Effetto dazi in Fvg, un’analisi della Cciaa Pn-Ud. Il presidente Da Pozzo: gli Usa restano il riferimento primario ma stanno crescendo anche nuovi mercati

I dazi appena introdotti da Donald Trump e i contraccolpi che il loro inasprimento potrebbe provocare sulla nostra economia sono stati analizzati anche dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Sui dazi Usa, dice infatti il presidente Giovanni Da Pozzo, «valuteremo l’impatto sulle imprese friulane appena avremo i primi elementi concreti, attraverso il nostro Centro studi e il coordinamento sui temi macroeconomici e internazionali di Marco Martella, già direttore della Banca d’Italia a Trieste. Al momento, lo scenario più plausibile è che i flussi di scambio tenderanno naturalmente a riequilibrarsi tra le aree geografiche. Le dinamiche di mercato e le strategie aziendali comunemente prevalgono su misure protezionistiche di breve periodo». Per le imprese del Fvg, comunque, «l’export verso gli Stati Uniti e altri mercati-chiave continuerà a essere pilastro essenziale della crescita, grazie alla qualità, all’innovazione e alla capacità di adattarsi ai cambiamenti. Anche in contesti molto complessi, infatti, il Made in Italy ha dimostrato di mantenere storicamente un forte appeal internazionale e le aziende possono fare leva su strategie di diversificazione, che già stanno mettendo in atto, e sulla robustezza di relazioni commerciali consolidate».
Secondo Da Pozzo, «l’esperienza dimostra che, al di là delle tensioni politiche, le imprese in grado di agire con flessibilità e visione strategica riescono sempre a cogliere opportunità di sviluppo nei mercati globali, in particolare in aree geografiche magari meno strutturate, ma con un grande potenziale inespresso. Pur restando solidi alcuni tra i principali partner europei – dice il presidente –, ci sono diversi mercati emergenti extra-Ue ad alto potenziale per il Fvg, individuati peraltro anche a livello italiano dal recentissimo Piano d’Azione per l’export del Ministero degli Esteri».
Secondo le elaborazioni del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, Regno Unito e Svizzera registrano un incremento di export del 90% e del 385% tra il 2019 e il 2024, a seguire mercati con quote sì più contenute, ma con incrementi sensibili registrati nell’ultimo quinquennio, come Arabia Saudita (+148%, 2019-2024), Messico (+160%) e Brasile (+113%). L’export verso gli Usa, «pur rimanendo il nostro principale partner commerciale», precisa il presidente Da Pozzo, nello stesso periodo è invece sceso dell’8,2%. Le variazioni sono calcolate a prezzi correnti e risentono pertanto dell’effetto inflazione, effetto che comunque può spiegare solo una parte di queste variazioni.

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In copertina, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo.

A Grado i contributi per le locazioni: le domande al Comune entro il 30 aprile

A Grado sono previsti anche per quest’anno i contributi per l’abbattimento dei canoni di locazione pagati nel 2024 per i meno abbienti. Il servizio socio-assistenziale del Comune isolano rende noto, infatti, che è stato pubblicato il bando sul sito municipale. La domanda compilata in ogni punto, sottoscritta ed in regola con la normativa fiscale sul bollo dovrà essere inoltrata entro il 30 aprile prossimo a mezzo Pec all’indirizzo comune.grado@certgov.fvg.it oppure consegnata a mano all’Ufficio Protocollo (orari di apertura: lunedì e mercoledì dalle ore 14 alle 17, martedì dalle 8 alle 10, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12).

Greta Reverdito


«Verrà riconosciuto – informa un comunicato – un contributo calcolato tenuto conto del valore Isee che non potrà in nessun caso superare l’importo di euro 3.110,00 per i richiedenti in fascia A e l’importo di euro 2.330,00 per i richiedenti in fascia B di cui all’articolo 3 del bando e comunque non potrà essere superiore all’ammontare del canone corrisposto nell’anno 2024».
Gli interventi del Bando sono finanziati dal Fondo regionale per l’edilizia residenziale nel quale confluiscono anche le risorse del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, istituito dall’articolo 11 della legge 431/1998, al quale – precisa il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Greta Reverdito – «il Comune di Grado partecipa con una quota non inferiore al 10% del fabbisogno totale con l’obiettivo di soddisfare tutte le richieste». Il Comune dovrà inoltrare alla Regione Friuli-Venezia Giulia, entro il termine del 31 maggio 2025, l’elenco delle domande provvisoriamente ammesse al beneficio. «L’erogazione del contributo ai beneficiari – conclude la nota municipale – è subordinata al versamento ai Comuni dei fondi da parte della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia».

