Inserimento lavorativo e inclusione, ieri a Udine un workshop con il Consorzio Mosaico: sempre a fianco dei disabili. Assessore Riccardi: pensare alle persone

Ha preso il via ieri mattina, nella sala convegni della Torre di Santa Maria, in via Zanon, il workshop dedicato all’Individual Placement and Support, il modello di inserimento lavorativo promosso dal Consorzio Il Mosaico e già sperimentato sul territorio in collaborazione con i servizi di salute mentale. L’incontro era rivolto a operatori, enti,professionisti e istituzioni con l’obiettivo di approfondire strumenti e prospettive per favorire l’accesso al lavoro delle persone con disabilità e in situazione di svantaggio.


Ad aprire i lavori è stato Marco Bertoli, direttore del Dipartimento delle Dipendenze e Salute mentale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, dopo i saluti introduttivi di Luca Fontana, presidente del Consorzio Il Mosaico, e dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Nel suo intervento introduttivo, Fontana ha sottolineato il valore del modello Ips e il ruolo del Consorzio nell’accompagnamento delle persone verso il lavoro. «Nel Consorzio Il Mosaico, l’Individual Placement and Support è un impegno a prendersi cura delle persone con disabilità e svantaggio in ogni fase del loro percorso lavorativo: prima, durante e dopo il lavoro. Offriamo supporto personalizzato per l’inserimento, accompagnamento sul posto di lavoro e sostegno continuo per garantirne la stabilità. Questo approccio rappresenta una risorsa per tutti: per le aziende, che possono arricchire il proprio ambiente di lavoro, per le persone, che vedono riconosciuto il loro valore, e per le comunità, che diventano più inclusive e coese. Con Ips, siamo al fianco delle persone per costruire un futuro di opportunità e crescita».
«Continuare a pensare che la risposta ai bisogni di salute delle persone sia solo nelle corsie degli ospedali è un errore – ha fatto notare l’assessore Riccardi -: la salute riguarda la vita delle persone e noi abbiamo risorse che si occupano molto di acuti e troppo poco di cronicità. L’autonomia e la qualità della vita passano anche dal lavoro e dall’inserimento lavorativo, che fanno la differenza tra vivere e sopravvivere. In questo percorso il sistema della cooperazione sociale e dell’economia sociale è un protagonista fondamentale, capace di dare risposte insieme al sistema pubblico. È da qui che nasce un’alleanza necessaria, orientata alle persone e non al profitto, che valorizza modelli innovativi e realmente efficaci, come quello su cui vi confronterete oggi».


