Udine, Policlinico punto di riferimento in regione per la chirurgia della mano

Punto di riferimento per la chirurgia ortopedica, con un nuovo ambulatorio dedicato esclusivamente alla chirurgia della mano: il reparto di ortopedia del Policlinico Città di Udine continua a crescere e a specializzarsi grazie ad un’équipe di cinque chirurghi, coordinati dal dottor Fabrizio Bassini e con il nuovo ingresso della dottoressa Cristina Croppo.

Cristina Croppo


È proprio la dottoressa Croppo a gestire le visite dell’ambulatorio dedicato alla chirurgia della mano, creato per rispondere alle numerose richieste dei pazienti per traumi e patologie legate alla mano. Con ventennale esperienza all’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia, a Udine, la dottoressa Croppo è specializzata nella chirurgia della mano, con interventi di chirurgia di piccola, media ed elevata complessità.
L’assunzione della dottoressa Croppo e l’apertura dell’ambulatorio rappresentano un nuovo ulteriore passo verso l’alta specializzazione dell’équipe di ortopedia del Policlinico, in particolare per quanto riguarda la chirurgia di mano, piede, spalla, anca e ginocchio. Basti ricordare che il Policlinico è stato il primo centro in regione ad investire nel robot chirurgico Mako per gli interventi di protesi a ginocchio e anca.
Inoltre, grazie al protocollo riabilitativo post-chirurgico sviluppato insieme al centro ambulatoriale di riabilitazione ed oggi esteso anche alla chirurgia della mano, i pazienti chirurgici possono eseguire la riabilitazione direttamente con i servizi di fisiatria del Policlinico attraverso una presa in carico precoce del paziente, evitando lunghi tempi d’attesa dopo l’intervento. Il Policlinico, infatti, continua ad investire in tecnologia, risorse umane e processi per contribuire al contenimento dei tempi d’attesa sia per l’esecuzione delle visite ambulatoriali sia per quella degli interventi chirurgici.

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In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico “Città di Udine” in viale Venezia.

De Banfield, la solidarietà di Trieste con il ritorno della “Borsa che Dona”

