I costi volano, anche La Quiete di Udine costretta ad aumentare le rette per il 2023

Aumenti dei costi energetici, rialzo dei costi di gestione e di quelli del personale: anche La Quiete di Udine deve fare i conti con l’attuale scenario economico e con i rincari generalizzati, aumentando le rette 2023, dopo che nel 2022 erano rimaste invariate.
“Dopo aver mantenuto per due anni le rette sostanzialmente identiche (aumento giornaliero di 0,50 per il 2021 e nessuno per il 2022) – spiega il presidente Alberto Bertossi – il Cda ha dovuto prendere atto del notevole aumento dei costi energetici e di quello degli stipendi, su base nazionale, del personale dipendente. Tuttavia, grazie anche alle politiche di contenimento della spesa dello scorso anno e di quello corrente, siamo riusciti a contenere l’aumento della retta giornaliera in 3,50 euro per la casa di riposo e in 4 euro per la struttura “I Faggi”: in entrambi i casi, ben al di sotto di quanto il solo calcolo inflazionistico avrebbe comportato, ovvero quasi 9 euro.”
In agosto la Regione Fvg era intervenuta aumentando il contributo per l’abbattimento rette, portandolo da 18 a 20 euro al giorno: ciò ha determinato una riduzione della retta netta di circa 2 euro al giorno. Confrontando quindi le rette 2023 con le rette 2022 sul periodo agosto/dicembre, l’incremento è di 3,5 euro giornalieri contro l’1,5 euro al giorno sul periodo gennaio/luglio.
La retta media per il 2023 sarà quindi di 68,10 euro giornalieri per un totale di circa 2.043 euro al mese, contro i circa 1.998 euro del 2022. La tariffa giornaliera si riduce di 2,5 euro al giorno per la Fascia Isee 1 (quota aggiuntiva del contributo regionale) e di euro 1,5 euro per la Fascia Isee 2.

 

Bosnia ed Erzegovina, a Valvasone punto sullo sviluppo con Confcooperative

L’area dei Balcani torna d’attualità, tra voglia di una maggiore integrazione con l’Unione Europea e tensioni mai sopite del tutto: punto cruciale la Bosnia ed Erzegovina, realtà sempre alla ricerca di un dialogo con partner europei. Dialogo che con il Friuli occidentale è attivo da tempo grazie al progetto Wel.come del Consorzio Leonardo che riunisce coop sociali aderenti a Confcooperative Pordenone. I recenti sviluppi del progetto, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, saranno presentati domani 12 gennaio, alle 16.30, nel Castello di Valvasone.
«Wel.come – spiega il presidente di Leonardo e Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è un progetto che punta a creare un welfare di comunità e promozione dell’economia sociale in Bosnia ed Erzegovina, anche grazie al rapporto con realtà che fungono un ruolo guida sul territorio, dall’Università di Sarajevo alla Caritas. Faremo il punto di quanto realizzato in questi anni di rapporto con ong e partner bosniaci, i quali ci hanno ospitato e sono stati a loro volta nostri ospiti per condividere buone pratiche. Inoltre, tracceremo i futuri sviluppi vista anche l’estrema attualità con cui si è tornato in queste settimane a parlare di Balcani».
Dopo i saluti iniziali i lavori vedranno la presentazione del progetto e il video-collegamento con i partner bosniaci. Saranno presentati attività e risultati e ci saranno le testimonianze dei beneficiari. Seguirà rinfresco per i partecipanti. Il convegno è organizzato da Consorzio Leonardo, Comune di Valvasone Arzene, Cooperativa Sociale Il Piccolo Principe, Confcooperative Pordenone, Caritas Bosne I Hercegovine, Associazione Youth For Peace, Università degli Studi Di Sarajevo, Camera di Commercio Pordenone-Udine.

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In copertina, Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone e di Leonardo.

 

A scuola di riciclo con Gea & Karpos: Pordenone riutilizza filati e tessuti

Al via, in una decina di scuole del Pordenonese, la seconda edizione dei laboratori sul riuso tessile a cura di Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa con la fattiva collaborazione della cooperativa sociale Karpós di Porcia. Obiettivo: insegnare ai bambini il valore del riciclo e la bellezza del riuso creativo di filati, promuovendo i valori dell’economia circolare. Questi laboratori, partiti con il mese di novembre, proseguiranno durante tutto l’anno scolastico, e coinvolgeranno oltre 200 studenti delle scuole primarie e una sessantina di piccoli alunni frequentanti l’ultimo anno delle scuole dell’infanzia di Pordenone e di Montereale Valcellina.