«Il metodo Ips che stiamo utilizzando nei servizi di salute mentale – gli ha fatto eco il direttore Bertoli – mette al centro l’attivazione della persona e la sua motivazione, superando logiche passivizzanti. Il lavoro non è solo un obiettivo, ma uno strumento fondamentale per il benessere, l’autonomia e i diritti delle persone. Questa esperienza, sviluppata anche grazie al contributo del Consorzio Il Mosaico, sta dando risultati importanti e apre prospettive di crescita. È un metodo che può diventare culturale e trasformativo, capace di coinvolgere il contesto e di essere utilizzato anche in altri ambiti e servizi oltre la salute mentale».
Nel corso della mattinata si sono poi susseguiti gli interventi di Angelo Fioritti, già direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria di Bologna, Nadia Battello, educatrice professionale al Centro di Salute mentale di San Daniele, Gianluca Stocchi, referente Ips per Il Mosaico, Frida Miotto, responsabile del Collocamento mirato della Regione Fvg, Corrado Cappa, già direttore della Psichiatria di collegamento e inclusione sociale del Dsm di Piacenza, e Fabio Albano, direttore esecutivo dell’Aps Ipsilon Individual Placement and Support. La giornata è quindi proseguita con una tavola rotonda che ha coinvolto Alberto Peressini, direttore dell’Area Dipendenze Alto Friuli, Franco Bin, direttore di Neuropsichiatria infantile dell’Asufc, e Carlo Francescutti, direttore sociosanitario dell’Asfo.
Ips, acronimo appunto di Individual Placement and Support traducibile come “collocamento e supporto individuali”, è una metodologia basata su evidenze scientifiche che nasce nell’ambito dei servizi di salute mentale e che è riconosciuta a livello internazionale come uno degli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione lavorativa. A differenza dei modelli tradizionali, che prevedono lunghi percorsi di preparazione prima dell’ingresso nel mondo del lavoro, l’Ips punta su un inserimento rapido nel mercato ordinario, accompagnato da un sostegno personalizzato e continuativo, costruito sulle competenze, sulle motivazioni e sulle preferenze della persona.
Numerose ricerche internazionali dimostrano che l’Ips consente a circa il 50% delle persone seguite di ottenere un impiego regolare, con risultati superiori rispetto a modelli tradizionali d’inserimento lavorativo. Il percorso prevede un forte raccordo tra servizi sanitari, servizi sociali e tessuto produttivo e mira a favorire non solo l’accesso al lavoro, ma anche la stabilità occupazionale nel tempo.
L’accompagnamento avviene in modo discreto, per evitare dinamiche di stigmatizzazione, garantendo comunque alle persone un riferimento costante e un supporto professionale sempre disponibile. Negli ultimi anni, Il Mosaico ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo e nell’implementazione del modello sul territorio, contribuendo a renderlo parte integrante delle pratiche di presa in carico e promuovendo una cultura dell’inclusione fondata sull’autonomia, sulla valorizzazione delle competenze e sulla costruzione di opportunità reali di lavoro. Il workshop ha rappresentato un’occasione per condividere risultati, riflessioni e prospettive future, anche in vista di un possibile ampliamento delle applicazioni del metodo oltre l’ambito della salute mentale.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il presidente Fontana; all’interno, un’immagine del workshop di Udine e ancora del responsabile del Mosaico.

Educare e crescere insieme rafforzando la fiducia tra famiglie e insegnanti: il progetto Fism Udine e Fondazione Friuli

Crescita della fiducia tra famiglie e insegnanti, rafforzamento delle reti educative sul territorio, riconoscimento di un presidio educativo stabile apprezzato dalla comunità. Sono gli obiettivi più importanti raggiunti dal progetto “Educare e crescere insieme: scuola e famiglie per il futuro dell’infanzia” realizzato da Fism Udine, l’associazione che raggruppa 70 scuole dell’infanzia non statali e paritarie sul territorio, con il sostegno della Fondazione Friuli. Il progetto consiste in un servizio di supporto specialistico da parte di figure professionali specializzate (come psicologi dell’età evolutiva e pedagogisti) a disposizione delle famiglie e degli insegnanti ed educatori della fascia 0-6 anni.

Roberto Molinaro


Nell’ultimo anno sono 44 gli operatori (insegnanti ed educatori) ad aver operato suddivisi tra sportelli di consulenza, osservazioni sul campo, supervisione e momenti di restituzione delle osservazioni. Le attività hanno coinvolto i territori di Udine, Cervignano del Friuli, Grado, Nimis, Tarcento, Aiello del Friuli, Talmassons, Moggio Udinese e Paularo. Il progetto, infatti, è nato anche con l’obiettivo di superare barriere geografiche e culturali, portando il servizio di supporto anche in contesti periferici e meno raggiungibili, rafforzando così l’equità nell’accesso al sostegno educativo e familiare.
Parallelamente al lavoro con le scuole, sono stati attivati anche numerosi spazi di ascolto e consulenza rivolti ai genitori, occasioni preziose per affrontare dubbi educativi, difficoltà relazionali e bisogni specifici legati alla crescita dei figli. La possibilità di accedere a uno spazio non giudicante ha favorito la condivisione di esperienze e la costruzione di strategie concrete, rafforzando il dialogo scuola-famiglia. La fiducia instaurata è stata tale che scuole e famiglie, dopo un primo incontro, hanno spesso richiesto una seconda e, in diversi casi, una terza consulenza di follow-up, segno di continuità e di riconoscenza nei confronti delle scuole FISM e dell’istituzione stessa.
«Il risultato più prezioso di questo percorso è l’essere diventati un punto di riferimento stabile per la comunità educante. – sottolinea il presidente Roberto Molinaro –. La fiducia costruita nel tempo è un segnale concreto: la collaborazione tra soggetti educativi e territoriali è la chiave per sostenere le famiglie e accompagnare le comunità scolastiche. La richiesta di proseguire sul percorso avviato è un importante riconoscimento che il metodo adottato è vincente».
La conclusione del progetto, infatti, non rappresenta un punto di arrivo, ma l’occasione per valorizzare quanto costruito e guardare avanti. L’auspicio condiviso è proseguire nel solco tracciato, ampliando ulteriormente il raggio d’azione per raggiungere un numero maggiore di famiglie e scuole e rafforzare ancora di più le reti educative territoriali, consolidando un modello di accompagnamento replicabile e sostenibile.