Il bando è consultabile al seguente link:
https://comune.grado.go.it/it/servizi-22473/contributi-per-labbattimento-dei-canoni-di-locazione-62876
Per informazioni: contattare il Servizio socio assistenziale comunale tel. 0431/898411 e 0431/898412, e-mail: servizi.sociali@comunegrado.it o prenotare un appuntamento mediante il portale del comune di Grado: https://comune.grado.go.it/it/servizi-22473/contributi-per-labbattimento-dei-canoni-di-locazione-62876

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In copertina, una bella panoramica dell’Isola di Grado vista dall’alto.

Grado, al via le iscrizioni (fino al 23 aprile) ai centri estivi comunali. “Giornate molto ricche di stimoli, scoperte e relazioni”

Da ieri, e fino alle ore 13.00 del 23 aprile prossimo, esclusivamente online, sono aperte a Grado le iscrizioni per i centri estivi comunali. A tale riguardo, l’ufficio istruzione del Municipio isolano informa le famiglie che le domande di iscrizione vanno presentate attraverso la Piattaforma servizi scolastici del Comune di Grado, accedendo con una delle seguenti credenziali: Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Cie (Carta d’Identità Elettronica) o Cns (Carta Nazionale dei Servizi).
«I centri estivi comunali – informa un comunicato della civica amministrazione – propongono un’esperienza educativa e ricreativa ad ampio respiro, caratterizzata da un approccio dinamico e fortemente integrato con il territorio. Il programma 2025 prevede per ogni turno almeno 2 uscite in spiaggia, diverse uscite sul territorio (a piedi e/o con lo scuolabus) e almeno 1 gita fuori dal territorio comunale con pullman. Attraverso le attività ludico-motorie e ricreative, gli interventi di esperti e i laboratori espressivi e creativi, i bambini avranno l’opportunità di vivere giornate ricche di stimoli, scoperte e relazioni significative. Inoltre, sono previste numerose collaborazioni con le realtà sportive e culturali del territorio, oltre a possibili momenti di incontro e gemellaggio con altri centri estivi».
«L’obiettivo principale – conclude la nota municipale – è promuovere la socializzazione, il piacere di stare insieme, la condivisione di esperienze e il rafforzamento delle competenze relazionali e cooperative in un contesto sereno e stimolante».

Per richieste di informazioni e assistenza rivolgersi al numero 0431.898266 o via e-mail all’indirizzo centriestivi@comunegrado.it

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In copertina, ecco un’immagine del palazzo municipale di Grado.

“Marcho. L’ultima bandiera”, evento al Visionario di Udine con Franco Cardini per la Fieste de Patrie dal Friûl

Sarà una grande serata-evento quella ospitata dal Visionario di Udine il 3 aprile, dalle 19.30. In occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, celebrata proprio in quella data, è infatti in programma la proiezione speciale di “Marcho. L’ultima bandiera” – alle 19.30 nella versione in friulano e alle 21.30 nella versione in italiano – arricchita dall’intervento del professor Franco Cardini, uno dei più importanti storici medievisti italiani, volto noto del piccolo schermo e saggista di fama.

Franco Cardini


Il professore ha infatti dato voce agli approfondimenti presenti nel docufilm co-prodotto dall’Agenzia regionale per la lingua friulana e da Artevideo, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Il film è stato girato in otto diverse location del Friuli con il coinvolgimento di oltre duecento persone. La pellicola vede inoltre gli importanti contributi di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’Arlef e autore del soggetto assieme a Enrico Maso e al regista; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli.
Andato in onda su Rai Storia, in prima serata, all’interno della trasmissione “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, il docufilm del regista Marco Fabbro ha subito riscosso un ampio successo. Lo stesso conduttore della trasmissione, Giorgio Zanchini, lo ha definito come un’occasione straordinaria per scoprire aspetti poco noti della storia del Friuli che si è incrociata con importanti eventi europei. La vicenda narrata è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420. Un avvenimento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato nella biblioteca della casa-forte Brunelde, a Fagagna.
In occasione delle giornate di celebrazione della “Fieste de Patrie”, anche molti studenti delle scuole superiori di primo e di secondo grado del Friuli assisteranno alla proiezione del docufilm e riceveranno in omaggio un opuscolo appositamente realizzato per loro, che illustra il contesto, i protagonisti e la storia di Marco di Moruzzo. Alcuni di loro avranno anche l’opportunità di conoscere dal vivo il professor Cardini in occasione del matinée loro riservato, sempre il 3 aprile, al Visionario.
Nei giorni che seguiranno la ricca giornata del 3 aprile, il film sarà nelle sale del Friuli, da Tolmezzo a Pordenone, da San Daniele a Gorizia, Codroipo e in molte altre, e anche a Roma, con una proiezione speciale in collaborazione con il Fogolâr Furlan.