L’attività – che rientra nell’alveo del Progetto di educazione ambientale di Gea – intende sensibilizzare i giovani al recupero degli oggetti di uso quotidiano destinati a diventare “rifiuto”, maturando la consapevolezza alla sostenibilità; fantasia e manualità vengono guidate e stimolate fino alla creazione di nuovi oggetti utili e divertenti. Ogni anno Gea nell’esercizio della propria attività istituzionale rileva importanti quantità di indumenti, tessuti e pezzi di stoffa nella spazzatura, materiale ancora integro che viene irrimediabilmente sprecato. È possibile dare una seconda vita agli indumenti usati attraverso la raccolta dedicata, oppure con il riciclo creativo trasformarli in nuovi oggetti: ecco come è nata l’idea di “confezionare” un laboratorio ludico-didattico che valorizzasse tale materiale, rivelandone le potenzialità. Perché il miglior rifiuto è quello non prodotto!
«Ringraziamo Gea – ha detto Paola Marano, presidente di Karpós – che anche quest’anno ci ha coinvolti in questa iniziativa. Dopo il successo dei laboratori realizzati con vecchi tessuti tenuti lo scorso anno scolastico, si è condiviso di riproporre l’attività che tanto è piaciuta ad alunni e insegnanti per creare qualcosa di originale in vista del Natale, magari da regalare alla propria famiglia. È secondo noi – ha affermato – un modo “pratico” che coinvolge attivamente i bambini e fa capire loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite».
Le classi coinvolte si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno potuto sperimentare l’utilizzo di ago e filo. Nei primi laboratori portati a termine, sono stati realizzati dagli alunni degli gnomi natalizi, utilizzando oggetti e tessuti altrimenti destinati ad essere buttati via.
Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando a sua volta di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. «Vorremmo che il nostro Ridoprìn Lab – ha concluso Paola Marano – diventasse un luogo di scambio e d’incontro, anche intergenerazionale. Pensiamo di organizzare dei laboratori didattici sul riciclo per insegnare la sostenibilità ambientale e ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa per averci coinvolti in questo progetto che ci permette di parlare alle nuove generazioni di rispetto per la terra ed economia circolare».

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In copertina e all’interno alcuni simpatici oggetti ottenuti con l’arte del riciclo.

 

Pordenone, Teatro Verdi e Croce Rossa insieme per aiutare i giovani ucraini

A seguito dell’emergenza umanitaria verificatasi in Ucraina, il Teatro Verdi di Pordenone aveva organizzato lo scorso 25 luglio il prestigioso “Concerto per la Pace” con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sotto la direzione di Oksana Lyniv, nota bacchetta di origini ucraine. Nell’occasione, il Verdi aveva attivato una raccolta fondi per mettere a disposizione dei giovani rifugiati di quel Paese opportunità di formazione culturale attraverso specifiche borse di studio. Presentati nel corso di una conferenza stampa gli esiti della benefica iniziativa che nelle scorse settimane aveva consentito di raccogliere 8 mila euro e che proseguirà fino al 31 gennaio prossimo.

«Abbiamo voluto intraprendere un gesto concreto di Umanità, la prima cosa che viene smarrita durante una guerra», ricorda il presidente del Verdi Giovanni Lessio. «Quello della scorsa estate è stato un importante evento artistico, ma ha segnato anche un impegno fattivo per dare un aiuto ai giovani che stanno patendo sulla loro vita e sul loro futuro le conseguenze di questa assurda e spietata guerra: il tutto grazie alla sinergia con Croce Rossa italiana, Comitato di Pordenone e del Friuli Venezia Giulia».
La Croce Rossa Italiana Comitato di Pordenone, attraverso il suo presidente Giovanni Antonaglia, sottolinea l’adesione al progetto che vede anche la partecipazione del Comitato regionale Fvg e il patrocinio del vicepresidente Cri nazionale Rosario Valastro. «La Croce Rossa pone al centro delle proprie attenzioni le persone e in particolare le persone più vulnerabili e maggiormente in difficoltà – spiega Antonaglia -. Questo progetto vuole essere un importante segnale di sviluppo e di crescita per i giovani ucraini che, a causa del conflitto in atto, vedono le loro aspettative di crescita culturale e/o artistica diventare ancora più difficoltose. La cultura, oltre a rappresentare un motore di crescita, è un potente conduttore di cambiamento e di sviluppo dignitoso per le persone e le comunità: un pensiero che condividiamo con il Teatro Verdi con cui possiamo adesso costruire concrete e significative occasioni formative rivolte a questi giovani che hanno dovuto lasciare il loro Paese d’origine».
Si unisce al plauso per l’iniziativa lo stesso Valastro: «Oltre alla gratitudine per l’obiettivo raggiunto, mi complimento per quanto organizzato, e per l’apporto che il Teatro Verdi ha dato in termini di cultura, collaborazione, ed umanità».

