoli ovunque, dal Piccolo di Milano a New York, allo show Tú sí que vales. Racconterà una parte la sua storia di pordenonese nel mondo, passata da interprete di italiano-tedesco a referente per artisti e promoter internazionali perché, come dice lei, «esistono professioni di tutti i tipi, basta inventarsele».
«I nostri corregionali – sottolinea il presidente Gregoris – ci permetteranno di capire dove sta andando il mondo del lavoro tra un’emergenza sanitaria sempre meno pressante e una situazione internazionale preoccupante. Ma sarà anche bello confrontarsi su quanto siano ancora legati alla loro terra di origine, quel Friuli Venezia Giulia da cui in tanti sono partiti senza però dimenticarlo mai».

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In copertina, la pordenonese Daniela Scarabino production manager dello spettacolo a Madrid.

Tessere carburante Fvg, da giovedì anche in due pomeriggi a Udine e Pordenone

Vista l’eccezionale mole di richieste di attivazione di tessere carburante, nonché di variazioni di dati su quelle esistenti, la Camera di Commercio Pordenone-Udine aprirà gli appuntamenti anche al pomeriggio, nelle giornate di martedì e giovedì, in entrambe le sedi. L’apertura pomeridiana, a partire da giovedì 14 aprile, arriva come ulteriore misura presa dall’ente per dare più celere risposta possibile ai cittadini, dopo che la Camera nei giorni scorsi aveva già ampliato gli “slot” di prenotazione disponibili nei consueti orari mattutini. La procedura resta per appuntamento, tramite rapida e facile compilazione di un modulo sempre sul sito web www.pnud.camcom.it: ciò consente di non doversi presentare con anticipo rispetto all’orario prenotato, né fare code o attendere inutilmente il proprio turno, riducendo così i tempi e anche eventuali assembramenti. L’ente stima, con questa apertura straordinaria, di aggiungere circa ulteriori 150 appuntamenti a settimana.
Qualche dato: l’ente ha visto, ad aprile, un incremento medio di operazioni al giorno, rispetto a gennaio, di quasi il 70% a Udine e quasi il 60% a Pordenone. In tutto, sempre in aprile e finora, si registrano in media oltre 380 operazioni giornaliere per tutte e due le sedi.

 

Confcooperative, scuola d’impresa per gli studenti del liceo “Percoto” di Udine

Gli studenti del Liceo “Caterina Percoto” di Udine si cimentano nel fare impresa. Due, nel dettaglio, le “imprese cooperative scolastiche” che in questi giorni sono state formalmente avviate nell’ambito di un progetto che vede la scuola udinese collaborare con Confcooperative. Gli studenti, infatti, 29 in tutto, divisi in due gruppi, stanno seguendo due progetti. La prima delle due idee di “business” si chiama Orientazigomo (originale perifrasi dalla parola orientamento) e vuole realizzare iniziative di orientamento rivolte agli stessi studenti.
La seconda, invece, riguarda l’avvio dell’attività di “Late spring night’s driz”, l’impresa scolastica che organizzerà il ballo di fine anno. A espletare la funzione di “notaio”, la presidente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini: «Le cooperative scolastiche sono un modello con cui gli studenti delle scuole possono ripercorrere i passaggi necessari alla costituzione di un’impresa – spiega -, sia avvicinandosi a quelli più formali, come la costituzione di un Atto costitutivo “simulato”, sia con la predisposizione di un business plan. In questo modo, facciamo conoscere la forma d’impresa cooperativa ai più giovani ed essi si avvicinano al mondo dell’impresa. Attività fondamentale per “seminare” in un territorio come quello udinese dove, anche nel 2021, siamo riusciti a costituire 10 nuove cooperative».
«L’attività svolta in collaborazione con Confcooperative è fondamentale per creare un collegamento virtuoso tra scuola e mondo del lavoro: con questo progetto, inoltre, gli studenti sono portati a ragionare sulla complessità della forma d’impresa e sulle competenze necessarie a gestire e avviare un’attività economica acquisendo una più matura consapevolezza del mondo economico e del lavoro», spiega infine la dirigente scolastica del “Percoto”, Gabriella Zanocco.