Tutte nel segno della solidarietà le iniziative messe in campo in vista delle festività natalizie dall’Associazione de Banfield di Trieste – impegnata da oltre trent’anni sul fronte del sostegno agli anziani fragili, alle persone con demenza e alle loro famiglie – che la presidente Mariateresa Squarcina ha presentato con Anna Soldano, la responsabile delle volontarie dell’Emporio della Solidarietà, che da molti anni supporta con impegno l’associazione. Ritorna anche quest’anno il progetto solidale “La Borsa che Dona”, che unisce la solidarietà al riciclo e all’artigianato. Con preziose stoffe e foulard inutilizzati donati da molti benefattori, le sapienti mani artigiane del gruppo di volontarie dell’Emporio della Solidarietà hanno realizzato una vasta gamma di borse di alta fattura artigiana a fini benefici.
La genesi di questo prodotto e di questa storia sono legate a un riconoscimento: nel 2019, infatti, le volontarie dell’Emporio della Solidarietà, si aggiudicano il Premio della Bontà Hazel Marie Cole e con la somma di denaro ricevuta decidono di comperare “ago e filo” necessari a confezionare le borse, che prendono il nome “La Borsa che Dona”. Un percorso tutto legato alla solidarietà che ha coinvolto negli anni tante persone vicine all’Associazione de Banfield che hanno dato vita, attraverso il dono, ad un progetto a favore della vecchiaia vulnerabile. Stoffe, foulard di pregio e tessuti di seta rimasti inutilizzati in un cassetto sono stati generosamente regalati per essere riutilizzati, affinché acquistassero una nuova, buona vita: arrivati nelle mani delle volontarie, sono stati misurati, tagliati, cuciti. Ore di tempo e passione le hanno trasformate in esclusive borse fatte a mano. Le borse sono “Sostenibili” perché riutilizzano stoffe e foulard inutilizzati, “Artigianali” perché cucite una ad una, “Uniche”, perché non esistono due modelli uguali, “Buone” perché ogni borsa rappresenta ore di sostegno a una persona anziana fragile.
Accanto ad una serie di testimonial che hanno accompagnato in questi anni il progetto solidale “La Borsa che Dona” – basti ricordare Ariella Reggio, Mitja Gialuz, Barbara Franchin, Rossana Bettini Illy, Daniela Poggi, Lino Guanciale, Giovanna Botteri -, “madrina” di questa edizione è la notissima campionessa di origine triestina, ora conduttrice televisiva, giornalista e commentatrice Margherita Granbassi, che ha così deciso di prestare il suo volto e la sua notorietà per affiancare e sostenere il progetto. Parole di grande apprezzamento e appoggio al progetto sono arrivate direttamente dalla Granbassi, presente in video-collegamento, che ha voluto sottolineare tutto il piacere di «aderire ad un’iniziativa così nobile», come ha spiegato in apertura di intervento. «Anche se non vivo più a Trieste da tempo, ho un legame fortissimo con la mia città – ha ancora detto – e mi emoziona particolarmente pensare che posso contribuire a dare una mano al sostegno degli anziani fragili». «Mi hanno colpito l’amore e la cura con cui è stata fatta la Borsa – ha anche sottolineato -, la stessa cura con cui dobbiamo trattare quanti si appoggiano all’Associazione de Banfield, una realtà indispensabile che porta il nome di una famiglia benemerita con cui, tra l’altro, la mia famiglia aveva un particolare legame. Natale è il momento in cui doniamo cose belle per portare gioia all’altro: e questa iniziativa ci permette di donare qualcosa di veramente prezioso come il sostegno ai più fragili».
La serie di borse sarà resa disponibile nell’atrio della Camera di Commercio dove le volontarie dell’Associazione de Banfield saranno presenti da oggi, 30 novembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino al 2 dicembre per uno speciale evento natalizio. Nell’occasione, saranno disponibili anche i cioccolatini della solidarietà: le tradizionali piccole dolcezze della de Banfield da condividere per rendere più buono il Natale non solo di chi li mangia, ma anche di chi vive una vecchiaia fragile. Questi gli orari dell’iniziativa: oggi dalle 9 alle 17, domani dalle 9 alle 15 e venerdì dalle 9 alle 13.
L’evento “Natale di solidarietà” proseguirà poi lunedì 5, martedì 6 e mercoledì 7 dicembre con l’open day di CasaViola, la struttura di via Filzi espressamente ideata dalla de Banfield per il sostegno ai caregiver di persone con Alzheimer e con demenza. Le volontarie dell’Emporio della Solidarietà saranno presenti anche in questa occasione con le loro creazioni in orario 15 – 18.30. Partecipando all’Evento di Natale si possono sostenere tutte le attività dell’Associazione dedicate alle persone anziane fragili. Facendo una donazione, infatti, è possibile garantire una risposta alle famiglie che si rivolgono alla de Banfield per chiedere aiuto con ore di consulenza, formazione, supporto a domicilio e sostegno psicologico. Per tutto il periodo natalizio sarà anche attiva una raccolta fondi in sostegno al servizio di prestito gratuito di ausili sanitari. Un ausilio sanitario, come una carrozzina o un deambulatore, è fondamentale nell’assistenza delle persone anziane non autosufficienti e fa la differenza nella loro quotidianità. Con l’aiuto dei donatori è possibile implementare il numero degli ausili, migliorare l’efficienza del servizio e organizzare nuovi incontri formativi, individuali e di gruppo, per il corretto utilizzo degli ausili e la conduzione dell’assistenza domiciliare.
La “Borsa che Dona” è pensata per lasciare ai donatori della de Banfield qualcosa di concreto ed unico che possa colorare la quotidianità. Le donazioni costituiscono ore di consulenza, assistenza, sostegno e cura dedicate alle persone anziane fragili e alle loro famiglie. Con 30 euro si potrà offrire un’ora di consulenza e sostegno domiciliare gratuito a una persona anziana fragile; con una donazione a partire da 90 euro le ore salgono a tre, mentre con una donazione di 120 euro le ore sono quattro. Se si decide di supportare in particolare il servizio di prestito ausili sanitari gratuito, ogni 50euro di donazione corrispondono ad una consulenza gratuita e il prestito di un ausilio; ogni 150€ permetteranno di acquistare un deambulatore con ruote e freni; ogni 250 l’acquisto di una carrozzina.

Tutte le info sulla campagna natalizia sul sito www.debanfield.it

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In copertina, la campionessa Margherita Granbassi con le borse della solidarietà.

 

 

Caro bollette, l’artigianato friulano alla Regione: un grande Piano energetico. Ma Fedriga: va superato il “partito del no”

(g.l.) «La Regione proseguirà a lavorare per consolidare le alleanze fra istituzioni e cittadini nell’interesse della comunità regionale nella consapevolezza che sia quanto mai necessario guardare con forza all’utilizzo di fonti rinnovabili e trovare, anche nelle innovazioni in campo energetico, nuove fonti di energia alternativa. Dobbiamo, però, avere la determinazione di difendere gli interventi necessari, scegliendo con razionalità, senza ideologia e superando il “partito del no”». È questo uno dei messaggi espressi dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, al convegno “Energia economia, il ruolo degli artigiani” organizzato ieri da Confartigianato-Imprese Udine e Fvg a Udine nella sede del Cafc.