Le donazioni hanno raggiunto ad oggi una cifra considerevole che verrà ripartita – assieme a quanto si sommerà a fine gennaio – in Borse di Studio a favore di bambini e bambine, ragazzi e ragazze ucraini/e rifugiati, domiciliati in Italia. Numerose le persone che hanno donato a titolo personale alla campagna, mentre anche Cinemazero, Pordenonelegge e Spk Teatro hanno promosso la raccolta fondi durante la loro programmazione dei mesi estivi.
Per le Borse di studio sono state individuate due fasce d’età: dai 6 ai 18 anni per il sostegno di percorsi culturali (quali, ad esempio, iscrizioni a corsi di scuole di musica o di danza o teatro e, più in generale, di attività culturale), per un importo complessivo di 3 mila euro. Dai 18 ai 26 anni saranno, invece, istituite due borse di studio del valore di 2.500 euro ciascuna per il sostegno di percorsi artistico-culturali.
I candidati potranno ottenere supporto a percorsi formativi o di approfondimento presso Enti o Istituzioni Italiane accreditate nella formazione in materie musicali, tersicoree, teatrali e in generale in ambito artistico-culturale. Le candidature potranno essere inviate entro il 31 gennaio 2023 a borsestudio@cripordenone.it, indirizzo a cui potranno anche essere richieste informazioni e approfondimenti. Le domande potranno pervenire in lingua italiana, inglese o ucraina. Per la valutazione delle candidature sarà incaricata una commissione nominata da Croce Rossa Italiana Comitato di Pordenone. I componenti della Commissione saranno resi noti dopo la scadenza del termine della presentazione delle domande mediante affissione alla bacheca del sito web www.cripordenone.it
L’entità dei fondi erogati varia nei due Bandi, a seconda che si tratti di quello rivolto ai minori (l’importo assegnato non potrà superare gli 800 euro e l’assegnazione avverrà secondo i termini di arrivo delle domande e fino ad esaurimento dei fondi disponibili) o quello per richiedenti fino ai 26 anni (due borse di studio del valore di euro 2.500 ciascuna).
L’esito della valutazione della domanda sarà notificato via mail ai richiedenti entro il 10 febbraio 2023. I candidati beneficiari dovranno accettare la borsa di studio rispondendo alla comunicazione entro 10 giorni dalla ricezione. La borsa per i richiedenti over 18 sarà erogata in cinque rate dell’importo di 500 euro, in base alla durata del percorso formativo complessivo, e comunque previa verifica del buon esito dell’andamento del percorso formativo intrapreso.

borsestudio@cripordenone.it
www.cripordenone.it

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In copertina e all’interno immagini della consegna dei primi 8 mila euro raccolti con l’iniziativa pro giovani ucraini.

