Festival di Sanremo questa sera al via: Esibirsi Pordenone sarà protagonista

Un proprio socio in gara sul palco dell’Ariston – Olly – e tanti eventi nel programma collaterale del Festival di Sanremo che comincia proprio oggi: Esibirsi, cooperativa aderente a Confcooperative Pordenone e realtà cooperativa più grande nel settore spettacolo in Italia, sarà anche quest’anno nella città dei fiori con tante iniziative e progetti. Si apre così un nuovo anno per la realtà fondata nel 2002 dal presidente Lucio Bot e dal vicepresidente Giuliano Biasin, che coadiuvati da Luigi Buggio, membro del cda, hanno raggiunto 10 mila 600 soci e avuto l’anno passato 28 milioni 869 mila euro di fatturato.
“Saremo presenti in Riviera – spiega Biasin – non solo per fare il tifo per il nostro amico Olly e i tanti altri nostri associati che compongono o supportano le band come anche alcuni direttori d’orchestra, ma anche per promuovere il nostro servizio di supporto burocratico agli artisti e condividere momenti di approfondimento con il mondo della musica italiana indipendente. Saranno come sempre giornate impegnative ma molto stimolanti per noi, nel cuore del Festival della Canzone Italiana”. “Ancora una volta con i suoi progetti legati al Festival di Sanremo – sottolinea Fabio Dubolino presidente di Confcooperative Pordenone – la cooperativa Esibirsi conferma di essere votata all’innovazione con passione e professionalità. Nel mondo dello spettacolo è da più di vent’anni realtà di riferimento per come riesce a essere al fianco degli artisti negli importanti aspetti burocratici permettendo loro di affrontare più serenamente questi passaggi e di concentrare la maggior parte delle energie nel generare musica, spettacolo, cultura”.
Innanzitutto, ci sarà di nuovo come negli scorsi anni l’“Esibirsi Cube”, postazione itinerante nel centro di Sanremo che offrirà agli artisti emergenti l’opportunità di esibirsi con un proprio brano in versione “busker”. Tutte le performance saranno registrate e diffuse attraverso i canali social della cooperativa e del partner Voci.Fm, garantendo così visibilità ai partecipanti. Nella precedente edizione 2024, il Cube ha ospitato oltre 60 giovani talenti e tra questi c’è stato qualcuno che in seguito ha raggiunto il grande pubblico, come Mimì Caruso (vincitrice di X Factor 2024), ed altri artisti già noti, tra i quali Ascanio e Luk3 (concorrenti di Amici 2023) e Gaetano De Caro (concorrente di X Factor 2023).
Tra le novità di questa edizione spicca “Esibirsi: Sanremo Talk”, un appuntamento quotidiano in collaborazione con “Consulenza Radiofonica” in diretta dalla centralissima postazione di Piazza Borea D’Olmo. Durante l’evento, Giuliano Biasin, Luigi Buggio e l’avvocato Claudia Barcellona ospiteranno professionisti di rilievo nazionale per approfondire temi di grande attualità nel settore musicale, tra cui la gestione del diritto d’autore, l’industria discografica e la parità di genere nel mondo dello spettacolo. Grazie all’adesione attiva al Coordinamento StaGe!, non mancheranno incontri istituzionali volti a portare all’attenzione delle autorità le istanze del settore musicale. È inoltre attesa, anche per questa edizione, la presenza del sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, Gianmarco Mazzi, presso la Casa Siae.
Infine, Esibirsi è stata coinvolta in “Master Talent Città dei Fiori”, un’importante iniziativa di formazione e scouting realizzata dalla prestigiosa Joseba Academy di Roma. Il progetto vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama musicale e televisivo, tra cui Gianni Testa (produttore discografico), Julian Borghesan (conduttore Rai), Cecilia Cesario (vocal coach di Amici e preparatrice vocale per X Factor, All Together Now e The Voice Kids), Rosario Canale (cantautore multiplatino), Rita Perrotta (talent scout per RAI, Mediaset e SKY), Maurizio Caridi (talent scout), Antonio Tortolano (talent scout per Rai, Mediaset e Sky), il maestro Enzo Campagnoli (direttore d’orchestra che in questa edizione dirigerà Rocco Hunt, Tony Effe e Giorgia), Claudia Barcellona (avvocato dello spettacolo) e, per la cooperativa Esibirsi, lo stesso Giuliano Biasin.