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In copertina e qui sopra due immagini dell’incontro della presidente Paola Benini con gli studenti.

CoopCasarsa, CoopPremariacco e Secab lavoreranno contro il caro-energia

Confcooperative Fvg lancia il progetto delle comunità energetiche per contribuire a dare soluzione al problema del caro-energia che condiziona pesantemente le imprese e le famiglie. Il tema è stato al centro dell’assemblea delle cooperative di consumo e di utenza che ha nominato il proprio Coordinamento regionale. Ne faranno parte: Cesare Giavi (CoopCasarsa), Gianni Saccavini (Cooperativa di consumo di Premariacco) ed Ennio Pittino (Secab). Il settore ha la sua importanza nell’economia del territorio con 40 cooperative attive che coinvolgono quasi 27mila soci. Il nuovo coordinamento costituisce il nucleo della futura Federazione che rappresenterà due dei settori “storici” della cooperazione regionale: il consumo e l’utenza, appunto.
All’incontro costitutivo era presente il presidente nazionale della Federazione, Roberto Savini, che ha sottolineato: «In questi ultimi due anni, la cooperazione di consumo e utenza si è ripresa una propria centralità come presidio e custode del territorio e delle sue comunità, contribuendo a garantire servizi essenziali durante la pandemia. Parliamo della prima forma di cooperazione nata in Europa e che ora può giocare un ruolo fondamentale nella transizione ecologica aggiungendo alla stessa la dimensione sociale della coesione e della sostenibilità». Pensieri condivisi anche da Dorino Favot, presidente di Anci Fvg, presente insieme ai rappresentanti di diversi Comuni da tutta la regione Fvg.
«Le tensioni sui prezzi dell’energia, la necessità della diversificazione delle fonti di approvvigionamento nel rispetto dell’ambiente, sono sfide che possono essere accolte dalle comunità energetiche, capaci di coinvolgere attori pubblici e privati, con le cooperative (storiche o di nuova costituzione) nel ruolo di animatrici dell’economia di prossimità e di generatrici di valore condiviso. In questo senso, la presenza degli Enti locali è fondamentale per creare partnership con le cooperative nella creazione delle comunità energetiche», ha aggiunto il presidente di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz.
Un nuovo protagonismo cooperativo, dunque, al quale non manca il sostegno europeo visto che i nuovi piani energetici dell’Unione stimano che, da qui al 2050, due consumatori su cinque diventeranno anche produttori di energia (produmer) coinvolgendo nell’autoconsumo e nelle comunità energetiche rinnovabili 264 milioni di utenti.

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In copertina e qui sopra turbine e linee elettriche della Secab di Paluzza.

Lignano, aperta una nuova struttura professionale multidisciplinare

È stata inaugurata sabato, in viale Europa 25/b, a Lignano Sabbiadoro, una nuova struttura professionale che vuole fare della multidisciplinarietà e dell’integrazione tra competenze specifiche il proprio punto di forza. I promotori di tale iniziativa sono un team di professionisti specializzati: «Abbiamo deciso di mettere al servizio del territorio lignanese – spiegano – le nostre competenze per imprese e cittadini, ciascuno nel suo campo, coscienti dell’importanza della specializzazione e dell’integrazione. Riteniamo infatti che disporre, nello stesso ambiente di lavoro, di diversi punti di vista e di alta professionalità specifica sia oggi fondamentale, assieme alla presenza e disponibilità in un’area geografica da sempre fonte di grande sviluppo, pronti ad accompagnare ogni opportunità di crescita». Presente all’evento l’assessore al Turismo della località balneare, Massimo Brini.
L’organico della nuova iniziativa è composta da Cristina Mauro, tributarista, assieme allo Studio Asti e Associati, Dottori commercialisti, i consulenti del lavoro dello Studio Associato Meneguzzi, l’avvocato Gabriele Peressoni in tema di tutela diritti e gestione privacy, Assilab Group con riguardo alla consulenza assicurativa e finanziaria, ed infine Confesercenti Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, la penisola di Lignano Sabbiadoro e qui sopra i promotori dell’iniziativa professionale.