A Tavagnacco questa sera c’è Passion ’90 invitante viaggio nel tempo con la musica

Arrivata, finalmente, la grande serata di Passion ’90! L’appuntamento, come già annunciato, è fissato per questa sera al “FIVE – The Club” di Tavagnacco per la sua oramai consueta Winter Edition, pronta a riportare in pista le sonorità che hanno fatto innamorare intere generazioni. Una serata pensata per chi ha vissuto intensamente gli anni Novanta, per chi li conserva nei ricordi più belli e anche per chi non c’era, ma sente quella musica vibrare dentro. Il progetto – ideato da Checco Peloi, Davide Jolly, Gio Andreotti e Julio Montana – negli anni è diventato un vero punto di riferimento per gli amanti delle hit che hanno segnato un’epoca.


Questa sera, 30 gennaio, il FIVE di via Palladio si trasformerà, dunque, nuovamente in una macchina del tempo capace di far rivivere emozioni autentiche quelle che, nei fantastici anni ’90 facevano battere forte il cuore e riempivano le piste da ballo. Per una notte si spegnerà il tran-tran quotidiano e si metterà in pausa la frenesia. I cellulari resteranno in tasca, lo spazio sarà tutto per la musica, il divertimento e le emozioni. Una notte da ballare senza pensieri, tra grandi successi, vibrazioni positive e gadget, in un’atmosfera che promette di essere intensa e coinvolgente dall’inizio alla fine.
La serata prenderà il via dalle 21.30 con un dj set interamente dedicato alle migliori special nineties, affidato a Checco DJ e Julio Montana. A dare voce alla notte saranno Lorenzo Meraviglia, affiancato da una special voice d’eccezione come JOJO, mentre a catturare i momenti più belli penserà Massimo Melis. L’ingresso sarà possibile dalle 21.30 alle 23.30 con omaggio donna e ingresso uomo a 12 euro con consumazione; dalle 23.30 in poi l’ingresso sarà di 15 euro con consumazione per le donne e di 18 euro con consumazione per gli uomini. L’evento è riservato ai maggiorenni ed è supportato da KOKI Spa. Per informazioni e prenotazioni tavoli è possibile contattare i numeri 349.3809588 e 393.4413247. Passion ’90 non è solo una serata, ma un vero viaggio nel tempo, da vivere fino all’ultimo beat.

Fioretto Asu, bronzo per Bertossi e Paoletti nella seconda prova nazionale di Brescia: livelli che a Udine non si vedevano dagli anni Novanta