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In copertina, il cda della cooperativa pordenonese Esibirsi con Giuliano Biasin, Lucio Bot e Luigi Buggio.

Un ritratto a ricordo di San Valentino per gli innamorati al Palmanova Village

Una giornata dedicata agli innamorati… in coppia, in famiglia o da soli, con un regalo speciale da conservare. Venerdì 14 febbraio, Palmanova Village regala ai clienti un inedito appuntamento con l’arte: un artista del Sacchetti Studio, specializzato in grafica e moda, reralizzerà per tutti un ritratto schizzato e personalizzato.
Con un portfolio che include nomi iconici come Fendi, Bulgari, Dior e molti altri, Sacchetti Studio è conosciuto in tutto il globo per la sua capacità di unire il mondo dell’arte, della moda e dello stile alla cultura del lusso, creando esperienze visive uniche e peculiari.
I clienti di Palmanova Village avranno quindi l’opportunità di vivere un momento magico posando dal vivo per l’artista di Sacchetti Studio che realizzerà i loro ritratti personalizzati in tempo reale presso l’Info Point del Villaggio, con gli inconfondibili agili tratti del “live sketching” che ricordano proprio i bozzetti dell’alta moda. Al termine della seduta, riceveranno gratuitamente l’opera d’arte esclusiva da portare a casa come ricordo della giornata di San Valentino. Due le sessioni di lavoro previste nella sola giornata di venerdì 14 febbraio: dalle ore 11 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.

Il Club per l’Unesco di Udine presenta oggi all’Università nella Giornata del Ricordo il libro di Gian Paolo Polesini

(g.l.) Celebrazioni per la Giornata del Ricordo oggi anche nel capoluogo friulano. Organizzato dal Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco, si terrà infatti oggi, con inizio alle 17, un incontro nella sala Gusmani dell’Università degli Studi. Gli interventi potranno essere seguiti anche da remoto (indirizzo web nella locandina sottoriportata).


Nell’occasione, Bruna Zucccolin, presidente del Comitato di Udine dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, presenterà il libro “Polle, il figlio unico” (Edizioni L’Orto della cultura) del marchese Gian Paolo Polesini, giornalista professionista, critico cinematografico e televisivo del Messaggero Veneto, che sarà presente ai lavori. Successivamente, parlerà Pietro Mastromonaco, scrittore con delega alla Letteratura nel Club per l’Unesco di Udine (Nel drammatico ricordo dell’esodo e delle violenze nei confini orientali, delineazione degli eventi che hanno investito quei territori, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, alla sua conclusione), seguito da Andrea Snaidero, laurea in Scienze politiche, socio del Club per l’Unesco di Udine, autore del testo “L’ultimo giro di giostra – Verso un mondo multipolare, Le foibe: storia di un Olocausto”.
«Io sono un nobile nato povero per colpa della Storia – sono le parole di Gian Paolo Polesini che propone una breve presentazione del suo libro autobiografico – che azzerò le immense proprietà del nostro casato istriano, guarda caso tredici anni prima che io nascessi. Dalla metà del Quattrocento al 4 agosto 1944 la famiglia ha vissuto nella ricchezza, soprattutto nel Settecento, età favorevole all’ascesa sociale dei cinque fratelli Polesini che furono nominati Marchesi dal Doge Paolo Ranieri. Questo libro è un divertissement senza pretesa, lo scopo è solamente quello di sorridere sul passato e sul presente nel rispetto assoluto di quel minimo di gloria accumulata dalla stirpe in sette secoli. Aggiungendo così, con “Polle, il figlio unico”, altri racconti a “Sangue Blu”, il libro che scrissi nel 2007 per confermare l’eutanasia di questa dinastia, che morirà con me. Spero tardi. Poco male: un titolato senza un castello e senza un cavallo non è mai andato da nessuna parte».
L’incontro di questo pomeriggio all’Università di Udine sarà aperto dai saluti della presidente Renata Capria D’Aronco e di Teresa Gualtieri, presidente della Ficlu e del Club per l’Unesco di Catanzaro.

