La demenza in Fvg, stamane a Trieste la presa in carico globale della persona

In programma oggi a Trieste (Savoia Excelsior Palace, Sala Imperatore) un workshop a più voci per affrontare il tema della “Presa in carico globale della persona con demenza in Friuli Venezia Giulia”. L’Azienda sanitaria universitaria e l’Associazione de Banfield hanno organizzato, infatti, un confronto per analizzare il passaggio dal Piano regionale demenze del triennio 2021-2023 a quello 2024-2026 con l’implementazione del Pdta (Percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali) regionale.
Dalle esperienze acquisite in questi anni nell’ambito della presa in carico della persona con demenza è possibile costruire percorsi di assistenza ancora più efficaci, sia per le persone affette da disturbo neurocognitivo che le loro famiglie. Attraverso la presentazione di alcune delle progettualità, locali e nazionali, realizzate in seno al triennio 2021-2023, nel convegno si approfondiranno le opportunità aperte dal Fondo Nazionale Demenze e come queste si concretizzino nel Piano regionale. Un confronto aperto a diversi specialisti e differenti esperienze, con il coinvolgimento di tutti gli attori impegnati nella cura di chi convive con il decadimento cognitivo.
I lavori saranno aperti alle 9 dal direttore generale Asugi Antonio Poggiana. Attesa in apertura anche la partecipazione dell’assessore alla Salute della Regione Fvg, Riccardo Riccardi. Per informazioni contattare l’Associazione Goffredo de Banfield al numero 040.362766 o mandando una mail a info@debanfield.it o consultare il sito www.debanfield.it

Musis, retrospettiva di volti ad acquerello di Ermes Sovrano al Castello di San Vito

Un viaggio affascinante alla scoperta dell’animo umano. Dal 1° al 16 febbraio, il Castello di San Vito al Tagliamento ospiterà la mostra personale di Ermes Sovrano, dal titolo “Musis – Retrospettiva di volti ad acquerello”. Un percorso visivo, attraverso la tecnica dell’acquerello, alla scoperta della complessità e della bellezza del volto umano. L’esposizione, organizzata dal Comune di San Vito al Tagliamento attraverso il suo assessorato alla Vitalità, raccoglie oltre una cinquantina di opere che raccontano la forza e la delicatezza del volto, invitando il pubblico a riflettere su ciò che si nasconde dietro ogni espressione.
L’inaugurazione si terrà il 1° febbraio alle ore 11, alla presenza del sindaco Alberto Bernava e dell’assessore alla Vitalità Andrea Bruscia. “Siamo orgogliosi di ospitare questa mostra che arricchisce l’offerta culturale della nostra città – ha affermato Bruscia -. Le opere di Ermes Sovrano sono un esempio di come l’arte possa essere uno strumento di conoscenza e di riflessione. Questa mostra è un’occasione unica per scoprire un artista di casa nostra e valorizzare il patrimonio culturale che ci circonda. I suoi acquerelli, con la loro delicatezza e profondità, ci invitano a scoprire la bellezza nascosta e la complessità dei volti umani”.
Attraverso il suo sguardo sensibile e la tecnica dell’acquerello, Sovrano esplora l’unicità di ogni volto, catturando non solo i tratti fisici ma anche le emozioni più intime e le storie non dette. Ogni suo acquerello diventa un piccolo racconto, un frammento di vita che ci invita a guardare oltre l’apparenza e esplorare l’universo di ciascun individuo.
Classe 1948, originario di Dignano e casarsese d’adozione, ha esposto le sue opere in importanti contesti internazionali, tra cui Berlino e Venezia. Da diversi anni fa parte del gruppo d’arte Giovanni Sigalotti di Sesto al Reghena ed è stato anche docente all’Università della Terza Età di San Vito al Tagliamento. La mostra, allestita al piano terra del Castello di San Vito, sarà aperta al pubblico tutti i sabati e le domeniche dal 1° al 16 febbraio, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Un’occasione unica per immergersi nell’universo creativo di Ermes Sovrano e per riflettere sul significato profondo del volto umano come specchio dell’anima.