Le pedane del Centro Sportivo “San Filippo”, a Brescia, hanno restituito all’Associazione Sportiva Udinese un risultato che mancava da oltre trent’anni. Alla Seconda Prova Nazionale Cadetti, Giovani e Assoluti di fioretto, Marco Bertossi ha conquistato il terzo posto nella categoria Cadetti (under 17), mentre Riccardo Paoletti ha raggiunto il bronzo nella categoria Giovani (under 20). «I risultati di Marco e Riccardo sono espressione diretta del lavoro svolto in palestra, del loro impegno quotidiano. Entrambi sono infatti mossi da serietà e determinazione. La crescita tecnica dell’uno e dell’altro, in questi anni, è stata evidente – ha chiarito il vicepresidente di Asu, Filippo Pesce, a sua volta fiorettista -, ma sono certo che c’è ancora un bel margine di miglioramento e, vista la loro giovane età, sono certo che avremo modo di vedere ancora importanti medaglie al loro collo, e in questo percorso Asu sarà sempre al loro fianco». Un doppio risultato di prestigio che riporta il fioretto Asu ai livelli che non si vedevano dai tempi di Margherita Granbassi e Stefania Vergente, protagoniste nazionali negli anni Novanta.
Un segnale forte per tutto il settore scherma della polisportiva udinese, che a Brescia si è presentato con numeri importanti e una presenza qualificata in tutte le categorie. A commentare la prestazione complessiva è stato l’allenatore Fabio Zannier, tecnico di Bertossi e Paoletti insieme al maestro Floriano Guizzardi. «Ci siamo presentati con numeri importanti: 14 atleti nella categoria Cadetti, 16 nei Giovani e 7 negli Assoluti. Nel complesso abbiamo visto un chiaro miglioramento delle prestazioni, segno che il gruppo sta lavorando bene, sia dal punto di vista tecnico sia in termini di affiatamento. Un ringraziamento va al maestro Floriano Guizzardi, il cui contributo ha portato progressi evidenti, e al preparatore Giovanni Tarantini per il prezioso lavoro atletico. Sono davvero molto soddisfatto e mi auguro, ci auguriamo, che la stagione possa proseguire lungo la strada fino a qui tracciata».

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“Swirl and Twirl”

Il palazzetto di Udine, casa dell’Associazione Sportiva Udinese, da oggi 30 gennaio e fino a domenica 1° febbraio, tornerà a ospitare alcune delle migliori atlete dei piccoli attrezzi a livello globale: ritorna infatti nel capoluogo friulano l’attesissimo Torneo internazionale per Club di Ginnastica Ritmica organizzato dalla società bianconera e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: l’International RG Tournament “Swirl and Twirl”, uno degli sponsor tecnici della società. Grande novità di quest’anno: per la prima volta io assoluto ci saranno anche due ragazzi a calcare la pedana, fra i primi esponenti della ginnastica ritmica maschile: l’italiano Gianni Ballardini del Club Atletico Faenza (classe 1999) e lo spagnolo David Perez della CGR Torrepaterna (2005), in programma con le senior A 2008. Sono attese nella sede dell’Asu 360 atlete (assieme a 45 tecnici e 28 ufficiali di gara) di 45 diversi club provenienti da 23 Paesi tra cui Spagna, Estonia, Cile, Cipro, Malta, Lituania, Slovacchia, Germania, Slovenia, Croazia, Moldavia, Ungheria, Andorra, Belgio, Repubblica Ceca, Grecia, Norvegia, Polonia, Montenegro e Francia. Il Torneo offrirà come di consueto la possibilità di gareggiare in 29 categorie diverse per fasce d’età (dagli 8 ai 25 anni) e tre livelli tecnici. Numerosi i club italiani presenti, assieme a diverse ginnaste che prenderanno parte ai prossimi campionati individuali gold. Saranno sempre presenti in forze le atlete bianconere pronte a portare in alto i colori dell’ASU in questi tre giorni all’insegna di nastro, clavette, cerchio e palla. Per la categoria Senior A – 2008 e precedenti – ci saranno Tara Dragaš, Isabelle Tavano, Matilde Marcon, Gaia Zurlo (nella foto) e Victoria Bruno nella categoria Junior 2012. Per la Senior A 2010, Adele Asquini mentre per la Junior A 2011, Giulia Facinoli. Ma l’elenco è ancora lungo: a scendere in pedana ci saranno anche Elowen Chailastri (2017), Giulia Grigolini (2014), Nicole Efros (2013), Chiara Bernardis (2012), Cristina Fabro e Stella Iacumin (2010), Greta Lavaroni (2011) e Eleonora Miraglia (2013) Per il livello C: Aurora Bicaku, Angela Antoniali, Elena Pilosio, Asia Basello, Carlotta Turcato, Sara Martinuzzi, Greta Martinuzzi, Greta Maria Suma, Lucia Calienno, Veronica Cosoli, Arianna Morotto, Chiara Francovigh, Sofia Bagatto, Giorgia Ridolfo, Sofia Barone, Melissa Bura, Rebecca Schiavone, Agata Moreale, Chiara Mariella, Matilde Nonino, Beltrame Martina, Lidia Secondie, Sophie Cosaro, Yasmina El Hajoui.