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In copertina, la bella immagine di Gian Paolo Polesini bambino con la quale si presenta il libro “Polle, il figlio unico”.

Sicurezza tecnologica tutta Made in Friuli (con le Forze dell’ordine italo-slovene) per la protezione dell’apertura di Go!2025

MD Systems ha garantito la sicurezza tecnologica per Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025.L’intera infrastruttura di sorveglianza e monitoraggio è stata affidata all’azienda friulana di riferimento nel settore della tecnologia per la sicurezza, che ha messo a disposizione delle forze di polizia italiane e slovene le migliori soluzioni disponibili sul mercato. L’azienda ha realizzato una Centrale Gos (Gruppo Operativo di Sicurezza), un centro nevralgico di videosorveglianza di ultima generazione, allestito con tecnologie avanzate e gestito da personale specializzato delle forze dell’ordine italiane e slovene. A supporto di questa importante infrastruttura, era operativa anche la Protezione civile con un innovativo sistema basato sull’uso di un drone di ultima generazione. Questi dispositivi sono fondamentali per il monitoraggio in tempo reale e per interventi tempestivi in caso di necessità.


Il sistema di sicurezza progettato da MD Systems comprende decine di telecamere e algoritmi, tra modelli fissi e speed dome (telecamere con rotazione a 360° ad alta velocità, autofocus e zoom potente) posizionate strategicamente per garantire una copertura completa senza angoli ciechi. Le telecamere di ultima generazione e le speed dome permettono un controllo efficace in qualsiasi condizione di luce, assicurando la massima sicurezza per i partecipanti e le autorità presenti all’evento. Inoltre, il drone ha operato in aree prestabilite, sotto la supervisione della Questura e della Prefettura, con capacità di zoom avanzato per interventi mirati.
L’importanza dell’evento è stata sottolineata dalla presenza di alte cariche istituzionali, tra cui il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e la Presidente della Repubblica Slovena Nataša Pirc Musar, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga e i loro omologhi sloveni.

Diego Mansutti

Massimo Zia

MD Systems si conferma un’eccellenza nel settore della sicurezza e della tecnologia applicata alla protezione di eventi di rilievo internazionale, mettendo in campo la propria esperienza, professionalità e innovazione per garantire un evento sicuro e perfettamente monitorato. «È la conferma di un continuo processo di specializzazione della nostra azienda nel settore degli eventi – spiega l’amministratore delegato di MD Systems, Diego Mansutti -. La nostra azienda fornisce tecnologie di ultima generazione per garantire sicurezza e monitoraggio, supportati da tecnici altamente qualificati e sempre pronti a gestire qualsiasi problematica tecnica, assicurando così la continuità del servizio».
Importante anche il ruolo della Protezione civile, come spiega Massimo Zia, funzionario della direzione centrale della Protezione civile della Regione Fvg e referente del team unità drone: «Utilizziamo un drone che ha un sensore integrato, grandangolare, telecamera a infrarossi e un telemetro laser che consente di acquistare un bersaglio fino a un chilometro. Lo abbiamo alzato a 45 metri di altezza inquadrando i punti segnalati dalla Questura. Droni che utilizziamo anche in caso di calamità, incendi boschivi, persone disperse».

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In copertina e all’interno la centrale operativa allestita da MD SYstems per Go12025.