Le richieste di Tilatti – E un grande Piano di riqualificazione energetica è la proposta che il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha consegnato proprio al presidente Fedriga, al fine di superare il grande problema del momento: il caro bollette. Tema spinoso che se da un lato richiede interventi d’emergenza, dall’altro sollecita politiche di medio periodo, capaci di progettare il domani. Da qui la sfida lanciata dagli artigiani friulani al leader della Regione Fvg: «Dopo questa legislatura, vissuta nell’emergenza, tra Vaia, Covid, caro energia e crisi economica, le proponiamo una legislatura di riscossa, all’insegna della riqualificazione ambientale di città, zone industriali e artigianali, della rigenerazione urbanistica e della riqualificazione energetica di tutto il patrimonio esistente. Potremmo fare del Fvg una regione green, smart, sicura da rischio sismico e idrogeologico», ha detto Tilatti rivolgendo un pensiero a Ischia, alla frana di Casamicciola e alle famiglie colpite dai lutti. «Insieme possiamo costruire una regione ancor più sicura in cui vivere e lavorare. Noi – ha aggiunto Tilatti – siamo pronti a fare la nostra parte». Confartigianato-Imprese Udine al lavoro -In materia di energia l’associazione si è già messa al lavoro. Il futuro passa dall’installazione di impianti per la produzione di energie da fonti alternative e dalla loro condivisione, nelle Comunità energetiche rinnovabili, che sono allo studio e sulle quali il direttore di Confartigianato Udine servizi, Elsa Bigai, ha rilanciato l’invito a imprese e privati ad aderire. Oltre a promuovere le adesioni alle Cer, la srl avrà anche un ruolo di consulenza per accedere ai bandi nazionali e comunitari.

La transizione energetica – Lo scenario sul quale s’innestano queste attività non è all’anno zero come ha confermato anche il docente di Uniud, Giulio Croce. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Fvg è pari a 7.792 Gwh, pari al 43,8% del totale, un dato superiore di 3,6 punti percentuali rispetto alla media nazionale, che si ferma al 40,2%, al 12mo posto tra le 21 regioni italiane. A fare il punto sullo stato dell’arte della transizione energetica in regione è stato il responsabile dell’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, Nicola Serio. A pesare di più sul mix di approvvigionamento da rinnovabili sono idroelettrico e bioenergie, al terzo posto il fotovoltaico che negli ultimi quindici anni ha vissuto un vero e proprio boom, passando da meno di 400 impianti per 3 Mw di potenza a quasi 40mila impianti per 591 Mw di potenza. Un balzo in avanti al quale hanno dato un impulso decisivo le imprese: non tanto per numero di impianti, 6.303 “contro“ 33.395 domestici, ma di potenza generata pari a 435 Mw contro 156 Mw. Circa il 7% delle imprese oggi ha un impianto con pannelli fotovoltaici.

Un esercito di imprese – A dar gambe alla transizione verso fonti rinnovabili di produzione dell’energia c’è un esercito d’imprese che vede le piccole e piccolissime realtà giocare un ruolo di primo piano, realtà confortata anche dai dati illustrati al Cafc da Enrico Raumer del Caem e da Giacomo Cantarella di Epq. In Fvg sono oltre 2.300 le imprese artigiane attive nel settore degli impiantisti (1.183 a Udine, 624 a Pordenone, 184 a Gorizia e 382 a Trieste) forti di 6.200 addetti 3.400 dei quali sono dipendenti. Per agevolare l’incrocio tra domanda e offerta, il comparto impiantisti ha promosso la creazione di una banca dati degli installatori di impianti fotovoltaici a cui si può aderire dalla homepage del sito: nella prima settimana ha già raccolto 35 adesioni e in breve sarà resa accessibile al pubblico. «Impianti fotovoltaici ma non solo. Dobbiamo prestare grande attenzione – ha ammonito Tilatti – anche alle piccole derivazioni idroelettriche e ai mulini sulle rogge che sono un patrimonio energetico ma anche e soprattutto un patrimonio ambientale e culturale».
La corsa alla transizione che vede impegnate le imprese richiede investimenti e tempo per realizzarsi. E anche una volta compiuta, potrà rispondere solo in parte al tema dei rincari per le imprese maggiormente energivore. L’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, sulla base di un’indagine realizzata dall’ufficio studi nazionale dell’associazione, stima che in Fvg sia a rischio chiusura circa un’azienda su cinque che significa ben 17.500 aziende con 82mila addetti complessivamente a libro paga. Sono aziende, quelle che pagano di più il caro energia, operative nei settori di trasporti, linguistica e mobilità; ceramica, vetro e oreficeria; legno, arredo e sedie; alimentazione. In Fvg le medie e piccole imprese, sempre secondo le stime dell’Ufficio studi, hanno pagato 460 milioni di euro in più per energia elettrica e gas.