Per informazioni: Ufficio Cultura San Vito 0434 843050 email: cultura@sanvitoaltagliamento.fvg.it o Punto Iat 0434 843030 email: iat@sanvitoaltagliamento.fvg.it

A San Giovanni di Casarsa sono aperte le iscrizioni al Doposcuola integrativo

Anche per il prossimo anno scolastico 2025-2026 – le cui iscrizioni saranno aperte fino al 10 febbraio – la scuola primaria Marconi di San Giovanni di Casarsa (Istituto comprensivo Meduna Tagliamento Casarsa) offrirà alle famiglie l’opportunità del Doposcuola integrativo. Una proposta educativa, sostenuta dall’Amministrazione comunale di Casarsa della Delizia attraverso il suo assessorato all’Istruzione, che caratterizza la scuola sangiovannese rispetto alle altre della zona limitrofa e che rappresenta una progettualità significativa, tanto da aver trovato in questi anni anche il sostegno, tramite contributo, della Fondazione Friuli. Per organizzare al meglio il servizio, il Comune invita le famiglie interessate a compiere la preiscrizione al Doposcuola integrativo entro il 10 febbraio cliccando sul sito web https://www.comune.casarsadelladelizia.pn.it/it/novita-241918/notizie-241919/preiscrizioni-doposcuola-as-2025-26-292740.

«Il Doposcuola integrativo – spiega l’assessore comunale all’Istruzione, Cristina Gallo – è giunto, con quello che partirà a settembre 2025, al suo quarto anno scolastico di attivazione. Finora abbiamo riscontrato un grande apprezzamento da parte delle famiglie, le quali possono conciliare le proprie esigenze lavorative con l’assicurazione ai propri figli di un ambiente educativo che nel pomeriggio si collega a quanto imparato durante le lezioni scolastiche unendolo ad attività di gioco, sempre seguiti da educatori professionali. Come Amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, siamo convinti che proporre questa alternativa insieme al tempo normale e al tempo pieno “classico”, sia fondamentale per rispondere alle esigenze di una società moderna. Il tutto è stato possibile in questi anni grazie alla preziosa collaborazione della dirigenza dell’Istituto comprensivo e con il fondamentale sostegno della Fondazione Friuli, che ringraziamo. Per organizzare al meglio il servizio ora attendiamo la preiscrizione delle famiglie entro il 10 febbraio».
Il servizio di Doposcuola integrativo si svolgerà per tre pomeriggi a settimana (lunedì, giovedì e venerdì) dalle 12.40 alle 16, offrendo un programma articolato e strutturato per rispondere alle esigenze educative e sociali dei bambini, nonché al bisogno di conciliazione famiglia-lavoro dei genitori. Oltre al seguire gli alunni in mensa, gli educatori fanno svolgere i compiti per casa, attività motorie, artistiche e manuali, laboratori di lettura e ascolto, attività ludiche e di socializzazione. Per questo servizio è prevista una compartecipazione economica da parte delle famiglie, in quanto il costo è ridotto grazie al sostegno del Comune e negli ultimi due anni anche dal prezioso sostegno della Fondazione Friuli.
«Le attività proposte durante il doposcuola sono collegate anche ai temi affrontati durante le ore didattiche del mattino – aggiunge l’assessore Gallo -. Il progetto risponde alle esigenze delle famiglie offrendo un supporto concreto nella gestione del tempo extrascolastico dei bambini. La presenza di personale qualificato garantisce un ambiente sicuro e stimolante, dove ogni bambino può sentirsi accolto e valorizzato. Si tratta quindi di un’esperienza educativa che guarda al futuro dei nostri bambini, offrendo loro gli strumenti per crescere in un contesto inclusivo, creativo e stimolante. In tal senso, la scuola primaria di San Giovanni sta diventando anche grazie a questa proposta un polo d’interesse non solo per le famiglie residenti a Casarsa della Delizia ma anche per quelle dei paesi limitrofi».

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In copertina e all’interno attività che vengono svolte al Doposcuola integrativo.

“Richiedo asilo artistico”, nuova call: adesioni al bando entro il 14 febbraio

Il nuovo anno è iniziato, e puntuale arriva anche la nuova call “Richiedo asilo artistico”, alla sua undicesima edizione, promossa da Quarantasettezeroquattro ets, Festival In\Visible Cities-Contaminazioni Digitali e PimOff. Spazi, risorse e sostegno sono ancora una volta messi a disposizione di artisti e compagnie per favorire la sperimentazione nell’ambito del teatro, della danza, della multimedialità. Il costante obiettivo di questo bando, frutto di un progetto di rete, è quello di favorire la crescita, la sperimentazione, il dialogo con professionisti, pubblici e contesti differenti.