Alle Palme Nimis andrà alle urne per chiudere la gestione commissariale e scegliere i nuovi amministratori: per ora la discesa in campo di Sergio Bonfini

di Giuseppe Longo

Domenica delle Palme con urne aperte a Nimis e in altri tre Comuni del Friuli Venezia Giulia per il rinnovo delle civiche amministrazioni. Nel paese pedemontano le elezioni, fissate dalla Regione Fvg per le giornate del 13 e 14 aprile prossimi, avverranno dopo un anno esatto di gestione commissariale, visto che non era stata indetta una consultazione in autunno. Una data, peraltro, che prende un po’ tutti in contropiede, in quanto era diffusa la sensazione che la chiamata al voto nei quattro Comuni – con Nimis, anche Pordenone, Monfalcone e San Pier d’Isonzo – potesse avvenire, con maggiore probabilità, tra fine maggio e metà giugno. Per cui i tempi sono molto stretti per la predisposizione delle liste attraverso le quali i cittadini dovranno scegliere i nuovi amministratori. E che a Nimis avranno l’onere di dare una guida al Comune dopo l’interruzione anticipata – appena dopo due anni – della Giunta guidata dal sindaco Giorgio Bertolla. Avvenendo il voto municipale in questo 2025, i rinnovi della civica assemblea riprenderanno l’esatto ritmo quinquennale che avevano prima della breve esperienza dei mandati quadriennali e dei precedenti commissariamenti.

Sergio Bonfini


Ma veniamo alle prospettive elettorali. Per ora si è delineato soltanto uno schieramento, a capo del quale, come riferito ieri anche dalla stampa quotidiana, c’è l’ingegner Sergio Bonfini, 69 anni, già dipendente di Telecom Italia a Trieste, vicesindaco nella decaduta amministrazione. Nella lista che si sta perfezionando non figurerà l’ex primo cittadino, il quale ha però assicurato un appoggio esterno. Nelle amministrative del 2022 alla lista di Bertolla e Bonfini si era contrapposta la compagine guidata da Gloria Bressani, sindaco uscente, che non si era affermata per un divario di poche decine di voti, sancendo di fatto una spaccatura a metà dell’elettorato. Come si ricorderà, tutto era nato in seguito a gravi dissapori venutisi a creare all’interno della maggioranza, nella quale cinque consiglieri “dissidenti” avevano dato vita al gruppo autonomo “Nimis s’è desta”. Successivamente, assieme ai quattro rappresentanti dell’opposizione espressi da “Rinnova Nimis”, oltre a predisporre una mozione di sfiducia congiunta, erano giunti nella determinazione di rassegnare le dimissioni in massa tanto da provocare la caduta dell’Esecutivo municipale con la nomina del commissario straordinario nella persona di Giuseppe Mareschi. Quattro settimane dopo gli amministratori che erano rimasti in sella – Giorgio Bertolla, Sergio Bonfini, Matteo Cuffolo e Luca Balloch – e, quindi usciti di scena, avevano diffuso una circostanziata risposta agli attacchi degli ex cinque consiglieri eletti nel 2022 nelle due liste “Nimis al Centro” e “Uniti per Nimis” che avevano permesso la nascita della Giunta Bertolla, vale a dire gli assessori Mariacristina Del Fabbro e Stefano Doraconti, che avevano anche restituito le deleghe, Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto, i quali si erano appunto coalizzati con l’ex sindaco Bressani, il capogruppo Fabrizio Mattiuzza, Beatrice Follador e Serena Vizzutti.

Giuseppe Mareschi

Ora è arrivata, dunque, l’ora di voltare pagina e chiudere la gestione commissariale, dando alla cittadinanza la possibilità di scegliere i nuovi amministratori che dovranno subentrare alla guida, peraltro molto apprezzata, del dottor Mareschi. Il funzionario regionale, infatti, non si è limitato soltanto all’ordinaria amministrazione, ma ha cercato di assecondare richieste importanti – come la recente attribuzione della cittadinanza benemerita a monsignor Rizieri De Tina – e aspirazioni di ampio respiro come la istituzione di un museo del vino. Così, dopo la riunione prenatalizia, che era stata convocata dalla Biblioteca comunale, pochi giorni fa c’è stato un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 settembre, al fine di verificarne l’idoneità, non solo per questa importante struttura a servizio del settore vitivinicolo, che si rivelerebbe strumento utile anche in chiave turistica, ma anche per ospitare in modo permanente le tele di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che lo scorso giugno erano state esposte in una bellissima mostra nell’antica Pieve. Un obiettivo che ora, giocoforza, passerà nelle mani dei nuovi amministratori di Nimis che usciranno dal confronto elettorale di aprile.