Il calendario completo delle proiezioni è consultabile sul sito www.arlef.it

Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

“Patrie dal Friûl”, nei 150 Comuni Aclif la storica bandiera dello Stato patriarcale

La “Fieste de Patrie dal Friûl” – oltre che negli appuntamenti ufficiali a partire da quello di Sacile del 6 aprile – sarà celebrata in maniera diffusa pure in 150 Comuni dell’area friulanofona tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Si tratta dei Comuni aderenti all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, in cui domani 3 aprile non mancheranno di essere esposte le bandiere del Friuli storico in ricordo di quando nel 1077 l’imperatore Enrico IV concesse a Sigeardo, Patriarca d’Aquileia, la signoria temporale dei suoi domini ecclesiastici.
«Nasceva così – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – lo Stato patriarcale, simbolo dell’autonomia della nostra terra e delle sue genti. A distanza di 948 anni siamo chiamati non solo il 3 aprile ma ogni giorno a ricordarci e a lavorare per questa autonomia che trae forza in particolare dall’aspetto linguistico. Sono tante le sfide che ci aspettano per promuovere sempre più l’uso della lingua friulana, dalla maggiore presenza sulla radiotelevisione pubblica all’insegnamento nelle scuole fino a progetti legati a vari aspetti meno tradizionali, come quello sportivo. Ma siamo pronti a lavorare tutti uniti, come 150 Comuni Aclif, per rafforzare la nostra identità collaborando anche con le altre minoranze linguistiche regionali, quella slovena e tedesca. Intanto, il 3 aprile, esporremo con orgoglio la bandiera del Friuli storico, guardando al futuro».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

Nimis al voto, questa settimana nuovi appuntamenti con Bonfini e Mattiuzza: oggi due incontri in Clotz e a Torlano

(g.l.) Primo aprile, ancora due settimane e poi gli elettori di Nimis si recheranno alle urne (13 e 14 aprile) per scegliere il nuovo sindaco. Come è noto, due sono gli sfidanti ed entrambi ingegneri: Sergio Bonfini, 69 anni, vicesindaco nella Giunta Bertolla prima dell’arrivo del commissario straordinario Giuseppe Mareschi, e Fabrizio Mattiuzza, 47 anni ed ex assessore. E nella serata odierna ci saranno incontri con entrambi i candidati e gli schieramenti che li sostegnono: Sergio Bonfini (Chei mancul piês e Nimis riparte) da Basan in Borgo Clotz e Fabrizio Mattiuzza (Obiettivo Nimis) in Sala Micossi a Torlano; altri due incontri domani a Vallemontana e a Ramandolo. Quindi, si passerà al 7 aprile, nella giornata che aprirà l’ultima settimana di campagna elettorale tramite incontri con la cittadinanza. Questo, comunque, il calendario completo dei prossimi appuntamenti, secondo l’ordine di presentazione delle liste:
Sergio Bonfini – 1 aprile, ore 20, da Basan in Borgo Clotz; 2 aprile, ore 20, ex osteria Graziella a Vallemontana; 7 aprile, ore 20, Borgo Romanzo a Ramandolo; 8 aprile, ore 20, ex scuole elementari di Nimis; 9 aprile, ore 20, Al Friuli di Torlano.
Fabrizio Mattiuzza – 1 aprile, ore 20.30, sala Micossi a Torlano; 2 aprile, ore 20.30, Osteria di Ramandolo; 7 aprile, ore 20.30, Al Cacciatore di Cergneu, 8 aprile, ore 20.30, ex osteria Graziella di Vallemontana; 9 aprile, ore 20.30, ex scuole elementari di Nimis.
Le operazioni elettorali, come già ricordato, si terranno nei giorni 13 e 14 aprile, mentre la proclamazione degli eletti avverrà il 15 appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina. Per cui per l’ora di pranzo si dovrebbe conoscere il nome del nuovo sindaco.