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Entrando nel dettaglio delle due medaglie, Zannier ha sottolineato la prova impeccabile di Marco Bertossi: «Marco ha disputato una gara eccellente. Non ha mai sofferto, né nei gironi né negli assalti diretti; al contrario, ha spesso dominato gli incontri, imponendo la propria scherma su tutti gli avversari. Si è fermato solo contro Di Martino, dopo un assalto di alto livello. Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto in sala è sempre più evidente».
Percorso diverso ma altrettanto significativo quello di Paoletti, capace di confermarsi ai vertici nazionali dopo il sesto posto della prima prova di Roma. «Riccardo ha dimostrato un grandissimo carattere. Ha centrato un ottimo risultato, dando continuità al buon piazzamento ottenuto nella prima prova nazionale. Questa medaglia conferma la sua duttilità, capace di esprimersi ad alto livello sia nel fioretto sia nella spada. Nel match decisivo ha messo in pedana una scherma di grande qualità per entrare tra i migliori otto, mostrando maturità e determinazione». Il doppio podio di Brescia riporta dunque il fioretto Asu in una dimensione nazionale di primo piano, con uno sguardo al futuro e una base solida di giovani atleti in crescita.

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In copertina, Marco Bertossi e qui sopra Riccardo Paoletti dopo le gare di Brescia.

Ater Pordenone, a Cordenons sta nascendo un complesso con otto alloggi popolari (quasi 2 milioni): incontro dei vertici dell’Istituto con il sindaco

La sede di Ater Pordenone ha ospitato un incontro istituzionale tra i vertici dell’Azienda e il Comune di Cordenons. Il presidente Mauro Candido ha accolto il sindaco Andrea Delle Vedove assieme agli altri membri del consiglio di amministrazione, il vicepresidente Edi Piccinin e la consigliera Stefania Sgorlon. Con loro il direttore Lorenzo Puzzi, la vicedirettrice Elisa Cataldo e il dirigente Angioletto Tubaro.
“Ringrazio – ha detto il presidente Candido – il sindaco Delle Vedove per questa gradita visita che consolida ulteriormente una collaborazione istituzionale già positiva tra la nostra Azienda e il Comune da lui guidato”. L’incontro è stato utile anche per fare il punto sull’intervento in corso d’opera da parte di Ater Pordenone a Cordenons in via Goetta, dove sta sorgendo un fabbricato con 8 alloggi per un importo finanziato con fondi regionali di 1 milione 860 mila euro.
“Un’opera – ha concluso il presidente Candido – che andrà incontro alle esigenze abitative del territorio cordenonese. Con questo incontro assiene al sindaco Delle Vedove abbiamo proseguito nel nostro cammino di dialogo con le realtà locali, per una costante attenzione da parte di ATER Pordenone nello sviluppare la rete di rapporti con le istituzioni nel cui ambito operiamo”.

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In copertina e all’incontro due immagini dell’incontro all’Ater con il sindaco di Cordenons.