Savorgnano del Torre, Materna e Nido riaprono le porte a tutte le famiglie

Finalmente dopo il lungo stop dovuto alla pandemia, sabato prossimo 14 gennaio, dalle 15 alle 18, la Scuola materna parrocchiale paritaria “Maria Immacolata” ed il Nido integrato di Savorgnano del Torre, con sede in Piazza Ciani, tornano a invitare tutte le famiglie che vorranno visitarne le sedi e assumere informazioni per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2023/24 che sono aperte da da domani, 9 gennaio, al 31 del mese, termine ministeriale, o a completamento dei posti disponibili. Sarà possibile comunque prendere visione della struttura tutti i giorni, previo appuntamento con la segreteria, per non disturbare lo svolgimento delle attività didattiche.
La Scuola materna della Parrocchia di San Michele Arcangelo, nella frazione di Povoletto, ha quasi raggiunto il traguardo degli 80 anni di attività all’interno della comunità cristiana di cui è da sempre il fiore all’occhiello. E i suoi dirigenti colgono l’occasione per ricordare tutti coloro che supportano da sempre la benemerita istituzione attraverso la propria opera di volontariato, per cui un doveroso ringraziamento va alle famiglie, a tutte le Associazioni, alla Fism, agli Istituti di Credito, agli Enti (Comune, Regione e Ministero) che hanno appoggiato e continuano a sostenere questa bella realtà anche attraverso donazioni e raccolte occasionali.
La sezione del Nido integrato, curata da educatrici abilitate, accoglie i bimbi dai 12 ai 36 mesi in locali a loro dedicati, strutturati in base alle normative vigenti. La Materna invece ospita, nell’ambito delle tre sezioni attivate, una cinquantina di alunni, dai 3 ai 6 anni, accuditi da cinque docenti abilitati, di cui quattro laici ed una religiosa. All’interno della Comunità delle Suore Francescane, da sempre presenti a Savorgnano, già da qualche anno è stata accolta una nuova giovane madre superiora, suor Francesca Fiorin, che si è subito resa disponibile per il laboratorio di religione fungendo da valido supporto alle sezioni della scuola. Il servizio mensa è interno ed è curato da una cuoca costantemente formata ed aggiornata.
«Vi attendiamo quindi a braccia aperte a Savorgnano», concludono i dirigenti ricordando che per ulteriori informazioni e chiarimenti si potrà telefonare allo 0432.666284 oppure inviare una mail a segreteriascuolamaterna@donbepi.it

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In copertina e all’interno due immagini degli accoglienti locali della Scuola materna parrocchiale di Savorgnano del Torre.

Saldi tutto ok al Palmanova Village che ritrova anche i clienti pre-pandemia

Segno positivo per l’avvio dei saldi al Palmanova Village che consolida l’andamento positivo e l’ottima chiusura del 2022. L’anno appena concluso, infatti, ha visto il ritorno dell’affluenza ai livelli pre-pandemia, non solo grazie alla crescita delle presenze dei clienti italiani, ma anche a quella degli stranieri provenienti in particolare da Croazia e Slovenia, da Austria e Germania.
Merito della qualità e della varietà dell’offerta del Village con i suoi 90 negozi e dei continui investimenti per offrire un’esperienza di shopping sempre più varia e coinvolgente, basti pensare alle recenti aperture di Levi’s, il marchio icona dei jeans fondato a San Francisco nel 1852, di Sandro Ferrone, abbigliamento donna made in Italy con un eccellente rapporto qualità prezzo, All Scent, il format innovativo di profumeria, e North Sails, il marchio leader mondiale nell’abbigliamento sportivo e tecnico.
Da alcuni giorni, i clienti possono pertanto trovare i loro marchi preferiti con sconti che vanno già dal 30% al 50% sul prezzo outlet.

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In copertina, uno scorcio del Palmanova Village tra le luci di Natale.

 

A Nimis tantissimi per dire Mandi ad Alberto Trevisan “uno specialista in relazioni umane”

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Era uno specialista in relazioni umane». Non poteva dare una immagine più bella, e reale, di Luigi Alberto Trevisan monsignor Rizieri De Tina, durante i funerali celebrati nella Pieve di Nimis. È infatti antica tradizione che proprio nella Chiesa matrice dei Santi Gervasio e Protasio venga dato l’estremo saluto agli abitanti della storica borgata che sorge sulla collinetta a sinistra del Cornappo, mentre per tutti gli altri le esequie vengono officiate nel Duomo di Santo Stefano.
Ebbene, neppure la ben più ampia Comparrocchiale al centro del paese probabilmente sarebbe riuscita a contenere la folla – c’è chi parlava di un migliaio di persone! – che ha voluto salutare Alberto, morto improvvisamente la sera di Capodanno: era rappresentato di sicuro mezzo Friuli, con numerose persone giunte anche da oltreconfine, in particolare dall’Austria (Villach e Klagenfurt). In tantissimi, infatti, si sono voluti stringere attorno alla moglie Oriana e ai figli Paolo e Marco, privati così repentinamente del sorriso del loro caro, spentosi a 73 anni. E proprio sul carattere aperto, solare, generoso, sempre disponibile, che lo rendeva amico di tutti, ha voluto incentrare la sua predica l’arciprete, prendendo spunto anche dalle parole del Vangelo appena lette da don Marco Visentini. Parole che si sono intrecciate alla conclusione del rito con quelle commosse di una nuora («dolorosa perdita dopo due giorni di grande festa, a San Silvestro con gli amici della “frasca” e a Capodanno con la famiglia») e quelle di Stefano Stefanel («la sua amicizia mi onorava da 45 anni!») che ha ricordato il lungo e appassionante passato sportivo di Luigi Alberto Trevisan nelle file del Judo Kuroki, sodalizio dal quale in molti sono arrivati a salutarlo.
Infine, mentre sulla torre millenaria il lamentoso suono delle campane a lutto si trasformava in un festoso concerto, come avviene nelle solennità, il feretro ha lasciato l’antica Pieve – che al termine della pandemia ha, appunto, riaccolto i funerali degli abitanti del borgo – per raggiungere il cimitero, dove è avvenuta la tumulazione tra gli onori resi dai gagliardetti delle penne nere, in particolare del Gruppo Ana Nimis-Val Cornappo, con il presidente Roberto Grillo (che ha letto anche la “Preghiera dell’alpino”), e dal labaro dei donatori di sangue, con il responsabile della locale sezione Afds, Danilo Gervasi, mentre riecheggiavano le struggenti note di una tromba che eseguiva il “Silenzio”. Mandi Alberto!