I DESTINATARI – La call “Richiedo asilo artistico” è rivolta a singoli artisti, di qualsiasi nazionalità, purché maggiorenni; ma anche a gruppi, collettivi e compagnie. I candidati potranno presentare spettacoli o creazioni interdisciplinari che vedano in particolar modo valorizzato il dialogo fra linguaggi performativi, multimediali e/o nuove tecnologie; oppure creazioni installative e/o performative in spazi pubblici. Il tutto dovrà essere sviluppato in residenza (in unica tappa) a cui seguirà la restituzione; alternativamente sarà possibile candidare un progetto che ha già debuttato. In ambi i casi è necessaria flessibilità nell’ideazione e sviluppo dei progetti, vista la natura del bando. Per ogni tappa di residenza e ogni ospitalità è previsto un cachet di 2 mila euro.

FORMAT E TECNOLOGIA – La giuria privilegerà progetti innovativi nel rapporto tra performance, linguaggi multimediali e spazi urbani o naturali attraverso format site specific e community specific; oppure che sviluppino l’idea di “archivio espanso”, inteso come un dispositivo dinamico e performativo, che include memorie, esperienze, relazioni. Sarà posta particolare attenzione ai progetti che prevedono l’utilizzo di tecnologie leggere e/o dispositivi del quotidiano in una declinazione scenica.

COME PARTECIPARE – Il bando completo – che ha ricevuto il contributo della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e dei Comuni di Gradisca d’Isonzo e Turriaco – è disponibile su invisiblecities.eu. Sullo stesso sito è possibile trovare anche l’apposito modulo da utilizzare per inviare la propria candidatura entro il 14 febbraio 2025.

I PROMOTORI – Le realtà promotrici della call sono da sempre note perché attente ai linguaggi performativi contemporanei. Con la decisione di intraprendere un percorso in rete, attraverso questa call comune, puntano a offrire la possibilità, ad alcuni dei progetti selezionati, di crescere grazie al confronto con altri artisti, con tutor e con spazi differenti nel corso delle diverse tappe: all’interno delle residenze a Gradisca d’Isonzo all’interno delle residenze di In\Visible Cities-Contaminazioni digitali e a Milano, negli spazi del PimOff.

Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a segreteria@quarantasettezeroquattro.it

A Nimis l’addio a Ica che ora riposa accanto a Nino scomparso 45 anni fa: dalla tradizione familiare dei “botârs” al successo della Tane da l’Ors

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nino Garlant, bottaio per tradizione di famiglia a Nimis, morì improvvisamente, quarantenne, nell’ormai lontano 1979, lasciando la giovanissima moglie e due bimbi che, purtroppo, non hanno conosciuto il loro papà. E ora Ica si è ricongiunta a lui, dopo 45 anni dalla sua scomparsa che, ricordo, aveva suscitato tanta commozione. Stamane, infatti, durante una breve cerimonia nel cimitero del capoluogo, le ceneri di Rozalia Benta, morta a 74 anni, sono state deposte accanto al feretro del marito.
A Ica – così era conosciuta da tutti la vedova di origine rumena – era stato dato un saluto due settimane fa a Udine, nel cimitero urbano di San Vito, ma i figli Marco e Paolo hanno desiderato che l’urna con quel che resta della madre tornasse a Nimis, nel paese dove Rozalia era arrivata molto giovane, integrandosi rapidamente nella nuova comunità, imparando subito alla perfezione l’italiano e il friulano. Poi, a pochi anni dal matrimonio, la improvvisa perdita del marito, che portava avanti la storica attività artigianale di famiglia assecondando la produzione paesana del vino: quella dei “botârs”. Per cui, il nuovo capannone costruito in via Divisione Julia, molto più grande del laboratorio a fianco della casa paterna di via dei Conti, era stato trasformato in un accogliente locale, “La Tane da l’Ors”, divenuto ben presto famoso in tutto il Friuli. Ica, infatti, era stata molto brava e capace: la prematura morte del marito non l’aveva piegata, ma aveva saputo reagire con forza e carattere, allevando i due bambini e portando avanti con grande successo la nuova attività che, soprattutto la domenica pomeriggio, richiamava così tante persone da far sembrare che nella laterale di via Garibaldi ci fosse una sagra.
E ora anche sulla vita di Ica è calata, peraltro prematuramente, la sera e le sue ceneri sono tornate a Nimis, nel paese del marito che – come ha ricordato don Rizieri De Tina in un breve saluto alla defunta – aveva voluto diventasse anche il suo, seppur lontano dalla Romania e dai suoi cari, proprio per seguire Nino con il quale aveva deciso di vivere e formare una famiglia.