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In copertina, il Municipio di Nimis che ora attende la nuova amministrazione.

Corno di Rosazzo, sarà dedicato alle fiabe il nuovo Premio Noax. Tanti per il catalogo 2024 con le cartoline illustrate

Sarà dedicato alle fiabe, quei racconti che piacciono tanto ai bambini, il Premio Noax 2025. Tra poco, infatti, il comune di Corno Di Rosazzo emetterà il bando del concorso che è stato promosso congiuntamente con il Circolo culturale Corno.
Intanto, è stato pubblicato il catalogo della 11ma edizione, quella del 2024, che era stata dedicata alle cartoline illustrate. Nel volumetto sono raccolti gli elaborati di tutti i partecipanti al Premio Noax e le foto della cerimonia di premiazione. Alla presentazione della pubblicazione, avvenuta nella chiesetta trecentesca di San Giacomo, sono intervenuti tutti i rappresentanti degli enti promotori, dal sindaco Daniele Moschioni all’assessore alla cultura Sonia Paolone, dal presidente del Circolo culturale Corno, Sergio Paroni, all’architetto Paolo Coretti, ideatore del Premio, e a Luigi Pacorini, rappresentante di Civibank, main sponsor dell’iniziativa. Folto il pubblico a dimostrazione dell’interesse che incontra sempre il concorso.

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In copertina, la chiesetta trecentesca di San Giacomo fulcro del Premio Noax.

Grande emozione vedere quei ragazzi suonare nell’orchestra Ami-Ritmea! Anche Nimis si prenota per ascoltarla

di Giuseppe Longo

NIMIS – Serata di grande intensità ed emozione, tra le cisterne dei pregiati vini della Cantina I Comelli, a Nimis, dove è stato presentato il bellissimo film-documentario “Suono Dunque Sono”, di Elia Ferandino, un inno alla inclusione a favore dei disabili che ha mostrato con grande efficacia, a chi guardava con occhi lucidi le immagini proiettate sul muro, quanto la musica possa diventare – attraverso l’orchestra Ami messa insieme da Ritmea – un formidabile, e insostituibile, mezzo per dare opportunità inesplorate a persone svantaggiate di ogni età, dai bambini agli adolescenti, ma anche a coloro che sono ancora più su con gli anni. Infatti, non ci sono confini riguardo alla possibilità di farli sentire anche loro partecipi di quanto la vita, pur con i suoi limiti, sappia loro offrire.

Veramente bello e toccante vedere quei ragazzi impegnati nelle prove con insegnanti tanto pazienti e disponibili – sostenuti da famiglie “eroiche” che credono fortemente in questo progetto -, ma anche nei concerti tenuti con tanto entusiasmo nella suggestiva cornice del Castello di Susans, sopra Majano. Un concerto così bello e appassionato che Paolo Comelli – come sempre squisito padrone di casa – si è offerto di ospitare quanto prima, meglio ancora d’estate, nel verdissimo parco (ricordo, al riguardo, il successo della Notte del vino organizzata in agosto). E la risposta non si è fatta attendere: l’associazione, fondata e guidata da Antonella Rigo, cercherà senz’altro di ritagliare tra il già ricco calendario anche una serata per Nimis. Quella della presentazione del progetto Ami e del film – prodotto da tassotto&max con il sostegno della citata scuola di musica udinese – ha colto infatti nel segno, suscitando un grandissimo interesse mediatico. L’annuncio della proiezione, dato su questo blog e veicolato sui social, ha registrato infatti oltre settecento visualizzazioni, segno del fortissimo interesse suscitato dall’iniziativa, per cui anche un eventuale concerto dell’Ami-Ritmea a Nimis sarebbe accolto di sicuro con grande entusiasmo e partecipazione.
La proiezione era stata introdotta proprio da Comelli, il quale ha fatto cenno anche all’altra iniziativa umanitaria che da molti anni vede protagonista la rinomata azienda di borgo Valle – “Diamo un taglio alla sete” – per finanziare la ricerca, tramite un religioso friulano, di acqua potabile nell’Africa arroventata dal sole, annunciando che il ricavato delle bottiglie vendute nell’occasione sarebbe stato devoluto a favore del sodalizio musicale. Quindi Elia Ferandino ha introdotto alla visione del film osservando che questo documentario «esplora una mirabile realtà in cui l’inclusione musicale diventa un potente strumento di connessione, in grado di abbattere barriere e creare un legame profondo tra insegnanti, musicisti, accompagnatori e studenti. Una realtà in cui la passione per il suono si trasforma in una lingua universale, capace di unire mondi che sembrano distanti, ma che, attraverso la musica, si avvicinano e si arricchiscono a vicenda».