La Giustizia tra sì e no, dibattito a Sesto al Reghena per chiarire i quesiti del referendum costituzionale di marzo

Una serata per informarsi e votare consapevolmente al prossimo referendum sulla giustizia. L’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pordenone, ha organizzato un dibattito tra posizione del No e quella del Sì per giovedì 12 febbraio, alle 20.30, in auditorium Burovich. Un evento aperto a tutta la cittadinanza sestense e non solo. A moderare il dibattito il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Pordenone, Igor Visentin. Per il fronte del No interverrà Luca Poniz, sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Milano. Per il fronte del Sì l’avvocato Luca Mandro, del Foro di Venezia.
«Ho voluto fortemente questo incontro – spiega il sindaco Zaida Franceschetti – perché ho percepito che tra le persone ci sia molta voglia gli informarsi su una questione che può apparire solo per addetti ai lavori, ma che invece riguarda tutti quanti, essendo la giustizia e la sua gestione uno degli elementi cardine della nostra Repubblica. Per questo motivo si è pensato a tale momento di confronto, con illustri relatori, tra le varie posizioni in modo che chiunque possa avere un’opinione informata prima di recarsi alle urne. Ringrazio il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Pordenone Visentin per essersi messo a disposizione nel ruolo, mai facile, del moderatore e il magistrato Poniz e l’avvocato Mandro per le utili informazioni, ognuno per la propria parte, che porteranno al pubblico durante la serata».
Come è noto, il referendum chiamerà alle urne il 22 e 23 marzo i cittadini ad esprimersi sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

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In copertina, il sindaco del Comune di Sesto al Reghena Zaida Franceschetti.

Il Caffè Letterario Udinese inaugura un ricco 2026 di letture: questa sera la presidente Sabina Marzotta presenta il cartellone al via con Giuseppe Penello

di Giuseppe Longo

Ma che bella “infornata” di libri! Ecco la proposta 2026 del Caffè Letterario Udinese che, sotto la guida appassionata e instancabile della sua presidente Maria Sabina Marzotta, ha messo a punto un calendario di presentazioni mensili di ottimo livello che si aprirà oggi, in occasione della serata inaugurale, con Giuseppe Penello e si concluderà nel prossimo dicemebre con Enzo Cattaruzzi. Numerosi e di grande interesse, per gli argomenti trattati, i volumi che saranno via via presentati. E che seguono gli incontri di approfondimento di varie ed affascinanti tematiche degli ultimi anni.
“Il diario di Joe” è, dunque, il titolo del libro di Giuseppe Penello che oggi avrà l’onore di aprire il ricco programma annuale. L’appuntamento è, come sempre, alle 18, alla Caffetteria Da Romi – Al Vecchio Tram di piazza Garibaldi: condurrà l’incontro interloquendo con l’autore la presidente Marzotta che, visto il carattere della serata, si soffermerà anche sulle altre proposte culturali che mese dopo mese verranno offerte agli amici del Caffè Letterario, a cominciare dai sostenitori delle sue brillanti iniziative come il sempre presente Club per l’Unesco di Udine, guidato da Renata Capria D’Aronco.
Il 25 febbraio seguirà il “Dimmi che verità ti occorre” di Jacopo Chiostri, mentre in marzo, il 25, sarà la volta di “Ombre e segnali dal mare” di Cristiano Caracci e in aprile, il 29, seguirà “Il gioco del diavolo” di Astrid Basso. “Il colore del sogno” è, invece, il titolo del volume di Manuela Piovesan che sarà presentato il 27 maggio, mentre il 24 giugno seguirà “Piccola Odissea tra le terre emerse” di Arianna Maturi. Il 29 luglio, poi, “Filo spinato” di Rita La Boria.
In agosto, anche il Caffè Letterario Udinese si prenderà la consueta e meritata vacanza, per riprendere con rinnovato slancio il 30 settembre, quando sarà presentato “A passi leggeri tra i ricordi” di Martina Campagnolo. Il 28 ottobre seguirà “L’albergo nazionale di Udine” di Bruno Bonetti, mentre Anna Tarantello presenterà “Il salice di Luca” il 25 novembre. Infine, il 16 dicembre, Enzo Cattaruzzi interverrà con “La casa della nonna” chiudendo così il cerchio di un’annata davvero promettente. Il Caffè Letterario Udinese anche per il programma di quest’anno si è, infatti, dimostrato all’altezza della sua ormai consolidata tradizione, privilegiando però, come si diceva, la presentazione di libri – come è peraltro la sua “mission” – all’approfondimento di varie tematiche legate all’attualità, alla storia, alle tradizioni e alla cultura in genere che tanto successo hanno avuto soprattutto negli ultimi anni.
Appuntamento, dunque, questa sera nella consueta, ospitale “location” di piazza Garibaldi, nel cuore di Udine – sede, peraltro, anche di tutti gli altri incontri, sempre con ritrovo alle 18 – per l’avvio di questa nuova annata letteraria che, poi, presenteremo di volta in volta e che non mancherà di richiamare interesse e ammirazione. Per cui non resta che augurare a tutti “Buona lettura!”.