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In copertina, un ritratto di Rozalia Benta, da tutti conosciuta come Ica, morta a 74 anni.

Tarcento, nasce l’Ospedale di comunità all’Opera Pia Coianiz con 20 posti letto a favore del Distretto Torre: sabato il via

«Il documento sottoscritto nella giornata di oggi presso l’Asp “Opera Pia Coianiz” di Tarcento, che prevede l’attivazione di un modulo dell’Ospedale di comunità a partire dal prossimo 1 febbraio, rappresenta un traguardo importante, nella pratica e simbolicamente. È il risultato di un lavoro di squadra, frutto di un percorso condiviso, che vuole rispondere alle reali necessità della cittadinanza, in seno a una progettualità centrata sull’integrazione socio-sanitaria. Con la sottoscrizione di oggi raggiungiamo un obiettivo strategico, di grande portata: è a questi target che puntiamo, su cui lavoriamo, nella certezza di aver intrapreso il percorso più corretto per adeguare il nostro sistema sanitario alle nuove condizioni demografiche e di salute della popolazione». Sono le parole dell’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri mattina è intervenuto, negli spazi dell’Azienda pubblica per i servizi alla persona, dove il presidente della stessa Asp, Giovanni Zuccolo, e il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, Denis Caporale, hanno firmato l’accordo per l’attivazione dell’Ospedale di comunità all’interno della Coianiz. Presenti anche il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, il pievano di San Pietro Apostolo, monsignor Luca Calligaro, e i componenti del consiglio direttivo dell’Asp.

«Si tratta del primo esempio del nuovo modello organizzativo sul territorio dell’Asufcc – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, come informa una nota Arc -. Dispone di 20 posti letto dedicati, in linea con la programmazione sanitaria regionale e dell’Azienda sanitaria. L’Ospedale di comunità nasce per dare una soluzione concreta alle persone che, a seguito di un episodio di acuzie o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità. La cronicità è uno dei temi del nostro tempo, per ragioni di età e di lunghezza della vita, oltre che per la percentuale elevata di comunità anziana del Friuli Venezia Giulia, ormai prima regione in Italia in questo senso».
L’assessore Riccardi ha sottolineato come il raggiungimento di questo traguardo sia stato possibile grazie alla concreta collaborazione dei diversi soggetti coinvolti in questa primissima sperimentazione, che tra l’altro consentirà di verificare nella pratica anche le linee guida legate agli Ospedali di comunità. «L’operatività sinergica, lontana da sterili polemiche, che guarda al bene comune del cittadino, in un momento storico non semplice, è determinante per poter adeguare un sistema ormai obsoleto, che necessita di urgenti revisioni. Peraltro, per Tarcento abbiamo investito risorse ingenti, per l’implementazione del Distretto sanitario».
Il modulo dell’Ospedale di comunità nelle valli del Torre si configura come struttura sanitaria di ricovero breve, che afferisce alla rete di offerta dell’assistenza territoriale; svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni socio-sanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e più prossimi al domicilio. L’Asp tarcentina mette a disposizione il personale medico, infermieristico, assistenziale e i fisioterapisti, mentre sarà compito del Distretto sociosanitario del Torre il monitoraggio della qualità delle prestazioni erogate, la congruità e l’appropriatezza degli standard assistenziali e dei piani di assistenza di ogni singolo ospite. Il via del nuovo servizio, come detto, sabato prossimo.

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi (al centro) durante la firma dell’atto che dà avvio al servizio sanitario; all’interno, gli intervenuti all’incontro e la visita alle strutture dell’Asp di Tarcento.