Presentando l’iniziativa, avevamo infatti ricordato che «con una serie di interviste personali e intimi ritratti delle persone coinvolte – per usare ancora le parole dell’autore e regista -, il film racconta la bellezza delle piccole e grandi conquiste che nascono dalla collaborazione tra chi ama fare e ascoltare la musica. Ogni voce, ogni strumento, ogni sorriso racconta una storia di crescita e di superamento dei limiti, sia individuali che collettivi. Le dinamiche dell’orchestra Ami emergono come esempio concreto di come la musica possa essere un linguaggio inclusivo e trasformativo, in grado di ridurre distanze e creare un ambiente di fiducia e di supporto reciproco».
Alla fine della proiezione, salutata da scroscianti applausi, ha portato un saluto anche la citata Antonella Rigo, accompagnata da altri animatori della benemerita associazione che con una ventina di insegnanti, veramente bravi ed encomiabili, insegna a 80 allievi di tutte le età – e due di essi hanno portato la propria toccante testimonianza – i rudimenti della musica fino a raggiungere livelli che hanno consentito di dare vita proprio a un’orchestra che collabora anche con quella giovanile dei Filarmonici Friulani e la milanese Allegro Moderato: tre realtà applaudite prima di Natale addirittura al Teatrone di Udine. Un’orchestra, insomma, che pure Nimis si è prenotata per ascoltarla appena possibile. Anche a questa possibilità, ma soprattutto alle nuove fortune dell’associazione Ami-Ritmea, alla fine ci stava proprio tutto un brindisi con i vini di “Diamo un taglio alla sete” e gli invitanti crostini con i prodotti della Wolf di Sauris portati da Claudio Pravato.

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In copertina, una scena del film con alcuni componenti dell’orchestra Ami-Ritmea; all’interno, l’intervento finale di Elia Ferandino, che ha accanto Antonella Rigo (anche sullo schermo) e due giovani dell’associazione,  il saluto di Paolo Comelli, un settore del folto pubblico. E infine i vini di “Diamo un taglio alla sete”.

 

 

La Banda di Reana del Rojale ha 50 anni: stasera al via delle celebrazioni a Remugnano Dino Persello rievocherà la ricca storia dell’associazione musicale

(g.l.) Ci sarà anche Dino Persello alla festa per i 50 anni della Banda musicale di Reana del Rojale, in programma questa sera, alle 20.45 nell’auditorium comunale “Monsignor Giovanni Pigani”, a Remugnano. La serata, con ingresso libero, beneficia del sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’Anbima Fvg, oltre che della civica amministrazione. Lo spettacolo-concerto viene proposto in occasione dell’apertura delle celebrazioni per il mezzo secolo dalla rifondazione del complesso di ottoni, come dire che ci saranno nel corso dell’anno altre iniziative e invitanti proposte per sottolineare questo speciale anniversario che ci riporta al 1975, appena un anno prima del disastroso terremoto che devastò mezzo Friuli. Cinquant’anni di storia locale, con tantissimi ragazzi che negli anni si sono avvicinati alla musica, cogliendo gli inviti lanciati dai dirigenti dell’associazione guidata da Manolo Bon, facendo crescere e affermare la Banda, oggi formata da una cinquantina di musicisti che suonano sotto la direzione del maestro Flavio Luchitta. Mezzo secolo nel quale “indagherà” proprio Dino Persello, attore sandaniele innamorato del Friuli e riconosciuto specialista in queste ricostruzioni storiche che ci riportano all’essenza della nostra terra.