Scelte libere da ideologie – Ma tornando all’intervento del governatore Fvg proprio sui temi energetici, che tanto stanno a cuore alla categoria, per Fedriga «è necessario lavorare e decidere in modo pragmatico e programmatico, superando le ideologie per evitare danni enormi. Ricordo che oggi in Italia si sono riaperte le centrali a carbone. Sulla realizzazione di un’opera per la produzione energetica – ha chiarito – dobbiamo valutarne la compatibilità, l’impatto sul territorio, la sua necessità o meno; il no a priori non fa bene alla comunità. Questa è una sfida importante per garantire un futuro alle nostre famiglie e al sistema produttivo». Il governatore, pur apprezzando l’appello del presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg – che, come detto all’inizio, ha proposto alla Regione una riqualificazione ambientale con rigenerazione urbanistica ed energetica del patrimonio immobiliare esistente -, ha sottolineato come questa sfida sia già avviata. «Abbiamo già messo in campo 100 milioni di euro per i privati per l’efficientamento energetico delle abitazioni. Sono previsti, poi, oltre 50 milioni a favore dell’approvvigionamento energetico per le imprese. Cifre che, sommate alle ulteriori misure, toccheranno quest’anno oltre 200 milioni di euro». Sui 100 milioni di euro, Fedriga ha specificato come «la norma sarà approvata il prossimo anno, dopo l’uscita della legge di bilancio nazionale relativamente alla parte delle detrazioni e dei bonus per non rendere la nostra misura alternativa o non cumulabile rischiando di generare un minor vantaggio per i cittadini. L’ipotesi è che, fra misure nazionali e regionali, si potranno avere risparmi fino al 90% per abbattere il costo per l’installazione di impianti come i pannelli fotovoltaici, che possono garantire un autoapprovvigionamento energetico ai nostri cittadini e ridurre in maniera consistente il costo delle bollette». Un passaggio del governatore ha riguardato, infine, la necessità di una maggiore semplificazione. «Idee buone come quelle relative alle comunità energetiche – ha detto concludendo – rischiano di essere minate da un impianto complicato che disincentiva la partecipazione a iniziative rilevanti per il Paese».

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In copertina e all’interno il governatore Fvg Massimiliano Fedriga con il presidente Graziano Tilatti e uno scorcio della sala del Cafc.

 

“Dimmi. Le donne raccontano”: a Udine ci sono ancora due appuntamenti

Proseguono gli appuntamenti della terza edizione di “Dimmi. Le donne raccontano”, progetto che, grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, propone un percorso di pensiero e formazione. Attraverso diverse discipline l’iniziativa cerca di stimolare un dialogo autentico tra i generi, contro ogni stereotipo e pregiudizio, mettendo al centro le donne con il loro sapere e le loro storie.

IL 30 NOVEMBRE – Domani, 30 novembre, alle 17.30, Lino’s & co, in via Artico di Prampero 7, a Udine, ospiterà l’incontro, rivolto in particolare a formatori di bambini dai 3 ai 12 anni, “Artoo e Alchemilla: in ascolto dei bambini e delle bambine per andare oltre gli stereotipi di genere” (ingresso gratuito e senza prenotazione, fino a esaurimento posti). Alchemilla Milano – azienda al femminile che ha fatto della parità e della partecipazione delle nuove generazioni il cuore del suo lavoro -, con Elisa Rota e Sara Salmi (Artoo) porteranno la loro testimonianza dopo un anno di lavoro assieme, durante il quale, grazie all’universo narrativo di Artoo, alla dimensione simbolica dell’arte e alle risorse educative fisiche e digitali, appositamente realizzate, i bambini e le bambine si sono potuti esprimere liberamente, entrando in contatto con il loro mondo interiore, condividendolo.