 

L’Opa di Sparkasse, i vertici di Civibank replicano all’assessore regionale Zilli

(g.l.) Dopo quello con Friulia, si allarga il fronte delle polemiche in merito alla questione Civibank-Sparkasse per l’Opa (Offerta pubblica di acquisto) lanciata da Bolzano. A tale riguardo, pubblichiamo una nota in cui si riportano le reazioni dei vertici dell’Istituto di credito cividalese, presieduto da Michela Del Piero, in riferimento a dichiarazioni dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli:

«Per quanto riguarda il riferimento alle regole Bce, non ci risultano obblighi normativi a che le banche si fondano. Certamente c’è stato un main stream a favore delle concentrazioni bancarie, in particolare dalla metà del decennio scorso, riferito alle numerose situazioni di banche in crisi, specialmente in Italia.
Ma cosa c’entra Civibank con tutto ciò? Quella friulana è una banca in piena salute lanciata in un percorso chiaro di crescita, reddito e sviluppo e di certo non deve, né tantomeno vuole, fondersi. Tutt’altro.
Peraltro, il nostro piano di crescita in autonomia è stato ovviamente illustrato alla Vigilanza al momento della trasformazione in Spa e aumento di capitale, ed il progetto è stato ampiamente apprezzato: “Piano sfidante ma interessante, andate avanti!”.
Non si capisce poi perché, una volta tanto che la nostra regione esprime un’eccellenza in ambito bancario, apprezzata e di esempio a livello nazionale, questa debba essere necessariamente vista come soggetto da aggregare. Quando avrebbe invece tutte le caratteristiche per candidarsi a polo aggregante o perlomeno componente qualificante del “fare sistema” finanziario regionale. Non sarà mica per la nostra storica attitudine al ruolo di sotàns, questa volta non della Serenissima ma dei tirolesi, alla faccia dei nostri proclami di specialità regionale?
Il localismo bancario è invece un tema tornato prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, quando proprio a seguito del processo di concentrazione bancaria esasperata si è colta la differenza di atteggiamento delle banche regionali, in particolare verso le Pmi, tanto è vero che ogni territorio si tiene ben stretta la sua banca regionale. Con qualche meditata retromarcia anche della Vigilanza.
Basterebbe ascoltare qualche imprenditore locale per capire quanto è importante che la capacità decisionale, in materia di credito e finanza, appartenga allo stesso territorio di insediamento delle imprese».

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero; qui sopra, la sede.

 

A Tarcento il Centro di salute mentale diventerà polo sperimentale riabilitativo

Il Dipartimento di salute mentale di Tarcento verrà interessato da una nuova organizzazione dei servizi nell’arco delle 12 ore, diventando un centro sperimentale che si occuperà delle tematiche riabilitative e inclusive nonché dello sviluppo cognitivo orientato soprattutto ai cittadini più giovani. Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, rispondendo in aula ad una interrogazione nel corso dei lavori della 3a Commissione consiliare.
Come illustrato dall’esponente dell’Esecutivo regionale, la riorganizzazione prevede una presa in carico integrata della persona in cui un ruolo importante avranno non solo gli psichiatri e gli psicologi ma anche i tecnici della riabilitazione psichiatrica e gli educatori. L’attività clinico-sanitaria verrà erogata dai Centri di salute mentale (Csm) contermini, garantendo il servizio a tutti i cittadini. Il centro sperimentale di Tarcento permetterà di investire su tutte le professionalità che si occupano di problematiche inerenti la salute mentale. Nella sede del nuovo Distretto, di cui sarà presentato il progetto definitivo a breve, sono previsti gli spazi dedicati al Csm.
Ad oggi nel Cividalese e nel Tarcentino insistono due Centri di salute mentale, rispettivamente sulle 24 e sulle 12 ore: quello di Cividale ha un bacino di 46mila abitanti, mentre quello di Tarcento ne ha 40mila. Per garantire a tutti i cittadini del territorio omogenee opportunità di cura, il Csm di Cividale seguirà anche alcuni Comuni limitrofi tra i quali Povoletto, Attimis e Faedis.