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

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In copertina, la sede municipale di Nimis in piazza 29 Settembre.

L’artista Simon Berger sarà protagonista a Casarsa della Delizia. Il sindaco Colussi: il 2025 è un anno speciale per la cultura

Mancano due settimane all’avvio a Casarsa della mostra “A Matter of Metamorphosis” di Simon Berger, artista svizzero dalla fama internazionale capace di dare vita al vetro con le sue opere. Contestualmente con l’inaugurazione della rassegna il 12 aprile, la Città di Casarsa della Delizia promuove una serie di eventi paralleli per approfondire ulteriormente la sua riflessione su arte e contemporaneità.
Simon Berger arriverà a Casarsa l’8 aprile: la mostra è “site specific”, quindi l’artista creerà direttamente nei giorni precedenti all’inaugurazione le opere che verranno mostrate all’interno della sala espositiva dell’ex municipio. L’esposizione, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, è realizzata con il sostegno dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con la galleria Cris Contini Contemporary.
Il 10 aprile, assieme al Centro Studi Pier Paolo Pasolini, verrà proiettato alle 18 in sala consiliare nel palazzo municipale Burovich de Zmajevich il docufilm “La rabbia”, incentrato sul rapporto tra Pasolini e le complessità della modernità (evento che si inserisce in coda al seminario internazionale Spazio Pasolini).


L’11 aprile è previsto un momento formativo con il Liceo artistico Galvani di Cordenons, partner della mostra: alcune studentesse saranno a Casarsa per scoprire gli aspetti organizzativi dell’esposizione all’interno del percorso di formazione scuola/lavoro. Infine, sabato 12 ecco la giornata inaugurale nella sala espositiva dell’ex municipio. Alle 10 con la conferenza stampa dedicata ai giornalisti e alle 11 con il vernissage. La mostra rimarrà poi visitabile, con ingresso libero, fino al 27 luglio.
«Grazie a tali eventi paralleli – commenta il sindaco Claudio Colussi – vogliamo ampliare il messaggio di questo progetto artistico dal respiro internazionale. Berger a Casarsa porterà la sua riflessione sull’arte di Franz Kafka in un anno speciale per la nostra cultura: infatti, oltre a Go!2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura 2025 e alla recente proclamazione di Pordenone capitale italiana della cultura 2027, ricorrono anche i 50 anni dalla morte di Pasolini».
Il progetto espositivo è realizzato dal Comune di Casarsa della Delizia con il supporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Cris Contini Contemporary, Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa, Pro Casarsa della Delizia Aps, Contemporary&Co ed il Liceo Artistico Statale Enrico Galvani. Curatori Sandrine Welte e Pasquale Lettieri.
Simon Berger è nato il 9 aprile 1976 in Svizzera. Vive e lavora a Niederönz. Inizialmente ha avviato le sue esplorazioni artistiche dipingendo ritratti con bombolette spray, per poi passare ad altri mezzi espressivi. Falegname di formazione, la sua naturale affinità per il legno ha ispirato le prime creazioni artistiche all’interno del suo studio. Appassionato di meccanica, ha anche dedicato molto tempo al lavoro su carrozzerie di auto usate per creare assemblaggi.
Riflettendo su cosa fare con un parabrezza di auto è nata la sua idea di lavorare con il vetro. «Il volto umano mi ha sempre affascinato – spiega Simon Berger -. Sul vetro di sicurezza, questi motivi prendono vita e catturano magicamente l’osservatore. È un processo di scoperta, dall’offuscamento astratto alla percezione figurativa». Ricordando tecniche scultoree, un martello viene utilizzato per imprimere i tratti del volto, mettendoli in risalto, mentre la frantumazione controllata del vetro crea fratture regolate dalle leggi fisiche della materia. Invece, di collassare su se stesso, il vetro di sicurezza mantiene i frammenti al loro posto. Il modo in cui la luce interagisce con le crepe e i frammenti all’interno del vetro crea un effetto riflessivo: a seconda dell’illuminazione, il ritratto sembra brillare.

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In copertina, l’artista svizzero Simon Berger mentre realizza una delle sue opere.