IL 2 DICEMBRE – Venerdì 2 dicembre, alle 10, sempre lo spazio di Lino’s & co, in via Artico di Prampero 7, a Udine, ospiterà un secondo appuntamento: “Tigri – new tools to give voice and empower young woman” (ingresso gratuito e senza prenotazione, fino a esaurimento posti). Nell’occasione sarà presentata la metodologia “Tigri”, ovvero l’auto-narrazione attraverso pratiche creative e artistiche (collage, bodymaps, flashcards, photography, interview). L’incontro si svolgerà al termine del training internazionale nell’ambito del programma Erasmus+ che coinvolge cinque Paesi (Italia, Slovenia, Serbia, Austria, Germania), durante il quale 25 Youth workers si sono formate e formati alla metodologia e che, a loro volta, la sperimenteranno con gruppi di giovani donne. L’evento è stato realizzato a cura di Puntozero – Italia, Kulturno Izobrazevalno Drustvo Pina – Slovenia, Starkmacher Ev – Germania, Association Kulturanova – Serbia, Verein Junged Für Eine Geeinte Welt – Austria.

IL PROGETTO – Il sapere femminile e le molte storie che hanno per protagoniste le donne, diventano il cuore pulsante di un percorso di pensiero e formazione che, attraverso diverse discipline, quali filosofia, storia, letteratura, diritto, cerca di stimolare un dialogo autentico tra i generi, contro ogni stereotipo e pregiudizio. L’obiettivo di DIMMI è quello di favorire, soprattutto nelle giovani generazioni, una nuova consapevolezza del sé all’interno di un noi, base per una società includente e aperta a nuove prospettive, per farlo, mette in connessione professioniste e professionisti che da anni lavorano sul tema e di farlo con un’attenzione particolare per le donne del Fvg.

Il programma nel dettaglio è disponibile su www.ledonneraccontano.it
L’hashtag è: #DIMMILedonneraccontano

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In copertina, un’immagine di Artoo a scuola nell’ambito del progettivo formativo.

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“Errare Humanum Est” su Onde Furlane. E a Reana “Genitori a bordo campo”

Continua “Errare Humanum Est. Sbagliando si impara…”, il nuovo progetto dell’Aps Klaris, sodalizio attivo in Friuli in campo sociale e culturale dal 2016, che intende fornire strumenti di conoscenza per affrontare positivamente un problema che riguarda le famiglie e che è diventato ancor più rilevante dopo la pandemia. L’obiettivo è aiutare genitori e figli a passare dall’incertezza e dalla paura di sbagliare alla consapevolezza circa la possibilità ed anzi la necessità di fare errori per crescere ed imparare a farne di meno. In estrema sintesi: “imparare sbagliando” per imparare a non sbagliare più o, più correttamente e più concretamente, a sbagliare di meno o a non sbagliare meglio.
Il contributo offerto da Errare Humanum Est. Sbagliando si impara… in questa direzione è articolato in diverse attività, in parte già realizzate nel corso della primavera scorsa, come i laboratori con bambini e ragazzi che si sono tenuti a Martignacco tra aprile e giugno, e in parte in programma nelle prossime settimane, sino alla fine di gennaio, tra conferenze informative, workshop educativi e trasmissioni radiofoniche.
Questa settimana ha preso il via la parte radiofonica di Errare Humanum Est. Sbagliando si impara…, una serie di quattro trasmissioni dedicate a questi temi, realizzate da Radio Onde Furlane, diffuse in modulazione di frequenza (90.0 Mhz, 90.2 Mhz e 105.6 Mhz) e in streaming (www.radioondefurlane.eu) e successivamente anche in podcast. L’appuntamento era fissato per ieri mattina (in replica oggi alle 13.30 e domani alle 14). Le prossime puntate hanno la seguente programmazione: lunedì 12 dicembre alle 8.30, martedì 13 alle 13.30 e mercoledì 14 alle 14; lunedì 9 gennaio alle 8.30, martedì 10 alle 13.30 e mercoledì 11 alle 14; lunedì 23 gennaio alle 8.30, martedì 24 alle 13.30 e mercoledì 25 alle 14.
Domani, 30 novembre, alle 20.30 nella sala consiliare di Reana del Rojale, a Remugnano, si parlerà di Genitori a bordo campo. Nel mese di gennaio il ciclo di conferenze, inuagurato lo scorso 22 novembre a Mereto di Tomba, toccherà anche Moruzzo (mercoledì 18 alle 18.30) e Tavagnacco (mercoledì 25 alle 17.30). Conferenze e laboratori sono a cura della psicologa Giulia Stuani, le trasmissioni radio sono curate e condotte da Marco Stolfo.