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In copertina, ecco un’immagine della piazza centrale di Tarcento.

 

Vicenda Sparkasse, Civibank contesta l’ok all’Opa già espresso da Friulia

«Inatteso il comportamento di Friulia, che non ha aspettato di leggere le posizioni ufficiali della friulana Civibank in risposta all’Opa lanciata da Sparkasse, ma ha regalato una pre-adesione ai sudtirolesi che l’hanno subito utilizzata ai propri fini comunicativi». Reazione decisa, in una nota, dalla Banca di Cividale nei confronti della finanziaria regionale nell’ambito della vicenda che, da mesi, vede fronteggiarsi lo storico istituto di credito della città longobarda alla Cassa di Risparmio di Bolzano. Secondo Civibank, Friulia non ha, infatti, osservato il dettame di Consob che, in occasione delle Opa, ricorda: «la formazione di un’opinione corretta ed obiettiva in merito all’offerta può discendere solo dalla contrapposizione tra flussi informativi originati da interessi se non opposti (come nel caso di offerta pubblica di acquisto “ostile”), sicuramente diversi (offerente ed emittente), sicché un fondato giudizio sull’offerta non può certo formarsi sulla base della sola informazione messa a disposizione dall’offerente, mediante il documento di offerta, ma anche di quella messa a disposizione dall’emittente», tramite, appunto, il comunicato della banca cividalese emesso giovedì pomeriggio e del quale questo sito ha riferito ieri.
«Probabilmente – prosegue la nota – ha pesato di più la prospettiva di realizzare subito i 440.000 euro di plusvalenza per rimpinguare il proprio bilancio (o valutazioni di altro tipo), dopo che la finanziaria regionale era entrata nel capitale di Civibank solo pochi mesi fa, ai prezzi scontati dell’aumento di capitale. Ben diversa la situazione delle migliaia di soci privati della banca, che hanno prezzi di carico più alti, e che hanno invece sostenuto la crescita della banca friulana in tutti questi anni e stavano incominciando a pregustare i frutti dei propri sacrifici proprio ora, con un congruo dividendo e con prospettive promettenti per il prossimo futuro. In caso di successo dell’Opa tale percorso virtuoso di crescita in autonomia verrà interrotto, in cambio di un prezzo ben diverso da quello atteso dai piccoli soci, a cui viene invece chiesto di farsi da parte».
«Purtroppo Friulia, di cui peraltro Civibank è socia – si legge ancora nel comunicato -, non ha colto l’occasione di schierarsi a difesa dell’unica banca regionale rimasta autonoma, dimenticando il ruolo che Civibank, con testa e gambe in Friuli Venezia Giulia, ha avuto e potrà avere per l’imprenditoria e le famiglie del territorio e sottovalutando l’esperienza negativa di altre economie rimaste purtroppo senza banche regionali. Civibank sta, infatti, implementando un importante piano “stand alone” che ha già permesso di realizzare 14 milioni di utili netti nel 2021, con il ritorno alla distribuzione del dividendo. Lo stesso è previsto per i prossimi anni, con l’accelerazione del percorso di crescita. Fra gli elementi qualificanti del Piano industriale di Civibank risalta proprio la sinergia con le altre forze finanziarie della regione con l’ottica di “fare sistema” e già messe a terra in ambiti diversi, quali per esempio il Frie, Fondo Sviluppo, microcredito, accordo sul Turismo Fvg, private equity, “protocollo Covid”, eccetera. Al punto che Friulia, dopo aver ampiamente studiato il Piano di Civibank la scorsa estate, aveva deciso di entrare nel capitale della banca friulana con due milioni di euro più uno di Prestito subordinato, remunerato al 5%».
«Non si comprendono quindi – conclude la nota di Civibank – le “preoccupazioni” di Friulia, proprio in considerazione dell’importante e consolidata attività congiunta già svolta nel corso degli anni e in diversi ambiti, con la finalità comune del sostegno del territorio del Friuli Venezia Giulia, e le positive prospettive di crescita in autonomia della Banca di Cividale».