(Foto Regione Fvg)

Pomeriggi d’inverno con il Cta a Gorizia: da “SeMino” un messaggio ambientale

(m.ri) Nuovo appuntamento, sabato 1° febbraio, al Kulturni Center “Lojze Bratuž” di Gorizia, con “Pomeriggi d’inverno” la stagione invernale del Centro teatro e figure, quando, alle 16.30, andrà in scena “SeMino”. Come sempre, non mancherà il momento conviviale a fine spettacolo. Va ricordato che la stagione, ideata dal sodalizio di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, quest’anno celebra la 25ma edizione.
E, allora, qualche anticipazione sul programma: “SeMino” è una pièce della compagnia “La Luna nel Letto” con la regia di Michelangelo Campanale, che racconta la storia di un seme e di due personaggi che lo accompagnano attraverso il ciclo delle stagioni e della vita. Riguardo la trama: «Tutto inizia con Mino, che ogni giorno esce dalla sua tana per raccogliere foglie secche da conservare, finché un giorno trova un seme al quale comincia a dedicarsi. Accanto a lui compare una curiosa signora, che segna il passaggio delle stagioni». Si tratta, dunque, di «una proposta suggestiva di educazione ambientale, utilizzando il teatro fisico, le arti visive, il video e la musica per comunicare a un pubblico di ogni età un messaggio importante per avvicinare anche i più piccoli all’importanza della cura verso ciò che ci circonda».

Va ricordato che il soggetto e i testi dello spettacolo sono di Katia Scarimbolo con in scena Annarita De Michele e Domenico Piscopo; la voce narrante è di Lena Ravaioli, i costumi sono di Filomena De Leo e Maria Pascale, l’animazione video è di Ines Cattabriga, la parte tecnica di Michelangelo Volpe, i disegni, scene e luci di Michelangelo Campanale. Comunque, dopo quella di sabato, la rassegna “Pomeriggi d’inverno” proseguirà con altre date: il 15 febbraio con “Link” dell’Allegra Brigata Cinematica, uno spettacolo che esplora i temi della crescita e dei cambiamenti che questa comporta. Mentre, il 22 andrà in scena “Hamelin”, ispirato alla celebre fiaba del Pifferaio Magico, dove, viene anticipato, «Factory compagnia transadriatica porterà gli spettatori sul palco, esplorando le origini di questa storia sospesa tra fiaba e realtà».
Infine, la stagione si chiuderà sabato 8 marzo con una co-produzione del Teatro del Buratto-Css Teatro stabile di innovazione del Fvg, quando si applaudirà “La leggenda del Basilisco”, uno spettacolo che «narra la storia di un mostro che pietrifica chiunque incroci il suo sguardo, fino al giorno in cui incontra Siro, un bambino che diventa suo amico e cambia il destino di tutti».
E, come detto, dopo ogni spettacolo, «sarà offerta a tutti una dolce merenda, momento conviviale di scambio e condivisione con le prelibatezze del panificio Iordan e le profumate mele coltivate con prodotti biologici fornite dall’azienda agricola Rigonat. Un’occasione per trasformare un pomeriggio d’inverno in un magico momento di partecipazione». Va ricordato che la stagione Pomeriggi d’inverno è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Fvg, Io sono Fvg, dal Comune di Gorizia, dalla Fondazione Carigo con la collaborazione del Kulturni Center Lojze Bratuž e Go! 2025 Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura. Comunque, per maggiori informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o su andare su www.ctagorizia.it

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In copertina e all’interno ecco due immagini dello spettacolo di sabato a Gorizia.

(Ph Mariagrazia Proietto)

Demenza, consigli nel pulmino viola dell’Associazione de Banfield

“Metti in moto il cervello” è la postazione mobile attrezzata dell’Associazione de Banfield, attivata con il contributo dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina per fornire in diversi punti della città informazioni e consulenze gratuite sul fronte sull’insorgere della demenza e su varie necessità legate alle condizioni di fragilità nell’anziano. Nei suoi oltre trentacinque anni di attività, l’Associazione de Banfield ha rilevato la difficoltà da parte di molti caregiver informali e delle persone anziane fragili a recarsi in sede per richiedere l’aiuto e l’assistenza che l’Associazione garantisce. Il riconoscibilissimo pulmino viola di “Metti in moto il cervello” è quindi la risposta per avvicinarsi direttamente alla potenziale utenza. All’interno della struttura itinerante è possibile usufruire di supporto individuale per i caregiver, di consulenze socio-sanitarie, spunti e suggerimento per la stimolazione cognitiva, consigli per la salute del cervello e la prevenzione della demenza e si può ricevere materiale informativo di vario tipo sulla demenza e sui servizi disponibili sul territorio.