Grado, domani c’è il “Barbana Day” per preservare la bellezza di un’amata isola di spiritualità in mezzo alla Laguna

(g.l.) Una domenica tutta dedicata alla bellissima Barbana, amato faro di spiritualità e riflessione, in mezzo al suggestivo ambiente lagunare di Grado. Domani, 30 marzo, l’Isola si trasformerà, infatti, in un cantiere di solidarietà grazie al “Barbana Day”. Si tratterà di «un’intera giornata dedicata alla pulizia dell’arenile e delle aree circostanti il Santuario, con l’obiettivo – ha informato la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia – di preservare la bellezza di questo luogo simbolo della Laguna di Grado. L’evento, organizzato con la collaborazione dei motoscafisti gradesi, vedrà la partecipazione di numerosi volontari, pronti a raccogliere i rifiuti e a prendersi cura del territorio». La partenza è fissata per le 9.30 con trasporto gratuito verso l’Isola. Alle 12, un momento di convivialità con una invitante pastasciutta per tutti i partecipanti.
Ma il “Barbana Day” non si limiterà alla pulizia del luogo, tanto che i volontari si cimenteranno anche nella creazione di un orto botanico. «Un invito e tutti i cittadini – aggiunge la Chiesa gradese – a partecipare a questa giornata di impegno civico, un’occasione per fare qualcosa di concreto per l’ambiente e per la comunità». Per prendere parte alla importante giornata, è indispensabile portare guanti da lavoro. Per informazioni, è possibile rivolgersi all’indirizzo mail barbanaday@gmail.com
Come è noto, l’Isola di Barbana, con il suo celebre Santuario mariano e l’ambiente lagunare circostante, è oggetto di periodiche iniziative che vedono spesso il coinvolgimento di volontari. Queste attività sono fondamentali per preservare la bellezza e la salubrità dell’isola, che attira numerosi visitatori e pellegrini, soprattutto durante la stagione turistica. E l’apice è raggiunto la seconda domenica di luglio quando il Santuario mariano è raggiunto dal pellegrinaggio votivo che parte con un suggestivo corteo di barche dal Porto di Grado: è lo storico e sempre partecipatissimo “Perdòn de Barbana”.

barbanaday@gmail.com

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In copertina, una suggestiva immagine dell’Isola di Barbana in mezzo alla Laguna; sullo sfondo, la città di Grado.

Cent’anni di alpini a Povoletto, stasera un libro dedicato alla Sezione Ana di Cividale in attesa del Coro congedati Julia

di Mariarosa Rigotti

Doppio appuntamento, a Povoletto, nell’ambito delle celebrazioni per i cent’anni del Gruppo Ana. In calendario vanno segnate, infatti, due date da non perdere: quella di oggi 29 marzo, con la presentazione di un libro dedicato al centenario degli alpini della Sezione Ana di Cividale, e quella di sabato prossimo, 5 aprile, quando nella cittadina alle porte di Udine arriverà il Coro congedati della Brigata alpina Julia. Ma procediamo con ordine. Intanto, si ricorda l’appuntamento odierno, fissato per le 18, in sala Adriano Degano (accanto alla Chiesa parrocchiale), dove è prevista la presentazione del volume “La sentinella d’Italia 1924-2024. Cent’anni della Sezione Ana di Cividale” di Guido Aviani Fulvio e Pierluigi Parpinel. Questo evento, a ingresso libero, è organizzato dal Gruppo Alpini, appunto, nel centenario di fondazione, in collaborazione con la stessa Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Povoletto; inoltre, sono sponsor, come del resto per tutti gli eventi con la penna nera di Povoletto, Amministrazione Beni Marsure, Pro Loco Povoletto e CrediFriuli.

Il Coro congedati della Julia.