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In copertina, Maria Sabina Marzotta presidente del Caffè Letterario Udinese.

Soldi facili, ma non troppo: a Casarsa venerdì un incontro informativo su benefici e rischi del credito al consumo

Comprare oggi e pagare domani grazie al credito al consumo: una soluzione finanziaria comoda e largamente utilizzata, anche se occorre fare attenzione alle varie proposte che ci sono sul mercato. Per questo l’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia – attraverso l’assessorato alle politiche sociali e alla famiglia e in collaborazione con il Lions club – propone una serata di approfondimento aperta a tutti.
“Soldi facili… ma non troppo” è il titolo dell’incontro che si terrà nella Sala Friuli della Biblioteca Civica Nico Naldini venerdì 30 gennaio, alle 18. Interverranno gli avvocati Michele Troìa e Andrea Canzian che illustreranno al pubblico la natura del credito al consumo, i finanziamenti a cui si può accedere, i possibili pericoli connessi, le difficoltà di pagamento e l’insolvenza. Ingresso libero.
»Abbiamo pensato a questo incontro – spiega l’assessore alle politiche sociali e alla famiglia, Aurora Gregoris – perché si tratta di un argomento che interessa la vita quotidiana delle famiglie. Accade di accedere a finanziamenti che sulla carta sembrano sostenibili per i bilanci familiari ma che poi invece diventano difficili da ripagare in base ai propri redditi. E questo, poi, può andare a discapito delle relazioni interfamiliari. Per tale motivo abbiamo deciso come assessorato di organizzare questo momento informativo che, grazie alla preziosa collaborazione del Lions club, ci permette di avere due nostri concittadini avvocati esperti in materia che chiariranno benefici e rischi al pubblico. Come Amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, siamo convinti che tali momenti conoscitivi siano fondamentali per aiutare la cittadinanza anche in temi, come quelli finanziari, che a prima vista sembrano solo legati alla sfera individuale ma che in realtà sono d’interesse per tutta la comunità«.

Endometriosi, quattro giorni in Vespa attraverso cinque regioni italiane per diffondere un importante messaggio: il via giovedì mattina a Pravisdomini e il ritorno in Friuli domenica a Latisana