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In copertina e all’interno due immagini  dei funerali di Alberto Trevisan nell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio a Nimis.

Premio Epifania, Zilli a Tarcento: espressione dell’identità friulana

«Da ormai 68 anni il Premio Epifania vuole riconoscere l’opera di persone e istituzioni che contribuiscono a dare lustro al Friuli Venezia Giulia con il loro impegno in diversi campi. I premiati di quest’anno – lo storico Ferruccio Tassin, l’imprenditore Giuseppe Toso e la giovane scrittrice Ilaria Tuti – rappresentano al meglio l’insieme di valori che contraddistinguono l’identità della nostra terra, distinguendosi per laboriosità, impegno e umiltà. La commissione, di cui ho avuto l’onore di fare parte, ha deciso di riconoscere queste figure con il duplice intento di mantenere viva l’essenza identitaria del territorio e di aprire le porte verso il futuro e l’innovazione». Queste le parole dell’assessore alle Finanze Barbara Zilli, che ha partecipato ieri sera a Tarcento alla 68ma edizione del Premio Epifania. La consegna dei premi è avvenuta nella sala Margherita di viale Marinelli, nell’ambito delle manifestazioni della 95ma Epifania friulana che avrà il suo culmine domani, 6 gennaio, con l’accensione dei fuochi epifanici, in particolare il “Pignarul Grant” nella località di Coia con i pronostici del Vecchio Venerando. «Un Premio di prestigio – ha rilevato Zilli – che dal 1956 contribuisce a far conoscere le virtù del popolo friulano, mettendo in luce i meriti di chi ha messo a frutto le proprie capacità per promuovere l’immagine di questa terra».

Barbara Zilli


L’assessore ha poi tracciato un profilo dei tre premiati evidenziando le motivazioni che hanno portato al conferimento del riconoscimento. «Ferruccio Tassin – ha sottolineato Zilli – ha saputo valorizzare la cultura e la storia locale, con particolare riferimento ai territori del Goriziano e della Bassa Friulana. Giuseppe Toso, emigrato in Canada dove è ora titolare di un’attività di successo nel settore metalmeccanico, rappresenta invece il sacrificio dell’emigrazione delle genti friulane attraverso la figura dell’imprenditore che si è fatto da sé. Ilaria Tuti, infine, con la sua penna magistrale dimostra abilità nel disegnare e scrivere il Friuli portandolo alla ribalta letteraria internazionale».
Oltre alla rappresentante della Giunta Fedriga, la commissione per l’assegnazione del Premio era quest’anno composta anche, tra gli altri, dai sindaci di Udine e Tarcento Pietro Fontanini e Mauro Steccati, dal presidente della Società filologica friulana Federico Vicario, dal presidente dell’Ente Friuli nel mondo Loris Basso, dal giornalista Amos D’Antoni e dal presidente dell’Associazione Pro Tarcento Nazareno Orsini. I premi consistono in diplomi di benemerenza e statuette realizzate dal maestro orafo Sergio Mazzola.

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In copertina, i ruderi del Castello di Coja e Villa Moretti due simboli di Tarcento.