ERRARE HUMANUM EST. Sbagliando si impara… è un progetto realizzato dall’APS KLARIS con il sostegno dell’Area Welfare della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il patrocinio dei Comuni di Carlino, Martignacco, Mereto di Tomba, Moruzzo, Reana del Rojale e Tavagnacco,
Ulteriori informazioni in rete: klarisweb.wordpress.com e www.facebook.com/AssociazioneKlaris

Mercato del lavoro, a Pordenone e Maniago i “recruiting days” del Nip

Servono addetti, arrivano i “recruiting days”: di fronte alla difficoltà da parte delle aziende di trovare lavoratori, specializzati o meno, il Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone con sede a Maniago – in collaborazione con Adecco (nota agenzia per il lavoro) e Cluster Comet (che riunisce le aziende della filiera metalmeccanica regionale) ha organizzato due appuntamenti per far incontrare domanda e offerta di posti di lavoro.

Il direttore Saverio Maisto.


«Abbiamo deciso di organizzare questi appuntamenti – spiega Saverio Maisto, direttore del Nip e del cluster Comet – per favorire, in un unico momento dedicato, il confronto tra lavoratori e aziende, portando all’attenzione di queste imprese delle figure che già rispondono ai profili da esse ricercati. Un progetto, assieme ad Adecco e Cluster Comet, che guarda al futuro visto che potrà essere il primo passo per una serie continua di campagne di reperimento e inserimento di risorse umane provenienti anche da fuori regione e in particolare da zone con un basso tasso di occupabilità. Un modo innovativo di gestire, con sinergie tra i vari attori interessati, i flussi del mercato del lavoro».
Il primo “recruiting day” per l’azienda Siap Spa di Maniago si terrà lunedì 5 dicembre (dalle 9 alle 13) al Polo Tecnologico Alto Adriatico “Andrea Galvani” di Pordenone. Verranno selezionati 20 addetti Cnc (controllo numerico computerizzato) per le lavorazioni meccaniche, 4 addetti al montaggio e 2 addetti controllo qualità.
Il secondo “recruiting day” si terrà martedì 13 dicembre (dalle 9 alle 13) nella sede del Consorzio Nip e vede la collaborazione del Consorzio Coltellinai Maniago con una decina di aziende che operano nelle lavorazioni meccaniche e nella filiera dei coltelli, le quali cercano ognuna uno o due addetti. Le persone selezionate andranno a maturare, anche attraverso corsi di formazione, competenze necessarie ai settori della meccanica di precisione e delle coltellerie.
«Confidiamo – conclude Maisto – che possano essere due occasioni utili per diverse persone in cerca di occupazione: in tempi ricchi di sfide e incertezze come quelli attuali, il lavoro è uno dei diritti di maggiore importanza e con il nostro impegno come Consorzio cerchiamo di contribuire il più possibile nel renderlo realtà».

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In copertina, una panoramica della zona industriale di Maniago dove ha sede il Nip.

 

Pro Loco Fvg, ragazzi alla scoperta della Protezione civile regionale a Palmanova

Alla scoperta della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia: importante giornata a Palmanova per i 21 ragazzi che stanno svolgendo il loro anno di Servizio civile universale nel progetto coordinato dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia. Nel Centro regionale si è parlato del sistema integrato di Protezione civile e sono stati approfonditi compiti, ruoli e competenze di cittadini, volontari e amministratori. È stata spiegata l’importanza del Piano di emergenza comunale, documento fondamentale che tutti i cittadini sono tenuti a conoscere e a diffondere. Infine, sono stati illustrati i comportamenti virtuosi che è opportuno adottare durante le fasi dell’emergenza sulla base delle informazioni diramate dai bollettini di allerta.


“Sono ormai diversi anni – ha commentato Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale Pro Loco – che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia ci accoglie per un appuntamento che è sempre molto apprezzato dai partecipanti. Nella serie di attività formative che organizziamo per i giovani del Servizio civile universale, questo momento ha una grande importanza in quanto spiega loro quanto sia fondamentale essere parte di una Comunità in cui ognuno è pronto ad aiutare gli altri nei momenti di emergenza e non solo. Grazie alla Protezione civile regionale per questa ulteriore opportunità”. In particolare, grazie al formatore Paolo Band, facente parte della Direzione Gestione e Sviluppo del sistema di Volontariato di Protezione civile, che da diversi anni accoglie i ragazzi e fornisce loro, in maniera professionale ed entusiasta, le linee essenziali dell’operatività di questo importante Ente regionale.
“Tra locale e globale, alla scoperta della tradizione artigiana in Fvg”: questo il titolo del bando di Servizio civile universale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia a cui i giovani stanno partecipando. Un progetto (inserito nel settore Patrimonio storico, artistico e cultura; area di intervento: Valorizzazione storie e culture locali) sull’artigianato locale collegato all’Agenda 2030 dell’Onu e propedeutico all’inserimento nel mondo del lavoro. Per questo progetto sono previste oltre 100 ore di formazione su importanti tematiche (come quella della Protezione Civile): tra le più strategiche la formazione civica e la cittadinanza attiva.