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In copertina, un’immagine della modernissima sede centrale di Civibank.

A Trieste “tappeto verticale” di rose gialle dedicato al problema endometriosi

Un migliaio di rose gialle, realizzate con vari materiali e tecniche tessili, a comporre un “tappeto verticale” che si propone di richiamare l’attenzione sulla lotta all’endometriosi, patologia fortemente invalidante che colpisce addirittura una donna su dieci, ma che nonostante questo non gode ancora della dovuta attenzione: è l’installazione ArtYellowoman, creata dall’associazione Pic Knit Art Cafe Aps di Trieste in partnership con I’Associazione EndometriosiFvg Odv, presieduta da Sonia Manente. Un’opera artistica collettiva – resa possibile dal contributo di donne di tutta Italia, in una partecipazione corale – e immersiva, che dall’11 aprile, per un mese, sarà allestita al Mercato coperto di Trieste, prima di mettersi in viaggio per l’Italia, per veicolare l’importante messaggio sociale.
Fiore delicato e al tempo stesso resistente, da sempre legato all’immagine del femminile, la rosa diventa dunque – con la tinta gialla, che si unisce a quelle del bianco e del rosso, già largamente usate per richiamare l’attenzione sulla piaga della violenza di genere – veicolo di un ulteriore messaggio civico e culturale.
Prime mete del “tour” saranno, al termine dell’esposizione triestina, Roma, Pescara e Salerno; intanto, come detto, per quattro settimane il “giardino” di rose gialle si potrà ammirare al Mercato coperto di Trieste, sulla rampa elicoidale: un omaggio alle donne e, in particolare, a Sara Davis – che con grande generosità volle donare l’edificio alle “venderigole” triestine, sottraendole alla dura vita all’aperto -, ma anche all’architetto Camillo Iona, che progettò la struttura con ingegno, in un perfetto equilibrio fra decoro, innovazione e funzionalità.
La realizzazione di ArtYellowoman è stata possibile grazie alla partecipazione di numerosissime appassionate di arti manuali di Trieste e di tutta la penisola, sotto la regia, appunto, di Pic Knit Art Cafe Aps, guidata dalla presidente Mariagrazia Giacomini e dalla vice Luisa De Santi. «C’è una forte motivazione, alla base del progetto», commenta la presidente dell’Associazione Endometriosi Fvg Odv, Sonia Manente, che ha dato all’iniziativa un apporto fondamentale. «Tutte queste donne-artiste – aggiunge – hanno voluto farci dono dell’installazione. Grazie al supporto della volontaria Sara Grubissa e di tutte le altre volontarie, socie e simpatizzanti, ora promuoveremo il “tour” nazionale».

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In copertina, ecco come sarà l’installazione fiorita al Mercato coperto di Trieste.

 

Civibank si allontana dalla Sparkasse: “Queste offerte non sono convenienti”