Sabato 5 aprile, ci sarà invece un momento sicuramente molto atteso, sempre a ingresso libero, con un grande concerto che vedrà protagonista il Coro congedati della Brigata alpina Julia e che sarà ospitato nell’auditorium comunale, in piazza. Un coro la cui storia ha quasi cinquant’anni, tanto che la stessa formazione si presenta raccontandosi e ripercorrendo la sua ormai lunga storia, oltre ad anticiparne il repertorio: «Il nostro coro nasce nell’agosto del 1979 al fine di partecipare al concorso Cori alpini alle Armi. Il repertorio è sempre stato legato sia alle vicende della vita in montagna, cantato dai suoi più grandi compositori e arrangiatori, tra i quali possiamo citare Pigarelli, Pedrotti, Bon, Casagrande, Malatesta e De Marzi, sia alle vicende drammatiche del corpo degli alpini nella Prima e Seconda guerra mondiale, nonché a tutta la vita dei militari dalle reclute, ai vecj, ai congedati».
Eterogenea la provenienza dei coristi: «Le zone di reclutamento sono cambiate con gli anni, ma hanno principalmente interessato Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo». Quanto alla direzione: «È stata affidata a dei giovani maestri in armi, alpini di leva, che si sono tramandati esperienze e tecniche e hanno affinato la qualità delle voci. Sono cambiati i maestri, i capicoro, tanti e tanti coristi (fino ad oggi circa un migliaio): il Coro congedati della Brigata Alpina Julia è sempre rimasto lo stesso, portando lo spirito del Corpo degli alpini in mezzo alla gente». E poi una importante sottolineatura: «L’impostazione e la passione sono rimaste immutate fino ai nostri tempi, tanto che i coristi congedati da molti anni o da pochi mesi, alcuni potrebbero essere padri e figli, che non si sono mai visti o conosciuti, continuano a incontrarsi, in occasioni di concerti, per rivivere la bellissima esperienza di cantare assieme per trasmettere emozioni e ricordi e per tenere vivi gli ideali degli Alpini». E infine una chiosa: «Nel momento in cui si intona la prima nota, anche se i coristi non sono mai gli stessi, se i maestri sono sempre diversi o si alternano nella direzione durante lo stesso concerto, se di prove se ne sono fatte poche, tutti cantano con la stessa gran voce per trasmettere il medesimo sentimento».
Da ricordare che anche per questo evento musicale c’è il patrocinio del Comune e del Gruppo Ana. E al pubblico non resta dunque che partecipare al significativo concerto di sabato prossimo.

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In copertina, una foto storica degli alpini a Cividale e il libro rievocativo che sarà presentato questa sera a Povoletto.

Colombre e Maria Antonietta aprono a Socchieve la nuova edizione di Casamia. E a Gorizia parte In/Visible Cities

SOCCHIEVE -Saranno Colombre e Maria Antonietta a inaugurare, oggi alle 18, al Sos music di Socchieve, la nuova edizione di “Casamia”: progetto di residenze che porta in Carnia artisti dall’Italia e dall’estero. Da marzo e fino a dicembre, otto piccole comunità ospiteranno altrettanti artisti/gruppi che, per una settimana, si immergeranno completamente nella loro musica lasciandosi contaminare dalle comunità ospitanti e dai territori, con la loro storia e le loro peculiarità. Ogni sabato, sempre alle 18, ciascuno sarà protagonista di una restituzione: un concerto, a ingresso gratuito, destinato in particolar modo a chi li ha ospitati, ma non solo. «Casamia è un progetto che utilizza la musica come pretesto per costruire relazioni fra artisti e comunità – ha spiegato Francesco Rossi della Cooperativa Puntozero -. In questi anni credo siamo riusciti nel nostro intento».
DUE CANTAUTORI – Ad aprire la nuova stagione saranno due cantautori che, dopo il pezzo portato sul palco del Primo Maggio di Roma, nel 2024, stanno collaborando a un intero disco scritto e composto a quattro mani, che uscirà proprio in primavera. Fra i più brillanti rappresentanti della musica indie italiana, Maria Antonietta e Colombre, hanno delle carriere ricche e multiformi. Maria Antonietta ha pubblicato il suo album d’esordio, prodotto da Brunori Sas, nel 2012, a cui ne sono seguiti altri, assieme ai tour italiani ed europei. Ma è stata anche giurata del Premio Strega Poesia; ha aperto il concerto di Calcutta, Lana del Rey e Paolo Nutini, fra gli altri. È anche autrice del singolo “E invece Niente” per i Tre Allegri Ragazzi Morti; oltre a essere conosciuta come scrittrice e giudice del Festival di Castrocaro. Colombre ha esordito invece nel 2017 con l’album “Pulviscolo”, subito candidato nella cinquina del premio Tenco come miglior opera prima. Tra il 2017 e il 2018 ha intrapreso un tour di più di cento concerti, aprendo anche per De Gregori, Mac DeMarco e Luci della Centrale Elettrica. Sempre nel 2018 ha vinto il premio “Super MEI Circus” come miglior artista indipendente dell’anno. Chitarrista di Calcutta nel 2019, nel 2022 ha prodotto la canzone “Nulla” di Ariete. «Ognuno di noi ha sempre avuto la propria scrittura, la propria identità, il suo progetto, i suoi tour e i suoi dischi – hanno raccontato -. Questa invece è un’avventura differente, in cui si condivide la scrittura, si mixano due visioni, due sensibilità e due identità dentro a un progetto totalmente inedito». Un po’ quello che faranno anche nella loro residenza a Casamia.
ALTRE DATE E ARTISTI – Dopo questa prima data seguirà quella di Babau, con una restituzione a Cleulis il 26 aprile; Matteo Salzano che suonerà a Muina il 17 maggio; e ancora Generic Animal e Devin Yüceil il 19 luglio, a Lovea; a settembre, il 29, sarà la volta di Iako. Fra ottobre, novembre e dicembre, in programma altre tappe e artisti fra Pesariis, Clavis e Sutrio.
Casamia 2025 è un progetto ideato da Puntozero e Zeroidee realizzato con il sostegno di Fondazione Friuli, in collaborazione con numerosi soggetti pubblici e privati; finanziato, per la tappa di Socchieve, nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici – Titolo del Progetto: “Aghis limpidis e mons di pâs – acque limpide e montagne di pace”; per le tappa di Ovaro (a Muina e Clavais) nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici. È stata inoltre fatta richiesta di finanziamento alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Informazioni: casamiaresidenze.it, Facebook, Instagram, info@casamiaresidenze.it