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In copertina e all’interno tre immagini della visita alla Protezione civile Fvg.

 

Caro-energia, appello dell’artigianato: problemi sotto la lente domani a Udine

I rincari energetici che stanno da mesi mettendo a dura prova le imprese, trasversalmente a dimensioni e settori, e che promettono di tenere banco ancora a lungo, passeranno sotto la lente d’ingrandimento del convegno organizzato da Confartigianato-Imprese Udine «Energia-Economia: il ruolo degli artigiani» in programma per domani, 28 novembre, dalle 9.30, nella sede del Cafc a Udine.

Graziano Tilatti

L’incontro, che sarà moderato dal direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini, vedrà la partecipazione del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, del presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e di Giacomo Cantarella (Epq srl), Enrico Raumer (Consorzio acquisti energia e multiutility), Giulio Croce (Uniud), Elsa Bigai (Confartigianato Servizi srl) e per finire di Nicola Serio, dell’ufficio studi di Confartigianato Udine, che nell’occasione presenterà il report «Energia tra realtà e percepito» con dati utili a inquadrare lo stato di avanzamento della transizione energetica in regione e le imprese che stanno pagando maggiormente l’aumento dei costi.
«Trovare soluzioni a questa complessa situazione non è semplice – afferma il presidente Tilatti -. Occorrono interventi a brevissimo termine per affrontare l’emergenza nell’immediato, ma al contempo è necessario agire anche per ottenere benefici futuri. E a questo proposito le Comunità energetiche rinnovabili, le Cer, rappresentano un’occasione utile per affrontare questa situazione e una buona prassi di costruzione del bene comune. Pensare all’efficientamento energetico – conclude Tilatti – è oggi fondamentale per contenere sia i costi andati alle stelle che l’impatto ambientale». Il convegno vuol essere l’occasione per aprire e condividere un dialogo su questi temi che da lunghi mesi sta maturando all’interno dell’associazione. «Dobbiamo capire che ruolo in questo scenario in forte evoluzione avranno le imprese artigiane – conclude Tilatti – e quali collaborazioni vogliamo e dobbiamo instaurare sul territorio per condividere un percorso che ci consenta di addivenire a nuove e più sostenibili forme di approvvigionamento e consumo energetico».

 

Cooperative pordenonesi premiate a Roma per l’impegno nella sostenibilità

Premio nazionale per la cooperativa del settore spettacolo Claps di Pordenone: ha infatti ricevuto il riconoscimento al contest Sostenibilità cooperativa di Confcooperative, che ha visto partecipare 144 cooperative da tutte le regioni della Penisola. Riconoscimenti (Viticoltori Friulani La Delizia) e attestati (Futura e Karpos) anche per altre cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone durante la Giornata della sostenibilità cooperativa svoltasi a Roma alla presenza del presidente nazionale Maurizio Gardini.
Premiata la foto con cui la cooperativa Claps ha voluto raccontare il periodo complicato vissuto da tutto il settore degli eventi durante la fase acuta della pandemia e di come da questo momento buio sia partita come risposta una buona pratica che ha fatto aumentare la presenza femminile nella propria attività di facchinaggio.
“Il settore dei servizi tecnici per lo spettacolo – spiega il vicepresidente, Davide Pettarini insieme al presidente Simone Del Mul – è stato uno dei più colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19. In particolare, chi lavorava nel facchinaggio, ruolo cruciale nella logistica di un evento e quindi in tutte le fasi di movimentazione del materiale tecnico e strutturale utile alla realizzazione di un concerto o di uno spettacolo, è rimasto del tutto privo di mansioni. Si trattava di un ruolo, per tradizione, al 99,9 % ricoperto da lavoratori di sesso maschile che, nella maggior parte dei casi, hanno trovato nuova occupazione in altri rami del settore della logistica. Quando anche il settore degli spettacoli ed eventi dal vivo è ripartito, abbiamo assunto nella nostra cooperativa alcune ragazze che volevano espressamente cimentarsi nel ruolo di facchino. Siamo stati felici di assecondare la loro scelta e di affiancarle ai nostri storici collaboratori in un settore che, a differenza di quanto potrebbe sembrare a prima vista, non è fatto solo di forza, sudore e muscoli in tensione ma necessita di decisioni rapide, di attenzione all’ascolto, di dialogo costante con tutte le figure che ruotano attorno a un meccanismo fluido e complesso come quello dell’allestimento tecnico di uno spettacolo. Sapevamo che lo sguardo femminile nel settore del facchinaggio avrebbe dato forza a un diverso modo di pensare e di osservare il lavoro e così è stato, perché grandi corpi servono a poco se non sanno muoversi con la sottile grazia dell’intelligenza”.
Riconoscimento speciale per il suo Prosecco Doc sostenibile Uva, raccontato in un emozionante video, per i Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa. Attestato di partecipazione anche per le cooperative Futura di San Vito al Tagliamento e Karpos di Porcia. “Un premio – commenta Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone – che riconosce l’impegno del mondo cooperativo del Friuli occidentale nel perseguimento, attraverso le proprie attività e nel rapporto con il territorio e sue comunità, dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”.