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Oltre 10 mila euro a Natale

Letteralmente andate a ruba le nuovissime creazioni delle volontarie dell’Emporio della Solidarietà dell’Associazione de Banfield realizzate in occasione del Natale. L’atrio della Camera di Commercio di piazza della Borsa ha ospitato i banchetti con le shopper scintillanti, frutto di un fine lavoro artigianale, contenenti panettoni e pandori, ma anche cioccolatini della Solidarietà avvolti in elaborati sacchettini di fattura sempre manuale, realizzati con stoffe di vario tipo, anche di grande pregio, comprese numerose cravatte variopinte, altrimenti dimenticate in un cassetto. Il progetto solidale era volto a raccogliere fondi da impiegare a sostegno delle attività a domicilio svolte dall’Associazione per le persone anziane fragili e le loro famiglie. In totale, le donazioni raccolte ammontano a 10.255,50 euro pari a oltre 340 ore di supporto a domicilio professionale erogato dall’Associazione e di cui gli utenti beneficiano a titolo gratuito.

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A tutti quelli che entrano in contatto con il pulmino viene fornita una guida cartacea sui fattori di rischio della demenza e su come prendersi cura del proprio cervello dal titolo “Dai una mano al tuo cervello prima che diventi troppo bravo a dimenticare”: un vademecum realizzato anch’esso grazie al contributo di Asugi dove si evidenziano i principali fattori di rischio, i segnali precoci e le strategie di attivazione cognitiva. Come spiegato dalla guida, “demenza” è un termine che descrive una serie di sintomi legati al declino della memoria, del pensiero, delle capacità di orientamento e delle abilità quotidiane. Si tratta di una condizione patologica progressiva che può influire gravemente sulla qualità della vita ma non si deve considerare come parte del normale invecchiamento. Ci sono alcuni fattori di rischio che è bene conoscere e “ostacolare” attraverso uno stile di vita sano. La guida fornisce moltissimi suggerimenti per attività da svolgere da soli o con il proprio caregiver. Il pulmino viola sarà posizionato nella mattinata di domani 30 gennaio a Muggia in piazza Repubblica Passo Roncalli, mentre il pomeriggio in piazza XXV Aprile a Borgo San Sergio. Sabato 1° febbraio mattina in viale Romolo Gessi e pomeriggio in piazza Ponterosso, mentre mercoledì 5 febbraio mattina sarà in largo Barriera Vecchia. Il calendario e le informazioni complete sul sito dell’Associazione, www.debanfield.it

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In copertina, il pulmino viola informativo dell’Associazione de Banfield di Trieste.

“Conversazioni in Osteria” a Cjase Cocèl: stasera a Fagagna con Floriana Nativo quel labirinto che racconta mille storie

Con la presentazione del nuovo libro di Floriana Nativo, “Il filo del labirinto”, tornano all’Ecomuseo Il Cavalîr, proprio questa sera alle 20.30, le “Conversazioni in Osteria”, appuntamenti con il pubblico e gli autori che hanno come sede, ovviamente, l’accogliente osteria storica di Cjase Cocèl a Fagagna. Con l’autrice dialogheranno Giuseppe Fiorica e Romano Vecchiet, e le letture di brani del libro saranno curate da Elisabetta Brunello Zanitti.
Il libro di Floriana Nativo si addentra nel mito. Il labirinto ha rappresentato, infatti, per millenni un luogo simbolo. Ha influenzato pittori, artisti e scrittori. Rappresenta un modo di dire, di pensare. Va ben oltre la figura geometrica e su di esso mille storie si intrecciano. Nel saggio, completo di quattro racconti, l’autrice analizza i componenti del mito, la trasformazione del labirinto nei secoli, le forme di riflessione e di parola a esso ispirate. La copertina è stata realizzata da Giulio De Vita.

Per informazioni cjasecocel@gmail.com e ilcavalir@gmail.com, telefono 0432.801887 e 351.9656319.

Tanta bella musica domenica a Udine per celebrare gli 85 anni dell’Istituto Bearzi e la ricorrenza di San Giovanni Bosco. Don Aldo Castenetto: è il volto bello della fede

di Mariarosa Rigotti

Ci sarà anche tanta buona musica per celebrare, domenica 2 febbraio, a Udine gli 85 anni di fondazione dell’Istituto Bearzi e la festa di San Giovanni Bosco: ne saranno protagonisti il coro della Parrocchia del Bearzi stesso e una compagine di musicisti, sia giovani allievi delle scuole salesiane, sia adulti diplomati anche ex allievi, provenienti dal Triveneto, che animeranno la Messa delle 11. Ad anticipare quanto accadrà, nell’occasione, è il salesiano Aldo Castenetto, ideatore dell’iniziativa, lui stesso musicista, che anche l’anno scorso diresse la formazione; da ricordare che don Aldo è originario di Cassacco ed è tornato in Friuli a prestare la sua opera nell’istituto udinese dopo anni di servizio a Mestre. E questa è, appunto, una iniziativa che si inserisce nel ricco programma di festa e di preghiera.