È stato battezzato “Endo-Respect”: è un progetto nazionale di sensibilizzazione ideato dall’Associazione Endometriosi Fvg OdV, che da oltre 26 anni supporta le donne che convivono con l’invalidante patologia. Fra il 29 gennaio e il 1° febbraio prossimi due appassionati vespisti – Alberto Rorato e Andrea Battistel, noti per i loro tour a fini sociali, raccontati dalla pagina Fb “In Viaggio con Andrea ed Alberto” – percorreranno un lungo itinerario fra il Nord e il Centro Italia in sella alle loro Vespe, appunto, per comunicare l’importanza della prevenzione e della conoscenza.
La partenza è in programma giovedì da Pravisdomini, in provincia di Pordenone; nello stesso giorno Alberto e Andrea arriveranno a San Giorgio di Piano (Bologna), mentre il 30 gennaio saranno a Lucca e il 31 a Savona. Il primo febbraio, infine, raggiungeranno Monselice, nel Padovano, e da ultimo Latisana, in Friuli, dove il tour si chiuderà domenica con un incontro di sensibilizzazione aperto alla cittadinanza.
«Entreranno in contatto con associazioni, enti locali, società sportive, rappresentanti di istituti scolastici», spiega Sonia Manente, presidente del sodalizio promotore del tour, che rispecchia la mission dell’Associazione Endometriosi FVG OdV, da quasi tre decenni impegnata costantemente per informare e formare la popolazione in relazione ad una patologia complessa, dalle molteplici conseguenze, e per spiegare come affrontarla. «Per i due vespisti – aggiunge la presidente – il viaggio rappresenta una sfida e una missione insieme: un percorso lungo e intenso, fatto di chilometri e incontri, con l’impegno di portare il messaggio “EndoRespect” nei territori attraversati». Cinque, come accennato, le Regioni coinvolte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Veneto: tutte hanno concesso il proprio patrocinio a EndoRespect, insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ai Comuni toccati dall’itinerario, a Federsanità Anci Nazionale e Federsanità Anci Fvg, Distretti e varie sezioni di FIDAPA BPW e a numerose altre realtà che hanno riconosciuto l’importanza del messaggio trasmesso del progetto.
Durante il tour i vespisti consegneranno ai rappresentanti di enti e associazioni una copia del racconto “La Fenice Sgangherata”, di Sara Segat: «Nasce – spiega l’autrice – per dare parole a ciò che spesso resta invisibile. Distribuirlo nel corso del viaggio è un modo semplice per dire che il dolore esiste e merita rispetto».
«Il tour – aggiunge Manente – si prefigge lo scopo di rompere il silenzio che ancora avvolge malattie come l’endometriosi e l’adenomiosi, diffondendo la cultura del rispetto, della gentilezza e dell’educazione alla salute e all’affettività. Obiettivo è raggiungere più luoghi, anche quelli vissuti dai ragazzi, come scuole e associazioni sportive, per far sì che le tematiche in questione non restino confinate negli spazi sanitari e per diffondere una consapevolezza che possa crescere nei gesti e nelle parole di ogni giorno. L’auspicio, poi, è che i Comuni aderenti prendano in considerazione la possibilità di collocare sul proprio territorio una panchina rinnovata di colore giallo, il colore dell’endometriosi, posizionandovi una targa con un messaggio dedicato, come forma di sensibilizzazione sulla patologia».

Per info, contatti e indicazioni si può inviare una mail a info@endometriosifvg.it o consultare il sito e le pagine social dell’Associazione Endometriosi.

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In copertina, i vespisti Alberto Rorato e Andrea Battistel protagonisti del viaggio in Italia da giovedì a domenica.

Quando la storia si può raccontare anche con i mattoncini Lego: in primavera una inedita proposta al Castello di Duino

In occasione della Giornata Internazionale dei Lego – che si festeggia “mattoncino su mattoncino” domani, 28 gennaio, in ricordo del giorno in cui, nel 1958, il danese Godtfred Kirk Christiansen brevettò la sua invenzione che avrebbe rivoluzionato il modo di giocare di intere generazioni – il Castello di Duino annuncia un’iniziativa inedita per un maniero nella regione Friuli Venezia Giulia.
Gli spazi della storica dimora della famiglia della Torre Tasso, aggrappata sulle falesie che si gettano nell’Adriatico a pochi chilometri da Trieste, dalla prossima primavera si arricchiranno di nuove opere realizzate dalla società francese Epicure Studio, a cui si deve l’ideazione del concept internazionale HISTOIRE EN BRIQUES® che utilizza i mattoncini come mezzo d’espressione artistica per valorizzare il patrimonio in chiave contemporanea.
I mattoncini da costruzione più famosi del mondo racconteranno la storia del Castello di Duino e dei Principi della Torre Tasso, che lo possiedono dal 1669, in seguito alla firma del passaggio di proprietà, avvenuta nel suggestivo Salotto dell’Imperatore, oggi visitabile. Ulteriori informazioni e immagini saranno svelate nei prossimi mesi.

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In copertina, i mattoncini colorati Lego che saranno protagonisti della bella iniziativa.