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In copertina, “La forza di pensare al femminile” il lavoro di Claps premiato.

 

Efasce di Pordenone in trasferta a Parigi: i corregionali assicurano collaborazione

Trasferta a Parigi per il presidente di Efasce – Pordenonesi nel mondo, Gino Gregoris, e la vicepresidente Luisa Forte: nella capitale transalpina hanno incontrato i giovani corregionali che dal Friuli occidentale sono partiti nel corso degli ultimi anni per cogliere opportunità di vita e professionali nella Ville Lumière e nel resto della Francia. Tra chi già conosceva l’Ente e chi lo ha “scoperto” in questa occasione, i partecipanti all’incontro hanno assicurato la disponibilità a prossime collaborazioni, nonché a fare da punto di riferimento per coloro che prossimamente vogliano partire dal Friuli Venezia Giulia per fare esperienza di studio o lavoro in Francia.


“Abbiamo trovato – sottolineano Gregoris e Forte – un gruppo di giovani entusiasti, contenti di avere avuto la possibilità di conoscersi ed entrati subito in sintonia tra di loro. Sono molto interessati a tenere vivi i rapporti con la propria terra d’origine anche attraverso il mantenimento della lingua italiana, parlata ai figli anche nei casi in cui il compagno di vita non è italiano. Un incontro semplice, in ambiente familiare visto che siamo stati ospitati nel calore della casa di Luca Pascotto che ha generosamente offerto la location. C’è stato un bel dialogo e un intenso scambio di esperienze e di idee per possibili sviluppi dell’attività Efasce in Francia”. Non è mancato un momento conviviale in un locale parigino.
Davvero varie le storie dei corregionali di Francia, a partire dal padrone di casa, il pordenonese Luca Pascotto, appunto, responsabile della sicurezza stradale alla Federazione Internazionale dell’Automobile, che vive a Parigi con le moglie Sylvie, anche lei pordenonese, e il figlio Thibault. Risiede invece a Nizza, dopo oltre 13 anni ai Royal Botanic Gardens di Londra, la botanica Elisa Biondi, originaria di Azzano Decimo. Proprio Pascotto e la Biondi sono stati individuati dal gruppo come referenti per tenere i contatti con Efasce.
Presenti alla riunione anche Marco Bomben, fisico e professore associato all’Université de Paris originario di Pordenone, assieme alla compagna Simonetta; Valeria Anzolin, originaria di Roveredo in Piano, esperta in fotografia ed effetti speciali video; Maddalena Maniago, originaria di Valvasone Arzene, che lavora come assistente per un teatro della capitale, tutti residenti a Parigi. Vive invece a Poitiers Catherine Maniago, con famiglia originaria di Arzene, già cancelliera di tribunale nella Ville Lumière. In collegamento video Arianna Cantarutti, sempre parigina, originaria di Spilimbergo, che lavora nel settore informatico.
Assenti per impegni personali e professionali alcuni altri corregionali già in contatto con l’Ente: i “parigini” Luca Nardo e Federica Coran, originari di Prata di Pordenone, rispettivamente Project Manager nel settore Pet food ed esperta di comunicazione web nel settore car pooling; Elena Sist, originaria di Cordenons che lavora a Parigi nel settore alberghiero; Patrizia Felici Bisson presidente dell’Associazione France-Friûl insegnante in pensione originaria di Meduno e Nerina Mogentale in Profizi, presidente del Segretariato Efasce della regione Provenza Alpi Costa Azzurra, originaria di Barco di Pravisdomini.

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In copertina e all’interno due immagini degli incontri di Gino Gregoris e Luisa Forte con i conterranei a Parigi.