La Banda di Reana del Rojale oggi.

Il maestro Flavio Luchitta

L’attore Dino Persello

Ecco, dunque, qualche informazione storica, come ci viene proposta dallo stesso sodalizio musicale. «Correvano gli anni della grave crisi economica mondiale e della mancanza di libertà dovuta agli sviluppi politici del tempo. Di certo, anche Reana non si sottraeva alle influenze di questa situazione storica e la popolazione locale sentiva l’esigenza di ritrovarsi per trascorrere momenti di convivialità e per tentare di lenire le sofferenze provocate da quel particolare contesto. Fu proprio in questa situazione che nel 1931 si manifestò l’esigenza di creare un gruppo musicale che fungesse da centro di aggregazione e nello stesso tempo allietasse non solo le festività civili ma anche le ricorrenze religiose. Perché allora non creare una banda musicale? Per cercare di dare vita ad un complesso bandistico venne quindi costituito un comitato promotore formato da una quindicina di reanesi e presieduto da don Luigi Morgante. Successivamente, venne legalmente redatto lo statuto della banda musicale alla quale diedero la loro adesione, contribuendo anche finanziariamente, molti compaesani. Ben presto il neonato sodalizio, sotto la guida dei maestri Armando Molino e Ottelio Camellini, si consolidò fino a diventare una vera banda musicale. Essa funzionò molto bene fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale; questo evento infatti causò gravi difficoltà all’organico provocate dalla chiamata alle armi di numerosi suonatori. Negli anni Cinquanta la banda ridusse la sua attività e nel 1958 si sciolse lasciando un vuoto incolmabile nel paese fino al 1975, anno in cui venne rifondata tenendo conto di tre obiettivi fondamentali: promuovere la cultura musicale, poggiare su basi cristiane la sua presenza e aprirsi dal punto di vista sociale e civile all’interno del territorio rojalese. Da allora, la Banda musicale di Reana ha svolto la sua attività ininterrottamente ed oggi, grazie al lavoro del maestro Flavio Luchitta, del consiglio direttivo presieduto da Manolo Bon e dei musicisti, si attesta come una delle realtà musicali più vivaci e prestigiose a livello regionale».
Gli impegni affrontati in questi dieci lustri non si contano in regione, in Italia e all’estero, peraltro più volte gratificati da brillanti riconoscimenti anche internazionali, come il primo premio ottenuto nel 2014 a Riva del Garda. E pure attualmente la Banda rojalese mantiene un ricco calendario, dai concerti (tra i quali si ricorda quello annuale di Santa Cecilia, patrona della musica) all’accompagnamento delle celebrazioni civili e religiose. Inoltre, collabora costantemente con le realtà culturali circostanti, creando appuntamenti sempre molto apprezzati. Una bellissima realtà, dunque, tanto che pure l’odierno spettacolo-evento si annuncia molto promettente, per cui la proposta della Banda di Reana è proprio da cogliere al volo. Anche perché la presenza di Dino Persello, grande conoscitore di queste preziosissime presenze di paese, darà il valore aggiunto alla serata.

Casarsa ha ricordato Guidalberto Pasolini e le altre vittime dell’Eccidio di Porzûs

Casarsa della Delizia ieri ha reso omaggio, nel cimitero del capoluogo, alla memoria di Guidalberto Pasolini, fratello del poeta e scrittore Pier Paolo, accomunando nel ricordo anche le altre vittime dell’Eccidio alle malghe di Porzûs (febbraio 1945). Guidalberto Pasolini – “Ermes” il nome in codice da partigiano della Brigata Osoppo – fu ucciso ad appena 19 anni nel contesto di quel tremendo fatto di sangue che contrassegnò la fine della Seconda guerra mondiale. Le sue spoglie sono custodite, assieme a quelle degli altri partigiani casarsesi, in una tomba monumentale dinanzi alla quale il sindaco Claudio Colussi, assieme alla delegazione della Associazione Partigiani Osoppo – Friuli, ha posto una corona di alloro in loro ricordo. Presenti anche il vicesindaco Ermes Spagnol con altri rappresentanti dell’amministrazione comunale ed esponenti delle associazioni d’Arma del territorio, nonché il presidente del Centro studi Pasolini Marco Salvadori.