GORIZIA – È tutto pronto per le prime due giornate di In\Visible Cities XL: edizione espansa del Festival Urbano Multimediale organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro in occasione di GO!2025 Capitale europea della cultura. L’obiettivo di queste prime date, e di quelle in programma fino a ottobre, è di consentire un’esplorazione del territorio isontino attraverso performance itineranti e partecipative capaci di valorizzare il patrimonio storico, urbanistico e naturalistico, offrendo nuove prospettive sul paesaggio e sulla memoria dei luoghi. Si comincerà così, oggi, con percorso audioguidato mediante cuffie wifi, “Orfana la mia città”; per proseguire domani, con la performance site-specific “Atlante Isontino”. A unirle un unico filo conduttore: le memorie. Quelle storiche nel primo caso, quelle emotive, nel secondo.
ORFANA LA MIA CITTÀ – Con “Orfana la mia città” (oggi alle 16.30 e domani alle 11) il pubblico parteciperà a un percorso alla scoperta di Gorizia e della storia del confine che la attraversa. Il ritrovo è al Teatro Verdi mentre l’arrivo sarà alla rinnovata stazione Transalpina. Nella sua drammaturgia, Riccardo Tabilio ha costruito, partendo dalle ricerche storiche di Alessandro Cattunar, un racconto tra memoria e poesia, tra testimonianze italiane e slovene, che ripercorre le vicende di una città di frontiera. Dall’epoca asburgica al fascismo di confine, fino al 1947, quando la linea bianca divise Italia e Jugoslavia, ultimo tratto della cortina di ferro.
ATLANTE ISONTINO – Al parco Piuma, in riva all’Isonzo, si potrà assistere ad “Atlante Isontino” (domani alle 16.30): una performance site-specific, di Giulia Bean, dedicata ai ricordi legati al fiume che unisce Gorizia e Nova Gorica. Le memorie di chi lo vive prendono forma attraverso i corpi di due danzatrici, che guidano il pubblico con suggestioni in cuffia in una danza fluida che ricorda un piano sequenza cinematografico. Un’esperienza che raccoglie, ascolta e restituisce storie in un’orchestra di movimenti e nostalgie.
Tutti gli eventi in programma nel cartellone di In\Visible Cities XL sono gratuiti con prenotazione obbligatoria. Per prenotare è sufficiente inviare un messaggio Whatsapp o un sms al numero 328.8535125 indicando Nome, Cognome, Spettacolo, Numero di biglietti che si desidera prenotare. In caso di impossibilità a partecipare, i prenotati sono pregati di informare l’organizzazione per consentire ad altre persone di partecipare, essendo ogni evento a numero chiuso. In\Visi ble Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo. Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina, i cantautori Colombre e Maria Antonietta e all’interno Atlante Isontino.