(g.l.) Si allontana ancora la possibilità di un’intesa di Civibank con  l’altoatesina Sparkasse. La complessa questione è stata approfondita ieri dal consiglio di amministrazione della storica Banca di Cividale che, dopo un’attenta disamina, è giunto alle conclusioni che le offerte formulate dalla Cassa di Risparmio di Bolzano «non siano convenienti per gli azionisti e titolari di Warrant2». In un comunicato, infatti, si sottolinea:
«1. Le Offerte sono dirette a realizzare obiettivi propri dell’Offerente, al di fuori della logica propria di una aggregazione industriale fondata sulla condivisione di valori e linee strategiche in grado di generare valore per la comunità sociale e imprenditoriale di riferimento per Civibank. Le Offerte, inoltre, mettono in discussione e contraddicono gli assunti e i presupposti stessi del programma di crescita delineato nel Piano Industriale Aggiornato, che la Banca ha finora perseguito e conseguito in anticipo rispetto ai target originari – anche a fronte dei gravi eventi
che hanno mutato il quadro internazionale di riferimento – e che è e rimane la naturale e l’ottimale traiettoria di sviluppo e di rafforzamento della sua attività in ottica stand alone e in coerenza con la propria mission, con i propri valori e con la propria vocazione di Società Benefit da sempre a servizio dei territori e delle comunità sociali e imprenditoriali con cui opera.
2. Le Offerte:
a) sono “intempestive” in quanto promosse in una fase intermedia e di transizione del complessivo processo di rafforzamento avviato, nella quale i rilevanti sacrifici sopportati dai soci di Civibank per trasformarla in società per azioni ripatrimonializzarla e porre le basi per il suo futuro sviluppo sostenibile non si sono ancora pienamente tradotti in un valore tangibile e non sono adeguatamente valorizzati nel Corrispettivo;
b) di conseguenza, non riconoscono né valorizzano gli elementi distintivi di Civibank né il suo potenziale di crescita e sviluppo, attestato dall’anticipato conseguimento degli obiettivi del Piano Industriale ed espressi dal Piano Industriale Aggiornato. Al contrario le Offerte interrompono il processo di crescita avviato e impediscono di portare a compimento il Piano Industriale avviato, in parte già realizzato e da ultimo aggiornato dal Consiglio di amministrazione di Civibank.
3. Sparkasse potrebbe ottenere significative sinergie tramite l’acquisizione di Civibank che, tuttavia, non sono state riflesse nel Corrispettivo e non saranno quindi condivise con gli Azionisti di Civibank.
4. Le Offerte non preservano adeguatamente l’autonomia creditizia, commerciale, finanziaria e gestionale di Civibank né assicurano il mantenimento dei propri caratteri distintivi e della propria mission, con potenziale conseguente pregiudizio per il territorio e le comunità sociali e imprenditoriali nelle quali Civibank opera.
5. L’operazione con Sparkasse non è allineata con la “value proposition” di Civibank, incentrata su una spiccata vocazione territoriale e sulla centralità della relazione con il cliente.
6. Le Offerte sono selettive e non sembrerebbero rispettare il fondamentale obbligo di parità di condizioni offerte a tutti i destinatari, in ragione delle intenzioni che l’Offerente ha rappresentato ad alcuni Azionisti di CiviBank quale contropartita della sottoscrizione degli impegni di adesione alle Offerte.
7. Il Corrispettivo non riflette adeguatamente il valore delle Azioni e, di riflesso, dei Warrant. Infatti, – pur non potendosi ritenere tecnicamente incongruo in ottica stand-alone, in quanto ricompreso negli intervalli di valore risultanti dall’applicazione delle metodologie utilizzate da Equita
– non rifletta adeguatamente il valore delle Azioni e, di riflesso, dei Warrant in quanto (a) si colloca nella fascia bassa degli intervalli di valutazione individuati tramite le metodologie fondamentaliutilizzate da Equita (i.e., dividend discount model e modello di Gordon) e (b) non tiene in considerazione il valore delle sinergie prospettate da Sparkasse nel Documento d’Offerta.

In caso di successo delle Offerte – conclude il comunicato -, gli Azionisti di Civibank che non dovessero aderire alle stesse sarebbero adeguatamente tutelati – anche in caso di eventuale fusione per incorporazione di Civibank in Sparkasse – dai presidi previsti dalla normativa applicabile».

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In copertina, un’immagine della sede di Civibank all’ingresso di Cividale.