San Giovanni Bosco


– Allora, don Aldo, come prima cosa: come è nato questo progetto?
«Nel nostro stile salesiano la musica è sempre stata importante, come strumento educativo e di aggregazione. Nella nostra storia di congregazione abbiamo avuto grandi musicisti. In tutte le nostre case e scuole si valorizza la dimensione musicale. Spesso risulta più immediato seguire il filone della musica pop e rock, che è più vicina alla sensibilità giovanile: da anni mi interrogavo su come poter coinvolgere in un’esperienza musicale e salesiana i giovani musicisti che arrivano, invece, dal mondo delle bande filarmoniche e delle orchestre».
– Ma quando avete iniziato questo percorso?
«Dopo numerosi piccoli tentativi nelle realtà locali in cui operavo, negli ultimi due anni c’è stata la possibilità di collaborare, a Mogliano, al Meeting giovani del Triveneto. In quella occasione, assieme ad un altro salesiano musicista, Gilberto Driussi, è nata un’idea: perché non coinvolgere in modo più trasversale i giovani musicisti che già fanno qualcosa nelle loro scuole e oratori locali? Così, abbiamo pensato di suonare e cantare durante l’Eucarestia, provando a proporre una realizzazione esteticamente bella e nuova dei canti che già abitualmente i giovani eseguono durante le celebrazioni. Fin dalla prima esperienza hanno partecipato ragazzi di Udine, Verona, San Donà di Piave, Chioggia, Mogliano Veneto, Castelfranco e Mestre. Quello che abbiamo proposto fin da subito ai musicisti era di vivere un’esperienza di crescita personale, musicale e spirituale, oltre che “concertistica”. E fin da subito abbiamo avuto molta soddisfazione».

Don Aldo Castenetto alla sua prima Messa.


– Ha detto che l’esperienza prima di tutto le sembra significativa per i musicisti, oltre che per i fedeli. Cosa intende con questo?
«Dunque, per poter realizzare qualcosa di bello era necessario anche un certo livello di professionalità: ecco, allora, che abbiamo pensato di affiancare i giovani studenti con alcuni musicisti professionisti. La cosa bella è che alcuni di loro erano ex allievi dei salesiani: giovani che avevano cominciato a suonare in oratorio e che poi hanno continuato gli studi fino al diploma e a una carriera musicale professionale. Così, per un giovane musicista, magari alle prime esperienze di orchestra, poter suonare con persone molto competenti, e poterlo fare in un contesto di amicizia e gratuità che si sposa con la professionalità penso sia sano, soprattutto nella cultura di oggi. Accanto a questo sono convinto che la musica, e la musica di insieme in particolare, parli di Dio e avvicini a Dio: l’esperienza dell’eseguire musica sacra può aiutare dei giovani musicisti cristiani a esprimere la loro fede, condividere la loro spiritualità suonando insieme e forse anche riscoprirla, proprio attraverso la musica».


– Un’altra domanda, ci sono giovani che fanno 200 chilometri per venire a suonare al Bearzi, professionisti che partecipano all’esperienza e si mettono accanto a ragazzi: non le sembra sproporzionato rispetto al numero di persone che godranno di questo evento?
«Mi piace vedere questa esperienza come una testimonianza concreta di quell’eccesso che ogni esperienza artistica ed estetica comunica, e che è anche la firma di Dio. La bellezza è sempre esorbitante, la meraviglia è sempre eccessiva. Penso che sia educativo, per i musicisti che partecipano, riconoscere la bellezza di quello che fanno al di là dell’eventuale “sede prestigiosa”. Allo stesso tempo, penso che questo renda ancora più speciali la sorpresa e l’emozione di chi parteciperà all’Eucarestia».
– Allora, don Aldo, invita tutti alla Messa delle 11 di domenica 2 febbraio al Bearzi?
«Certamente. Sarà un’occasione per pregare in modo diverso e scoprire il volto bello della fede».

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In copertina, una panoramica sull’Istituto Bearzi di Udine che festeggerà 85 anni.