 

Artigianato Fvg alla ricerca di personale: candidati a Reana al vaglio delle imprese

Seconda riuscita puntata di MatchingDay Job, a Reana del Rojale, nella cornice del ristorante Gabin. L’evento, organizzato da Confartigianato-Imprese Udine in stretta collaborazione con i Servizi per il Lavoro della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha visto partecipare complessivamente 18 imprese e 84 candidati. Un numero che in origine era anche più consistente, pari a 40 imprese e oltre 200 candidati, oltre la metà di quali però non hanno trovato il giusto match.
«Abbiamo convocato i candidati più in linea con i profili ricercati dalle imprese – spiega Luca Nardone, funzionario di Confartigianato-Udine che coordina il progetto – lasciando nostro malgrado indietro quelli che non hanno trovato corrispondenza, sia tra le file delle imprese che delle persone in cerca di occupazione. Emerge con evidenza la difficoltà di ricambio nei mestieri tradizionali: parrucchieri, falegnami, meccanici, elettricisti. Per le aziende che cercavano profili di questo tipo purtroppo non abbiamo trovato dei candidati validi».
Diversamente, sono stati vagliati un buon numero di candidati, valutandoli in colloqui della durata di 15 minuti l’uno, dalle imprese che cercavano personale di tipo commerciale, amministrativo, project manager, impiegati tecnici, informatici. «L’iniziativa è molto apprezzata e difatti – conclude Nardone – è il secondo appuntamento organizzato nel 2022, forti anche della preziosa collaborazione della Regione Fvg. Continueremo a promuovere iniziative come questa perché intercettano e cercano di dare risposta a un bisogno sentito dalle aziende qual è quello del reperimento di personale, che è sempre più complesso».

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In copertina e all’interno tre immagini dei colloqui avvenuti a Reana del Rojale.

 

 

Capodanno triste a Nimis per la scomparsa di Alberto Trevisan, sportivo e amico di tutti nella “frasca” di San Gervasio

di Giuseppe Longo

NIMIS – Primi giorni del 2023 molto tristi a Nimis che piange la improvvisa scomparsa di Luigi Alberto Trevisan, a 73 anni. Ha chiuso gli occhi proprio la sera di Capodanno, dopo una bellissima giornata di festa, a San Silvestro, nella sua frequentatissima “frasca” di via San Gervasio dove si erano ritrovati in tanti per salutare il vecchio anno e per dare il benvenuto a quello nuovo. Ma il  duro destino ha voluto che quel momento di allegria si trasformasse in dolore, spegnendo il sorriso di Alberto e di coloro, e sono moltissimi, lo conoscevano e lo apprezzavano. Lo si è visto ieri sera al Rosario recitato in suo suffragio nell’antica Pieve che sorge proprio dinanzi alla sua casa: una Chiesa gremita che gli ha voluto dare un primo saluto, presente anche il sindaco Giorgio Bertolla. Quello che, come è tradizione, precede il funerale annunciato per domani pomeriggio, alle tre, ancora nella piccola Comparrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio, che si rivelerà senza dubbio del tutto insufficiente a contenere la folla che vorrà salutare l’amico di tutti e stringersi attorno alla moglie, ai figli e agli amati nipoti. Alberto aveva infatti un carattere solare, aperto, generoso, disponibile, sempre pronto alla battuta: lo dimostra, appunto, il successo della sua “privata”. Un volto che mancherà sicuramente nella mescita che apriva a Ferragosto e chiudeva poco prima di Natale per fine stagione, come era avvenuto il 17 dicembre scorso, quando c’era stata un’altra bella festa, simile a quella della serata inaugurale.
Ma Luigi Alberto Trevisan mancherà anche allo sport, quello delle arti marziali, settore che ha sempre praticato con impegno, contagiando anche i figli con la sua stessa grande passione. Toccante il ricordo che ne traccia Stefano Stefanel: «Con lui ho condiviso momenti importanti della vita. È stato tra i primissimi a credere nel Judo Kuroki portando tra noi i suoi due figli Paolo e Marco. Ci siamo “beccati” tutta la vita e ci siamo voluti molto bene. Aveva iniziato judo con me a Tricesimo alla fine degli anni Settanta. Poi il Kuroki. I molti Capodanno insieme a casa sua e di Oriana. La sua carriera di arbitro. Il Judo a Nimis. Piango un amico e un fratello. Una persona buona e onesta. Un entusiasta. Un uomo autentico». Infine, Stefanel ricorda che Luigi Alberto Trevisan, classe 1949, era nato a Cahors in Francia e che nel 2010 l’allora presidente Matteo Pellicone gli ha riconosciuto il grado 4° dan e la qualifica di arbitro benemerito. E conclude: «Alla moglie Oriana, ai figli Marco e Paolo e a tutti i familiari le più sentite condoglianze da parte dell’intera comunità Fijlkam Fvg». Alle quali si associano anche quelle di tutta Nimis.

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In copertina, Luigi Alberto Trevisan scomparso improvvisamente a 73 anni.