«La deposizione della corona di alloro sulla tomba di Pasolini – ha detto Colussi – è un gesto di omaggio e riconoscenza per il suo sacrificio, un modo per ricordare che la lotta per la libertà e la democrazia è un impegno che non deve mai venire meno».
Contestualmente, è stato letto un messaggio che il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha inviato alla presidente onoraria dell’Associazione Partigiani Osoppo – Friuli, Paola Del Din, e al presidente dello stesso sodalizio, Roberto Volpetti, in occasione degli 80 anni dall’Eccidio, in cui si ricorda – oltre al fatto storico che vide l’agguato dei partigiani del Gruppo di azione patriottica a quelli dell’Osoppo – che «la democrazia non ha timore nel confrontarsi con la propria storia. Ricordare è un atto di giustizia e di verità: di questo innanzitutto si nutre il desiderio di libertà. Dal sacrificio di ogni partigiano caduto è nato il percorso compiuto nella democrazia dal popolo italiano e dal popolo europeo».

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In copertina e all’interno due momenti dell’omaggio del sindaco Colussi alla tomba del partigiano Guidalberto Pasolini.

La Maratonina di Udine compie 25 anni: da oggi al via le votazioni online dei bozzetti del Civiform per scegliere il logo

Oggi scatta il concorso per la scelta del logo dell’edizione 2025 (la venticinquesima) della Maratonina Internazionale Città di Udine, che allo scopo si è affidata, come da consolidata tradizione, agli allievi del corso di Grafica del Civiform di Cividale. I lavori dei ragazzi (dodici bozzetti, realizzati da dieci studenti della classe IV Grafici, appunto) saranno pubblicati sui profili Facebook e Instagram dell’Associazione Maratonina Udinese a partire proprio dalla giornata odierna: li si potrà votare, con un like sotto l’immagine preferita, fino al 22 febbraio. Verranno a quel punto sommati i consensi ottenuti da ogni logo: i 5 più votati saranno valutati da una giuria tecnica, composta da membri dell’Amu, del Civiform e da esperti; spetterà a loro decretare il vincitore e la classifica finale. Il disegno scelto sarà inserito sulla T-shirt ufficiale della 25ma Maratonina Internazionale Città di Udine. I primi tre classificati verranno premiati nella cornice delle premiazioni (al Città Fiera) della tappa di Torreano di Martignacco del nuovo Trofeo Friuli, organizzata proprio dall’Amu e in programma l’8 giugno: l’evento segnerà l’avvio della “marcia di avvicinamento” alla Maratonina 2025.
«Si tratta di lavori molto ben riusciti, che infatti hanno entusiasmato i responsabili dell’Associazione Maratonina Udinese, con i quali – spiega il professor Giuliano Michelini, che assieme alla collega Cristina Chessa ha seguito gli allievi nel percorso – abbiamo avuto due incontri: nel primo ci sono state illustrate le esigenze dell’Amu in funzione al logo, sia a livello tecnico che in relazione alla ricorrenza della 25ma edizione, che naturalmente si intende evidenziare; nel successivo sono stati presentati i bozzetti, che hanno richiesto circa un mese e mezzo di lavoro e che adesso, dunque, saranno sottoposti al voto popolare».
La macchina organizzativa per la Maratonina 2025, intanto, è già in moto: il presidente dell’Amu, Paolo Bordon, e lo staff stanno fin d’ora definendo la programmazione dell’evento, che si annuncia particolarmente ricca per sottolineare la ricorrenza del quarto di secolo.

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In copertina, ecco un momento della partenza della Maratonina 2024 a Udine.